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Il Cavaliere ai giornalisti: "Abbeveratevi alla disinformazione di cui siete protagonisti" Di Pietro: "La velina è come l'olio di ricino usato nel fascismo" Stampa E-mail
Sabato 05 Settembre 2009 08:02

 

Berlusconi contro l'informazione
"Realtà mistificata, povera Italia"

Bossi: "Il Vaticano non ce l'ha con noi. Spallate? Il Cavaliere sta bene"

           

ROMA - Un commento sulle dimissioni del direttore dell'Avvenire Dino Boffo?
"Credo che possiate leggere sui giornali di oggi tutto il contrario della realtà".
Silvio Berlusconi, al termine di una visita al Centro operativo interforze di Centocelle a Roma, si avvicina ai giornalisti e torna ad attaccare la stampa: "Abbeveratevi alla disinformazione di cui siete protagonisti.
Povera Italia con un sistema informativo come questo".
Di tutt'altro genere i toni usati per elogiare Gianni Letta, uno dei più stretti consiglieri del Cavaliere: "Quando ci sono cose da sapere io non ho bisogno di Internet perchè ho Letta che è un Internet umano".

Non cambia copione, il Cavaliere. Ripete gli attacchi ai media e getta benzina sulle polemiche sulla libertà d'informazione.
Ma Di Pietro contrattacca: "La 'velina' non è altro che l'olio di ricino usato nel ventennio.
L'Italia dei valori insiste nel chiedere al Copasir di aprire una istruttoria per verificare il dossier, perché, con l'andata in porto delle dimissioni di Boffo, domani ce ne sarà un altro e un altro ancora, fino a dittatura completa".
Per il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, invece la "violenza inaudita", di cui aveva parlato Boffo nel rassegnare le dimissioni, è quella usata da Repubblica contro il direttore del Giornale Vittorio Feltri.

In serata, poi, Berlusconi va al Quirinale e, stando a quello che si apprende, riceve l'invito ad abbassare i toni e pensare ai problemi del Paese.
Il colloquio tra il Capo dello Stato e il presidente del Consiglio è stato incentrato sulle celebrazioni dei 150 anni dell'unità d'Italia, ma non è mancata la discussione sui temi di attualità.
Berlusconi, riferiscono fonti parlamentari del Pdl, avrebbe fatto notare di essere vittima di un'aggressione a mezzo stampa. Il Capo dello Stato avrebbe ascoltato con attenzione le parole del premier ribadendo la necessità di un clima sereno, in modo da poter affrontare la fase delicata che si apre con la ripresa parlamentare e i problemi del Paese.
 
Bossi: "Il Vaticano non ce l'ha con noi". Umberto Bossi riassume così il faccia a faccia con il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana: "E' andata bene, ho scoperto che il Vaticano non ce l'ha con noi.
Abbiamo presentato anche il modello che due anni fa abbiamo inventato io e Tremonti: la detax, la possibilità di dare ai paesi poveri dei soldi e ricavarne l'1% dei costi. Adesso Tremonti va in USA e credo che anche Obama sia d'accordo con la detax".
Poi un accenno alla salute del governo: "Se qualcuno pensava di dare una spallata a Berlusconi, di farlo saltare per aria, si è sbagliato. Lui ha tenuto".

Schultz: "Vergognoso zittire la stampa".
"Ci sono persone che trovano simpatico Berlusconi, è incredibile vedere tutto quello che riesce a fare, ci si può anche divertire.
Un signore di una certa età che si circonda sempre di giovani donne, non c'è nulla di male, anche Totò era così ma non è diventato primo ministro".
Martin Schulz, capogruppo al parlamento europeo del gruppo dei democratici e socialisti, commenta così le vicende che riguardano il premier.
Proprio a Schulz il Cavaliere, nel luglio 2003, dedicò una battuta che provocò polemiche ("Lei potrebbe fare il ruolo del kapò in un film").

Secondo Schulz "il pericolo più grande sta nel fatto che le persone non prendano sul serio Berlusconi, invece deve essere preso sul serio.
Una persona che mette in dubbio la libertà di stampa in questa maniera non è un comico, ma commette un grave errore e per questo gli italiani, i tedeschi, i francesi, portoghesi, tutti insieme abbiamo il compito di difendere la democrazia, la dignità umana e libertà di stampa, ovunque".
fonterepubblica.it

 

