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Negli spazi del cowoking Opengra, sarà a disposizione dei cittadini fra qualche settimana Stampa E-mail
Venerdì 09 Novembre 2018 18:32

Criptovalute: inaugurato a Roma il primo Atm di Bitcoin

 

 È stato presentato, negli spazi del cowoking Opengra di via Ostiense a Roma, il primo Atm Bitcoin, Ethereum e Litecoin della Capitale. Il terminale servirà a trasformare i contanti in criptovaluta. A inaugurare il dispositivo sono stati Stefano Longo e Mirko Falleri, co-founder di InfoCoin (associazione culturale nata 8 mesi fa, spazio informativo e di consulenza su Bitcoin, criptovalute, Blockchain e Ico), e i partner: Chainblock (la startup del Bancomat dei Bitcoin, nata a Luiss Enlabs nel 2013) e Matching Trading & Network Ltd, società che si occupa della distribuzione di Atm. Presto, negli stessi spazi, verrà installato anche un altro terminale, più grande e in grado di fare operazioni da Bitcoin a moneta tradizionale. «Non siamo una banca - ha spiegato Simone Monetti, Cto e co-founder di Chainblock insieme a Federico Pecoraro (Ceo) - perché non custodiamo i fondi dei nostri clienti, ma diamo modo di accedere alla possibilità di diventare la banca di sé stessi. Siamo contenti di essere tornati a Roma - ha aggiunto Monetti - città da cui eravamo partiti». Oggi la compagnia guidata da Pecoraro conta 9 Atm di criptovalute installati in tutta Italia: uno a Firenze, Torino (dentro l’acceleratore Rinascimenti Sociali), Alba, Verona (nel centro commerciale la Grande Mela) e Cagliari, due a Milano (presso i campus di Talent Garden), uno a Roma. L’Atm in particolare sarà operativo ad Opengra, e, assicurano da Infocoin, sarà a disposizione dei cittadini, magari fra qualche settimana, il tempo di organizzare orari e modi. «Ci vuole assistenza - ha detto Stefano Longo - anche se è tutto molto semplice». E una tessera. «Perché siamo un’associazione culturale». Dopo la scansione della carta d’identità e il riconoscimento dell’impronta digitale, si inseriscono i contanti e si riceve in cambio moneta virtuale. «Il wallet può anche essere creato in automatico sul posto, se non ne hai già uno». Il terminale è pensato «per chi non è in grado su Internet di compiere operazioni con i Bitcoin e ha bisogno di supporto». Per Longo acquistare Bitcoin «è una scommessa sull’evoluzione futura della moneta elettronica e della blockchain». Sui Bitcoin in particolare ha detto: «Un anno e mezzo fa questa moneta elettronica ha attirato su di sé un’attenzione notevole. È rimasto un seguito che aumenta e continua a guardare con attenzione alle criptovalute e in particolare alla Blockchain» ha spiegato Longo, che per il futuro si è detto convinto che «i Bitcoin torneranno a crescere».

 

fonte corriere.it

 
Un algoritmo è stato sviluppato per capire se i passeggeri mentono e sarà utilizzato in tre Stati Ue. «Al controllo passaporti meno code e più sicurezza» Stampa E-mail
Lunedì 05 Novembre 2018 10:21

La macchina della verità vi aspetta in aeroporto

 Un sorriso non servirà più a nulla. E nemmeno uno sguardo sicuro al poliziotto. Quello che bisognerà fare è dire la verità a un agente virtuale che non guarda in faccia a nessuno e allo stesso tempo osserva tutti i volti, analizza 38 caratteristiche diverse e stabilisce se il passeggero è sincero o mente. Aprendo, nell’ultimo caso, le porte di un interrogatorio più lungo, più approfondito e dall’esito incerto. Alla frontiera arriva la macchina della verità. Per ora in via sperimentale ai varchi (via terra, aria e mare) di Ungheria, Lettonia e Grecia i viaggiatori provenienti dagli Stati extra-Ue dovranno rispondere ad alcune domande a un algoritmo — dotato di fotocamera — fornendo i dati anagrafici e il motivo del viaggio. Il progetto si chiama «iBorderCtrl», parte da un software dei ricercatori della Metropolitan University di Manchester, è finanziato dalla Commissione europea con 4,5 milioni di euro e nasce con lo scopo di velocizzare i controlli nel blocco comunitario dove quest’anno sono attese 700 milioni di persone.

