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La sparatoria a Ozubulu, nello stato di Anambra Stampa E-mail
Domenica 06 Agosto 2017 12:32

Attacco a una chiesa cattolica in Nigeria, oltre 100 tra morti e feriti

 

Sarebbero oltre 100 i fedeli, tra morti e feriti, nell’attacco di questa mattina, poco prima delle 6:00, durante la messa domenicale in una chiesa cattolica di Ozubulu, una città nello Stato di Anambra, nel sud della Nigeria. Lo hanno riferito testimoni, come riporta il quotidiano locale The Nation. 

Gli uomini armati che hanno attaccato oggi una chiesa cattolica di Ozubulu, una città nello Stato di Anambra, nel sud della Nigeria, avevano il volto coperto da maschere.

 
L'Esercito siriano espugna l'ultima roccaforte dell'ISIS Stampa E-mail
Domenica 06 Agosto 2017 09:37

L’esercito siriano espugna l’ultimo bastione dell’Isis a Homs. Avanza verso il confine con l’Iraq

 

L’esercito siriano ha espugnato la cittadina di Sukhna, ultimo bastione dell’Isis nella provincia di Homs, e si è aperto la strada verso Deir ez-Zour e il confine con l’Iraq. L’obiettivo strategico di Assad, congiungersi con le forze irachene al confine fra Siria e Iraq, è quindi più vicino. 

Scarsa resistenza  

La conquista di Sukhna è stata confermata dall’Osservatorio siriano per i diritti umani. Lo Stato islamico, sottoposto a bombardamenti aerei, anche russi, e di artiglieria non ha opposto grande resistenza e si è ritirato verso Deir ez-Zour, una città di 250 mila abitanti lungo l’Eufrate, a Sud-Est di Raqqa. 

Obiettivo Deir ez-Zour  

A Deir ez-Zour resiste da tre anni una guarnigione assediata in una base aerea accanto ai quartieri cristiani, che non sono mai stati presi dall’Isis. Sukhna si trova 70 chilometri a Est di Palmira ed altrettanti a Ovest di Deir ez-Zour, sulla superstrada che collega Damasco all’Eufrate. Con Raqqa ormai circondata, l’Isis resiste in sole tre città lungo il fiume: Deir ez-Zour, Mayadin, Abu Kamal. 

Metà Raqqa libera  

Più a nord le forze curde stanno conquistando invece metro dopo metro Raqqa, mezzo milione di abitanti e capitale dello Stato islamico in Siria. Le Syrian democratic forces, sostenute dall’aviazione americana, controllano ormai metà della città, a due mesi esatti dall’inizio dell’offensiva finale per liberarla.

 

FONE GIORDANO STABILE LASTAMPA.IT

 

 
Dal 7 agosto al 15 settembre le "manifestazioni di interesse" e dal 2 ottobre le "vincolanti". Fuori gioco le low cost per il mancato "spezzatino" della flotta Stampa E-mail
Sabato 05 Agosto 2017 10:24

Etihad a novembre proprietaria di Alitalia...sempre giocoforza assieme a "Terzi"

 

  Etihad uscita dalla porta rientrerà dalla finestra in novembre come proprietaria di Alitalia, anche se necessariamente assieme a terzi. Non è affatto escluso, anzi probabile, vista la situazione generale insieme a requisiti e vincoli indicati nel bando disposto dai tre Commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari che hanno tracciato il profilo di chi tra qualche mese potrebbe diventare il nuovo acquirente di Alitalia.

Un profilo, sembrerebbe, ritagliato come un eccellente abito cucito su misura appunto per Etihad. Come dire, pressoché perfetto, salvo eventuali rifiniture dell’ultimo momento, per il vecchio gestore che era stato per così dire "messo a terra" dal No dei lavoratori lo scorso aprile. E se quello che aleggia solo come un sospetto si confermasse realtà, potrebbe dimostrare come l’intera gestione commissariale sia stata allestita con lo scopo di cancellare nel modo più indolore e convincente possibile proprio l’esito di quel NO che ha provocato tanto disappunto e malumore nell'establishment, Governo compreso. Per riportare, come nel vecchio gioco dell’Oca, le pedine sulla casella del via.

