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Guibitosi in Senato riferisce su stato liquidità: "Alitalia ha in cassa oltre 600 milioni di euro" Stampa E-mail
Mercoledì 14 Giugno 2017 19:01

Alitalia, EasyJet scopre le carte

 

 Nuovi dettagli sulla lista degli interessati per Alitalia. Ora esce allo scoperto anche EasyJet, che conferma un generico interessamento per la compagnia italiana in vendita. Lo ha confermato la CEO della compagnia low-cost britannica, Carolyn McCall, nel corso di un evento a Tolosa.

La manager non ha detto se l'interesse sia per una parte o per tutta Alitalia, ma come altri vettori europei EasyJet avrà senz'altro puntato gli occhi su qualche asset specifico.

Intanto, oggi hanno riferito al Senato i tre commissari della compagnia, sullo stato della liquidità e sullo stato di avanzamento dell'iter di vendita.

"Alitalia ha in cassa oltre 600 milioni di liquidità, ovvero sostanzialmente l'importo del prestito ponte. E' quanto dichiarato da uno dei tre cmmissario straordinari della compagnia aerea, Luigi Gubitosi, durante un'audizione al Senato. "Abbiamo oltre 600 milioni di liquidità. Per la precisione 617,9 milioni di euro che sono la somma di 257,9 milioni presenti in cassa, più 360 milioni di euro che devono ancora essere erogati dei 600 milioni derivanti dal prestito ponte.

Gubitosi ha spiegato come in questa fase, i commissari siano concentrati sull'incremento dei ricavi, vista la grave condizione in cui versa la compagnia commissariata e per la quale sono giunte 32 manifestazioni d'interesse per l'acquisizione.

A questo proposito il commissario Enrico Laghi, nella stessa audizione ha dichiarato: "contiamo di aprire la data room entro la fine della prossima settimana. Intorno a metà luglio - ha aggiunto - tireremo le prime somme e contiamo di avere manifestazioni d'interesse significative nel corso dell'autunno".

Entro luglio sarà anche pronto il nuovo piano. E' la scadenza confermata dall'altro commissario straordinario di Alitalia, Stefano Paleari, che davanti la platea di Palazzo Madama ha assicurato che il piano punta a "un forte recupero del posizionamento della compagnia sul mercato" potenziando, in particolare, "l'offerta sul lungo raggio".

Che la situazione della compagnia aerea sia non facile lo ha affermato anche Gubitosi quando al termine dell'audizione ha detto: "non vogliamo dare l'impressione che la cosa sia semplice. Non è impossibile ma è estremamente difficile. Quando siamo arrivati l'aereo era in picchiata ma ora vediamo un recupero delle prenotazioni". Inoltre -ha aggiunto-"il nuovo piano è importante ma bisogna anche cambiare la cultura interna perché, senza questo i piani spesso non funzionano".

Gubitosi ha anche prospettato la possibilità di reinternalizzare alcune attività. "Non è impossibile. Non parliamo di grandi numeri, non creiamo aspettative".

 

fonte teleborsa.it

 
COMUNICATO STAMPA Stampa E-mail
Mercoledì 14 Giugno 2017 15:47

Polifenoli contro il cancro ?  Un vantaggio da approfondire

 

I polifenoli, composti naturali presenti in abbondanza in frutta e verdura spesso presentati come salutari, fanno davvero bene? Hanno cercato di rispondere al quesito i ricercatori dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isa-Cnr) di Avellino con due distinti studi. Gli autori concludono che lo studio degli effetti benefici dei polifenoli nella prevenzione e nella terapia del cancro va affrontato sfruttando modelli cellulari adeguati e selezionati per la loro elevata specificità. L’efficacia va, pertanto, valutata con attenzione.

Nella ricerca pubblicata su Seminars in Cancer Biology, il team dell’Isa-Cnr ha analizzato la capacità di queste sostanze di agire da antiossidanti, cioè di neutralizzare i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento, evidenziando la differenza tra i dati ottenuti in modelli animali e cellulari, che confermano gli effetti antitumorali dei polifenoli, e i risultati degli studi clinici, spesso non chiari o addirittura negativi. “Quando consideriamo i potenziali effetti benefici dei polifenoli contro il cancro dobbiamo distinguere tra prevenzione e terapia”, spiega Gian Luigi Russo, responsabile del team di ricerca all’Isa-Cnr. “L’efficacia di un antiossidante non è la stessa nella cellula di una persona sana e in quella di un paziente affetto da tumore, a cui vengono somministrate alte dosi di antiossidanti in combinazione con radio o chemioterapia”.

I ricercatori dell’Isa-Cnr confermano quanto sostenuto anche da altri scienziati: “I polifenoli in basse dosi, come quelle normalmente presenti in frutta e verdura, potrebbero esercitare il loro effetto agendo come blandi pro-ossidanti e stimolando così la risposta adattativa della cellula, cioè un potenziamento delle difese. Al contrario, molte evidenze scientifiche mettono in guardia sull’efficacia del trattamento con antiossidanti in pazienti tumorali, nei quali possono indurre resistenza alla terapia convenzionale”, prosegue Russo.

