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Economia


Obiettivi: prevenire infiltrazioni criminali, verificare conformità bandi, monitorare gare d’appalto Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   

RFI e ANAC: rinnovata la collaborazione per lotta alla corruzione negli affidamenti degli appalti ferroviari

 

Rinnovato il Protocollo di Vigilanza Collaborativa fra l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e Rete Ferroviaria Italiana (RFI), ulteriore strumento per prevenire e monitorare in corso d’opera possibili episodi di corruzione negli appalti ferroviari.

Il rinnovo dell’accordo è stato sottoscritto da Raffaele Cantone, Presidente ANAC, e Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RFI, confermando per un ulteriore anno la collaborazione costruttiva per gestire gli appalti in maggiore trasparenza.

Gli obiettivi dell’intesa sono molteplici:

  • verificare in via preventiva la conformità dei bandi di gara al Codice Appalti ed alla normativa di settore;
  • prevenire episodi di corruzione e infiltrazioni criminali nelle imprese appaltatrici attraverso clausole e condizioni ad hoc;
  • garantire la legalità, monitorando il corretto svolgimento delle gare.

Tre gli interventi sotto la lente di ingrandimento dell’Autorità, individuati fra quelli a maggiore valenza economica e territoriale:

  • linea Bologna-Padova, interventi di upgrading tecnologico e infrastrutturale: rinnovo sistemi di distanziamento in sicurezza dei treni e di gestione e controllo del traffico ferroviario. Investimento complessivo prima fase: 55 milioni di euro;
  • raddoppio linea Lucca-Pistoia: realizzazione varianti di tracciato, eliminazione passaggi a livello, nuove viabilità stradali e riqualificazione stazioni. Importo complessivo: 450 milioni di euro, di cui 235 milioni di euro finanziati da Regione Toscana. Gli interventi saranno monitorati anche dalla Regione Toscana attraverso il Protocollo di Azione stipulato con ANAC;
  • linea Catania-Siracusa: realizzazione della variante Gornalunga, inserita nell’ambito degli interventi per la velocizzazione dei collegamenti ferroviari tra le due città. L’investimento economico complessivo di tutti gli interventi sulla linea è pari a 125 milioni di euro.

Il Protocollo di Vigilanza Collaborativa tutela sia l’interesse pubblico, per una maggiore correttezza e trasparenza nella gestione degli appalti, sia quello aziendale, per il rafforzamento dei valori di reputazione e di credibilità verso i cittadini e gli stakeholders. L’accordo si aggiunge ai Protocolli di legalità che Rete Ferroviaria Italiana ha già siglato con Istituzioni e Enti territoriali per la trasparenza e la prevenzione della corruzione ed alle ulteriori misure interne già adottate da RFI volte per rafforzare la legalità nell’agire aziendale.

 
La compagnia irlandese è a corto di comandanti, assunti dai concorrenti che pagano di più. Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   

Ryanair nel caos, "perde" piloti. O'Leary: 400mila passeggeri a terra

Anche i riposi dei naviganti avrebbero complicato la vicenda: in totale salteranno fino a 2mila voli nelle prossime settimane. Esplode la rabbia dei passeggeri e la Ue ammonisce: "Rimborsi obbligati". Il titolo perde l'1,9%. Sul sito del vettore una lista parziale di cancellazioni

 Per una errata valutazione dei riposi che spettano ai piloti, ma soprattutto per una fuga senza precedenti dei comandanti, Ryanair dovrà tagliare fino a 50 voli al giorno per sei settimane. Le cancellazioni coinvolgeranno circa 400 mila passeggeri, come ha spiegato il ceo della low cost irlandese Michael O'Leary. Che stima un monte richieste di rimborso che potrebbero toccare quota 35 milioni di euro.

Nel corso di una conference call con gli analisti, il numero uno della compagnia ha cercato di tamponare le falle spiegando che "non c'è una carenza di piloti" e annunciando un "bonus fedeltà", in modo da non farli "scappare via". Ma la frittata è fatta e i disagi sono in arrivo: entro oggi saranno rese note tutte le cancellazioni dei voli da qui a ottobre che secondo Kenny Jacobs, braccio destro di O'Leary, ammonterebbero solo al 2% del totale dei 2500 voli quotidiani. Intanto sul sito è presente una lista parziale fino al 20 settembre. A Dublino il titolo della compagnia ha perso l'1,9%.

L'istrionico capo di Ryanair ha poi tuonato contro i concorrenti, rei di aver privato la low cost irlandese delle ambite braccia dei piloti di linea che evidentemente cercano nuovi datori di lavoro che offrano condizioni migliori. Nel mirino Lufthansa e Iag, che andrebbero a caccia dei propri piloti. Attacco molto duro anche nei confronti della low cost Norwegian, che sta drenando comandanti dalle cabine di pilotaggio irlandesi: ne avrebbe "circuiti" oltre 140 negli ultimi mesi.



"Annullando meno del 2% dei nostri voli fino al debutto dell'orario invernale a novembre, possiamo riportare il nostro tasso di puntualità al livello del nostro obiettivo annuale del 90%", spiega il capo della comunicazione Robin Kiely. Intanto però il dato è precipitato sotto l'80% nelle prime due settimane di settembre contro l'85% dei mesi passati, un risultato comunque non ottimale.

