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Il governo di Lisbona ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale Stampa E-mail
Domenica 18 Giugno 2017 13:09

Portogallo: in fiamme i boschi di Pedrogao Grande, almeno 62 morti. Polizia esclude dolo, forse fulmine. Il Papa: 'Vicinanza a caro popolo, preghiamo'

 

 l Portogallo si è svegliato oggi in un incubo davanti alle immagini apocalittiche lasciate dietro di sé dal violento incendio che ha devastato le foreste attorno a Pedrogao Grande, 160 km a nord di Lisbona, facendo almeno 62 morti, ma il bilancio è ancora provvisorio. Ci sono anche una sessantina di feriti, alcuni in gravi condizioni.

La polizia giudiziaria ha escluso che ci sia una mano criminale dietro a questa tragedia.

L'incendio sarebbe divampato a causa di un fulmine caduto su un albero, in mezzo ad una vegetazione secca per la mancanza di pioggia da giorni. La diffusione fulminea delle fiamme è stata propiziata dalle alte temperature, sui 40 gradi, e da venti violenti fino a 200 chilometri all'ora.

Il governo di Lisbona ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale. Il segretario di stato agli interni Jorge Gomes ha precisato che due sono vittime indirette dell'incendio in quanto sono morte in un incidente stradale mentre fuggivano dalle fiamme. Sono 700 i pompieri impegnati nella lotta contro le fiamme attive ancora su quattro fronti, due ancora violenti.

 LE FOTO 

I cadaveri di 30 persone sono stati trovati nelle auto distrutte dalle fiamme. Altri sono stati uccisi mentre cercavano di fuggire a piedi. Famiglie intere sono morte così. In due auto ferme in mezzo ad una strada in un bosco sono stati trovati i cadaveri di 9 adulti e di due bambini.

 Spagna e Francia hanno inviato mezzi aerei per aiutare il Portogallo a lottare contro le fiamme. Sono pronti a partire anche due canadair italiani. Quattro fronti sono ancora attivi questa mattina due dei quali definiti "molto violenti". La fitta nuvola di fumo creata dall'incendio rende però molto difficile l'intervento dei mezzi aerei.

 

Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ha attivato il meccanismo di assistenza della protezione civile Ue. Il presidente portoghese Marcelo Rebelo da Sousa e il premier Antonio Costa sono giunti nella notte da Lisbona. "E' la maggior tragedia con vittime umane degli ultimi tempi" ha detto Costa. La polizia giudiziaria ha iniziato le procedure per identificare le vittime.


fonte ansa.it
 
O que sabemos até agora sobre a tragédia de Pedrógão Grande Stampa E-mail
Domenica 18 Giugno 2017 09:04

Incêndio em Pedrógão: Número de mortos aumenta para 62

 

— Trovoadas secas, temperaturas altas e vento contribuíram para um incêndio que começou antes das três da tarde de sábado em Escalos Fundeiros. E que foi crescendo. Passavam das duas da manhã deste domingo quando Ant��nio Costa deu conta de que havia 24 mortos confirmados. Mais tarde, a contagem subiu para 25. De manhã, o balanço crescia para 62 mortos. “Esta é seguramente a maior tragédia que temos vivido”, disse na sede da Protecção Civil, em Carnaxide. O Governo deverá decretar luto nacional, mas o primeiro-ministro diz que só o fará em momento oportuno.

Afasta origem criminosa de incêndio e aponta para trovoadas secas

 "encontrámos a árvore que foi atingida por um raio"

— Neste domingo de manhã, o director nacional da Polícia Judiciária afirmou à Lusa que o incêndio que deflagrou no sábado no concelho de Pedrógão Grande teve origem numa trovoada seca, afastando qualquer indício de origem criminosa. "A PJ, em perfeita articulação com a GNR, conseguiu determinar a origem do incêndio e tudo aponta muito claramente para que sejam causas naturais. Inclusivamente encontrámos a árvore que foi atingida por um raio”, disse Almeida Rodrigues. "Conseguimos determinar que a origem do incêndio foi provocada por trovoadas secas”.

— Pelo menos 16 pessoas morreram dentro das viaturas ou foram apanhadas pelas chamas perto dos carros, na estrada, entre Figueiró dos Vinhos e Castanheira de Pêra. Três morreram por inalação de fumos, junto a um cemitério. Havia ainda 59 feridos, 18 transportados para hospitais em Lisboa, Porto e Coimbra, cinco em estado grave.

 

— Marcelo Rebelo de Sousa foi a Pedrógão Grande onde, além de deixar uma “palavra de ânimo, de solidariedade, de confiança e de conforto” defendeu a actuação da Protecção Civil. “O que se fez, foi o máximo que era possível fazer. Não era possível fazer mais”, disse, acrescentando que os bombeiros foram “verdadeiros heróis”. “Não há nem falta de competência, nem falta de capacidade, nem falta de imediata resposta perante desafios difíceis”, afirmou.

