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Dopo un lungo silenzio i grillini ribattono all’inchiesta del Foglio che svela la sostituzione dei 20 pdf del programma votato online con 24 pdf in molti punti programmatici completamente diversi Stampa E-mail
Mercoledì 18 Aprile 2018 08:22

Anche la smentita del M5s è una truffa come il loro programma

 

Con un post sul blog di Beppe Grillo, il Movimento 5 stelle cerca di smontare l'inchiesta pubblicata sul Foglio di oggi in cui Luciano Capone spiega come è cambiato il programma dei grillini prima e dopo il voto dei suoi iscritti. “Siamo costretti a smentire il Foglio – si legge nel post – perché la vera truffa è proprio l'articolo che oggi ci accusa di aver modificato i punti programmatici subito dopo il voto delle elezioni politiche”. La stessa smentita, però, contiene diverse imprecisioni che qui spieghiamo punto per punto: in corsivo il testo del Movimento 5 stelle, sotto le nostre osservazioni. 

Il Foglio scrive che “fino al 2 febbraio sul sito del M5S c’era un programma, il 7 marzo – tre giorni dopo le elezioni – ce n’era un altro”. Falso. Il programma definitivo è stato pubblicato il 21 febbraio 2018, dopo un'ultima revisione dedicata all'impostazione grafica.

Ammettere che il programma sia stato modificato il 21 febbraio, come sostiene il M5s, conferma esattamente quanto sostiene l'articolo di Capone. Le due date, il 2 febbraio e il 7 marzo, sono prese come riferimento perché sono le uniche disponibili su web.archive.org, portale che consente di risalire alle pagine web modificate o cancellate su un sito: quello che si riscontra è che in questo intervallo di tempo sono state effettuate delle modifiche, non per forza il 7 marzo. Scrive infatti Capone, a proposito del programma Esteri: “Nella nuova versione, cambiata poco prima o poco dopo le elezioni, il passaggio più duro parla dell’'esigenza di aprire un tavolo di confronto in seno alla Nato'”. Quello che è certo, e che conferma anche il M5s, è che i documenti sono stati modificati dopo essere stati consultati e votati dagli iscritti, il 21 febbraio: circa 10 giorni prima delle elezioni, ma molti mesi dopo il voto online degli iscritti. Alla faccia della democrazia diretta.

Come si vede anche da questo link relativo al programma Esteri, i punti votati dai cittadini sono gli stessi inseriti nel programma. Leggete qui e verificate voi stessi.

Il primo dei due link proposti rimanda ai risultati delle votazioni del programma Esteri e ai suoi punti principali. Nella versione modificata le priorità in evidenza sono rimaste uguali, è il contenuto che è cambiato, per cui l'elenco degli argomenti sottoposti a consultazione non dimostra che il programma sia rimasto invariato. Il secondo link invece contiene la seconda versione del capitolo Esteri, quella pubblicata tra il 2 febbraio e il 7 marzo e già modificata. Il M5s non pubblica invece il link alla versione precedente del programma, così da impedire al lettore di confrontare i due documenti e le loro differenze. 

Le versioni precedenti a quelle definitive, pubblicate il 21 febbraio 2018, erano chiaramente versioni provvisorie, sviluppate all'interno di gruppi di lavoro ad aprile dello scorso anno e che poi sono state oggetto di ulteriori modifiche, accogliendo proposte e istanze, fino alla stesura definitiva.

Secondo quanto affermato nel post, agli iscritti sarebbero state sottoposte per il voto "versioni provvisorie" del programma, una caratteristica mai evidenziata prima d'ora. Sulla copertina di alcuni capitoli pubblicati prima delle modifiche si legge “programma parziale”. Tuttavia “parziale” non è sinonimo di “provvisorio” e sembra piuttosto indicare che il programma definitivo sia la somma dei singoli capitoli.

Tra l'altro il Foglio scrive che le due versioni sono di senso 'totalmente diverso e spesso diametralmente opposto'. Ad esempio cita un passaggio della prima bozza, in cui si legge 'ripudiamo ogni forma di colonialismo, neocolonialismo e ingerenza straniera', ma nella versione finale c'è scritta la stessa identica cosa, in una forma più adeguata: "La politica estera del Movimento 5 Stelle - riporta la versione finale - si basa sul rispetto dell'autodeterminazione dei popoli, la sovranità, l’integrità territoriale e sul principio di non ingerenza negli affari interni dei singoli Paesi". Dove sarebbe il senso "diametralmente opposto" di cui parla il Foglio?

