Ulti Clocks content

Login



IL CANCRO NELLA TESTA Stampa E-mail
Giovedì 05 Novembre 2009 09:20

 

La Cocaina invade l'Europa
L'Italia al top per il consumo

           

                                A CURA DI UMBERTO RENDA

 

ROMA -Il flagello che distrugge i cervelli,brucia miliardi di euro,continua a crescere come un cancro inarrestabile.
I proventi delle vendite poi li ritroviamo legalizzati nei banchi dei supermercati,nei ristoranti,nei negozi,nei villaggi turistici,nelle compagnie aeree,ovunque nel mondo insomma.
Una coltre di cocaina avvolge l'Europa.
Oltre 13 milioni di europei adulti hanno provato la polvere bianca nella loro vita.
Di questi, 7,5 milioni sono giovani (15-34 anni), tre milioni dei quali l'hanno usata negli ultimi 12 mesi.
Nel dettaglio l'Italia si conferma uno dei Paesi a più alta prevalenza, insieme a Danimarca, Spagna, Irlanda e Regno Unito.
La polvere bianca si confermacosì la sostanza stimolante illegale più popolare in Europa.
Lo dice il Rapporto 2009 dell'Osservatorio europeo sulle droghe presentato oggi a Bruxelles, che conferma la diffusione costante della cocaina.

In Italia, Danimarca, Spagna, Irlanda e Regno Unito, nell'ultimo anno, l'uso tra i giovani si è attestato tra il 3,1% e il 5,5%, mentre nella maggior parte degli altri Paesi europei si registra una tendenza alla stabilizzazione o all'aumento del consumo nella fascia d'età 15-34 anni.

Tra i pazienti che entrano per la prima volta in terapia per disintossicarsi, il 22% ha indicato la cocaina come sostanza primaria.
Nel 2007 sono stati segnalati circa 500 decessi associati al consumo di questo potente stimolante.

Accanto alla cocaina prende piede anche la metamfetamina che sfrutta la facilità con cui può essere prodotta.
Storicamente, l'uso di questa sostanza si concentra nella Repubblica ceca, dove sono stati individuati quasi 400 piccoli laboratori di metamfetamina.
Ma nell'ultimo anno la disponibilità di questo stimolante sta aumentando in alcune zone dell'Europa del Nord, come Svezia e Norvegia.
 

 

 
Rischi per la sicurezza: le Nazioni Unite richiamano provvisoriamente 600 addetti Stampa E-mail
Giovedì 05 Novembre 2009 08:10

 

Attacco agli italiani, 4 feriti
L'Onu ritira il suo personale

Un ordigno esplode al passaggio di un Lince nell'ovest del Paese: leggermente feriti 4 connazionali

(Afp)
(Afp)
MILANO - Ancora un attacco contro i nostri militari in Afghanistan. Un ordigno è esploso al passaggio di una pattuglia nell'ovest dell'Afghanistan: quattro i soldati italiani rimasti leggermente feriti. I paracadutisti feriti (il primo caporal maggiore Luca Telesca; il primo caporal maggiore Francesco Catania e dei caporal maggiori Vincenzo Crispo e Francesco Munafò, tutti in servizio al 183/o reggimento della brigata Folgore di stanza a Pistoia) sono «praticamente illesi»: lo ha assicurato Marco Mele, il portavoce del contingente italiano a Herat (ascolta l'audio),spiegando che «solo uno ha riportato un leggero trauma da scoppio». I quattro hanno tutti telefonato personalmente alle famiglie per rassicurarle sulle loro condizioni.

