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RFI per i viaggiatori con disabilità o a ridotta mobilità Stampa E-mail
Venerdì 13 Ottobre 2017 19:21

Accessibilità stazioni



Dal 2011, in applicazione del Regolamento CE 1371/2007 su “diritti e obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario” , RFI ha assunto il ruolo di Station Manager, “gestore di stazione”. 

Tra i suoi compiti, l’impegno di garantire l’accessibilità delle stazioni a tutti i cittadini in partenza, transito e arrivo, con particolare attenzione alle persone con disabilità o persone a ridotta mobilità (PRM), fornendo adeguati servizi di assistenza in stazione e informazioni mirate ed eliminando progressivamente gli ostacoli fisici.

 

 

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CYBERNEWS Stampa E-mail
Giovedì 12 Ottobre 2017 14:02

WhatsApp, scatta l'allarme privacy

 

Risalire al numero di telefono di una persona grazie all'avatar. E' questo il nuovo scenario di possibile minaccia alla privacy che potrebbe coinvolgere gran parte degli utenti dei più diffusi strumenti di Instant Messaging (IM) a livello mondiale, come WhatsApp e Viber.

E' quanto viene ipotizzato da uno studio compiuto da due ricercatori indipendenti italiani, Federico Ziberna, esperto in nuove tecnologie, e Claudio Cavalera, i quali hanno utilizzato come chiave di ricerca la foto-profilo-avatar di un utente - assieme ad eventuali altri dati estrapolabili dalla stessa immagine, grazie ad esempio ad algoritmi di riconoscimento facciale (per individuare razza, età o sesso) - per confrontare la foto con immagini reperibili in rete o su altri account.

L'ESPERIMEMTO - Lo studio - reso possibile attraverso un sistema che consente di scaricare liberamente illimitati avatar collegati ad account di utenti - è stato pubblicato sul portale 'NowIseeYou.net', per "illustrare agli utilizzatori del web possibili scenari di eventuali violazioni della loro privacy o riservatezza rispetto a delle informazioni che - anche involontariamente - possono condividere" via social e su Internet.

GLI AVATAR - "Il sistema di hacking - fanno sapere gli autori - lavora su più livelli e si fonda su un tool che riesce a raccogliere e memorizzare in maniera automatica" un numero illimitato di immagini-avatar da WhatsApp e Viber ("a livello dimostrativo ne sono state raccolte alcuni milioni") utilizzate da utenti registrati alle due App di messaggistica. Una volta raccolti, tali avatar "sono stati catalogati ed elaborati con algoritmi di riconoscimento facciale, confronto, analisi e ricerca sul web".

L'INSTANT MESSAGING - Come quasi tutti sanno, le App fanno riferimento alla rubrica di un utente e verificano automaticamente se i numeri presenti sono presenti anche sulle loro reti (cioè, fanno riferimento a utenti iscritti al software): in questo modo WhatsApp, Viber e altri sistemi ci faranno trovare – molto comodamente – tutti i nostri contatti che già li usano, all'interno della lista dei contatti del software di IM.

LO SCHEDARIO - E questo, potenzialmente, permetterebbe di collegare il numero di telefono di uno sconosciuto ad una persona reale, proprio grazie all'avatar. "Immaginate questo scenario - dicono gli autori - possediamo uno schedario di milioni di foto, la gran parte delle quali presentano il volto di una persona. Avete presente i vecchi film in cui la polizia cerca un criminale confrontando la sua foto con quelle contenute in uno schedario? Ecco: solo che 'NowIseeYou' ha il vantaggio che su ogni foto dello schedario c'è appiccicato il numero di telefono... ".

VOODOO DOLL - Fra i diversi tipi di hack studiati, c'è quello che Ziberna chiama il 'Voodoo Doll Exploit': chi vuole ottenere informazioni fa una foto qualunque ad una persona (ad esempio in un bar, al cinema o al mare) e il tool di attacco confronta la 'bambolina voodoo' fotografata ad uno degli avatar in possesso, permettendo quindi, eventualmente, di risalire anche al suo numero di telefono.

 

FONTE ADNKRONOS.COM

 
L’allarme dela National Hurricane Center di Miami: venti fino a 100 km all’ora. Per il momento è di categoria 1. Potrebbe raggiungere Portogallo e Spagna lunedì Stampa E-mail
Giovedì 12 Ottobre 2017 08:52

La tempesta Ophelia diventa uragano e si dirige verso l'Europa

 

 La tempesta tropicale Ophelia si è rafforzata diventando un uragano di categoria 1. Lo ha annunciando il Centro Nazionale Uragani Usa, spigando che si tratta della decima tempesta consecutiva della stagione che raggiunge la forza dell’uragano nell’Oceano Atlantico quest’anno. L’ultima volta, ha detto il meteorologo Philip Klotzbach della Colorado State University risale al 1893.