Il senso diametralmente opposto si riscontra in altri passaggi della versione finale, non citati in questo post, che sceglie strumentalmente di mettere in evidenza un virgolettato decisamente più morbido di altri. Nell'ultima versione del programma Esteri, per esempio, si parla di “affrontare insieme in Europa” le sfide del domani “come stati sovrani liberi e indipendenti” nel mondo multipolare. Posizione meno antieuropeista di quella portata avanti durante il periodo delle consultazioni con gli iscritti.

E ancora: il Foglio scrive che sulla Nato si leggono posizioni diverse, ma anche in questo caso mente. Nel programma definitivo si legge infatti che il 'Movimento 5 Stelle sostiene l’adeguamento dell'Alleanza Atlantica (NATO) al nuovo contesto multilaterale, contemplando un inquadramento delle sue attività in un’ottica esclusivamente difensiva. È indispensabile una riflessione sull’attuale ruolo della NATO'. Non è quello che diciamo da sempre?

Non proprio. O almeno, non in maniera così moderata. Nel precedente programma il M5s scriveva nero su bianco di voler perseguire un “disimpegno da tutte le missioni militari della Nato in aperto contrasto con la Costituzione”. Ma anche: “Il ‘sistema di sicurezza occidentale’ non solo non ci ha reso più sicuri, ma è il primo responsabile del caos odierno. Dall’invasione della Libia fino alla distruzione pianificata della Siria – c’era scritto – il sistema di sicurezza occidentale ha registrato una serie di fallimenti che hanno portato alle popolazioni dei paesi membri, miliardi di euro di perdite, immigrazione fuori controllo e destabilizzazione di aree fondamentali per la sicurezza e l’economia dell’Europa”.

Insomma, ci sono state solo piccole modifiche di forma, una cosa normalissima. Nessun cambiamento di sostanza. Accade così per tutti i programmi elettorali di tutte le forze politiche del mondo: c'è una prima bozza, poi nuove stesure e lavori di editing. Non c'è di cui stupirsi. I punti votati dai cittadini, infine, sono nel programma che il candidato premier Luigi Di Maio ha presentato in campagna elettorale.

Così conclude il post del Movimento 5 stelle. Senza considerare che 1) Le modifiche relative al programma Esteri e al programma Lavoro sono sostanziali, non semplicemente di editing. Dal “programma Lavoro” è stato rimosso il capitolo sui “Sindacati senza privilegi”. Perché quella proposta consacrata da 47.709 preferenze è stata eliminata? 2) Nella versione definitiva ci sono quattro documenti in più – Smart Nation, Sport, Editoria e Unione Europea – mai sottoposti agli iscritti. 3) Gli altri partiti non chiedono agli elettori di votare il proprio programma punto per punto richiamandosi ai principi della democrazia diretta e della trasparenza.

 

FONTE IL FOGLIO.IT

 
Ahi. Di Maio ha fatto sparire il programma votato dagli iscritti e l’ha sostituito in segreto con uno diverso e non votato da nessuno. Venti pdf scovati dal Foglio riscrivono la storia del M5s (e mettono nei guai il capo grillino) Stampa E-mail
Martedì 17 Aprile 2018 12:25

