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Secondo l'Istat, il prodotto interno lordo è aumentato dell'1,4% tendenziale e conferma un +0,4% congiunturale per il terzo trimestre consecutivo trimestre Stampa E-mail
Mercoledì 16 Agosto 2017 10:41

Sorprende il PIL del 2° trimestre: crescita tendenziale sopra le attese

  Italia: PIL 2° trimestre +0,4%, dato tendenziale +1,5%
(TLB) - Roma, 16 ago -
01/06/17 10.15 PIL in crescita oltre attese. Su anno +1,2%, top dal 2010

Accelera più del previsto la crescita dell'Italia, sorprendendo positivamente gli analisti, in contrasto con i dati piuttosto deludenti giunti in questi giorni dalla Germania, che ha decelerato vistosamente.

Nel 2° trimestre del 2017 il PIL è aumentato dello 0,4%su trimestre precedente e dell’1,5% tendenziale. Le previsioni degli economisti indicavano una crescita analoga dello 0,4% su trimestre ed un aumento più contenuto dell'1,4% rispetto al pari periodo del 2016.

Il secondo trimestre del 2017 ha avuto tre giornate lavorative in meno del trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al secondo trimestre del 2016.

Nel 1° trimestre, l'economia tricolore era cresciuta dello 0,4% congiunturale e dell'1,2% tendenziale. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2%.

La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell’industria e dei servizi e di una diminuzione nel settore dell’agricoltura.

Dal lato della domanda, si registra un apporto positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un limitato contributo negativo della componente estera netta.

Nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti, dello 0,5% in Francia e dello 0,3% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,1% negli Stati Uniti, dell’1,8% in Francia e dell’1,7% nel Regno Unito.

fonte teleborsa.it

 
Il 17 agosto da Chicago, indossando Samsung Gear VR Stampa E-mail
Martedì 15 Agosto 2017 08:42

Concerto Coldplay in realtà virtuale

 La realtà virtuale porta i fan dei Coldplay di tutto il mondo a non temere più i bagarini online. Per la tappa del 17 agosto, in diretta da Chicago, si potrà essere dentro il concerto della band capitanata da Chris Martin grazie ai Samsung Gear VR. Una esperienza immersiva, musicale e tecnologica, a 360 gradi e praticamente in prima fila. Sarà possibile per i fan di 51 Paesi, Italia compresa, basta avere a disposizione i visori di Samsung, un telefono compatibile e scaricare l'app apposita. Il livestream sarà disponibile per le 24 ore successive al concerto.

 Pioniera in questo campo è stata Bjork: la cantante islandese ha già sperimentato la realtà virtuale sia per i video musicali sia per le mostre e gli spettacoli dal vivo. E ci hanno creduto anche gli U2: insieme ad Apple la storica band irlandese ha realizzato il video del brano Song for Someone, utilizzando una tecnica di ripresa a 360 gradi.

La musica e il business del settore sta cambiando molto con la tecnologia, grazie ai software automatici 'chatbot che mettono in contatto automaticamente gli artisti e i fan. E pensare che in principio sono stati gli ologrammi, la riproduzione tridimensionale di una figura. Al festival di Coachella del 2012 i rapper e produttori Dr. Dre e Snoop Dog fecero rivivere virtualmente Tupac Shakur, il rapper californiano ucciso in un agguato nel 1996.

fonte ansa.it

 
Doppietta del centravanti pareggiata da Dybala (punizione e rigore) ma al 93' il baby stende i campioni d'Italia: primo trofeo della stagione colorato di biancoceleste Stampa E-mail
Lunedì 14 Agosto 2017 10:38

Juventus-Lazio 2-3: Immobile e Murgia regalano la Supercoppa a Inzaghi

 

 © Bartoletti

 Un trionfo fantastico, tanto meritato quanto incredibile per come si è materializzato: il primo trofeo della stagione finisce nelle mani della Lazio, nelle mani di Inzaghi che vince il suo primo titolo da allenatore mettendo in campo un vero e proprio capolavoro tattico, capace di imbrigliare la Juventus per quasi tutta la partita: la doppietta di Immobile aveva indirizzato il match, quella di Dybala nel finale l'aveva rimessa in pari, poi all'ultimo respiro la stoccata del ventunenne Murgia - entrato da poco - per il gol decisivo, da sogno, che piega i campioni d'Italia e consegna la Supercoppa nelle mani di capitan Lulic.