L'ATTACCO - L'attentato si è verificato alle 7:06 (le 3:36 in Italia) nel corso di una «ricognizione operativa» nell'area della Zeerko Valley, a circa 20 km a sud di Shindand, un'area tristemente famosa per analoghi episodi accaduti in passato. Il Lince coinvolto è saltato su un ordigno la cui natura non è stata ancora accertata: sul posto sono intervenuti gli artificieri del Regional Command West di Herat, comandato dal generale Alessandro Veltri. Due le ipotesi: o una mina esplosa in seguito alla pressione esercitata dal mezzo, o un 'Ied', un ordigno esplosivo improvvisato azionato a distanza. La deflagrazione è stata comunque violenta e il blindato (un modello nella configurazione tradizionale, cioè senza la torretta blindata di recente introduzione) si è dimostrato ancora una volta affidabile perché, pur rimanendo seriamente danneggiato, è riuscito a tutelare i quattro occupanti. Questi ultimi sono stati soccorsi rapidamente e subito trasportati con due elicotteri AB 212 dell'Aeronautica militare all'ospedale da campo di Herat.

LA DECISIONE DELL'ONU - E i rischi per la sicurezza in Afghanistan hanno spinto le Nazioni Unite alla decisione di evacuare o ricollocare provvisoriamente circa 600 dei 1.100 addetti che operano nel Paese. Lo ha reso noto un portavoce locale delle Nazioni Unite, correggendo quindi la cifra diffusa precedentemente tramite una fonte Onu, che parlava di 900 addetti da evacuare. Il portavoce Aleem Siddique ha detto che alcuni dei 600 addetti «non essenziali», tutti stranieri, saranno portati temporaneamente fuori dall'Afghanistan, mentre altri invece saranno ricollocati all'interno del Paese in luoghi pi— sicuri, dopo che i talebani hanno ucciso cinque dipendenti stranieri dell'Onu in un attacco a una loro sede nella capitale afghana il 28 ottobre scorso. «Quei pochi che resteranno sono considerati personale essenziale», ha detto. Il provvedimento, ha specificato Siddique, durer… «un certo numero di settimane». «Le Nazioni Unite sono state in Afghanistan per mezzo secolo e non stiamo per andarcene ora. Il popolo afghano vuole che restiamo», ha detto il portavoce. In totale la missione Onu in Afghanistan (Unama) conta circa 5.600 addetti, per lo più afghani, solo 1.100 dei quali sono stranieri. «Il nostro impegno - ha assicurato il portavoce Siddique - resta quello di assicurare che tutti i nostri programmi e le nostre attività continuano. Ma visto ciò che è accaduto la scorsa settimana (l'attacco dei talebani, ndr) è chiaro che dobbiamo porci il problema di come il nostro personale possa continuare a svolgere quei programmi e quelle attività, e al contempo badare alla loro sicurezza», ha concluso.

fonterepubblica.it

 

 
Il presidente del Consiglio rilancia l'idea di un'investitura diretta "Gli attacchi della stampa estera non mi indeboliscono" Stampa E-mail
Mercoledì 04 Novembre 2009 13:41

 

Berlusconi: «Premier eletto dal popolo»
Rinviato il vertice con Fini e Bossi

Il Cavaliere traccia a Vespa il piano delle riforme del governo: «È ora che la Costituzione sia aggiornata»

          

                               A CURA DI UMBERTO RENDA

ROMA - L'incontro previsto a Montecitorio tra il premier Silvio Berlusconi, il presidente della Camera Gianfranco Fini e il ministro per le Riforme Umberto Bossi è stato rinviato, di comune accordo, alla prossima settimana per dare tempo agli organi di partito di compiere ulteriori approfondimenti a livello locale sulle candidature per le Regionali.

È quanto si apprende da fonti della presidenza della Camera.

LA TELEFONATA - Berlusconi avrebbe inoltre telefonato a Casini per comunicargli di volerlo incontrare prima del summit di maggioranza.

«Caro Pier, rinvio il vertice perché prima voglio incontrarmi con te» avrebbe spiegato in sostanza il premier al leader dell'Udc.

LE RIFORME - Intanto tengono desto il dibattito politico le anticipazione del libro «Donne di cuori», l'ultima pubblicazione di Bruno Vespa.

Alle domande del conduttore di «Porta a Porta» ha risposto il presidente del Consiglio Berlusconi.

