Ulti Clocks content

Login



Ma alla fine ha prevalso quello portatore di più polemiche e che racconta la vita tutta adrenalinica dei militari Usa che disinnescano bombe nella guerra in Iraq Stampa E-mail
Lunedì 08 Marzo 2010 08:20

 Kathryn Bigelow ha vinto l'Oscar come miglior regista e diventa così la prima donna in 82 anni di storia ad aver ricevuto il riconoscimento

 

  A CURA DI SUSANN HEBOLD

 The Hurt Locker ha vinto l'Oscar come miglior film. Sei le statuine complessive con Avatar sbaragliato che si deve accontentare di tre riconoscimenti non di primissimo piano, tra cui quello scontato per gli effetti speciali. Kathryn Bigelow ha vinto l'Oscar come miglior regista e diventa così la prima donna in 82 anni di storia ad aver ricevuto il riconoscimento: "E' un'emozione unica per me - ha detto la Bigelow - anche per essere qui insieme a tanti attori che ho ammirato nella mia vita". Alla regista anche gli applausi dell'ex marito James Cameron (sono stati sposati dal 1989 al 1991), film-maker del campione di incassi Avatar e grande deluso della serata. Queste le altre statuine alla pellicola sulla guerra in Iraq. Paul N.J. Ottosson ha vinto il premio per il miglior montaggio sonoro in 'The Hurt Locker'. Paul N.J. Ottosson and Ray Beckett hanno vinto il premio per il miglior suono del film 'The Hurt Locker'. Mark Boal ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura originale del film 'The Hurt Locker'. Bob Murawski e Chris Innis hanno vinto il premio per il miglior montaggio del film 'The Hurt Locker'.

MIGLIORI ATTORI BRIDGES E BULLOCK Jeff Bridges ha vinto l'Oscar come miglior attore per 'Crazy Heart'. Si tratta di una grande soddisfazione per il veterano di Hollywood che nella sua carriera aveva già ricevuto quattro nomination senza mai riuscire a vincere. Bridges ha voluto ringraziare madre e padre per averlo "spinto" verso la carriera cinematografica. Sandra Bullock ha vinto l'Oscar come miglior attrice per The blind side. Al momento della premiazione l'attrice, protagonista anche del flop dell'anno con "All about Steve", è scoppiata in lacrime.

OSCAR ITALIANO A MAURO FIORE Primo Oscar per Avatar, che ha ricevuto il premio per la miglior scenografia di Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair. Il secondo va all'italiano Mauro Fiore ha vinto l'Oscar per la miglior fotografia in 'Avatar'. «Viva l'Italia». Così Mauro Fiore ha concluso. con vera soddisfazione e dopo molti ringraziamenti, il suo discorso di ringraziamento dopo aver ricevuto il premio Oscar per la miglior fotografia nel film 'Avatar'. Per il direttore della fotografia calabrese si tratta del primo Oscar. Mauro Fiore, nato in Calabria, si è trasferito negli Stati Uniti a sette anni, vivendo a Chicago. I genitori sono tornati in Italia, mentre lui decise di restare negli States, dove ha cominciato la sua scalata ad Hollywood nella scuola di Janush Kaminsky. Ha attualmente al suo attivo una ventina di film, tra cui Training Day. Terzo Oscar per Avatar, che ha conquistato il premio per i migliori effetti speciali. A ricevere la statuetta sono stati Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham e Andrew R. Jones.

STATUETTA ALL'ITALOAMERICANO GIACCHINO L'italoamericano Michael Giacchino ha vinto l'Oscar per la miglior colonna sonora in Up. Di nonni abruzzesi, Giacchino ha la cittadinanza italiana dal 2009. Michael Giacchino ha le idee chiare. Il cinema non è un perdita di tempo. Conclude così il suo discorso di ringraziamento dopo aver ricevuto l'Oscar alla miglior colonna sonora in 'Up' (secondo premio per la pellicola targata Pixar). Giacchino, italoamericano ha invitato tutti i giovani a non demordere nell'inseguire il sogno del cinema. «Quando ero piccolo - ricorda - i miei genitori mi hanno sempre sostenuto. Tutti intorno a me mi sostenevano dicendo che quello che sognavo non era una perdita di tempo». «Molti ragazzi - ha concluso - non hanno lo stesso sostegno che ho avuto io. A loro dico: credeteci». Giacchino è nato nel New Jersey, ma nel 2009 ha ottenuto la cittadinanza italiana. I nonni sono infatti originari dell'Abruzzo e della Sicilia. Nel 2008 ha ottenuto una nomination all'Oscar per la colonna sonora di 'Ratatouille'. In lizza per il premio quest'anno c'era anche un altro italiano, Marco Beltrami per la colonna sonora di 'The Hurt Locker'.

