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Economia
Ancora nessuno per intera azienda. Lufthansa tratta per 'nuova' PDF Stampa E-mail
Lunedì 16 Ottobre 2017 10:29

Alitalia, si scoprono le carte

 

Alitalia, al via il countdown. Oggi alle 18 scadranno i termini per la presentazione delle offerte vincolanti per l'ex compagnia di bandiera. Si capirà finalmente chi la vuole e in quale forma. Al momento sarebbero in pochi ad essersi fatti avanti, e nessuno per l'intera compagnia, la soluzione preferita da commissari e governo.

Lufthansa, easyJet, Delta, forse Etihad, e alcuni fondi. E' questa la rosa dei pretendenti. Ma, secondo fonti vicine al dossier, appare difficile, nonostante le aspettative dei commissari, che ci possa essere un'offerta congrua per l'intera compagnia ed è presumibile che le proposte di acquisto riguardino soprattutto la parte aviation.

Con il decreto fiscale il quadro è cambiato: ai 600 milioni di prestito ponte concessi nel maggio scorso se ne sono aggiunti altri 300, con un allungamento dei tempi di restituzione di 6 mesi. L'obiettivo è prendere tempo, anche in attesa della nuova legislatura, per poter trattare una cessione con margini di manovra più ampi.

 

fonte adnkronos.com

 
E' quanto emerge dal nuovo rapporto Ocse presentato al Mef, che indaga sul livello delle competenze in Italia PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Ottobre 2017 11:58

Ocse: "Italiani poco qualificati"

 

"Attualmente l'Italia è intrappolata in un low-skills equilibrium, un basso livello di competenze generalizzato". E' quanto emerge dal nuovo rapporto Ocse presentato al Mef, che indaga sul livello delle competenze in Italia. "I lavoratori italiani possiedono un basso livello medio di competenze e hanno, rispetto a quanto avviene in altri paesi, minori probabilità di utilizzare specifiche competenze cognitive, che sono importanti nella performance dei lavoratori e delle imprese. Queste carenze si ritrovano anche tra laureati italiani". "L'Italia - aggiunge il segretario generale Ocse Angel Gurria- è bloccata in un equilibrio di basse competenze".

SOTTO QUALIFICATI E CON BASSE COMPETENZE - Circa il 6% dei lavoratori possiede competenze basse rispetto alle mansioni svolte, mentre il 21% è sotto qualificato. Sorprendentemente, malgrado i bassi livelli di competenze che caratterizzano il paese, si osservano numerosi casi in cui i lavoratori hanno competenze superiori rispetto a quelle richieste dalla loro mansione, cosa che riflette la bassa domanda di competenze in Italia. I lavoratori con competenze in eccesso (11,7%) e sovra-qualificati (18%) rappresentano una parte sostanziale della forza lavoro italiana. Inoltre, circa il 35% dei lavoratori è occupato in un settore non correlato ai propri studi.

"Riequilibrare la domanda e l’offerta delle competenze richiede che le istituzioni nel settore dell’istruzione e della formazione siano più reattive ai cambiamenti, che ci siano politiche per il mercato del lavoro più efficaci, ed un uso migliore di strumenti di valutazione e analisi dei fabbisogni di competenze attuali ed emergenti. Infine, sono anche necessari più sforzi da parte del settore privato e la disponibilità a collaborare con queste istituzioni pubbliche".

IL CONFRONTO CON I LAVORATORI DEI PAESI G7 - Ma "l'Italia è anche caratterizzata da significativa eterogeneità; i migliori lavoratori italiani hanno, in diverse aree di competenza, un livello pari a quello dei più qualificati lavoratori degli altri paesi del G7. In particolare, nel confronto con gli altri paesi i lavoratori italiani mostrano buoni livelli di competenza riguardo alla 'rapidità d’apprendimento e problem solving'.

COSA MIGLIORARE - L'Italia deve migliorare l'allineamento tra domanda e offerta di competenze. E' questa una delle sollecitazioni dell'Ocse. "Il fenomeno dello skills mismatch, che si verifica quando le competenze di un lavoratore non sono allineate con quelle richieste per compiere uno specifico lavoro, è molto diffuso in Italia", afferma l'Ocse, snocciolando i risultati della sua indagine. L'Italia ha bisogno di definire rapidamente una strategia di sviluppo delle competenze che promuova lo sviluppo in tutto il territorio nazionale" ribadisce l'Ocse.

