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Garanzia pubblica per supporto valida in tutto 2016. Wsj, programma da 150 mld Stampa E-mail
Giovedì 30 Giugno 2016 16:14

Banche: l'Ue dà ragione all'Italia

 

 La commissione europea ha dato domenica il via libera a un piano di sostegno pubblico alle banche italiane, da attivare da parte del Governo se necessario per fronteggiare eventuali turbolenze dei mercati. Emerge da una nota della commissione. Si tratta, secondo il Wall Street Journal, di una garanzia statale su 150 miliardi di liquidità per creare un programma preventivo di supporto alle banche, da attivare nel solo 2016 e per gli istituti solvibili, che rispetta le "regole sugli aiuti di Stato" in situazioni "eccezionali".

 

fonte  ansa.it

 
Il punto di metà giornata sull'andamento delle borse e le attese dei mercati a cura dell'Ufficio Studi di Teleborsa Stampa E-mail
Giovedì 30 Giugno 2016 13:51

 

1 minuto in Borsa 30 giugno 2016

 

 

 Il bilancio è positivo per i listini azionari europei. Giornata rialzista anche per Piazza Affari.

In buona evidenza a Milano i comparti Automotive, Immobiliare e Tecnologici. Nel listino, i settori Chimici e Beni personali e casalinghi sono stati tra i più venduti.

L'Euro/Dollaro USA continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a +0,17%.

Tra le variabili macroeconomiche rilevanti, l’inflazione è in lieve salita a giugno nell'Area Euro, mentre l’economia britannica mostra segnali di accelerazione. Nel pomeriggio sono attesi i sussidi alla disoccupazione dagli USA e l’indice sull'andamento del settore manifatturiero nell'area di Chicago.

Attesa una partenza incerta per Wall Street. In particolare, il future sull'S&P-500 si muove sulla parità, in sintonia al derivato sui titoli tecnologici USA che scambia con un -0,04%.

 

FONTE TELEBORSA.IT

 
Si apre adesso un lungo processo che può durare dai 2 ai 10 anni Stampa E-mail
Mercoledì 29 Giugno 2016 18:42

Brexit: cosa succede, calvario di almeno 2 anni per divorzio Ue

 Terra incognita. E' quella che si apre dopo il voto in  Gran Bretagna con la vittoria del 'Leave'. Prima del Trattato di Lisbona, non era nemmeno prevista la possibilità di uscita dall'Ue. Ora è contemplata dall'articolo 50, finora mai utilizzato.
La sola certezza è che sarà un processo lungo e complesso, di almeno due anni dal momento in cui verrà fatto scattare l'articolo di 'addio'. Ma potrebbe durare fino a una decina se si considerano anche i rapporti post-Brexit da rinegoziare tra Gb e Ue: il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, nei giorni precedenti al referendum ha parlato di "7 anni almeno", il governo britannico di "un decennio o più".

RISULTATO DEL VOTO. Il referendum sulla Brexit non è legalmente vincolante, ma il premier David Cameron ha già annunciato che il negoziato di uscita sarà guidato da un nuovo leader.

VERTICE UE E ATTIVAZIONE ART.50. La riunione del vertice Ue di martedì e mercoledì prossimi potrebbe essere la prima occasione per Cameron di attivare l'articolo 50. Prima di quel vertice a 28 ci sarà una "riunione informale a 27" per "una riflessione", ha annunciato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. Una volta pigiato il 'bottone rosso', scatta immediatamente il conto alla rovescia dei due anni massimi previsti per negoziare l'uscita, quindi la richiesta formale all'Ue potrebbe avvenire successivamente, anche dopo l'estate.

FINO A USCITA FORMALE LEGISLAZIONE UE RESTA IN VIGORE. "Non ci sarà vuoto legale" ha assicurato Tusk, precisando che "fino all'uscita formale della Gran Bretagna la legge Ue resta valida nel Regno Unito, ciò significa diritti e doveri".

ALMENO DUE ANNI PER L'EXIT. Con l'articolo 50 attivato, comincia il negoziato, verosimilmente gestito dalla Commissione Ue su mandato del Consiglio, per l'uscita della Gran Bretagna da quasi 45 anni di legislazione europea, dall'energia al mercato interno ai servizi finanziari. Nel frattempo, Londra continuerà a essere membro a tutti gli effetti dell'Ue, quindi a votare e prendere decisioni ma sarà esclusa da quelle sulla 'Brexit'. I parlamentari britannici diventeranno di fatto 'osservatori'.
Spetterà poi a Consiglio e Parlamento Ue dare o meno l'ok all'accordo per l'exit. Se al termine dei due anni questo non fosse stato raggiunto, o la Gran Bretagna cessa di colpo di essere membro oppure - ma solo su decisione unanime dei 27 - potrà esserle concesso più tempo per chiudere l'intesa.

