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Il social network ha disattivato la funzione che permetteva di raccogliere le informazioni pubbliche degli utenti immettendo un recapito telefonico o un indirizzo email nel campo di ricerca Stampa E-mail
Venerdì 06 Aprile 2018 13:21

Su Facebook gli hackers ci spiavano col numero di telefono

 

A seguito dello scandalo Cambridge Analytica Facebook ha avviato un percorso di revisione della piattaforma, con lo scopo di minimizzare le possibilità di profilazione esterna degli utenti. Tra le funzionalità disattivate nei giorni scorsi ce n’è una che è forse il segreto di Pulcinella meglio custodito di Facebook: immettendo un numero di telefono o un indirizzo email nel campo di ricerca del social network era possibile risalire al profilo del loro proprietario. 

Una sorta di elenco telefonico al contrario, che veniva regolarmente usato da investigatori, giornalisti, ma anche da malintenzionati e hackers.

La ricerca inversa con il numero di telefono si poteva infatti automatizzare, dando così la possibilità agli spammers di arricchire i propri database associando dati personali a un’e-mail o a un numero di cellulare già in loro possesso.

La ricerca funzionava sempre, anche con quegli utenti che avevano scelto esplicitamente di mantenere privato il proprio numero o la propria email. 

Un singolo numero o un indirizzo di posta elettronica valgono poco sul mercato nero della profilazione illegale.

Se associati a un nome, un indirizzo o altre informazioni pubbliche raccolte da un profilo Facebook, il valore cresce perché si ha in mano un pacchetto di informazioni utile a condurre attacchi mirati ed efficaci (con tecniche di social engineering, o col phishing).

«Questa funzione è stata abusata per scandagliare le informazioni dei profili pubblici», ha ammesso il Direttore Tecnico di Facebook, Mark Schroepfer, in un post pubblicato il 4 aprile. «Data la scala e la complessità delle attività che abbiamo osservato, riteniamo che la maggior parte degli utenti Facebook possa aver subito queste operazioni di raccolta delle informazioni pubbliche del profilo». 

Per questo motivo, conclude Schroepfer, la funzione è stata disattivata.

Verranno apportate modifiche anche alla procedura di recupero dell’account, che pure poteva essere utilizzata con fini analoghi. 

A questo punto la domanda sorge spontanea: perché Facebook ha reso possibile questa funzione, inevitabilmente destinata a trasformarsi in uno strumento di profilazione illegale?

La risposta è semplice: perché il Social Network è globale e ha una forte presenza in paesi dove il nome e il cognome spesso non sono sufficienti a trovare il profilo di un amico. Se pensate che chiamarsi Mario Rossi sia complicato, provate a portare il cognome Nguyen in Vietnam, come il 40% dei vostri connazionali. In Bangladesh (uno dei tanti paesi dove Facebook è sinonimo di Internet) la funzione incriminata era utilizzata addirittura per il 7% delle ricerche totali. 

Le dichiarazioni di Schroepfer, in un altro momento, avrebbero scatenato un putiferio. Nel marasma di rivelazioni degli ultimi giorni, invece, sono passate quasi inosservate. 

Chi potrebbe aver prestato maggiore attenzione, però, sono i senatori e deputati statunitensi ai quali il 10 e l’11 aprile Zuckerberg dovrà esporre la propria versione dei fatti: vaghe rassicurazioni e promesse di autoregolamentazione potrebbero non essere più sufficienti. 

 

fonte  ANDREA NEPORI lastampa.it

 

 

 
Lo rileva l'Istat nella consueta nota mensile sull'andamento dell’economia Stampa E-mail
Venerdì 06 Aprile 2018 13:07

Italia, economia prosegue sulla strada della crescita

 La crescita economica proseguirà anche se a ad un tasso leggermente in flessione. Lo rivela l'Istat nella consueta nota mensile sull'economia italiana. "A marzo l'indice del clima di fiducia dei consumatori ha registrato un aumento significativo portandosi sui livelli massimi dell'ultimo periodo. Il miglioramento interessa quasi tutte le componenti, con un deciso ridimensionamento delle aspettative sulla disoccupazione. Nello stesso mese peggiora, invece, la fiducia delle imprese con un incremento evidenziato solo dai giudizi delle imprese delle costruzioni. Per le imprese manifatturiere, sebbene il livello della fiducia rimanga elevato, peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia quelli sul livello delle scorte".

Secondo l'istituto di statistica "l'indicatore anticipatore registra una lieve flessione rimanendo comunque su livelli elevati che suggeriscono il proseguimento della fase di crescita dell'economia".