 
CASO BOFFO-AVVENIRE Stampa E-mail
Venerdì 04 Settembre 2009 11:45

Ecco le dieci verità che non racconta

             

             vittorio feltri se lo e' mangiato in un sol boccone

  • È falso che Boffo sia un "noto" omosessuale e protagonista di una relazione con un uomo sposato segnalata in atti del tribunale di Terni.
    Il Giornale non ha mai avanzato nessuna ipotesi circa gli orientamenti sessuali di Dino Boffo e tantomeno ha sostenuto che ciò fosse parte degli atti processuali, peraltro in gran parte ancora inspiegabilmente segretati.
  • Tale ipotesi è contenuta questo sì, nella nota informativa venuta in possesso de Il Giornale e già recapitata a molti vescovi italiani.
  •  In tutti questi giorni, il direttore di Avvenire peraltro non ha mai fatto riferimenti, cosa assolutamente legittima, alla propria sfera sessuale.
  • È falso che Boffo fosse attenzionato dalla Polizia di Stato per le sue frequentazioni.
    La tesi è contenuta nella nota informativa spedita ai vescovi italiani
  • Non è vero che Boffo è stato querelato da una signora di Terni, la quale fece un esposto contro ignoti.
    Gli inquirenti hanno subito individuato l'anonimo in Dino Boffo, tanto che lo hanno processato e condannato.
  • Non è vero che ci sono intercettazioni che accusano Boffo.
    Negli atti resi pubblici, che sono solo una parte del fascicolo processuale, ci sono i tabulati telefonici dai quali risulta in maniera inequivocabile che le telefonate moleste sono partite dal cellulare di Dino Boffo.
  •  Secondo quanto scritto nella nota spedita ai vescovi, ci sarebbero state anche delle registrazioni.
  • È falso che Boffo ha dichiarato di non aver mai conosciuto la donna di Terni colpita da molestie telefoniche.
    Non sappiamo che cosa Boffo abbia dichiarato all'epoca dei fatti, che tipo di conoscenza ci fosse tra lui e la donna molestata.
  • Il fatto è del tutto irrilevante visto che la sentenza ha stabilito che le telefonate sono state fatte dallo stesso Boffo.
  • È falso che Boffo si è difeso indicando un'altra persona come coinvolta in una storia a sfondo omessuale.
    Davanti ai giudici, Boffo ai tempi si era difeso sostenendo che le telefonate erano state fatte da un giovane dipendente di Sat 2000, la televisione dei vescovi italiani.
  •  Tale persona è poi morta per overdose.
  • È falso che nelle telefonate attribuite a Boffo ci sarebbero state intimidazioni e molestie a sfondo sessuale, anzi omosessuale.
    Nei pochi atti del processo resi pubblici si legge che le molestie avevano per oggetto allusioni a rapporti sessuali.
  • È falso che Boffo ammise di essere colpevole e diede incarico ai suoi legali di patteggiare.
    Boffo ha accettato la condanna senza opporre alcun appello.
  • È falso che Boffo ha reso pubbliche «ricostruzioni» della vicenda.
    Boffo ha fornito sul giornale e in altre sedi molte spiegazioni, incomplete ed evasive, senza mai entrare nel merito della questione.
  • Dal povero ragazzo che avrebbe usato il suo telefonino alla signora matta che lo avrebbe schiaffeggiato in pubblico.
  • È falso che la nota informativa rispecchi il contenuto del decreto penale relativo di Terni.
    Boffo avrebbe avuto un modo chiaro e definitivo per provare ciò: esibire tutte le carte del processo o autorizzare il Gip a farlo.
  •  E invece così non è stato, tanto che il Gip ha dichiarato che non fornisce tutte che le carte perché contengono elementi suscettibili a una interpretazione ambigua.

 fonteilgiornale.it

 
NUOVA LINEA DI VINI Stampa E-mail
Giovedì 03 Settembre 2009 05:22

   LA REALTA' DI UN SOGNO  

         

 

Terre di Nano è una residenza di campagna del XIX° secolo, circondata da vigneti, oliveti e boschi, situata in provincia di Siena, nel Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d'Orcia, splendida area del sud della Toscana entrata a far parte nell'anno 2004 del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'Unesco.

In posizione dominante in cima ad un colle a 500 m di altitudine, da Terre di Nano si ammirano i paesi di Montepulciano, Pienza e il borgo di Monticchiello, piccoli gioielli di architettura medievale e rinascimentale, e si godono panorami unici che spaziano dalla Val di Chiana al Monte Amiata e alla Val d'Orcia, dove risiedono splendidi centri come S.Quirico, Rocca, Castiglione, Bagno Vignoni, Montalcino, Montefollonico, Buonconvento.

Immersi in una zona ad altissima vocazione vitivinicola, i vigneti di Terre di Nano confinano con i vigneti di produzione del vino Nobile di Montepulciano e distano solo 20 minuti dai vigneti del Brunello di Montalcino.