STRAKOSHA, CHE PARATE! - Allegri riparte dall'undici di Cardiff, unica eccezione Benatia al posto dell'ormai rossonero Bonucci. Inzaghi, dopo la bufera Keita, non riesce a recuperare Felipe Anderson e lancia Luis Alberto come partner di Immobile. Parte fortissimo la Juve, Strakosha compie un miracolo su Cuadrado in area piccola e si oppone alle conclusioni successive di Dybala e Higuain, smanacciando infine un cross pericoloso, ancora di Cuadrado. Replica Lazio all'11' con una conclusione imprecisa di Luis Alberto da fuori area. Pjanic interviene furbamente su Lulic lanciato sulla trequarti, Massa lo grazia: era da giallo. La squadra di Inzaghi reclama anche un rigore dopo una rovesciata di Milinkovic-Savic respinta da Benatia: le immagini mostrano il difensore colpire la palla con la faccia prima del rimbalzo sul braccio.

L'ISTANTANEA - Senza Bonucci e con Pjanic controllato a vista, la manovra della Juve si sviluppa (troppo spesso solo sulla destra) quando riesce a passare dai piedi di Khedira o di Dybala, chiamato ad arretrare e a gestire il pallone. Nella Lazio Lucas Leiva non è ancora entrato alla perfezione nei meccanismi di Inzaghi, a mettersi in evidenza in fase costruttiva e offensiva sono soprattutto Lulic e Milinkovic-Savic. Lazio pericolosa al 23', splendido l'assist di petto di Parolo per l'inserimento di Immobile poi chiuso da Chiellini. Ancora Chiellini di testa due minuti dopo a spazzare via un traversone pericoloso in area.

 1-0 IMMOBILE, POI BUFFON DECISIVO - La svolta della partita arriva al 31': la Juventus perde palla a ridosso della metà campo, il contropiede della Lazio è rapidissimo e fulminante con Immobile che si presenta davanti a Buffon dribblandolo, il portiere in uscita lo stende. Rigore e giallo per il portiere bianconero, dal dischetto va il centravanti che non sbaglia. Lazio avanti 1-0, la Juve sbanda paurosamente: Basta entra in area e Buffon in uscita gli nega il raddoppio, superandosi qualche istante dopo sulla conclusione potente di Lucas Leiva dal limite.

 

JUVE, CHI MUOVE LA SQUADRA? - La squadra di Allegri ha poche idee, messe male in pratica: il centrocampo a due non regge l'urto della superiorità numerica schiacciante della Lazio che chiude tutti gli spiragli e riparte veloce e pericolosa. Al 41' giallo per Leiva, che stende Cuadrado lanciato in contropiede: il colombiano a terra dolorante è l'immagine del primo tempo dei campioni d'Italia. 

IMMOBILE, ANCORA LUI! 2-0 LAZIO - Si riparte senza cambi. Chiellini trova il lancio per il primo pallone giocabile di Higuain, l'assist a Dybala viene messo in angolo da un attento De Vrij. Cuadrado prova la conclusione, altro corner messo fuori dalla difesa. Mandzukic nervoso, calcia via il pallone dopo un fallo su Basta e finisce sul taccuino di Massa. La Lazio controlla la debole iniziativa avversaria e poi alla prima occasione colpisce ancora, velenosa: cross dalla trequarti di Parolo, Benatia si perde Immobile e il numero 9 biancoceleste vola in cielo a incrociare di testa sotto la traversa di un Buffon gelato: doppietta e 2-0 Lazio. 

