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Tweet al vetriolo contro "l'uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell'Fbi". Sotto inchiesta i contatti del marito di Ivanka con il Cremlino e i suoi affari. Il vicepresidente Pence nomina un avvocato PDF Stampa E-mail
Venerdì 16 Giugno 2017 16:34

Russiagate, Trump ammette: "Sono indagato". Le indagini toccano anche Kushner, genero e consigliere del presidente

 Donald Trump (afp)

 Donald Trump ammette i suoi guai con la giustizia. "Sono indagato per aver licenziato il direttore dell'Fbi dall'uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell'Fbi. Caccia alle streghe!", scrive su Twitter, attaccando il procuratore speciale Robert Mueller.

La vicenda è quella del licenziamento di James Comey, da lui silurato il 9 maggio scorso. Ma non è ben chiaro a chi si riferisca quando parla "dell'uomo" che gli avrebbe detto di licenziare il capo dell'Fbi.

I possibili 'bersagli' di Trump. Secondo alcuni, anche tra i tanti che ogni volta commentano, con toni fortemente denigratori, i tweet del presidente, Trump si sarebbe riferito a Robert Mueller, il procuratore speciale per il Russiagate e predecessore di Comey alla guida del bureau. Ma l'ipotesi più probabile è che la stoccata sia per il vice ministro della Giustizia, Rod Rosenstein, che supervisiona tutte le questioni relative al Russiagate da quando il ministro Jeff Sessions si è ricusato, visto il suo coinvolgimento.

In questo ruolo, Rosenstein ha firmato prima la controversa lettera in cui si raccomandava a Trump il licenziamento di Comey e poi - di fronte all'enorme polemica che ha provocato questa mossa - ha deciso la nomina di Mueller. Secondo quanto emerso nei giorni scorsi, Trump non avrebbe mai digerito questa decisione e considera Rosenstein, ma anche Sessions, responsabili per questo 'autogol'.

Secondo l'emittente Abc, Rosenstein ha ammesso privatamente che potrebbe astenersi dalle indagini sul Russiagate. Il vice ministro è l'unico che ha potere, anche di licenziamento, sul procuratore speciale per le indagini sulla Russia, Robert Mueller.

Trump ieri non aveva ammesso l'avvio dell'indagine e aveva affidato a Twitter la sua replica alle notizie pubblicate dal Washington Post sostenendo che "hanno creato un falso collegamento con la vicenda della Russia, senza trovare alcuna prova. Ora procedono per ostacolo alla giustizia sulla base di una storia fasulla". "Siete testimoni della più grande caccia alle streghe individuale nella storia politica americana, condotta da persone molto cattive e confuse", aveva aggiunto Trump. Le indiscrezioni. Negli ultimi giorni erano circolate indiscrezioni di stampa secondo cui Mueller avrebbe ampliato il Russiagate per capire se il presidente ha ostacolato il corso della giustizia. In una serie di Tweet mattutini, Trump ha continuato a sostenere di non aver fatto nulla di sbagliato nell'ambito del russiagate. "Dopo 7 mesi di indagini e udienze della commissione (intelligence del Senato, ndr) sulla mia 'collusione con i Russi', nessuno è riuscito a mostrare una sola prova. Triste!", ha scritto. Trump ha poi continuato prendendosela con la stampa, apostrofando i giornali nel modo che ormai gli è diventato consueto: i media falsi. "I 'fake media' detestano quando uso quello che si è dimostrato il mio potente account social media - più di 100 milioni di persone! posso aggirarli", ha twittato. E la pioggia di tweet di oggi non accenna a fermarsi. Pochi minuti dopo il presidente ha proseguito, tornando a riferirsi alle indagini in corso sul Russiagate e su di lui: "Nonostante la caccia alle streghe che sta avvenendo in america, i numeri dell'economia e del lavoro sono ottimi. La regulation scende, il lavoro e l'entusiasmo salgono". Il ruolo di Kushner nel Russiagate. Ma gli inquirenti americani cstanno anche valutando il ruolo di Jared Kushner nel Russiagate e i suoi affari sono sotto inchiesta da parte del procuratore speciale Robert Mueller, incaricato di indagare sui contatti tra lo staff del presidente Donald Trump e il Cremlino. A rivelarlo, come consuetudine, è il Washington Post, che cita "fonti investigative".

I media Usa avevano già svelato nelle scorse settimane come Kushner fosse coinvolto nelle indagini del Russiagate come "persona di interesse", ora invece il genero e consigliere di Trump diventa indagato.

Gli altri uomini chiave. Il marito di Ivanka Trump non è il solo. Sotto la lente del procuratore ci sono le finanze di altri uomini chiave vicini al tycoon, compresi Michael Flynn, ex consigliere per la sicurezza nazionale; Paul Manafort, ex direttore della campagna elettorale; e Carter Page, uno dei consiglieri specializzati in politica estera. 

Il Washington Post aveva già rivelato che nell'indagine erano finiti i meeting tenuti da Kushner a dicembre con l'ambasciatore russo Sergey Kislyak e con il presidente della banca statale Sergey Gorkov. Durante l'incontro con il diplomatico, Kushner aveva suggerito di stabilire una linea di comunicazione riservata tra Casa Bianca e Cremlino presso le strutture dell'ambasciata russa. Ieri però l'annuncio che ad essere esaminati dal procuratore saranno anche gli affari del giovane imprenditore.

Pence prende un avvocato. Il vicepresidente Mike Pence ha ingaggiato un suo legale personale, esterno alla Casa Bianca, che lo dovrà assistere e rappresentare nell'ambito delle indagini del Russiagate. Il legale scelto è Richard Cullen, ex procuratore in Virginia. "Il vice presidente è completamente concentrato sui suoi incarichi e nel promuovere l'agenda del presidente ed è impaziente per una rapida conclusione della vicenda", ha detto il direttore delle comunicazioni di Pence, Jared Agen, in una nota.

 

fonte repubblica.it

 
Secondo il ministero di Mosca, il leader dello Stato Islamico potrebbe essere morto il 28 maggio durante un'azione dell'aviazione russa su Raqqa PDF Stampa E-mail
Venerdì 16 Giugno 2017 07:32

Siria, Difesa Russia: nostro raid potrebbe aver ucciso al-Baghdad

 Il ministero della Difesa russo afferma che un raid dell'aviazione militare di Mosca potrebbe aver ucciso Abu Bakr al-Baghdadi, leader supremo dello Stato Islamico. Lo riporta l'agenzia Tass. La Difesa spiega che il raid in cui al-Baghdadi avrebbe trovato la morte è avvenuto nella periferia sud di Raqqa il 28 maggio. Il ministero, aggiunge l'agenzia Ria, è impegnato nella ricerca di conferme.

Necessarie, visto che il "califfo" al-Baghdadi è stato dato per morto più volte da quando la comunità internazionale è intervenuta militarmente per neutralizzare lo Stato Islamico. L'uscita del ministero russo, però, segue di qualche giorno la diffusione della stessa notizia, la morte di al-Baghdadi in un raid aereo su Raqqa, da parte della tv di Stato siriana. "Secondo le informazioni che si stanno verificando attraverso diversi canali", fa sapere il ministero della Difesa russo, citato dal sito online della tv del dicastero Zvezda, nel sobborgo a sud di Raqqa era in corso un incontro tra capi dell'Isis ed "era presente anche il leader dell'Isis Ibrahim Abu-Bakr Al Baghdadi, che è stato eliminato in seguito al raid".

 

fonte repubblica.it

 
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