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Argento a Mowinckel, bronzo a Vonn. Cadute per Brignone e Fanchini Stampa E-mail
Domenica 18 Febbraio 2018 12:40

Sci: Goggia, oro olimpico in discesa

 

Trionfo Italia. Sofia Goggia, 25 anni bergamasca, è d’oro nella discesa olimpica femminile in Corea del sud, a Pyeongchang. L’argento è della norvegese Mowinckkel, il bronzo di Lindsey Vonn. E’ la prima vittoria dell’Italia rosa in discesa, la seconda per i colori azzurri nella specialità dai tempi di Zeno Colò. L’Estremo Oriente porta fortuna a Sofia. Oggi, niente goggiate, ma una prova perfetta, la risposta della campionessa che si prende una medaglia storica nella gara regina dello sci alpino. Emozioni e adrenalina. Ferita per l’errore in superG nel quale si è piazzata undicesima, Sofia ha risposto con carattere. E che carattere. Aggressiva, mai un errore, sempre sul pezzo come direbbe lei. Tutto o niente, Sofia è questa. Risorge dalle ceneri del supergigante e centra l’obiettivo in discesa. Uno sparo, un colpo solo. Quello che serve. Al traguardo se la ride con compostezza, aspetta le rivali poi arriva l’abbraccio con la rivale amica Lindsey Vonn, battuta per 0"47. 

«Mi sento estremamente fortunata, realizzo il sogno di quando ero bambina e sciavo e dicevo che avrei voluto vincere l’Olimpiade. È successo, non ci credo ancora - dice dopo la premiazione -. Sono stata concentratissima per ottenere la sciata perfetta e ci sono riuscita non sarò mai la sciatrice che scende con classe, quando passo io faccio rumore come se suonassero mille chitarre. Ma sono così, e questo oro non mi cambierà. Resto Sofia, con la gente che mi avrebbe continuato a voler bene, ad amarmi anche se non avessi vinto questa medaglia. Lindsay Vonn? Da lei c’è solo da imparare, una generosa così nel nostro mondo non c’è». 

E’ un’Italia a due volti quella che scende in pista a PyeongChang. Se Goggia festeggia circondata dai tecnici per la nona medaglia azzurra a questi Giochi, Federica Brignone sale sull’ambulanza e va in ospedale: caduta nella parte alta del tracciato "non so come ho fatto", verrà sottoposta ad un esame al ginocchio sinistro. Sbaglia e scivola anche Nadia Fanchini, in lacrime: "Ho provato tutto. Abbiamo fatto un lungo lavoro di video, ieri e per fortuna Sofy ce l’ha fatta, noi gareggiamo anche per la squadra, è un onore essere qui". Si asciuga le lacrime Nadia, è a pezzi. Poco più in là la Goggia sale sul gradino del podio. E’ la legge dello sport. 

 

FONTE DANIELA COTTO LASTAMPA.IT

 
Pyeongchang Stampa E-mail
Venerdì 16 Febbraio 2018 11:43

Super Michela, lo snowboard è d'oro

 

 Michela Moioli (Afp)

 "Sono senza parole. E' il più bel giorno della mia vita. Se questo è un sogno, non svegliatemi". Michela Moioli è al settimo cielo dopo la vittoria nella gara di snowboard cross a Pyeongchang. La bergamasca è la prima azzurra di sempre a conquistare l'oro olimpico nello snoawboard. "Quando ho tagliato la linea del traguardo ho iniziato a piangere. Sono felicissima e voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato in questo lungo viaggio dalle ultime Olimpiadi", dice riferendosi ai Giochi di Sochi, dove vide sfumare il sogno di una medaglia per un grave infortunio al ginocchio.

