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Mentre una flotta da guerra si dirige verso la penisola coreana Stampa E-mail
Lunedì 10 Aprile 2017 10:48

Corea del Nord, le opzioni di Trump: uccidere Kim o dispiegare armi nucleari in Sud Corea

 

Donald Trump avverte Kim Jong-Un e invia navi da guerra americane, guidate dalla portaerei 'Carl Vinson', verso la penisola coreana. Una decisione a sorpresa per aumentare la pressione su Pyongyang e per chiarire, se il raid in Siria non fosse bastato, che gli Stati Uniti sono pronti ad agire, anche da soli, contro quei Paesi che violano le regole internazionali.
 
Ma ci sono due opzioni sul tavolo del presidente Usa L'uccisione di Kim o il dispiegamento di armi nucleari in Corea del Sud.
Un'ipotesi, quest'ultima, alla quale la Cina si oppone con forza.
Pechino preme infatti per un approccio moderato degli Usa verso la Corea del Nord, sulla scia dei timori di un collasso economico del Paese e di una crisi di rifugiati.
Ma la Cina non vuole neanche veder ridurre la sua influenza in Asia e, secondo gli esperti, teme un cambio di regime che potrebbe unificare le due Coree e consentire agli americani di rafforzarsi ai suoi confini.
 
 
 
Il cambio di regime "non è il nostro obiettivo", ha assicurato ieri il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, aggiungendo tuttavia che la situazione ha raggiunto "un livello di minaccia tale che richiede un'azione".
E Xi "lo capisce chiaramente", ha spiegato il segretario di Stato, secondo il quale il presidente cinese e Trump si sono confrontati durante il loro incontro "senza mostrare disaccordi su quanto la situazione sia diventata pericolosa".
 
La Uss Carl Vinson è stata dirottata "in via precauzionale" da Singapore verso la Corea del Nord, cambiando i suoi piani originari che la vedevano dirigersi verso i porti dell'Australia.
 
fonte rainews.it
 
Annullata la delibera con cui era stata esclusa dal movimento e scelto al suo posto Luca Pirondini, il giudice: "Grillo non ha potere di intervento sulle candidature locali" Stampa E-mail
Lunedì 10 Aprile 2017 10:20

Genova, comunarie Cinque Stelle: il tribunale dà ragione a Marika Cassimatis, "Ora sono io la candidata sindaca"

 l tribunale di Genova ha deciso: Marika Cassimatis ha ragione. Beppe Grillo non poteva cancellare il risultato delle comunarie genovesi a Cinque Stelle.  Annullate le due delibere con cui la Cassimatis veniva esclusa dal partito e con cui Luca Pirondini è stato scelto per correre alle elezioni con il simbolo dell’M5S. Accolto il ricorso presentato dagli avvocati Lorenzo Borrè e Alessandro Gazzolo.

 Per il momento si tratta di un'ordinanza di sospensione in via cautelare, il merito verrà deciso più avanti. Il giudice ha stabilito che Beppe Grillo  ha violato lo statuto che permette l'accesso alle votazioni on line solo agli iscritti a Genova. Il giudice invece non si esprime sulla decisione del 6 aprile quando Grillo ha escluso la Cassimatis dalla piattaforma Rousseau. 

Marika Cassimatis ha appreso la notizia questa mattina dai suoi avvocati, che hanno avuto la comunicazione sull'esito del ricorso via posta certificata. "Ho vinto su una questione di diritto _ dice  _ ora sono la candidata sindaca  dei Cinque stelle per Genova, la palla passa a loro, sono loro che devono decidere  cosa fare, possono sempre dire 'ci siamo sbagliati', adesso bisogna parlarsi fisicamente, perchè finora non è stato possibile". Su Facebook la Cassimatis ha annunciato la sua vittoria con un post che dice: "Abbiamo vintoooooo! #davidecontrogolia #genova2017 #m5s". ++ M5s: Cassimatis, 'Fidatemi di me' non ha valore  ++.  "Abbiamo vinto su una questione di diritto _ ha ribadito poi davanti alla scuola di Sestri Ponente dove insegna _ ora c'è grande entusiasmo. Sono il candidato sindaco", aggiungendo: "Il tribunale ha parlato e ha detto che il 'fidatevi di me' che Grillo ha usato per dire che non ero candidabile non ha valore giuridico".

"Un candidato c'è ed è Marika Cassimatis. Il Movimento, se non la candidasse, dovrebbe boicottare una decisione del giudice". Lo conferma l'avvocato Lorenzo Borrè che assiste la professoressa 'scomunicata' da Beppe Grillo. "Ho comunicato questa mattina a Cassimatis la decisione del giudice - ha detto Borrè - e mi ha risposto dicendomi "Evviva", era a lezione. Il presidente ha comunque accolto tutte le nostre richieste facendo proprie le nostre argomentazioni". Formalmente Cassimatis è in corsa per le comunali a Genova, ma Grillo potrebbe impedirle di usare il simbolo M5s, perché la titolarità è di un movimento diverso dal movimento che ha espulso la professoressa: il simbolo è di una associazione registrata da Grillo nel 2012, dal commercialista Andrea Nadasi e dal nipote di Grillo, l'avvocato Enrico Grillo. Grillo però guida entrambi.