Votati, postati, rimossi. I programmi del M5s. Storia di una truffa

 Luigi Di Maio ha incaricato il prof. Giacinto della Cananea di esaminare i programmi di Lega e Pd per indicare il più compatibile dei due con quello del Movimento 5 stelle. Ma esattamente quale programma del M5s? Quello pre o quello post elezioni? Perché la versione del programma elettorale attualmente disponibile sul sito del movimento è completamente diversa da quella che c’era a febbraio. Qualcuno al vertice del partito, probabilmente Di Maio che ne è il capo politico, con il placet di Davide Casaleggio che attraverso l’Associazione Rousseau gestisce il sito, ha sostituito il programma votato dagli iscritti con un altro completamente differente. “In Italia è nato il primo e unico programma politico basato sulla partecipazione e sulla democrazia diretta online grazie al Sistema Operativo Rousseau”, si legge sul sito del M5s. Ma non è così. I venti pdf che componevano il programma votato online – creati materialmente dall’agenzia di comunicazione Web Side Story – sono stati sostituiti da venti pdf diversi, a cui ne sono stati aggiunti quattro su temi mai proposti né votati su Rousseau (Smart nation, Sport, Editoria, Unione europea). Una manipolazione della volontà degli iscritti, una presa in giro degli elettori, una violazione delle regole del partito (democrazia diretta e trasparenza), la negazione della retorica sul cittadino vero “sovrano” e il politico semplice “portavoce”.

Per recuperare il vecchio programma basta andare su “Internet Archive” – la più grande biblioteca della rete – e utilizzare la funzione “Wayback Machine”, che consente di risalire alle pagine web modificate o cancellate. Fino al 2 febbraio sul sito del M5s c’era un programma, il 7 marzo – tre giorni dopo le elezioni – ce n’era un altro. Totalmente diverso e spesso diametralmente opposto. E’ il caso del “programma Esteri”, un tema che, viste le vicende che riguardano la Siria, è di fondamentale importanza e stringente attualità. Gli iscritti avevano votato per un’impostazione radicale, terzomondista, filo russa e anti atlantica. Il nuovo “programma Esteri” è stato bonificato: tolte le contestazioni alla Nato e agli Stati Uniti, addolcite le critiche all’euro e all’Ue, smussati gli elogi alla Russia. Il capitolo su “Sovranità e indipendenza” si apriva così: “Il caos che regna in Libia dimostra che l’unilateralismo dell’intervento umanitario è fallito”. E ancora: “Ripudiamo ogni forma di colonialismo, neocolonialismo e ingerenza straniera”. Tutto sparito. Nella nuova versione si parla di “affrontare insieme in Europa” le sfide del domani “come stati sovrani liberi e indipendenti” nel mondo multipolare. Un’altra musica, più soft.

Il capitolo sul “Ripudio della guerra” partiva secco: “Iraq, Somalia, ex Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Ucraina, Siria. L’elenco dei paesi distrutti dall’unilateralismo occidentale potrebbe essere molto più lungo”. E proseguiva catastrofico: “Le guerre di conquista dell’ultimo periodo hanno portato il mondo a un passo dall’Apocalisse e hanno prodotto centinaia di migliaia di morti, feriti, mutilati e sfollati. Territori devastati, smembrati, economie fallite, destabilizzazioni estese a intere regioni e milioni di persone”. Tutto cancellato. Ora il tono è più posato e burocratico, si parla di “ricerca del multilateralismo, della cooperazione e del dialogo tra le popolazioni” e si ribadisce che “le operazioni per il mantenimento della pace debbano svolgersi in stretta ottemperanza ai principi della Carta dell’Onu”. Il passaggio dall’“Apocalisse” alla “stretta ottemperanza” è niente rispetto alla metamorfosi della posizione sulla Nato: “Il ‘sistema di sicurezza occidentale’ non solo non ci ha reso più sicuri, ma è il primo responsabile del caos odierno. Dall’invasione della Libia fino alla distruzione pianificata della Siria – c’era scritto – il sistema di sicurezza occidentale ha registrato una serie di fallimenti che hanno portato alle popolazioni dei paesi membri, miliardi di euro di perdite, immigrazione fuori controllo e destabilizzazione di aree fondamentali per la sicurezza e l’economia dell’Europa”. L’Alleanza atlantica veniva descritta come la causa principale dell’instabilità globale, arrivando a vagheggiare una rottura del patto: ci sarebbe ormai “una discordanza tra l’interesse della sicurezza nazionale italiana con le strategie messe in atto dalla Nato”. Per questo il M5s proponeva un “disimpegno da tutte le missioni militari della Nato in aperto contrasto con la Costituzione”. Tutti gli attacchi alla Nato sono stati eliminati. Nella nuova versione, cambiata poco prima o poco dopo le elezioni, il passaggio più duro parla dell’“esigenza di aprire un tavolo di confronto in seno alla Nato”. Anche la parte sul “medio oriente” era una dura accusa all’occidente: “I nostri governi hanno distrutto intere popolazioni, come quella siriana, seguendo l’interventismo occidentale della Nato, cui l’Italia ha colpevolmente prestato il fianco rompendo le relazioni diplomatiche con Damasco”. Ora è stato tolto ogni riferimento al regime di Assad e compaiono le responsabilità dei paesi arabi, che hanno “un sistema di governo a dir poco inadeguato agli standard universali”.

