Ulti Clocks content

Login



Il CEO e fondatore del social network, dopo il "mea culpa" mediatico, è pronto ad assumersi le sue responsabilità davanti a Capitol Hill Stampa E-mail
Martedì 10 Aprile 2018 12:43

Datagate, Zuckerberg pronto a testimoniare davanti al Congresso USA

 Ancora sotto i riflettori lo scandalo internazionale datagate che ha investito Facebook. Nell'occhio del ciclone Cambridge Analytica, la web agency londinese del miliardario Robert Mercer che ha lavorato per la campagna elettorale di Donald Trump e che potrebbe aver avuto accesso ai dati di 87 milioni di utenti in tutto il mondo.

Il CEO e fondatore del famoso social network Mark Zuckerberg si prepara domani 11 aprile a dare spiegazioni al Congresso USA.

Zuckerberg ha più volte sottolineato la sua personale responsabilità negli errori commessi facendo il "mea culpa" mediatico davanti alle TV statunitensi e ora le scuse arriveranno davanti al Congresso. "E' stato un mio errore e mi scuso. Ho fondato Facebook, lo gestisco e sono responsabile per ciò che vi accade" si legge nelle anticipazioni della testimonianza del fondatore del social network.

L'audizione di Zuckerberg comincerà oggi 10 aprile presso la commissione Commercio del Senato e proseguirà domani 11 alla commissione Commercio della Camera.

 

Fonte teleborsa.it

 
Una coalizione di 23 associazioni in difesa dei minori ha sporto un reclamo contro Google, proprietaria della piattaforma di videostreaming Stampa E-mail
Lunedì 09 Aprile 2018 11:56

YouTube avrebbe raccolto illegalmente dati personali di bambini

 

YouTube avrebbe infranto le leggi statunitensi sulla protezione dei dati dei minorenni, raccogliendo le loro informazioni personali per targettizzare al meglio la pubblicità. È l’accusa mossa dalle 23 associazioni – tra cui il Center for Digital Democracy e la CCFC (Campaign for a Commercial-Free Childhood) – che hanno denunciato Google (proprietaria della piattaforma di videostreaming) alla Federal Trade Commission.  

YouTube avrebbe infatti raccolto dati personali (il dispositivo utilizzato, la geolocalizzazione, il numero di telefono e la cronologia di ricerca) anche di utenti al di sotto dei 13 anni; senza richiedere l’esplicito consenso dei genitori come richiesto dalla legge. “Per anni Google ha abdicato alle sue responsabilità nei confronti dei più piccoli, affermando che YouTube – un sito pieno di cartoni, filastrocche per bambini e pubblicità di giocattoli – non fosse destinato ai minori di 13 anni”, ha spiegato Josh Golin di CCFC. “In questo modo, ha potuto targettizzare gli annunci rivolti agli utenti più giovani e ottenere immensi profitti”. 

Nonostante l’accesso a YouTube sia teoricamente consentito solo a chi ha più di 13 anni, nulla impedisce ai giovanissimi di utilizzare la piattaforma. E infatti – secondo i dati riportati proprio da CCFC – addirittura l’80% dei bambini statunitensi tra i 6 e i 12 anni sarebbe un utente regolare del sito. “YouTube sa benissimo che i bambini guardano i contenuti presenti sulla piattaforma: lo dimostra il fatto che il sito sia pieno di canali rivolti direttamente a loro. Nonostante questo, ci risulta che non abbia mai chiesto i necessari permessi prima di raccogliere i dati personali dei più giovani”, ha spiegato Katie McInnis, consulente delle associazioni che hanno sporto il reclamo. 

Per YouTube, al momento, è quasi impossibile sapere con certezza quando un bambino sta utilizzando la piattaforma da solo, magari usando lo smartphone o il tablet dei genitori (e utilizzando quindi il loro account personale). Ed è proprio per questa ragione, come ha spiegato un portavoce, che il servizio di videostreaming non è considerato per bambini e che “sono state investite ingenti risorse nella creazione di YouTube Kids, un’alternativa pensata appositamente per i bambini” (ma non ancora disponibile in Italia).  

