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Venerdì 20 Aprile 2018 21:19

"iPhone a rischio, cambiate password"

 

Un dispositivo in grado di 'craccare' qualsiasi tipo di iPhone, inventato per facilitare il lavoro di polizia e investigatori, potrebbe mettere a rischio la sicurezza degli smartphone Apple. Questo l'allarme lanciato da Thomas Reed, direttore della Malwarebytes, che dalle pagine del blog della compagnia ha invitato i possessori del telefonino a cambiare password, possibilmente evitando codici brevi. Al centro delle preoccupazioni degli esperti c'è infatti il GrayKey, device prodotto dalla compagnia Grayshift - azienda dai contorni piuttosto misteriosi e fondata, sembra, da ex collaboratori dell'intelligence Usa e da un ex ingegnere della sicurezza Apple - e in grado di eludere la sicurezza di iOS anche nelle sue versioni più aggiornate, identificando il pin nell'arco di qualche minuto (in caso di codice di 4 caratteri) o giorno (per password da 6 o più caratteri).

Un dispositivo studiato per le forze dell'ordine che tuttavia potrebbe - come si crede stia già accadendo - finire nelle mani sbagliate, con conseguenze gravi per la privacy. Una volta individuato il codice d'accesso e sbloccato il dispositivo, spiega infatti Reed, il contenuto completo dei file presenti sul dispositivo viene scaricato su GrayKey. Da quel momento, è possibile accedervi tramite un'interfaccia web e analizzarli. I contenuti completi e non criptati diventano inoltre disponibili per il download. Una potenziale miniera, insomma, per il 'mercato nero' dei dati personali.

Come proteggersi allora? Finora non si conosce ancora la falla presente in iOS che consente a GrayKey di 'bucare' i dispositivi Apple, ma in attesa che il colosso di Cupertino corra ai ripari, agli utenti viene dato il consiglio forse più banale ma al momento più sicuro: cambiare password, possibilmente utilizzando un codice di 6-10 o più caratteri. E come cautela aggiuntiva, aggiunge il Mail Online che riprende l'allarme di Reed, l'attivazione dell'impostazione per eliminare tutti i dati dal telefono dopo 10 tentativi di ingresso falliti.

Come spiega la stessa Grayshift in una breve frase presente in apertura del sito (al quale è possibile accedere solo dopo aver compilato un form dettagliato), il dispositivo non è certo alla portata di tutti: 15mila dollari il prezzo per una versione online utilizzabile limitatamente (300 volte) e 30mila per quella illimitata e utilizzabile offline. Un costo proibitivo, forse, ma certo non per le organizzazioni criminali che potrebbero potenzialmente metterci le mani.

 

fonte  adnkronos.com

 
L’annuncio è avvenuto a margine delle celebrazioni del 50esimo anniversario dall’indipendenza del Regno Unito Stampa E-mail
Venerdì 20 Aprile 2018 09:23

Cambia la cartina africana: lo Swaziland d’ora in poi si chiamerà eSwatini

 

Preparatevi ad aggiornare la mappa dell’Africa. Il Continente ha un nuovo Stato, o meglio, uno dei suoi 55, ha cambiato nome. Lo Swaziland, l’ultima monarchia assoluta africana, d’ora in poi si chiamerà eSwatini, «la terra degli Swazi» in lingua locale. La decisione è stata presa da Mswati III, il monarca assoluto che regna nel piccolo Paese, la cui superficie si estende sul territorio sudafricano, dal 1986. 

L’annuncio è avvenuto a margine delle celebrazioni del 50esimo anniversario dall’indipendenza dal Regno Unito. Lo Swaziland era rimasto uno dei pochi Stati in Africa australe che non aveva ancora cambiato il nome imposto dagli inglesi durante la colonizzazione. L’ex Rhodesia è diventata l’odierno Zimbabwe, l’ex Nyasaland si è trasformato in Malawi ed il Bechuanaland è l’attuale Botswana. Dal 2015 era in corso una discussione per cambiare o meno il nome del Regno su volere dei sudditi seccati dal fatto che il proprio Paese avesse un nome imposto dagli antichi colonizzatori. 

 Il re Mswati III

Nello stesso giorno in cui si è celebrata l’indipendenza del piccolo regno, anche Mswati III, noto per il suo stile di vita dispendioso, il suo sgargiante gonnellino rosso e le numerose mogli, ha celebrato il suo 50esimo compleanno. Il regno di eSwatini ha una popolazione di 1,3 milioni di persone, di cui il 27% malati di Hiv, il più alto tasso al mondo. La popolazione, al contrario del re, vive in condizioni di estrema povertà e i partiti politici sono banditi. In Africa australe è l’unico Paese ad aver stretto alleanza politica ed economica con Taiwan, rifiutando gli interessi di Pechino.