In ogni caso le scuse della compagnia non sono bastate a calmare la rabbia dei clienti. E Bruxelles ha immediatamente reagito: "Ryanair deve rispettare le regole europee sui diritti dei passeggeri", ha detto un portavoce della Commissione, come "il rimborso, la riprogrammazione, il rimpatrio e in alcune circostanze una compensazione finanziaria", e che le regole europee "devono essere applicate dalle autorità nazionali".


FONTE repubblica.it 

 

 
Si intensificano le incursioni degli hackers verso il Sud, per accumulare criptovalute difficili da rintracciare. Usati messaggi di posta elettronica per i furti digitali Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   

La Corea del Nord sfugge alle sanzioni grazie al Bitcoin

 Non solo missili nucleari, la Corea del Nord punta anche su un'altra arma. Nulla a che vedere con lanci di razzi o esplosioni, in questo caso si tratta di cyber-finanza. Pyongyang, infatti, punta ad accumulare bitcoins e altre criptovalute per aggirare le restrizioni commerciali, comprese le nuove sanzioni inflitte dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Secondo FireEye, società specializzata nella sicurezza informatica, gli hackers del regime stanno intensificando gli attacchi ai mercati di criptovalute sudcoreani.

A rendere appetibili le monete elettroniche, il cui valore è in aumento, sono in particolare due elementi: la mancanza di controllo da parte degli Stati e la difficoltà nel rintracciare chi ne fa uso. Uno dei metodi che il regime usa per rubare bitcoins consiste nell'invio di mail contenenti dei malware al personale dei mercati di scambio.

Nel 2017 - ha confermato FireEye - ci sono stati alcuni tentativi di furto di criptovalute in Corea del Sud, di cui uno andato a segno. Vennero sottratti 3.800 bitcoins che, al cambio odierno, varrebbero circa 15 milioni di dollari. In questo caso, tuttavia, non è stato dimostrato il coinvolgimento del regime guidato da Kim Jong-un.

Un'altra strategia per ottenere delle riserve di moneta elettronica è il "ransom payment", ovvero il pagamento di un riscatto per la rimozione di un malware. FireEye, a tal proposito, aveva trovato dei legami tra la Corea del Nord e WannaCry, il cyber-attacco che a maggio ha colpito sistemi informatici in tutto il mondo.

I bitcoins, inoltre, possono essere convertiti dagli hackers in dollari o altre valute. Come? Uno dei metodi principali consiste nello scambio con criptovalute più difficili da tracciare, come il Monero, poi commerciate con moneta a corso legale. Infine, come segnalato da Bloomberg il mese scorso, l'FBI sta esaminando il coinvolgimento di Pyongyang nel cyber-attacco da 81 milioni di dollari alla New York Fed.

fonte  GIANLUCA BRIGATTI repubblica.it

 
Guida la domanda nazionale, grazie a consumi ed investimenti. Crescono gli occupati, anche se le aspettative sono contrastanti per agosto Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   

Italia, l'economia accelera nel secondo trimestre

 Continua a consolidarsi la crescita dell'economia italiana nel secondo trimestre. Il Pil ha registrato la crescita tendenziale più alta degli ultimi sei anni (+1,5% rispetto al secondo trimestre 2016), segnando un aumento dello 0,4% sul trimestre precedente.

Secondo i dati forniti dalla nota mensile dell'Istat a guidare la crescita del prodotto è stata la domanda nazionale, che al netto delle scorte ha contribuito positivamente per lo 0,3% (con queste ultime hanno fornito un contributo positivo dello 0,1%), mentre l’apporto della domanda estera netta è stato nullo. Alla crescita congiunturale dei consumi (+0,2%) si è associato un aumento più marcato degli investimenti fissi lordi (+0,7%) che, dopo l’interruzione del primo trimestre dell’anno, hanno ripreso la fase positiva iniziata nel terzo trimestre 2014

Il valore aggiunto dell’industria in senso stretto è aumentato nel secondo trimestre (+0,9% rispetto al trimestre precedente), registrando una ripresa rispetto al primo trimestre. Quello delle costruzioni ha invece mostrato una diminuzione (-0,4% rispetto al trimestre precedente), mentre i servizi sono aumentati dello 0,4%, in lieve decelerazione rispetto al primo trimestre (+0,6%).

Prosegue anche l’aumento dei consumi finali nazionali seppure con una intensità inferiore a quella del trimestre precedente (+0,2% da +0,5%). La spesa delle famiglie residenti (+0,2%) è stato bilanciato dalla diminuzione di quella delle amministrazioni pubbliche (-0,1%). Tra le componenti della spesa delle famiglie, i beni durevoli sono diminuiti (-0,6% la variazione congiunturale) dopo un periodo di crescita prolungata, mentre i consumi di servizi si sono consolidati (+0,6%).