Le città toscane di Siena e Arezzo, e quelle umbre di Perugia, Assisi e Orvieto distano un'ora di auto.

Gli aeroporti di Roma e Pisa e la città di Firenze sono a un'ora e mezzo. Ma Monticchiello, Pienza e Montepulciano sono tutti a meno di 10 chilometri dalla tenuta.

I VIGNETI E GLI OLIVETI

La proprietà di Terre di Nano si estende per 50 ettari sul poggio individuato nelle carte della zona con la denominazione Nano.

Sono compresi in questa area diversi vigneti sorti in epoche differenti a partire dall'anno 1970.

Su di una estensione di circa 10 ettari sono oggi presenti impianti di viti sangiovese, canaiolo, colorino, merlot, allevate con il sistema del cordone speronato, che danno origine ai vini rossi di Terre di Nano, vinificati nei locali della cantina e affinati in botti di rovere e barriques.

La vendemmia è normalmente effettuata nella seconda o terza settimana del mese di ottobre ed ogni anno molti ospiti si uniscono al personale di Terre di Nano per vivere direttamente questa esaltante esperienza.

L'olio extra vergine di oliva proviene dalle piantagioni di olivi che si estendono su di una superficie di circa 4 ettari intorno alla villa.

Nel mese di novembre molti dei nostri ospiti vengono a Terre di Nano per aiutarci nella raccolta delle olive e contribuire alla produzione del primo olio molito a freddo nel frantoio di Montepulciano.

Nella villa e nelle case vicine, finemente ristrutturate con gusto raffinato e attento al rispetto della storia dei luoghi, Terre di Nano offre ospitalità in appartamenti e camere nella villa, e in case indipendenti fino ad un massimo di 30 posti letto.

Le case e gli appartamenti nella villa sono completi di cucina, zona pranzo e soggiorno.

Il servizio di bed & breakfast è offerto agli ospiti delle camere; tuttavia, i nostri ospiti possono richiedere il servizio di ristorazione interna (colazione, pranzo, cena, aperitivo) offerto da Cristina e Giorgio, sempre pronti a rendere più piacevole e confortevole il vostro soggiorno a Terre di Nano.

Dalla cura e coltivazione dei nostri oliveti e vigneti ricaviamo una piccola ma eccellente produzione di olio e di vini rossi che da anni i nostri clienti mostrano di apprezzare visibilmente. Siamo lieti di offrire degustazioni, visite alla cantina e vendita diretta dei nostri prodotti con spedizioni in Italia e all'estero........

SABATO 5 SETTEMBRE DALLE ORE 16 GLI OSPITI POTRANNO DEGUSTARE VINI E PRODOTTI TIPICI DELLA VAL D'ORCIA.

ALLE ORE 21 IL CANTANTE JO HARROP E LA SUA BAND IN CONCERTO

 

 
I socialisti pressano Barroso, a caccia di consensi per la riconferma Stampa E-mail
Mercoledì 02 Settembre 2009 07:04

"Un attacco al cuore dell'Europa"
l'ira di Bruxelles contro il Cavaliere

Un veto italiano potrebbe affossare il presidente uscente della Commissione Ue

           

BRUXELLES - Credevano di esserci ormai abituati, in Europa, alle sparate di Berlusconi.

 E credevano anche che il fenomeno, per quanto sgradevole, potesse essere controllato e contenuto.

 E' dai tempi in cui, inaugurando la presidenza italiana dell'Unione, diede del "kapò" all'eurodeputato socialista tedesco Martin Schulz e dei "turisti della democrazia" agli altri europarlamentari, che da Bruxelles si guarda al leader della destra italiana con condiscendente disprezzo.

E' dai tempi delle barzellette scollacciate sciorinate durante i vertici europei, delle battute fuori luogo come quella sulla presidentessa finlandese, delle corna in occasione della foto di famiglia: un maleducato, certo, ma tutto sommato inoffensivo nella sua volgare esuberanza.

Da ieri, però, anche l'Europa sta cominciando a ricredersi.

E a intravedere quanto sia forte la carica eversiva che si nasconde dietro questi modi da avanspettacolo.

 Nessuno, in oltre mezzo secolo di vita dell'Unione, si era mai spinto a minacciare pubblicamente di bloccare il funzionamento delle istituzioni pur di togliere ai commissari europei il diritto di esprimersi sulle materie di loro competenza e, se del caso, di criticare i governi.

Berlusconi lo ha fatto, scambiando evidentemente la Commissione per uno dei tanti giornali che vorrebbe zittire a colpi di querele.

Certo, nella storia europea si sono avute minacce di veto e anche lunghi periodi di paralisi dovuti ai "niet" di questo o quel governo. De Gaulle, con la politica della "sedia vuota", bloccò per mesi la macchina europea.

