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IN TERRITORIO RUSSO AI CONFINI CON LA MONGOLIA Stampa E-mail
Sabato 20 Gennaio 2018 17:47

Ritrovata la tomba di un principe siberiano rimasta intatta sotto i ghiacci per tremila anni

 

La tomba di un principe siberiano. È questa l’incredibile scoperta fatta in Siberia da Gino Caspari, archeologo dell’Università di Berna, sotto un’area di terra perfettamente rotonda della Uyuk Valley.  

Il ricercatore stava analizzando delle immagini ad alta definizione della zona. E quel confine così perfetto nella terra ghiacciata lo ha colpito così tanto da avergli fatto organizzare la scorsa estate una missione in terra russa, quasi al confine con la Mongolia, in collaborazione con l’Accademia Russa delle Scienze e l’Hermitage.

Aveva subito intuito che potesse trattarsi di una tombe reale appartenente agli Sciti, un antico gruppo di nomadi eurasiatici. Ma mai avrebbe pensato di ritrovare un sito archeologico completamente intatto e perfetto sotto ogni punto di vista. 

Caspari ha dichiarato che si tratta del sito più grande e più antico del suo genere, mai scoperto sinora, il che ha fatto conquistare ad Uyuk Valley il titolo di Valle dei Re siberiana. 

Merito della posizione, ma soprattutto della neve e del ghiaccio che per lunghi periodi hanno ricoperto il sito archeologico: uno spesso strato di permafrost, infatti, ha preservato sino ad oggi importanti reperti di oltre tremila anni fa.

Il «tappo» della tomba misura 150 metri di diametro e ogni scoperta al suo interno risalirebbe ad un periodo compreso fra l’età del ferro e del bronzo. Il permafrost ha letteralmente congelato il tempo.  

«Il ghiaccio impedisce il decadimento della materia organica e conserva bene anche materiale molto delicato», sostiene Caspari, che non vede l’ora di poter entrare nella tomba: «Se saremo fortunati, potremmo anche trovare alcune sculture di legno ben conservati oltre che una mummia di ghiaccio».

 

Fonte noemi penna lastampa.it

 
Messo a punto dalla Johns Hopkins University di Baltimora, combina l'analisi del Dna e proteine Stampa E-mail
Venerdì 19 Gennaio 2018 17:06

Nuovo test del sangue per diagnosi precoce dei tumori

 

 Dal sangue è possibile diagnosticare precocemente le otto più comuni forme di tumore, sulla base di una nuovo test che combina l'analisi del Dna e delle proteine tumorali e ha un'affidabilità che varia dal 69 al 98% dei casi a seconda del tipo di cancro. Lo descrivono sulla rivista Science i ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora.



Il metodo, testato su mille malati, è stato chiamato CancerSEEK. Il gruppo guidato da Joshua Cohen è riuscito a valutare le mutazioni di 16 geni tumorali, insieme ai livelli di 10 proteine circolanti nel sangue, per il cancro del seno, fegato, ovaie, polmone, stomaco, pancreas, esofago e colon retto. Lo hanno provato su malati a cui erano stati diagnosticati tumori di diversa gravità, e su 850 volontari sani. "Hanno cercato il Dna del tumore circolante nel sangue insieme ai livelli di alcune proteine, che possono essere indicative dello sviluppo del cancro", rileva Fabrizio d'Adda di Fagagna, ricercatore dell'Istituto Firc di Oncologia Molecolare (Ifom) di Milano.

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"Si tratta dunque di un test più completo e nuovo che può permettere una maggiore personalizzazione della terapia, adatta ai malati che hanno determinate caratteristiche genetiche", continua. A rendere ancora più affidabile l'esame è la probabilità bassissima che possa dare falsi positivi: nello studio sono stati solo 7 su più di 1000. In alcuni casi il test è riuscito a dare informazioni anche sull'origine del tessuto malato, cosa risultata sempre difficile in passato. Nello studio la diagnosi è stata fatta a persone con un tumore senza metastasi, sulla base dei sintomi. Il prossimo obiettivo sarà diagnosticare il cancro prima che compaiano i sintomi. Secondo i ricercatori il costo di questo esame del sangue per 8 tumori potrebbe essere di circa 400 euro, più o meno quanto costano i singoli test di screening per un solo cancro, come ad esempio la colonscopia.

