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Riunione di oltre 9 ore sul rinnovo del contratto del lavoro. L'accordo "congela" il Ccni scaduto e impegna le parti a concludere entro il 31 maggio 2017 Stampa E-mail
Sabato 25 Febbraio 2017 13:25

Alitalia accetta le richieste: raggiunto l'accordo e sindacati soddisfatti.

 

 "Abbiamo firmato con Alitalia un accordo che recepisce il nodo centrale delle nostre richieste". Lo ha dichiarato Emiliano Fiorentino, Segretario nazionale della Fit-Cisl, in merito al documento siglato oggi da sindacati e azienda. "L'accordo - ha aggiunto Fiorentino - riconosce la vigenza e la validità del Ccnl, impegna le parti a rinnovarlo entro il prossimo 31 maggio. Gli alibi sono finiti. I vertici hanno compreso che il rilancio di Alitalia può avvenire solo con la partecipazione di tutti e non con scelte al buio calate dall'alto". Ora i sindacati attendono di conoscere un piano industriale che possa in realtà garantire una effettiva ripresa della ex compagnia di bandiera. Solo dopo si potrà parlare di rinnovo del contratto.

Per il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, si è trattato di "un importante passo avanti per ricreare un clima costruttivo utile ad affrontare le prossime settimane e voglio ringraziare i sindacati e l'azienda a nome del Governo per il segnale di responsabilità che hanno dato". .............

 

fonte teleborsa.it

 
Roma, accordo Comune-Parnasi- Pallotta: sì allo stadio a Tor Di Valle Stampa E-mail
Sabato 25 Febbraio 2017 12:17

Più stadio, meno uffici. L’accordo c’è

 Lo si farà. Lo avevamo scritto il 5 ottobre: addio Torri e opere pubbliche. Tutti contenti: la Roma, i grillini, i tifosi, persino il costruttore . Unico sconfessato Beppe Grillo che aveva detto «a mai, lì si affonda». L’annuncio della svolta arriva in serata. Virginia Raggi, reduce da una giornata trascorsa all’ospedale, finalmente sorridente snocciola i dati della sua vittoria personale: «Tre torri eliminate; cubature dimezzate, addirittura il 60% in meno per la parte relativa al Business Park; abbiamo elevato gli standard di costruzione a classe A4, la più alta al mondo». «E poi il quartiere di Decima in sicurezza, una stazione nuova per la ferrovia Roma-Lido». «Abbiamo evitato il progetto monstre ereditato dalla precedente amministrazione – spiega ancora la Raggi A nascerà uno stadio ma moderno, ecocompatibile, all’avanguardia dal punto di vista delle tecnologie ma soprattutto sarà un’opera che rispetterà molto di più l’ambiente e il territorio. E abbiamo previsto una convenzione con i costruttori: avranno priorità le opere di urbanizzazione utili alla città, come la messa in sicurezza dell’area di Decima o il potenziamento della ferrovia Roma-Lido». Quindi, restano in piedi la messa in sicurezza del Fosso del Vallerano, obbligatoria per ottenere l’assenso dell’Autorità di Bacino del Tevere, e l’adeguamento della Via del Mare/via Ostiense. E rimane la nuova stazione di . Addio finanziamento per metro e ponti. Metri cubi totali: 598 mila. E serve ancora una variante al Piano Regolatore, quindi si torna in Regione. Questa è a sintesi dell’accordo chiuso, fra il sindaco, Virginia Raggi, e la delegazione dei proponenti il progetto dello di , guidata dal della Roma, Mauro , e dal costruttore, Luca .

