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Piazza Affari si veste di rosso in avvio di settimana. Stampa E-mail
Lunedì 23 Maggio 2016 08:44

Piazza Affari, profondo rosso in avvio settimana


La borsa italiana avvia le contrattazioni in netto calo, in accordo con gli altri Listini continentali, che accusano perdite consistenti.

Oggi è il giorno dei dividendi con metà delle 40 società dell'indice che oggi staccano cedole per circa 8,2 miliardi di euro.

A preoccupare gli investitori di Eurolandia rimane la Grecia che stringe ancora i denti con nuove misure di austerità richieste dai creditori internazionali per ottenere in cambio una nuova tranche di aiuti prima della riunione dell'Eurogruppo che si terrà domani.

L'Euro / Dollaro USA è sostanzialmente stabile e si ferma su 1,124. Sostanzialmente stabile l'oro, che continua la sessione sui livelli della vigilia a quota 1.252 dollari l'oncia. Seduta sulla parità per il petrolio (Light Sweet Crude Oil), che si attesta a 47,79 dollari per barile.

 Tra i mercati del Vecchio Continente, scivola Francoforte, con un netto svantaggio dello 0,86%, tentenna Londra, con un modesto ribasso dello 0,46%, e in rosso Parigi, che evidenzia un deciso ribasso dell'1,19%.

Avvio di settimana nero per la Borsa italiana, con il FTSE MIB che sta lasciando sul terreno il 3,01%; sulla stessa linea, si abbattono le vendite sul FTSE Italia All-Share, che continua la giornata a 18.985 punti, in forte calo del 2,70%.

Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari, Anima Holding, sale dello 0,20%, mentre Generali Assicurazioni, avanza dello 0,50%. Tutti rossi gli altri titoli.

Le peggiori performance, invece, si registrano su UnipolSai -7%.

In caduta libera Banca Popolare di Milano, che affonda del 5,40%.

Pesante Fiat Chrysler Automobiles, che segna una discesa di ben di 5 punti percentuali.

Seduta drammatica per Unipol, che crolla del 4,72%.

 

FONTE TELEBORSA.IT

 
Un hacker sta cercando di vendere 117 milioni di password di profili LinkedIn, rubate grazie ad una violazione del sito avvenuta nel 2012. Ecco come mettere al sicuro il proprio account Stampa E-mail
Domenica 22 Maggio 2016 12:39

Linkedin, violate 117 milioni di password

 

167 milioni di utenti coinvolti, 117 milioni di combinazioni che comprendono nome utente e password. Sono i numeri del database di credenziali LinkedIn che un hacker ha messo in vendita sul dark web a 5 bitcoin, circa 2300$.  

I dati sono il frutto di una violazione del social network professionale avvenuta nel 2012. Allora si riteneva che gli account rubati fossero soltanto 6 milioni e mezzo, ma il pacchetto offerto dall’hacker, che si fa chiamare “Peace”, racconta una storia diversa.  

Quattro anni fa la bre ha parlato direttamente con l’hacker coinvolto, ha riportato a galla la questione. Secondo gli esperti di LeakedSource, un motore di ricerca di dati rubati, del database non si è saputo più nulla per tutto questo tempo perché solo una ristretta cerchia di hacker russi era a conoscenza della sua esistenza.  

Linkedin, dal canto suo, ha confermato ufficialmente che i dati non sono il frutto di una nuova violazione ma risalgono proprio all’evento del 2012. In un commento a Motherboard un portavoce ha aggiunto che, nonostante il numero ufficiale di account bucati fosse stimato in 6,5 milioni, i tecnici del social network avevano offerto certezze sull’effettiva quantità di credenziali trafugate.  

 

L’esperto di sicurezza Troy Hunt, che gestisce un sito con cui si può verificare se i propri dati sono stati rubati, ha confermato la validità delle credenziali in vendita con un paio di utenti scelti a campione. In ogni caso non è dato sapere quante delle password incluse nel database siano ancora attive e funzionanti.  

LinkedIn ha già iniziato a contattare direttamente gli utenti il cui account potrebbe essere violato, per chiedere loro un reset forzoso della password. Se siete utenti LinkedIn è comunque consigliabile procedere ad un cambio password , operazione che andrebbe ripetuta di tanto in tanto anche senza lo spauracchio di una megabreccia.  

E se per caso usate la stessa password di LinkedIn anche per altri servizi il consiglio è di cambiarla subito anche per tutti gli altri profili e di scegliere sempre una password diversa per ogni sito.  

Per rendere il proprio account più sicuro e difficile da violare anche dopo un furto di password, è buona norma attivare l’autenticazione a due passaggi, che richiederà un’ulteriore conferma della propria identità (ad esempio tramite l’invio di un codice temporaneo via SMS) quando ci si connette da un computer o da un browser diverso dal solito. Su LinkedIn lo si può fare dal menù Privacy, sotto Privacy & Setting, cui si può accedere spostando il mouse sulla foto del proprio profilo.

