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L'ORA DELLE SCELTE Stampa E-mail
Venerdì 17 Luglio 2009 18:09

 

 

TEMPO DI VACANZE:NAMIBIA OPPURE EOLIE?

 

                A CURA DI UMBERTO RENDA

Manca poco alle ultime partenze per le tanto agognate vacanze.

I dilemmi dell'ultima scelta, quella dell'ultimo minuto,vanno sciolti in breve,pena il rischio di trovarsi al palo senza una possibilità.

Questo anno decidere è stato particolarmente duro.

Dopo ingiustificati rifiuti adducendo scuse ignobili, andare in Namibia è divenuta una vacanza must.

Quelli che in passato erano stati considerati difetti,improvvisamente sono stati trasformati in pregi.

Distanze considerate invalicabili,clima di tipo invernale data l'opposizione australe,disagi di trasferimento,come per incanto sono situazioni di pura qualità.

L'opposizione come in tutti i governi che si rispettano,ritiene invece che sia oramai troppo tardi per appoggiare il progetto Namibia,anzi la considera una vera e propria provocazione.

La storica frase "non è mai troppo tardi"in questo caso non ha valenza.

Molto meglio una crociera alle Eolie che con tutto il loro fascino rimangono tra le più belle Regine del Mediterraneo.

Magari in futuro si potrà raggiungere un compromesso?

Buona vacanza a tutti!

 
Un C130 ha riportato in Italia il feretro del parà ucciso in Afghanistan Stampa E-mail
Giovedì 16 Luglio 2009 11:35

 

 

Roma, cerimonia a Ciampino
per il rientro della salma di Di Lisio

Rientrati anche i tre militari feriti, uno è molto grave

            


ROMA - E' atterrato questa mattina all'aeroporto militare di Ciampino il C130 dell'Aeronautica con a bordo la bara del primo caporal maggiore Alessandro Di Lisio, il parà di 25 anni, di Oratino (Campobasso), ucciso l'altro ieri in Afghanistan in un attentato dinamitardo a nordest di Farah.

Ad accogliere la salma, oltre ai familiari, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e i vertici militari.

Schierato sul piazzale dell'aeroporto, un picchetto d'onore interforze, con in testa i commilitoni della Folgore, la brigata di appartenenza del sottufficiale ucciso, per il saluto e gli onori militari.
Le note del "Silenzio", poi sei paracadutisti hanno trasferito a spalla il feretro avvolto dal tricolore dall'aereo all'auto che lo condurrà al centro di medicina legale per l'autopsia.

Il papà di Alessandro, Nunzio, e la mamma Addolorata, sono stati sostenuti per tutta la durata della breve cerimonia da due militari e hanno avuto il conforto continuo dell'Ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi, che ha benedetto la salma.
Le sorelle del giovane parà, Maria e Valentina, e la fidanzata Mariangela si sono fatte forza l'un l'altra, abbracciate agli amici.

Nel pomeriggio la salma di Di Lisio sosterà all'ospedale militare del Celio, a Roma, per essere poi trasferita a Campobasso.
La camera ardente verrà allestita presso la caserma Pepe, mentre i funerali in forma solenne sono previsti domani alle 16.30 nella cattedrale di Campobasso.

fonterepubblica.it

 
Il Tupolev è precipitato nel Nord Ovest del Paese. «i cadaveri sono carbonizzati» Stampa E-mail
Mercoledì 15 Luglio 2009 14:42

 

Iran, precipita un aereo passeggeri

           

TEHERAN - Un aereo passeggeri Tupolev si è schiantato nel nord-ovest dell'Iran, forse per l'incendio a un motore.

Il portavoce dell'organizzazione per l'aviazione civile iraniana, Reza Jafarzadeh, ha informato che non ci sono superstiti tra le 168 persone che si trovavano a bordo, di cui 153 passeggeri e 15 membri di equipaggio.

Nessun italiano tra le vittime, in base alle informazioni raccolte dalla Farnesina.

L'aereo della compagnia iraniana Caspian Airlines era decollato da Teheran e diretto a Erevan, la capitale dell'Armenia.

L'aereo è precipitato nella provincia di Qazvin, circa 200 chilometri a ovest di Teheran, e si è schiantato in un'area agricola, nei pressi di un villaggio.

"L'aereo è decollato dall'aeroporto Imam Khomeini, 16 minuti dopo è scomparso dai radar e poi si è schiantato'', ha detto il portavoce dell'aviazione civile, precisando che il decollo è avvenuto alle 11.33 locali (le 9.03 italiane).

"Si ritiene che siano tutti morti" ha aggiunto Jafarzadeh, sottolineando che quello che resta del velivolo "è sparso in tanti piccoli pezzi" nell'area in cui è precipitato.

Il capo della polizia della provincia, generale Massud Jafari-Nasab, ha aggiunto che i corpi dei passeggeri risultano carbonizzati.