Ma perché proprio Etihad, che in ogni caso da "sola", proprio per le di nuovo confermate regole europee, non poteva né po' acquisire oltre il 49% del capitale di una compagnia aerea UE, pena la decadenza di tutti i benefici appunto per l'appartenenza all'Unione. Tutto sarebbe pronto per sostenere quel 51% italiano e/o europeo necessario, magari, in caso estremo, con intervento diretto, se pur, piccolo dello Stato.

Forte del suo 49% di quote di quella che era la nostra compagnia di bandiera e di una rilevante liquidità disponibile, Etihad non è riuscita nel risanamento annunciato, perdendo anzi una vera montagna di denaro, qualcosa, si dice, attorno al miliardo di euro. Operazione che, tra l’altro, compiuta analogamente a favore anche di Air Berlin, ha portato in serie difficoltà economiche la stessa casa madre di Abu Dhabi, creando le condizioni per il siluramento del suo onnipotente CEO James Hogan, al tempo stesso vicepresidente di Alitalia. Proprio per il fallimento della sua politica a favore dell’inserimento di compagnie europee nella galassia del dell’impero emiratino, che aveva mandato su tutte le furie il 54enne Mohammed Bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi e proprietario di Etihad.

Etihad in "pole position" innanzi tutto perché la aerolinea del Golfo non è assolutamente disposta a considerare gettata nel cestino la montagna di denaro sborsata. Oltretutto ben conoscendo, anzi UNICA a conoscere il mai depositato bilancio del 2016 e, dunque, la vera realtà economica dell'azienda. E poi perché i conti di Alitalia, al momento, soprattutto per gli introiti dovuti ai biglietti venduti per i voli dagli eccellenti tassi di occupazione, non sarebbero nella realtà affatto disastrati.

Ma andiamo per ordine, ricordando, dunque, i "paletti" annunciati dai tre Commissari nei giorni scorsi per giungere al traguardo delle "offerte vincolanti" da presentare entro il prossimo 2 ottobre. Preferibilmente per l'acquisizione in unica soluzione, ricorrendo al cosiddetto "spezzatino" nel caso di primo insuccesso.

Nella fase di raccolta delle manifestazioni d'interesse non vincolanti, i commissari hanno individuato le "offerte robuste", quelle più facilmente in grado di trasformarsi in offerte definitive, soprattutto nel contesto di "tipo" di cessione preferito. E il bando appena pubblicato non può che essere stato "pensato" appunto per cercare di andare il più possibile incontro alle condizioni desiderate dagli acquirenti più accreditati.

Le offerte potranno riguardare Alitalia nella sua interezza; oppure il singolo lotto "aviation", comprensivo di tutte le attività di volo e le manutenzioni; o il lotto "handling", relativo ai servizi ai passeggeri direttamente prestati nelle sedi aeroportuali. Il bando, a scanso equivoci, precisa anche che "Saranno considerate preferibili, in caso di sostanziale parità di condizioni complessive di offerte, quelle che avranno ad oggetto il Lotto Unico".

Non mancano, naturalmente, i requisiti minimi che prevedono la partecipazione a offerte di società o cordate con nei tre precedenti esercizi un fatturato lordo di almeno un miliardo di euro, oppure che nell’ultimo esercizio abbiano avuto un patrimonio netto di almeno 250 milioni di euro. Requisiti più bassi, ovviamente, per offerte che riguardino il lotto "Handling", dove si prevede un fatturato di 50 milioni o di 25 milioni di patrimonio netto.

Le scadenze per la procedura, come si sa, che vanno dal 7 agosto al 15 settembre, riguardano l’invio delle manifestazioni di interesse. Manifestazione di interesse che, anche in base all’accesso della seconda "data room", dovranno necessariamente trasformarsi entro il 2 ottobre in offerte vincolanti, per poi divenire definitive dopo "eventuale negoziazione di miglioramento" entro il 5 novembre. Nella settimana 6-12 novembre si dovrebbe così conoscere il nuovo proprietario di Alitalia.

Ma perché "spezzatino" del personale si e della flotta no, vien da chiedersi? Il primo andrebbe incontro alle esigenze delle low cost tradizionali (Ryanair ed easyJet), ma non il secondo. Inimmaginabile che Ryan ed easy abbiano intenzione di dedicarsi di colpo ai collegamenti intercontinentali, oltretutto con flotta abbastanza etereogenea abituati come sono a quelle "standardizzazioni" che offrono consistenti economie di esercizio. Norwegian, che da parte sua ha già deciso di dedicarsi a quel genere di servizio, ha scelto i propri aerei (modelli diversi da quelli da AZ) ed è perfettamente attrezzata. Un modo quindi per render alle low cost "difficile", se non impossibile, l'acquisto.

