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Sei su 10 sono al nord, la difficoltà di reperimento sale al 25% Stampa E-mail
Mercoledì 31 Gennaio 2018 23:29

Lavoro, 1,2 milioni di contratti tra gennaio e marzo 2018

 

Oltre 1,2 milioni di rapporti di lavoro da avviare tra gennaio e marzo 2018, con il nord che fa il pieno di risorse umane, dove si prevede l’attivazione di quasi il 60% di contratti, nord ovest in testa con circa 390mila ingressi in azienda. Lo rivela il Bollettino del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra gennaio e marzo 2018.  

In particolare, nel mese di gennaio si sono concentrate, secondo le anticipazioni fornite dagli imprenditori, oltre 491mila occasioni di lavoro. Il settore del turismo è quello che registra la maggiore domanda di lavoro in questo inizio d’anno: quasi un contratto su 5 interessa infatti le professioni del commercio e turismo. Uno su 6, però, riguarderà i diversi profili tecnici, soprattutto quelli specializzati nell’area commerciale e del marketing. Agli addetti alle vendite e alla ristorazione sono destinati circa 80mila rapporti di lavoro che le imprese intendono attivare nel primo mese del 2018. Ma se per questi profili le imprese ritengono di poter trovare il candidato più idoneo con relativa difficoltà (segnalata comunque per il 17% degli addetti alle vendite e per quasi il 22% degli addetti alla ristorazione), decisamente più complesso, secondo gli imprenditori, sarà individuare i quasi 33mila tecnici dei rapporti con i mercati ricercati nel mese di gennaio. In questo caso, infatti, la difficoltà di reperimento raggiunge quasi il 35% delle entrate complessive.  

Il mismatch domanda offerta di lavoro in questo mese risale, in media, al 25% ed è decisamente consistente anche per alcuni profili di operai specializzati, che compaiono tra le 10 professioni più ricercate nel mese di gennaio. Coinvolge, ad esempio, quasi il 37% dei 13mila artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni e ben il 41% dei 12.600 meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili. 

Stabile rispetto al mese scorso la richiesta di giovani. Equivale al 35% del totale, supera a gennaio le 174mila unità ed è particolarmente consistente, in rapporto al totale delle entrate programmate, da parte delle imprese dei servizi finanziari ed assicurativi, dell’industria turistica e dei servizi informatici e delle telecomunicazioni.  

La Lombardia si conferma leader tra le regioni per opportunità di lavoro: 114mila quelle programmate a gennaio, il 23% del totale. Lontana da questo primato l’Emilia Romagna con i suoi 52mila contratti previsti, seguita dal Veneto, che supera i 50mila. Tra le regioni del Centro Italia, spicca il Lazio, con quasi 46mila entrate. 

 

Fonte w p lastampa.it

 
Tokyo, ascoltati i vertici della società dopo la truffa digitale. Sotto controllo i server della finanziaria. Forte preoccupazione per le sorti economiche di 260 mila risparmiatori Stampa E-mail
Martedì 30 Gennaio 2018 09:52

Hackeraggio Coincheck, polizia indaga su perdite per 430 milioni di euro

 

 Prende il via a Tokyo l'indagine della polizia finanziaria giapponese dopo la truffa digitale che ha coinvolto la piattaforma online di criptovalute Coincheck, responsabile di una perdita di oltre 430 milioni di euro in valuta digitale. I vertici della società con sede nella capitale sono stati ascoltati dagli investigatori sulle modalità che hanno condotto all'hackeraggio, e alcuni dei server della Coincheck sono adesso al vaglio degli inquirenti.

Nell'arco di poche ore, lo scorso venerdì, dopo aver rilevato l'ingente perdita, la società attiva sul mercato delle criptovalute dal 2012 era stata costretta a interrompere le contrattazioni, facendo crollare il valore della moneta Nem fin del 20%; generando apprensione tra i circa 260mila risparmiatori.

L'inchiesta della polizia metropolitana - dicono le fonti - cercherà di analizzare l'elenco cronologico delle attività sul sistema operativo per risalire agli autori dell'hackeraggio.

Riferendosi al caso, ieri il capo di Gabinetto Yoshihide Suga aveva detto che il governo giapponese sta valutando l'imposizione di maggiori restrizioni per gli operatori online.

