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Medio Oriente, Israele non perdona Stampa E-mail
Domenica 04 Gennaio 2009 19:36

 

Continua imperterrita la battaglia nella striscia di gaza,le forze armate Israeliane avanzano senza remore nelle lande palestinesi.

Il grido dell’Intifada viene ammutolito dai missili e dalle truppe con la stella di David,ancora una volta GUERRA. Le perdite da parte del governo israeliano contano un solo soldato,smentita la notizia della cattura di due soldati Israeliani. Nel fronte palestinese le vite umane spezzate sono oltre 500 senza aggiungere le centinaia di feriti.

Secondo l'agenzia di stampa palestinese Maan nel nord le truppe sono avanzate lungo due direttive: alla periferia di Beit Hanun e a nord di Beit Lahya  si sono assestate presso la Scuola americana. Altre forze, secondo Maan, sono entrate ieri nella Striscia dai valichi di Nahal Oz e di Karni (Mintar) e hanno proseguito fino alla zona della ex colonia di Netzarim, nella zona centrale della Striscia. In questo modo hanno creato un cuneo nel Centro della Striscia.

Da non sottovalutare la potenza dell’esercito di Salomone,che nella notte di ieri ha oscurato le principali emittenti televisive Palestinesi.

Intanto il ministro palestinese Barack dichiara ai media con tono netto e deciso il divenire dell’attacco.

 
Paga Pantalone Stampa E-mail
Sabato 03 Gennaio 2009 10:08

Gira e rigira alla fine è sempre Pantalone che paga.

Il risultato finale della vendita di Alitalia ai privati della CAI scarica sulle spalle di 60 milioni di Italiani un debito enorme di circa 4 miliardi di euro.

Tutto questo si sarebbe potuto evitare solo dieci mesi fa,

come scrive la Repubblica:

Accordo fatto con Air France

 


DIECI mesi dopo, con quasi lo 0,3 per cento di pil sottratto ai contribuenti e 7.000 posti di lavoro in meno, Alitalia torna a parlare francese. Era il 14 marzo 2008 quando Air France-KLM depositava la propria offerta vincolante, subito accettata dal Consiglio di Amministrazione di Alitalia. Sono stati 10 mesi da incubo per i viaggiatori, presi ripetutamente in ostaggio in una battaglia senza esclusioni di colpi in cui la politica ha occupato un ruolo centrale, dimentica della recessione che ci stava investendo. In questi 300 giorni gli italiani hanno visto franare il prestito ponte di 300 milioni di euro concesso quasi all'unanimità dal Parlamento italiano. Oltre a perdere così un milione al giorno, i contribuenti si sono accollati i debiti contratti dalla bad company per quasi tre miliardi.

Ci sono poi circa 7.000 posti di lavoro in meno nella nuova compagnia rispetto all'offerta iniziale di Air France, che comporteranno, oltre ai costi sociali degli esuberi (soprattutto di quelli che riguardano i lavoratori precari), oneri aggiuntivi sul contribuente legati al finanziamento in deroga degli ammortizzatori sociali, per almeno un miliardo di euro. Il conto pagato dal contribuente è, dunque superiore ai 4 miliardi di euro, più o meno un terzo di punto di pil, quasi due volte il costo della social card e del bonus famiglia messi insieme.

Sarà Air France-KLM l'azionista di maggioranza, in grado di decidere vita, morte e miracoli della compagnia sorta dalle ceneri di Alitalia. Poco importa che sia italiana la faccia, che si chiami ancora Alitalia la nuova compagnia. Sarebbe stato così comunque, anche con il 100 per cento del capitale nelle mani di Air France-KLM. Come canta Carla Bruni, chi mette la faccia "non è nulla", chi mette la testa "è tutto".

La composita cordata italiana ha dovuto subito rinunciare all'italianità della compagnia perché non era da sola in grado di far decollare neanche il primo aereo, previsto in volo sui nostri cieli il 13 gennaio prossimo venturo. Air France rileva il 25% della nuova compagnia, versando 300 milioni. Questo significa che il 100 per cento del capitale viene oggi valutato 1200 miliardi, circa 150 milioni in più dei 1052 pagati a Fantozzi da Colaninno e soci solo un mese fa. Questo sovrapprezzo si spiega col fatto che CAI ha nel frattempo acquisito Air One. Si tratta di una compagnia in crisi, con un debito verso i soli fornitori valutato attorno ai 500 milioni di euro, ma il valore dell'acquisizione di Air One è tutto nella soppressione dell'unico concorrente sulla tratta Milano-Roma, consumatosi con il beneplacito della nostra Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Anche questi 150 milioni vanno aggiunti al conto pagato dagli italiani. E' sono sicuramente una sottostima dei costi che dovremo pagare per la mancata concorrenza.

Conti fatti, è soprattutto Air France dunque ad aver fatto un affare. Rileva una compagnia più leggera di 7000 dipendenti rispetto a quella che avrebbe acquisito nel marzo scorso, che ha nel frattempo assunto una posizione di monopolio nella tratta più redditizia versando molto meno di quel miliardo su cui si era impegnata solo 10 mesi fa.