 Anche se Beppe Grillo è il "capo politico" del Movimento 5 Stelle non ha il potere di veto sulle decisioni delle assemblee telematiche. Tali decisioni anzi sono vincolanti per lui e per gli eletti. E' quanto scrive il giudice Roberto Braccialini nell'ordinanza con cui ha accolto l'istanza di Marika Cassimatis. Il giudice fissa alcuni principi fondamentali per tutta la vicenda del "caso Genova". "Nonostante non sia particolarmente agevole ricostruire le regole organizzative del Movimento e l'istanza dirigista riconosciuta a Grillo, quest'ultimo non ha un potere di intervento nel procedimento di selezione delle candidature". Il giudice scrive anche: "Le assemblee telematiche producono deliberazioni vincolanti per il capo politico e per gli eletti", "Grillo ha un ruolo di indirizzo e impulso particolarmente penetrante che però, in materia di candidature locali, non si identifica nel "diritto di ultima parola".

 

fonte giuseppe filetto repubblica.it

 
Egitto, doppio attentato alle chiese copte. 25 morti a Tanta, 11 ad Alessandria Stampa E-mail
Domenica 09 Aprile 2017 12:34

Egitto:strage di copti nella Domenica delle Palme, colpite 2 chiese

 

E' strage in Egitto nel giorno della Domenica delle Palme. Due esplosioni in due chiese, una a Tanta, al nord del Cairo, l'altra ad Alessandria. La bomba nella chiesa copta di Tanta ha fatto 25 morti e 71 feriti. Una fonte della sicurezza egiziana ha detto che l'attacco è stato provocato da un ordigno scoppiato all'interno della chiesa di Mar Girgis. Sul posto squadre esperte di esplosivi per assicurarsi che non vi siano altri ordigni. Secondo la Tv di stato è possibile che l'ordigno sia stato fatto esplodere a distanza.

L'altra esplosione, avvenuta davanti alla chiesa di San Marco ad Alessandria, ha fatto, stando a un nuovo bilancio, 11 morti e 35 feriti. Il comandate delle forze di sicurezza è stato ucciso tentando di fermare il kamikaze davanti alla chiesa. Secondo quanto ha detto alla Mena una fonte della sicurezza, gli agenti che erano di fronte alla Chiesa di San Marco si sono insospettiti per il comportamento di un uomo sul sagrato. Quando si sono avvicinati per fermarlo l'uomo si è fatto esplodere uccidendo l'ufficiale e ferendone numerosi altri agenti.

La chiesa di Tanta si trova nella zona Ali Moubarak, riporta il giornale Al Masry Al Youm, sottolineando che cinque ambulanze si sono recate immediatamente sul posto.  

Intanto previsto l'arrivo a Tanta del premier Charif Ismail. Il primo ministro ha già condannato l'attentato aggiungendo che l'Egitto proseguirà i suoi sforzi per eliminare il terrorismo.

La polizia ha arrestato due persone sospettate di essere coinvolte nell'attentato di Tanta: lo rivelano l'emittente Al Arabya e la tv di Stato egiziana. Al momento dell'esplosione nella chiesa c'erano circa 2.000 persone.

Al Cristo crocifisso il Papa affida le vittime "anche dell'attentato compiuto purtroppo al Cairo in una chiesa copta: al mio fratello papa Tawadros II" "e a tutta la nazione egiziana - ha detto - esprimo il mio profondo cordoglio, sono vicino ai familiari e alla comunità, il Signore converta i cuori delle persone che seminano terrore, violenza e morte, e anche il cuore di quelli che fanno e trafficano le armi". Subito prima il Papa aveva affidato al "Cristo crocifisso" le vittime dell'attentato a Stoccolma.

 

fonte ansa.it

 
The explosion comes as Coptic Christians started celebrations for Palm Sunday. Stampa E-mail
Domenica 09 Aprile 2017 09:38

21 Killed in Church Bomb Attack in Egypt’s Tanta

A bomb exploded Sunday at St. Mary Church in Egypt’s Al Gharbeyya governorate, killing and injuring dozens.

The explosion in Tanta left 21 dead and 42 injured, according to state-owned Al-Ahram newspaper. According to preliminary reports in state media, a bomb had been placed inside the church underneath a seat.

In response to the attack, an emergency room has been set up by Egypt’s security departments. Egypt’s President Abdel Fattah Al-Sisi also issued an order for military hospitals to treat all those injured.

Meanwhile, Egypt’s Al-Azhar, the highest Sunni Islamic authority in Egypt, issued a strongly worded statement condemning the attack.

This is the second attack to strike Tanta in less than 10 days. On 31 March, at least 16 people were injured when a bomb exploded outside a police training centre.

The explosion comes as Coptic Christians started celebrations for Palm Sunday.

This is the second church bombing to strike Egypt in six months. In December, dozens were killed after a bomb struck a chap connected to St Mark’s Coptic Orthodox Cathedral in Cairo. ISIS claimed responsibility for the December 2016 attack.

The story is still developing.

 
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