 

Fonte adnkronos.com

 
l presidente Moon invita i ministeri a riavviare dialogo dopo lo spiraglio annunciato dal dittatore nel discorso di capodanno. Offerta disponibilità a un "incontro di vertice" il 9 gennaio Stampa E-mail
Martedì 02 Gennaio 2018 11:07

Olimpiadi, Seul accetta la proposta di Kim: "Pronti ad ammettere atleti della Nord Corea"

 

 L'ipotesi della tregua olimpica affacciata da Kim Jong-un viene raccolta dall'altra parte del trentottesimo parallelo. La Corea del Sud ha fatto sapere di aver ascoltato con favore l'apertura di Pyongyang sulla presenza atleti provenienti dal Nord alle olimpiadi invernali di Pyeongchang: il presidente Moon Jae-in invita i ministeri dell'Unificazione e dello Sport "a dare rapidamente seguito a misure per riavviare un dialogo Nord-Sud" sulla partecipazione della delegazione. E Seul suggerisce anche una data - il 9 gennaio - per un "incontro al vertice" che possa trovare una soluzione diplomatica. Moon, nella prima riunione di gabinetto del 2018, rileva però che il "miglioramento dei rapporti non può essere separato" dal nodo nucleare.

Nel suo discorso di capodanno, il leader norcoreano aveva invece affrontato i due temi in modo divergente: da una parte l'ipotesi di avviare il dialogo con Seul per la partecipazione degli atleti di Pyongyang ai giochi invernali, dall'altra le minacce agli Stati Uniti. "Si ricordino che il pulsante nucleare è qui sul mio tavolo".

 La diplomazia olimpica deve ora mettersi al lavoro. Alle gare in programma a Pyeongchang tra il 9 e il 25 febbraio alla fine potrebbero arrivare solo due atleti nordcoreani. Si tratta di Ryom Tae-Ok e Kim Ju-Sik: un mese fa si sono aggiudicati il pass per le gare a cinque cerchi nel pattinaggio artistico su ghiaccio. Il regime di Pyongyang non ha però avviato le pratiche per il rilascio dei documenti che permettano loro di varcare il confine tra le Coree. E ora, dopo la scadenza dei termini, si tratta di aprire una finestra ad hoc.

 

Fonte repubblica.it

 
La scorciatoia dell’autosospensione per poi essere riammessa Stampa E-mail
Venerdì 29 Settembre 2017 09:13

Il cavillo del codice etico M5S: anche in caso di condanna la sindaca Raggi non si dimetterà

 

foto ansa

Anche in caso di condanna in primo grado Virginia Raggi non si dimetterà, e se si autosospenderà dal M5S lo farà per poter venir riammessa con gloria.

Anzi, facendo leva sul codice di comportamento, sarà proprio l’autosospensione a salvarla. Fa nulla che, a maggio, ai deputati palermitani accusati di aver raccolto firme false nel 2012 il collegio dei probiviri abbia confermato la sospensione perché colpiti da rinvio a giudizio.

Per Raggi, il rinvio a giudizio non è abbastanza e su di lei il M5S prevede una soluzione diversa e una tutela speciale pensata dai legali del Movimento. 

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Gli automatismi di difesa del M5S sono semplificabili nelle innumerevoli dichiarazioni captate dai parlamentari grillini: è stato solo fango dei giornalisti, sono cadute le accuse più gravi e abbiamo massima fiducia nei magistrati sulla richiesta di rinvio a giudizio per falso.

Tutto come sempre nella migliore tradizione di Beppe Grillo: il gruppo si chiude, escono le veline ufficiali e pochi si avventurano in coraggiosi distinguo.

Come l’ex membro del direttorio Carlo Sibilia, per cui sì c’è da guardare «il bicchiere mezzo pieno», ma «certo non stapperei la bottiglia di champagne per un rinvio di giudizio in casa».

Tra i duri del Movimento, Roberto Fico e Carla Ruocco, si adeguano. Non lo fa Luigi Gallo per cui è impensabile cambiare ancora una volta le regole: se Raggi sarà condannata in primo grado per falso si dovrà sospendere dal M5S.

Lo dice chiaro anche Riccardo Fraccaro, deputato probiviro con il piccolo conflitto di interessi di essere anche, con Alfonso Bonafede, il commissario di Raggi in Campidoglio per conto di Grillo: secondo il nuovo codice etico, ritagliato su misura per la sindaca, la sospensione dal M5S «è d’obbligo» in caso di dolo. E il dolo è implicito nel reato di falso. 