La quantità di canali per bambini (alcuni dei quali, come ChuChu TV o LittleBabyBum, raggiungono 15 milioni di iscritti) reperibili su una piattaforma che non è considerata adatta ai minori di 13 anni è però una contraddizione che Google deve risolvere. “Valuteremo attentamente il ricorso per capire cosa possiamo fare per migliorare”, ha concluso YouTube, già nel mirino delle associazioni in difesa dei minori a causa dei tantissimi inquietanti video per bambini che, da tempo, popolano il servizio di streaming. 

 

fonte andrea daniele signorelli lastampa.it

 
iPad 2018 (sesta generazione): la recensione Stampa E-mail
Lunedì 09 Aprile 2018 11:52

iPad 2018: che cosa cambia?

Il nuovo modello porta due novità sostanziali. La prima è il prezzo: a 359 euro è l’iPad più economico mai lanciato, almeno in «grande formato» (con l’esclusione dunque dei Mini). La seconda è il supporto alla Apple Pencil. La mossa della penna digitale (venduta a parte, costa 99 euro) serve a non mollare la presa sul mercato delle scuole (negli Usa per lo meno, da noi gli istituti hanno ben altri problemi a livello di materiali e budget…).

Il software

La Apple Pencil è anche una strategia per differenziarsi dagli smartphone e (ri)dare un senso al tablet. Non a caso è stata aggiornata l’intera famiglia iWork (l’Office di Apple): su Pages, Numbers e Keynote la penna consente annotazioni o illustrazioni disegnate di proprio pugno. Ma il supporto a Pencil si estende a tutte le app riservate finora all’iPad Pro, incluso Microsoft Office, che su questo iPad 2018 ha il vantaggio di essere gratuito (merito della politica di Microsoft per i dispositivi con schermo sotto i 10 pollici).

Chip A10 Fusion e AR

Rispetto al modello 2017, l’iPad di sesta generazione non solo costa 50 euro in meno, ma è stato aggiornato con il potente processore A10 Fusion, quello dell’iPhone 7. Nei test che abbiamo eseguito la cpu è risultata anche più potente di quella installata sullo smartphone della Mela 2017, mentra la gpu restituisce esattamente gli stessi punteggi nei benchmark. In generale il salto prestazionale rispetto all’iPad dell’anno scorso è evidente ed è una delle chiavi per garantire il pieno supporto alle applicazioni per la realtà aumentata, che sull’App Store stanno crescendo in numero e qualità.

Cosa manca rispetto al Pro?

Che cosa manca a questo iPad rispetto alla versione Pro da 10.5 pollici (che costa però più del doppio)?
Intanto lo Smart Connector, che permette di collegare tastiere come la Smart Keyboard Apple. Sull’iPad 2018 dovrete utilizzare una tastiera o una tastiera/cover Bluetooth: abbiamo recuperato una vecchia Logitech pensata per l’iPad Air e calza perfettamente.
Mancano anche il Touch ID di seconda generazione (quello più veloce) e l’audio con 4 altoparlanti.
Soprattutto c’è un display di minor qualità, ma probabilmente solo chi fosse abituato a un iPad Pro noterà l’assenza del True Tone che corregge i colori e del Pro Motion che rende le animazioni più fluide. Così come per l’assenza della “laminazione” del display: rispetto al Pro, su questo iPad si nota un po’ il gap tra vetro e pannello Lcd, e i riflessi possono essere fastidiosi, soprattutto in stanze molto illuminate o all’aperto.
Ovviamente rispetto al Pro c’è anche una scocca più spessa, un display più piccolo (9,7 contro 10,5 pollici) con cornici più larghe, oltre a una memoria Ram dimezzata (2 GB contro 4) e una memoria interna che al massimo arriva a 128 GB, contro i 512 GB del Pro. Insomma: il Pro resta di un’altra categoria, ma molte delle sue qualità le noteranno solo coloro che fanno del tablet un uso molto intenso, anche per produrre contenuti.

Il verdetto: da comprare?

