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Napolitano: no all'immagine volgare da media e spot Stampa E-mail
Mercoledì 25 Novembre 2009 07:57

 

Giornata contro la violenza sulle donne

La violenza sulle donne rappresenta una "vera emergenza su scala mondiale".

    

             Hila Elmalich sorretta dal fotografo Adi Barkan

Roma, 25-11-2009

Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata contro la violenza sulle donne.

In Italia, secondo dati Istat, una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata, almeno una volta, vittima di violenza o maltrattamenti.

Sono sei milioni 743 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica o sessuale.

Napolitano: no all'immagine volgare da media e spot
La violenza sulle donne rappresenta una "vera emergenza su scala mondiale".

In Italia oltre "ai necessari interventi di tipo repressivo, da esercitare con rigore e senza indulgenza, si debbono affiancare azioni concrete per diffondere, in primo luogo nella scuola e nella società civile, una concezione della donna che rispetti la sua dignità di persona e si opponga a volgari visioni di stampo meramente consumistico spesso veicolate anche dal linguaggio dei media e della pubblicità.

Solo così sarà possibile creare una cultura di autentico rispetto, innanzitutto sul piano morale, nei confronti delle donne".

Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, ha rivolto, in un messaggio, un saluto ai partecipanti a tutte le manifestazioni ed agli eventi oggi in programma.

"La Giornata internazionale contro la violenza alle donne - osserva il capo dello Stato - deve rappresentare un'occasione per riflettere su un fenomeno purtroppo ancora drammaticamente attuale, individuando gli strumenti idonei a combatterlo in quanto coinvolge tutti i Paesi e rappresenta una vera emergenza su scala mondiale".

"La conferenza su questo tema tenuta a Roma in occasione del G8 - prosegue Napolitano - ha fornito dati che valutano in più di 140 milioni le donne vittime di violenze di ogni tipo.

Matrimoni forzati che coinvolgono anche bambine, mutilazioni genitali, stupri generalizzati in contesti di guerra non devono apparirci lontani e a noi estranei.

Il dolore di quelle donne, di quelle bambine riguarda tutti noi, anche perché la barbarie della violenza contro le donne non è stata estirpata neppure nei Paesi economicamente e culturalmente avanzati".

Secondo Napolitano, "molto resta da fare in ogni parte del mondo per sradicare una concezione della donna come oggetto di cui ci si può anche appropriare: è infatti la persistenza di questi aberranti schemi mentali - sottolinea ancora - a favorire il riprodursi di insopportabili atti di sopraffazione anche in ambito familiare.

E' triste dover ricordare che anche in Italia, nonostante la recente introduzione di norme opportunamente più severe, i casi di violenza, i soprusi e le intimidazioni sono in aumento".

Il Capo dello Stato ha, altresì, espresso "il più sentito augurio affinchè questa giornata possa segnare una tappa significativa non solo per l'azione delle istituzioni ma anche per una più forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica".

Amnesty International promuove varie iniziative
A Roma, alle ore 17, si terrà il seminario Donne, guerra e violenza, presso la Facoltà di Sociologia della Sapienza, a partire dal volume Stupri di guerra (Franco Angeli, 2009), a cura di Marcello Flores, con la prefazione di Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International.

Inoltre l'associazione ha aderito alla manifestazione contro la violenza sulle donne che si terrà a Roma il 28 novembre.

"Non fotografare più le modelle magrissime"
E in Israele il fotografo Adi Barkan (nella foto) ha deciso di fare una singolare campagna, "non fotografare più le modelle magrissime".

La decisione di Barkan, uno dei fotografi più conosciuti e stimati al mondo, arriva dopo aver visto morire la sua amica-modella Hila Elmalich, a causa dell'anoressia.

Il caso di Hila è solo l'ultimo di una serie che si sta allungando: in agosto la modella uruguayana Luisel Ramos è morta durante la settimana della moda a Montevideo.

Pochi mesi dopo è toccato a Ana Carolina Reston, brasiliana di 21 anni, che è arrivata a pesare meno di 38 chili.

 

 

 
PUO' UN PUSHER E CONSUMATORE ABITUALE NON ACCORGERSI DELLO SCAMBIO? Stampa E-mail
Martedì 24 Novembre 2009 18:30

 

Caso Marrazzo, sniffata killer per Cafasso: non era coca ma eroina pura che lo uccise in pochi attimi

 

   

Roma, 24 nov. (Adnkronos/Ign) - Gianguerino Cafasso forse ucciso da una dose di eroina purissima, 'mascherata' perché sembrasse cocaina.

