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TORNA PRETE INNAMORATO: "MI SPOSERÒ IN CHIESA" Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   
E siamo ai confetti. Non proprio all’altare di Monterosso, sebbene la speranza sia l’ultima a morire e palpiti sommessamente sotto l’ala protettrice dei riti alternativi. Ma don Sante Sguotti, il prete ribelle, non lo nega: sì, sposerà la sua compagna, l’eroica e mechata Tamara Vecil, per cui fu rimosso dal pulpito di Monterosso e dalla quale ha avuto già un bel bambino. L’annuncio, riportato da "Il Gazzettino", arriva da Lovertino di Albettone, campagna vicentina, dove la coppia riparò in seguito al grande scandalo. Precisa don Sante: «Non sappiamo come e quando. Potrebbe accadere fra anni. Ma sia chiaro, non chiederò la dispensa per sposarmi in chiesa. Resto prete. Tutte le chiese cristiane esclusa quella cattolica di rito latino ci danno la possibilità di unirci in matrimonio». Mistero sulla data, anche se il cicaleggio, che già coronò la sue vicissitudini sentimentali, pronostica tempi non così lontani. Don Sguotti, efficiente parroco di Monterosso, fu allontanato dal vescovo di Padova nell’agosto del 2007. Pubblicamente aveva rivelato di essere legato a una donna da cui aveva avuto un bimbo, allora di pochi mesi. Inoltre, la sua fidanzata non era nubile: già sposata, anche se in via di separazione, e madre di due figli. Dopo lo smarrimento iniziale, si crearono tra i parrocchiani le prevedibili fazioni: chi invocò la linea dura contro il sacerdote ribelle e chi, e fu la maggioranza, si schierò con il prete innamorato, criticando addirittura monsignor Mattiazzo. Al tempo dei reality, la storia non poteva che avere una sponda mediatica. Don Sguotti rilasciò svariate interviste, comparve in televisione, scrisse un libro e si affidò, vista la calca dei giornalisti che ne ripercorrevano scrupolosamente le gesta, a un manager. Fondò infine la "Chiesa dei peccatori" che ha sede ad Abano. Afferma: «È un’associazione che svolge le stesse funzioni di una parrocchia. Si impartiscono sacramenti, si fa catechismo, si tengono campi scuola. È una comunità che raccoglie almeno cinquanta persone. Giovani e meno giovani. Chi arriva da Monterosso, chi da fuori». Insomma, un bel seguito di fedeli davanti ai quali, ogni santa domenica, continua a celebrare la messa come se nulla fosse accaduto, come se il vescovo non lo avesse mai toccato. Ha la sua filosofia. «Nessuno ha il monopolio su Dio - dice -. La chiesa cattolica non rappresenta il mondo intero». Due conti, per intenderci. «Oggi - continua don Sguotti - in Italia ci sono almeno ventimila preti sposati. Qualcuno ha chiesto la dispensa, altri seguono la mia strada». Prete lavoratore, lui. Quando non è in parrocchia fa il camionista a Vicenza a 1200 euro al mese. Ma oggi tiene famiglia e nei progetti il desco potrebbe ampliarsi. Mai mettere limiti alla Provvidenza. «Perchè no? I figli sono doni del cielo».
 

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