WALTZ E MO'NIQUE MIGLIORI ATTORI NON PROTAGONISTI Christoph Waltz ha vinto il premio come miglior attore non protagonista per Bastardi senza gloria. Up ha vinto il premio come miglior film d'animazione. 'Crazy Heart' ha vinto il premio per la miglior canzone originale con il brano 'The Weary Kind', di Ryan Bingham e T.Bone Burnett. 'Logorama' di Nicolas Schmerkin ha vinto il premio come miglior corto animato. 'Music by Prudence' di Roger Ross Williams e Elinor Burkett ha vinto il premio come miglior corto documentario. 'The New Tenants' di Joachim Back e Tivi Magnusson ha vinto il premio come miglior corto d'azione. Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow hanno vinto il premio per il miglior trucco nel film 'Star Trek'. In corsa in questa categoria c'erano anche gli italiani Aldo Signoretti e Vittorio Sodano per 'Il Divo'. Geoffrey Fletcher ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura non originale del film 'Precious'. Mo'Nique ha vinto il premio come miglior attrice non protagonista per 'Precious'. Sandy Powell ha vinto il premio per i migliori costumi nel film 'The Young Victoria'. 'The Cove' di Louie Psihoyos e Fisher Stevens ha vinto il premio per il miglior documentario. Il film argentino 'El Secreto de Sus Ojos' di Juan Josè Campanella ha vinto il premio per il miglior film straniero.

 
Monsignor Mogavero a Radio Vaticana:«Così si legittima ogni intervento arbitrario» Stampa E-mail
Domenica 07 Marzo 2010 16:28

 

Cei, scorretto cambiare in corsa regole del gioco

                 

Netta presa di posizione della Cei in merito al decreto liste: «Cambiare le regole del gioco mentre il gioco è in corso è un atto altamente scorretto».

È quanto ha detto Mons. Domenico Mogavero, responsabile della Conferenza episcopale italiana per gli affari giuridici, ai microfoni della Radio Vaticana, in merito ai problemi verificatisi con la presentazione delle liste del Pdl in Lazio e in Lombardia.

«La democrazia - ha aggiunto il vescovo - è una realtà fragile che ha bisogno di essere sostenuta e accompagnata da norme, da regole, altrimenti non riusciamo più a orientarci»,

Se invece «dovesse essere diretta dall’arbitrio di qualcuno o se dovesse essere improvvisata ogni giorno mancherebbe la certezza del diritto, dei rapporti e delle prospettive».

Non si placano, dunque, le polemiche dopo la firma di Napolitano al cosiddetto decreto 'salva liste' varato dal governo.

Non sono bastati all'opposizione i chiarimenti di ieri del Capo dello Stato secondo il quale il decreto era l'unico strumento percorribile in quanto "non era sostenibile che potessero non partecipare nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista".

«La definizione giusta - ha detto mons. Mogavero - è quella data dal Presidente della Repubblica quando ha parlato di un grandissimo pasticcio».

Monsignor Mogavero ha aggiunto: " Un brutto precedente, frutto di un atteggiamento arrogante della maggioranza".

 
REVOCATO DIVIETO AUTO A BAGHDAD, 24 MORTI IN ATTACCHI Stampa E-mail
Domenica 07 Marzo 2010 08:59

 

 

Iraq/ Al voto nella violenza; in gioco ritiro truppe Usa

 

                      

BAGHDAD
Dopo l'autobomba di ieri a Najaf che ha provocato 3 morti e numerosi feriti, una nuova serie di attentati si sono verificati questa mattina in diverse zone del Paese: sarebbero almeno 24 i morti e una sessantina i feriti, secondo il Ministero degli Interni. Le eccezionali misure di sicurezza messe in campo non sono riuscite ad evitare gli attentati che hanno scosso tutto il Paese.

In una prima azione numerosi colpi di mortaio hanno colpito un edificio a Baghdad, che è crollato su se stesso, uccidendo sul colpo almeno 12 persone, di cui quattro bambini.

In precedenza, in un altro edificio nella zona nord della capitale, un’esplosione aveva provocato la morte di quattro persone e il ferimento di altre otto. La fonte non è stata in grado di precisare, però, se in due edifici presi di mira fossero in qualche modo legati allo svolgimento delle elezioni.
Inoltre, dieci proiettili di artiglieria pesante sono caduti su vari quartieri della capitale, quattro dei quali nella zona verde, il settore superprotetto dei Baghdad dove si trovano gli edifici del governo e molte ambasciate.