Escludendo i low cost, rimarrebbero i grandi gruppi internazionali. Lufthanza non ha mai mostrato reale interesse per la compagnia italiana, soprattutto per il veto dei suoi sindacati. British Airways con il gigantesco Gruppo IAG di cui fa parte, non si è mai detta neppure lontanamente interessata. Air france-KLM, già diverse volte "escluse dall'affare Alitalia" per questo e questo motivo, sono ora impegnate a importante ampliamento di Alleanze che coinvolgono le americane Delta Air Lines e Virgin, oltre al vettore orientale China Eastern.

E Alitalia come potrebbe oggi rientrare nei programmi dei cugini d’oltralpe, soprattutto ora che il Presidente Macron è così risoluto nel nazionalizzare i cantieri navali di Saint Nazaire? Davvero poco probabile, anche se le sorprese, si sa, son sempre pronte, nascoste proprio dietro l’angolo di casa.

Rimane così Etihad, comprensibilmente "attaccata" a quel miliardo già speso e oggi, almeno apparentemente, gettato alle ortiche, ben duro da digerire! Ma come potrebbe fare la compagnia del Golfo ad aggirare la norma europea del 49% che, nonostante i tentativi italiani di abrogazione, è rimasta salda quanto mai? Semplice, sempre con l'aiuto di accondiscendenti partners terzi, come fece nel passato non lontano, servendosi magari anche di più d'uno degli "storici capitani coraggiosi" ancora superstiti in CAI-Alitalia protagonisti di un clamoroso naufragio anziché del salvataggio e poi "resuscitati" tra i proprietari di SAI-Alitalia assieme proprio agli emiratini di Abu Dhabi! Incredibile "puzzle"!!!

E la dichiarazione quasi a mezza bocca del Ministro dei Trasporti Delrio di non molto tempo addietro con cui aveva precisato un possibile ma parziale intervento dello stato nella vicenda Alitalia non poteva forse voler dire che qualcosa stesse "bollendo in pentola"?

I "pensieri" vanno poi a Luigi Gubitosi, che nei giorni che precedevano la sua nomina a Presidente operativo di Alitalia al posto di Luca di Montezemolo era stato protagonista di un "viaggio lampo" ad Abu Dhabi. Poi la situazione precipitò con il NO del Referendum dei lavoratori e giunse il Commissariamento. Guarda caso con Luigi Gubitosi tra i Commissari, e decisamente, in apparenza, su un gradino più in alto degli altri due. Etihad, salvo improbabili sorprese, dovrebbe proprio dormire sonni tranquilli.

 

fonte teleborsa.it

 
Dopo la prima incursione nella piattaforma dei 5 Stelle un profilo Twitter anonimo sta pubblicando dati sensibili. A svelarlo un ex dipendente della Casaleggio associati Stampa E-mail
Venerdì 04 Agosto 2017 08:21

Nuovo attacco hacker a Rousseau. "Facile giocare con i vostri voti"

 

 Davide Casaleggio (afp)

 Non c'è pace per Rousseau. Dopo che un hacker "buono", mercoledì sera, aveva svelato che nella piattaforma dei 5 Stelle c'era una vulnerabilità attraverso cui tutti i dati sensibili degli iscritti - votazioni comprese - potevano essere svelati, giovedì sera contro il sistema informatico della Casaleggio Associati è partito un attacco hacker "cattivo".
 
Un profilo Twitter - che accusa chi ha svelato la falla permettendo alla Casaleggio di sanarla di essere un "infame" - sta pubblicando dati sensibili sottratti. Lo ha scritto con un tweet l'ex dipendente della Casaleggio Associati Marco Canestrari e lo ha confermato un altro ex dipendente, il blogger e debunker (svela bufale on line) David Puente.
 
Il profilo si chiama r0gue_0 e sta twittando indirizzando la sua sfida allo stesso Beppe Grillo. Dice di avere migliaia di pagine sottratte al sistema operativo e attacca: "It's too easy play with your votes", "è troppo facile giocare con i vostri voti".

Tra i dati finora visibili, un elenco di donatori con i relativi indirizzi e mail e le somme versate. E i profili e i numeri di telefono cellulare di alcuni iscritti. Anche in posizioni di rilievo.

 

fonte annalisa cuzzocrea repubblica.it

 
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