LE RIFORME - "Ravvisando la necessità di intervenire - rileva ancora l'Ocse - il governo italiano ha varato un ambizioso pacchetto di riforme. Queste riforme compongono una strategia di lungo periodo, che comprende lo sviluppo e l’attuazione di politiche di promozione delle competenze, e che è stata predisposta per rispondere in modo efficace e attento alle sfide che si prospettano sia a livello nazionale sia regionale". Ma, avverte, "stanno emergendo alcune sfide riguardo la loro implementazione". L'Ocse cita in particolare la 'Buona Scuola': "le importanti riforme per migliorare la qualità dell’istruzione scolastica attuate nell’ultimo decennio richiederanno del tempo per concretizzarsi in qualifiche più alte dei lavoratori". Ma anche il Jobs Act: "una pietra miliare del recente processo di riforma" e l'istituzione dell'Anpal, l'Agenzia per le politiche attive per il lavoro.

 

FONTE ADNKRONOS.COM

 
Obiettivi: prevenire infiltrazioni criminali, verificare conformità bandi, monitorare gare d’appalto PDF Stampa E-mail
Giovedì 21 Settembre 2017 20:54

RFI e ANAC: rinnovata la collaborazione per lotta alla corruzione negli affidamenti degli appalti ferroviari

 

Rinnovato il Protocollo di Vigilanza Collaborativa fra l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e Rete Ferroviaria Italiana (RFI), ulteriore strumento per prevenire e monitorare in corso d’opera possibili episodi di corruzione negli appalti ferroviari.

Il rinnovo dell’accordo è stato sottoscritto da Raffaele Cantone, Presidente ANAC, e Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RFI, confermando per un ulteriore anno la collaborazione costruttiva per gestire gli appalti in maggiore trasparenza.

Gli obiettivi dell’intesa sono molteplici:

  • verificare in via preventiva la conformità dei bandi di gara al Codice Appalti ed alla normativa di settore;
  • prevenire episodi di corruzione e infiltrazioni criminali nelle imprese appaltatrici attraverso clausole e condizioni ad hoc;
  • garantire la legalità, monitorando il corretto svolgimento delle gare.

Tre gli interventi sotto la lente di ingrandimento dell’Autorità, individuati fra quelli a maggiore valenza economica e territoriale:

  • linea Bologna-Padova, interventi di upgrading tecnologico e infrastrutturale: rinnovo sistemi di distanziamento in sicurezza dei treni e di gestione e controllo del traffico ferroviario. Investimento complessivo prima fase: 55 milioni di euro;
  • raddoppio linea Lucca-Pistoia: realizzazione varianti di tracciato, eliminazione passaggi a livello, nuove viabilità stradali e riqualificazione stazioni. Importo complessivo: 450 milioni di euro, di cui 235 milioni di euro finanziati da Regione Toscana. Gli interventi saranno monitorati anche dalla Regione Toscana attraverso il Protocollo di Azione stipulato con ANAC;
  • linea Catania-Siracusa: realizzazione della variante Gornalunga, inserita nell’ambito degli interventi per la velocizzazione dei collegamenti ferroviari tra le due città. L’investimento economico complessivo di tutti gli interventi sulla linea è pari a 125 milioni di euro.

Il Protocollo di Vigilanza Collaborativa tutela sia l’interesse pubblico, per una maggiore correttezza e trasparenza nella gestione degli appalti, sia quello aziendale, per il rafforzamento dei valori di reputazione e di credibilità verso i cittadini e gli stakeholders. L’accordo si aggiunge ai Protocolli di legalità che Rete Ferroviaria Italiana ha già siglato con Istituzioni e Enti territoriali per la trasparenza e la prevenzione della corruzione ed alle ulteriori misure interne già adottate da RFI volte per rafforzare la legalità nell’agire aziendale.

 
La compagnia irlandese è a corto di comandanti, assunti dai concorrenti che pagano di più. PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Settembre 2017 17:36

Ryanair nel caos, "perde" piloti. O'Leary: 400mila passeggeri a terra

Anche i riposi dei naviganti avrebbero complicato la vicenda: in totale salteranno fino a 2mila voli nelle prossime settimane. Esplode la rabbia dei passeggeri e la Ue ammonisce: "Rimborsi obbligati". Il titolo perde l'1,9%. Sul sito del vettore una lista parziale di cancellazioni

 Per una errata valutazione dei riposi che spettano ai piloti, ma soprattutto per una fuga senza precedenti dei comandanti, Ryanair dovrà tagliare fino a 50 voli al giorno per sei settimane. Le cancellazioni coinvolgeranno circa 400 mila passeggeri, come ha spiegato il ceo della low cost irlandese Michael O'Leary. Che stima un monte richieste di rimborso che potrebbero toccare quota 35 milioni di euro.