Anche a Yatreb, 100 chilometri a nord di Baghdad, tre persone sono state ferite da una bomba esplosa sul bordo di una strada che porta ad un seggio elettorale, mentre cinque ordigni sono esplosi contemporaneamente in cinque seggi a Baquba, 60 chilometri a nord della capitale. Due ordigni sono esplosi anche a Mossul, nel nord, senza fare vittime.

I seggi elettorali si sono aperti oggi in Iraq per le seconde elezioni legislative del dopo Saddam.  Quasi 19 milioni di iracheni sono chiamati a esprimere il loro voto in 18 province per eleggere 325 deputati del Parlamento. I seggi si chiuderanno alle 17 ora locale (le 15 in Italia).

 
Le nuove accuse nell'ultima ordinanza: una copertura politica per Angelo Balducci. Il coordinatore Pdl: un favore fatto a un vecchio amico Stampa E-mail
Sabato 06 Marzo 2010 08:39

 

Le promesse al telefono con Matteoli
Il gip: così Verdini aiutò la cricca

 

ROMA - Con la nuova ordinanza del gip di Firenze Rosario Lupo, una storia di gelatinosa malversazione, di uso arbitrario delle risorse pubbliche, mostra definitivamente le stimmate di una storia politica.

Diventa ritratto di un pezzo di classe dirigente di questo Paese.

Perché nell´album di famiglia della "cricca" appaiono ora nitidi i profili di Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, e Altero Matteoli, ministro delle infrastrutture.

Accusato di concorso in corruzione, il primo. «Privo di ruolo penalmente rilevante», il secondo. Eppure, entrambi presi, a tratti persi, comunque «a disposizione» della frenesia che anima i protagonisti della tela corruttiva che li circonda. Su tutti, Angelo Balducci, Riccardo Fusi, Francesco De Vito Piscicelli, Fabio De Santis.

Il «banale traffico di influenze», «un favore fatto a un vecchio amico come Fusi» (argomenti con cui Verdini si è sin qui difeso) per la Procura di Firenze non sono questioni neutre. «Una raccomandazione interessata», chiosa oggi il Procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi, «può ben essere l´utilità di una nuova forma di corruzione in cui la tangente» ha perso la volgarità della mazzetta, ma assume le vesti dello scambio di rendite di posizione.

Nel mercato della politica, degli appalti, delle burocrazie (arbitrati, commissioni di collaudo, consulenze).

E ignorarlo, per un uomo politico, se non è manifestazione di cattiva fede, diventa allora ammissione di disarmante superficialità.

Scrive Lupo: «Anche volendone dare una benevola lettura, le dichiarazioni difensive di Verdini fanno riflettere sulla scarsa consapevolezza da parte di soggetti che ricoprono cariche pubbliche e comunque ruoli pubblici molto rilevanti circa la negatività delle raccomandazioni. Specie quando queste riguardano posti di potere non di natura politica, ma tecnica».

Denis Verdini e Altero Matteoli, dunque.

Le loro mosse, il peso e la diversa responsabilità (penale e non) nell´incrociare la "cricca" hanno nella nuova ordinanza una loro linearità.

Rispondono a una sequenza logica.

Riccardo Fusi e il suo numero due nella "Btp" Roberto Bartolomei, a fronte di un´esposizione bancaria «pari a 900 milioni di euro» (tra gli istituti esposti, anche il "Credito Cooperativo Fiorentino", di cui Verdini è presidente) bussano, già a partire dal febbraio 2008, alla porta del «vecchio amico Denis Verdini», perché possa reimmettere la Btp nel possesso dei cantieri della Scuola dei Marescialli, appalto da oltre 200 milioni di euro diventato oggetto di contenzioso e unica speranza per evitare un fallimento tecnicamente già in atto.

«La strada Verdini - si legge nell´ordinanza - si rivela per Fusi decisiva.

Infatti, Verdini, grazie alle sue conoscenze altolocate, in ragione del suo ruolo politico di grande livello, mette Fusi direttamente in contatto con il ministro Matteoli (che è bene sottolineare, non ha nessun ruolo penalmente rilevante, ma entra in gioco per le competenze funzionali del suo ministero) ed è decisivo nel favorire la nomina di Fabio De Santis a Provveditore della Toscana, con tutto ciò che ne consegue».

L´aiuto di Verdini all´amico «di vecchia data» è tutt´altro che distratto o altalenante.

È costante

. Nel maggio 2008, «È Verdini che, come si legge nelle intercettazioni, procura un appuntamento a Fusi con "il nostro" (si ritiene il ministro Matteoli). Ed è a giugno di quello stesso anno che viene fissato un nuovo incontro con il ministro («Se lo chiami tu vale doppio», si raccomanda Fusi. «Va bene... Lo chiamo io? Lo chiamo io»).