 

fonte repubblica.it

 
I bambini sono i più colpiti Stampa E-mail
Giovedì 18 Gennaio 2018 19:48

Quasi 4 milioni di italiani a letto con l’influenza: mai così tanti ammalati dal 2004

 

Il virus dell’influenza cambia pelle, aggira la barriera del vaccino più diffuso e fa il record di allettati: quasi 4 milioni dall’inizio dell’epidemia, 832mila solo nella seconda settimana di gennaio. Numeri che non si vedevano dalla stagione 2004-2005, rimarcano i curatori del bollettino Influnet dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che monitora l’andamento dell’influenza. Il virus probabilmente ha raggiunto il suo picco apprestandosi, almeno si spera, a battere lentamente in ritirata, dopo aver messo a tappeto esattamente 3 milioni e 883mila italiani. L’incidenza è ancora molto alta, pari 13,73 casi ogni mille assistiti, ma gli esperti dell’Iss registrano una lieve flessione della curva epidemica «che fa ben sperare», rassicurano. 

Intanto però a farne le spese sono soprattutto i bambini sotto i 5 anni, alcuni dei quali stanno in questi giorni affollando i pronto soccorso pediatrici per complicanze alle vie respiratorie. Colpa di uno dei due ceppi B del virus, quello della famiglia Yamagata. «In Italia – spiega il Professor Giovanni Corsello, pediatra con una cattedra all’Università di Palermo- non si vedeva da sei anni, motivo per cui i più piccoli, se non vaccinati, non hanno costruito gli anticorpi necessari a respingerlo». Appunto il vaccino. Molti lo hanno fatto ma sono finiti ugualmente sotto le coperte e hanno finito per trasformarsi in untori, perché questa variante del virus tende più delle altre a trasmettersi con facilità. Questo perché i calcoli statistici che si fanno ogni anno per prevedere quali varianti del virus occorrerà fronteggiare non avevano considerato l’ipotesi che questa del ceppo B rialzasse la testa. Conseguentemente il vaccino trivalente, quello più diffuso non contiene gli antigeni al Yamagata, che sta scorazzando soprattutto tra i più piccoli. Lo contiene invece il vaccino quadrivalente e quello adiuvato Flued, che si somministra agli anziani per stimolarne maggiormente le difese immunitarie più deboli. Entrambi però costano più del trivalente, in media 18 euro contro 10. E anche questo ha finito per pesare, sconsigliando l’investimento alle Regioni più attente al bilancio. 

«Il virus del ceppo B che sta circolando -spiega sempre Corsello- solitamente non da complicanze, ma nel 10% dei casi può aprire la strada a batteri portatori di polmoniti e otiti medie». Cosa fare se il bambino di ammala? «Farlo stare in ambiente protetto e idratarlo molto. L’antipiretico se la febbre supera i 38 e mezzo, ma se l’influenza dopo 5 giorni persiste è necessario portarlo dal pediatra per una visita accurata». E gli antibiotici? «Solo se le complicanze di origine batterica vengono diagnosticate oppure, a scopo preventivo, se la febbre dura da troppi giorni», spiega il professore. 

Intanto uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista “Science” annuncia come in dirittura d’arrivo il super-vaccino antinfluenzale, in grado di offrire per lungo tempo copertura a tutte le varianti del virus e il tutto con un pratico spray nasale. Ma oramai se ne parlerà per il prossimo anno. 

 

Fonte paolo russo lastampa.it

 

 
POLICE have responded to reports of an explosion inside an apartment building in Malmo, Sweden. Stampa E-mail
Mercoledì 17 Gennaio 2018 22:09

Malmo rocked by ‘explosion’ as police bomb squad seal off apartment complex

 

The alarm was raised after a suspected explosion at 23.27pm local time, 22.27 (GMT).

An ambulance was called after a woman experienced breathing difficulties at the scene, related to the incident.

Malmo Police said: ”On site, we have found damage to two apartment doors and a lift.”

The explosion is believed to have taken place in the stairwell of the apartment building.

Local police do not know the cause of the explosion and have called in the national bomb squad for advice.

No suspicious packages or items were seen in the stairwell before the explosion.

Police said they were talking to witnesses and the incident is likely to be deemed an act of “gross public delinquency".

 

Malmo Police officer Daniel Jonasson said: “It was a big bang. We can not say exactly what kind of charge, but it's no small banger or something like that.

"We have heard a lot of people, but nobody is arrested or retrieved.”

The explosion comes just weeks after a nightclub was devastated by a detonation in the Swedish town.

The bomb squad responded to the explosion at the Babel nightclub on November 3.

 
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