 ALLEGRI CAMBIA UOMINI, LA LAZIO SFIORA IL TRIS - Allegri cambia: fuori Benatia per De Sciglio, con Barzagli che scala centrale, e Douglas Costa per Cuadrado, il più pericoloso della Juventus fino a quel momento, ma è la Lazio a sfiorare ancora il gol con Immobile servito da Lulic in area, Buffon in uscita chiude lo specchio. La Juve tenta di alzare i ritmi ma Strakosha controlla la punizione alta di Pjanic e non ha problemi a stoppare i tentativi dalla distanza di Douglas Costa e ancora di Pjanic. Anche Lulic ammonito per un fallo su Dybala, intanto entra anche Bernardeschi per Mandzukic, a meno di 20' dalla fine, mentre Inzaghi regala a Marusic l'esordio ufficiale richiamando Lulic. Dentro anche Lukaku per Basta.

 DYBALA LA RIAPRE DA SOLO MA DECIDE MURGIA - Buffon vola sul destro potente di Luis Alberto, finale con i crampi di Lucas Leiva (sostituito da Murgia) e Radu e il giallo a Parolo su Dybala. Proprio l'argentino si incarica di battere la punizione, infilando un sinistro a giro imparabile per Strakosha: 2-1 all'84' e partita incredibilmente riaperta, la Lazio è sfiancata e la Juve si getta disperata all'attacco. Ammonito anche Immobile per perdita di tempo, si va verso il recupero ma al 90' Alex Sandro ruba il tempo a Marusic in area, l'esterno della Lazio lo tocca e Massa assegna il secondo rigore della partita, che Dybala trasforma gelido spiazzando Strakosha: 2-2 e partita ai supplementari? Neanche per sogno, perché la Lazio trova l'incredibile 3-2 subito dopo il pareggio: Lukaku a sinistra si beve letteralmente De Sciglio e scarica in area l'assist perfetto per Murgia che di prima non lascia scampo a Buffon regalando la Supercoppa alla Lazio di Lotito, insieme al ds Tare con la squadra sotto la Nord a festeggiare.

fonte corrieredellosport.it

 
l capo della Casa Bianca ha invitato a respingere odio e violenza, dopo gli scontri in Virginia, ma non ha nominato i suprematisti bianchi. Stampa E-mail
Domenica 13 Agosto 2017 10:06

Charlottesville, polemiche su Trump: non condanna esplicitamente estrema destra

Molto più netta la posizione di Obama e Clinton, ma anche di alcuni senatori repubblicani: "I nazisti, il Khu Klux Klan e i suprematisti bianchi sono il diavolo"

 

photo  http://www.kentucky.com

Prima ha twittato, invitando a respingere l'odio e la violenza. Poi, parlando in tv, sempre riferendosi agli scontri di Charlottesville, ha detto che "l'odio e la divisione devono finire adesso. Dobbiamo unirci come americani nell'amore della nostra nazione, attraverso l'affetto degli uni verso gli altri". Ma questo non è bastato per evitare che una nuova bufera di polemiche si scagliasse contro il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, le cui parole sono ritenute troppo neutre contro i rappresentanti dell'estrema destra che ieri hanno dato vita a una manifestazione in Virginia, durante la quale si sono registrati scontri e violenze. Una donna è morta, investita da un'auto che è volontariamente piombata sugli antirazzisti che protestavano contro il corteo, e molti sono gli arresti da parte della polizia. Ma le critiche non si fermano qui: la frase "Apprezziamo la nostra storia", pronunciata in serata dal presidente Usa, è stata letta come un messaggio in codice agli organizzatori del raduno, convocato per protestare contro la rimozione di un statua del generale Lee a New Orleans.
Robert Lee era il generale che guidava le forze confederate e pro schiavitù nella Guerra Civile americana.

 http://www.kentucky.com/news/

 E, anche se Melania, prima del tycoon, si era espressa con parole di condanna ("Il nostro Paese incoraggia la libertà di parola, ma comunicate senza odio nel cuore. Non viene nulla di buono dalla violenza#Charlottesville"), da più parti piovono accuse per il mancato riferimento diretto, nelle parole di entrambi, ai suprematisti bianchi, forti sostenitori del capo della Casa Bianca in campagna elettorale.