Analogamente sono state riviste le critiche all’euro (da “La situazione italiana nella zona euro è insostenibile. Siamo succubi della moneta unica” a “Questo non significa abbandonare perentoriamente la moneta unica”). Il capitolo sulla Russia è stato emendato da alcune critiche sulle sanzioni. “L’Ue, adeguandosi agli Usa – c’era scritto –, ha gradualmente imposto misure restrittive nei confronti della Russia” e si aggiungeva che le “azioni di Mosca” in Crimea e Ucraina erano “volte al mantenimento della sua sfera di influenza nello spazio ex sovietico a fronte del progressivo allargamento della Nato”. Tutto sparito.

Questi esempi riguardano solo le dieci paginette del “programma esteri”, ma vanno moltiplicati per le altre diciannove aree tematiche più le quattro aggiunte senza alcuna votazione. Nel “programma Banche” sono state inserite proposte mai votate, dal “programma Lavoro” è stato rimosso il capitolo sui “Sindacati senza privilegi”. Ci sono programmi stravolti come quello sullo “Sviluppo economico” sceso da 92 a 9 pagine e altri rielaborati da capo a piedi come quello sull’Agricoltura. Chi ha scritto il nuovo programma e deciso di sostituirlo a quello votato dagli iscritti? Probabilmente Di Maio e la sua cerchia ristretta. Ma di certo il ruolo di Davide Casaleggio, che materialmente attraverso Rousseau ha cambiato i documenti, mostra come chi si è posto al di sopra di tutti non sia il “garante” della democrazia diretta ma il suo “manipolatore”.

Questa manovra, che riguarda il principio più sacro (la democrazia diretta) e lo strumento più importante (il programma) della vita politica del partito, svela la grande finzione del M5s e la potenza totalitaria del suo meccanismo. La storia è piena di partiti che hanno tradito il programma elettorale, non è la prima volta e non sarà l’ultima. Ma qui si fa un passo ulteriore: il programma viene stravolto in segreto per far credere a militanti ed elettori che è quello che loro hanno sempre voluto e consacrato con il voto. Più che la volontà generale di Rousseau, è un sistema che ricorda la fattoria degli animali di Orwell.

 

 
Dato per obsoleto, il vinile torna di moda e si rilancia in una versione moderna e high-tech grazie alla start-up Rebeat Innovations Stampa E-mail
Martedì 17 Aprile 2018 09:55

Il disco in vinile rinasce ad alta definizione

 

L’ascolto di musica con il disco in vinile potrebbe risorgere grazie all’innovazione tecnologica. Gli acquisti di CD sono diminuti drasticamente in questi anni, tanto che BestBuy, la grande catena di negozi di elettronica negli Stati Uniti, ha deciso di interromperne la vendita dal prossimo mese di luglio. Contemporaneamente, è cresciuto l’uso di servizi e piattaforme di streaming come Spotify, Youtube, Apple Music, mentre, contro le aspettative, si è assistito a una ripresa del vinile , tornato di moda anche in Italia come riscontrato dai dati FIMI

E’ su questa scia che s’inserisce l’attività della start-up austriaca Rebeat Innovations . Che si ripropone, entro il 2019, la realizzazione di una nuova tipologia di disco di vinile ad alta definizione. 

 Negli Usa chiude l’ultima fabbrica di Compact Disc antonio dini

L’azienda fondata da Guenter Loibl intende rinnovare questo settore avendo brevettato un sistema innovativo di produzione basato sull’uso di laser e sulla conversione dei file audio in una mappa topografica 3D, in alternativa al processo lavorativo più tradizionale.