Argomento centrale le riforme: «Sarà il Parlamento nei prossimi mesi a definire quale sia il modello più adatto alla realtà italiana. Ciò che conta è che il titolare del potere esecutivo venga scelto direttamente dal popolo. E con lui la forma di governo. Di fatto, è quello che giá succede nella costituzione materiale. È ora che la Costituzione formale sia aggiornata e messa al passo con la realtà del Paese».

E il federalismo, chiede Vespa?

«Il federalismo è una responsabilizzazione per tutti, e servirà a migliorare l'efficienza in tutto il Paese». Berlusconi parla anche della riduzione del numero dei parlamentari. «Difatti - dice a Bruno Vespa - questa riduzione l'avevamo già realizzata nella nostra precedente legislatura ed è stata la sinistra a farla abrogare con un referendum. Comunque ci riproveremo e sono sicuro che ci riusciremo».

I tempi della riforma? «I nostri parlamentari sono persone responsabili - risponde Berlusconi - . Hanno dimostrato molte volte di non anteporre l'interesse personale a quello del Paese».

LE CARCERI - Proseguendo poi sull'indicazione delle riforme sulle quali il Governo sta lavorando Berlusconi ha detto: «Dopo il processo civile stiamo riformando il processo penale. Dobbiamo costruire nuove carceri per ventimila detenuti. La situazione delle carceri che abbiamo ereditato è disastrosa. Uno Stato civile deve togliere la libertà a chi è stato condannato per aver commesso un reato, ma non può togliergli anche la dignità e perfino attentare alla sua salute. E poi la detenzione deve avere sempre la finalità di rieducare la persona».

«Stiamo realizzando la riforma dell'università per abolire i diplomifici e quella della sanità per diminuire la spesa e aumentare la qualità delle cure - aggiunge Berlusconi -. Entro l'anno sarà operativo anche il piano casa che consente di ampliare la propria abitazione a chi ne possiede una mono o bifamiliare senza intralci burocratici».

OAS_AD('Bottom1');

ATTACCO STAMPA INTERNAZIONALE - Sul fronte degli attacchi della stampa internazionale e sul suo possibile indebolimento Berlusconi è stato categorico: «No. Al contrario, se debbo dirla tutta, gli altri leader internazionali che incontro mi fanno i complimenti. Nessuno di noi, mi dicono, avrebbe potuto resistere a un terzo degli attacchi che hanno rivolto a te».

fonteilcorriere.it

 

 
I casi saliti a 250mila. I medici di famiglia: tre milioni di visite al giorno. Fazio: «I bambini non sono a rischio». Il bimbo morto a Roma non aveva H1N1 Stampa E-mail
Mercoledì 04 Novembre 2009 08:34

 

Influenza A, diciottesima vittima in Italia
Aiuti: «Nel Lazio vaccini in ritardo»

  

                         A CURA DI UMBERTO RENDA

Un altro morto in Campania per l'influenza A: è un 37enne in dialisi.

Il totale delle vittime sale a 18. Intanto il vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, ribadisce la richiesta di non affollare gli ospedali e afferma che il tasso di mortalità del virus H1N1 è pari a un ventesimo di quello dell'influenza stagionale.

Secondo il bollettino del ministero del Welfare, inoltre, sono 250.000 i casi di influenza A, con una incidenza del 3,8 ogni mille abitanti.

La preoccupazioe è però alta e lo confermano i dati dei medici di famiglia: tre milioni le visite effettuate ogni giorno, con un aumento del 30% in poche settimane.

Intanto, l'Organizzazione mondiale della sanità avverte che con l'arrivo dell'inverno è previsto un aumento dei casi e ribadisce la necessità di vaccinarsi per le categorie a rischio.

Un morto a Salerno, era in dialisi. Un 37enne, Fernando Lettieri, musicista, affetto da influenza A, è morto la notte scorsa nell'ospedale San Giovanni di Dio Ruggi d'Aragona di Salerno, dove era ricoverato.

E' la nona persona morta in Campania dopo aver contratto il virus H1N1, che tuttavia è stato solo una concausa della morte.

