Ulti Clocks content

Login



I regali: "Ciondoli, tartarughe. Ho ballato cobn Silvio e abbiamo fatto le 4 del mattino" Ammette di aver conosciuto Frisullo (Pd). Incontri intimi: "No comment" Stampa E-mail
Martedì 07 Luglio 2009 07:07

 

"Io, Terry, a Palazzo Grazioli
col premier e altre venti ragazze"

                                  

 

Il racconto di un'altra donna che ha partecipato ai festini di Berlusconi
"Una sola volta. Ho avuto mille euro".

Non risponde su aspetti sessuali.

BARI - C'è a Bari, dopo Patrizia D'Addario, una seconda signora che ha ammesso dinanzi agli investigatori di aver trascorso una notte a Palazzo Grazioli.

A invitarla, e poi a rimborsarla con mille euro, è stato Gianpaolo Tarantini.

La signora si chiama Maria Teresa De Nicolò, ha 37 anni, è nata e vive a Bari.

Repubblica l'ha incontrata insieme con il suo avvocato, Sabino Strambelli.

Che subito tiene a dire: "Finora Maria Teresa non ha detto una parola, le sue condotte sono state e continueranno a essere rispettose del segreto istruttorio, ma ora ci sembra giunto il tempo di precisare alcuni fatti.

Leggiamo troppe interpretazioni falsate del suo presunto ruolo in questa vicenda, distorsioni che arrecano danno all'immagine e alla reputazione della mia assistita".

Maria Teresa De Nicolò tace con il volto un po' rigido mentre il suo avvocato spiega le ragioni del perché "Terry" si sia decisa a rispondere a qualche domanda.


"Voglio dire - conclude il legale, Sabino Strambelli - che la signora De Nicolò non è indagata in nessuno dei tronconi di indagine dell'inchiesta del pubblico ministero Giuseppe Scelsi.

È vero, è stata ascoltata dagli inquirenti, ma soltanto come persona informata sui fatti: il suo nome, contrariamente a com'è stato riportato da alcuni quotidiani, non è mai stato associato a fatti che attengono né all'uso e allo spaccio di stupefacenti né al reclutamento di ragazze per feste e festini tantomeno sull'asse Bari-Milano".

Gianpaolo Tarantini è il giovane imprenditore di Bari che, secondo le provvisorie evidenze raccolte dalla magistratura, ingrassa affari e influenza ingaggiando ragazze per allietare le feste di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa e, interessato agli appalti della sanità pubblica pugliese, ripete lo schema a livello regionale.

Signora De Nicolò, lei conosce Gianpaolo Tarantini?
"Sì".

Quando lo ha conosciuto?
"Alcuni anni fa, quando fui invitata a una festa nella sua villa di Giovinazzo, alle porte di Bari".

Di che tipo di feste si trattava?
"Erano feste molto tranquille. Gianpaolo partecipava con sua moglie, c'erano i suoi amici e molta musica e molta allegria".

Gianpaolo Tarantini l'ha mai invitata a feste a Villa Certosa dal presidente Berlusconi?
"No, a villa Certosa non sono mai stata invitata".

Ma lei ha conosciuto il presidente Berlusconi?

"Sì".

Quando?
"Una sera del settembre del 2008 a Palazzo Grazioli".

Come andarono le cose?
"Se intendete come andarono prima, andarono così: Gianpaolo non mi dice subito che dobbiamo andare dal presidente del Consiglio. Mi chiede di raggiungerlo a Roma - naturalmente, a sue spese - per partecipare a una festa. Prenota, per me, una stanza in un albergo di via Margutta. Gianpaolo è al de Russie, a piazza del Popolo. Sistemo il mio bagaglio e lo raggiungo. Soltanto allora, lì al de Russie, mi dice che dobbiamo andare a casa del "presidente". Io chiedo: "Quale presidente?". Non avevo mica capito che si trattasse di Berlusconi. E, quando Gianpaolo me lo dice, confesso di sentirmi molto gratificata e anche un po' incuriosita".

Bene, come andarono le cose dopo?
"Siamo una ventina, diciamo in un rapporto di un uomo ogni quattro ragazze. Dopo una breve attesa in cortile, ci fanno entrare in un salone dove ci vengono offerti champagne e tartine. Attendiamo per una decina di minuti l'arrivo di Berlusconi".

Lei com'era vestita?
"Con quello che, ho scoperto dalla lettura delle cronache di questi giorni, è una sorta di abitino di ordinanza. Gianpaolo mi aveva detto di indossare un vestito nero con un trucco leggero e io avevo scelto un vestito nero di Prada, scollato. Direi che vestivo con una eleganza frivola e seducente".