 

Le due fasi

La macchina della verità funziona in due fasi. La prima, subito dopo la prenotazione, fa accedere il passeggero a una piattaforma online per rispondere — attraverso una webcam — alle domande di un agente virtuale che analizza i movimenti facciali. Per mettere a proprio agio il soggetto l’avatar si adegua al suo genere e alla sua etnia. La seconda fase è all’arrivo nella frontiera Ue. Il viaggiatore classificato nell’intervista online come poco o per nulla rischioso viene sottoposto di nuovo alla macchina della verità e poi accede al Paese. Quello identificato come potenzialmente rischioso viene controllato più in dettaglio: se non convince ancora l’algoritmo modifica il tono della propria voce per poi coinvolgere un agente in carne e ossa per ulteriori approfondimenti.

 

 

Come funziona

«Il sistema analizza il comportamento non verbale della persona concentrandosi sui suoi micro-movimenti facciali», spiega a chi gli chiede dettagli Keeley Crockett, docente di Intelligenza computazionale all’ateneo di Manchester. Le espressioni palesi — come il sorriso, appunto — non vengono considerate dal software. Ma i tic — come certi movimenti degli occhi o della bocca, il tono della voce — vengono confrontati con un enorme database che assegna un «punteggio di rischio». Nei casi più sospetti un agente vero interviene e tra le altre cose fa appoggiare il palmo della mano su un dispositivo che esamina il flusso del sangue nelle vene. «Questo metodo di raccolta e analisi delle informazioni consentirà di andare oltre gli attuali sistemi biometrici», sostiene George Boultadakis di European Dynamics, la società lussemburghese che coordina il progetto.

 

I dubbi sulla privacy

Diverse associazioni a tutela della privacy dei cittadini non nascondono le loro perplessità. Anche perché, ricorda la Cnn, i precedenti sistemi di riconoscimento facciale hanno evidenziato un alto margine di errore nei confronti delle donne e delle persone di colore. Motivo per cui «iBorderCtrl» viene monitorato dai ricercatori dell’Università di Hannover. «Non credo sia possibile avere un sistema accurato al 100%», sottolinea il professor Crockett. L’obiettivo di questo progetto, per ora, è raggiungere l’85%.

 
Freedom House, più controllo governi con pretesto fake news Stampa E-mail
Domenica 04 Novembre 2018 15:50

Internet sempre meno libero, si espande il modello Cina

 

Internet è sempre meno libero, c'è un peggioramento sul fronte dei diritti e delle libertà della rete con il modello Cina sempre più diffuso anche in altri paesi. Lo dice l'ultimo rapporto dell'organizzazione non governativa Freedom House che evidenzia un aggravamento in buona parte dei 65 Paesi valutati.

NEW REPORT: The rise of digital authoritarianism leads to a decline in internet freedom for the 8th consecutive year. #FreedomOnTheNet https://t.co/4ZwvGk7RQn pic.twitter.com/isV9Cc6YXH

— Freedom House (@freedomhouse) 1 novembre 2018

Al vertice della nazioni con il maggior numero di violazioni si trova la Cina con un punteggio di 88 su 100, seguita da Iran (85/100) e Siria (83/100). Negli Stati Uniti, la libertà di internet è diminuita nel 2018 a causa dell'abrogazione della neutralità della rete. L'Italia viene considerata una nazione con un buon livello di libertà della rete: la valutazione è di 25 su 100. Secondo la Ong i governi stanno intensificando il controllo sui dati dei cittadini utilizzando normative formalmente introdotte per eliminare le fake news. La politica restrittiva cinese si è diffusa negli ultimi due anni con il governo che ha addestrato in questo senso i paesi dei mercati emergenti.

"Il tema chiaro in questo rapporto è che Internet viene sempre più utilizzato per distruggere le democrazie in contrasto con le dittature destabilizzanti", spiega Mike Abramowitz, presidente di Freedom House. "Propaganda e disinformazione - aggiunge - stanno sempre più avvelenando la sfera digitale, e autoritarismo e populisti usano la lotta contro le notizie false come pretesto per imprigionare giornalisti e critici dei social media".

 

FONTE ANSA.IT

 
FITNESS E SALUTE Stampa E-mail
Domenica 04 Novembre 2018 07:39

I 9 cibi (insospettabili)

da evitare quando si è a dieta

 

Il muesli

Considerato che una mezza tazza di muesli ha fra le 200 e le 300 calorie e che di solito questo alimento viene mescolato a frutta, yogurt o altri ingredienti, ecco che il computo calorico della colazione può facilmente schizzare oltre le 600 calorie.