Dopo avere subìto un danno ingente in conto capitale e avere assistito alla beffa finale di vedere documentata, nero su bianco, la svendita della loro compagnia di bandiera allo straniero da parte dei "patrioti" della Cai, i cittadini italiani rischiano ora di vedere salire ulteriormente le tariffe aeree, in barba alla deflazione. Per scongiurare questo pericolo l'Autorità Antitrust dovrà assicurarsi fin da subito che gli slot lasciati liberi da Alitalià vengano venduti sul mercato. Le speranze di concorrenza in Italia riposano ormai solo sull'ingresso di Lufthansa-Italia nella tratta Milano-Roma. Varrà senz'altro molto di più della moral suasion esercitata da chi, dopo aver benedetto la fusione fra CAI e Air One il 3 dicembre scorso, oggi promette di monitorare da vicino le tariffe della nuova compagnia.

 

Fonte: Repubblica.it

 
Infoimprese che sorprese! Stampa E-mail
Venerdì 02 Gennaio 2009 15:39

Più Mohamed che Brambilla tra gli imprenditori brianzoli

Più Mohamed che Brambilla: con 178 attività aperte contro 174, i primi hanno superato i secondi nella classifica dei cognomi più diffusi tra gli imprenditori in Brianza stilata dalla Camera di commercio di Monza su dati Infoimprese.

Anche i Fumagalli, con 134 ditte individuali, devono cedere il passo agli stranieri, un esercito di 3.000 imprenditori tra i quali Mohamed è il cognome più diffuso. In cima alla classifica resistono però, a pari merito, i Mariani e i Villa (219), seguiti dai Sala (212).

Fra i nomi di titolari di imprese, in testa alla classifica ci sono 1106 Giuseppe seguiti da Antonio (797) e Roberto (756) - per quanto riguarda gli uomini - e 706 Maria, seguite da Anna (169) e Laura (137), per quanto riguarda le donne. Fra gli stranieri Mohammed e Abdel (120) sorpassano Vasile (39), Gheorghe e Said (35).

Le ditte individuali con titolare straniero nella zona di Monza e Brianza  rappresentano il 9,8% del totale, un dato inferiore rispetto alla media della Lombardia, che è del 12,2%; tra i non italiani, i Mohamed sono seguiti dagli Abdel (120) e dai Vasile (39) fonte:repubblica.it 
Fonte: Repubblica
 
Tragico bilancio dei festeggiamenti Stampa E-mail
Giovedì 01 Gennaio 2009 11:58

NAPOLI - E' di un morto e di oltre 380 feriti il primo tragico bilancio dei festeggiamenti della notte di Capodanno in Campania; solo Napoli e provincia ha registrato 70 feriti. Altre tre persone sono state colpite da proiettili vaganti nel milanese.

 

 

Sono 382 i feriti in tutta Italia secondo quanto rende noto la polizia; nel 2007 furono 473. In aumento gli arresti (64) e i sequestri di botti illegali (294 tonnellate, +78%).

Nicola Sarpa avrebbe compiuto 25 anni nei prossimi giorni; é stato colpito da un proiettile vagante mentre era affacciato al balcone della sua abitazione, al secondo piano di Vico Lungo Trinità degli Spagnoli. Il suo corpo senza vita è stato trovato dalla madre che, al momento dell'incidente, era in casa insieme ad altri parenti ed amici per festeggiare il Capodanno. La squadra mobile sta effettuando controlli soprattutto nelle abitazioni dei pregiudicati della zona mentre la scientifica sta effettuando i rilievi per stabilire la traiettoria dello sparo. Sul posto sono stati rinvenuti tre bossoli, ad una distanza di 20-30 metri dall'abitazione. Nicola, conosciuto come un bravo ragazzo, si era affacciato al balcone per assistere ai festeggiamenti ma anche, probabilmente, per cercare alcuni amici; nessuno ha distinto il rumore dei botti da quello dei proiettili. Altre 16 persone sono rimaste ferite nel salernitano; il più grave è un uomo di 46 anni di Scafati (Salerno) il cui volto è stato devastato dall'esplosione di un petardo. Sempre nel napoletano, a Casalnuovo, un'automobile ad impianto Gpl è esplosa a causa dello scoppio di un botto: 5 i feriti, 4 già dimessi, 1 in prognosi riservata. Anche nel milanese tre persone sono rimaste ferite da proiettili vaganti: una donna di 35 anni di Limbiate è stata raggiunta da un colpo di arma da fuoco all'addome; le sue condizioni sono gravi. Ricoverata poi una bimba di 10 anni raggiunta, a Milano, da un altro colpo d'arma da fuoco. Infine é stato ferito al collo un 23enne a Cologno Monzese (Milano). Ha invece perso un dito un milanese di 34 anni che aveva raccolto un petardo uscendo da una discoteca. A Roma il bilancio è di 25 feriti; per 4 la prognosi è superiore ai 40 giorni. Due i feriti nel barese; un anziano ha perso la mano sempre per l'esplosione di un petardo e tre dita della mano ha perso anche un uomo nel leccese. Due bambini di 4 e 8 anni sono rimasti feriti dallo scoppio di petardi nel foggiano. Sono 20 in Calabria i feriti; tra i più gravi c'é un bimbo di 5 anni che ha riportato ustioni al collo di terzo grado. Un altro bambino di 4 anni è stato ferito nella notte a Palermo da un petardo. Infine una bimba di 3 anni è rimasta ferita a Cittadella (Padova) per lo scoppio di un petardo.

 

Fonte:ansa.it

 
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