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I repubblicani costretti a ritirare le legge che doveva abrogare la riforma sanitaria di Obama. Che tra tanti difetti, ha anche molti pregi per i cittadini Usa. Ma ora Trump si trova senza un trofeo politico importante Stampa E-mail
Sabato 25 Marzo 2017 01:44

Smacco sull'Obamacare: il presidente decisionista si trova con un nulla di fatto

 

 Donald Trump incassa la prima sconfitta grave tra i "suoi". È costretto a ritirare il progetto di contro-riforma sanitaria, che doveva cancellare la nuova sanità introdotta nel 2010 da Barack Obama. La débacle arriva al termine di una giornata convulsa, segnata da lacerazioni tra i repubblicani. Il ritiro del progetto di legge voluto da Trump è una decisione obbligata, presa in un clima di caos, a pochi minuti dall'inizio di una votazione alla Camera dove la sua bocciatura era ormai un certezza.

L'opposizione democratica gongola, i repubblicani si sono rovinati da soli, con una guerra intestina tra fazioni del partito. Alla prova più cruciale l'autorità del presidente è stata insufficiente a compattare il partito. Ora Trump e il suo interlocutore istituzionale, il presidente della Camera Paul Ryan, devono raccogliere i cocci, ripartire da zero. Il presidente cerca di mascherare la sconfitta cambiando tema: "Ora occupiamoci della riforma fiscale, per ridurre le imposte", annuncia in serata.

Il disastro sulla sanità ha ricadute politiche e di sostanza. Cominciando dalla seconda: gli americani per ora si tengono Obamacare. Nel bene e nel male. La riforma del 2010 ha allargato la platea degli assicurati con quasi 20 milioni di cittadini che per la prima volta hanno avuto la copertura dell'assistenza medica e ospedaliera. Inoltre è stato vietato alle compagnie assicurative rifiutare dei clienti perché "già ammalati in passato", una pratica che prima era corrente. Con dei costi elevati, però, in certi casi a carico delle aziende, in altri dei cittadini stessi. E senza riuscire a calmierare i prezzi: né le tariffe assicurative, né quelle medico-ospedalieri, né i prezzi dei farmaci.

L'alternativa repubblicana? Sarebbe stata ancora peggiore, peggiorando la situazione per 24 milioni di persone (stime indipendenti del Congressional Budget Office), in nome di un ritorno alla libertà di mercato più sfrenata. Per esempio, nel disegno di legge repubblicano doveva scomparire il "servizio minimo obbligatorio", che imponeva alle assicurazioni di rimborsare alcune prestazioni di base come il ricovero d'emergenza in un pronto soccorso o le spese del parto. Nell'insieme dunque si può parlare - provvisoriamente - di scampato pericolo: gli americani si tengono il sistema che c'è, sia pure molto più inefficiente e costoso rispetto alla media dei paesi ricchi (soprattutto quelli nordeuropei).

La dimensione politica è quella più dirompente per Trump, che ha appena superato i due mesi alla Casa Bianca. Finora questo presidente si era urtato ai "soliti nemici": la stampa, l'opposizione democratica, i giudici, e parecchi governi stranieri urtati dalle sue gaffes. Muro col Messico o decreto sigilla-frontiere, smantellamento delle tutele ambientali, protezionismo: Trump grosso modo manteneva le promesse fatte allo zoccolo duro dei suoi elettori, e scontentava tutti gli altri. La débacle sulla sanità invece lo mette contro i suoi, spacca la destra in modo traversale. E getta un'ombra sulla sua presunta capacità di rinnovare i metodi di Washington.

