Ulti Clocks content

Login



COMUNICATO STAMPA Stampa E-mail
Sabato 27 Ottobre 2018 15:41

Kabb-via Mantova inaugura i suoi spazi all’insegna del glamour e della solidarietà

 

Non solo food. Negli spazi che una volta furono della storica
Birra Peroni, portati a nuova vita solo 6 mesi fa grazie allo
stile e alla tenacia della famiglia Biasini, il 25 ottobre è
andato in scena a via Mantova 7 un articolato happening
all’insegna della solidarietà e del glamour.
Una serata di fundraising interamente dedicata alla Onlus Sanes,
(Studio e assistenza alle neoplasie del sangue) che opera presso
l’ospedale San Camillo di Roma.
Invitati da Roberto e Federica Biasini, con i relativi coniugi
Alessia ed Alessandro, hanno accolto l’invito il primario di
ematologia del San Camillo Luigi Rigacci e ovviamente il
presidente della Onlus, Romeo Guardani, e il cofondatore Leonardo
Pacilli. Ma anche le attrici Alessia Fabiani, che si divide tra
teatro e televisione, Antonella Salvucci, spesso a Los Angeles,
Milena Miconi, anche lei molto presa dal teatro, con il marito
sceneggiatore Mauro Graiani, e l’artista pop Dico’. Tra i presenti
anche Silvia Ghirelli, brand ambassador dei vini dei “Feudi di San
Gregorio”, di Antonio Capaldo, e il vice sindaco di San Felice
Circeo, Luigi Di Somma.
Un appuntamento per parlare di salute ma anche per degustare le
prelibatezze di KABB via Mantova, che rappresenta davvero
un’emozione. Un percorso raggiunto grazie all’impegno del capo
famiglia Luigi Biasini che ha ristrutturato lo stabile seguendo un
preciso obiettivo: riproporre l’originalità di 150 anni fa. “Solo
la pazienza e la cura dei minimi dettagli – spiega Biasini - ci ha
consentito di riportare alla luce un ambiente avvolgente che
esalta la bellezza e l’esclusiva originalità delle cose importanti
che si realizzavano tanti anni orsono”.
In sintesi un progetto che si propone di divenire un piccolo
riferimento per la Capitale, all’insegna della qualità e
dell’originalità.
Molto curata la cantina dei vini che consente di offrire etichette
di tutte le regioni, molto spesso provenienti da vitigni nascosti
che danno e fanno riassaporare le emozioni di gusti quasi
smarriti.
Naturalmente sono presenti le migliori etichette nazionali ed
estere che completano una cantina giovane ma di alto livello.
Della squadra fanno parte, oltre ai ragazzi della famiglia, lo
chef trentenne Andrea Sarcona che vanta un’esperienza acquisita in
Europa, ma soprattutto in Italia, grazie ai preziosi consigli
dello chef Massimo D’Innocenti: espressione di una cucina
innovativa, valorizzata da frequenti riconoscimenti e premi
nell’ambito della gastronomia romana.
Insomma una bella squadra dove modestia, umiltà e sacrificio
caratterizzano il progetto che si ripropone, ora e in futuro, di
trasformare l’impegno in “emozione”, all’interno di un ambiente
caldo, accogliente e sereno.
“Riflettendo sul carattere da dare alla cucina di questo splendido
bistrot – spiega lo chef D’Innocenti - mi è venuta in mente solo
una parola: qualità. Qualità nella scelta del personale, qualità
negli ingredienti, qualità e modernità nelle tecniche di
cottura”.
Ufficio stampa
Lucilla Quaglia
338.7679338
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 
Dispositivo ibrido, a metà strada tra over ear e auricolari, ha un algoritmo che scansiona il canale uditivo per darci il meglio da musica e film Stampa E-mail
Sabato 27 Ottobre 2018 11:21