Critico anche il vice ministro dell'Economia Masatsugu Akasawa, sicuro che del tema della regolamentazione delle criptovalute si discuterà al prossimo incontro del G-20 di marzo in Argentina.

 

fonte repubblica.it

 
Lo sottolinea la Cassazione colmando una lacuna normativa Stampa E-mail
Lunedì 29 Gennaio 2018 11:24

Cassazione: l’aereo è in ritardo, per il rimborso non servono prove

 

Se l’aereo ritarda, i passeggeri hanno diritto a chiedere un indennizzo alla compagnia aerea - che può variare a secondo della gravità e della possibilità di ricollocamento su un altro volo - senza avere alcun onere di provare il ritardo subito, basta che alleghino il biglietto e sostengano che il contrattempo si è verificato.

Sarà la compagnia aerea a dover dimostrare, nel caso intenda contestare la richiesta di risarcimento, che l’orario di atterraggio è stato rispettato.

Lo sottolinea la Cassazione colmando una lacuna normativa e accogliendo il ricorso di un passeggero contro la decisione del Tribunale di Roma che gli aveva negato il rimborso dicendo che non aveva dimostrato il ritardo. 

Affermano infatti i supremi giudici - nella sentenza 1584 - che «nè la Convenzione di Montreal, nè il Regolamento Ce 261/2004 contengono alcuna regola specifica in tema di onere della prova dell’inadempimento (negato imbarco o cancellazione del volo) o dell’inesatto adempimento (ritardato arrivo rispetto all’orario previsto)».

Dopo aver constatato «l’assenza di una norma speciale» per risolvere questo tipo di problemi, purtroppo abbastanza frequenti, la Cassazione ha osservato che «mentre il passeggero di regola non ha disponibilità di una prova diretta del ritardo dell’aeromobile su cui viaggiava (tranne, in ipotesi, la riproduzione fotografica dei tabelloni informativi dell’aeroporto), il vettore aereo - che opera in regime di controllo e verifica, da parte delle autorità aeroportuali, del tracciato aereo di ogni volo - ha agevole facoltà di accesso alla prova ufficiale dell’orario esatto in cui il velivolo è atterrato». 

Al passeggero che si è rivolto alla Cassazione, il Tribunale della capitale, aveva negato il rimborso del volo Berlino-Roma di Easyjet che aveva avuto quattro ore di ritardo il 23 dicembre del 2009 facendogli perdere anche l’imbarco sul Roma-Palermo.

Secondo il Tribunale capitolino, «è certo che il passeggero deve dimostrare e non semplicemente allegare la circostanza che il volo ha subito un ritardo, ossia deve dimostrare l’inadempimento del vettore, la cui responsabilità poi si presume, nel senso che è quest’ultimo a dover fornire la prova liberatoria». 

Questa tesi è stata totalmente sconfessata dagli `ermellini´.

«Il passeggero che agisca per il risarcimento del danno» per negato imbarco, cancellazione del volo o ritardato arrivo «deve produrre il titolo o il biglietto di viaggio o altra prova equipollente, potendosi poi limitare alla mera allegazione dell’inadempimento del vettore», scrive il verdetto.

«Spetta a quest’ultimo, convenuto in giudizio, dimostrare l’avvenuto adempimento, oppure che, in caso di ritardo, questo sia stato contenuto sotto le soglie di rilevanza fissate dal Regolamento Ce 261/2004», conclude la Cassazione.

Ora il Tribunale deve riaprire il caso dando ragione al passeggero.

 

Fonte lastampa.it

 
NON TUTTE LE CIAMBELLE.... Stampa E-mail
Domenica 28 Gennaio 2018 10:02

iPhone X, è già finita?

 Le vendite dell'iPhone X non vanno come dovrebbero e la Apple potrebbe decidere di ritirarlo dal mercato prima del previsto.

A sostenerlo è Ming Chi Kuo, analista di Kgi Securies, che ipotizza possano toglierlo dal catalogo già in autunno, fermando così la produzione in estate.

Secondo l'esperto la casa di Cupertino dovrebbe lanciare altri tre modelli a settembre.

La sua opinione dipende dall'andamento dell'immenso mercato cinese. A non piacere, fa notare Ming Chi Kuo, sarebbe la tacca superiore perché da' l'impressione di avere molto meno spazio sullo schermo del melafonino di ultimissima generazione.

Il risultato?

L'acquirente preferisce comprare l'iPhone 8 Plus

 
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