L'uomo risiedeva ad Altavilla Silentina, a 50 chilometri da Salerno, e in base al referto dei medici è morto in seguito a una polmonite bilaterale.

Le sue condizioni di salute erano già gravemente compromesse. Affetto da bronchite cronica e da insufficienza renale era da anni in dialisi, nonostante nel 2007 fosse stato sottoposto a trapianto di rene.

La sorella della vittima: non ci hanno mai parlato di H1N1. L'ultimo concerto lo ha fatto circa dieci giorni fa, poi il tracollo, tanto repentino quanto grave.

È la sorella di Fernando Lettieri a raccontare gli ultimi giorni di vita del musicista: «Nessuno ci ha mai parlato di Influenza A, ma sempre di polmonite - dice - Parlate con i medici, noi non abbiamo la forza di parlare.

Vi posso solo dire che mio fratello aveva problemi di salute e che il 24 ottobre, a Battipaglia, ha tenuto un concerto.

Poi sono subentrati questi gravi problemi polmonari. È una tragedia, non c'è altro da dire».

Fazio: niente allarmi. Gli ospedalizzati sono trenta. La paura cresce e i pronto soccorso sono presi d'assalto, ma il vice ministro alla Salute Ferruccio Fazio invita a non intasare gli ospedali e a contattare i medici di base.

Fazio ammette la pandemia, ma spiega anche che la nuova influenza è «lieve». Per il ministro neppure in Campania la situazione è preoccupante.

Il picco dell'influenza, aggiunge, arriverà a gennaio mentre a dicembre partirà la vaccinazione per i bambini più piccoli, consigliata anche per le donne incinte.

La mortalità per l'influenza A resta «bassissima», pari a un ventesimo rispetto all'influenza stagionale e in Italia ci sono meno morti rispetto ad altri paesi europei, ha detto ancora Fazio intervistato a Mattino 5, su Canale 5, ricordando che in Italia si sono registrati 17 morti, ai quali si aggiunge il medico morto questa mattina a Salerno, 44 in Francia, 137 in Gran Bretagna, 63 in Spagna.

«Non c'è da preoccuparsi - ha detto - questa influenza non è pericolosa per le persone che non hanno particolari malattie».

«I bambini non sono a rischio», ha detto ancora il vice ministro alla Salute, ribadendo che non esiste motivo di allarme generalizzato per l'influenza A.

«I più piccoli sono infatti più esposti al contagio, e quindi si ammalano di più ma - ha aggiunto Fazio - non sono più a rischio di sviluppare reazioni pericolose per l'organismo. Fino adesso solo un paio di persone senza malattie croniche sono morte in Italia per influenza A. In alcuni casi l'organismo, come per un eccesso di reazione immunitaria, produce una scarica di citochine che provocano una polmonite interstiziale».

«Nel Lazio ci sono stati alcuni giorni di ritardo per quanto riguarda il vaccino a causa di un'organizzazione non perfetta. Adesso dobbiamo recuperare e credo che il Commissario Guzzanti possa dare un input molto rapido per utilizzare da subito questi vaccini nelle varie Asl e per iniziare le vaccinazioni nei soggetti a rischio e nei bambini».

Lo ha detto presidente della Commissione delle Politiche sanitarie del Comune di Roma Fernando Aiuti.

Dai medici grave controinformazione sui vaccini. «Ci sono indicazioni precisa da parte dell'Oms che indicano il vaccino come elemento prioritario. Da parte medica, però, non c'è stata la risposta adeguata - attacca Aiuti - I medici non si sono vaccinati, stanno diffondendo la notizia che i vaccini sono insicuri e inutili e potrebbero essere pericolosi per i bambini. Ho parlato con molti medici e più della metà non è convinta sui vaccini, purtroppo manca la cultura».

Al Centro Unico di Stoccaggio della Regione, all'ospedale San Camillo, sono arrivati oltre 100mila vaccini per l'influenza A. Di questi 88.600 sono decadose.