La prima teoria sulle cause dell'incidente è lanciata dalla televisione di Stato armena secondo cui l'incendio di un motore sarebbe all'origine della catastrofe.

Diverse altre sciagure aeree avvenute in Iran negli ultimi anni - l'ultima in ordine di tempo hanno visto protagonisti aerei Tupolev, acquistati in gran quantità ma spesso in condizioni precarie dalla Russia e dalle ex Repubbliche sovietiche e affidati sovente a equipaggi di quei Paesi.

L'ultimo grave incidente in ordine di tempo è avvenuto tre anni fa nel nord-est del Paese: un Tupolev si è incendiato all'atterraggio provocando 29 morti e 43 feriti tra i 148 passeggeri.

Nessun superstite invece nello schianto del febbraio 2002 che provocò 117 vittime, 400 chilometri dopo il decollo da Teheran.

La compagnia aerea Caspian airlines non era nella lista nera Ue delle compagnie aeree poco sicure, ma non volava nello spazio aereo europeo.

E' quanto precisano fonti comunitarie annunciando che domani partirà una lettera per richiedere informazioni alle autorità iraniane sullo stato del Tupolev precipitato.

La Caspian airlines è stata ispezionata due volte dal 2007, seguendo il programma europeo di sicurezza.

L'Icao, l'organizzazione internazionale dell'aviazione civile, avrebbe ottenuto le ultime informazioni sulla compagnia attraverso la campagna Usoap (un programma sulla sicurezza) sull'aviazione civile iraniana del gennaio 2009 e l'esito non è stato ancora reso noto.

 

 
Ordigno contro pattuglia vicino a Farah: muore il primo caporal maggiore Alessandro Di Lisio, di Campobasso Stampa E-mail
Martedì 14 Luglio 2009 14:46

 

Afghanistan, ucciso un italiano

Berlusconi: missione necessaria

 

Napolitano: "Addolorati, ma la missione di pace è condivisa"

          

FARAH - Un militare italiano è rimasto ucciso e altri tre sono stati feriti in Afghanistan, a circa 50 chilometri dalla città di Farah.

La vittima è il primo caporal maggiore Alessandro Di Lisio, di Campobasso.

Era nato il 15 maggio 1984: aveva 25 anni ed era in missione in Afghanistan da quattro mesi.

La pattuglia di paracadutisti della Folgore e del Primo Reggimento Bersaglieri è stata colpita dall'esplosione di una bomba lungo la strada, che ha distrutto il primo mezzo della colonna: un parà della Folgore è morto dopo essere stato portato all'ospedale militare di Farah, altri tre sono rimasti feriti.

BONIFICA DELLE STRADE - Di Lisio, paracadutista dell'ottavo genio guastatori della Folgore, faceva parte di un team specializzato nella bonifica delle strade, prima del passaggio di convogli militari e diplomatici.

Martedì era impegnato con un gruppo di commilitoni a bordo di due veicoli Lince e di un mezzo blindato Coguar.

L'esplosione ha investito un mezzo: si sarebbe trattata di un ordigno improvvisato "Ied" (Improvised Explosive Device), con una potenza superiore a quella di bombe analoghe utilizzate in passato.

LA RUSSA: «UN FERITO PIÙ GRAVE» - Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha riferito che uno dei tre feriti è «in condizioni più serie», ma nessuno è in pericolo di vita.

Da Algeri, dove è impegnato in una visita ufficiale, ha aggiunto che «i tre soldati feriti sono ricoverati nell'ospedale americano di Farah.

Ho dato disposizioni al generale Valotto, comandante del Coi, il Comando operativo interforze, di andare subito in Afghanistan per rimpatriare la salma e vedremo di riportare a casa anche i feriti».

Fonti del contingente italiano a Herat hanno confermato che «nessuno dei tre militari italiani feriti è in pericolo di vita» e che sono in corso gli interventi medici all'ospedale da campo americano.

FINI: «GOVERNO RIFERIRÀ IN AULA» - L'Aula della Camera ha osservato un minuto di silenzio dopo che il presidente Gianfranco Fini ha dato la notizia della morte del militare e il ferimento di tre commilitoni, annunciando che il governo, già interpellato, riferirà alle Camere appena avrà informazioni più compiute su quanto accaduto.

«Confermo all'aula l'avvenuto decesso di un militare italiano in Afghanistan - ha detto Fini -. Una pattuglia di militari italiani della Folgore a 50 km da Farah è stata vittima di un attentato e un veicolo con quattro militari è stato colpito da un'esplosione.

Un militare è morto e tre sono stati feriti.

A nome della Camera esprimo alle Forze armate e alla famiglia il senso del nostro cordoglio».

Il ministro della Difesa La Russa riferirà alla Camera sull'attentato mercoledì alle 16.

Anche il Consiglio comunale di Campobasso ha rispettato un minuto di raccoglimento. La Procura di Roma ha intanto aperto un'inchiesta per omicidio, tentato omicidio e attentato per finalità terroristiche.

 

 
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