A luglio il numero degli occupati ha continuato a crescere, raggiungendo il livello di 23.063 migliaia di unità (+0,3% rispetto a giugno, 59 mila individui in più). Tale aumento è stato determinato esclusivamente dalla componente maschile (+0,6%, 86 mila unità in più) mentre l’occupazione femminile si è ridotta dello 0,3% (-28 mila unità). La crescita dei lavoratori dipendenti (+0,2%, +42 mila unità) ha interessato sia i lavoratori permanenti (+0,2%, +23 mila unità) sia quelli a termine.

Il tasso di disoccupazione è salito all’11,3% (+0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente), condizionato dalla riduzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,9%, -115 mila). Per agosto, le aspettative formulate dagli imprenditori sulle tendenze del mercato del lavoro hanno evidenziato risultati contrastanti, con un peggioramento nella manifattura e nel commercio e un miglioramento nelle costruzioni di edifici e nei servizi. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese ha invece evidenziato un aumento, anche se i segnali sono eterogenei tra i diversi settori economici.

Infine, dopo tre mesi di rallentamento, l’inflazione nel mese ha segnato una lieve risalita: in base alla stima preliminare l’indice dei prezzi al consumo (NIC) ha registrato un aumento su base annua dell’1,2%, un decimo di punto percentuale in più rispetto a luglio.

 

FONTE TELEBORSA.IT

 
I risultati della ricerca sono stati presentati al Workshop Ambrosetti di Cernobbio dall'Ad di FS Italiane, Renato Mazzoncini. Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   

Il trasporto urbano "efficiente" del futuro farà risparmiare 12 miliardi - studio FS Italiane

Traei driver per recuperare efficienza: rete infrastrutturale, gestione sostenibile e efficiente, investimenti in tecnologie

 Possibili risparmi complessivi fino a 12 miliardi di euro all'anno, quasi un punto in percentuale del Prodotto Interno Lordo, con trasporti urbani più efficienti. Questi gli impatti potenziali di una organizzazione ottimale della mobilità nelle 14 Città Metropolitane del Paese in termini di risparmio di tempo, decongestionamento, miglioramento dell’ambiente e della sicurezza.

I dati emergono dallo studio condotto da The European House - Ambrosetti in collaborazione con FS Italiane, presentato oggi a Cernobbio dall’ad e dg del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini.

Lo studio evidenzia che solo dimezzando i tempi di spostamento, per allinearli a quelli dei principali paesi europei, gli italiani potrebbero risparmiare tra i 5,5 e i 7 miliardi di euro all’anno, ovvero tra lo 0,34 e lo 0,44 per cento del PIL. Chi utilizza il mezzo pubblico nelle quattordici aree metropolitane del Paese (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia) impiega in media il doppio del tempo che a Parigi, Madrid, Berlino o Londra: 61 minuti per coprire solo 5 chilometri e mezzo.

Secondo lo studio FS Italiane-Ambrosetti esiste però un margine di miglioramento che può portare a un’inversione di tendenza nell’arco di 3-5 anni fondata su tre pilastri: la creazione di un solido sistema di infrastrutture di trasporto urbano; una gestione del servizio collettivo che sia sostenibile a livello ambientale ed efficiente in termini economici; l’aumento degli investimenti in innovazione tecnologica.

Le criticità. Molti i limiti della realtà italiana, partendo dal significativo deficit infrastrutturale degli impianti a rete fissa, che vede l’Italia con 3,8 chilometri di rete metropolitana per milione di abitanti. Va segnalato poi nelle modalità di spostamento, lo sbilanciamento verso la mobilità individuale, in primis autovetture e motocicli (610 autovetture ogni 1.000 abitanti) con il 48,3 per cento a Milano, il 45 per cento a Torino, il 65,5 per cento a Roma e il 78 per cento a Palermo contro il 41,1 per cento di Madrid, il 39,2 per cento di Berlino, il 33,1 per cento di Londra e il 16,6 per cento di Parigi.

Lo studio, in modo del tutto originale, elabora l’Indice di Mobilità Urbana che consente di comparare la mobilità delle 14 Città Metropolitane italiane in base a vari parametri, calcolandone la qualità: ai primi posti Milano con un valore di 8,07, Torino (7,12) e Venezia (6,41). Seguono Roma con 5,60 e Napoli con 5,07 per il Centro-Sud. In coda alla stessa graduatoria si trovano Messina con 4,28, Reggio Calabria (4,26) e Palermo (3,90).

 

fonte teleborsa.it

 
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Notizie Flash

Ci sono passioni che uniscono le donne a tutte le latitudini: di certo quella per le scarpe si può dire quasi universale. Questa volta è la Nuova Zelanda a far parlare di sé per un modello davvero esclusivo. Si tratta di un paio di decolleté ricoperte di diamanti bianchi per un valore di circa 500mila dollari.


 

A realizzarle è stata la designer Kathryn Wilson in collaborazione con Sarah Hutchings, designer per Orsini Gioielli. Per realizzare le scarpe è stato necessario un lavoro certosino: prima la scelta delle pietre, poi la loro composizione sulle scarpe. Per decorarle è stato necessario usare una pinzetta e una colla speciale: un lavoro di precisione per un paio di scarpe da sogno.

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