Ulti Clocks content

Login



Chef Lotà campione mondiale della pasta Stampa E-mail
Venerdì 29 Settembre 2017 14:43

Spaghetti alla Carbonara di Mare

 

 L'omaggio ai sapori mediterranei del giovane cuoco Accursio Lotà, siciliano trapiantato in California, a San Diego, dove lavora al ristorante Solare, si è aggiudicato a Parma la sesta edizione del campionato mondiale della Pasta, promosso da Barilla per valorizzate i giovani chef internazionali emergenti e le nuove tendenze in cucina legate alla pasta. Alla manifestazione hanno preso parte 19 contendenti provenienti da 15 Paesi e quattro continenti. Gli altri due finalisti sono stati l'israeliano Omir Cohen e il giapponese Keita Yuge. Lotà, siciliano di Menfi, dopo il diploma ha lavorato a Milano al ristorante del Four Season Hotel con Sergio Mei. A 22 anni si è trasferito in California, dove ha cucinato anche per l’allora presidente Barack Obama. E’ stato eletto best chef di San Diego per tre anni consecutivi, dal 2015 a oggi. Nella sua versione, la Carbonara è un omaggio ai sapori e ai profumi opulenti della Sicilia. La base è un carpaccio di ricciola e la finitura i gamberi rossi di Mazara. Nel mezzo, i classici spaghetti sono mantecati con uova di salmone marinate, bottarga di tonno, uova di riccio e caviale Osetra. Il guanciale c’è, ma in memoria: nel suo grasso sono state scottate le capesante. A pulire la bocca la freschezza agrumata delle zeste di mandarino. "Lavoro all’estero ma le mie origini italiane mi impongono di rispettare la tradizione della pasta, a cominciare dalla cottura al dente. Sono particolarmente felice di questo riconoscimento". Paolo Barilla, vicepresidente del Gruppo: "Questo evento è nato per celebrare la pasta e sottolinearne la grande versatilità, la sua capacità di adattarsi a culture e società molto diverse tra di loro, senza perdere la propria identità. Del resto la pasta unisce, lega le persone, e racchiude in sé tradizione e innovazione".

 

 
La scorciatoia dell’autosospensione per poi essere riammessa Stampa E-mail
Venerdì 29 Settembre 2017 09:13

Il cavillo del codice etico M5S: anche in caso di condanna la sindaca Raggi non si dimetterà

 

foto ansa

Anche in caso di condanna in primo grado Virginia Raggi non si dimetterà, e se si autosospenderà dal M5S lo farà per poter venir riammessa con gloria.

Anzi, facendo leva sul codice di comportamento, sarà proprio l’autosospensione a salvarla. Fa nulla che, a maggio, ai deputati palermitani accusati di aver raccolto firme false nel 2012 il collegio dei probiviri abbia confermato la sospensione perché colpiti da rinvio a giudizio.

Per Raggi, il rinvio a giudizio non è abbastanza e su di lei il M5S prevede una soluzione diversa e una tutela speciale pensata dai legali del Movimento. 

LEGGI ANCHE - Caso nomine, chiesto il processo con l’accusa di falso per la Raggi (E. Rizzo)  

Gli automatismi di difesa del M5S sono semplificabili nelle innumerevoli dichiarazioni captate dai parlamentari grillini: è stato solo fango dei giornalisti, sono cadute le accuse più gravi e abbiamo massima fiducia nei magistrati sulla richiesta di rinvio a giudizio per falso.

Tutto come sempre nella migliore tradizione di Beppe Grillo: il gruppo si chiude, escono le veline ufficiali e pochi si avventurano in coraggiosi distinguo.

Come l’ex membro del direttorio Carlo Sibilia, per cui sì c’è da guardare «il bicchiere mezzo pieno», ma «certo non stapperei la bottiglia di champagne per un rinvio di giudizio in casa».

Tra i duri del Movimento, Roberto Fico e Carla Ruocco, si adeguano. Non lo fa Luigi Gallo per cui è impensabile cambiare ancora una volta le regole: se Raggi sarà condannata in primo grado per falso si dovrà sospendere dal M5S.

Lo dice chiaro anche Riccardo Fraccaro, deputato probiviro con il piccolo conflitto di interessi di essere anche, con Alfonso Bonafede, il commissario di Raggi in Campidoglio per conto di Grillo: secondo il nuovo codice etico, ritagliato su misura per la sindaca, la sospensione dal M5S «è d’obbligo» in caso di dolo. E il dolo è implicito nel reato di falso. 

LEGGI ANCHE - L’amara verità capitolina (M. Sorgi)  

Ma non sarà così lineare il percorso e ai vertici si comincia già a pensare alle contromosse. Grillo esulta per la doppia archiviazione sull’abuso d’ufficio, definendolo «un reato ben più grave» del falso. Ma se questo ha un senso alla luce della legge Severino che avrebbe fatto scattare la possibile decadenza della sindaca, non lo è secondo il codice penale che prevede pene più pesanti per il falso.

