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Giovedì 19 Aprile 2018 11:08

Um mundo pleno de interrogações

 Adv Dantas Rodrigues

 

Os mercados laborais de Portugal, Espanha e França estão instáveis e os políticos, uns por pressão dos sindicatos, outros a mando dos chamados grandes empregadores, querem alterar as leis do trabalho.

A ideia, em teoria, parece excelente. Porém, o pior é como levá-la à prática, sem ter de suportar constantes greves e aguerridas manifestações de rua como, por exemplo, as que se verificam em França no preciso momento em que me encontro a escrever este artigo. No nosso caso, onde também existe pressão dos sindicatos e onde os grandes empregadores também dão ordens aos políticos, a ambição de alterar as leis do trabalho é, todavia, menor.

Assim, no que nos diz respeito, propõe-se a bem dizer o controlo dos empregadores, desmaterializando o contrato de trabalho, passando a existir, no seu lugar, um "contrato digital" que será registado na plataforma da Segurança Social. Dito de outro modo, os deveres dos empregadores quanto ao pagamento das contribuições a que eles estão obrigados passarão a ser objeto de vigilância eletrónica.

Tirando este aspeto mais particular que nos distingue dos outros dois países acima referidos, a nova legislação laboral pretende ainda reduzir a duração e as renovações dos contratos a termo certo e incerto, introduzir limites ao número de renovações do contrato de trabalho temporário, eliminar a norma que permite a contratação a termo para postos de trabalho permanentes de jovens à procura do primeiro emprego e, por último, criar uma nova taxa adicional anual, entre 1% e 2%, a aplicar às empresas com excessivos contratos a prazo, a qual se destinará a ser paga à Segurança Social.

O mercado de trabalho tem vindo a mudar radicalmente, tornando desse modo difícil, senão mesmo impossível, encontrar um cargo profissional para toda a vida. A mundialização da economia, as novas tecnologias e, agora, a imigração massiva a que atualmente se assiste na Europa mudaram a própria natureza do trabalho, tanto ao nível da oferta como ao nível da procura.

Cada vez mais, ao longo da vida, as pessoas vão ter de exercer trabalhos diferentes (e não uma profissão), e terão, talvez num futuro não muito distante, de trabalhar mais de forma independente (autoemprego), individualizando as relações laborais.

Ao jeito dos contratos da Ryanair, celebrados através de brokers (intermediários) ou por intermédio de sociedades sediadas fora de Portugal em contrato de autoemprego (self-employment), sem qualquer tipo de vínculo laboral com as empresas, é aquilo que espera as novas gerações.

A Segurança Social que o pós-guerra universalizou na Europa será gerida individualmente pelo trabalhador, libertando desse encargo a empresa. Passará a ser uma espécie de seguro social. A flexibilidade laboral será o novo código genético das futuras relações de trabalho. Trabalhar-se-á mais a tempo parcial para compatibilizar a flexibilidade do empregador com a vontade dos trabalhadores em conciliar outras atividades vitais, tais como a maternidade ou a paternidade, estudar ou simplesmente trabalhar para vários empregadores.

Acredite-se ou não, postos de trabalho para a vida, contratos de trabalho localizados e taxas ou contribuições sobre o trabalho a pagar ou a cobrar pelas empresas empregadoras têm o fim anunciado, e bem mais cedo do que muitos pensam. Só não se sabe é quando. Temos pela frente, sem dúvida, um mundo pleno de interrogações.

 

FONTE Adv Dantas Rodrigues  Sócio Partner da Dantas Rodrigues & Associados

DN.PT

 
Bastano un altro smartphone o un semplice accesso a Internet via browser per ritrovare il gadget perduto; che sia nella stanza accanto o che sia rimasto in ufficio Stampa E-mail
Giovedì 19 Aprile 2018 08:08

Come trovare lo smartphone perduto in modalità silenziosa

 

Per quanto lo smartphone sia diventato ormai un compagno inseparabile nella vita quotidiana, capita inevitabilmente di perderlo in giro almeno un paio di volte al giorno, che sia sotto il sedile dell’auto, tra i cuscini del divano o direttamente in ufficio. Per questo sia Apple che Google hanno introdotto nei loro sistemi operativi dei metodi per localizzare comodamente i gadget perduti

Apple c’è arrivata per prima con il lancio di Trova il mio iPhone, una piattaforma gratuita e disponibile sia su App Store che sul web la quale, dopo essersi identificati con l’ID Apple utilizzato per il telefono, permette di trovare il proprio gadget su una mappa geografica e di farlo squillare per capire da dove arriva il suono, anche quando la modalità d’uso è silenziosa. Perché la trovata abbia successo è necessario aver attivato la relativa funzionalità nel menù delle impostazioni sotto la voce iCloud. Qui, tra le opzioni più utili c’è anche l’invio dell’ultima posizione, che in caso di batteria in esaurimento istruisce il telefono a comunicare ai server Apple dove si trovava appena prima di spegnersi. 

