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TERRORISMO Stampa E-mail
Sabato 28 Marzo 2009 06:22

 

Obama: Al Qaeda è un cancro e minaccia gli Usa dal Pakistan

 

Sconfiggere e smantellare Al Qaeda è l'obiettivo principale degli Stati Uniti in Afghanistan.

Un impegno più che mai pressante, visto che la rete che fa capo a Osama Bin Laden "sta attivamente preparando un attacco contro l'America dal Pakistan".

Barack Obama ha illustrato oggi la nuova strategia in Afghanistan e Pakistan, sottolineando come il confine fra i due paesi sia "la zona più pericolosa del mondo".

E successivamente il capo degli stati maggiori del Pentagono, ammiraglio Michael Mullen, ha ribadito la convinzione che ci siano membri dei servizi segreti pachistani che danno il loro sostegno ai Talebani e ad Al Qaeda.

Il presidente americano schiererà in Afghanistan altri 4.000 soldati che avranno il compito specifico di addestrare le truppe locali.

"Accelereremo il nostro sforzo per creare un esercito afgano con 134 mila unità e una forza di polizia con almeno 82 mila unità - ha detto Obama - in modo da affidare sempre più la responsabilità della sicurezza alle forze dell'Afghanistan". Il nuovo contingente, che dovrebbe partire a giugno, si sommerà ai 17.000 soldati aggiuntivi già annunciati dalla nuova amministrazione a febbraio e che arriveranno nei prossimi mesi in Afghanistan per rafforzare il contingente dei circa 38.000 uomini che già si trovano nel paese.

La nuova strategia, anticipata in un documento discusso giovedì da Obama per telefono con il presidente afgano Hamid Karzai e illustrato ai deputati statunitensi, prevede diverse raccomandazioni per far fronte alla spirale di violenza talebana in Afghanistan, ma anche in Pakistan.

Il tentativo è di concentrare gli sforzi militari proprio sull'area, come anticipato durante la campagna elettorale.


 fonte repubblica.it

 
Isola di Jolo,precisazione del Ministro dell'Interno Stampa E-mail
Venerdì 27 Marzo 2009 15:31

Filippine: Governo, No a Richiesta Sequestratori Vagni

Il Governo filippino ha respinto la richiesta dei rapitori dei tre operatori della Croce Rossa, tra cui l'italiano Eugenio Vagni, di ritirare le forze di sicurezza dall'isola di Jolo per consentire ai ribelli di muoversi più liberamente. E' "impossibile" e "irragionevole", ha sottolineato il ministro dell'Interno, Ronaldo Puno, che, pur assicurando che "la nostra priorità resta la salvaguardia degli ostaggi", ha spiegato che un arretramento delle forze governatove potrebbe favorire l'aumento della criminalità nella regione meridionale del Paese. Puno ha poi riferito che il governo potrebbe considerare di arretrare di qualche chilometro per favorire i negoziati e mettere fine alla crisi in modo pacifico. "Lo spiegamento di soldati, polizia e civili armati non era ostile", ha chiarito il ministro. Qualche giorno fa il gruppo armato islamico di Abu Sayyaf aveva minaciato di decapitare uno dei tre ostaggi se l'esercito non si fosse ritirato entro la fine del mese.

Fonte della notizia Repubblica.it. aggm.it non è responsabile del contenuto degli articoli riportati in questa pagina.
 
BRACCIO DI FERRO TRA MOVIMENTO ISLAMICO ED ESERCITO REGOLARE Stampa E-mail
Venerdì 27 Marzo 2009 15:14

L'esercito delle Filippine si ritira per favorire il rilascio degli ostaggi. Fra i rapiti anche un italiano

Il governo delle Filippine rende noto che le truppe sarebbero pronte a ritirarsi per consentire la liberazione degli ostaggi della Croce Rossa internazionale, fra i quali vi e' anche un italiano.

I tre dipendenti della Cri sono stati rapiti il 15 gennaio scorso da un gruppo del movimento islamico Abu Sayyaf.

Il ministro degli Interni filippino Ronaldo Puno ha annunciato che i marines si ritireranno all'interno delle basi sull'isola di Jolo e che il cordone di polizia e delle milizie sara' allentato attorno alla roccaforte dei guerriglieri per facilitare i negoziati sulla liberazione degli ostaggi.

 I militanti di Abu Sayyaf hanno minacciato di decapitare uno dei tre membri della Croce rossa in mancanza di un arretramento dei soldati filippini.

FONTE RAINEWS24.IT

 

 
Tensione in estremo oriente Stampa E-mail
Venerdì 27 Marzo 2009 06:00

 

Corea del Nord pronta al lancio di un missile, fa nuove minacce



"di Jonathan Thatcher

SEOUL (Reuters) - La Corea del Nord ha dichiarato oggi che se la comunità internazionale emetterà delle sanzioni per il lancio missilistico previsto per il mese prossimo, il Paese riaprirà uno stabilimento nucleare per lo sviluppo di armi al plutonio.

Questa settimana, la Corea del nord ha messo a punto un missile a lungo raggio per un lancio che secondo gli Stati Uniti violerebbe le sanzioni dell'Onu imposte sullo stato asiatico e che sarebbe considerato "provocatorio".

Il lancio previsto, considerato da alcuni paesi come un'esercitazione militare occultata, è la prima grande questione che il presidente Usa Barack Obama si trova ad affrontare con l'irritabile Corea del Nord, i cui tentativi di sviluppare un arsenale militare mettono a dura prova da tempo i rapporti con Washington.

Pyongyang ha sottolineato che qualunque sanzione da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarà vista come "un atto ostile".

"... Tutti i processi per la denuclearizzazione della penisola coreana ... saranno annullati per tornare alla situazione precedente al loro avvio, e saranno prese misure forti e necessarie", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri del Nord secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Kcna.

La Corea del Nord ha fermato l'attività del suo reattore nucleare e ha iniziato a smantellare il suo stabilimento atomico di Yongbyon a seguito di un accordo siglato dalle potenze regionali nel 2005, in base al quale il Paese avrebbe ricevuto in cambio aiuti economici e una migliore posizione diplomatica . Nonostante l'accordo, nel 2006 il Nord ha effettuato un test nucleare.

Secondo quanto riportato dal quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo, una fonte diplomatica ha detto che la Corea del Nord potrebbe lanciare il suo missile a lunga gittata Taepodong-2, in grado di raggiungere il territorio Usa, entro il weekend".

Nord Corea: schieramento antimissile giapponese

27 mar 00:40 

TOKYO - Il Giappone ha approvato lo schieramento di intercettatori in vista di un eventuale test missilistico della Corea del Nord. Lo riferisce la televisione pubblica giapponese Nhk. (Agr)

 

 
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