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Nel pomeriggio gli era stato notificato il verdetto della Cassazione Stampa E-mail
Domenica 01 Novembre 2009 14:34

 

 Si suicida in carcere la neo Br Blefari
condannata per l'omicidio Biagi

Ad aprile una perizia psichiatrica l'aveva ritenuta capace di stare in giudizio
I legali: "Disagio sottovalutato, ma non siamo stati creduti". La Procura apre un'inchiesta

ROMA - La neobrigatista Diana Blefari Melazzi, in carcere per l'omicidio del professor Marco Biagi nel 2002, si è suicidata. Ieri sera, dopo che le era stata notificata la sentenza della Cassazione, ha tagliato le lenzuola, le ha annodate con cura facendo un cappio e si è impiccata nella cella di Rebibbia.

La donna, che nel giorno dell'arresto si era dichiarata "militante rivoluzionaria del partito comunista combattente", era l'affittuaria del covo di via Montecuccoli, un appartamento dove i terroristi responsabili della morte di Biagi e D'Antona custodivano un arsenale con 100 chili di esplosivo e l'archivio delle "Nuove Brigate Rosse". Riconosciuta come "la compagna Maria" - che Cinzia Banelli indicò fra le staffette che seguirono il professor Biagi la sera dell'omicidio - alla Blefari sono stati attribuiti il noleggio del furgone usato per la preparazione dell'omicidio e la partecipazione al pedinamento a Modena. Sul suo portatile fu rivenuto anche il file con la rivendicazione dell'omicidio. Da qualche tempo sembrava aver cominciato a collaborare con la giustizia: ieri un colloquio in carcere con alcuni investigatori, probabilmente non il primo.

Inizialmente si era mostrata sicura di sé, ricalcando l'atteggiamento già assunto da Nadia Desdemone Lioce, la mente della nuova organizzazione terroristica. Ben presto però le certezze si erano incrinate, lasciando spazio a un profondo stato di prostrazione psichica. Il giorno della condanna in primo grado fece a pezzi tutto quello che riuscì ad afferrare. Una scena violentissima, seguita da astenia, autoisolamento, rifiuto del cibo e dei liquidi


I medici di Rebibbia chiesero un trattamento sanitario obbligatorio "in altra struttura più idonea", essendo concreto, così scrissero, il pericolo di vita per la detenuta. L'ultima perizia psichiatrica è datata aprile. Era stata disposta per verificare la sua capacità di stare in giudizio e quella di intendere e di volere, dopo che la terrorista aveva aggredito un agente di polizia penitenziaria.

Dopo la condanna in primo e secondo grado la Suprema Corte, il 7 dicembre 2007, aveva annullato con rinvio la sentenza d'appello emessa nei suoi confronti sottolineando vizi di motivazione sulla sua condizione psichica. L'Appello aveva riesaminato il caso disponendo una perizia psichiatrica con la quale era stata accertata la capacità dell'imputata di stare in giudizio. L'ergastolo era quindi stato confermato il 27 ottobre, e ieri pomeriggio il verdetto le era stato notificato in cella, nella sezione di Rebibbia dov'era in transito in attesa di tornare a Sollicciano (Firenze).

Dopo poche ore, attorno alle 22.30, utilizzando lenzuola tagliate e annodate, Diana Blefari Melazzi si è tolta la vita. Ad accorgersi quasi subito dell'accaduto sono stati gli agenti di polizia penitenziaria: hanno provato a rianimarla senza però riuscirvi.

La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per chiarire le cause del suicidio e ha disposto l'autopsia. L'indagine per ora è senza indagati, ma potrebbe essere riesaminato l'intero iter giudiziario della Blefari in considerazione della sua presunta patologia psichica, come emerso in questi anni dalle numerose richieste di consulenze. Aperta dal ministro della Giustizia Angelino Alfano anche un'inchiesta amministrativa.

"Siamo sotto choc, abbiamo fatto tante battaglie, abbiamo cercato in tutti i modi di far riconoscere il suo profondo disagio. Ora è troppo tardi", commenta l'avvocato Caterina Calia. Il suo collega Valerio Spigarelli ammette di essere sconvolto così come non gli era mai capitato. "Era un suicidio prevedibile - fa eco il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni - Le mie collaboratrici mi dicevano che era un caso drammatico". Della stessa opinione Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone, che si batte per i diritti dei detenuti: "E' il sessantesimo caso di suicidio in carcere dall'inizio dell'anno, si tratta dunque di un emergenza a cui va data urgentemente una risposta". La polizia penitenziaria, prima ancora che qualcuno sollevi dubbi sulla vigilanza della detenuta, fa sapere tramite una nota del sindacato Osapp: "Non abbiamo bisogno altre polemiche. Rebibbia è uno dei carceri più grandi d'Europa con il maggior disavanzo a livello di personale".
fonterepubblica.it