Decisamente più schierati l'ex presidente Usa, Barack Obama, e l'avversaria di Trump alle elezioni, Hillary Clinton. "Nessuno - ha scritto Obama sui social- è nato odiando un'altra persona per il colore della sua pelle o per la religione. Le persone devono imparare a odiare e se possono imparare l'odio, possiamo insegnare loro l'amore. Perché l'amore viene più naturale al cuore umano che il suo opposto".

 

PRIMA ha twittato, invitando a respingere l'odio e la violenza. Poi, parlando in tv, sempre riferendosi agli scontri di Charlottesville, ha detto che "l'odio e la divisione devono finire adesso. Dobbiamo unirci come americani nell'amore della nostra nazione, attraverso l'affetto degli uni verso gli altri". Ma questo non è bastato per evitare che una nuova bufera di polemiche si scagliasse contro il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, le cui parole sono ritenute troppo neutre contro i rappresentanti dell'estrema destra che ieri hanno dato vita a una manifestazione in Virginia, durante la quale si sono registrati scontri e violenze. Una donna è morta, investita da un'auto che è volontariamente piombata sugli antirazzisti che protestavano contro il corteo, e molti sono gli arresti da parte della polizia. Ma le critiche non si fermano qui: la frase "Apprezziamo la nostra storia", pronunciata in serata dal presidente Usa, è stata letta come un messaggio in codice agli organizzatori del raduno, convocato per protestare contro la rimozione di un statua del

Scontri in Virginia, Trump non risponde alle domande sui suprematisti bianchi

E, anche se Melania, prima del tycoon, si era espressa con parole di condanna ("Il nostro Paese incoraggia la libertà di parola, ma comunicate senza odio nel cuore. Non viene nulla di buono dalla violenza#Charlottesville"), da più parti piovono accuse per il mancato riferimento diretto, nelle parole di entrambi, ai suprematisti bianchi, forti sostenitori del capo della Casa Bianca in campagna elettorale.

Decisamente più schierati l'ex presidente Usa, Barack Obama, e l'avversaria di Trump alle elezioni, Hillary Clinton. "Nessuno - ha scritto Obama sui social- è nato odiando un'altra persona per il colore della sua pelle o per la religione. Le persone devono imparare a odiare e se possono imparare l'odio, possiamo insegnare loro l'amore. Perché l'amore viene più naturale al cuore umano che il suo opposto". "Il mio cuore - è tornata a farsi sentire l'ex segretario di Stato - è oggi a Charlottesville. L'incitazione all'odio che ci ha portati a questo è altrettanto pericolosa e da condannare come lo è la presenza di suprematisti bianchi nelle nostre strade. Ogni minuto che noi permettiamo questo persistere attraverso l'incoraggiamento tacito o l'inazione è una disgrazia corrosiva dei nostri valori. Ora è il momento per i leader di essere forti nelle loro parole e deliberare nelle loro azioni. Senza tirarsi indietro. Dobbiamo dare prova di cosa e chi sono americani".

Esplicitamente antirazzista la presa di posizione del ministro della Giustizia americano Jeff Sessions che ha invitato a mettere al bando "l'intolleranza razziale e l'odio che tradiscono i nostri valori fondamentali e non possono essere tollerati".

Contro i suprematisti si sono espressi anche i senatori repubblicani John McCain, uno dei più forti avversari di Trump all'interno del Gop, che ha detto esplicitamente: "I suprematisti bianchi non sono dei patrioti, sono dei traditori. Gli americani devono essere uniti contro l'odio e l'intolleranza" e Ted Cruz, che invita il Dipartimento di Giustizia a indagare come "terrorismo domestico" l'incidente di ieri: "I nazisti, il Khu Klux Klan e i suprematisti bianchi sono il diavolo e abbiamo l'obbligo morale di respingere la loro propaganda di bugie, intolleranza, anti-semitismo e odio".

 

 

fonte  PIERA MATTEUCCI repubblica.it

 

 
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