Trump fece campagna come l'ousider per eccellenza, l'anti-politico, il nemico della casta parlamentare, colui che avrebbe messo in riga deputati e senatori. Vantò anche la sua abilità di negoziatore, sul modello del suo best-seller "The Art of The Deal", promise di applicare al mondo politico i metodi decisionisti ed efficaci del businessman. È scivolato su una prova fondamentale, perché lo smantellamento di Obamacare è un trofeo ad alto valore simbolico per i repubblicani. Molto prima che Trump entrasse in politica, il Tea Party movement lo aveva preceduto e gli aveva spianato la strada, con manifestazioni di protesta che avevano segnato un revival del popolo di destra.

I nemici giurati del Tea Party erano due: i banchieri di Wall Street salvati a spese del contribuente; e la riforma sanitaria Obamacare. Trump, che all'annuncio della sua candidatura nell'estate 2015 era abbastanza agnostico e possibilista su Obamacare, col progredire della campagna elettorale si allinedò completamente sul Tea Party e promise nel modo più solenne di distruggere la riforma sanitaria del suo predecessore. Al dunque, i deputati repubblicani si sono divisi tra l'ala più intransigente che voleva spazzare via tutti i modesti progressi di Obamacare; e la componente moderata che voleva salvare gli aspetti più popolari, sia pure con qualche costo per il bilancio pubblico.

 

FONTE  FEDERICO RAMPINI repubblica.it

 
Londra sfida il terrore con la normalità: no alla paura Stampa E-mail
Venerdì 24 Marzo 2017 12:21

Altri 2 arresti a Londra. “L’attentatore: ex insegnante appassionato di bodybuilding

Nell’inchiesta in corso in Gran Bretagna dopo l’attacco di mercoledì a Westminster ci sono stati «altri due arresti significativi». A confermarlo è il responsabile di Scotland Yard per l’antiterrorismo, Mark Rowley. I nuovi arresti sono stati fati nel West Midlands e in altre zone del Paese. Il commissario di polizia ha confermato le anticipazioni di stampa secondo cui il vero nome del terrorista, prima della sua conversione all’Islam e che prendesse l’identità di Khalid Masood, era un altro, ovvero Adrian Russel Ajao. 

“Chi sa deve parlare con la polizia”  

Rowley ha nuovamente invitato l’opinione pubblica alla collaborazione: «Se c’è qualcuno che sa qualcosa è il momento giusto per parlare con la polizia». Le indagini, ha spiegato, si stanno concentrando sulla radicalizzazione dell’estremista, «se ci sono state influenze da altri Paesi, quali le influenze all’interno della comunità di cui faceva parte». «Sarebbe importante -ha spiegato- avere informazioni da persone che lo conoscevano».  

La vita dell’attentatore  

Il 52enne Khalid Masood nato nel Kent, ha riferito Daily Mail, fu portato dalla madre single nella città costiera di Rye e in seguito si convertì all’islam e cambiò il proprio nome. Secondo alcuni media britannici, l’uomo che è stato ucciso dalla polizia durante l’attentato era sposato e aveva tre figli, ed era un ex insegnante di inglese appassionato di bodybuilding. Un vicino della sua abitazione a Birmingham, che sarebbe tra quelle perquisite dopo l’attacco al Parlamento in cui sono state uccise quattro persone, ha raccontato che Masood aveva un bambino di 5 o 6 anni e viveva con una donna asiatica.  

I precedenti penali  

A dicembre aveva poi improvvisamente lasciato la casa. Secondo fonti governative statunitensi, che hanno parlato a Reuters in via anonima, sebbene alcuni suoi conoscenti siano sospettati di voler raggiungere gruppi estremisti all’estero, lui «non l’aveva mai fatto». Masood, secondo quanto riferito dalla polizia, era noto alle autorità per reati comuni, per cui aveva subito diverse condanne, l’ultima nel 2003.  

Le indagini per terrorismo  

Era anche stato oggetto di indagini per terrorismo dei servizi britannici MI5, perché era stato individuato in modo marginale in alcune indagini. «La supposizione su cui lavoriamo è che sia stato ispirato dal terrorismo internazionale», ha detto il capo della polizia antiterrorismo, Mark Rowley, aggiungendo: «Il terrorismo legato a motivazioni islamiste è la nostra supposizione».

