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Secondo il ministero di Mosca, il leader dello Stato Islamico potrebbe essere morto il 28 maggio durante un'azione dell'aviazione russa su Raqqa Stampa E-mail
Venerdì 16 Giugno 2017 07:32

Siria, Difesa Russia: nostro raid potrebbe aver ucciso al-Baghdad

 Il ministero della Difesa russo afferma che un raid dell'aviazione militare di Mosca potrebbe aver ucciso Abu Bakr al-Baghdadi, leader supremo dello Stato Islamico. Lo riporta l'agenzia Tass. La Difesa spiega che il raid in cui al-Baghdadi avrebbe trovato la morte è avvenuto nella periferia sud di Raqqa il 28 maggio. Il ministero, aggiunge l'agenzia Ria, è impegnato nella ricerca di conferme.

Necessarie, visto che il "califfo" al-Baghdadi è stato dato per morto più volte da quando la comunità internazionale è intervenuta militarmente per neutralizzare lo Stato Islamico. L'uscita del ministero russo, però, segue di qualche giorno la diffusione della stessa notizia, la morte di al-Baghdadi in un raid aereo su Raqqa, da parte della tv di Stato siriana. "Secondo le informazioni che si stanno verificando attraverso diversi canali", fa sapere il ministero della Difesa russo, citato dal sito online della tv del dicastero Zvezda, nel sobborgo a sud di Raqqa era in corso un incontro tra capi dell'Isis ed "era presente anche il leader dell'Isis Ibrahim Abu-Bakr Al Baghdadi, che è stato eliminato in seguito al raid".

 

fonte repubblica.it

 
I ricercatori del Tigem di Napoli hanno identificato uno dei meccanismi biologici che potrebbero fermare la proliferazione tumorale Stampa E-mail
Giovedì 15 Giugno 2017 22:31

Tumori, scoperto l'interruttore

del cancro

 La rivista Science pubblica un lavoro che potrebbe aprire nuove strade alla lotta al cancro. Prima firma è quella  di Chiara Di Malta, ricercatrice nel team di un big della nostra ricerca, Andrea Ballabio direttore dell'Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Pozzuoli e docente di Genetica Medica all'Università Federico II di Napoli. Oltre che dalla Fondazione Telethon, il lavoro è stato finanziato anche dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc).

«Questa è una storia che parte da lontano – spiega Ballabio – e in particolare dal nostro “storico” interesse per quegli organelli cellulari chiamati lisosomi che sono coinvolti in un ampio gruppo di malattie genetiche rare, quelle da accumulo lisosomiale appunto. In queste gravi patologie, a causa di un difetto genetico, i lisosomi non svolgono a dovere il loro compito, ovvero quello di neutralizzare, grazie al loro ampio corredo di enzimi, le sostanze di scarto: il risultato è che queste sostanze si accumulano nelle cellule, danneggiandole irreversibilmente. Studiando il funzionamento dei lisosomi abbiamo però scoperto che questi organelli non sono dei semplici “spazzini”, ma dei fini regolatori del nostro metabolismo».
 
Nel 2009, infatti, il direttore del Tigem e il suo team hanno descritto per la prima volta – ancora sulle pagine di Science – un gene chiamato TFEB che è in grado di regolare da solo l’attività di molti altri geni coinvolti sia nella produzione sia nel funzionamento dei lisosomi. «Ci siamo resi conto da subito – continua Ballabio – di essere di fronte a un meccanismo di “pulizia” delle nostre cellule assolutamente nuovo e finemente regolato, potenzialmente sfruttabile per evitare l'accumulo di sostanze tossiche tipico di svariate malattie degenerative, di origine genetica ma non solo».
Gli studi successivi condotti al Tigem hanno infatti confermato che i lisosomi funzionano come veri e propri termovalorizzatori, degradando le molecole già utilizzate e ormai inutili per ricavarne energia. Questo è particolarmente utile in assenza di nutrienti e nella risposta all’esercizio fisico prolungato: quando ci sono poche risorse a disposizione e l'organismo quindi sfrutta le proprie riserve endogene di energia. In presenza di cibo, invece, questa via metabolica viene normalmente silenziata. Il nuovo studio dimostra che se questo meccanismo si inceppa è in grado di promuovere la crescita tumorale. I ricercatori del Tigem hanno infatti dimostrato come diversi tipi di cellule tumorali (melanoma, tumore del rene e del pancreas) siano in grado di replicarsi in modo indiscriminato proprio perché questo sistema di regolazione “anti-spreco” è sempre attivo. Studi preliminari dei ricercatori del Tigem dimostrano che l’inibizione di questo meccanismo blocca la crescita tumorale, suggerendo quindi una nuova strategia per la terapia dei tumori.
 
«Questo studio, pubblicato su Science, una delle più importanti riviste scientifiche internazionali, conferma ancora una volta quanto le malattie genetiche rare siano un eccezionale banco di prova per la scoperta di meccanismi biologici fondamentali e la messa a punto di strategie terapeutiche innovative come la terapia genica - commenta il direttore generale della Fondazione Telethon Francesca Pasinelli – A titolo di esempio, basti ricordare come le statine, farmaci comunemente usati per abbassare i livelli di colesterolo, siano stati sviluppati a partire dallo studio di una condizione rara, l’ipercolesterolemia familiare, in cui l’accumulo di questa sostanza dipende da un difetto genetico ereditario. Sostenere e promuovere ricerca di qualità sulle malattie genetiche rare è quindi importante non solo per chi è direttamente colpito da queste gravi patologie, ma anche per la collettività intera».
 