Una quantità che lo avrebbe stroncato in pochi minuti. Queste le ultime indiscrezioni sulla morte di uno dei protagonisti della vicenda Marrazzo, morto il 12 settembre scorso in un albergo di via Salaria.

Ma sarà soltanto l'esito definitivo dell'indagine tossicologica che si concluderà in settimana a fornire gli elementi per una spiegazione definitiva della morte dell’uomo.

Su questa vicenda è aperto ormai da un mese un fascicolo dove si ipotizza contro ignoti il reato di morte conseguente ad altro delitto.

Ma soltanto quando si conosceranno gli esiti dell'indagine tossicologica in corso si deciderà se l'ipotesi accusatoria debba essere mutata in omicidio.

Per la Procura di Roma gli elementi forniti dai primi accertamenti medico-legali fanno propendere per la tesi che Cafasso, cocainomane, possa essere morto in tempi rapidi dopo aver fatto uso di eroina.

Eroina che considerato il suo stato di cocainomane cronico ha avuto un effetto mortale nel giro di pochi minuti.

Per il momento, comunque, gli investigatori non si sbilanciano, in attesa delle conclusioni peritali.

Al momento della morte con Cafasso c'era una trans, Jennifer, ascoltata nei giorni scorsi in Procura come testimone del fatto.

E' sfuggita alla morte perché al contrario dell'uomo non ha fatto uso della sostanza che ha provocato il decesso del suo compagno.

La madre di Cafasso pensa che il figlio "sia stato ricattato e messo in mezzo".

Laura Cafasso, intervistata da Radio 24, sostiene che "sia finito in una vicenda più grande di lui''.

Quanto alle ultime indiscrezioni sull'eroina truccata, la donna dice: "Ci addolorano, come il fango che gli viene gettato addosso".

L'avvocato della famiglia Monica Gregorio ritiene che qualcuno abbia voluto zittire Cafasso: "Se queste notizie sulla droga sono vere, sicuramente".

 

Intanto, il computer sequestrato nell'abitazione di via Due Ponti, dove il 20 novembre scorso è stato trovato il cadavere della trans Brenda, comincia a "parlare".

Nonostante il riserbo si è saputo che fino a questo momento i tecnici hanno letto e trasferito su cd gli scritti arrivati sul computer e poi cancellati.

Messaggi dei quali, però, è rimasta traccia nell'hard disk dell'apparecchio.

Gli investigatori sperano che contenga anche fotografie, immagini e forse anche il presunto secondo video riguardante l'incontro di Marrazzo con i trans in via Gradoli.

Quando fu sentita dai magistrati, Brenda raccontò che il secondo video era stato distrutto ma potrebbe aver mentito.

 

 
Anm: a Roma salta il 50% dei procedimenti Stampa E-mail
Martedì 24 Novembre 2009 07:58

 

Al via in Senato il ddl per i processi brevi

                 

                                   a cura di umberto renda

ROMA - Tra mille polemiche e dopo l'affondo dell'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che invita l'attuale Capo dello Stato a non promulgare il ddl per i processi brevi ("Basta con le leggi ad personam"), il testo che fissa a sei anni la durata massima dei procedimenti comincia oggi il suo iter parlamentare al Senato. Il relatore, Giuseppe Valentino (Pdl), leggerà la sua relazione in commissione Giustizia. Poi prenderà il via la discussione generale, al termine della quale verrà fissato il termine per la presentazione degli emendamenti.

"Contiamo di votare il testo a Palazzo Madama entro Natale - assicura il presidente della commissione Filippo Berselli - perché dovremmo concluderne l'esame in commissione" in circa 15 giorni. E cioé il lasso di tempo che probabilmente sarà concesso per presentare gli emendamenti a un'altra riforma che sta a cuore del governo: quella delle intercettazioni, il cui ciclo di audizioni dovrebbe concludersi entro la settimana. Quindi si fisserà un termine per presentare le proposte di modifica "che sarà di almeno 15 giorni".

Ed è in questo periodo che ci si potrà occupare a tempo pieno del ddl 'accorcia-processi': il testo di cui l'opposizione chiede a gran voce il ritiro e che vede le toghe sul piede di guerra. Con il Csm che per domani organizza un confronto anche tra Procure e ministro e convoca una conferenza stampa per comunicare i dati sull'impatto del ddl in nove uffici giudiziari. Intanto non si placano le polemiche per le dichiarazioni in diretta Tv del Procuratore di Milano Armando Spataro che ha definito "inutile" il ddl firmato dai capigruppo di Pdl e Lega in Senato Maurizio Gasparri e Federico Bricolo.

