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Prima della consegna della pergamena, Pindozzi ha tenuto una lectio magistralis sul tema: "La salute alla radio: da Dulbecco al taxi" Stampa E-mail
Venerdì 09 Giugno 2017 19:12

A Vito Pompeo Pindozzi una laurea onoris causa

"Il Senato (Accademico, ndr) ritiene unanime che al dottor Pindozzi possa essere riconosciuta una consolidata e meritoria attività di studio e di ricerca svolta negli ambiti culturali di competenza della Facoltà di Medicina e Chirurgia per le quali lo stesso Pindozzi ha conseguito brillanti risultati il cui valore scientifico è apprezzato sia in ambito nazionale che internazionale".

Con questa motivazione nel pomeriggio nell'aula magna "Aldo Cossu" dell'Ateno di Bari è stata conferita da parte del rettore, Antonio Uricchio, la laurea honoris causa in Medicina e Chirurgia a Vito Pompeo Pindozzi. "Autore - si legge nella motivazione - di migliaia di articoli, inchieste e servizi speciali per tutti i settori della divulgazione mediatica, in particolare per quelli di maggiore ascolto, quotidiani e televisioni. A fronte di tale attività è stato premiato in concorsi gionalistici, nazionali e internazionali da commissioni presidedute da premi Nobel, quali Renato Dulbecco e scienziati di chiara fama".

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In 45 anni di professione, Pindozzi ha maturato notevolissima esperienza di conoscenza diretta delle problematiche diagnostiche e cliniche nelle più prestigiose Accademie ed Istituti di Ricerca in tutto il mondo: da Harvard a Miami, da Berlino a Stoccolma, da Chicago a San Francisco, da Houston a Toronto, da Singapore a Sidney. Sui Quotidiani, alla Televisione e soprattutto alla Radio (dove Pindozzi ha raggiunto la prestigiosa carica di caporedattore centrale per i servizi medico-scientifici del Giornale Radio unificato GR1-GR2-GR3).

"La laurea honoris causa - ha detto il rettore Uricchio - oggi è il riconoscimento a una personalità, alla capacità di far dialogare i saperi che possono apparire lontani, ma che trovano una convergenza nel momento in cui attraverso la comunicazione favoriscono e promuovono la conoscenza. Quando abbiamo ricevuto la proposta del dipartimento medico - ha spiegato ai giornalisti il magnifico rettore - qualcuno è rimasto perplesso e la perplessità è stata in qualche modo anche sostenuta dallo stesso Ministero che ci ha chiesto chiarimenti.

Abbiamo voluto - ha continuato - anche attrraverso una relazione molto ampia dimostrare come il sapere giornalistico , può avere anche una rilevanza scientifica. Il lavoro che Pindozzi ha svolto nella sua vita - ha aggiunto - è una riprova di questa capacità di promuovere la conoscenza attraverso la divulgazione, attraverso l'impegno giornalistico e professionale. Siamo felici per questa occasione. L'attività giornalistica - ha sottolineato - ha grande impatto anche profondo sulla società civile. E la nostra Università - ha concluso - aperta anche alla società civile vuole ulteriormente promuovere questo modello in cui i saperi comunicano, e in cui la conoscenza lievita attraverso il contatto sociale".

Prima della consegna della pergamena, Pindozzi ha tenuto una lectio magistralis sul tema: "La salute alla radio: da Dulbecco al taxi". E per spiegare come è cambiata in 45 anni di carriera l'informazione scientifica, ha detto: "Siamo passati da quando non c'era l'informatica, quindi senza computer, le agenzie arrivavano su supporto cartaceo ne potevamo vedere 10 ogni 20 minuti, adesso in un minuto passano sul rullo anche 30- 40 agenzie. Bisogna avere l'occhio allenato - ha spiegato - ma soprattutto una conoscenza per capire subito quella che è notizia da quella che non è notizia. Non le fake, ma ciò che non interessa il grande pubblico non è notizia. Quindi è la velocità soprattutto la velocità ovviamente questo espone anche al rischio di sbagliare di più". Quanto alla laurea ha commentato: "Io ho ricevuto 107 riconoscimenti in tutto il Mondo questo è il 108, ovviamente il più prestigioso, e - ha concluso - sono contento che sia a Bari".

 https://youtu.be/puAbqQeFAIo

 
Un passo ulteriore verso il confronto armato Stampa E-mail
Venerdì 09 Giugno 2017 17:55

Crisi Paesi del Golfo, nuovo ultimatum al Qatar: "Ecco la lista nera dei terroristi"

Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti ed Egitto hanno diffuso un elenco di 59 personalità e 14 organizzazioni ospitate dal Qatar e accusate di appoggiare e finanziare il terrorismo. Figurano anche membri della famiglia dell’emiro al-Thani. Erdogan intanto manda le truppe turche in Qatar. Mentre Teheran e Mosca sollecitano una soluzione della crisi attraverso il dialogo

 

Si accentua la crisi tra i Paesi del Golfo. Arabia Saudita, Bahrain, Egitto ed Emirati Arabi Uniti hanno pubblicato nelle ultime ore un elenco di 59 personalità e 14 organizzazioni ospitate dal Qatar e accusate di appoggiare e finanziare il terrorismo. Una lista dettagliata nella quale figurano anche membri della famiglia dell’emiro Tamim bin Hamad al-Thani e tre Organizzazioni caritatevoli legate allo Stato, da anni sospettate di aver finanziato, oltre ad Hamas, gruppi legati ad Al-Qaeda, e perfino l’Isis. Un elenco accompagnato da una dichiarazione nella quale i quattro Paesi, che lunedì hanno rotto le relazioni con il Qatar, affermano che la decisione è il "risultato della continua violazione da parte delle autorità di Doha degli impegni e degli accordi sottoscritti, compreso l'impegno a non sostenere o proteggere elementi o organizzazioni che minacciano la sicurezza degli Stati". Un passo ulteriore verso il confronto armato: Doha respinge le accuse ("La nostra posizione nel contrasto al terrorismo è più forte di quella di molti dei firmatari della dichiarazione, un fatto che è stato opportunamente ignorato dagli autori") e nel frattempo ha ritirato le sue truppe che combattevano al fianco dei sauditi al confine con lo Yemen, dispiegandole al confine tra Qatar e Arabia Saudita. Erdogan manda le truppe turche A questo, si aggiunge l’iniziativa della Turchia: Erdogan, che si è da subito schierato al fianco dell’emirato qatariota, ha approvato ieri due decreti per il dispiegamento di truppe turche in una base vicino Doha (un primo contingente di 5 mila uomini che potrebbe salire a 15 mila) e l'addestramento delle unità della gendarmeria dell'emirato. Ankara e Doha avevano firmato ad aprile un accordo per il dispiegamento delle truppe turche nell'emirato con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione militare. Ora Turchia e Qatar potranno anche effettuare esercitazioni militari congiunte. Risale invece al dicembre del 2015 l'accordo tra i ministeri degli Interni dei due Paesi per l'addestramento delle forze del Qatar. "Le truppe turche vengono in Qatar nell'interesse della sicurezza dell'intera regione", ha commentato il ministro degli Esteri qatariota, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani. Ieri l'attacco hacker ad Al-Jazeera La crisi in corso ha registrato, ieri, anche un massiccio attacco hacker ad Al-Jazeera, la tv araba alla news con sede a Doha. Il network ha denunciato "sistematici e continui tentativi di attacco hacker contro i siti web e le piattaforme digitali del network" e precisato che "i servizi del sito web" erano stati "temporaneamente sospesi per motivi di sicurezza". La situazione è tornata alla normalità, ma il cyber attacco entra in una storia fatta anche di leak e sospette fake news. Una crisi arrivata al culmine di una guerra mediatica Lo strappo diplomatico, a pochi giorni dalla visita di Donald Trump a Riad, è arrivato infatti al culmine di una guerra mediatica, dopo che lanci dell'agenzia di stampa ufficiale del Qatar - con dichiarazioni dell'emiro che hanno fatto infuriare i Paesi vicini- sono stati bollati come fake news da Doha che ha denunciato un attacco hacker. Prima dell'interruzione delle relazioni diplomatiche erano state anche pubblicate mail rubate all'ambasciatore a Washington degli Emirati, Yousef al Otaiba, considerato l'uomo che ha cementato la forte alleanza tra Washington ed Emirati nella lotta all'Is. Teheran e Mosca auspicano una soluzione attraverso il dialogo Nel frattempo, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha discusso con il suo omologo iraniano Mohammad Javad Zarif del processo di pace in Siria e della crisi diplomatica con il Qatar. "Abbiamo parlato dei progressi del dossier Siria e di come la crisi diplomatica del mondo arabo rispetto alla questione Qatar possa influenzarli" ha detto Lavrov ai giornalisti. Che ha osservato come Mosca e Teheran auspichino "che questa crisi, attraverso il dialogo possa essere risolta al tavolo dei negoziati".
 