Secondo Rebeat Innovations, questa nuova modalità è in grado di assicurare una migliore qualità del sonoro e delle varie copie di LP, evitando per giunta l’impiego di materiale tossico. I dischi così prodotti possono peraltro essere ascoltati sui giradischi attualmente in uso anche se la start-up progetta di sviluppare una propria linea di piatti HD. 

Il programma di Rebeat Innovations prevede la presentazione ufficiale dei primi vinili ad alta definizione in occasione della conferenza Making Vynil di Detroit, con l’obiettivo di lanciare il prodotto sul mercato entro il 2019.

 

FONTE CARLO LAVALLE LASTAMPA.IT

 
INCENDIOS Stampa E-mail
Lunedì 16 Aprile 2018 20:14

Governo vai "usar todos os meios necessários" para garantir meios aéreos

O ministro da Administração Interna, Eduardo Cabrita, garantiu que o Governo vai "usar todos os meios necessários" para que estejam disponíveis os meios aéreos de combate a incêndios no verão.

 "O Governo vai usar todos os meios necessários para garantir, nos termos da lei, a segurança dos portugueses", disse aos jornalistas Eduardo Cabrita, no final da reunião da Comissão Nacional de Proteção Civil que aprovou a Diretiva Operacional Nacional (DON), que estabelece o dispositivo de combate a incêndios para este ano.

Depois de ter lançado dois concursos, um deles com caráter de urgência para o aluguer de 50 meios aéreos, o Governo só conseguiu contratar 22, faltando ainda 28.

Questionado se o Governo vai avançar com ajuste direto para contratação dos 28 meios aéreos que faltam para o combate a incêndios, o ministro não respondeu.

"Garanto que vamos ter aquilo que nunca tivemos. Vamos ter helicópteros e aviões disponíveis todo o ano. Neste momento, estão já adjudicados esses helicópteros e aviões que vão estar ao serviço dos portugueses todo o ano. Estamos, neste momento, a tratar da contratação daqueles que apenas são necessários durante parte do ano", afirmou.

Sobre a nova DON, Eduardo Cabrita sublinhou que foi criado "um modelo mais reforçado com maior ligação entre os vários agentes de combate aos incêndios rurais", além de estabelecer "um sistema de prontidão e um sistema de reforço que pode ser acionado sempre que necessário".

O governante destacou que este "dispositivo permanente e de reforço" vai permitir a mobilização de meios adicionais sempre que existam indicações meteorológicas de elevado risco de incêndio.

Eduardo Cabrita afirmou que este ano "há duas grandes áreas de reforço" no que toca aos meios humanos, designadamente a participação dos bombeiros voluntários e do Grupo de Intervenção de Proteção e Socorro (GIPS) da GNR em todo o país, que vão trabalhar em articulação com a Força Especial de Bombeiros.

O ministro deu ainda conta que foram criadas unidades de ataque ampliado, estruturas de apoio aéreo que vão estar localizadas em Mirandela, Viseu, Aveiro e Loulé, com elementos dos GIPS.

A DON tem como novidades este ano a mudança de nome de Dispositivo Especial de Combate a Incêndios Florestais (DECIF) para Dispositivo Especial de Combate a Incêndios Rurais (DECIR), bem como a substituição das atuais fases para níveis de prontidão, apesar de se manter o calendário

O combate aos fogos passa a estar organizado entre o "permanente" e o "reforçado" dividido por quatro níveis de prontidão.

Segundo a DON, os meios vão ser reforçados em todos os períodos do ano, sendo nos meses de junho e outubro, quando se registaram os maiores incêndios de 2017, que provocaram 115 mortos, que se vai notar maior aumento.

A fase que até agora se denominava "Charlie", entre 01 de julho e 30 de setembro, continua a mobilizar o maior número de meios, passando este período, que agora vai chamar-se "reforçado nível IV", a contar com 10767 elementos, 2463 veículos e 55 meios aéreos, o maior de sempre.

Com o DECIR 2018 passam a estar disponíveis, entre 01 de janeiro e 14 de maio e 01 de novembro e 31 de dezembro, 20 meios aéreos, seis dos quais do Estado e 14 alugados.

O DECIR conta com os três helicópteros pesados Kamov do Estado, mas estes aparelhos não estão atualmente a voar, desconhecendo-se se vão estar operacionais para os incêndios.

 

fonte jn.pt

 
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