 

FONTE andrea nepori lastampa.it

 

 
Il sito Web Aviation Herald ha ottenuto i dati degli ultimi tre minuti prima dello schianto: fumo nella cabina e anomalia a un finestrino Stampa E-mail
Sabato 21 Maggio 2016 12:01

“Localizzate le scatole nere del volo EgyptAir”

 

 Egyptair: da portavoce esercito prime foto rottami © Copyright ANSA

Le scatole nere (che in reatà sono rosse..ndr) del volo Egyptair precipitato nel Mediterraneo hanno emesso il segnale di identificazione, captato dai mezzi di soccorso.

Sono state individuate nella stessa area in cui sono stati rinvenuti rottami e resti.

  Lo riporta la tv Cbs, citando fonti del governo egiziano.

 

 

 
I giovani sono sovraistruiti per i lavori che fanno e il loro peso è sempre minore. Sono impiegati soprattutto nel privato. Calano i Neet, ma restano 2,3 milioni Stampa E-mail
Venerdì 20 Maggio 2016 13:11

Istat, la staffetta generazionale non funziona. Tra lavoro e conflitti, la fotografia del Paese

C’è la ripresa moderata del Pil e la crescita dei consumi delle famiglie spinta dall’aumento del reddito disponibile, la ripresa degli investimenti e la lenta fuoriuscita delle nostre imprese dalla crisi, e c’è il lavoro (a cominciare però da quello che ancora manca) nella fotografia che scatta l’Istat col suo Rapporto annuale. 

Un’analisi molto dettagliata sulla situazione del Paese e le sue prospettive, e sulle trasformazioni sociali e demografiche (la popolazione italiana diminuisce e invecchia). Con una lettura che attraversa le varie fasce generazionali: giovani, adulti, anziani, dalla Generazione della ricostruzione a quella del Baby boom, dalla Generazione di transizione a quella del Millennio (la più colpita dalla crisi) sino all’ultima, la Generazione delle reti.  

 Nel 2016 l'andamento dei prezzi "appare ancora molto debole" e quello del mercato del lavoro "è incerto". Lo afferma l'Istat nell'ultimo rapporto annuale 2016, ritenendo "plausibile", per il primo semestre, il succedersi di periodi di debole crescita tendenziale dei prezzi e di episodi deflazionistici. La ripresa dei consumi risulta infatti insufficiente a bilanciare il calo dei prezzi energetici. Allo stesso tempo, il mercato del lavoro nei primi tre mesi 2016 mostra una sostanziale stabilità degli occupati.



Solo 1 su 3 è famiglia 'tradizionale'

Il sistema di protezione sociale italiano è tra quelli europei "uno dei meno efficaci".

Nel 2015 il contratto a tempo indeterminato è stato il più diffuso: vi hanno fatto ricorso quasi due terzi delle aziende manifatturiere e del terziario. Nonostante l'aumento dei contratti fissi, l'incidenza del lavoro standard sul totale degli occupati è scesa al 73,4% nel 2015 dal 77% del 2008 con 1,3 milioni di occupati in meno. A trainare le assunzioni, in particolare nelle imprese manifatturiere, sono stati in primis gli sgravi contributivi.

In Italia 2,2 milioni di famiglie vivono senza redditi da lavoro. Le famiglie "jobless" sono passate dal 9,4% del 2004 al 14,2% dell'anno scorso e nel Mezzogiorno raggiungono il 24,5%, quasi un nucleo su quattro. La quota scende all'8,2% al Nord e al 11,5% al Centro. L'incremento ha riguardato le famiglie giovani rispetto alle adulte: tra le prime l'incidenza è raddoppiata dal 6,7% al 13%, tra le seconde è passata dal 12,7% al 15,1%.

Dal 2003 al 2014 i nuovi pensionati con oltre 40 anni di contributi sono quadruplicati, passando dal 7,6% al 28,8%, oltre uno su quattro. E' quanto emerge dal Rapporto annuale 2016 dell'Istat. L'incidenza di quelli che hanno versato contributi per non più di 35 anni scende dal 54,9% al 37,5% e quella di chi ha versato contributi per un periodo di 36-40 anni passa dal 37,6% al 33,7%. I nuovi pensionati del 2014 ricevono prestazioni più elevate di quelli del 2003 non solo per le carriere più lunghe e regolari, ma anche perché "il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo è ancora al di là dal dispiegare effetti diffusi". Nello stesso periodo 2003-2014, l'età di pensionamento si è progressivamente innalzata, salendo in media da 62,8 anni a 63,5. L'età mediana è passata da 60 a 62 anni.