Nuraphone, le cuffie che adattano il suono alle nostre orecchie

 Ci sono le cuffie, ci sono gli auricolari e poi ci sono le Nuraphone. Nuovo concetto di dispositivo audio, è un ibrido che fonde entrambi in un oggetto solo, vi aggiunge un sistema intelligente per migliorare la percezione del suono e promette una fedeltà mai sentita prima. Vediamo se è vero ma prima partiamo dall’estetica. A vederle le Nuraphone sembrano le classiche cuffie over ear, quelle che circondano l’orecchio, ma meglio non farsi ingannare: i padiglioni sono chiusi da una membrana in silicone da cui fuoriescono due auricolari che si innestano nelle orecchie. Ecco spiegata l’ibridazione.

 

L’algoritmo che migliora l’audio

Al primo uso dobbiamo scaricare e avviare l’app dedicata. Spinto un tasto eccoci pronti per un viaggio futuristico. Accompagnati da una voce robotica, sentiamo le cuffie inviare dei segnali audio nell’orecchio. Sono una sorta di esploratori che stanno tracciando il nostro canale uditivo. Visto che ognuno di noi percepisce il suono in modo diverso dagli altri, l’algoritmo ha bisogno di una mappa precisa dell’orecchio per calibrare l’audio al meglio. La tecnica viene dall’ambito medicale ed è utilizzata per capire se un neonato è un non udente. Dopotutto non possiamo chiederglielo. Finito il test, possiamo vedere sullo schermo il nostro profilo audio, una mappa colorata molto affascinante. Ma oltre alla suggestione, funziona? Assolutamente sì. Si vede che dietro a Nuraphone c’è un otorinolaringoiatra che le orecchie le conosce bene. Le cuffie riproducono il suono perfettamente. È corposo, ricco di sfumature, definito, nitido. Chi non ha mai ascoltato cuffie da audiofilo rimarrà a bocca aperta. Gli altri pure perché in questa fascia di prezzo (400 euro) è difficile trovare qualcosa che suoni meglio. Le cuffie poi sono pratiche. Si connettono in Bluetooth e grazie ai sensori di prossimità si accendono e si spengono quando le si indossa o le toglie. L’unica pecca sono le dimensioni: i padiglioni e l’archetto non sono ripiegabili e questo ne aumenta notevolmente il volume.

 

 

Audio «immersivo»

Ma procediamo. Oltre a convogliare l’audio nel nostro orecchio, gli auricolari in silicone garantiscono anche una buona riduzione passiva del rumore, un po’ come avere dei tappi nelle orecchie, e nell’ultima versione dell’app è stata aggiunta anche la riduzione attiva. Si sarebbe potuto fare meglio ma tutto sommato, negli ambienti rumorosi, le Nuraphone fanno il loro dovere. Con le cuffie prive di audio, il pianto di un bambino o un uomo che parla ad alta voce si sentono lo stesso ma parecchio smorzati. Un’altra particolarità che piacerà a tanti è il suono «immersivo». Come il force feedback dei joypad delle console, una volta attivato sentiamo delle vibrazioni investire l’orecchio dando l’impressione di essere al centro della scena, come se fossimo a un concerto di fronte a un muro di casse, insomma.

 

Ottime per il loro prezzo

Viste così queste Nuraphone appaiono come le cuffie definitive nella loro fascia di prezzo ma ci sono alcune puntualizzazioni da fare. Prima di tutto chi non sopporta gli auricolari non sopporterà neanche questo ibrido. Qui c’è poco da fare. Secondo poi i padiglioni in silicone isolano bene l’orecchio ma lo riscaldano parecchio. Questo mi porta a pensare che le Nuraphone siano cuffie da salotto o da viaggio ma non da passeggio. In un ambiente ben climatizzato come al lavoro o in aereo non mi hanno dato problemi ma fuori, al sole, le orecchie vanno in fiamme. In più il padiglione chiuso fa risuonare i passi dei piedi in tutte le orecchie.