Bene, siete nel salone. Che cosa accade a questo punto?
"Arriva Berlusconi. È sereno, allegro, come al solito sorridente. Gli siamo presentate. Per chi non conosce, il presidente ha subito una parola gentile. Ci sono anche personaggi molto noti all'opinione pubblica e ai telespettatori italiani...".

Ci può fare qualche nome?
"Non lo ritengo opportuno".

Dopo l'aperitivo, tutti a tavola.

"Sì. In una grande tavola che ricordo ovale. Cena raffinata e una conversazione non banale, anche intorno ad alcuni temi politici".

Quali?
"È il settembre del 2008, e sulle prime pagine dei giornali domina la crisi dell'Alitalia. Se ne parlò e io, che ammetto di essere forse un po' invadente, intervengo e mi mostro preoccupata per il destino della nostra compagnia di bandiera. Berlusconi mi chiede: "Sei un'azionista di Alitalia?". "No", rispondo con una battuta: "Ho soltanto un mare di Millemiglia che non vorrei perdere"".

Da quel che ormai si sa delle feste di Palazzo Grazioli, le serate hanno diversi tempi. C'è il primo tempo di una cena dove domina la conversazione soprattutto sui successi del presidente: è quella che ci ha raccontato. Poi c'è un secondo tempo, più allegro e festaiolo. Il copione è stato rispettato anche quella sera?
"Sì. Dopo la cena arriva il turno di Apicella, con le solite canzoni napoletane. Su tutte ricordo Champagne di Peppino Di Capri. E addirittura, dopo averla richiesta, la canto anch'io, con sprezzo del pericolo. Il presidente mi rimprovera e mi prega di smettere. Non so dargli torto. Sono troppo stonata! Ma in quello che voi chiamate il secondo tempo, più che Apicella, l'attrazione, quella sera, è una cantante dalla voce splendida. Non italiana, e purtroppo non ne ricordo il nome. Era così brava che ero sicura di rivederla, prima o poi, in televisione. Chi lo sa come mai è stata trascurata, nonostante la sua bravura. Il canto è soltanto una parte del "dopo cena". Poi c'è la parentesi delle barzellette e del ballo".

Divertenti le barzellette del presidente? Si sa che sono un po' spinte o come direbbe Berlusconi "piccanti".
"Beh, io direi caserecce. Mi ha fatto sorridere".

Com'erano le ragazze?
"Belle. Ripeto, alcune anche famose. C'era un clima allegro".

E Berlusconi?
"Un ottimo padrone di casa. Quando arrivò scambiammo subito due chiacchiere, raccontò che a breve sarebbe partito per trascorrere una settimana in un centro benessere. Silvio si è dimostrato subito una persona alla mano".

Silvio?
"All'inizio, naturalmente, gli do del lei e lo chiamo presidente. Ma l'atmosfera è così informale che dopo un po' comincio a dargli timidamente del "tu". Poco dopo, prendo a chiamarlo Silvio".

C'era chi lo chiamava Papi?
"No, nessuno quella sera lo ha chiamato Papi e francamente mai lo avrei chiamato così".

Dunque, il secondo tempo. Dopo le barzellette, diceva, si comincia a ballare.
"Ballo con il presidente e anche con gli altri uomini presenti. Quando balla, è molto formale: non allunga le mani, non fa il polipo come ho letto in questi giorni sui giornali hanno raccontato le altre ragazze".

Le testimonianze raccolte finora raccontano di un terzo tempo nelle feste di Berlusconi, un tempo più esplicitamente sessuale come quello che il 4 novembre ha visto protagonista Patrizia D'Addario. Le informazioni raccolte da Repubblica indicano che lei ha partecipato a questo terzo tempo e ha dormito, con altre ragazze, a Palazzo Grazioli. È andata così?

"No, per favore non fatemi questo tipo di domande".

È stata retribuita per la sua partecipazione a Palazzo Grazioli?
"No, ho ricevuto a titolo di rimborso spese la cifra di mille euro".

Da chi?
"Da Gianpaolo Tarantini".

Berlusconi le ha regalato qualcosa?
"Due statuine e alcuni oggetti di bigiotteria".

Bigiotteria? O gioielli?
"Se mi dicono gioielli penso a Tiffany... In questo caso parliamo di bigiotteria: ciondoli di tartarughine e farfalle. E anche due soldatini".

Che ricordo ha di Berlusconi?
"Con me è stato gentile. Un ottimo padrone di casa e un eccellente intrattenitore. Abbiamo fatto le quattro di notte".