Una riunione “benedetta” con una telefonata da oltre Oceano anche dal presidente giallorosso, James che commenta: «The next chapter begins», «Comincia un nuovo capitolo. Forza Roma». Per il : «A nome del presidente e della Roma voglio ringraziare il sindaco, anche perché siamo contenti di vederla qui in perfetta salute. Il progetto era figlio di un’amministrazione precedente, noi abbiamo offerto la nostra disponibilità per rivedere il progetto. Siamo molto orgogliosi di aver raggiunto un accordo che lo migliora con un intervento importante. È un giorno storico non soltanto per la Roma ma anche per la città». Alla fine, quindi, passa la linea di Virginia Raggi che esce vincitrice da una lunghissima querelle e che ha visto rotolare la testa politica dell’assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini, ma anche quella del vicesindaco, Daniele Frongia, retrocesso ad assessore. Una querelle che vede sconfitto anche Beppe Grillo, autore di una due giorni di dichiarazioni in cui ha detto tutto e il contrario di tutto finendo per essere sconfessato dalla “suaSindaca proprio sulla scelta di , criticata dal comico, secondo il quale «a lo stadio sarebbe affondato» e quindi bisognava «costruirlo altrove». Allo stesso tempo tornano nell’angolo anche i talebani del “no” e dell’annullamento, a partire da Roberta Lombardi e dai suoi in Aula Giulio Cesare, ma anche gli “attivisti“. Nei prossimi giorni sarà, però, necessario capire bene come l’accordo si potrà perfezionare. La decisione, secondo quel che trapela, passa per la modifica della delibera di Marino in Consiglio comunale e non dovrebbe essere necessaria la convocazione di una nuova conferenza dei servizi. Tuttavia la Roma chiederà la proroga di trenta giorni per definire il nuovo progetto. Di fatto, secondo i primi conteggi, il valore della via del Mare/Ostiense e del Fosso del Vallerano e della Stazione e il totale delle opere pubbliche che generano cubature a compensazione si dimezza, passando dai 195 milioni di euro della delibera Marino ai 92 della Raggi. Ovviamente, cambia anche l’investimento totale del progetto che scende da 1,6 miliardi di euro a 700 milioni di euro.

Quella di ieri è stata una giornata di lunghissima attesa, iniziata quando si è diffusa la notizia del malore del sindaco, Virginia Raggi, subito etichettato dalla rete impietosa come una scusa da liceale per saltare l’incontro clou sul nuovo stadio a . Prima l’incontro viene confermato ma senza la presenza del Sindaco. Orario, le 16. Poi, slittato alle 17, poi l’ora dopo, e ancora alle 19 ma alla presenza della Raggi, nel frattempo dimessa dal San Filippo Neri. Alle 19 la Raggi entra in Campidoglio, passando per un ingresso secondario. Alle nove di sera, però, sul colle capitolino la delegazione della Roma non si è ancora presentata. A presidiare palazzo Senatorio una consistente pattuglia di giornalistiche, nel pomeriggio, è stata affiancata da un paio di centinaia di tifosi giunti in Comune per “caldeggiare” con sciarpata, cori e striscioni il “” al progetto, incuranti degli scrosci di pioggia intermittenti e del vento. La giornata è davvero cruciale dopo due giorni di fuoco mediatico di sbarramento: lato 5 Stelle con la minaccia di annullamento della delibera, di pareri dell’Avvocatura, di Beppe Grillo che in poche ore dice tutto e il contrario di tutto e ancora con il Campidoglio che, “sottobanco“, chiede ai giornalisti di non prestare orecchio alle dichiarazioni del comico genovese «perché le trattative vanno avanti». E con il fuoco di controbatteria della Roma: cause, Tar, maxi risarcimento, o o morte ma con gli sherpa a sussurrare ai giornalisti di stare calmi «perché l’ accordo è ormai vicino».

 

fonte  F. M. MAGLIARO iltempo.it

 
Lavoro, tasse, prestigio. Ecco voce per voce il danno all'economia cittadina. Il Campidoglio rischia una causa di risarcimento a sei zeri e la bancarotta Stampa E-mail
Venerdì 24 Febbraio 2017 11:53