 

A chi le consigliamo

Tirando le somme, consigliamo le Nuraphone a chi non ha problemi a indossare gli auricolari, vuole un prodotto di prezzo medio che suona come una cuffia da audiofilo e ascolta musica o film comodamente seduto sul divano di casa, sul posto di lavoro o in viaggio. Per questa categoria di persone è praticamente impossibile trovare di meglio a quel prezzo. Nei film scoprirete suoni di sottofondo mai sentiti prima, nelle canzoni i più flebili sospiri emergono dall’ombra mentre i riff di chitarra e le percussioni ci investono in tutta la loro potenza. Per le incisioni dal vivo o le pellicole d’azione poi le vibrazioni creano una vera e propria realtà aumentata sonora. Qui hanno già trovato il loro posto accanto al divano. Con buona pace dello stereo.

 

FONTE ALESSIO LANA CORRIERE.IT

 
Consumiamo tantissima carne e così com’è oggi l’alimentazione è sbilanciata, anche per la salute. Ma anche la rinuncia completa comporta qualche problema Stampa E-mail
Giovedì 25 Ottobre 2018 08:37

«È proprio vero che la dieta vegana è più sostenibile per l’ambiente?»

 

 Pubblichiamo la domanda inviata da un lettore al forum Nutrizione e la risposta data dal nostro esperto, il dottor Andrea Ghiselli, dirigente di ricerca del Centro CREA - Alimenti e nutrizione e presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione.

Caro dottore, una mia cara amica mi ha detto che sta diventando vegana per questioni legate alla sostenibilità dell’ambiente. Dice che il pianeta non può reggere il nostro consumo di carne, perciò dobbiamo smettere di mangiarla. Ora, avevo anch’io letto che allevare un vitello costa molto all’ambiente (mangime, acqua) ma mi chiedo: è proprio così? E questo vale anche per il consumo di carne bianca, pesci e tutto ciò che di origine animale? Costa meno, in termini ambientali, coltivare soia, fagioli per tutti quanti? Poiché la stimo molto, mi piacerebbe avere un suo parere in proposito. Grazie.
Valentina

 

Proprio per motivi ambientali non è consigliabile diventare vegani. Primo perché non ci sarebbero coltivazioni sufficienti per tutti, ma soprattutto perché la dieta vegana, essendo carente di determinati nutrienti, costringe ad una integrazione, o tramite scelte di alimenti particolari appositamente fortificati o di integratori. È vero che consumiamo tantissima carne e così com’è oggi è un’alimentazione poco sostenibile, sia per l’ambiente che per la salute, ma anche la rinuncia completa comporta qualche problema di salute. È anche vero che se paragoniamo l’impatto di un chilo di carne con un chilo di frutta e verdura avremo numeri diversi, ma li avremo perché sono due alimenti molto diversi. Non sono proprio la stessa cosa. Frutta e verdura è acqua, fibra, vitamine e qualche minerale, mentre carne è proteine, niente fibra, qualche grasso, minerali diversi e vitamine diverse.

Tutto ha un impatto sull’ambiente

Inoltre un chilo è la quota di frutta e verdura che ogni giorno un individuo dovrebbe consumare, mentre un chilo di carne è la quantità che dovremmo consumare ogni due settimane. C’è una bella differenza no? Dovremmo caso mai paragonare un chilo di carne a 14 chili di frutta e verdura. Ma non avrebbe senso comunque, perché ripeto, servono gli uni e l’altra. Altrimenti dove andiamo a prendere il ferro, lo zinco, la vitamina B12, gli omega 3 a lunga catena e via dicendo che nei vegetali o non ci sono o sono scarsamente assorbibili? Tutto ha un impatto sull’ambiente, anche l’uso di alimenti speciali, di supplementi, di alghe che vengono da lontano e via dicendo. La faccia pure la dieta vegana, è adulta e in buona salute (non lo faccia se è in gravidanza) e non avrei grossi problemi se non molte complicazioni in più. Ma la faccia per motivazioni etiche, non di altro tipo. La dieta migliore sia per la salute, che per la sostenibilità è quelle mediterranea, nella quale le carni sono prevalentemente bianche (a minore impatto), c’è un corretto consumo di pesce, uova e latticini ed è un’alimentazione in grado di proteggere al contempo salute e ambiente. Ripeto, va benissimo la motivazione etica che spinge a non voler “collaborare” all’uccisione degli animali, ma motivazioni ambientalistiche e tanto meno di salute non sussistono.

