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In vigore il ddl sicurezza tra le polemiche anche all'interno della stessa maggioranza Pattuglie di volontari operative solo dopo l'ok dei prefetti e se lo vorranno i sindaci Stampa E-mail
Sabato 08 Agosto 2009 08:22
In carcere chi affitta ai clandestini
Roberto Maroni
              

 

I pubblici ufficiali denunceranno chi è senza permesso. Esentati medici e insegnanti.

ROMA
Fu il colpo di teatro del primo consiglio dei ministri del nuovo governo Berlusconi, nel maggio 2008. Il «pacchetto sicurezza», da oggi entra a tutti gli effetti in vigore. Cambiano le regole per gli immigrati (e per chi li aiuta), ma non solo. Massima attenzione anche a sicurezza stradale e decoro urbano: vengono inasprite le sanzioni per chi guida ubriaco o sotto effetti di stupefacenti mentre si prevedono tempi duri per i graffittari nelle città.

Reato di clandestinità
È il punto centrale e più controverso di tutto il provvedimento.

Chi entra o soggiorna illegalmente in Italia commette un reato punibile con un’ammenda da 5 a 10 mila euro.

Sarà istruito un processo davanti al giudice di pace che lo espellerà per direttissima.

I Cpt (centro di permanenza temporanea) diventano Cie (Centro di identificazione e espulsione).

La permanenza massima degli immigrati irregolari in tali strutture può arrivare a 180 giorni.

Tassa di soggiorno
Per ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno si dovrà superare un test di italiano e pagare una tassa che va dai 60 ai 200 euro.

Il permesso di soggiorno diventa necessario per qualsiasi atto pubblico: chi non ce l’ha non può accedere ai pubblici servizi.

Viene istituito l’accordo di integrazione, una sorta di «permesso a punti», articolato su crediti.

Sarà più difficile organizzare matrimoni cosiddetti «di convenienza».

La cittadinanza italiana per matrimonio potrà essere richiesta dopo due anni di residenza.

I pubblici ufficiali hanno l’obbligo di denunciare un irregolare. Dalla norma sono esclusi medici e presidi.

Salvacondotto per i neonati: possono essere registrati anche se figli di clandestini ma solo nei primi sei mesi.

In prigione chi affitta
Avere a che fare con un clandestino può comportare gravi conseguenze anche per un regolare cittadino italiano.

Si rischia difatti il carcere da sei mesi fino addirittura a tre anni se si affitta una casa o una stanza a uno straniero irregolare.
Ronde al via
Riservate a volontari, disarmate, autorizzate.

Eccole qua, le ronde. Associazioni di cittadini che potranno segnalare alle forze dell’ordine situazioni di pericolo.

Non possono intervenire direttamente ma solo allertare polizia e carabinieri.

Sono anche vietate le divise nonché simboli di partiti politici, né potranno ricevere contributi da parte dei Comuni.

Nel regolamento è previsto che le «squadre» non possano essere formate da più di tre persone, che debbano avere più di diciotto anni e nessun precedente penale.

Schedati i «barboni»
Sarà istituito presso il Viminale il registro delle persone «che non hanno fissa dimora», i cosiddetti «clochard».

È previsto un albo anche per i buttafuori delle discoteche e dei locali notturni.

Norme antiracket
Gli imprenditori devono denunciare le richieste di pizzo che subiscono.

Se non lo fanno vengono esclusi dalla possibilità di partecipare alle gare di appalto.

Inasprito il 41bis
Ulteriore stretta sul carcere duro ai condannati per reati di mafia. I detenuti sottoposti a regime speciale saranno ristretti all’interno di istituti a loro dedicati, per lo più sulle isole. I colloqui con i familiari saranno sempre registrati; ridotti a tre gli incontri settimanali con i difensori e a maggiori restrizioni sarà sottoposta anche la permanenza all’aperto.

Sicurezza urbana

Spray sì, spray no.

Permesso lo spray al peperoncino, la bomboletta che già molte donne all’estero tengono in borsetta come strumento di autodifesa.

D’altra parte tempi duri per i vandali che imbrattano i muri delle città.

È previsto il carcere fino a tre mesi e multa da mille a tremila euro per chi danneggia cose di interesse storico o artistico.

