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Economia
Entra in super esclusivo club di cui fa parte solo Apple PDF Stampa E-mail
Martedì 04 Settembre 2018 19:35

Amazon record, tocca i 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione

 

                                                                                                          © Copyright ANSA/AP

Amazon record tocca i 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, con i titoli che sono volati a 2.050,27 dollari per poi ripiegare. Amazon entra cosi' nel super esclusivo club dei 1.000 miliardi, di cui fa parte solo Apple.

È la capitalizzazione di mercato già raggiunta da Apple qualche settimana fa. Cupertino è stata la prima società americana quotata a raggiungere una simile vetta.

 
Il tasso generale torna ai livelli del 2012. Per i ragazzi è al minimo dal 2011. A luglio -28.000 occupati, giù donne e stabili PDF Stampa E-mail
Venerdì 31 Agosto 2018 08:39

Istat: disoccupazione scende al 10,4% a luglio

 

A luglio scende di 113 mila unità il numero di persone in cerca di occupazione (-4,0%) e il tasso di disoccupazione scende al 10,4% (-0,4 punti percentuali su base mensile). Lo comunica l'Istat che segnala una diminuzione anche per anche quello giovanile che si attesta al 30,8% (-1,0 punti).

A luglio si conferma poi il calo degli occupati: la stima comunicata dall'Istat registra una nuova lieve flessione (-0,1% su base mensile, pari a -28 mila unità). Il tasso di occupazione rimane stabile al 58,7%. La diminuzione congiunturale dell'occupazione, spiega l'istituto, è interamente determinata dalla componente femminile e si concentra tra le persone di 15-49 anni, mentre risultano in aumento gli occupati ultracinquantenni. A luglio diminuiscono i dipendenti permanenti (-44 mila), mentre crescono in misura contenuta quelli a termine e gli indipendenti (entrambi +8 mila).

Su base annua, continua l'Istat, a luglio l'occupazione cresce dell'1,2%, pari a +277 mila unità: un fenomeno che però si concentra tra i lavoratori a termine (+336 mila). In ripresa anche gli indipendenti (+63 mila), mentre calano in misura rilevante i dipendenti permanenti (-122 mila). Quanto alle fasce d'età crescono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+381 mila) e i 15-34enni (+42 mila) mentre calano gli occupati tra i 35 e i 49 anni (-146 mila).

 

FONTE ANSA.IT / ADNKRONOS.COM

 
Erdogan invita i suoi cittadini a non farsi prendere dal panico: “Loro hanno i dollari, noi il nostro Allah”. Bce preoccupata per il contagio della crisi sulle banche europee PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Agosto 2018 08:04

La lira affonda, ora la Turchia spaventa i mercati

 

                                                                                                                          REUTERS

Non si arresta il crollo della lira turca che, in avvio di contrattazioni, è arrivata a perdere fino al 13,5% sul dollaro, secondo quanto riporta Bloomberg. La valuta di Ankara, sotto attacco per via dei timori sulle politiche economiche del Paese, è arrivata a scambiare fino a 6,3 sul biglietto verde per poi recuperare un po’ di terreno e ora tratta a 5,81.  

Erdogan: “Loro hanno i dollari, noi il nostro Allah”  

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan invita i suoi cittadini a non farsi prendere dal panico per il crollo della lira sui mercati valutari e denuncia «campagne» contro il suo Paese. «Ci sono diverse campagne in corso, non prestate loro alcuna attenzione», ha detto Erdogan secondo quanto riporta l’agenzia di stampa statale Anadolu, citata da Bloomberg. «Non dimenticate questo: se loro hanno i dollari, noi abbiamo la nostra gente, il nostro diritto, il nostro Allah». 

La Bce preoccupata  

La vigilanza Bce è preoccupata per il contagio della crisi economica e monetaria turca sulle banche europee. Lo scrive l’Ft che cita come le più esposte l’italiana Unicredit, la spagnola Bbva e la francese Bnp Paribas. Secondo il quotidiano la situazione non sarebbe ancora critica ma viene monitorata da vicino. Quest’anno la moneta turca ha perso un terzo del suo valore a causa delle politiche del presidente Erdogan, in aperto contrasto con i paesi occidentali (si parla di sanzioni dagli Usa) e che ha ridotto, dopo la vittoria elettorale di giugno, ancor più l’autonomia della banca centrale impedendo una stretta monetaria giudicata necessaria in uno scenario mondiale di tassi in rialzo. Anche i dicasteri economici sono stati posti sotto stretto controllo del presidente aumentando così le paure degli investitori.  