Nel corso di una conference call con gli analisti, il numero uno della compagnia ha cercato di tamponare le falle spiegando che "non c'è una carenza di piloti" e annunciando un "bonus fedeltà", in modo da non farli "scappare via". Ma la frittata è fatta e i disagi sono in arrivo: entro oggi saranno rese note tutte le cancellazioni dei voli da qui a ottobre che secondo Kenny Jacobs, braccio destro di O'Leary, ammonterebbero solo al 2% del totale dei 2500 voli quotidiani. Intanto sul sito è presente una lista parziale fino al 20 settembre. A Dublino il titolo della compagnia ha perso l'1,9%.

L'istrionico capo di Ryanair ha poi tuonato contro i concorrenti, rei di aver privato la low cost irlandese delle ambite braccia dei piloti di linea che evidentemente cercano nuovi datori di lavoro che offrano condizioni migliori. Nel mirino Lufthansa e Iag, che andrebbero a caccia dei propri piloti. Attacco molto duro anche nei confronti della low cost Norwegian, che sta drenando comandanti dalle cabine di pilotaggio irlandesi: ne avrebbe "circuiti" oltre 140 negli ultimi mesi.



"Annullando meno del 2% dei nostri voli fino al debutto dell'orario invernale a novembre, possiamo riportare il nostro tasso di puntualità al livello del nostro obiettivo annuale del 90%", spiega il capo della comunicazione Robin Kiely. Intanto però il dato è precipitato sotto l'80% nelle prime due settimane di settembre contro l'85% dei mesi passati, un risultato comunque non ottimale.

In ogni caso le scuse della compagnia non sono bastate a calmare la rabbia dei clienti. E Bruxelles ha immediatamente reagito: "Ryanair deve rispettare le regole europee sui diritti dei passeggeri", ha detto un portavoce della Commissione, come "il rimborso, la riprogrammazione, il rimpatrio e in alcune circostanze una compensazione finanziaria", e che le regole europee "devono essere applicate dalle autorità nazionali".


FONTE repubblica.it 

 

 
Si intensificano le incursioni degli hackers verso il Sud, per accumulare criptovalute difficili da rintracciare. Usati messaggi di posta elettronica per i furti digitali PDF Stampa E-mail
Sabato 16 Settembre 2017 08:38

La Corea del Nord sfugge alle sanzioni grazie al Bitcoin

 Non solo missili nucleari, la Corea del Nord punta anche su un'altra arma. Nulla a che vedere con lanci di razzi o esplosioni, in questo caso si tratta di cyber-finanza. Pyongyang, infatti, punta ad accumulare bitcoins e altre criptovalute per aggirare le restrizioni commerciali, comprese le nuove sanzioni inflitte dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Secondo FireEye, società specializzata nella sicurezza informatica, gli hackers del regime stanno intensificando gli attacchi ai mercati di criptovalute sudcoreani.

A rendere appetibili le monete elettroniche, il cui valore è in aumento, sono in particolare due elementi: la mancanza di controllo da parte degli Stati e la difficoltà nel rintracciare chi ne fa uso. Uno dei metodi che il regime usa per rubare bitcoins consiste nell'invio di mail contenenti dei malware al personale dei mercati di scambio.

Nel 2017 - ha confermato FireEye - ci sono stati alcuni tentativi di furto di criptovalute in Corea del Sud, di cui uno andato a segno. Vennero sottratti 3.800 bitcoins che, al cambio odierno, varrebbero circa 15 milioni di dollari. In questo caso, tuttavia, non è stato dimostrato il coinvolgimento del regime guidato da Kim Jong-un.

Un'altra strategia per ottenere delle riserve di moneta elettronica è il "ransom payment", ovvero il pagamento di un riscatto per la rimozione di un malware. FireEye, a tal proposito, aveva trovato dei legami tra la Corea del Nord e WannaCry, il cyber-attacco che a maggio ha colpito sistemi informatici in tutto il mondo.

I bitcoins, inoltre, possono essere convertiti dagli hackers in dollari o altre valute. Come? Uno dei metodi principali consiste nello scambio con criptovalute più difficili da tracciare, come il Monero, poi commerciate con moneta a corso legale. Infine, come segnalato da Bloomberg il mese scorso, l'FBI sta esaminando il coinvolgimento di Pyongyang nel cyber-attacco da 81 milioni di dollari alla New York Fed.

fonte  GIANLUCA BRIGATTI repubblica.it

 
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