Mille euro di multa anche per chi vende bombolette spray ai minori.

fontemarcocastelnuovolastampa.it

 
Conferenza stampa sul bilancio del governo: "Nessuno ha mai fatto tanto in 14 mesi" Stampa E-mail
Venerdì 07 Agosto 2009 18:28

 

Berlusconi: "L'Italia è prima per la ripresa
La Rai non può attaccare il governo"

"Contro di me continuano le calunnie, non sono ricattabile"

ROMA - L'Italia è in forte ripresa, prima in Europa, i segnali sono evidenti anche all'Ocse, "con il superindice italiano salito di 4,8 punti percentuali a 103,3".
Il premier apre su una nota di fiducia la conferenza stampa a Palazzo Chigi sul bilancio dei primi quattordici mesi di legislatura.
 Quasi un'ora di monologo a tutto campo, con l'elenco dei provvedimenti varati dal governo: dalla riforma del processo civile, al piano casa, dalla legge sulla sicurezza con l'annuncio di più militari nelle città, al federalismo fiscale, alla chiusura della questione coloniale con la Libia.

Piena la soddisfazione di Berlusconi: "Credo che nessun governo abbia fatto tanto in 14 mesi di vita".
Che difende anche la sua vita privata - "Non ho nulla di cui vergognarmi e non sono ricattabile".
E lancia un duro monito alla Rai e alla stampa, colpevole di orchestrare "una campagna di calunnie".
Ad una giornalista del Tg3, cui Berlusconi ha rinfacciato di lavorare per una testata che "ieri ha dato quattro titoli contro il governo", ha risposto dicendo: "Non lo possiamo più sopportare. Il mandato della tv pubblica non può essere quello di attaccare il Governo".
Un affondo che suscita immediatamente polemiche e un coro di reazioni.


IL VIDEO: L'ATTACCO AL TG3

Pace sociale garantita. Con l'arrivo della crisi economica, dice Berlusconi, "siamo riusciti a garantire la pace sociale, mettendo da parte 34 miliardi per gli ammortizzatori sociali e allargando le categorie, e oggi non c'è nessuno in Italia che perde il posto di lavoro".
 E ricorda di aver mantenuto la promessa di "non lasciare indietro" nessun cittadino.

Sicurezza, aumenterà il numero dei militari. Il premier sottolinea positivamente la scelta di utilizzare i militari nelle città.
 "Continueremo su questa strada - dice Berlusconi - aumenteremo e fortemente la presenza dei militari impegnati nell'ordine pubblico".

Chiusa la questione coloniale con la Libia.
 "Abbiamo chiuso la questione coloniale con la Libia. La festa delle vendetta è diventata la festa dell'amicizia.
 Ci sono già ottimi risultati per i nostri imprenditori, a partire da Finmeccanica ed Eni", dice il presidente del Consiglio, parlando degli impegni realizzati sul versante estero.
Tra i quali ricorda anche la Georgia - l'intervento del governo italiano nella crisi con la Russia "è stato determinante, senza si sarebbe ricaduti nella guerra fredda" - e il riavvicinamento fra Mosca e Washington, che il premier rivendica di aver favorito.

Risolta emergenza rifiuti.
 ''Abbiamo risolto la tragedia dei rifiuti in Campania ereditata dal precedente governo.
 Una tragedia che riguardava i cittadini napoletani e l'immagine dell'Italia nel mondo''.
 E avverte che la questione può riproporsi in ogni momento in qualsiasi regione, ricordando in proposito il caso di Palermo, ''dove siamo intervenuti subito e risolto il problema in tre giorni''. Anche se nel capoluogo siciliano i problemi continuano.

Ritorno al nucleare.
 Il ritorno al nucleare è stata una decisione importante da parte del governo, dice Berlusconi, perché gli italiani pagheranno meno l'energia.
"Stiamo stipulando importanti accordi con chi ha il know-how che noi abbiamo abbandonato a causa degli ambientalisti", annuncia il premier.
 "In passato eravamo all'avanguardia nella ricerca sul nucleare ed eravamo quasi arrivati al punto di avere la nostra prima centrale nucleare.
 Purtroppo l'hanno bloccato facendo un regalo agli italiani che ora pagano il 40% in più l'energia rispetto ai partner europei".

Scuola, una riforma di buon senso.
 Berlusconi parla anche della scuola, per la quale il governo ha fatto ''una riforma di buon senso''.
Nonostante "molti abbiano mandato i bambini in strada a protestare - sottolinea - la riforma e' molto apprezzata da maestri e famiglie''.