Eppure, dice il comico a chi lo ha sentito per raccogliere la sua soddisfazione: «Resta solo una firma su un foglio dell’Anticorruzione». Non solo.

Il dolo, dicono i vertici, va inteso «più in senso politico che giudiziario».

I magistrati non hanno riconosciuto l’aggravante al falso, vuol dire che credono che la sindaca non abbia detto il falso per coprire un altro reato, in questo caso l’abuso d’ufficio del suo braccio destro Raffaele Marra interessato alla nomina a dirigente del fratello.

Per i 5 Stelle è un’attenuante e sono pronti a sostenerne altre.

Per esempio, che la sindaca «ha peccato di inesperienza», «non aveva un capo di gabinetto che la tutelasse da questi errori» e, secondo quella che è la teoria del complotto evocata ormai apertamente da Grillo, «è rimasta vittima delle trappole del Campidoglio».

Ecco spiegate anche le premure di due deputati che maneggiano la materia giudiziaria come Andrea Colletti, «il falso - dice - non ha recato danno alla pubblica amministrazione», e Giulia Sarti, «anche nel falso - sostiene - va valutata quale sia stata la condotta».  

 

foto ansa

Insomma, si stanno aprendo spiragli di interpretabilità nel codice pentastellato.

I 5 Stelle e Raggi sono già d’accordo che in caso di condanna l’autosospensione sarà conseguente.

Ma c’è un passaggio nel codice che tornerà utile ai legali che consigliano Grillo, Di Maio e Davide Casaleggio, al punto 3, dove c’è scritto che «l’autosospensione può essere valutata quale comportamento suscettibile di attenuare la responsabilità disciplinare».

In poche parole, il garante (Grillo) e il collegio dei probiviri terrebbero conto di una sorta di buona condotta, e la scelta della sindaca di autosospendersi come gesto compiuto a «tutela dell’immagine del M5S» le permetterebbe di ricevere la grazia. 

 Alla fine, in tutta questa faccenda di fratelli, nomine, omissioni e condizionamenti, nell’epopea breve di un gruppo di «quattro amici al bar» che ha gestito incarichi in Campidoglio, procurato indagini e infortuni politici, la colpa sembra essere «dei giornalisti».

Il nuovo capo politico Luigi Di Maio non ha troppa voglia di commentare e ai cronisti che tentano di incalzarlo risponde «Cambiate repertorio».

Più tardi, sarà più esplicito: «Archiviate le accuse per cui la stampa ci ha infangato».

Concetti simili a quelli espressi da Raggi: «Dopo mesi di fango mediatico su di me e sul M5S, in cui mi hanno fatta passare per una criminale, i media ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani».

Ma sotto la crosta di fango, l’accusa di falso è ancora in piedi.

 

fonte ilario lombardo lastampa.it

 

 
Grillo: soddisfatto, caduta accusa più grave Stampa E-mail
Giovedì 28 Settembre 2017 20:52

Roma, Procura chiede rinvio a giudizio Virginia Raggi "colpevole di falso" Sindaco sotto accusa per nomina di Renato Marra alla direzione del Turismo Sollecitata invece l'archiviazione per ipotesi abuso d'ufficio.

"Apprendo con soddisfazione che la Procura di Roma ha deciso di far cadere le accuse di abuso d'ufficio", scrive su Facebook Raggi.

 
COSA SUCCEDE ADESSO ? Stampa E-mail
Giovedì 28 Settembre 2017 18:56

Caos Ryanair, fine dei biglietti low-cost?

 

Non solo Ryanair, tutto il modello di business delle compagnie low cost potrebbe entrare in crisi. Tradotto, in un futuro non molto lontano trovare biglietti aerei a prezzi stracciati per le mete più disparate, come spesso avviene oggi, potrebbe diventare una missione impossibile. I segnali già ci sono e si vedono. La compagnia guidata da Michael O'Leary è stata costretta ad annunciare ieri una nuova raffica di cancellazioni a partire da novembre fino a marzo 2018 per un totale di 18mila voli che avranno un impatto su 400mila passeggeri. Numeri da capogiro per la low cost più popolare di sempre che, mentre continua a negare l'esistenza di un problema di organico per la fuga di piloti , si tira fuori a sorpresa anche dalla corsa per Alitalia.

LOW COST ADDIO? - "La corsa selvaggia all'abbassamento dei prezzi si deve per forza riassestare perché i costi effettivi sono altri", spiega all'AdnKronos Cesare Pozzi, professore di Economia industriale alla Luiss. "Il fenomeno low cost - continua - si regge sul cambiamento di assetto istituzionale legato alla liberalizzazione del trasporto aereo che ha offerto delle opportunità di arbitraggio", ovvero una forma di concorrenza legata al fatto che esistono normative differenti. "Queste strategie legate all'arbitraggio hanno un po' drogato il mercato", nota l'esperto, secondo cui "ci siamo abituati a pensare" che si possa pagare per il trasporto aereo cifre che non corrispondono ai costi effettivi. Il mercato low cost, essendo legato a fenomeni di arbitraggio, "è destinato a finire - avverte - quando le condizioni a monte non ci sono più".

