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Fari puntati su MPS e Deutsche Bank. BCE favorevole a misure che facilitino lo smaltimento dei non performing loans (NPL) Stampa E-mail
Giovedì 28 Luglio 2016 10:51

Vigilia da "stress" test. Padoan: "Le criticità saranno affrontate"

 

 Domani i fari dei mercati saranno puntati sulle banche europee e sui risultati degli stress test che verranno pubblicati dall'EBA, l'autorità bancaria europea.

Sotto esame 51 istituti di credito rappresentanti 15 Paesi europei, circa il 70% degli attivi bancari dell'Unione.

Sono cinque le banche italiane sotto i riflettori: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco Popolare, UBI Banca, ma quella che sarà osservata speciale è il Monte dei Paschi di Siena, mentre il Governo sta contrattando con Bruxelles per puntellare il capitale della banca senese.

Intanto, la Consob ha vietato le vendite allo scoperto per tre mesi, una decisione che accelera l'urgenza di intervenire. Il divieto, in vigore dal 7 luglio si protrarrà fino al 5 ottobre 2016 e, si applica anche a derivati e agli operatori market maker. Francoforte ha chiesto alla banca di ridurre l'esposizione netta ai NPL (non performing loan), ovvero crediti deteriorati, di quasi 10 miliardi entro il 2018.

Le banche del Belpaese e, in particolare MPS, presentano una elevata quota di crediti deteriorati che limitano sia la capacità di erogare nuovi prestiti sia le prospettive di redditività.

Il presidente della BCE, Mario Draghi ha ricordato che la Banca Centrale Europea "è favorevole a provvedimenti che facilitino lo smaltimento dei non performing loans (NPL)".

Oltre a MPS c'è un'altra banca europea osservata speciale: la tedesca Deutsche Bank che proprio ieri ha riferito di aver quasi azzerato gli utili nel secondo trimestre.

Il nostro Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha ribadito che "il sistema bancario italiano non ha bisogno dell'aiuto dello Stato, essendo in grado di implementare soluzioni di mercato. Niente panico per gli stress test: le criticità saranno affrontate".

Cerca di smorzare gli animi anche il numero uno dell'EBA, Andrea Enria. In una intervista al quotidiano Repubblica, Enria ha detto che gli stress test sulle principali banche europee, "non sono una sentenza, ma una scelta di chiarezza. E' inappropriato dare una interpretazione meccanicistica, per cui uno vede i risultati e identifica una cifra di capitale mancante".

 

fonte teleborsa.it

 
I russi hanno annunciato l’avvio di una campagna umanitaria con l’apertura di quattro corridoi umanitari per i civili “ostaggio dei terroristi” Stampa E-mail
Giovedì 28 Luglio 2016 10:16

Assad concede un’amnistia agli oppositori pronti ad “arrendersi e consegnare le armi”

 

 

                                  in questo video la spiegazione di tutto

 

Il presidente siriano Bashar al Assad ha concesso un’amnistia a tutti gli oppositori armati che si arrendono e consegnino le armi. Lo riferisce l’agenzia Sana, controllata dal governo siriano, che ha pubblicato il decreto presidenziale. L’amnistia è stata concessa oggi in concomitanza con le manovre russe e siriane per assicurarsi il pieno controllo di Aleppo est, la parte controllata da insorti e ormai del tutto assediata dalle forze lealiste. I russi hanno annunciato l’avvio di una campagna umanitaria con l’apertura di quattro diversi corridoi umanitari per i civili «ostaggio dei terroristi»

Si tratterà di tre corridoi per i civili e uno per i militanti armati. Ad annunciarlo il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu: «In base agli ordini del presidente russo Vladimir Putin si avvierà oggi un’operazione umanitaria congiunta con il governo siriano, di grandi proporzioni, per aiutare la popolazione civile della città di Aleppo». 

Con il quarto corridoio potranno uscire da Aleppo le unità dell’opposizione moderata alleata degli Stati Uniti, in particolare dell’Esercito siriano libero, che intendano separarsi dai gruppi jihadisti senza abbandonare la lotta armata. La necessità di questo quarto corridoio è dettata dal fatto che le postazioni dell’Esercito siriano libero sono spesso vicine a quelle del gruppo jihadista Fronte Nusra e «i soci statunitensi non hanno fornito informazioni sulla separazione tra il Fronte Nusra e l’Esercito siriano libero» continua Shoigu. L’evacuazione avverrà dai quartieri est di Aleppo, che sono in mano alle fazioni armate dell’opposizione e sono assediati dall’esercito. Ieri l’esercito siriano aveva annunciato di avere accerchiato i quartieri occidentali della città, tagliando tutte le vie di rifornimento. 

