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Mísseis foram dirigidos a base militar síria, em resposta ao ataque com armas químicas. Reino Unido apoia decisão da Administração Trump. Rússia classifica acção como "agressão a um membro da ONU". Stampa E-mail
Venerdì 07 Aprile 2017 08:37

EUA atacam pela primeira vez as forças do regime sírio

Israel apoia decisão dos EUA

Israel foi um dos primeiros países a declarar o seu apoio à missiva norte-americana. Através da conta oficial do Twitter do seu primeiro-ministro, Benjamin Netanyahu, o país elogiou a "medida face às acções terríveis do regime de Assad".

Em três mensagens, o primeiro-ministro israelita vincou o seu apoio. “Tanto em palavras como em acções, o POTUS [Presidente dos EUA] enviou uma mensagem forte e clara de que o uso e difusão de armas químicas não será tolerado”, lê-se numa das publicações.

Rússia pede encontro das Nações Unidas

A Rússia pediu esta sexta-feira um encontro urgente entre o Conselho de Segurança das Nações Unidas para discutir o ataque norte-americano.

Pedido surge depois de Moscovo informar que vai deixar de se articular com Washington na partilha do espaço aéreo sírio..........

 fonte publico.pt

 
Lanciati dalla navi nel Mediterraneo 59 Cruise. La rabbia di Mosca: è un’aggressione Stampa E-mail
Venerdì 07 Aprile 2017 08:21

Missili Usa sulla Siria, colpita base militare del raid chimico

 

 Gli Stati Uniti hanno condotto questa notte un attacco con missili Tomahawk contro una base militare siriana vicino a Homs, sospettata di essere coinvolta nel raid con armi chimiche di martedì. Navi nel Mediterraneo hanno lanciato alle 4 e 40 ora siriana 59 missili che hanno colpito installazioni militari, dell’aviazione e depositi di carburanti. Il presidente americano Donald Trump ha chiesto a tutte le nazioni «civilizzate» di aiutarlo a mettere fine alla «guerra in Siria». La tv di Damasco ha denunciato «l’aggressione» e detto che ci sono state vittime nei raid. 

La base colpita  

La base colpita è quella di Al-Shayrat, nella provincia di Homs. Secondo la Cnn militari russi dovevano sapere che caccia siriani stavano usando armi chimiche, visto che loro personale era presente nella base. La base sarebbe stata «quasi completamente distrutta» da quanto emerge da una ricognizione successiva al raid e almeno quattro soldati siriani sarebbero rimasti uccisi, compreso un generale.

Perché è strategica Al-Shayrat  

Al-Shayrat è a circa 20 km a Sud-Est di Homs, lungo la strada che porta a Palmira e Deir Ez-Zour. Si trova all’incrocio delle grandi vie di comunicazione fra Damasco e Aleppo e fra la costa siriana e il deserto. La base è stata ampliata da partire dalla fine del 2015 per far posto a cacciabombardieri e elicotteri d’assalto russi, impegnati sia sul fronte di Aleppo contro i ribelli che su quello di Palmira.  

Le reazioni  

Israele ha approvato l’azione americana, sotto “la giusta leadership di Donald Trump”. Il presidente Reuven Rivlin ha definito “appropriata” l’azione in una dichiarazione questa mattina. Media riportano che il governo israeliano starebbe valutando “un’azione umanitaria” nel Sud della Siria ma non ci sono conferme in questo senso. Per Netanyahu “con parole e fatti, il presidente Trump ha mandato oggi un messaggio forte e chiaro che l’uso e la diffusione di armi chimiche non sarà tollerato”. Francia e Gran Bretagna sono stati avvertire del raid e hanno dato la loro approvazione.

La rabbia di Putin  

La Russia ha denunciato “l’aggressione” e ha fatto sapere che prima di tutto chiederà una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitri Peskov, ha denunciato l’attacco “a uno Stato sovrano e costituisce una violazione delle norme del diritto internazionale, per giunta pianificato. “Questo può essere considerato come un atto di aggressione da parte degli Stati Uniti contro uno Stato dell’Onu”, ha detto ai media russi Viktor Ozerov, presidente del comitato di Difesa e sicurezza del Consiglio federale russo.

L’Iran contrario, la Turchia approva  

L’Iran, principale alleato della Siria assieme alla Russia, ha condannato i raid «unilaterali» e detto che «rafforzano i terroristi», compreso l’Isis, e complicano il conflitto in Siria e a livello regionale. La Turchia ha invece approvato. Ieri il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si era detto «pronto ad aiutare» un’azione militare americana in Siria. La Turchia ha truppe nel Nord del Paese e potrebbe facilmente occupare la provincia di Idlib, ora in mano ai ribelli, dove è avvenuto l’attacco chimico di Khan Sheikhoun. 

Le precisazioni di Tillerson  

Il Segretario di Stato americano Rex Tillerson ha precisato che Mosca «era stata avvertita» prima dell’attacco per «evitare vittime» e che i russi «sono venuti meno alle loro responsabilità» in quanto non hanno impedito l’attacco chimico su Khan Sheikhoun martedì mattina. Damasco ha però detto che «quattro soldati» sono rimasti uccisi nei raid di questa notte.