 
Il premier nel libro del giornalista: "Ho ancora fiducia nell'esistenza di magistrati seri" E sulla condanna Mills: "Sentenza certo sarà annullata dalla Cassazione" Stampa E-mail
Domenica 01 Novembre 2009 09:17

 

Berlusconi a Vespa: "Anche se condannato
resterei al mio posto per la democrazia"



Berlusconi a Vespa:

Berlusconi alla presentazione di un libro di Vespa

ROMA - In caso di eventuale condanna nei processi ancora in corso a suo carico, Silvio Berlusconi non si dimetterà da presidente del Consiglio dei ministri.
E sulla condanna a Mills, è certo che la sentenza verrà annullata in Cassazione.
Il premier parla di questo e altro con Bruno Vespa, che ha raccolto domande e risposte nel suo libro Donne di cuori (in uscita da Rai Eri-Mondadori dal 6 novembre).

Giustizia. "Ho ancora fiducia nell'esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti.
Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto".
Vespa ricorda a Berlusconi che l'avvocato Mills è stato condannato anche in appello.
"E' una sentenza che certo sarà annullata dalla Corte di Cassazione", è la risposta.

Repubblica e l'Espresso. Il conduttore di Porta a porta chiede poi al premier come spieghi la campagna internazionale che si è scatenata su di lui da maggio in poi.
"E' partita da Repubblica e l'Espresso - risponde il presidente del Consiglio - e su sollecitazioni di questo gruppo si è estesa ai giornali e ai giornalisti 'amici'.
Per gettare fango su di me ha finito col gettare fango sul nostro Paese e sulla nostra democrazia".

Murdoch e Sky. Il Times di Londra, obietta Vespa, non è un giornale di sinistra ed è il più duro con lei.
Cinque articoli in un solo giorno quando il 7 ottobre è stato bocciato il lodo Alfano.
Frutto della guerra con Rupert Murdoch, che ne è proprietario, per i contrasti su Sky Italia?
"La coincidenza fa riflettere - risponde Berlusconi - ma sono cose che io non farei mai, e quindi sono portato a credere che non le facciano neppure gli altri".

Obama e Fox News.
Non c'è possibilità di un accordo con Murdoch, visto che Berlusconi è il presidente del Consiglio italiano e lui una potenza mediatica mondiale?, chiede infine Vespa.
"Non è il caso di esagerare. Da mesi negli Usa è polemica ferocissima tra Fox News, una rete televisiva del gruppo Murdoch, e il presidente Obama. Non mi pare che ne derivi un problema grave per gli Stati Uniti".
fonterepubblica.it
 
A Bruxelles seconda giornata del vertice dei capi di Stato e di governo Per l'incarico di ministro degli Esteri i progressisti fanno anche il nome dell'ex premier Stampa E-mail
Sabato 31 Ottobre 2009 07:40

 

Ue, governo pensa a D'Alema
"Grazie per il sostegno

Nota di Palazzo Chigi: "Stiamo seguendo l'evoluzione"
Frattini: "Nessun pregiudizio su nomi dell'opposizione"

          

L'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema, che oggi è stato indicato dai leader progressisti europei tra i candidati per la carica a ministro degli Esteri europeo, si è dichiarato ''onorato'' e si è detto anche ''grato'' per la dichiarazione di Palazzo Chigi secondo la quale l' Italia sosterrà il candidato italiano.

''Ho appreso - ha detto D'Alema - che i leader progressisti hanno raggiunto un accordo sul fatto che il responsabile della politica estera europea e vicepresidente della Commissione sarà espressione del Partito socialista europeo e dei progressisti democratici.

Mi hanno indicato tra i possibili candidati. Non mi sono candidato a nulla, la notizia mi è giunta da Bruxelles e io ne prendo atto''.

''Sono onorato - ha proseguito D'Alema - di questo fatto. So che ci sono altri candidati più forti di me.

Non ritengo di avere molte possibilità ma il fatto di essere inserito in questa short-list mi onora''.
D'Alema si è quindi dichiarato ''grato'' al governo italiano.

''Sono grato - ha spiegato – al governo italiano per avere detto che, nel caso in cui ci sia questa candidatura, da parte italiana ci sarà un sostegno e non una opposizione''.

''Nel nuovo trattato - ha spiegato l'ex ministro degli esteri - il capo della politica estera è anche vicepresidente della commissione e quindi deve essere un rappresentante nazionale.

Quindi il governo ha un potere dirimente sul proprio rappresentante''. ''La nota di Palazzo Chigi - ha proseguito - è molto apprezzabile nel senso che considera prioritaria l'eventualità, che vorrei venisse considerata come tale''.

Alla domanda sui tempi per la decisione del candidato, D'Alema ha replicato: ''Penso una decina di giorni''.