Nell’Atlantico c’è una tempesta tropicale, chiamata Ophelia, che si è trasformata nelle ultime ore in un uragano di categoria 1 e che, invece di seguire il consueto percorso verso i Caraibi, si sta dirigendo a nord-est, in direzione dell’Europa. In sostanza, se non cambia direzione, potrebbe arrivare nel fine settimana e lunedì prossimo alle coste di Portogallo, Spagna e Gran Bretagna.

 

Verso l’Europa

L’allarme arriva dal National Hurricane Center di Miami, secondo il quale la tempesta, vista dal satellite, ha già assunto l’aspetto di un uragano. Secondo quanto scrivono i media, Ophelia porta venti di oltre 110 km orari. La Spagna finora è stata raggiunta da due tempeste tropicali: una nel 1842 e l’altra nel 2005, dall’uragano Vince, che si placò però subito prima.

 

L’allerta

L’istituto degli uragani di Miami avverte che ci sono rischi per le terre emerse che Ophelia incontrerà sul suo cammino. Per il momento la tempesta si trova al centro dell’Atlantico, a circa 1.200 km a sud-ovest delle Azzorre, si muove per ora a circa 7 km orari, ma si velocizzerà. L’arcipelago portoghese potrebbe essere colpito. Ophelia è la 15maa tempesta tropicale atlantica del 2017, la decima a trasformarsi in uragano: raggiungendo un record stagionale che era imbattuto dal 1893, secondo Phil Klotzback, esperto di tempeste della Colorado State University.

 
Per il governo centrale è una "implicita dichiarazione di secessione, non cederemo al ricatto" Stampa E-mail
Martedì 10 Ottobre 2017 23:01

Catalogna, Puigdemont: "Sì all'indipendenza ma sospendiamola per negoziare". Madrid: "Inammissibile"

 Il presidente catalano tra sfida e dialogo: "Non dobbiamo alimentare altre tensioni, siamo un solo popolo, ma dobbiamo essere tutti qui ad assumerci le nostre responsabilità" scandisce il leader indipendentista. La leader d'opposizione: "Golpe annunciato".

 "E' un momento di dimensione storica eccezionale". Nella sede del parlamento di Barcellona, il presidente della Generalitat Carles Puigdemont pronuncia il suo discorso, parole chiavi per il futuro della Catalogna. "Sì all'indipendenza", dice il leader secessionista al termine di un messaggio appassionato durato una ventina di minuti, "ma propongo di sospenderla per qualche tempo per procedere con negoziati", senza nominare direttamente Madrid come controparte. E, secondo El Pais, il dialogo auspicato col governo centrale non inizia bene. Appena finito il discorso, il governo Rajoy ha fatto sapere di considerare le parole di Puidgemont "una inammissibile dichiarazione di secessione", "non cederemo al ricatto" e di essere pronto a darne adeguata risposta.

A tarda sera Puidgemont sottoscrive con la sua firma un testo, votato da 72 parlamentari catalani (gli indipendentisti di Junts pel Sì e Cup) su 120, che auspica che si venga a creare "una Repubblica Catalana quale Stato indipendente e sovrano" ma allo steso tempo prevede "l'apertura di un negoziato con lo Stato spagnolo per definire un sistema di collaborazione per il beneficio di entrambe le parti".

Il presidente avvia il discorso con un'ora di ritardo, rinvio carico di tensioni e congetture, e parla subito di "forte necessità di non alimentare la tensione", riconosce che "il momento è critico e serio, ma", insiste, "dobbiamo essere tutti qui ad assumerci le nostre responsabilità".

 "In tutti le forme possibili è stato chiesto un dialogo per un referendum come in Scozia nel 2014. La risposta di Madrid è stato un no combinato con la persecuzione della polizia, dei giudici e delle autorità spagnole contro la Catalogna", ricordando anche "la detenzione di 17 cariche pubbliche catalane".

Tuttavia, sottolinea, "le violenze estreme della polizia di Madrid, senza precedenti in Europa, non hanno impedito il voto. E le immagini dei feriti rimarranno per sempre. Ci sono persone preoccupate, colte dallo sgomento di ciò che è accaduto e che potrebbe accadere".

 

Puidgemont: "Indipendenza sospesa: avviamo i negoziati con Madrid"

 Però, aggiunge il leader secessionista, "Non siamo golpisti, siamo e resteremo un solo popolo". "Nelle ultime ore e giorni, molte persone hanno parlato con me e dato suggerimenti, tutte idee lecite e rispettabili" ha aggiunto il presidente "ma quel che presenterò oggi non è una decisione personale, ma il risultato del primo ottobre". E riparte dal referendum: "I sondaggi dicono sì all'indipendenza, e questa è l'unica lingua che capiamo". Quindi, scandisce "dichiaro l’indipendenza" ma Puigdemont non preme sull'accelleratore: "Chiedo che il parlamento la sospenda per qualche settimana per cercare di aprire il dialogo".
 