Il governo siriano e l’opposizione  

L’agenzia Novosti ha confermato che la base «era stata evacuata prima dell’attacco». Damasco ha però detto che «quattro soldati» sono rimasti uccisi nei raid di questa notte. La Coalizione nazionale siriana, principale gruppo di opposizione, basato in Turchia ha approvato il raid e detto di sperare che gli attacchi Usa continueranno per «fermare i bombardamenti del regime»: «Speriamo – ha detto il leader della Coalizione Ahmad Ramadan –che i raid continuino per impedire al regime di usare i suoi aerei».

 fonte giordano stabile lastampa.it

 
Il social network lancia da noi e in altri 14 Paesi dieci consigli per riconoscere le fake news. E intende colpire i siti che le diffondono bloccando le condivisioni. Stampa E-mail
Giovedì 06 Aprile 2017 20:51

Facebook, una guida contro le notizie bufala per l'Italia

"Sappiamo che la nostra comunità vuole informazioni precise. E abbiamo ancora tanto lavoro da fare, ma questo è un altro importante passo in avanti" ha scritto Mark Zuckerberg

 

 Un avviso ai naviganti in dieci regole, o in dieci consigli che dir si voglia, per evitare di cascare nella trappola delle notizie bufala. Così Facebook pensa di arginare un fenomeno che preoccupa tutti: una guida all’uso consapevole delle informazioni che circolano sul social network. Comparirà domani nella sezione delle Notizie (news feed) in 14 Paesi fra i quali l'Italia.
 
Nella guida si invita a controllare le fonti, a fare attenzione ai titoli d’effetto, ad usare una capacità critica quando si legge, a controllare le date e le testimonianze. Insomma, tutt’altra storia rispetto al bollino rosso pensato per i Paesi anglosassoni da applicare sulle news sospette. Semplice buon senso in pillole. Ed è a tempo: scompare dopo tre volte che la si è consultata e anche se non viene aperta, nel giro di 72 ore verrà comunque tolta. “Perché se la lasciassimo di più potrebbe dar noia alle persone avendo un effetto controproducente”, spiega Adam Mosseri, vice presidente di Facebook a capo della divisione che si occupa delle news.


In pratica Facebook individuerà i siti che pubblicano fake news, bloccando la loro cassa di risonanza fino a chiudere il profilo. Bisogna però capire quanto gli algoritmi riusciranno nell'impresa. La proposta di legge del ministro della Giustizia tedesco, Heiko Maas, di multare i social network fino a 50 milioni di euro se in 24 ore non cancellano le notizie false, sembra una misura decisamente più efficace sulla carta.
 
Per spiegare come funziona il news feed Adam Mosseri, usa la metafora del cibo. "E' come un sistema che cerca di analizzare i gusti delle persone per fornirgli le cose che preferiscono grazie all’analisi delle loro attività online e le loro condivisioni. Mosseri sembra però non rendersi conto di quanto sia pericoloso accostare l’idea del piacere del palato con l’informazione, che non deve essere gradevole ma rilevante. E presta così il fianco alle critiche di persone come Ethan Zuckerman, direttore del Center for Civic Media al Mit, convinto che Facebook diffonda solo quel che crede le persone vogliono sentirsi dire e non quello che è importante.

L'annuncio fatto da Mark Zuckerberg sulla guida messa a punto assieme con la First Draft News, ha subito scatenato le polemiche. Aluni chiedeno come si possa decidere cosa è falso e cosa no, altri invece applaudono. "Fermare la diffusione di notizie false è una parte importante della costruzione di una comunità informata", scrive il fondatore del social network. "Sappiamo che la nostra comunità vuole informazioni precise. E abbiamo ancora tanto lavoro da fare, ma questo è un altro importante passo in avanti".

  "Questo è solo un primo passo", promette anche il vice presidente di Facebook: "Siamo impegnati nella costruzione di nuovi prodotti per frenare la diffusione di notizie false e migliorare la diversità di informazione". Vedremo quali saranno le prossime mosse. Non solo quelle di Facebook, ma a questo quelle dei governi europei che intendono porre un rimedio per legge alle bufale e all'odio online.

 

fonte  JAIME D'ALESSANDRO repubblica.it

 
Trump: "Ho cambiato idea su Assad". Usa pronti a fare da soli in Siria Stampa E-mail
Giovedì 06 Aprile 2017 17:15

“Trump valuta un’azione militare in Siria dopo l’attacco con armi chimiche

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta considerando la possibilità di un’azione militare in Siria, come rappresaglia per l’attacco con armi chimiche. Lo ha detto lo stesso presidente a membri del Congresso, stando a quanto riferisce la Cnn citando alcune fonti. Stando alle stesse fonti il presidente Trump non ha ancora preso una decisione a riguardo ma si sta consultando e l’opzione adesso sarebbe sul tavolo. In particolare starebbe discutendo le possibili azioni con il segretario alla Difesa James Mattis.  

Sull’attacco chimico in Siria (e sulle conseguenze politiche) è intervenuta in giornata anche la cancelliera tedesca Angela Merkel secondo cui la mancata approvazione di una risoluzione Onu è una «vergogna». Senza nominare direttamente Mosca, ha poi aggiunto che chi lo ha impedito deve assumersene la responsabilità. «È stato un attacco barbaro sulla quale bisogna assolutamente aprire una indagine», ha detto ancora la cancelliera, secondo la quale vi sono sfortunatamente indicazioni che l’attacco sia stato perpetrato dal regime di Bashar al Assad. 

 

fonte lastampa.it

 
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