— Durante a noite foram chegando ao concelho grupos de combate a incêndios dos distritos de Setúbal, Évora e Lisboa. Rui Esteves, o comandante operacional nacional da Autoridade Nacional de Protecção Civil explicava, pelas duas da manhã, que não fora possível um reforço de meios mais forte mais cedo por causa do número de incêndios em todo o país (156, segundo afirmou António Costa de madrugada).

  Questionado sobre o assunto, Rui Esteves garantiu também que, apesar das falhas nas comunicações, os bombeiros estiveram sempre contactáveis. À mesma hora, a EDP tentava repor a electricidade no concelho com recurso a oito geradores.

— “Estou convencido de que o número de mortos vai ser mais do dobro”, afirmou o presidente da câmara de Pedrógão Grande, Valdemar Alves que, muitas horas antes de se saber que o fogo seria mortal, declarara ter falta de meios para acorrer às aldeias que estavam em “muito perigo” e pedira mais bombeiros para o combate. As vítimas mortais, admitiu, “serão do concelho”; outras poderão ser visitantes.

— Dois pelotões de militares, “que são muito importantes também para as operações de rescaldo”, deverão neste domingo reforçar os meios no concelho, explicou a ministra da Administração Interna, Constança Urbano de Sousa, que também se deslocou a Pedrógão Grande. Neste domingo de manhã chegam ainda dois Canadair de Espanha, que vão juntar-se aos meios aéreos portugeses. No terreno estão equipas da PJ e do Instituto Nacional de Medicina Legal com o objectivo de identificar as vítimas mortais.

— “O momento é de concentrarmos todos os nossos esforços no combate às chamas”, disse Constança Urbano de Sousa. Numa fase posterior, “será feita uma avaliação sobre o que correu bem, o que não correu, o que aconteceu”...........................

 

FONTE PUBLICO.PT

 
A un anno dalla conquista del Campidoglio, il consenso al Movimento 5 Stelle risulta dimezzato. E il Pd torna il primo partito Stampa E-mail
Sabato 17 Giugno 2017 10:06

La disfatta di Raggi a Roma, il sondaggio: bocciata da sette romani su 10

 

 Virginia Raggi (afp)

Sempre più giù.

A un anno esatto dallo storico trionfo di Virginia Raggi, avvenuto il 19 giugno 2016, continua inesorabile il calo del gradimento nei confronti della prima donna che è riuscita ad espugnare il Campidoglio e a regalare ai cinquestelle la cloche della capitale d'Italia.

In fondo a dodici mesi di governo piuttosto travagliati - costellati da incidenti, faide interne, assessori sostituiti e inchieste giudiziarie - quasi sette romani su 10 bocciano l'operato della sindaca, 4 su 10 se si considera il solo elettorato grillino, più o meno in linea con i giudizi negativi espressi sull'intera giunta.

Una débâcle che trascina a fondo i consensi tributati al Movimento di Beppe Grillo, che oggi a Roma risulta più che dimezzato.
Chi ci guadagna è il Pd, il quale - anche se di poco - torna a crescere, (ri)diventando il primo partito dopo la batosta subìta alla fine della scorsa primavera.

 

Settembre 2016
Novembre 2016
Marzo 2017
Giugno 2017
Bene
32,3
30,6
22,8
20,1
Male
56,6
59,3
67,2
68,2
Non so
11,1
10,1
1
11,7
Nota Metodologica:
Il sondaggio è stato realizzato dalla società Izi, secondo il metodo Cati-Cawi, tra il 13 e il 15 giugno 2017 su un totale di 1.036 romani intervistati.
Campionamento stratificato per sesso, classi d'età.
Ponderazione vincolata per sesso, classi d'età, titolo di studio, occupazione, voto espresso alle ultime comunali, municipio di residenza. Tutti i dati sono disponibili sul sito dell'Agcom.
 
FONTE  GIOVANNA VITALE REPUBBLICA.IT
 
Tweet al vetriolo contro "l'uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell'Fbi". Sotto inchiesta i contatti del marito di Ivanka con il Cremlino e i suoi affari. Il vicepresidente Pence nomina un avvocato Stampa E-mail
Venerdì 16 Giugno 2017 16:34

Russiagate, Trump ammette: "Sono indagato". Le indagini toccano anche Kushner, genero e consigliere del presidente

 Donald Trump (afp)

 Donald Trump ammette i suoi guai con la giustizia. "Sono indagato per aver licenziato il direttore dell'Fbi dall'uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell'Fbi. Caccia alle streghe!", scrive su Twitter, attaccando il procuratore speciale Robert Mueller.

La vicenda è quella del licenziamento di James Comey, da lui silurato il 9 maggio scorso. Ma non è ben chiaro a chi si riferisca quando parla "dell'uomo" che gli avrebbe detto di licenziare il capo dell'Fbi.