Poi, a metà del suo discorso in catalano, Puigdemont ha iniziato a parlare in spagnolo per rivolgersi direttamente al resto della popolazione del Paese. "Non abbiamo nulla contro la Spagna e gli spagnoli - ha detto - ma le relazioni non funzionano e non si è fatto nulla per cambiare la situazione, che è diventata insostenibile. Un popolo non può essere obbligato contro la propria volontà ad accettare lo status quo". Quindi, solo verso la fine del suo annuncio, scandisce di assumersi "mandato del popolo" perché la Catalogna "si converta in uno Stato indipendente in forma di Repubblica".

All'esterno, circa 30mila persone raccolte dalle organizzazioni indipendentiste Asamblea Nacional Catalana e Omnium Cultural, hanno ascoltato su due maxi schermi il discorso del governatore catalano. Hanno accolto con applausi e grida di felicità le parole di Puigdemont sullo "Stato indipendente", poi, però, sono scattati i fischi dopo le successive frasi con cui il governatore ha detto di "sospendere gli effetti della dichiarazione d'indipendenza per aprire la porta al dialogo".

 Durissimo il commento di Ines Arrimadas, leader dell'opposizione catalana, intervenendo in aula subito dopo il suo presidente: "Questa è la cronaca di un golpe annunciato. Il nazionalismo è l'antitesi dell'Europa, la separazione significa solo nuovi muri".
 
E Madrid come reagisce alle parole del presidente catalano? Il premier spagnolo Mariano Rajoy riferirà domani pomeriggio nel Congresso dei deputati sulla crisi catalana e ha seguito alla Moncloa il discorso di Puigdemont. Secondo alcuni media, a tarda sera è stata convocata d'urgenza una riunione tra il premier, la vice premier Soraya Saenz de Santamaría, il ministro della Giustizia Rafael Catalß, per valutare da subito la risposta.

Formalmente il Parlamento di Barcellona era convocato per prendere atto del risultato del referendum del primo ottobre scorso, in cui il sì alla secessione aveva stravinto, consultazione da subito dichiarata illegale dal governo centrale.

 Il quotidiano El Pais sarebbe venuto in possesso di un documento riservato degli indipendentisti in cui si prospettava il percorso a tappe per la secessione dalla Spagna. Il documento non è datato e sarebbe stato sequestrato durante le perquisizioni del 20 settembre. Trovato in casa dell'ex-collaboratore del vicepresidente Oriol Junqueras, Josep Maria Jové, detenuto per 48 ore, indicherebbe fra l'altro che il campo indipendentista prevedeva di arrivare ad un "conflitto con largo appoggio dei cittadini" per "generare instabilità politica ed economica" e costringere Madrid a negoziare una separazione o un referendum concordati. Il portavoce del governo catalano Jordi Turull ha negato che fosse un documento dell'esecutivo ed ha indicato di non esserne a conoscenza.

Prima del discorso del presidente, le crepe nel fronte indipendentista si erano andate accentuando nelle ultime ore tra chi pensava che era comunque necessario lo strappo e chi, di fronte alle perplessità sulla procedura - una consultazione non concordata, l'assenza di un riconoscimento europeo o internazionale - credeva che era meglio fermarsi e rinviare lo scontro finale.
 
Un tentativo in extremis era arrivato dalla sindaca della capitale catalana, Ada Colau, che da giorni cercava di costruire una mediazione, dentro e fuori la Spagna, sostenendo che il referendum del primo ottobre non era sufficiente a dare legittimità a una dichiarazione di indipendenza. E che serviva fermarsi e dialogare per non spaccare ancora di più una società catalana divisa. Al suo appello si erano uniti otto Nobel per la Pace, tra cui Adolfo Pérez Esquivel, Rigoberta Menchu e Jose Ramos-Horta, che hanno inviato una lettera ai leader catalani e spagnoli chiedendo una mediazione pacifica per risolvere la crisi.

Fonte repubblica.it

 

 
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Notizie Flash

Parsons Green: London Tube blast treated as terror incident

 

Passengers were injured following the blast at 08:20 BST (07:20 GMT) at Parsons Green station in Fulham.

Pictures show a white bucket on fire inside a supermarket bag, but do not appear to show extensive damage to the inside of the Tube train carriage.

The Metropolitan Police said it was too early to confirm the cause of the fire and the station has been cordoned off.

BBC security correspondent Frank Gardner said it was too early to say who caused the explosion.

Witnesses have described seeing at least one passenger with facial injuries.

Others have spoken of "panic" as alarmed passengers left the train at Parsons Green station.

London Ambulance Service says it sent a hazardous area response team to the scene.

 

source bbc.co.uk

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