Il no di Grillo allo Stadio della Roma costerà ai romani 8 miliardi di euro

 Cancellare la delibera di pubblico interesse – sia nel caso venisse annullata, come volevano Sanvitto e la Lombardi, per vizio di legittimità, sia venisse revocata in autotutela potrebbe costare ai romani 8 miliardi e mezzo di euro. Non ci sono, in questo computo, solo i soldi che vanno via in termini di mancati lavori e investimenti privati ma anche e soprattutto come causa al Comune, gli introiti mancati come tasse e, infine, il taglio delle stime di crescita del Prodotto interno lordo cittadino che la costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle avrebbe comportato. Al di là dei pareri dell’avvocatura capitolina – da quanto trapela, quello che deve giungere sarebbe almeno il secondo parere richiesto – e di quelli dei vari studi legali privati interpellati da singoli consiglieri pentastellati, una cosa appare chiara: la Roma, la causa, la farebbe immediatamente. E gli zeri della richiesta di risarcimento danni sarebbero tanti. Vi sarebbero due problemi: uno a carico del bilancio comunale. L’altro, personale, per Sindaco, Giunta, Consiglieri e funzionari. Se un domani il tribunale riconoscesse l’illegittimità dell’annullamento della delibera Marino, la Corte dei Conti potrebbe chiedere il risarcimento del danno erariale a chi avesse assunto e avallato la decisione. A parte questo, però, va considerato che la legge obbliga il Comune ad accantonare in bilancio i fondi necessari a pagare l’eventuale risarcimento danni, indipendentemente da quando verrà discussa la causa e dal suo esito. Insomma, i soldi devono esserci e quindi vanno immobilizzati. Secondo quanto è filtrato in questi mesi, la Roma potrebbe intentare una causa di risarcimento danni per una cifra oscillante fra uno e due miliardi e mezzo di euro: un ammontare che, nei fatti, condannerebbe la Capitale alla bancarotta: anche solo accantonare un miliardo sul prossimo bilancio significa non poterlo chiudere. Detto del problema risarcimento danni, poi, vanno sommati i costi derivanti dai minori introiti. Il progetto muove un valore di capitali per poco meno di 1,7 miliardi di euro. Di questo miliardo e settecento milioni, 445 milioni sono i soldi che Pallotta e Parnasi avrebbero destinato alle opere pubbliche: strade e fogne, la messa in sicurezza dei fossi del Vallerano e dell’Acqua Acetosa, l’unificazione della via del Mare/Ostiense e il suo rifacimento, le complanari sull’autostrada con lo svincolo a Parco de’ Medici, il ponte carrabile sul Tevere e la strada di connessione fra questo ponte e la via del Mare.

E poi i soldi per il trasporto pubblico (la Roma–Lido), il rifacimento della stazione di Tor di Valle e la passerella ciclopedonale dalla stazione Magliana della linea ferroviaria Orte-Fiumicino aeroporto. Più il parco fluviale e quelli urbani, 63 ettari di verde, il sottopasso di via Luigi Dasti, gli attracchi sul Tevere. Un patrimonio di opere pubbliche cui il Comune a 5 Stelle rinuncia. E poi c’è l’indotto. Secondo uno studio dell’Università La Sapienza, commissionato dai proponenti, il progetto avrebbe comportato circa 25 mila posti di lavoro, di cui 20 mila nel Business Park, 1500 nel settore edile durante la costruzione e 4 mila posti nel commercio una volta aperta l’ area dei negozi, pub, bar e ristoranti. Sempre La Sapienza ha calcolato l’impatto della realizzazione dell’opera sul Prodotto interno lordo della città. Si tratta di stime che però rendono appieno il forte ritorno economico dello Stadio: 5,6 miliardi di euro di Pil nel primo triennio; 12,5 nei primi 6 anni e ben 18,5 nell’arco di nove anni. In sostanza, la media è oltre 1,5 miliardi di euro l’anno con una proiezione crescente che finisce per portare la media indotta a circa 4 miliardi ogni 12 mesi di movimentazione dica pitali. Rinunciando al progetto, inoltre, il Comune andrebbe a perdere anche le tasse locali che la realizzazione dell’ impianto di Tor di Valle comporta: La Sapienza stima in 142 milioni di euro ogni anno l’aumento delle imposte che andrebbero nelle casse capitoline. Il conto cumulato per la fiscalità generale dello Stato sarebbe pari a 1,4 miliardi di euro fino al 2026 mentre l’effetto moltiplicatore annuale dell’aumento delle tasse viene stimato in altri 30 milioni. Vi è poi, e questo tocca più da vicino i cuore dei tifosi, un ultimo dettaglio: la possibilità per la Juventus di avere un impianto di proprietà le ha consentito di incamerare circa 300 milioni di euro in 5 anni. Una cifra forse ancora bassa rispetto alle altre squadre europee ma che la pone su un piano di distanza netta con tutte le competitrici italiane in termini di potere di acquisto. Se lo Stadio salta, invece, a Roma oltre tutti i danni in termini economici, si rischia di rimanere ancora per chissà quanto una realtà minore del calcio italiano ed europeo.

FONTE   F.M.Magliaro  iltempo.it

 

 
Saltano gli incontri in Campidoglio nella giornata cruciale per lo stadio della Roma Stampa E-mail
Venerdì 24 Febbraio 2017 11:14

Il sindaco Raggi si sente male, ricoverata in ospedale

 Il sindaco di Roma Virginia Raggi è stata ricoverata al San Filippo Neri a causa di un malore. La Raggi questa mattina avrebbe dovuto partecipare a una conferenza stampa per la firma di un protocollo con l'Assobioplastiche. Il sindaco è ora al nosocomio romano per accertamenti e potrebbe non partecipare all'incontro di questo pomeriggio con la Roma per il progetto sullo stadio di Tor di Valle.

 
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