Duri i commenti di Gasparri ("comportamento vergognoso e inaudito") e di Osvaldo Napoli (Pdl) ("ci sono forze che lavorano per la capitolazione della politica alla magistratura"). E non tenero é anche il giudizio dell'ex presidente della Camera Luciano Violante (Pd): "In momenti di tensione" sarebbe bene che i magistrati evitassero critiche politiche per non approfondire i conflitti.

ALLARME DELLE TOGHE: A ROMA PRESCRIZIONI AL 50%
Con il ddl sul processo breve, sarà prescritto il 50% dei procedimenti pendenti a Roma, Bologna e Torino; mentre a Firenze, Napoli e Palermo, l'estinzione riguarderà una percentuale di procedimenti compresa tra il 20 e il 30. La stima è stata fatta dall'Associazione nazionale magistrati. "Eccoli, i numeri che il ministro ritiene che l'Anm non possieda" afferma il sindacato delle toghe in una nota. "Roma, Bologna e Torino oltre il 50%, Firenze, Napoli e Palermo tra il 20 ed il 30%: sono queste le percentuali dei procedimenti in fase di udienza preliminare e dei dibattimenti in primo grado già prescritti, o dei quali sarebbe imminente la prescrizione, in caso di entrata in vigore del disegno di legge sul 'processo breve''.

Dati con i quali "vengono smentite clamorosamente le rosee previsioni" del ministro Alfano, che alla Camera aveva parlato della prescrizione dell'1% dei procedimenti pendenti. La rilevazione è stata compiuta nei tribunali capoluogo dei maggiori distretti. E "sebbene si tratti dei primi dati comunicati dagli uffici giudiziari, essi sono calcolati su un campione particolarmente significativo e rappresentativo, perché provengono dai tribunali delle grandi città".

"Ma stiamo scherzando?" Così il ministro della giustizia, Angelino Alfano, contattato dall'Ansa commenta a caldo la stima dell'Anm che indica in un 50% i processi che cadrebbero in prescrizione con il ddl sul processo breve. Il guardasigilli invita l'Anm a "non giocare con le parole e neanche con i numeri" e dunque a "chiarire bene i termini della questione". "Se non precisa bene i termini della questione - aggiunge Alfano - credo che l'Anm sia incorsa in un clamoroso abbaglio: i procedimenti pendenti in Italia sono circa 3 milioni e 300 mila e il 50% fa oltre un milione e 600 mila. Appunto - conclude Alfano - un clamoroso abbaglio".

"Ora ci aspettiamo una discussione serena ma informata, che si estenda anche alla legge Finanziaria e alle residue possibilità di prevedere risorse e stanziamenti adeguati al rilancio della giustizia" affermano il presidente Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini. "Nei prossimi giorni, e anche in occasione del Salone di Rimini, dove saranno presenti tutte le componenti della giustizia -annunciano- potremo fornire dati più completi e confrontarci con gli altri protagonisti del processo, senza dimenticare le vittime del reato". "Quel che non è possibile immaginare è che giudici e pubblici ministeri, ma anche gli organi di polizia giudiziaria, possano continuare a svolgere serenamente e con impegno il proprio lavoro, sapendo che la metà della loro attività sfumerà certamente entro il primo grado di giudizio. Né si pensi che le percentuali, aritmeticamente inferiori, che risulterebbero tenendo conto di tutti i procedimenti per i quali sia stata esercitata l'azione penale, potrebbero tranquillizzare: la prescrizione, evidentemente, matura in corso di giudizio, e la sorte è quella che emerge dai primi numeri sia nei dibattimenti sia nei procedimenti in fase di udienza preliminare".

"Non voglio parlare di queste cose, ci sarà il momento più opportuno per spiegare agli italiani qual è la situazione in cui siamo", aveva detto il premier Silvio Berlusconi a Doha ai cronisti che gli chiedono del dossier relativo alla riforma della giustizia ed al processo breve.

Il portavoce del Pdl Daniele Capezzone interviene: "Anm da' i numeri, e sembra di stare alle estrazioni del superanalotto. Se non parlassimo di un comportamento grave e irrituale, ci sarebbe perfino da sorridere di questa ennesima sortita, che avrà un solo effetto: quello di rendere ancora più scarsa la credibilità della magistratura presso i cittadini. E' davvero avvilente - sottolinea Capezzone - che ci si trovi dinanzi a comportamenti di questo genere: ancora deve iniziare l'iter parlamentare di un provvedimento, e le Camere (e gli italiani) devono assistere a queste performances politiche di un pugno di magistrati".