“L’unione delle forze di due tra le più importanti organizzazioni non profit a supporto della ricerca in Italia ha prodotto uno straordinario risultato scientifico – aggiunge Niccolò Contucci, Direttore Generale dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro - Siamo orgogliosi di avere finanziato insieme a Telethon questo importante lavoro che costruisce un ponte tra la conoscenza di base e lo sviluppo di nuove terapie per la cura del cancro. Una scoperta che merita la pubblicazione sull’autorevole rivista Science e contribuisce a posizionare la ricerca italiana indipendente tra le eccellenze del panorama scientifico internazionale”

 

fonte repubblica.it

 
Il direttore Calabresi: "I politici non devono nascondersi dietro false smentite". Luigi Di Maio e lo stesso Davide Casaleggio avevano negato di essersi incontrati. Inaccettabili le minacce di Di Maio Stampa E-mail
Giovedì 15 Giugno 2017 12:58

L'incontro Casaleggio-Salvini. M5s smentisce, Repubblica conferma

 

 Ancora una volta il Movimento 5 Stelle dimostra di avere paura della verità e si nasconde dietro smentite false e minacciose. Luigi Di Maio e Davide Casaleggio hanno negato la notizia data oggi in prima pagina da Repubblica di un incontro tra lo stesso Casaleggio e il leader della Lega Matteo Salvini. Con un comunicato anche l'ufficio stampa della Lega Nord ha precisato che l'incontro non è avvenuto "ma non esclude che in futuro i due possano vedersi".

Il direttore di Repubblica Mario Calabresi ha risposto così all'attacco dei Cinquestelle, che sempre attraverso Di Maio hanno chiesto le sue dimissioni: "In un paese normale i politici non si nascondono dietro false smentite: confermiamo l'incontro Casaleggio- Salvini. Abbiamo fonti certe".

Ecco la ricostruzione della notizia:
1- L'incontro si è svolto a Milano una decina di giorni fa prima che la trattativa sulla legge elettorale fallisse.
2 - A chiedere il colloquio il leader della Lega Matteo Salvini preoccupato dall'ipotesi di un accordo tra Renzi e Berlusconi dopo il voto, che in quel momento era previsto da tutti a settembre.
3 - Non abbiamo mai scritto di patti o alleanze elettorali concordati tra Casaleggio e Salvini, ma solo dell'apertura di un canale di comunicazione legato agli scenari futuri.
4 - L'incontro ci è stato confermato da due autorevoli fonti della Lega Nord. 
 
In questa vicenda l'unico falso arriva dal Movimento Cinquestelle: attaccare Repubblica per cercare di nascondere la verità. E farlo con minacce che non possiamo accettare e che rispediamo al mittente. Luigi Di Maio, che ricopre anche la carica istituzionale di vice presidente della Camera dei deputati, usa queste parole per offendere il direttore di Repubblica Mario Calabresi e l'editore Carlo De Benedetti: "Il direttore è stato messo lì da un certo De Benedetti, tessera numero uno del Pd e editore con enormi interessi economici in questo paese. Se doveste mandarci al governo l'Italia avrà finalmente una legge sugli editori e i loro conflitti d'interesse".

Sono parole inaccettabili e fondate su una doppia mistificazione. La prima: che Repubblica sia mossa da intenti politici. La seconda: che vi sia un interesse economico tra la politica e il nostro gruppo editoriale. Il Movimento Cinquestelle, se andrà al governo, faccia pure tutte le leggi che crede nel campo dell'informazione, ma non potrà toglierci alcun finanziamento pubblico, semplicemente perché Repubblica non ne percepisce alcuno.

E, soprattutto, non saranno le minacce di qualsivoglia esponente politico che potranno impedirci di esercitare il nostro principale diritto: svolgere con correttezza, scrupolo e imparzialità il nostro mestiere di giornalisti. Al servizio di un unico giudice: il lettore.

 

 

FONTE REPUBBLICA.IT

 
COMUNICATO STAMPA Stampa E-mail
Giovedì 15 Giugno 2017 11:00

Roma, lungo il tevere trionfa Il Vino e le Rose di Claudia Conte

 Assalto di fan e curiosi per il salotto letterario all’aperto dell’estate romana dedicato al nuovo saggio-romanzo “Il Vino e le Rose. L’eterna sfida tra il bene e il male”, della scrittrice e attrice Claudia Conte per Armando Curcio Editore.

Un libro molto attuale, che tratta con leggerezza i mostri della nostra contemporaneità proponendo una via di riuscita nuova.

A moderare la chiacchierata sui temi sociali il cyberfilosofo Diego K. Pierini. Interessanti gli interventi della psicoterapeuta Irene Bozzi. I passanti coinvolti e rapiti dalle letture di Vincenzo Bocciarelli che ha realizzato anche l’opera d’arte della copertina. 

 

Al termine foto di rito con gli amici tra cui il regista Aldo Iuliano, ma soprattutto con le donne presenti, entusiaste dei temi trattati dalla scrittrice tra cui si riconoscono l’inviata Camilla Nata con il marito Pier Paolo Segneri, la cantante Pamela D’Amico, la coreografa Micol Persio,

 

 
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