Alitalia funziona.
"Alitalia funziona" ed è "in accordo con il budget", dice Berlusconi, sottolineando che la compagnia "ha dovuto superare molte difficoltà, anche create ad arte da chi non vedeva di buon occhio" l'operazione.
"Abbiamo mantenuto l'Alitalia in mani italiane.
 Sarebbe stato folle - ha aggiunto - che fosse andata sotto Air France".
Il premier fa gli auguri alla compagnia, al management e ai soci. Forse non nel giorno più adatto per un elogio all'efficienza della compagnia: a Fiumicino un blocco di due ore al check-in ha causato ritardi e notevoli disagi per i passeggeri in partenza.

Terremoto, avanti sui tempi di consegna delle case.
 "Non andrò all'Aquila questo pomeriggio, siamo avanti di tre giorni sul cronoprogramma di consegna delle case", dice il premier, aggiungendo che la gente dell'Aquila apprezza l'operato del governo: "C'è una grande contentezza in tutti", dice, e "non ci sono contestazioni al governo e al premier".

G8, apprezzamento da tutti i leader. Il G8 è stato un successo, ed ho ricevuto grande apprezzamento da tutti i leader, dice Berlusconi.
E sullo spostamento del vertice dalla Sardegna all'Abruzzo chiarisce: "Avevamo il terremoto e poi un vecchio velista come il presidente del Consiglio si ricordava del maestrale.
E alla Maddalena si arriva con gli elicotteri... Le due cose messe insieme mi hanno convinto a spostare il G8 a L'Aquila".

La Rai e il Tg3. Brusca risposta a una giornalista del Tg3.
"Lei appartiene a una testata che ieri sera ha fatto quattro titoli di contrasto.
 Ne approfitto per dire che il servizio pubblico non dovrebbe attaccare né me né il governo, né l'opposizione".
La cronista le aveva fatto una domanda sulla sorpresa del governo turco per la sua presenza al momento della firma dell'accordo sul gas fra Erdogan e Putin.
''Ho fatto una grande attività su mandato esplicito di Putin nei confronti di Erdogan e di Erdogan nei confronti di Putin.
In più, eravamo molto interessati perchè l'Eni è presente con South Stream e con l'oleodotto. Se questo non è un grande successo lo dica lei''.

"Solo calunnie contro di me".
"Non ho niente di cui vergognarmi, si tratta solo di calunnie.
 Non ho scheletri nell'armadio non sono ricattabile.
L'intervista a mia figlia Barbara?
 Il suo discorso è stato estrapolato, mi vuole molto bene".
Berlusconi difende la propria condotta, dicendo di non doversi scusare di nulla "neppure con i familiari".
E sulle intercettazioni attacca: ''Non ci sono state telefonate e quindi non ci sono state intercettazioni.
Sono cose assurde e infondate.
 C'e' solo la vergogna per chi mette in giro cose del genere: abbiamo veramente toccato il fondo. Chi le propaga a mezzo stampa si deve vergognare''
fonterepubblica.it
 
il Codacons: ricadute sulle vacanze degli italiani Stampa E-mail
Venerdì 07 Agosto 2009 07:21

Benzina, il netto rifiuto dei petrolieri Il governo: "Allerteremo l'Antitrust"

        

Roma - L’esodo verso le località nel prossimo fine settimana sarà ancora più intenso del primo fine settimana di agosto.

Stando alle stime di Telefono Blu, saranno almeno 16 milioni gli italiani in partenza per le vacanze.

Ed è allarme traffico: si preannuncia, infatti, un fine settimana da incubo per gli italiani che si metteranno in macchina.

A spaventare anche i continui rincari dei carburanti: non va a buon fine l'incontro tra il governo e i petrolieri.

Palazzo Chigi: "Non possiamo imporre una riduzione dei prezzi".

Il grande esodo Almeno 16 milioni in fuga dalle città già ampiamente desertificate.

Di questi 11 milioni in vacanza vera e propria di almeno 10 giorni e gli altri 5 milioni pendolari del week end.

Due milioni in più dello scorso anno.

E domenica il giorno più affollato saranno fuori dalla propria abitazione di residenza ben 32 milioni di italiani (tutti compresi bambini e anziani) il che significa il 52%-53% degli italiani.

Sarà di più solo a Ferragosto. Caldo, bel tempo voglia di riposarsi e festeggiare e prezzi ribassati rispetto 2008 nel 80% dei casi, ma anche costi della benzina più bassi.

Il raffronto non si fa infatti con il mese di giugno ma con agosto dello scorso anno quando i prezzi di benzina e gasolio si attestavano a 1.5.

In realtà, proprio in vista dell'esodo estivo, numerosi marchi hanno apportato pesanti rincari ai prezzi dei carburanti.

Governo: "Ridurre i prezzi" Le compagnie petrolifere possono ridurre i prezzi di due centesimi al litro per la benzina verde.