Avvio pesante per Unicredit a Piazza Affari  

Le Borse europee iniziano in rosso l’ultima seduta della settimana, costrette a fare i conti non solo con l’inasprimento dei dazi ma soprattutto con il crollo della lira turca, che a cascata moltiplica i timori sulle banche. Tutto questo per l’Italia si traduce in un’impennata immediata dello spread, che dopo la chiusura della vigilia a 252 stamattina è salito sopra i 260 punti. Avvio pesante per Unicredit a PIazza Affari, con il titolo che cede il 4,11% a 13,8 euro in scia ai timori, presenti anche all’interno della vigilanza della Bce, per l’esposizione della banca in Turchia, dove è proprietaria dell’istituto Yapi Kredi. 

FONTE LASTAMPA.IT

 

 

 
Mercato non abbastanza redditizio PDF Stampa E-mail
Sabato 04 Agosto 2018 07:51

Foodora lascia l'Italia

                                                                          (Foto Fotogramma)

 la società di ristoranti con consegne a domicilio che fa parte del gruppo tedesco Delivery Hero, ha deciso di dismettere l'attività in Italia, un mercato non abbastanza redditizio, e sta valutando degli acquirenti. "La strategia di Delivery Hero è quella di operare in modo economicamente efficiente, con focus su crescita e posizione di leadership in tutti i mercati in cui opera. In Italia questo obiettivo è ora difficile da raggiungere con investimenti ragionevoli". Lo ha scritto in un comunicato Emanuel Pallua, il co-fondatore di Foodora, secondo quanto riportano alcuni organi di stampa.

Delivery Hero ha previsto la dismissione delle proprie attività oltre che in Italia anche in Australia, Francia e Paesi Bassi. "Per quanto riguarda l’Italia - scrive Pallua - siamo consapevoli dei risultati raggiunti finora per cui stiamo valutando possibili acquirenti. Questo annuncio non ha conseguenze sul servizio e sulle modalità con cui operiamo. La nostra piattaforma, il servizio dei ristoranti e i riders sono operativi come sempre. La nostra principale priorità è assicurare un futuro di successo anche con una nuova proprietà".

FONTE ANSA.IT

 
Lo dice il Rapporto realizzato da Mise e InfoCamere, con la collaborazione di Unioncamere PDF Stampa E-mail
Domenica 29 Luglio 2018 09:32

Le start up sfidano la crisi: danno lavoro a 50mila giovani

 

 Le start up italiane impiegano circa 50 mila giovani. E’ quanto emerge dalla 16esima edizione del rapporto trimestrale sui trend demografici e le performance economiche delle startup innovative italiane, aggiornato al secondo trimestre 2018. Realizzato da Mise e InfoCamere, con la collaborazione di Unioncamere, il rapporto presenta approfondimenti su numerosi altri aspetti del fenomeno: dalla distribuzione geografica alle caratteristiche dei soci, dai settori di attività economica ai principali dati di bilancio.

SOTTO IL SEGNO DELLA CRESCITA - Al 4 luglio 2018, data di riferimento del report, erano 9.396 le startup iscritte nella sezione dedicata del Registro delle Imprese (startup.registroimprese.it), il 3% di tutte le società di capitali costituite in Italia negli ultimi 5 anni. Rispetto a tre mesi si registrano circa 500 startup innovative in più.

Una crescita che si riflette anche nell’incremento dei valori occupazionali espressi. Al 31 marzo 2018 le startup innovative coinvolgevano 48.965 persone tra soci e lavoratori subordinati.
Tra i rilievi più interessanti: La Lombardia è di gran lunga la regione capofila per numero di startup innovative, raggiungendo a metà 2018 quota 2.286, il 24,3% del totale nazionale. Di queste, ben 1.598 si trovano nell’area di Milano: in questa città quasi il 5% delle società di capitali avviate negli ultimi 5 anni è attualmente in possesso dello status speciale.

La provincia con il più elevato rapporto tra startup innovative iscritte e nuove società di capitali è invece Trieste (7%), seguita a breve distanza da Trento (6,9%). Viceversa, a La Spezia e Crotone è startup solo una nuova azienda su 200. Le startup innovative sono una presenza significativa in alcuni settori economici. Ad esempio, è startup il 7,6% delle nuove imprese del comparto dei servizi.

 

FONTE TELEBORSA.IT

 
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