Sono oltre 500 le persone uccise e circa 2.000 quelle rimaste ferite nelle ultime due settimane in «otto attacchi terroristici contro le posizioni delle forze governative siriane con 21 attentatori suicidi che hanno usato tre mezzi militari e 12 auto bombe»: lo sostiene il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu. 

 

fonte lastampa.it

 
Bill Clinton, former U.S. president, speaks at the Democratic National Convention Stampa E-mail
Mercoledì 27 Luglio 2016 09:21

US election: Bill Clinton backs 'best friend' Hillary to lead US

 

 

 
Esordio da aspirante “First Husband” per l’ex presidente. Sanders: “Nominiamola per acclamazione” Stampa E-mail
Mercoledì 27 Luglio 2016 08:55

Bill Clinton lancia Hillary: “L’unica capace di cambiare in meglio le vostre vite”

 

 

«Se volete davvero cambiare per il meglio le vostre vite, non conosco nessuno più capace di Hillary a farlo». 

Nel suo esordio politico come aspirante “First Husband”, primo marito americano di una donna presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton ha unito la sua conoscenza personale della moglie, e la sua abilità politica, per demolire la falsa immagine diffusa dai repubblicani e ripresentare la «vera Hillary che vi consiglio di eleggere». 

 Nel pomeriggio la Convention democratica di Philadelphia aveva fatto la storia. Aveva nominato ufficialmente la prima donna candidata alla Casa Bianca, e senza contestazioni. Anzi, durante la conta dei voti era stato lo stesso Bernie Sanders, suo rivale nelle primarie, che l’aveva promossa per ricostruire l’unità del Partito: «Propongo che lo scrutinio sia interrotto, e Hillary Clinton riceva la nomination per acclamazione». 

 Bill ha cominciato il suo discorso da quella primavera del 1971, in cui conobbe una ragazza con gli occhialoni che era riuscita ad affascinarlo: «Da allora in poi, non abbiamo più smesso di camminare e ridere insieme».

L’ex presidente ha raccontato tutte le iniziative presa da Hillary quando era ragazza, contro la discriminazione razziale, per difendere i bambini, per garantire la sanità a tutti. In molti passaggi è risultato persino noioso, ma apposta: perché voleva dimostrare come il cambiamento positivo, reale ed efficace non si ottiene con messaggi ad effetto di 140 caratteri, ma con il lavoro profondo, duro e faticoso. 

Ha raccontato il loro matrimonio, il trasferimento in Arkansas, la nascita della figlia Chelsea, il passaggio alla Casa Bianca, dove Hillary aveva lavorato alla riforma sanitaria, e una volta fallito questo obiettivo non si era da per vinta, ma aveva ricominciato a lavorare con i suoi avversari per ottenere almeno l’assicurazione dei bambini. Naturalmente nessun accenno ai loro problemi matrimoniali, ai tradimenti, allo scandalo Lewinsky, non solo perché non faceva comodo, ma anche perché sono cose già note nei dettagli, e forse fanno parte delle difficoltà che a volte una coppia deve affrontare e superare. 

Sembrava una carrellata di ricordi che molti conoscevano già, ma poi è arrivato lo scarto. «Come potete conciliare questa Hillary che vi ho raccontato finora, con quella che aveva sentito descrivere la settimana scorsa durante la Convention repubblicana? Non potete, perché quella non era vera. Era una caricatura, un cartone: sarebbe stato troppo difficile fare i conti con la realtà di questa persona». I repubblicani, in altre parole, hanno mentito su Hillary, perché era l’unica strada che potevano seguire per cercare di bloccarla. Ma la verità è un’altra, cioè quella di una donna che ha dedicato tutta la vita ad ottenere cambiamenti concreti per le persone in difficoltà. Anche nella politica estera, dove i repubblicani hanno inchiodato la ex segretaria di Stato alle sue responsabilità per l’attacco al consolato di Bengasi, mentre Madeleine Albright che l’aveva preceduta in quella posizione l’ha difesa, accusando piuttosto Trump di un comportamento irresponsabile che inviterebbe Putin a rioccupare l’Europa. 

Bill naturalmente sapeva che non era facile ripresentare sua moglie agli americani, e cancellare completamente le ombre allungate su di lei dai repubblicani. Perciò ha lasciato la decisione agli elettori: «Scegliete voi, con il voto, qual è la vera Hillary. Io la conosco, ed è il miglior agente di cambiamento positivo che potete trovare oggi». 

 

FONTE  paolo mastrolilli lastampa.it

 

 
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