Per chi non avesse attivato alcuna di queste opzioni, l’unica altra possibilità per trovare il proprio iPhone smarrito è avere a disposizione un Apple Watch associato al telefono: in questo caso, tra i menù dell’orologio è presente una comoda funzione che lo fa squillare a comando. 

La casa di Mountain View in ogni caso non ha tardato a seguire, con un’app per Android chiamata Find my Device e — soprattutto — una comoda interfaccia web raggiungibile perfino dal motore di ricerca Google, digitando “trova il mio smartphone” nella casella di ricerca da qualunque browser. Le funzioni offerte sono praticamente le stesse: tutti i dispositivi associati all’account desiderato vengono elencati in un pratico pannello, e per ciascuno è possibile venire a conoscenza dell’ultima posizione inviata ai server e tentare di trovarlo facendolo squillare anche quando in modalità silenziosa. 

Per tutti i gadget, Android e iOS, vale comunque un avvertimento: la loro posizione è calcolata tramite l’ausilio del GPS, del Wi-Fi e delle celle telefoniche agganciate: avere una o più di queste antenne disattivate diminuisce l’accuratezza delle informazioni collezionate dai due servizi di recupero.

 

Fonte  lorenzo longhitanolastampa.it

 
Presentato il primo esemplare prodotto. Presenti alla cerimonia vertici Trenitalia e Gruppo FS. Ora il nuovo treno inizierà i test sui binari per l'omologazione Stampa E-mail
Mercoledì 18 Aprile 2018 12:46

Trenitalia, il nuovo treno regionale Rock di Hitachi Rail ha debuttato a Pistoia

  Su il sipario sul nuovo treno regionale Rock di Trenitalia, realizzato da Hitachi Rail Italy, che oggi ha presentato a Pistoia il primo esemplare del treno doppio piano a cinque casse che Ferrovie dello Stato Italiane ha voluto per i pendolari italiani. Ora inizieranno i test sui binari.

Il nuovo treno Rock, interamente made in Italy, è stato anticipato con il road show Trenitalia #lamusicastacambiando: un tour che ha portato il mockup a dimensioni reali (1:1) nelle principali piazze italiane, facendo conoscere al largo pubblico i nuovi treni destinati a rivoluzionare positivamente l’esperienza di viaggio dei pendolari.

 

fonte teleborsa.it

 
Dopo un lungo silenzio i grillini ribattono all’inchiesta del Foglio che svela la sostituzione dei 20 pdf del programma votato online con 24 pdf in molti punti programmatici completamente diversi Stampa E-mail
Mercoledì 18 Aprile 2018 08:22

Anche la smentita del M5s è una truffa come il loro programma

 

Con un post sul blog di Beppe Grillo, il Movimento 5 stelle cerca di smontare l'inchiesta pubblicata sul Foglio di oggi in cui Luciano Capone spiega come è cambiato il programma dei grillini prima e dopo il voto dei suoi iscritti. “Siamo costretti a smentire il Foglio – si legge nel post – perché la vera truffa è proprio l'articolo che oggi ci accusa di aver modificato i punti programmatici subito dopo il voto delle elezioni politiche”. La stessa smentita, però, contiene diverse imprecisioni che qui spieghiamo punto per punto: in corsivo il testo del Movimento 5 stelle, sotto le nostre osservazioni. 

Il Foglio scrive che “fino al 2 febbraio sul sito del M5S c’era un programma, il 7 marzo – tre giorni dopo le elezioni – ce n’era un altro”. Falso. Il programma definitivo è stato pubblicato il 21 febbraio 2018, dopo un'ultima revisione dedicata all'impostazione grafica.

Ammettere che il programma sia stato modificato il 21 febbraio, come sostiene il M5s, conferma esattamente quanto sostiene l'articolo di Capone. Le due date, il 2 febbraio e il 7 marzo, sono prese come riferimento perché sono le uniche disponibili su web.archive.org, portale che consente di risalire alle pagine web modificate o cancellate su un sito: quello che si riscontra è che in questo intervallo di tempo sono state effettuate delle modifiche, non per forza il 7 marzo. Scrive infatti Capone, a proposito del programma Esteri: “Nella nuova versione, cambiata poco prima o poco dopo le elezioni, il passaggio più duro parla dell’'esigenza di aprire un tavolo di confronto in seno alla Nato'”. Quello che è certo, e che conferma anche il M5s, è che i documenti sono stati modificati dopo essere stati consultati e votati dagli iscritti, il 21 febbraio: circa 10 giorni prima delle elezioni, ma molti mesi dopo il voto online degli iscritti. Alla faccia della democrazia diretta.

Come si vede anche da questo link relativo al programma Esteri, i punti votati dai cittadini sono gli stessi inseriti nel programma. Leggete qui e verificate voi stessi.