Nello studio pubblicato sulla rivista Oncotarget è stata invece valutata la possibilità che singole molecole polifenoliche esercitino un’attività antitumorale, indipendentemente dalla loro natura di antiossidanti. È il caso della quercetina, un flavonoide presente in alimenti quali cipolle, mele, uva e vino rosso. “I risultati dimostrano che la quercetina facilita la morte di cellule maligne derivate dalla Leucemia linfocitaria cronica (Llc), la più comune forma leucemica nell’anziano, resistente alla chemioterapia”, afferma Maria Russo, primo autore della pubblicazione. “In cellule derivate da un paziente affetto da una forma aggressiva di Llc, dosi farmacologiche di quercetina inibivano l’attività di due enzimi chiave, il PI3K e il CK2, responsabili a livello biochimico della resistenza ai farmaci che inducono la morte cellulare programmata (apoptosi) delle cellule tumorali. In pratica, la quercetina potenzia l’efficacia dell’agente apoptotico ABT-737 con sorprendente rapidità, entrando nelle cellule e bloccando il meccanismo che favorisce la crescita tumorale con un effetto che appare molto specifico”.

 
Several people have died and more than 50 are in hospital after a huge fire raged through the night at a west London tower block, a fire chief says Stampa E-mail
Mercoledì 14 Giugno 2017 09:29

London fire: Several killed as Grenfell Tower engulfed

 

Eyewitnesses said they saw people trapped inside the burning Grenfell Tower, in north Kensington, screaming for help, and shouting for their children to be saved.

Firefighters, still at the scene, rescued "large numbers" of residents.

The 24-storey block, now smoking ruins, looks at risk of collapsing.

Eyewitnesses said they saw lights - thought to be mobile phones or torches - flashing at the top of the block of flats, and trapped residents coming to their windows - some holding children.

The Met Police has set up an emergency number on 0800 0961 233 for anyone concerned about friends or family.

 

 

  • 12.30am: Residents report smelling burning plastic at this time
  •  
  • 12.54am: London Fire Brigade receive the first call
  •  
  • 1am: First fire engines arrive at the scene in Grenfell Tower
  •  
  • 1.16am: Police are called to attend the fire
  •  
  • 3am: Some residents remain trapped inside with torches still being shone from windows - the sign the emergency services asked trapped residents to give
  •  
  • 8am: Fire brigade admit there have been some fatalities 
  •  
  • 8.30am: First indication that the fire was started by a faulty fridge 
  •  
  • 9.30am: Structural engineers attend the site and state it is currently considered safe 
  •  
  • 10.35am: Mayor of London Sadiq Khan gives a press conference promising to 'ask questions' about what happened in the fire 
  • Samira Lamrani, 38, said: 'He was just beside himself. He was just as surprised at how quickly the fire spread as anybody else.

    'I could hear him saying that he contacted the emergency services immediately and they reassured him everything would be under control within a short period of time, and obviously it wasn't.' 

    Sadiq Khan, the Mayor of London, said questions will need to be answered over the safety of tower blocks in the capital as a result of the fire.

    London Ambulance Service said 50 people have been rushed to five hospitals around the capital, while at least one resident is still stuck inside the block on the 11th floor, with firefighters desperately trying to reach him.

    Those in the upper floors were seen flashing torches in a bid to call for help, tying bedding together to create makeshift ropes.

    Panicked residents trapped high in the enormous tower were heard screaming for help as they leaned out of their windows and tied bed sheets together in an attempt to reach the ground.

    Many of those evacuated said they were woken by screams, intense heat and the smell of burning plastic, thought to be white cladding that was installed on the building last year as part of a £10million refurbishment.

    One woman said that residents faced 'either jumping out the window with their children and risk breaking bones or staying where you were and dying'. 

    The fire is said to have spread from the second floor to the roof of the enormous 120-flat block in just 15 minutes, with 200 firefighters struggling to bring it under control.  

    Eyewitness Tamara told BBC News: 'You could hear people screaming 'help me, help me'.

    'There were people throwing their kids out [of windows], they were shouting 'save my children'. The fire brigade were telling people to stay where they were, they were telling people 'we'll come and get you'.' 

    Hanan Wahabi, 39, who lives on the ninth floor, said she was awoken at about 1am by smoke.

    'I could see there was ash coming through the window in the living room, which was partially open,' she said, sitting with her husband and son, 16, and daughter, eight, outside a local community centre.

    'I looked out and I could see the fire travelling up the block. It was literally by my window,' she said. 'I slammed the window shut and got out.'


    source internet agencies.co.uk

     

     
    L'ex compagnia di bandiera per mantenere la presenza sul JFK fa appello al Chapter 15 presso il tribunale della Grande Mela Stampa E-mail
    Martedì 13 Giugno 2017 21:45

    Alitalia per "salvare" lo scalo di New York apre procedura fallimento

     

     Non finiscono i guai di Alitalia con la nomina dei commissari e l'avvio della procedura di vendita. Le sue difficoltà finanziarie infatti si ripercuotono oltre i cieli nazionali, arrivando sino agli Stati Uniti.

    La compagnia tricolore, secondo il Wall Street Journal, avrebbe avviato l'iter di fallimento presso il Tribunale di New York, nel tentativo di salvare l'accesso allo scalo JFK, hub cruciale per i voli internazionali della compagnia, che realizza almeno un 30% del suo fatturato sulle rotte statunitensi.

    La decisione è stata presa poiché l'autorità statunitense, One Group Association, aveva minacciato di chiudere ad Alitalia lo scalo JFK per mancati pagamenti.

    Tecnicamente, Alitalia ha fatto domanda per la protezione del "Chapter 15" del codice fallimentare USA, una procedura molto simile al Chapter 11, ma studiato per società estere con ampie operazioni in USA. La procedura di bancarotta, una volta avviata, blocca tutte le azioni dei singoli creditori, che confluiscono in un'unica procedura, talvolta finalizzata al risanamento.

     

     Fonte teleborsa.it

     
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