Ma lo fece su una controversa questione di principio per difendere il diritto di veto della Francia.

Nessuno, finora, aveva mai evocato la minaccia di far saltare il tavolo comunitario pur di zittire le possibili critiche di Bruxelles al suo governo.

"Nessun capo di governo aveva mai avuto la faccia tosta di chiedere pubblicamente le dimissioni di un commissario, anche perché non ha il potere di ottenerle.

 Tutta la costruzione europea si basa sull'indipendenza della Commissione dai governi nazionali. Un attacco all'autonomia della Commissione è un attacco al cuore stesso dell'Europa: credo che il premier italiano abbia scelto con cura il proprio bersaglio", osserva Martin Schulz, che dopo gli insulti ricevuti da Berlusconi (e magari anche grazie ad essi) è stato eletto a capo del gruppo socialista al Parlamento Europeo.

Di certo, la sortita del presidente del Consiglio è meno improvvisata di quanto le circostanze possano far pensare.

Non è un caso che, anche se apparentemente innescata dalle dichiarazioni di Bruxelles sulla questione immigrazione, arrivi poche ore dopo che il portavoce di Barroso, interrogato sulle querele di Berlusconi contro i giornali europei, aveva ribadito quanto la Commissione tenesse alla libertà di espressione, "valore fondamentale dell'Unione".

 E non è certo un caso che l'attacco si manifesti in un momento in cui la Commissione è particolarmente debole e vulnerabile.

 Il suo presidente, Manuel Barroso, deve essere riconfermato dai governi e dal Parlamento europeo: un veto italiano potrebbe affossarlo. Berlusconi si è già vantato pubblicamente di averlo fatto eleggere la prima volta.

 Ora evidentemente vuole di nuovo umiliarlo di fronte a tutta l'opinione pubblica europea approfittando della scadenza del suo mandato.

Quella che si presenta adesso al presidente della Commissione è in effetti una "alternativa del diavolo".

 Se risponde a questo attacco senza precedenti contro l'indipendenza della Commissione, Barroso rischia la poltrona.

 Se tace, fa la figura del lacché di un governo screditato agli occhi di tutta l'Unione.

 E' per questo che i socialisti, sempre per bocca di Schulz, gli hanno intimato di "reagire immediatamente e in prima persona a questo inaudito attacco contro le istituzioni europee".

Le prime dichiarazioni del suo portavoce, Leitenberger, non sembrano però orientate in questo senso.

Un anno fa, di fronte ad una ennesima sparata di Berlusconi, che già allora se la prendeva contro "le esternazioni" dei commissari, Barroso aveva risposto con durezza: "Siamo una istituzione indipendente, non il segretariato degli stati membri". Ma allora non doveva preoccuparsi della riconferma.

 Oggi è più vulnerabile.

E Berlusconi ne approfitta.

In effetti, la rabbia del leader della destra italiana contro l'Europa, la sua indipendenza e le sue regole, non è nuova. Un anno fa aveva annunciato la sua volontà di "dare un drizzone" alle istituzioni.

E ancora prima dell'estate era tornato più di una volta sull'argomento, pronosticando che "la nuova Commissione Ue non dovrà consentire ai singoli commissari di fare dichiarazioni pubbliche su quelle che sono le relazioni che devono avere con i governi".


Il livore che il presidente del Consiglio dimostra nei confronti dei commissari europei ricorda molto quello di cui fa sfoggio da tempo contro i magistrati italiani.

 Qualsiasi potere indipendente che sfugga al controllo della politica intesa come "dittatura della maggioranza" costituisce per Berlusconi un ostacolo insopportabile.

 E l'Europa, con le sue regole e i suoi principi, pone oggettivamente un limite al suo potere in Italia: una cosa che Berlusconi non sembra ormai disposto a tollerare.
fontea.bonannirepubblica.it

 
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Notizie Flash

Parsons Green: London Tube blast treated as terror incident

 

Passengers were injured following the blast at 08:20 BST (07:20 GMT) at Parsons Green station in Fulham.

Pictures show a white bucket on fire inside a supermarket bag, but do not appear to show extensive damage to the inside of the Tube train carriage.

The Metropolitan Police said it was too early to confirm the cause of the fire and the station has been cordoned off.

BBC security correspondent Frank Gardner said it was too early to say who caused the explosion.

Witnesses have described seeing at least one passenger with facial injuries.

Others have spoken of "panic" as alarmed passengers left the train at Parsons Green station.

London Ambulance Service says it sent a hazardous area response team to the scene.

 

source bbc.co.uk

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