ALTRI 5-8 ANNI PER NUOVI RAPPORTI E CHIUSURA VECCHI. Tutto dovrà essere rinegoziato per i nuovi rapporti, che potrebbero essere improntati a quelli dei Paesi Efta come Norvegia e Islanda: dagli accordi commerciali ai programmi di ricerca e per le pmi, dall'Erasmus alle norme di conformità dei prodotti. Le discussioni potrebbero andare in parallelo a quelle per l'exit, ma difficilmente si potrebbero chiudere in due anni. Senza contare il 'phasing out' dei programmi Ue in corso, e l'annosa questione dei funzionari e dei traduttori britannici Ue.

 

FONTE ANSA.IT

 

 
Attacco all'aeroporto di Istanbul, almeno 41 morti. Ombra dell'Isis Stampa E-mail
Mercoledì 29 Giugno 2016 10:11

Inferno a Istanbul, 41 morti. Terroristi forse stranieri

Tre kamikaze, in azione commando di 7 persone. Almeno 147 feriti

 Sono 27 le vittime identificate finora dell'attacco di ieri sera all'aeroporto Ataturk di Istanbul, sulle 41 confermate dalle autorità. Tra i morti almeno un iraniano e un ucraino; 147 sono i feriti. Almeno tre attentatori hanno sparato e si sono poi fatti esplodere tra la folla. L'AUDIO - Risveglio choc per Istanbul I kamikaze sarebbero stranieri. E sarebbe una donna la persona arrestata ieri sera perché sospettata di far parte del commando. Secondo il premier turco Yildirim tutto porta all'Isis. Lo scalo di Ataturk è stato parzialmente riaperto, molti i ritardi. Non risultano per ora italiani tra i colpiti. Farnesina, proseguono verifiche.

LE FOTO DELL'INFERNO

36 morti e 147 feriti. E' il tragico bilancio dell'inferno che si è scatenato ieri sera all'aeroporto Ataturk di Istanbul, dove tre kamikaze si sono fatti saltare in aria. L'autopsia sui corpi dei tre si è appena conclusa. La loro identità non è ancora stata resa nota, ma secondo fonti delle indagini si tratterebbe di cittadini stranieri. Mentre sarebbe una donna la persona arrestata ieri sera dalla polizia turca perché sospettata di far parte in qualche modo del commando. Tre terroristi armati di kalashnikov hanno aperto il fuoco ieri intorno alle 22 locali ai controlli di sicurezza nella zona degli arrivi dello scalo. Poco dopo, si sono fatti saltare in aria durante uno scontro a fuoco con la polizia. Ma il commando, secondo fonti di polizia, sarebbe stato composto da 7 persone, di cui altre 3 sarebbero in fuga e una arrestata, appunto la donna.

VIDEO - UN KAMIKAZE IN AZIONE

Non risultano al momento italiani tra le 36 vittime, ma sono ancora in corso le verifiche. Finora sono state identificate 27 salme. Dei 147 feriti, molti sono in gravi condizioni. Anche se non è ancora stata rivendicata, sulla strage spunta l'ombra sinistra dell'Isis. Secondo il premier turco, Binali Yildirim, finora tutte le indicazioni suggeriscono ci sia la mano dello Stato Islamico. L'attacco, ha sottolineato Yildirim, arriva mentre la Turchia sta avendo successo nella lotta al terrorismo e sta cercando di normalizzare i rapporti con Paesi come la Russia e Israele. L'aeroporto della capitale turca è parzialmente riaperto. Le autorità riferiscono che il traffico aereo è tornato alla normalità, ma almeno un terzo dei voli è cancellato e ci sono molti ritardi.

 VIDEO - La disperazione sui volti di chi c'era

 Intanto i social network funzionano a singhiozzo in Turchia. Sia Facebook che Twitter risultano fortemente rallentati per gli utenti turchi, al punto da essere di fatto inaccessibili. Rallentamenti analoghi sul web sono avvenuti più volte anche in passato in occasioni di altre azioni terroristiche. L'obiettivo delle autorità di Ankara, tra l'altro, è quello di limitare la circolazioni di immagini e informazioni sull'attentato.

 

FONTE ANSA.IT

 
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