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Economia
Nel 2017 PIL del Paese è salito del 2,7%. Si tratta del tasso di crescita più elevato dal 2000 PDF Stampa E-mail
Giovedì 15 Febbraio 2018 09:48

Il Portogallo torna a crescere come non faceva da 17 anni

 

 Il Portogallo archivia il 2017 all'insegna della crescita economica più consistente degli ultimi 17 anni.

Il PIL ha registrato un'espansione del 2,7% dopo il +1,5% dell'anno precedente. Si tratta del tasso più alto dal 2000.

La ripresa economica è iniziata nel 2014, dopo tre anni di sacrifici in scia al programma di aggiustamento del bilancio imposto da Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale in cambio del salvataggio.

Nonostante ciò il Portogallo resta, insieme all'Italia, Cenerentola della ripresa in Eurozona. Solo il PIL tricolore ha registrato, nel 2017, un tasso di crescita inferiore: l'1,4%, che comunque risulta il più alto da 7 anni.

Nel solo quarto trimestre il prodotto interno lordo portoghese è salito del 2,2% su base annuale, registrando una decelerazione rispetto al 2,5% del terzo trimestre, e dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti.

 

Fonte teleborsa.it

 
Dal Giappone alla Cina, dall'India agli Stati Uniti, la criptomoneta è al centro di controlli e indagini da parte di governi e banche centrali. PDF Stampa E-mail
Venerdì 02 Febbraio 2018 12:20

Bitcoin, ancora un crollo: sotto assedio dalle autorità centrali

E anche Facebook ha deciso che non accetterà inserzioni per promuovere l'acquisto di moneta virtuale. Le quotazioni a un passo dagli 8mila dollari, contro i 20mila di dicembre.

 

 Facile ora parlare di bolla "bitcoin": la moneta virtuale manda in archivio la peggiore settimana dal 2013, con l'ennesimo crollo delle quotazioni, a un passo dalla quota degli 8mila euro. Una caduta verticale dai massimi del dicembre scorso, quando la criptocurrency è arrivata a toccare i 20mila euro per ogni bitcoin. E siccome gli scambi si fanno in due, in quest'ultimo mese e mezzo c'è il rischio che qualcuno abbia subito perdite consistenti, visto che la perdita di valore ha toccato ormai il 55 per cento dai massimi. Anche perché gli operatori finanziari parlano ormai di una sorta di "fuga da panico".

C'è chi ha fatto notare come la retromarcia sia iniziata da quando è stato possibile "scommettere" sul valore del bitcoin attraverso prodotti derivati, quotati alla borsa delle commodities di Chicago. In pratica, da quando è stato possibile puntare anche al ribasso, utilizzando la leva finanziaria. Una ulteriore speculazione che ha inevitabilmente colpito la moneta virtuale che aveva guadagnato più del 900 per cento dall'inizio del 2016.

In realtà, quello che ha scatenato l'ondata di vendite degli ultimi giorni è anche altro. Non passa giorno senza che si inaspriscano i controlli delle autorità, siano governi siano banche centrali, nei confronti del bitocin e della sua "governance": sia per il moltiplicarsi di casi di truffe, sia per i timori che venga utilizzato per attività di riciclaggio, sia per fissare regole che diano stabilità agli scambi ed evitare che si trasformi in un pericolo per gli investitori. E' il caso dell'India, che ha dato via a una serie di stretta sulla regolamentazione. Oppure della Cina, che ha imposte regole severe fin dal settembre scorso e ora ha vietato gli scambi.

Ma anche del Giappone, dove sono in corso gli interventi ordinati in Giappone dall'autorità di controllo sui servizi finanziari agli uffici della piattaforma di scambio Coincheck: la piattaforma online di cripto valute vittima lo scorso fine settimana di un attacco informatico che ha causato una perdita di 58 miliardi di yen, oltre 430 milioni di euro. "Abbiamo deciso di condurre l'accertamento per tutelare gli utenti e valutare l'attuale livello di protezione presente", ha spiegato il ministro delle Finanze Taro Aso dopo un incontro del Gabinetto di governo.

Del tema bitcoin si parlerà anche alla prossima riunione del G20: i governanti delle grandi economie del globo hanno raccolto gli inviti arrivati sia dalla Bce che dalle Sec (la banca centrale statunitense) per dotarsi di regole comuni. Quando di ritroveranno a fine marzo, cercheranno di trovare una intesa. "Bisogna garantire la sicurezza dei risparmiatori da un rischio speculativo", ha detto di recente il presidente francese Emanuel Macron. "Vedremo assieme agli altri membri del G20 come regolamentarlo".

 

Fonte luca pagni repubblica.it

 
Sei su 10 sono al nord, la difficoltà di reperimento sale al 25% PDF Stampa E-mail
Mercoledì 31 Gennaio 2018 23:29

Lavoro, 1,2 milioni di contratti tra gennaio e marzo 2018

 

Oltre 1,2 milioni di rapporti di lavoro da avviare tra gennaio e marzo 2018, con il nord che fa il pieno di risorse umane, dove si prevede l’attivazione di quasi il 60% di contratti, nord ovest in testa con circa 390mila ingressi in azienda. Lo rivela il Bollettino del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra gennaio e marzo 2018.  

