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La storica decisione di Trump diventa operativa. Il presidente: "La nostra speranza è la pace". Stampa E-mail
Lunedì 14 Maggio 2018 19:28

Aperta ambasciata Usa a Gerusalemme, la rabbia dei palestinesi a Gaza: oltre 55 morti più di 2400 feriti

 In serata arriva la nota della Casa Bianca: Gerusalemme capitale di Israele ma no decisione su status finale, spetta a Israele e Palestina. Intanto, manda i Marines a proteggere le ambasciate

 

Nel giorno in cui Israele celebra l'apertura dell'ambasciata Usa a Gerusalemme è strage a Gaza. Decine di migliaia di persone partecipano alla protesta e ci sono decine di morti palestinesi negli incidenti al confine. L'opposizione alla decisione di Donald Trump dello scorso dicembre non è solo in piazza: riguarda tutto il mondo arabo, l'Onu e gran parte della comunità internazionale, Unione Europea compresa. Tutti sono preoccupati che questo passaggio segni la fine della soluzione a due Stati. A parte Austria, Romania, Ungheria e Repubblica ceca, che oggi hanno fatto registrare la prima crepa in un fronte europeo compatto, almeno fino a qualche giorno fa, nel "no" alla decisione di Trump. E' con il calare della sera (mentre negli Usa si fa mattina) che il tycoon, rimasto a Washington, dà un colpo al cerchio e uno alla botte. In serata arriva la nota della Casa Bianca: "Gerusalemme capitale Israele ma no decisione su status finale" Il colpo al cerchio (la comunità internazionale). Nonostante la decisione di oggi degli Stati Uniti abbia sottolineato "una questione ovvia: Gerusalemme è la capitale di Israele", questo non significa che "gli Stati Uniti abbiano preso una posizione nei negoziati sul suo status finale" si legge nella nota della Casa Bianca ."L'amministrazione Trump- si aggiunge- sostiene lo status quo nel luoghi sacri di Gerusalemme e crede che questa decisione dovrebbe essere presa da israeliani e palestinesi". "La colpa (degli scontri) è senza dubbio è di Hamas" Il colpo alla botte (Israele). La responsabilità per i palestinesi morti a Gaza è "senza dubbio di Hamas" sostiene poi Washington, commentando gli scontri di oggi al confine con Israele. La Casa Bianca sostiene, inoltre, che Hamas sta sfruttando "in modo cinico" la situazione a suo favore e che gli Stati Uniti "stanno dalla parte di Israele". Detto questo, si passa alla messa in sicurezza: temendo attacchi, il Pentagono manda i marines a proteggere le ambasciate Usa in Israele, Giordania e Turchia. Pentagono: Marines in rinforzo a sedi ambasciate Usa I vertici del Pentagono e dell'esercito Usa - in seguito agli scontri di oggi - hanno deciso di rafforzare la sicurezza attorno alle ambasciate di Israele, Turchia e Giordania, inviando decine di Marines. Ulteriori rinforzi - secondo fonti della difesa americana - potrebbero essere dislocati anche in altri Paesi come Libano, Egitto e Pakistan. E' stata proprio Beirut a farsi sentire in serata. "Il trasferimento dell'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme è un'altra 'nakba' (catastrofe in arabo, ndr) e accrescerà l'estremismo" ha affermato il primo ministro libanese, Saad Hariri. Oltre 50 morti tra cui 6 minori, oltre 1.600 i feriti. Amnesty: "Aberrante violazione" Ci sono anche sei minori tra le vittime degli scontri sulla Striscia di Gaza. Lo ha riferisce Amnesty International in un tweet in cui ha definito la reazione dell'esercito israeliano alle proteste dei palestinesi "un'aberrante violazione del diritto internazionale e dei diritti umani". Il bilancio attuale, riferisce il ministro della Sanità di Gaza, è di 55 morti e oltre 2.700 feriti nella Striscia. Questa mattina l'aviazione israeliana aveva lanciato volantini sull'area, invitando i palestinesi a tenersi lontano dal confine e a non partecipare ad attività violente. Un aereo da combattimento israeliano ha colpito con almeno un missile un obiettivo nel Nord della Striscia. In precedenza l'aviazione aveva già colpito una postazione di Hamas presso il campo profughi di Jabalya. Sono oltre 10mila i palestinesi che si sono riuniti alla barriera di confine, dove sono stati dislocati cecchini israeliani.
 

Abu Mazen annuncia sciopero generale e 3 giorni lutto

L’Anp: “fermare il terribile massacro”, raid aereo nella Striscia
 
La cerimonia di inaugurazione inizia con l'inno americano. Da Ivanka e Kushner l'apertura ufficiale
 
Poi l'appassionato discorso di Netanyahu: "Questa è storia"
 
Trump: "Nostra speranza è la pace"
 
Turchia: "Usa responsabili del massacro"
 
Mogherini: "Serve massimo autocontrollo"
 
Guterres: "Particolarmente preoccupato"
 
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è detto "particolarmente preoccupato" per la situazione a Gaza, sottolineando che “vediamo una moltiplicazione di conflitti, sembrano essere vecchi conflitti che non muoiono mai, sono particolarmente preoccupato oggi nel sentire le notizie su quello che sta accadendo a Gaza, con un alto numero di persone ucciso”.
 

Notizie Flash

Parsons Green: London Tube blast treated as terror incident

 

Passengers were injured following the blast at 08:20 BST (07:20 GMT) at Parsons Green station in Fulham.

Pictures show a white bucket on fire inside a supermarket bag, but do not appear to show extensive damage to the inside of the Tube train carriage.

The Metropolitan Police said it was too early to confirm the cause of the fire and the station has been cordoned off.

BBC security correspondent Frank Gardner said it was too early to say who caused the explosion.

Witnesses have described seeing at least one passenger with facial injuries.

Others have spoken of "panic" as alarmed passengers left the train at Parsons Green station.

London Ambulance Service says it sent a hazardous area response team to the scene.

 

source bbc.co.uk

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