I possibili 'bersagli' di Trump. Secondo alcuni, anche tra i tanti che ogni volta commentano, con toni fortemente denigratori, i tweet del presidente, Trump si sarebbe riferito a Robert Mueller, il procuratore speciale per il Russiagate e predecessore di Comey alla guida del bureau. Ma l'ipotesi più probabile è che la stoccata sia per il vice ministro della Giustizia, Rod Rosenstein, che supervisiona tutte le questioni relative al Russiagate da quando il ministro Jeff Sessions si è ricusato, visto il suo coinvolgimento.

In questo ruolo, Rosenstein ha firmato prima la controversa lettera in cui si raccomandava a Trump il licenziamento di Comey e poi - di fronte all'enorme polemica che ha provocato questa mossa - ha deciso la nomina di Mueller. Secondo quanto emerso nei giorni scorsi, Trump non avrebbe mai digerito questa decisione e considera Rosenstein, ma anche Sessions, responsabili per questo 'autogol'.

Secondo l'emittente Abc, Rosenstein ha ammesso privatamente che potrebbe astenersi dalle indagini sul Russiagate. Il vice ministro è l'unico che ha potere, anche di licenziamento, sul procuratore speciale per le indagini sulla Russia, Robert Mueller.

Trump ieri non aveva ammesso l'avvio dell'indagine e aveva affidato a Twitter la sua replica alle notizie pubblicate dal Washington Post sostenendo che "hanno creato un falso collegamento con la vicenda della Russia, senza trovare alcuna prova. Ora procedono per ostacolo alla giustizia sulla base di una storia fasulla". "Siete testimoni della più grande caccia alle streghe individuale nella storia politica americana, condotta da persone molto cattive e confuse", aveva aggiunto Trump. Le indiscrezioni. Negli ultimi giorni erano circolate indiscrezioni di stampa secondo cui Mueller avrebbe ampliato il Russiagate per capire se il presidente ha ostacolato il corso della giustizia. In una serie di Tweet mattutini, Trump ha continuato a sostenere di non aver fatto nulla di sbagliato nell'ambito del russiagate. "Dopo 7 mesi di indagini e udienze della commissione (intelligence del Senato, ndr) sulla mia 'collusione con i Russi', nessuno è riuscito a mostrare una sola prova. Triste!", ha scritto. Trump ha poi continuato prendendosela con la stampa, apostrofando i giornali nel modo che ormai gli è diventato consueto: i media falsi. "I 'fake media' detestano quando uso quello che si è dimostrato il mio potente account social media - più di 100 milioni di persone! posso aggirarli", ha twittato. E la pioggia di tweet di oggi non accenna a fermarsi. Pochi minuti dopo il presidente ha proseguito, tornando a riferirsi alle indagini in corso sul Russiagate e su di lui: "Nonostante la caccia alle streghe che sta avvenendo in america, i numeri dell'economia e del lavoro sono ottimi. La regulation scende, il lavoro e l'entusiasmo salgono". Il ruolo di Kushner nel Russiagate. Ma gli inquirenti americani cstanno anche valutando il ruolo di Jared Kushner nel Russiagate e i suoi affari sono sotto inchiesta da parte del procuratore speciale Robert Mueller, incaricato di indagare sui contatti tra lo staff del presidente Donald Trump e il Cremlino. A rivelarlo, come consuetudine, è il Washington Post, che cita "fonti investigative".

I media Usa avevano già svelato nelle scorse settimane come Kushner fosse coinvolto nelle indagini del Russiagate come "persona di interesse", ora invece il genero e consigliere di Trump diventa indagato.

Gli altri uomini chiave. Il marito di Ivanka Trump non è il solo. Sotto la lente del procuratore ci sono le finanze di altri uomini chiave vicini al tycoon, compresi Michael Flynn, ex consigliere per la sicurezza nazionale; Paul Manafort, ex direttore della campagna elettorale; e Carter Page, uno dei consiglieri specializzati in politica estera. 

Il Washington Post aveva già rivelato che nell'indagine erano finiti i meeting tenuti da Kushner a dicembre con l'ambasciatore russo Sergey Kislyak e con il presidente della banca statale Sergey Gorkov. Durante l'incontro con il diplomatico, Kushner aveva suggerito di stabilire una linea di comunicazione riservata tra Casa Bianca e Cremlino presso le strutture dell'ambasciata russa. Ieri però l'annuncio che ad essere esaminati dal procuratore saranno anche gli affari del giovane imprenditore.

Pence prende un avvocato. Il vicepresidente Mike Pence ha ingaggiato un suo legale personale, esterno alla Casa Bianca, che lo dovrà assistere e rappresentare nell'ambito delle indagini del Russiagate. Il legale scelto è Richard Cullen, ex procuratore in Virginia. "Il vice presidente è completamente concentrato sui suoi incarichi e nel promuovere l'agenda del presidente ed è impaziente per una rapida conclusione della vicenda", ha detto il direttore delle comunicazioni di Pence, Jared Agen, in una nota.

 

fonte repubblica.it

 
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