Altri 13.520 sono invece monodose e saranno destinati prioritariamente per donne in gravidanza e bimbi a rischio.

Nei prossimi giorni la nuova tranche di vaccini, che si aggiunge alle 125mila dosi già distribuite nel Lazio, sarà messa a disposizione delle Asl della regione.

Non sarebbe stato affetto da influenza A il bambino di 10 anni morto improvvisamente due giorni fa all'ospedale Villa San Pietro dove era ricoverato da circa 10 giorni per una pleurite batterica.

A quanto rendono noto dall'ospedale, i tamponi nasali analizzati al policlinico Gemelli per accertare la presenza del virus A/H1N1 hanno dato esito negativo.

Si attendono i risultati dell'autopsia, in programma nel pomeriggio, per conoscere le cause esatte del decesso.

«Se il virus non muta, tutto questo allarme per la nuova influenza non ha ragion d'essere, e abbiamo nuove armi come gli antivirali e la terapia intensiva per i deficit ventilatori con cui riusciamo a salvare anche casi gravissimi».

Lo dichiara in un'intervista a Repubblica l'infettivologo Fernando Aiuti, presidente della commissione Sanità del Comune di Roma.

Medici di famiglia: +30% visite, 3 mln ogni giorno. Sono 3 milioni gli italiani che quotidianamente vengono visitati in questi giorni in studio o a casa dai propri medici di famiglia.

Tre milioni anche le telefonate che ogni giorno arrivano agli studi dei medici di fiducia.

È quanto emerge da un sondaggio on line effettuato dalla Fimmg, la Federazione dei medici di famiglia, su un campione di 1.000 medici di famiglia.

Il sondaggio mette in evidenza un aumento del 40% dei consulti telefonici, del 30% delle visite in studio e del 30% delle visite a domicilio.

«È la fotografia dell'impegno di tutta la medicina generale italiana per far fronte a questa emergenza sanitaria - afferma il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo -. Non parlo solo dei medici di famiglia, parlo anche dei medici di continuità assistenziale (guardia medica) e anche dei giovani medici che stanno frequentando il corso di formazione per diventare medici di famiglia e che si sono dati disponibili ad intervenire come supporto».

Miur: per il rientro a scuola regole già varate. Per la riammissione in classe dopo le assenze per malattia, in particolare per le forme influenzali, valgono le regole previste nel documento predisposto dai ministeri dell'Istruzione e della Sanità il 18 settembre.

È quanto precisano fonti di Viale Trastevere, spiegando che ogni altra iniziativa o richiesta di particolari certificati rientra nelle decisioni autonome delle singole scuole.

In particolare, il testo prevede che la riammissione a scuola avvenga «secondo le modalità già in uso nelle singole Regioni e province Autonome». In ogni caso, la «riammissione alla vita di comunità è consigliabile dopo 48 ore, e comunque non prima di 24 ore dalla scomparsa della febbre, salvo diversa indicazione del medico.

Tale periodo varia a seconda del quadro clinico e della scomparsa della febbre.

Pertanto, si raccomanda di mantenere il flusso informativo tra amministrazione scolastica, Asl, medici e pediatri curanti e genitori in maniera più coerente possibile». È raccomandato, in particolare per i bambini, che al ritorno a scuola ci sia la «corretta applicazione della gestione delle secrezioni respiratorie e l'igiene delle mani».

fonteilmessaggero.it

 
<< Inizio < Prec. 1701 1702 1703 1704 1705 1706 1707 1708 1709 1710 Succ. > Fine >>

Pagina 1708 di 1813

Notizie Flash

E' senz'altro la patria delle tecnologie piu' avanzate, ma stavolta il Giappone promette di stupire anche i meno entusiastici in fatto di hi-tech. In terra nipponica spopolano infatti le suonerie terapeutiche, vere e proprie cure, almeno a detta di chi le ha messe a punto, per alleviare acciacchi e malanni.
Leggi tutto...

Meteo Roma

Joomla Templates by Joomlashack

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information