Da Maria a Giulia, quattro generazioni a confronto

Giovani troppo qualificati, 1 su 4 ha contratti a tempo - Oltre un ragazzo su tre tra i 15 e i 34 anni è "sovraistruito", troppo qualificato per il lavoro che svolge. La quota è 3 volte superiore a quella degli adulti (13%). E' quanto emerge dall'ultimo Rapporto annuale dell'Istat. Tra i giovani inoltre è più diffuso il part time, soprattutto involontario (77,5% dei part timer giovani, contro il 57,2% degli adulti), "ad indicare un'ampia disponibilità di lavoro in termini di orario che rimane insoddisfatta. Inoltre anche il lavoro temporaneo - sottolinea l'Istat - è diffuso soprattutto tra i giovani: ha un lavoro a termine un giovane su 4 contro il 4,2% di chi ha 55-64 anni". Capita quindi che le professioni più frequenti nell'approccio al mercato del lavoro siano quelle di commesso, cameriere, barista, addetti personali, cuoco, parrucchiere ed estetista. A tre anni dalla laurea solo il 53,2% dei laureati ha trovato un'occupazione ottimale, con un contratto standard, una durata medio-lunga e altamente qualificata.

Anziani più sprint, baby boomer invecchiano meglio
 - Le nuove generazioni di anziani sono diverse da quelle del secolo scorso ma anche dalle generazioni di cinquant'anni fa. L'aumento dei livelli di istruzione e di benessere economico, stili di vita via via più salutari, prevenzione e progressi in campo medico hanno migliorato le condizioni di vita della popolazione anziana, con guadagni consistenti non solo nella vita media, ma anche nella qualità della sopravvivenza. Lo rileva il Rapporto annuale 2016 dell'Istat. La generazione dei baby boomer, cioè coloro che sono nati dal 1946 al 1965, arrivano alla soglia dell'età anziana in condizioni di salute decisamente migliori rispetto alle precedenti, con quote più basse sia di persone affette da limitazioni funzionali sia di chi dichiara di stare male. Lo star bene di salute, e ancor più gli elevati tassi d'istruzione delle generazioni che man mano passano nella fase anziana della vita, favoriscono l'invecchiamento attivo, cioè non solo la capacità di essere fisicamente attivi o di partecipare alla forza lavoro, ma anche di partecipare alla vita sociale, economica, culturale e civile. Tra le numerose attività degli anziani in Italia, non bisogna dimenticare quella di nonno. In media, rileva l'Istat, si diventa nonni a 54,8 anni. Anche se non si vive più sotto lo stesso tetto, i rapporti tra nonni e nipoti rimangono ben saldi nel tempo. Cresce anzi il ruolo attivo dei nonni: l'affidamento dei nipoti fino a 13 anni li coinvolge nell'86,9% dei casi.

Popolazione diminuisce e invecchia sempre più - La popolazione italiana diminuisce e invecchia. Al 1 gennaio 2016 la stima è di 60,7 milioni di residenti(-139 mila sull'anno precedente) mentre gli over 64 sono 161,1 ogni 100 giovani con meno di 15 anni. Il nostro Paese è tra i più invecchiati al mondo, insieme a Giappone e Germania.

Primi matrimoni sempre più tardi, 31 anni per le donne  - Aumenta l'età di chi decide per la prima volta di convolare a nozze: lo conferma l'Istat con il suo Rapporto Annuale 2016, secondo il quale la media del primo matrimonio delle donne è stata, nel 2014, di 30 anni e 7 mesi. Inoltre la famiglia tradizionale - composta cioè dalla coppia coniugata con due figli - non è più il modello dominante, visto che rappresenta meno di un terzo dei nuclei familiari (33%). Allo stesso modo le nuove forme di famiglie sono più che raddoppiate: quelle unipersonali di giovani e adulti non vedovi rappresentano ormai l'8% della popolazione, mentre le libere unioni sono più di 1 milione. In più della metà dei casi si tratta di convivenze - certifica l'istituto di statistica - tra partner celibi e nubili. Una novità è invece quella delle famiglie ricostituite, che ammonterebbero a più di 1 milione.

Aumentano italiani sovrappeso, soprattutto i bimbi  - In Italia l'eccesso di peso tra gli adulti è meno diffuso rispetto agli altri paesi europei, tuttavia l'andamento è crescente, soprattutto tra i maschi (da 51,2% nel 2001 a 54,8% nel 2015). Lo studio evidenzia come la diffusione del sovrappeso tra bambini e adolescenti è tra i più alti in Europa e di considerevole interesse per le ricadute sulla salute pubblica dei prossimi decenni.

 

fonte lastamp.it

fonte ansa.it

fonte agenzie internet

 
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