L'acai

Grazie all'incredibile popolarità dell'acai bowl (che è in pratica una ciotola di acai, frutta secca e farina d'avena) questa bacca è considerata salutare a prescindere, ma ciò non significa che lo sia davvero. «L'acai viene pubblicizzata per il suo elevato numero di benefici, compreso l'aiuto nel perdere peso - sottolinea il nutrizionista Toby Amidor sul Reader's Digest - ma in realtà non c'è alcuna prova scientifica che confermi che questa bacca faccia effettivamente dimagrire».

I cocktail analcolici

In teoria, l'assenza di alcol dovrebbe fare dei mocktail una scelta "light" sulla bilancia, ma il problema sono i succhi di frutta e/o sciroppi con cui sono fatti e che sono un vero concentrato di calorie e zuccheri.

I frullati già pronti

Preparare un frullato in casa o prenderne uno già pronto in un negozio sono due cose molto diverse: nel primo caso, è possibile pesare la quantità esatta di frutta, usare acqua o latte di mandorle al posto del succo di frutta ed evitare dolcificanti aggiuntivi. Al contrario, i frullati confezionati possono contenere in media fra le 600 e le 1.000 calorie, senza contare la quantità eccessiva di zuccheri.

I muffin alla crusca confezionati

Di per sé i muffin alla crusca sono una sana scelta per la colazione del mattino, ma quelli preconfezionati venduti al supermercato lo sono decisamente meno, perché sono spesso troppo grandi e calorici (si arriva facilmente a 300 calorie), senza contare i grassi saturi con cui vengono fatti e l'abbondanza di sodio. Se si è a dieta, l'unica opzione è farli in casa, così da essere sicuri degli ingredienti e da limitare le quantità.

Le patatine "veggie"

Solo perché c'è la parola "veggie", ciò non significa che l'alimento sia salutare a prescindere e le patatine "veggie" ne sono appunto un esempio. Ecco perché è sempre meglio consumare le verdure fresche e chi vuole provare le patatine "veggie", le può fare in casa: basta affettare verdure come cavoli, carote, zucchine e zucca, quindi spruzzarle con dell'olio di oliva e cuocerle in forno.

I piatti surgelati

Facili e veloci da preparare e spesso anche a contenuto calorico ridotto, i piatti surgelati possono sembrare un'ottima scelta. In realtà, questi alimenti sono spesso pieni di sodio e di additivi ma poveri di fibre, il che spiega perché si beva di più dopo averli mangiati (optando magari per una bevanda zuccherata e, quindi, più calorica) e, soprattutto, perché non ci si senta affatto sazi al termine del pasto. Se proprio non si può fare a meno di consumare un piatto surgelato, conviene aggiungerci anche un paio di porzioni di verdura, così da aumentare l'apporto di fibre, allungare il senso di sazietà e diluire la quantità di sodio.

Il succo di aloe

Celebrato come la nuova acqua di cocco e considerato un toccasana per l'organismo, in realtà non esistono riscontri scientificamente validi che confermino i benefici dimagranti e anti-invecchiamento del succo di aloe vera, senza contare che la maggior parte di quello in commercio è fatto con gel di aloe vera, acqua o tè, a cui possono quindi essere aggiunti dolcificanti ed aromi naturali. «Sebbene l'aloe vera contenga elevate quantità di antiossidanti, il succo ha un sapore amaro che lo rende difficile da bere da solo e bisogna anche fare attenzione alle quantità, perché a causa delle sue proprietà diuretiche, un consumo elevato può portare alla perdita di potassio, il che può essere potenzialmente pericoloso per l'organismo«, avverte sempre il dottor Amidor.

Il popcorn al microonde

Visto che si ottiene dai chicchi scoppiati di mais, non sarebbe poi così irragionevole inserire il popcorn nella lista dei cibi permessi quando si è a dieta. Ma per quanto "naturale" e "light" possa essere la versione al microonde, questa sarà sempre anche piena di ingredienti artificiali, oltre a sodio e burro, e quindi altamente calorica. Ciò però non vuole dire che si debba rinunciare per forza al popcorn: quello fatto ad aria calda è infatti un'alternativa molto più salutare, perché contiene solo 30 calorie a tazza e può essere personalizzato a seconda dei gusti.

 

 
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