 

FONTE  Lorenzo Simoncelli lastampa.it

 
Sorpasso registrato nel 2017. I dati sul reddito pubblicati dall'FMI e rielaborati dal Financial Times Stampa E-mail
Venerdì 20 Aprile 2018 08:36

Schiaffo di Madrid a Roma: spagnoli più ricchi degli italiani

 La Spagna è diventata più ricca dell'Italia, in termini di PIL pro-capite. Il sorpasso è avvenuto nel 2017 e il dato è stato pubblicato dal World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale (FMI), poi, rielaborato dal Financial Times.

In parità di potere di acquisto, dunque, gli spagnoli risultano più ricchi degli italiani: il paese iberico ha raggiunto un reddito pro-capite, di 38.286 dollari contro i 38.140 della penisola tricolore. Già dal 2015, il PIL pro-capite ha registrato tassi di crescita superiori al 3%, più del doppio rispetto al nostro paese. Per poi accelerare e sorpassare tre anni dopo.

Secondo il giornale economico-finanziario inglese, nel tempo andrà ancora peggio: la Spagna, infatti, nei prossimi cinque anni, sarà il 7% ancora più agiata del Belpaese che solo dieci anni risultava più ricco del 10%.

FONTE TELEBORSA.IT

 
OPINAO Stampa E-mail
Giovedì 19 Aprile 2018 11:08

Um mundo pleno de interrogações

 Adv Dantas Rodrigues

 

Os mercados laborais de Portugal, Espanha e França estão instáveis e os políticos, uns por pressão dos sindicatos, outros a mando dos chamados grandes empregadores, querem alterar as leis do trabalho.

A ideia, em teoria, parece excelente. Porém, o pior é como levá-la à prática, sem ter de suportar constantes greves e aguerridas manifestações de rua como, por exemplo, as que se verificam em França no preciso momento em que me encontro a escrever este artigo. No nosso caso, onde também existe pressão dos sindicatos e onde os grandes empregadores também dão ordens aos políticos, a ambição de alterar as leis do trabalho é, todavia, menor.

Assim, no que nos diz respeito, propõe-se a bem dizer o controlo dos empregadores, desmaterializando o contrato de trabalho, passando a existir, no seu lugar, um "contrato digital" que será registado na plataforma da Segurança Social. Dito de outro modo, os deveres dos empregadores quanto ao pagamento das contribuições a que eles estão obrigados passarão a ser objeto de vigilância eletrónica.

Tirando este aspeto mais particular que nos distingue dos outros dois países acima referidos, a nova legislação laboral pretende ainda reduzir a duração e as renovações dos contratos a termo certo e incerto, introduzir limites ao número de renovações do contrato de trabalho temporário, eliminar a norma que permite a contratação a termo para postos de trabalho permanentes de jovens à procura do primeiro emprego e, por último, criar uma nova taxa adicional anual, entre 1% e 2%, a aplicar às empresas com excessivos contratos a prazo, a qual se destinará a ser paga à Segurança Social.

O mercado de trabalho tem vindo a mudar radicalmente, tornando desse modo difícil, senão mesmo impossível, encontrar um cargo profissional para toda a vida. A mundialização da economia, as novas tecnologias e, agora, a imigração massiva a que atualmente se assiste na Europa mudaram a própria natureza do trabalho, tanto ao nível da oferta como ao nível da procura.

Cada vez mais, ao longo da vida, as pessoas vão ter de exercer trabalhos diferentes (e não uma profissão), e terão, talvez num futuro não muito distante, de trabalhar mais de forma independente (autoemprego), individualizando as relações laborais.

Ao jeito dos contratos da Ryanair, celebrados através de brokers (intermediários) ou por intermédio de sociedades sediadas fora de Portugal em contrato de autoemprego (self-employment), sem qualquer tipo de vínculo laboral com as empresas, é aquilo que espera as novas gerações.

A Segurança Social que o pós-guerra universalizou na Europa será gerida individualmente pelo trabalhador, libertando desse encargo a empresa. Passará a ser uma espécie de seguro social. A flexibilidade laboral será o novo código genético das futuras relações de trabalho. Trabalhar-se-á mais a tempo parcial para compatibilizar a flexibilidade do empregador com a vontade dos trabalhadores em conciliar outras atividades vitais, tais como a maternidade ou a paternidade, estudar ou simplesmente trabalhar para vários empregadores.

Acredite-se ou não, postos de trabalho para a vida, contratos de trabalho localizados e taxas ou contribuições sobre o trabalho a pagar ou a cobrar pelas empresas empregadoras têm o fim anunciado, e bem mais cedo do que muitos pensam. Só não se sabe é quando. Temos pela frente, sem dúvida, um mundo pleno de interrogações.

 

FONTE Adv Dantas Rodrigues  Sócio Partner da Dantas Rodrigues & Associados

DN.PT

 
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