LEGGI ANCHE - L’amara verità capitolina (M. Sorgi)  

Ma non sarà così lineare il percorso e ai vertici si comincia già a pensare alle contromosse. Grillo esulta per la doppia archiviazione sull’abuso d’ufficio, definendolo «un reato ben più grave» del falso. Ma se questo ha un senso alla luce della legge Severino che avrebbe fatto scattare la possibile decadenza della sindaca, non lo è secondo il codice penale che prevede pene più pesanti per il falso.

Eppure, dice il comico a chi lo ha sentito per raccogliere la sua soddisfazione: «Resta solo una firma su un foglio dell’Anticorruzione». Non solo.

Il dolo, dicono i vertici, va inteso «più in senso politico che giudiziario».

I magistrati non hanno riconosciuto l’aggravante al falso, vuol dire che credono che la sindaca non abbia detto il falso per coprire un altro reato, in questo caso l’abuso d’ufficio del suo braccio destro Raffaele Marra interessato alla nomina a dirigente del fratello.

Per i 5 Stelle è un’attenuante e sono pronti a sostenerne altre.

Per esempio, che la sindaca «ha peccato di inesperienza», «non aveva un capo di gabinetto che la tutelasse da questi errori» e, secondo quella che è la teoria del complotto evocata ormai apertamente da Grillo, «è rimasta vittima delle trappole del Campidoglio».

Ecco spiegate anche le premure di due deputati che maneggiano la materia giudiziaria come Andrea Colletti, «il falso - dice - non ha recato danno alla pubblica amministrazione», e Giulia Sarti, «anche nel falso - sostiene - va valutata quale sia stata la condotta».  

 

foto ansa

Insomma, si stanno aprendo spiragli di interpretabilità nel codice pentastellato.

I 5 Stelle e Raggi sono già d’accordo che in caso di condanna l’autosospensione sarà conseguente.

Ma c’è un passaggio nel codice che tornerà utile ai legali che consigliano Grillo, Di Maio e Davide Casaleggio, al punto 3, dove c’è scritto che «l’autosospensione può essere valutata quale comportamento suscettibile di attenuare la responsabilità disciplinare».

In poche parole, il garante (Grillo) e il collegio dei probiviri terrebbero conto di una sorta di buona condotta, e la scelta della sindaca di autosospendersi come gesto compiuto a «tutela dell’immagine del M5S» le permetterebbe di ricevere la grazia. 

 Alla fine, in tutta questa faccenda di fratelli, nomine, omissioni e condizionamenti, nell’epopea breve di un gruppo di «quattro amici al bar» che ha gestito incarichi in Campidoglio, procurato indagini e infortuni politici, la colpa sembra essere «dei giornalisti».

Il nuovo capo politico Luigi Di Maio non ha troppa voglia di commentare e ai cronisti che tentano di incalzarlo risponde «Cambiate repertorio».

Più tardi, sarà più esplicito: «Archiviate le accuse per cui la stampa ci ha infangato».

Concetti simili a quelli espressi da Raggi: «Dopo mesi di fango mediatico su di me e sul M5S, in cui mi hanno fatta passare per una criminale, i media ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani».

Ma sotto la crosta di fango, l’accusa di falso è ancora in piedi.

 

fonte ilario lombardo lastampa.it

 

 
COMUNICATO STAMPA Stampa E-mail
Martedì 19 Settembre 2017 18:21

Oltre 140 giocatori alla tappa del Marco Simone del circuito “CheBanca”!, organizzato con 9 tappe nazionali nei migliori tracciati del Belpaese.

In campo tanti vip come gli attori Claudio Amendola, Kaspar Capparoni e Davide Devenuto ma anche sportivi come Beppe Dossena e il professor Roy De Vita.

In campo avvistati anche il giornalista Pierluigi Pardo, che ha preso il mondo di sacca e bastoni davvero sul serio, e l’ambasciatore di Taiwan presso la Santa Sede, Lee Matthew. 

In premiazione la padrona di casa Lavinia Biagiotti, che ha annunciato, per il 2018, un ricco calendario di gare, e Lorenzo Bassani.

Cocktail in terrazza a conclusione. 

Da segnalare che sabato 23 settembre il Marco Simone partecipa all’Open Day di golf indetto dalla Fig per formare nuovi golfisti.


Lucilla Quaglia

 
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