 

Fonte teleborsa.it

 
O nosso Governo esteve bem ao manifestar autonomia e em procurar veicular para fora a imagem de que giza políticas independentes. Stampa E-mail
Giovedì 05 Aprile 2018 13:07

Portugal e o caso Skripal

O ataque em solo britânico  com gás neurotóxico (“Novichok”, asseveram os ingleses) ao ex-espião russo Serguei Skripal e à sua filha Youlia abriu um foco de instabilidade nas relações diplomáticas com a Rússia como já não se via desde os tempos mais críticos da Guerra Fria. E isto porque, primeiro, os chefes de Estado e de governo da União Europeia (EU) decidiram chamar o respetivo embaixador em Moscovo “para consultas”, o alemão Markus Ederer, depois, por pressão da primeira-ministra britânica, Theresa May, decidiram prosseguir no castigo diplomático a Putin mas, desta feita, em coordenação com os EUA. A história é sobejamente conhecida, pois muitos ainda se lembram de que a expulsão de diplomatas russos era useira e vezeira nos tempos anteriores à queda do Muro.

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Parece-me supérfluo enfatizar que a diplomacia tem como função a representação e defesa dos interesses de um Estado, na ordem externa, e, em consequência disso, o desenvolvimento de um conjunto de práticas, de costumes, de regras e de entendimentos, muitas vezes, até, pertencentes ao domínio da metáfora, quando não mesmo ao domínio do não-dito. Por isso, o recurso à expulsão pura e dura de diplomatas, para mais sem provas claras e isentas de comportamentos conspiratórios por parte do país que representam, nada resolve, criando nas pessoas, em geral, a ideia de que se trata de mera gesticulação e de pura cosmética política, a fim de maquilhar “fake news”, notícias falsas surgidas nas chamadas redes sociais e nos grandes meios de comunicação de massa.

Referindo agora em concreto o nosso país, como entender a posição de “tomar boa nota” do Ministério dos Negócios Estrangeiros e a “chamada” a Lisboa do embaixador português em Moscovo? A posição de Portugal é de reserva para, assim, não hostilizar Moscovo e, ao mesmo tempo, evitar a expulsão de um diplomata português, caso Lisboa venha a seguir a linha da UE. Não deixa de ser curioso de notar que se amiudadas vezes alinha com os seus parceiros comunitários, noutras ocasiões procura demonstrar ter uma política externa autónoma.

Este serpear diplomático é certamente vantajoso para nós ainda que possa levar algumas chancelarias a não nos darem credibilidade por ausência de coerência e rigor. De qualquer forma, e independentemente do que os outros pensam, o nosso Governo esteve bem ao manifestar autonomia e em procurar veicular para fora a imagem de que giza políticas independentes.

fonte publico.pt

 
SCANDALO FACEBOOK Stampa E-mail
Giovedì 05 Aprile 2018 07:55

In Italia 'bucati' 214mila profili

 

I profili di Facebook "condivisi in modo improprio con Cambridge Analytica" non sarebbero 50 milioni, ma ben 87 milioni. Tra cui 214 mila italiani. Si tratta di 57 persone che hanno installato 'ThisIsYourDigitalLife', l'app di Aleksandr Kogan, coinvolgendo la loro rete di amicizie. Il totale degli italiani coinvolti ammonta a 214.123 utenti Facebook.

L'enorme numero di utenti coinvolti - 87 milioni, cioè 37 milioni in più dei 50 milioni di cui si era parlato subito dopo che era scoppiato lo scandalo di Cambridge Analytica - figura nel penultimo paragrafo del 'blogpost' pubblicato dal 'chief technology officer' di Facebook, Mike Schroepfer, per illustrare i cambiamenti che sta adottando il social media per proteggere in modo migliore informazioni e dati degli utenti.

In una conference call tenuta con ieri con diversi media, Mark Zuckerberg, fondatore e Ceo dell'azienda, ha risposto alle domande della stampa, ammettendo che la società ha commesso un "enorme errore" a non adottare ulteriori misure per proteggere i dati e la privacy dei propri utenti. Durante la conference call, il fondatore di Facebook ha ribadito che "è stato un errore enorme, è stato un mio errore".

Zuckerberg ha quindi sottolineato di essere ancora al timone del colosso di Menlo Park. Rispondendo alle domande dei cronisti, ha ribadito: "Penso che la vita sia imparare dagli errori e capire cosa fare per andare avanti". Alla domanda se qualcuno di Facebook fosse stato licenziato in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica, Zuckerberg ha detto che la vicenda è una sua responsabilità. "Non ho intenzione di licenziare qualcuno per gli errori che abbiamo commesso qui".

 

fonte adnkronos.com

 
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Notizie Flash

Parsons Green: London Tube blast treated as terror incident

 

Passengers were injured following the blast at 08:20 BST (07:20 GMT) at Parsons Green station in Fulham.

Pictures show a white bucket on fire inside a supermarket bag, but do not appear to show extensive damage to the inside of the Tube train carriage.

The Metropolitan Police said it was too early to confirm the cause of the fire and the station has been cordoned off.

BBC security correspondent Frank Gardner said it was too early to say who caused the explosion.

Witnesses have described seeing at least one passenger with facial injuries.

Others have spoken of "panic" as alarmed passengers left the train at Parsons Green station.

London Ambulance Service says it sent a hazardous area response team to the scene.

 

source bbc.co.uk

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