 

fonte lastampa.it

 
Il bilancio: 3 morti e 40 feriti, tra i quali due italiane. L’attentatore avrebbe noleggiato l’auto a Birmingham Stampa E-mail
Giovedì 23 Marzo 2017 10:00

Londra, attacco al Parlamento. Blitz della polizia nella notte: 7 arresti

 Il giorno dopo Londra si sveglia con l’Union Jack a mezz’asta, ma con la voglia di reagire. La prima reazione all’attentato di Westminster si materializza con una serie di blitz portati avanti per tutta la notte in ambienti considerati vicini al radicalismo islamico. Sette arresti in tutta l’Inghilterra, dalla capitale a Birmingham in seguito a una serie di blitz proseguiti per tutta la notte. È proprio sulla città del West Midlands che si concentrano gli sforzi investigativi alla ricerca di legami con l’attentatore, ancora ufficialmente senza nome. Qui sarebbe stata noleggiata l’auto dell’attentatore, secondo quanto scrive il Sun. Le perquisizioni si svolgono nella zona di Hagley Road, arteria della periferia ovest «qui viveva l’attentatore - scrive la stampa britannica - al secondo piano di un edificio». 

I tre punti dell’indagini  

L’indagine Scotland Yard si muove su tre direttrici:  

1) I legami internazionali dell’attentatore, la sua matrice ideologica, la preparazione materiale e i contatti con le organizzazione terrroristiche.  

2) Le perquisizioni avvenute per tutta la notte. 

3) La scelta di non divulgare alcun particolare sull’attentatore, né le identità delle vittime. 

«Non abbiamo paura»  

Già dall’alba la capitale ha ripreso la vita di tutti i giorni, nella stazione della metropolitana di Tower Hill gli impiegati hanno messo un cartello con la frase del giorno: «Il fiore che fiorisce tra le avversità è il più bello di tutti» e due hashtag significativi #londonisopen (Londra è aperta) e #wearenotafraid (non abbiamo paura). «Non ci pieghiamo» ha dichiarato il sindaco di Londra Sadiq Khan e il Parlamento resterà aperto anche ai turisti. «Siamo presenti in forma massiccia in tutta la città - ha dichiarato Scotland Yard- proprio per rassicurare i cittadini».

I feriti  

Il bilancio delle vittime è cambiato: i morti sarebbero tre, secondo quanto comunicato da Scotland Yard. Emergono intanto nuovi elementi sui feriti, 29 quelli ancora ricoverati, tra i quali c’è anche una signora romana, in vacanza con il compagno, colpita sul ponte Westminster in modo non grave (frattura a una caviglia). Sempre nello stesso punto sono rimaste coinvolte due comitive di studenti in gita, francesi e sudcoreani.  

Anche una giovane bolognese, che vive a Londra da sei anni, è rimasta lievemente ferita nell’attentato. Lo conferma una sua familiare, Silvia Grandi, docente all’università di Bologna. La giovane è stata medicata in ospedale, dopo aver riportato ferite superficiali ed escoriazioni alle gambe e ad un fianco. È rimasta schiacciata da altri ragazzi francesi, i quali, invece, hanno riportato ferite più gravi.  

 

L’attentato  

Ieri poco prima delle 16 ora italiana, un’auto ha travolto la folla sul ponte di Westminster, affollato di turisti, per poi schiantarsi contro il cancello del Parlamento, a pochi passi dal Big Ben . Il bilancio è di tre vittime più l’attentatore e 40 feriti, di cui sette sono in gravi condizioni. Secondo la ricostruzione della polizia, l’uomo alla guida, identificato erroneamente in un primo momento da alcuni media come Abu Izzadeen, era vestito di nero, ed è sceso dal veicolo con un coltello. Ha ferito un agente nel cortile di Westminster, tentando di entrare nel Parlamento, ed è poi stato ucciso dalla polizia. Una donna investita è morta. Scotland Yard ha da il caso come «attacco terroristico, finché non emergerà altro». 