Mentre per gli smartphone la scelta tra iOS e Android è soprattutto questione di gusti e di portafoglio, nel mondo tablet iPad da sempre stacca i rivali Google. Non tanto grazie all’hardware, che pure su questo iPad è impeccabile, ma soprattutto per il software. Mentre su Android le app sono ancora oggi nel 99% dei casi dei meri “zoom” delle versioni per telefono, sul tablet Apple quelle ottimizzate per lo schermo più grande sono centinaia di migliaia. E quelle utili ed esclusive, sopratutto in ambiti quali educational, infanzia e  creatività, sono davvero tante. Per questo, a 359 euro è difficile trovare un tablet migliore nel rapporto qualità/prezzo, a meno che non si cerchi a tutti i costi un prodotto a bassissimo costo. Quanto a quelli che già possiedono un iPad (che magari inizia a mostrare l’età), consigliamo l’upgrade per tutti i proprietari di modelli più vecchi dell’iPad Air 2: il nuovo hardware garantirà un’esperienza sensibilmente migliore. Chi ha un Air 2 è in una situazione più controversa: il processore dell’iPad 2018 è più potente, ma l’Air 2 resta più sottile, leggero e con un display a laminazione completa decisamente migliore.
Infine, ma è quasi scontato, questo iPad di sesta generazione è un must se cercavate un tablet Apple compatibile con la Pencil ma non volevate svenarvi con il listino probitivo del Pro.

 
Nuovo strumento da parte del social network per gestire in modo più rapido i programmi che accedono ai dati personali del profilo: ecco come usarlo Stampa E-mail
Domenica 08 Aprile 2018 17:41

Facebook, ora le applicazioni collegate all'account si possono rimuovere in gruppo

 Si velocizzano le operazioni in casa Facebook, almeno per contrastare le conseguenze nefaste dell’affare Cabridge Analytica. Che, si è visto in queste settimane, ruota intorno alle applicazioni interne alla piattaforma: una di quelle, spacciata per un test psicologico, è infatti servita a spremere informazioni e dati non solo da chi ha scelto di giocarci ma anche dai suoi contatti. Abbiamo spiegato nel dettaglio come fare a spezzare il collegamento fra il proprio account sul social network e questi programmini, cercando di fare fuori test, quiz, giochi e app che magari non usiamo da tempo (o che neanche sapevamo di aver installato). Adesso è Menlo Park a darci una mano, rendendo più lineare la rimozione.
 
Come? A breve dovrebbe arrivare un pannello di più semplice utilizzo e collocato proprio nella bacheca. Davanti ai nostri nasi. Così, almeno, ha annunciato lo stesso Mark Zuckerberg. Intanto, però, la gestione delle app di terze parti si fa più elementare consentendo agli utenti di rimuovere cumulativamente tutte le applicazioni già installate e, con esse, tutti i post eventualmente generati e pubblicati da questi programmi. Chi si è messo con pazienza a rimuoverle nelle scorse settimane, infatti, ha impiegato anche diverse ore dovendo selezionarle una ad una. Adesso quell’ulteriore ostacolo è stato eliminato: quando si accede alle Impostazioni dal menu dalla freccia in alto a destra (parliamo della versione desktop) e poi alla sezione dedicata alle app è ora possibile selezionarle tutte e poi cestinarle in contemporanea.
 
Attenzione, occorre comunque ricordare che eliminando le applicazioni non si cancellano anche i dati che queste hanno dragato nel corso del tempo in cui sono rimaste installate. Tranne che in rari casi, per andare in profondità occorre di fatto contattare i singoli sviluppatori richiedendo esplicitamente l’eliminazione delle proprie informazioni personali seguendo percorsi di volta in volta differenti. In realtà le applicazioni non possono semplicemente essere rimosse tutte con un solo comando: vanno in ogni caso selezionate una per una e poi eliminate in gruppo. Modalità che rende comunque infinitamente più rapide le pulizie di primavera sul proprio account.

 

fonte simone cosimi repubblica.it

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 8 di 1767

Notizie Flash

 Svezia, portiere filmato mentre accorcia porta

 Kim Christiensen, portiere dell'Ifk Goteborg, e' stato filmato mentre cercava di spostare i pali per accorciare la propria porta.

Leggi tutto...

Meteo Roma

Joomla Templates by Joomlashack

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information