In particolare, nel mese di gennaio si sono concentrate, secondo le anticipazioni fornite dagli imprenditori, oltre 491mila occasioni di lavoro. Il settore del turismo è quello che registra la maggiore domanda di lavoro in questo inizio d’anno: quasi un contratto su 5 interessa infatti le professioni del commercio e turismo. Uno su 6, però, riguarderà i diversi profili tecnici, soprattutto quelli specializzati nell’area commerciale e del marketing. Agli addetti alle vendite e alla ristorazione sono destinati circa 80mila rapporti di lavoro che le imprese intendono attivare nel primo mese del 2018. Ma se per questi profili le imprese ritengono di poter trovare il candidato più idoneo con relativa difficoltà (segnalata comunque per il 17% degli addetti alle vendite e per quasi il 22% degli addetti alla ristorazione), decisamente più complesso, secondo gli imprenditori, sarà individuare i quasi 33mila tecnici dei rapporti con i mercati ricercati nel mese di gennaio. In questo caso, infatti, la difficoltà di reperimento raggiunge quasi il 35% delle entrate complessive.  

Il mismatch domanda offerta di lavoro in questo mese risale, in media, al 25% ed è decisamente consistente anche per alcuni profili di operai specializzati, che compaiono tra le 10 professioni più ricercate nel mese di gennaio. Coinvolge, ad esempio, quasi il 37% dei 13mila artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni e ben il 41% dei 12.600 meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili. 

Stabile rispetto al mese scorso la richiesta di giovani. Equivale al 35% del totale, supera a gennaio le 174mila unità ed è particolarmente consistente, in rapporto al totale delle entrate programmate, da parte delle imprese dei servizi finanziari ed assicurativi, dell’industria turistica e dei servizi informatici e delle telecomunicazioni.  

La Lombardia si conferma leader tra le regioni per opportunità di lavoro: 114mila quelle programmate a gennaio, il 23% del totale. Lontana da questo primato l’Emilia Romagna con i suoi 52mila contratti previsti, seguita dal Veneto, che supera i 50mila. Tra le regioni del Centro Italia, spicca il Lazio, con quasi 46mila entrate. 

 

Fonte w p lastampa.it

 
Tokyo, ascoltati i vertici della società dopo la truffa digitale. Sotto controllo i server della finanziaria. Forte preoccupazione per le sorti economiche di 260 mila risparmiatori PDF Stampa E-mail
Martedì 30 Gennaio 2018 09:52

Hackeraggio Coincheck, polizia indaga su perdite per 430 milioni di euro

 

 Prende il via a Tokyo l'indagine della polizia finanziaria giapponese dopo la truffa digitale che ha coinvolto la piattaforma online di criptovalute Coincheck, responsabile di una perdita di oltre 430 milioni di euro in valuta digitale. I vertici della società con sede nella capitale sono stati ascoltati dagli investigatori sulle modalità che hanno condotto all'hackeraggio, e alcuni dei server della Coincheck sono adesso al vaglio degli inquirenti.

Nell'arco di poche ore, lo scorso venerdì, dopo aver rilevato l'ingente perdita, la società attiva sul mercato delle criptovalute dal 2012 era stata costretta a interrompere le contrattazioni, facendo crollare il valore della moneta Nem fin del 20%; generando apprensione tra i circa 260mila risparmiatori.

L'inchiesta della polizia metropolitana - dicono le fonti - cercherà di analizzare l'elenco cronologico delle attività sul sistema operativo per risalire agli autori dell'hackeraggio.

Riferendosi al caso, ieri il capo di Gabinetto Yoshihide Suga aveva detto che il governo giapponese sta valutando l'imposizione di maggiori restrizioni per gli operatori online.

Critico anche il vice ministro dell'Economia Masatsugu Akasawa, sicuro che del tema della regolamentazione delle criptovalute si discuterà al prossimo incontro del G-20 di marzo in Argentina.

 

fonte repubblica.it

 
A dicembre i prezzi al consumo si sono allontanati dal target BCE che mira ad una crescita annua del 2% PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Gennaio 2018 10:48

Zona Euro, inflazione confermata in rallentamento a fine 2017

  Nessuna sorpresa dal dato definitivo sull'inflazione dell'Eurozona, che si conferma in frenata nell'ultimo mese del 2017.

Secondo l'Ufficio statistico europeo (EUROSTAT), a dicembre i prezzi al consumo sono saliti dell'1,4% su base tendenziale, come indicato nella stima flash di fine mese ed in linea con le stime degli analisti. Nel mese precedente si era registrato un incremento dell'1,5%.

Su base mensile i prezzi al consumo salgono dello 0,4%, in accelerazione rispetto al +0,1% di ottobre e in linea con il consensus.

L'inflazione core (depurata dalle componenti più volatili quali cibi freschi, energia, alcool e tabacco) evidenzia un incremento dello 0,9% su base annua, come nel mese precedente e da attese, evidenziando su base mensile un aumento dello 0,5% dopo il calo dello 0,1% registrato a ottobre.

Nell'intera Unione Europea, l'inflazione sale dello 0,3% su base mensile, mentre su anno ha registrato un aumento dell'1,7% dopo il +1,8% del mese precedente.

 

Fonte teleborsa.it

 
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