È questa la richiesta che il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, ha rivolto alle aziende petrolifere in occasione dell’incontro al ministero sui recenti rincari dei carburanti.

"Ci sono margini per una riduzione dei prezzi - ha detto Saglia - e c’è la possibilità di una riduzione di due centesimi al litro per la verde".

Inoltre Saglia ha annunciato che il ministero è in contatto con l’Antitrust: "Ci stiamo confrontando per eventuali misure da adottare" in caso si sia verificato un comportamento anticorrenziale.

Il rifiuto dei petrolieri Per le compagnie petrolifere non ci sono margini per una riduzione dei prezzi dei carburanti, neanche dell’ordine di 2 centesimi di euro al litro così come chiesto dal ministero dello Sviluppo economico.

A sintetizzare la posizione delle aziende petrolifere è il responsabile delle relazioni esterne dell’Unione petrolifera, Marco D’Aloisi, al termine dell’incontro con il sottosegretario Saglia.

"Le compagnie nella loro piena autonomia - afferma D’Aloisi - ritengono non ci sia spazio per una riduzione dei prezzi".

Tuttavia "su molti impianti - aggiunge - si possono ottenere sconti fino a 11 cent al litro".

 

Il rappresentante dell’Up spiega che "gli aumenti di questi giorni sono ampiamente giustificati perché i mercati sono tornati a crescere" e punta il dito contro "l’ingiustificato" rilievo mediatico "innescato dalle associazioni dei consumatori".

La richiesta di Scajola Dopo l’incontro Scajola ha chiesto al Garante per la sorveglianza dei prezzi di avviare indagini sull’andamento dei prezzi dei carburanti e "ha deciso di mantenere un confronto costante con l’Antitrust per verificare il comportamento delle compagnie, a fronte di aumenti generalizzati e contemporanei".

Inoltre, "ha assunto l’impegno di valutare la fattibilità di alcune proposte provenienti dalle associazioni dei consumatori per stabilizzare le continue oscillazioni di prezzo, fino all’estrema conseguenza di consentire variazioni periodiche".

Il ministro ha anche "disposto di proporre, d’intesa con le Regioni, norme più snelle per favorire l’aumento della diffusione di carburanti ecologici ed economici sostitutivi di benzina e gasolio, a cominciare dal metano", e "ha dato disposizioni al dipartimento Energia di svolgere studi per analizzare la struttura di costi che, secondo le compagnie, giustificherebbe la nostra diversità con l’Europa".

Una nuova riunione del Tavolo sui carburanti è prevista a settembre, "con l’obiettivo di avviare una riforma complessiva del settore che favorisca una maggiore efficienza, concorrenzialità e liberalizzazione".

fonteilgiornale.it

 

 
primo firmatario il capogruppo al senato bricolo Stampa E-mail
Giovedì 06 Agosto 2009 06:09

 

La Lega vuol cambiare la Costituzione
per dare inni e bandiere alle Regioni

Proposta di legge costituzionale per «riconoscere il rilievo costituzionale dei simboli identitari»

    

MILANO - Ormai non ci si sorprende nemmeno più troppo: dalle canzoni dialettali a Sanremo fino all'esame dei prof, l'onda lunga del «regionalismo» popolare (o populista) arriva ovunque.

Non passa giorno senza una proposta, più o meno bizzarra. Con in prima fila, ovviamente, esponenti della Lega Nord.

Oggi è il turno, tra gli altri, di Federico Bricolo, capogruppo della Lega al Senato e primo firmatario di una proposta di legge Costituzionale.

Insomma, una modifica del testo della Costituzione.

Per quale motivo?

Per «inserire un secondo comma all'art. 12 Costituzione, finalizzato a riconoscere il rilievo costituzionale dei simboli identitari di ciascuna Regione, individuati nella bandiera e nell'inno».

 

Federico Bricolo (Eidon)
Federico Bricolo (Eidon)
IL TESTO - Non si sa quanti sentano davvero la mancanza di tanta identità locale da sbandierare (e da aggiungere agli innumerevoli gonfaloni comunali e provinciali) e di 20 nuovi inni da cantare, visto che già quello nazionale è periodicamente messo in discussione con brillanti idee di sostituzione (dal «Va pensiero» ad «Azzurro»).

Ma la Lega evidentemente vuol superare la lacuna che per ora comporta l'assenza di un inno lombardo, veneto o friulano/giuliano e quindi presenta questo testo: «L'articolo 12, comma 1 della Costituzione riconosce quale simbolo della Repubblica italiana il tricolore. Nei principi fondamentali della Costituzione non è, viceversa, incluso alcun riconoscimento ufficiale dei simboli identitari che contraddistinguono le Regioni.