Ricorda che giorno della settimana era?
"No, non ricordo".

Quella è stata l'unica volta che è stata a Palazzo Grazioli?

"Purtroppo, sì".

Perché purtroppo?
"Mi sono divertita, sarei tornata volentieri. A chi non piacerebbe partecipare alle feste del capo del governo? Ma ci deve essere qualcosa di me che non è piaciuto a Silvio".

Che cosa?
"Non lo so, forse il fatto che fossi stonata (sorride). E poi a me piace discutere, dire sempre come la penso".

Lei ha mai chiesto a Tarantini perché non è stata più invitata a Palazzo Grazioli?
"Sì, una volta gliel'ho chiesto. E Gianpaolo mi ha risposto che forse il presidente vuole facce nuove alla sua tavola".

Alcuni giornali hanno scritto che lei a Milano procacciava ragazze per le feste del presidente. È vero?
"È assolutamente falso. Io, a Milano, sono andata soltanto in vacanza, non ho mai presentato nessun'amica a Gianpaolo anche perché faccio una vita abbastanza defilata".

Ha visto cocaina quella sera a Palazzo Grazioli?
"Assolutamente no".

Lei fa uso di cocaina?
"No".

Risulta dalle carte giudiziarie che alcuni testimoni hanno associato il suo nome all'ex vice presidente della giunta regionale pugliese, Sandro Frisullo, politico del Pd. Lei conosce Frisullo?
"Sì".

Come lo ha conosciuto?
"Me lo ha presentato Gianpaolo".

Ricorda in che occasione?
"No".

Vi siete visti soltanto una volta?
"No".

Fonti vicine all'inchiesta hanno confermato a Repubblica che lei ha avuto rapporti sessuali con il vice presidente della giunta. Ce lo può confermare?
"No, non voglio rispondere a questo tipo di domanda".

Ha ricevuto benefici economici per questi incontri?
"No, non insistete su questo genere di domande".

Signora De Nicolò, di cosa si occupa?
"Di arredamento e ristrutturazione di immobili. E poi adoro leggere: libri e giornali".

Ha letto nei mesi scorsi la lettera e l'intervista di Veronica Lario?
"Sì, ma non vorrei entrare nel merito di vicende così strettamente di carattere personale. Non sono un'ipocrita, ma il velinismo non mi piace. Per questo apprezzo quelle donne che hanno il coraggio di rivendicare il proprio ruolo nella società".

 

fonte GIUSEPPE D'AVANZO e GIULIANO FOSCHINIrepubblica.ii

 

 

 
FOLLIA PURA CHE CANCELLEREBBE LA SICUREZZA E CONTRO TUTTE LE REGOLE AERONATICHE Stampa E-mail
Lunedì 06 Luglio 2009 18:25

 

AEREI: RYANAIR PROPONE POSTI IN PIEDI, E SI VIAGGIA GRATIS

             

 

LONDRA - Posti in piedi in aereo.

Come in autobus o in metropolitana.

E' l'ultima, e l'ennesima, trovata della compagnia aerea low cost Ryanair che ipotizza di offrire ai passeggeri la possibilita' di viaggiare gratis se se la sentono di rimanere in piedi durante il volo.

La proposta e' partita ancora una volta dal capo della compagnia irlandese, Michel O'Leary: ''Si potrebbero eliminare cinque o sei delle file di sedili posteriori e dire ai passeggeri 'Ve la sentite di restare in piedi? Se si' potete viaggiare gratis''', ha spiegato.


  Ryanair ha gia' sottoposto alla Boeing (societa' costruttrice di aeroplani) l'idea di convertire i suoi aerei creando uno spazio per i posti in piedi dove invece dei sedili ci sarebbero sgabelli, o ha anche proposto di creare un'apposita flotta con questi 'posti verticali'.

 ''Perche' dovrebbe essere diverso di quanto accade sui treni dove migliaia di persone che non trovano posto si accomodano nei corridoi?

In metropolitana, per esempio, accade regolarmente'', ha aggiunto O'Leary ammettendo di aver mutuato l'idea dalla compagnia aerea privata cinese Spring, e che 'facendo entrare' nel velivolo il 50% in piu' di passeggeri si possono ridurre i costi del 20%.

Un portavoce di Ryanair ha comunque riferito che il progetto deve passare al vaglio dell'autorita' aerea irlandese.

fonteansa.it

 

 
Il segretario della Cei alla commemorazione di santa Maria Goretti "Comportamenti gai e irresponsabili, gravi soprattutto quando coinvolgono minori" Stampa E-mail
Lunedì 06 Luglio 2009 12:03

I vescovi: "Libertinaggio
non è affare privato"

             

 

LATINA - Lo sfoggio di un "libertinaggio gaio e irresponsabile" a cui oggi si assiste, non deve far pensare che "non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati, soprattutto quando sono implicati minori": lo ha detto il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Mariano Crociata, in una omelia pronunciata a Le Ferriere di Latina in occasione di una celebrazione in memoria di Santa Maria Goretti.