Il primo dei due link proposti rimanda ai risultati delle votazioni del programma Esteri e ai suoi punti principali. Nella versione modificata le priorità in evidenza sono rimaste uguali, è il contenuto che è cambiato, per cui l'elenco degli argomenti sottoposti a consultazione non dimostra che il programma sia rimasto invariato. Il secondo link invece contiene la seconda versione del capitolo Esteri, quella pubblicata tra il 2 febbraio e il 7 marzo e già modificata. Il M5s non pubblica invece il link alla versione precedente del programma, così da impedire al lettore di confrontare i due documenti e le loro differenze. 

Le versioni precedenti a quelle definitive, pubblicate il 21 febbraio 2018, erano chiaramente versioni provvisorie, sviluppate all'interno di gruppi di lavoro ad aprile dello scorso anno e che poi sono state oggetto di ulteriori modifiche, accogliendo proposte e istanze, fino alla stesura definitiva.

Secondo quanto affermato nel post, agli iscritti sarebbero state sottoposte per il voto "versioni provvisorie" del programma, una caratteristica mai evidenziata prima d'ora. Sulla copertina di alcuni capitoli pubblicati prima delle modifiche si legge “programma parziale”. Tuttavia “parziale” non è sinonimo di “provvisorio” e sembra piuttosto indicare che il programma definitivo sia la somma dei singoli capitoli.

Tra l'altro il Foglio scrive che le due versioni sono di senso 'totalmente diverso e spesso diametralmente opposto'. Ad esempio cita un passaggio della prima bozza, in cui si legge 'ripudiamo ogni forma di colonialismo, neocolonialismo e ingerenza straniera', ma nella versione finale c'è scritta la stessa identica cosa, in una forma più adeguata: "La politica estera del Movimento 5 Stelle - riporta la versione finale - si basa sul rispetto dell'autodeterminazione dei popoli, la sovranità, l’integrità territoriale e sul principio di non ingerenza negli affari interni dei singoli Paesi". Dove sarebbe il senso "diametralmente opposto" di cui parla il Foglio?

Il senso diametralmente opposto si riscontra in altri passaggi della versione finale, non citati in questo post, che sceglie strumentalmente di mettere in evidenza un virgolettato decisamente più morbido di altri. Nell'ultima versione del programma Esteri, per esempio, si parla di “affrontare insieme in Europa” le sfide del domani “come stati sovrani liberi e indipendenti” nel mondo multipolare. Posizione meno antieuropeista di quella portata avanti durante il periodo delle consultazioni con gli iscritti.

E ancora: il Foglio scrive che sulla Nato si leggono posizioni diverse, ma anche in questo caso mente. Nel programma definitivo si legge infatti che il 'Movimento 5 Stelle sostiene l’adeguamento dell'Alleanza Atlantica (NATO) al nuovo contesto multilaterale, contemplando un inquadramento delle sue attività in un’ottica esclusivamente difensiva. È indispensabile una riflessione sull’attuale ruolo della NATO'. Non è quello che diciamo da sempre?

Non proprio. O almeno, non in maniera così moderata. Nel precedente programma il M5s scriveva nero su bianco di voler perseguire un “disimpegno da tutte le missioni militari della Nato in aperto contrasto con la Costituzione”. Ma anche: “Il ‘sistema di sicurezza occidentale’ non solo non ci ha reso più sicuri, ma è il primo responsabile del caos odierno. Dall’invasione della Libia fino alla distruzione pianificata della Siria – c’era scritto – il sistema di sicurezza occidentale ha registrato una serie di fallimenti che hanno portato alle popolazioni dei paesi membri, miliardi di euro di perdite, immigrazione fuori controllo e destabilizzazione di aree fondamentali per la sicurezza e l’economia dell’Europa”.

Insomma, ci sono state solo piccole modifiche di forma, una cosa normalissima. Nessun cambiamento di sostanza. Accade così per tutti i programmi elettorali di tutte le forze politiche del mondo: c'è una prima bozza, poi nuove stesure e lavori di editing. Non c'è di cui stupirsi. I punti votati dai cittadini, infine, sono nel programma che il candidato premier Luigi Di Maio ha presentato in campagna elettorale.

Così conclude il post del Movimento 5 stelle. Senza considerare che 1) Le modifiche relative al programma Esteri e al programma Lavoro sono sostanziali, non semplicemente di editing. Dal “programma Lavoro” è stato rimosso il capitolo sui “Sindacati senza privilegi”. Perché quella proposta consacrata da 47.709 preferenze è stata eliminata? 2) Nella versione definitiva ci sono quattro documenti in più – Smart Nation, Sport, Editoria e Unione Europea – mai sottoposti agli iscritti. 3) Gli altri partiti non chiedono agli elettori di votare il proprio programma punto per punto richiamandosi ai principi della democrazia diretta e della trasparenza.

 

FONTE IL FOGLIO.IT

 
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