Tale lacuna - spiegano i senatori della Lega nella loro proposta di legge - si rende, ad oggi, inammissibile, alla luce della sostanziale valorizzazione del ruolo politico ed istituzionale delle Regioni realizzata dalle più recenti riforme costituzionali.

L'estensione dell'ambito materiale della competenza normativa regionale ha, infatti, trasformato la Regione in un ente territoriale dotato di una piena autonomia politica, favorendone così in ultima istanza il rapporto diretto con i cittadini».

I parlamentari spiegano che «in tale fase storica di ripensamento dell'assetto territoriale dello Stato in ambito interno e a livello sovranazionale, è più che mai necessario recuperare i simboli identitari che, contraddistinguendo ciascuna realtà regionale, contribuiscono ad alimentare quel legame dei cittadini con il territorio che è presupposto indispensabile di qualsiasi riforma federale dell'ordinamento».

Tale consapevolezza trova un riconoscimento istituzionale nelle riforme degli Statuti regionali approvate dal 1999 ad oggi, che, si legge nella proposta legislativa, «nei primi articoli hanno ufficialmente riconosciuto quei simboli che, per tradizione, storia e cultura contribuiscono ad identificare la Regione stessa».

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LE REAZIONI - Le prime reazioni vanno dal «colpo di sole» (Idv) alla «trovata agostana» (Mpa).

«Nessun attacco alla Costituzione da parte della Lega, semplicemente una proposta agostana a cui si può rispondere con '"viva il Tricolore"» dice il ministro per l'Attuazione del programma, Rotondi (Dcpa).

«Ieri si sono inventati le gabbie salariali, oggi le hanno smentite. Adesso, tanto per perdere tempo, i senatori della Lega hanno tirato fuori le bandiere regionali da affiancare al tricolore.

Io mi chiedo se hanno tempo da perdere» critica invece Franceschini (Pd). E il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo aggiunge: «Come anche Bricolo sa, anche negli Stati e negli ordinamenti più federali viene esposta una sola bandiera e viene cantato un solo inno».

Dalla maggioranza arriva l'apertura di Lo Monte (Mpa): «Esaltare la specificità anche delle regioni del Sud attraverso la Carta Costituzionale è davvero una felice intuizione».

Ma anche Gasparri (Pdl) fa sapere che per lui non sarebbe un problema: «Io in questo momento mi trovo in Sicilia e da anni, nella spiaggia che frequento, sventola la bandiera della Trinacria.

È forse un problema?

Per me no, non mi turba affatto e non credo che leda la dignitá del Tricolore.

Insomma, ribadisco, inviterei a sdrammatizzare anche perchè ormai è prassi comune che a qualunque manifestazione civica sventolino insieme al Tricolore anche le bandiere delle Regioni e i gonfaloni dei Comuni».

Invece per Capezzone (sempre Pdl) si tratta invece di «un pesce d'aprile fuori stagione».

Ovviamente la Lega difende a spada tratta l'idea.

Il ministro dell'Agricoltura, Zaia, la associa addirittura all'idea di «modernità».

Sostiene Zaia: «Voglio ricordare ai tanti sepolcri imbiancati che credono che la realtà nazionale debba essere un museo che in tutto rimane sempre uguale a se stesso, che invece la gente e le culture si modificano e non si può essere nella modernità a ore alterne, a seconda delle convenienze e dei propri radicamenti ideologici».

Quanto a Bricolo, primo firmatario, ritiene che «chi critica la nostra iniziativa sbaglia perché le bandiere, così come gli inni, sono un valore per tutti, sono una ricchezza per il nostro Paese, sono simboli in molti casi millenari che è giusto riconoscere.

È un discorso che vale per la Regione Veneto ma anche per la Sicilia.

Per questo le polemiche sono infondate e strumentali».

La risposta più ironica gli arriva però da un collega della maggioranza, Osvaldo Napoli (Pdl): «Desidero fare i miei complimenti all'amico senatore Federico Bricolo, del quale ignoravo il fiuto giornalistico.

Con la sua trovata sulle bandiere regionali e, presumo, provinciali, comunali e di quartiere ha dato materia ai giornali per riempire una buona paginata anche domani, giovedì 6 agosto, con mezza Italia sul bagnasciuga o sotto l'ombrellone»

fontecorrieredellasera.it

 

 
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