SU COSA SI REGGE IL MODELLO DI BUSINESS - A determinare negli anni passati, in particolare in Italia, il successo del modello di business delle low cost sono stati diversi fattori. "La liberalizzazione è sicuramente l'elemento più importante", osserva Pozzi. Vanno poi considerati il ruolo degli enti locali, che possono avere interesse all'apertura di una rotta e finanziarla, e "l'investimento pubblico fatto sugli aeroporti" tenendo conto che "in Italia ne sono stati costruiti tantissimi".

C'è anche il capitolo piloti. A un certo punto "il gioco della domanda e dell'offerta - fa notare l'esperto - ha cominciato a funzionare anche in questo settore". "C'era abbondanza di piloti, che sono quelli poi che hanno generato la crisi, perché molte compagnie di bandiera sono entrate in difficoltà" rendendo così disponibile "personale altamente qualificato che era stato formato con un grande investimento, in molti casi pubblico".

In sostanza si sono generate delle opzioni di arbitraggio e la compagnia low cost irlandese "è stata molto brava a coglierle", riconosce Pozzi. "I primi operatori che si sono mossi, Ryanair in questo è stata bravissima, hanno imposto le loro condizioni - ricorda - quindi contratti di lavoro non a tempo indeterminato per la maggior parte dei piloti".

COSA SUCCEDE ADESSO - Ora però la situazione sta cambiando velocemente e le condizioni che hanno fatto la fortuna delle low cost vengono meno. "Di piloti formati ce ne sono sempre meno - spiega l'esperto - perché col tempo questo grande investimento pubblico non è stato più fatto. Adesso poi i traffici sono aumentati e c'è anche concorrenza da parte di altri operatori. Piloti di livello non ce ne sono a sufficienza rispetto alla domanda e quindi i prezzi stanno salendo". Anche "i finanziamenti dai territori diminuiranno", prevede Pozzi, e quindi si dovrà andare verso un riassetto.

Non solo. Buona parte degli aeroporti sono stati costruiti con finanziamenti pubblici ma in una logica di liberalizzazione completa questo, secondo l'esperto, non ha più senso. "Se non è più una infrastruttura il trasporto aereo - sottolinea - come in qualunque mercato ognun per sé e Dio per tutti". Senza contare che ci sono poi altri costi in prospettiva da considerare legati alla sicurezza degli aeroporti e all'inquinamento che generano gli aerei. "Il prezzo in un mercato libero deve riflettere tutti i costi", osserva Pozzi, di conseguenza le somme che si pagano oggi per i biglietti non potranno restare le stesse.

I RISCHI PER LE ALTRE LOW COST - Non è solo la low cost irlandese a dover affrontare questo nuovo scenario. "Ryanair ha disegnato un modello e gli altri lo stanno seguendo", per cui secondo l'esperto "è ovvio che se questo modello ha basi fragili perché si basa sul fatto che si erano generate eccezionalmente condizioni di arbitraggio" quando queste terminano si va per tutti verso "una situazione molto differente". "Chi compra quel servizio - aggiunge - deve essere consapevole che lo sta pagando adesso a un prezzo basso ma che non necessariamente c'è garanzia di continuità".

EFFETTO BREXIT - A complicare le cose c'è anche la Brexit che però, secondo Pozzi, non avrà un impatto determinante. "Sicuramente qualche problema lo creerà - sottolinea - perché la Gran Bretagna è uno di quei Paesi che più ha generato traffico" ma non è il fattore che inciderà di più.

RISCHIO FALLIMENTO PER RYANAIR? - Difficile dire invece che impatto avrà su Ryanair il caos di questi ultimi tempi. E' alta la possibilità che debba ridurre le rotte. Ma esiste il rischio fallimento? "Non ho dati - premette l'esperto - ma è una compagnia talmente grande che se è brava a ridefinire il proprio modello di business probabilmente riuscirà a superare questo momento, però si deve ripensare in qualche modo". Certo è, conclude Pozzi, che "se il nostro sistema europeo gestisse le class action come gli Stati Uniti correrebbe dei rischi molto maggiori".

fonte  adnktonos. com manuela montebello

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 9 di 1710

Notizie Flash

Parsons Green: London Tube blast treated as terror incident

 

Passengers were injured following the blast at 08:20 BST (07:20 GMT) at Parsons Green station in Fulham.

Pictures show a white bucket on fire inside a supermarket bag, but do not appear to show extensive damage to the inside of the Tube train carriage.

The Metropolitan Police said it was too early to confirm the cause of the fire and the station has been cordoned off.

BBC security correspondent Frank Gardner said it was too early to say who caused the explosion.

Witnesses have described seeing at least one passenger with facial injuries.

Others have spoken of "panic" as alarmed passengers left the train at Parsons Green station.

London Ambulance Service says it sent a hazardous area response team to the scene.

 

source bbc.co.uk

Meteo Roma

Joomla Templates by Joomlashack

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information