 
FONTE rainews.it
 
La Camera affossa la riforma. Il Presidente della Repubblica Mattarella preoccupato. Il "giallo" del tabellone Stampa E-mail
Venerdì 09 Giugno 2017 09:13

Legge elettorale, i franchi tiratori fanno naufragare il "patto a quattro"

 

 Salta il patto a quattro sulla riforma elettorale tra Pd, Forza Italia, Lega e M5s.

"La legge elettorale è morta" ha gridato il relatore dem Emanuele Fiano dopo il via libera della Camera, con voto segreto, a un emendamento minore di FI - che aveva avuto parere contrario in Commissione - non previsto nel testo. E accusa i 5 stelle di averla uccisa.

La riforma torna ora in Commissione alla Camera dopo che l'Aula di Montecitorio ha accolto, con un voto, la richiesta avanzata dal Pd.

I franchi tiratori in azione hanno affossato il testo di Fiano che canta il "de profundis" del provvedimento e scatta il "giallo" del tabellone: il Presidente della Camera, Laura Boldrini, indice la votazione specificando che si tratta di scrutinio segreto. Ma sul tabellone "incriminato" invece di apparire le palline tutte azzurre - come accade per le votazioni segrete - spuntano le palline rosse e verdi, come accade per quelle palesi. Si svelano cosi i voti favorevoli nei banchi del Pd e di FI. Accorta del "fattaccio" Boldrini chiede di rimediare e le palline diventano tutte azzurre. Ma i giochi ormai sono svelati...

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto sapere di essere "molto preoccupato". Il capo dello Stato ha seguito "con molta attenzione" l'attività parlamentare odierna e lo stallo del "dialogo avviato su una legge elettorale condivisa". L'ipotesi, poi, di un decreto tecnico circolata nel bel mezzo della bagarre non trova sponda al Quirinale con Mattarella che boccia tale idea.

fonte teleborsa.it

 

 
I segnali di accelerazione dell'economia italiana stanno giovando anche all'occupazione Stampa E-mail
Venerdì 09 Giugno 2017 09:10

Lavoro, ISTAT: meno disoccupati e inattivi grazie alla ripresa economica

 Lo dice l'ISTAT nell'indagine trimestrale sul mercato del lavoro dalla quale emerge che nel primo trimestre l’occupazione ha mostrato una crescita congiunturale dello 0,2%, pari a +52 mila unità, grazie all’ulteriore aumento dei dipendenti (+78 mila, +0,4%) mentre tornano a calare gli indipendenti (-26 mila, -0,5%).

Il tasso di occupazione cresce di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente mentre le ore complessivamente lavorate aumentano dello 0,3% sul trimestre precedente e dello 0,8% su base annua.

Da rilevare che tra i nuovi dipendenti prevalgono quelli a termine (+51 mila su un totale di 78 mila).

Per quanto riguarda il confronto annuale, ossia tra il primo trimestre del 2017 e l'omologo periodo dell'anno precedente, gli occupati sono cresciuti di 326 mila unità (+1,5%). Anche in questo caso, più dei due terzi dei nuovi posti è a termine.

Il tasso di disoccupazione è diminuito di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, con una riduzione congiunturale di 49 mila disoccupati, mentre l’indicatore rimane stabile in confronto a un anno prima.

Prosegue a ritmo sostenuto la diminuzione degli inattivi di 15-64 anni (-473 mila in un anno) e del corrispondente tasso di inattività.

Nel confronto tendenziale, la diminuzione dell’inattività è diffusa per genere, territorio e classe di età, e coinvolge sia quanti vogliono lavorare (-291 mila le forze di lavoro potenziali) sia la componente più distante dal mercato del lavoro (-183 mila chi non cerca e non è disponibile).

Dal lato delle imprese, l'Istituto nazionale di statistica conferma i segnali di crescita congiunturale della domanda di lavoro, con un aumento delle posizioni lavorative dipendenti pari allo 0,6% sul trimestre precedente, sintesi della crescita sia dell’industria sia dei servizi.

Le ore lavorate per dipendente tuttavia si riducono (-0,6%), anche se continua a diminuire il ricorso alla Cassa integrazione.

In termini congiunturali si registra un aumento dello 0,5% delle retribuzioni e dello 0,6% del costo del lavoro su cui ha influito la crescita accentuata degli oneri sociali (+1,2%), dovuta al graduale indebolimento degli effetti del vantaggio contributivo associato alle nuove assunzioni a tempo indeterminato degli ultimi due anni, spiega infine l'ISTAT.

 

fonte teleborsa.it

 
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