Mentre ad agosto, la confidenza è ormai tale che Verdini discorre con Fusi di un ennesimo abboccamento con Matteoli avendo il ministro al suo fianco (Matteoli dice a Verdini: «Digli che sono a Palazzo Chigi, che c´è il consiglio dei ministri. Mi chiami o un minuto prima delle sette o dopo le otto»).

Del resto, in quell´estate del 2008, si consuma un passaggio cruciale.

La "cricca" e l´uomo che ne viene indicato come "il capo", Angelo Balducci, celebra il suo matrimonio di interesse con Verdini.

Il luogo delle "nozze" è il circolo della caccia in piazza Fontanella Borghese a Roma, dove Francesco Piscicelli, che di Verdini è amico, convince il coordinatore nazionale del Pdl a suggellare il patto che segnerà di lì in avanti i destini di Fusi da una parte, Balducci, De Santis e Piscicelli dall´altra.

Leggiamo: «Verdini, a fine luglio 2008, entra direttamente in contatto con Angelo Balducci. E tra i due, che non si conoscevano, si realizza immediatamente una convergenza di interessi.

Verdini garantisce a Balducci una copertura politica che gli consenta almeno di attenuare le resistenze che incontra sul "territorio" nell´esecuzione delle opere concernenti i Grandi Eventi. Balducci, inoltre, ottiene un facile accesso al ministro Matteoli, con cui Verdini ha uno stretto rapporto.

Tra i due nasce subito un feeling». A cascata, ce ne sarà per tutti. La Btp rientrerà in possesso dell´appalto della scuola dei Marescialli, e avrà con consorzio Federico II una fetta di lavori per la ricostruzione dell´Aquila, Piscicelli avrà la promessa di accesso agli appalti per i 150 anni dell´Unità d´Italia e in quelli del post-terremoto.

Fabio De Santis, oscuro dirigente di seconda fascia, diventerà, a dispetto della qualifica che non glielo consentirebbe e con l´intervento decisivo di Matteoli, prima collaudatore del cantiere della scuola dei Marescialli, perché ne venga disposto il blocco (condizione necessaria alla Btp per rientrare in gioco), quindi provveditore alle opere pubbliche della Toscana.

E il gioco funziona a meraviglia. Al punto - per dirne una - da vedere Verdini impegnato a trasmettere un fax riservato a Fusi prima di uno dei suoi incontri al ministero delle Infrastrutture utile a convincere funzionari riluttanti sul destino del cantiere dei "Marescialli".

Ebbene, tutto questo nella memoria e nel racconto fatto il 15 febbraio da Verdini ai pm di Firenze, cui si presenta spontaneamente come indagato, assume i toni minimali propri di chi - le parole sono del gip Lupo - «decontestualizzando le circostanze, che pure non nega, ritiene in fondo di essere intervenuto solo per aiutare un amico».

Dice Verdini a verbale: «Balducci? Sapevo che era un funzionario di punta del ministero, uno che sa come fare per risolvere i problemi. De Santis? L´ho conosciuto a un pranzo e mai più rivisto. Da lui ho ricevuto un messaggino dopo la nomina a Provveditore».

Certo, ammette «De Santis me lo chiedeva Fusi, ma me lo chiedevano anche esponenti fiorentini, romani. Ne ho parlato anche con il senatore Cingolati della Commissione Lavori pubblici. Poi, ho chiesto a Matteoli: "Vedi se lo puoi nominare".

Lui, dopo un mese, mi ha chiamato: "Quella cosa te l´ho fatta". Io ho telefonato a Fusi e gli ho detto: "Ora sarai contento. È stato nominato. Ora fai quello che ti pare».

Tutto qui, insomma. Con una chiosa. Ancora di Verdini. Questa volta sulla sua grama vita di coordinatore nazionale del Pdl. Meglio, di novello Figaro del partito: «Me lo faccia dire qua, signor giudice, io adesso sono uno dei tre coordinatori del Pdl e in realtà uno è ministro della Difesa (Ignazio La Russa), l´altro è ministro dei Beni Culturali (Sandro Bondi). Io sto al partito dalla mattina alla sera e quindi, di fatto, pur avendo questo triumvirato, io sto là. Mi chiamano tutti, mi cercano tutti, mi parlano tutti». fontecboninirepubblica.it

 

 
<< Inizio < Prec. 1631 1632 1633 1634 1635 1636 1637 1638 1639 1640 Succ. > Fine >>

Pagina 1637 di 1779

Notizie Flash


lavori bizzarri per vincere la crisi

C'E' un'Italia che non va. Quella dei disoccupati, dei precari, di chi cerca lavoro. E ce n'è un'altra, sfaccettata, eroica e anche ironica, che sopravvive nonostante la crisi.

Leggi tutto...

Meteo Roma

Joomla Templates by Joomlashack

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information