 FONTELIBERO.IT

 
Le persone senza malattie gravi dovranno aspettare gennaio. Regole diverse da regione a regione Stampa E-mail
Venerdì 30 Ottobre 2009 07:22

Caos vaccini, poche dosi arrivate
e dai medici una raffica di rifiuti

di CATERINA PASOLINI


Caos vaccini, poche dosi arrivate e dai medici una raffica di rifiuti
ROMA - Sono giorni di caos per gli italiani in attesa del vaccino, sempre più preoccupati dai picchi della malattia ma soprattutto confusi sul che fare per difendersi. Disorientati tra dosi che arrivano a scaglioni, ritardi e burocrazia. Tra tempi di attesa incerti e indicazioni diverse che si incrociano a seconda di dove abitano, dell'età, dello stato di salute.

Sono 25 milioni gli italiani che, secondo i piani del ministero della Salute, dovrebbero vaccinarsi contro l'influenza A e che da Torino a Palermo non sanno bene come comportarsi e dove andare ora che è scattata, dopo i medici, la seconda tranche destinata a gestanti, bambini oltre i sei mesi e anziani con patologie. Per tutti gli altri, sani, se ne riparla da gennaio. E così in queste ore in molti si ritrovano dubbiosi a domandarsi se la signora incinta debba recarsi alla Asl invece che dal medico di fiducia per l'iniezione, se il piccolo vada portato dal pediatra o in ospedale e la nonna sia prevista in cura all'ufficio di igiene, come in Veneto, o altrove.

La realtà è che non ci sono regole uniche per tutto il paese, ogni regione decide per sé come e dove vaccinare, anche se il programma viene fatto in base agli arrivi delle dosi. E qui scattano le proteste, le lamentele. I vaccini per ora, sottolineano dal Piemonte alla Puglia, dalla Campania al Lazio, vengono consegnati a rilento. Così a Napoli parlano di 130mila arrivati sugli 800mila previsti, a Bari 30mila sulle 700mila vaccinazioni necessarie sino a gennaio, Genova racconta di 12mila consegne a settimana su una richiesta totale di 230mila e il Lazio di 125mila sugli 800mila assegnati mentre in Sicilia siamo a 37mila su 710mila.

Così la fotografia del paese è fatta di immagini molto diverse. A Roma ieri assieme ai medici sono state immunizzate le prime gestanti, seguite a ruota dai piccoli con patologie, mentre a Bari per le future mamme si parla addirittura di fine novembre. Un po' meglio va alle donne incinte siciliane: a Palermo avrebbero dovuto partire con le iniezioni ieri, ma tutto è saltato. Niente dosi, se ne parla lunedì quando è previsto un nuovo invio.

Storie e direttive diverse a raccontare un paese che da un lato chiede vaccini, protesta per ritardi, dosi mancanti o insufficienti. E dall'altro è riluttante a sottoporsi all'iniezione. In molte regioni infatti tra i medici, la prima categoria scelta per essere immunizzata visto l'alto rischio di contagio, i no sono stati la maggioranza. In Piemonte solo il 5 % dei camici bianchi è fatto la vaccinazione mentre in Puglia si pensa di arrivare al 40. È forse anche grazie a questo "assenteismo" che le dosi sino ad oggi inviate sono bastate. In Piemonte infatti ne erano arrivate 63mila sulle 630mila richieste, ha protestato l'assessore alla sanità, lamentando che con consegne a ondate di quantità non prevedibile è difficile fare programmazione. Forse se i medici non si fossero rifiutati in massa di vaccinarsi non si sarebbe potuto fissare per lunedì l'avvio delle pratiche nei reparti maternità.

E se le dosi arrivano a scaglioni, la programmazione delle vaccinazioni va a rilento e si fa giorno per giorno. In Lombardia, ad esempio ne sono arrivate 210mila circa. Tra lunedì e il 6 ne sono attese 170-180 mila destinate a circa 20mila donne incinte, a circa 18mila bambini dai sei mesi in su

con malattie croniche e agli adulti a rischio con patologie.

Ma dove andare? In Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Basilicata e Provincia autonoma di Trento per donne incinte, bimbi e malati cronici, è necessario recarsi dal proprio medico di famiglia, altre Regioni seguono una strada diversa. In Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Umbria, Abruzzo, Puglia e Sicilia bisogna rivolgersi alle Asl. In Sardegna e Campania c'è la possibilità di vaccinarsi sia nei Centri sanitari, sia dal proprio medico In altre regioni, come Molise o Valle D'Aosta, ancora non si sa."

fontecpasolinirepubblica.it

 
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Notizie Flash

Parsons Green: London Tube blast treated as terror incident

 

Passengers were injured following the blast at 08:20 BST (07:20 GMT) at Parsons Green station in Fulham.

Pictures show a white bucket on fire inside a supermarket bag, but do not appear to show extensive damage to the inside of the Tube train carriage.

The Metropolitan Police said it was too early to confirm the cause of the fire and the station has been cordoned off.

BBC security correspondent Frank Gardner said it was too early to say who caused the explosion.

Witnesses have described seeing at least one passenger with facial injuries.

Others have spoken of "panic" as alarmed passengers left the train at Parsons Green station.

London Ambulance Service says it sent a hazardous area response team to the scene.

 

source bbc.co.uk

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