"Assistiamo - lamenta il segretario della Cei - ad un disprezzo esibito nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà, autocontrollo e allo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria salvo poi, alla prima occasione, servirsi del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi, di tipo politico, economico o di altro genere".

Secondo monsignor Crociata, con un riferimento che appare in tutta evidenza diretto alle polemiche degli ultimi mesi che hanno coinvolto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, "nessuno deve pensare che in questo campo non ci sia gravità di comportamenti o che si tratti di affari privati; soprattutto quando sono implicati minori, cosa la cui gravità grida vendetta al cospetto di Dio. Dobbiamo interrogarci tutti sul danno causato e sulle conseguenze prodotte dall'aver tolto l'innocenza a intere nuove generazioni. E innocenza vuol dire diritto a entrare nella vita con la gradualità che la maturazione umana verso una vita buona richiede senza dover subire e conoscere anzitempo la malizia e la malvagità. Per questa via - osserva il presule - non c'è liberazione, come da qualcuno si va blaterando, ma solo schiavizzazione da cui diventa ancora più difficile emanciparsi".

OAS_RICH('Middle'); alt

In proposito, mons. Crociata ha citato anche quanto detto di recente dal presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco: 'Le responsabilità sono di ciascuno ma conosciamo l'influsso che la cultura diffusa, gli stili di vita, i comportamenti conclamati hanno sul modo di pensare e di agire di tutti, in particolare dei più giovani che hanno diritto di vedersi presentare ideali alti e nobili, come di vedere modelli di comportamento coerenti".

 

 
PECHINO AVREBBE ANCHE ESEGUITO CENTINAIA DI ARRESTI Stampa E-mail
Lunedì 06 Luglio 2009 05:57

 

Cina: scontri tra la polizia e la minoranza musulmana, 140 morti e 816 feriti

A Urumqi, nello Xinjiang, una manifestazione non autorizzata finisce nel sangue

             

 

URUMQI (CINA) - È pesantissimo il bilancio delle proteste scatenate dalla minoranza etnica uigura musulmana nello Xinjiang, in Cina occidentale.

Secondo una nota dell'agenzia ufficiale cinese Xinhua, negli scontri sono morte almeno 140 persone, mentre altre 816 sono rimaste ferite.

LA VERSIONE DEL REGIME - Secondo quanto hanno dichiarato fonti ufficiali cinesi a Urumqi centinaia di persone hanno «attaccato dei passanti» e dato fuoco alle auto.

I manifestanti hanno anche bloccato la circolazione ad alcuni incroci della città, prima dell’intervento della polizia.

Secondo fonti non governative invece le proteste, alle quali hanno partecipato tra le 1.000 e le 3.000 persone, sono cominciate nel pomeriggio di domenica proprio a Urumqi, capitale della regione autonoma dello Xinjiang.

La rivolta era iniziata in maniera pacifica, con una marcia di circa 300 giovani uighuri, che manifestavano per la morte di due membri dell'etnia in una fabbrica di giocattoli a Canton, nel sud della Cina, dopo che erano stati accusati di aver violentato una giovane.

Ma sono intervenute le forze di sicurezza e a quel punto sono iniziate i violenti scontri.

LA STORIA - Lo Xinjiang è una spina nel fianco del gigante asiatico.

La provincia, nel nord-ovest del Paese, è a maggioranza musulmana. Il governo centrale di Pechino controlla lo Xinjiang con il pugno di ferro per tenere a bada una ribellione sommersa attribuita alla minoranza musulmana degli uiguri.

Ai confini con l’Asia centrale, lo Xinjiang conta circa 8,3 milioni di uiguri, che lamentano la repressione politica e religiosa condotta dalla Cina dietro il paravento della lotta al terrorismo.

 

fontecorrieredellasera.it

 

 
<< Inizio < Prec. 1621 1622 1623 1624 1625 1626 1627 1628 1629 1630 Succ. > Fine >>

Pagina 1625 di 1684

Notizie Flash

Il più caro al mondo, costa 40mila euro.Ha una forma inequivocabile ma è realizzato in oro 18 carati e tempestato di diamanti, ben 117.

Leggi tutto...

Meteo Roma

Joomla Templates by Joomlashack

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information