 
Natalie: ''Marrazzo mi disse che due trans lo avevano ripreso'' Stampa E-mail
Lunedì 23 Novembre 2009 17:59

 

La 'verità' dell'amica di Brenda: ''Marrazzo la pagò 30mila euro e fu Natalie a preparare la trappola''

              

Roma, 23 nov. (Adnkronos/Ign) - "Sì, mi ha raccontato dei compensi.

Era uscita con Marrazzo, poi mi ha chiamato e mi ha detto di andare a casa sua per vedere una cosa.

In quella circostanza ho contato i soldi: erano 28 mila euro, 2.000 li aveva già spesi".

E' il racconto di China, transessuale amica di Brenda, il viado coinvolto nel caso Marrazzo e trovato morto nel suo appartamento venerdì mattina, durante la registrazione di 'Porta a porta' in onda questa sera su Raiuno.

La trans ha risposto ad una domanda di Bruno Vespa sui compensi che Brenda avrebbe chiesto durante un incontro con l'ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.

 

Inoltre, ha proseguito China, "Brenda mi disse che a fare la trappola a Marrazzo erano state Natalie e Giosy.

Non credo che conoscesse Marrazzo da otto anni.

Lei non era solo gelosa di Brenda ma di tutte noi".

Secondo China, Natalie conosceva Cafasso.

"Non può dire che non lo conosceva", ha spiegato riferendosi ad una dichiarazione rilasciata da Natalie in cui aveva affermato di non conoscere Gianguerino Cafasso, personaggio di primo piano nella vicenda morto il 12 settembre scorso in una camera d'albergo di via Salaria.

 

Sempre a proposito di Brenda, China ha sostenuto che la trans deceduta ''era una grande esperta di computer.

Ci faceva quello che voleva".

China ha anche detto di non aver "mai toccato il suo computer. Non aveva un filmato su quel pc altrimenti io l'avrei saputo".

La transessuale ha infatti detto di essere stata la prima a sapere da Brenda di alcune foto in suo possesso che ritraevano Marrazzo.

 

Da parte sua Natalie, intervenuta anche lei alla trasmissione, ha dichiarato che "dopo 15 giorni dal mio rientro in Italia dal Brasile ho visto Marrazzo il quale mi ha detto che due transessuali brasiliane lo avevano ripreso in foto e in un video al cellulare. Mi aveva anche detto che loro gli avevano assicurato di averlo cancellato ma era preoccupato che non lo avessero fatto: tutti sanno che nella memoria del telefonino restano i dati".

Natalie ha anche sostenuto: "Marrazzo non mi ha mai fatto il nome di Brenda".

 

A 'Porta a Porta' anche Luca Petrucci, avvocato dell'ex governatore del Lazio, che ha precisato: "Non risulta che Marrazzo abbia mai pagato quella cifra.

Mi sembra folle pensare di poter pagare 30 mila euro per una prestazione sessuale".

Petrucci ha anche detto che Marrazzo ha chiarito che "la cifra corrisposta per la prestazione sessuale e la cocaina è stata di mille euro.

Il buon senso ci dovrebbe far considerare inattendibili le testimonianze che parlano di una cifra del genere".

 

Quindi il legale ha escluso che l'ex governatore fosse sotto ricatto.

''Quando in Regione il 6 luglio arrivò una telefonata di una persona che si identificò come Giorgio il poliziotto non riuscì a superare il filtro della segreteria.

Poi ci fu una telefonata di Brenda che tentò di chiamare in Regione e sicuramente prima del 17 luglio poiché dopo quella data la persona che prese la telefonata andò in ferie - questa la ricostruzione di Petrucci -.

Quindi la telefonata di Brenda arrivò tra il 7 e il 17 luglio.

Questo mette in evidenza che se Marrazzo fosse stato già ricattato non ci sarebbe stato bisogno di questa rincorsa in Regione".

Alla fine "Brenda non riuscì a contattare Marrazzo". "Marrazzo mi ha più volte ribadito che non era sotto ricatto - ha proseguito - Era convinto di averla fatta franca fin quando Berlusconi non l'ha chiamato".

 

Quanto alla morte di Brenda, secondo Petrucci, "sicuramente non si è suicidata".
 
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