 

 

 
Veicolo 4x4 piomba sulla folla di pedoni e ciclisti sul ponte di Westminster. Evacuata la premier britannica Theresa May Stampa E-mail
Mercoledì 22 Marzo 2017 18:51

Londra, attacco al Parlamento. Quattro morti, venti feriti. Ucciso l'assalitore, un asiatico

 

 

Torna il terrore, stavolta a Londra, nel giorno dell'anniversario della strage di di Bruxelles. Sono quattro le persone uccise e venti i feriti dopo l'attacco davanti al Parlamento inglese. Alla guida di un suv, un uomo si è lanciato sulla folla del ponte di Westminster lasciando numerosi feriti per terra, quindi è sceso dall'auto e ha accoltellato un agente nel cortile del Parlamento di Londra. L'assalitore è stato ucciso dalle forze di polizia dopo aver tentato di fare irruzione nel Parlamento britannico attraverso i cancelli del compound di Westminster. Evacuata la premier Theresa May che prendeva parte alla seduta in corso. Scotland Yard ha parlato chiaramente di terrorismo. I testimoni hanno descritto l'attentatore come un uomo 'dai tratti asiatici, un quarantenne'. Fino ad ora sono due le vittime dell'attacco, secondo Sky News.

Un agente di polizia è stato accoltellato nel cortile del Parlamento dall'assalitore che era sceso dalla macchina dopo essere passato sul Westminster bridge. 

Il Parlamento è stato sospeso. 'Ho visto un uomo tarchiato, vestito di nero entrare nel cortile del Palazzo nuovo, proprio sotto al Big Ben. Aveva qualcosa in mano, sembrava un bastone". Così Quentin Letts ha descritto alla Bbc l'attacco al Parlamento di Londra. Secondo altri testimoni l'assalitore è "un uomo di mezza età". Due poliziotti, ha detto ancora il testimone, hanno provato a fermarlo. "uno dei due è caduto per terra, mentre l'assalitore muoveva il braccio come se lo stesse accoltellando o colpendo". L'altro agente, ha continuato Letts, "è scappato a chiedere aiuto, mentre l'assalitore ha proseguito la sua corsa verso l'entrata del Parlamento". A quel punto, "due uomini in borghese armati di pistola gli hanno prima intimato di fermarsi poi gli hanno sparato due o tre colpi e lui è caduto a terra".

Cancelli chiusi e agenti armati a Buckingham Palace dopo l'attacco vicino al Parlamento di Westminster. Ne dà notizia l'agenzia Pa, secondo cui sono state alzate le misure di sicurezza a palazzo. La regina sarebbe dentro la residenza stando al suo vessillo (Royal Standard) che svetta in cima all'edificio.

Secondo il racconto di testimoni l'uomo ha tentato di fare irruzione attraverso i cancelli del compound del Parlamento a Westminster. Due persone giacciono a terra davanti alla Westminster Hall.

E' stata evacuata dal Parlamento la premier britannica Theresa May che si trovava al suo interno quando è avvenuto l'attacco. La premier ha riunito il comitato d'emergenza Cobra

Il premier Paolo Gentiloni è in costante contatto, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, con la Farnesina e con l'ambasciata italiana a Londra sugli sviluppi dell'attacco a Westminster. "Qualora fosse terrorismo, sarebbe una città ancora una volta colpita perché sappiamo e ricordiamo che Londra non è la prima volta che viene attaccata. Non ci è data la possibilità di abbassare la guardia", ha detto alla stampa italiana il ministro degli Esteri Angelino Alfano. Ha anche detto di aver "già attivato tutte le strutture della Farnesina per verificare la presenza eventuale, che ci auguriamo non esserci, di connazionali tra i feriti".

 

FONTE ANSA.IT

 

 
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