 

FONTE  CORRIERE.IT

 
Servizio previsto solo per i clienti privati, anche con ricaricabile. Gratuito per i primi 3 mesi (per chi si attiva nei prossimi sei mesi), poi costerà 5 euro al mese Stampa E-mail
Mercoledì 24 Ottobre 2018 22:04

Vodafone OneNumber: Apple Watch con 4G, quanto costa e come si attiva

 

Apple Watch Serie 4 è disponibile in Italia (guarda la nostra recensione in anteprima). Per la prima volta arriva anche nel nostro Paese la versione che Apple chiama «GPS + Cellular», quella che supporta il collegamento alle reti mobili 4G in autonomia , senza passare dall’iPhone. All’interno del Watch 4 non è possibile inserire una Sim fisica e la connessione avviene attraverso una eSim (electronic Sim). Per ora l’unico operatore che ha attivato questa possibilità è Vodafone, che ha lanciato un servizio chiamato Vodafone OneNumber.

 

Come funziona?
Si «condivide» tra iPhone e Watch il proprio numero di telefono e la propria offerta con Giga e minuti . Vodafone OneNumber va attivato e poi si può procedere a «duplicare» la connettività dello smartphone (un iPhone 6 o più recente) sull’orologio. Il numero principale viene associato in automatico alla eSim del Watch e si può iniziare a chiamare, ricevere notifiche dalle app preferite, utilizzare mappe e calendario con la propria offerta direttamente dal polso. Senza avere bisogno necessariamente di avere lo smartphone vicino. Se Apple Watch 4 è collegato via Bluetooth all’iPhone le telefonate (e il traffico dati) passano attraverso lo smartphone. Quando si è disconnessi dall’iPhone, e non si è in presenza neppure di una rete wi-fi, Apple Watch 4 attiva la connettività via rete mobile (ci vuole qualche secondo) e può comunicare in maniera autonoma. Andando nelle impostazioni rapide del Watch (swipe verso l’alto dal quadrante) l’icona della connettività mobile diventa verde quando è attiva.
Si tratta di una funzione particolarmente utile quando si fa fitness o comunque in tutte le occasioni in cui si è dimenticato (o voluto lasciare apposta) il telefono a casa.

Chi può attivare Vodafone OneNumber?

Tutti i clienti privati con sim Vodafone ricaricabile o abbonamento, con un’offerta che include traffico dati in 4G. Non è previsto nulla al momento per i clienti business.

 Che cosa prevede l’offerta?
Per chi attiva Vodafone OneNumber entro i primi 6 mesi dal lancio (il 21 settembre 2018), i primi 3 mesi sono gratuiti. Poi l’offerta costa 5 euro al mese. Per chi la attiva entro il 14 ottobre Vodafone OneNumber comprende 5 Giga di traffico in più al mese da utilizzare su entrambi i dispositivi, iPhone e Watch.

 

FONTE PAOLO OTTOLINA CORRIERE.IT

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 7 di 1825

Notizie Flash

In arrivo il `gemello rosa´ del Viagra*.

Un farmaco nato come antidepressivo, si è infatti rivelato efficace per riaccendere la libido nelle donne.
Leggi tutto...

Meteo Roma

Joomla Templates by Joomlashack

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information