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Alta Cucina
Una ricetta gustosa e delicata da preparare in ogni occasione. Velocissima e molto facile Stampa E-mail

Linguine al limone

 


320 grammi di linguine
40 grammi di burro
1 limone non trattato
1 succo di limone
olio extravergine d’oliva
timo o prezzemolo
sale e pepe bianco
 

PREPARAZIONE


Lavate bene un limone e grattugiatene la scorza, evitando però con attenzione di grattugiare anche la parte bianca, il suo gusto amarognolo potrebbe rovinerebbe il sapore finale del nostro piatto. Poi spremete il succo del limone. In un tegame dai bordi alti, aggiungete dell’olio, del burro e solo alla fine la scorza di limone e fate amalgamare il tutto a fuoco molto dolce.

Unite a questo punto anche il succo di limone dopo averlo filtrato, così da evitare che i semini finiscano nel condimento, che potrebbe risultare così amarognolo. A questo punto lessate le linguine in abbondante acqua bollente e salata, poi scolatele al dente e saltatele nella padella con il condimento, aggiungendo un cucchiaio di acqua di cottura della pasta per ammorbidire il sugo, se ritenete sia necessario, e mescolando il tutto per amalgamare bene.

A fine cottura aggiungete qualche fogliolina di timo oppure, se preferite, un po’ di prezzemolo, per colorare ma anche per dare una nota di sapore. Servite gli spaghetti ben caldi, con una spolverata di pepe bianco parmigiano reggiano e scorza di limone grattugiati. i

Buon appetito!
 
Portali presenti ma difficili da trovare sui motori di ricerca e le pagine Facebook sono troppo statiche. Poco digitale anche il settore dei consorzi di tutela del made in Italy Stampa E-mail

Ristoranti stellati bocciati sul web: dai siti poco rintracciabili ai social non aggiornati

 

Intrappolati nella Rete

Fanno attenzione alla scelta delle materie prime, alla composizione dei piatti e al servizio. Ma per quanto riguarda la presenza sul web, i ristoranti stellati sono bocciati. Almeno secondo l’anteprima della ricerca «The Italian Data Flavour», la prima ad analizzare il grado di digitalizzazione della ristorazione stellata italiana e dei consorzi di tutela. Sì, perché, anche le specialità del nostro Paese contrassegnate dai marchi Dop e Igp hanno una scarsa attività su Internet. Il report è stato realizzato da Noonic - agenzia di consulenza strategica - e Fiera Bolzano, che organizza dell’evento «Hotel» dedicato a hôtellerie e ristorazione che quest’anno si svolgerà dal 15 al 18 ottobre.

Eccellenze invisibili sui motori di ricerca

Le cifre parlano chiaro. Su 356 ristoranti selezionati, quasi la totalità ha un sito Internet (98%) ma più del 50% è indicizzato male, ossia è difficile da trovare sui motori di ricerca. Solo uno su due rispetta cioè gli standard minimi Seo, ossia quelle procedure che consentono di farsi trovare nella Rete. Inoltre, l’83% ha una pagina Facebook ma solo il 24% la aggiorna costantemente. La prenotazione online è, però, già una realtà per un locale su due.

Prodotti tipici poco digitali

Dinamiche simili nel settore dei prodotti tipici del cibo made in Italy: i siti di nove consorzi su dieci sono infatti poco rintracciabili sul web, il 33% deve ancora aprire una propria pagina su Facebook e appena il 45% dei portali prevede un’altra lingua oltre all’italiano. Un evidente freno alle possibilità di esportazione dei nostri prodotti.

Un’occasione da non perdere

Questa sciatteria è un peccato mortale in un mondo sempre più digitale in cui i consumatori si affidano molto alla Rete: quattro su cinque fanno una ricerca online prima di prenotare un ristorante. Inoltre, leggono almeno sei recensioni. Da aggiungere che, secondo una recente indagine di TripAdvisor, il 72% dei potenziali clienti dà molto peso alle foto presenti online.

Il premio a ottobre

L’anteprima del primo report «The Italian Data Flavour» è il punto di partenza di un percorso che porterà ad avere una fotografia dettagliata dell’indice di digitalizzazione di ristoranti stellati e consorzi di tutela con classifica finale. Verrà eletto il «Best Restaurant on Digital 2018» e il «Best Typical Product on Digital 2018». La consegna del premio avverrà in occasione dell’edizione 2018 di «Hotel» a Bolzano.  Il direttore di Fiera Bolzano, Thomas Mur, sottolinea: «Assieme a Noonic abbiamo ideato e realizzato questa ricerca e questo premio per colmare un vuoto nel mondo del food italiano. Riteniamo infatti che, al di là dei giudizi sulla qualità, vada anche valorizzato attraverso una specifica classifica il rapporto tra ristoranti e consorzi di tutela e il web». 

fonte  Maria Rosa Pavia | @mariarosapavia corriere.it

 

 

 
VOGLIA DI FRESCA SEMPLICITA' Stampa E-mail

Linguine al limone

 

350 g di linguine trafilate a bronzo

2 limoni non trattati
1 succo di limone
olio extravergine d’oliva
prezzemolo
sale
pepe macinato fresco
 
ESECUZIONE

Lavate  due limoni. Con un rigalimoni, che permette di recuperare solo la parte gialla della buccia, raccogliete le striscioline.
Spemetene il succo

 

Lessate le linguine, al dente, mantecate velocemente in una padella con olio evo pugliese, le striscioline ed il succo, piu' qualche foglia di prezzzemolo.
 
Buon appetito
 

 

FACEBOOK
 
Elaborata metodologia da pool ricercatori Università Cattolica Stampa E-mail

Grana Padano, arriva nuovo metodo per smascherare imitazioni

 on avranno più tanto vita facile da oggi in poi i formaggi simil-Grana Padano Dop: è infatti stato messo a punto da un pool di ricercatori di Scienze agrarie, alimentari e ambientali del campus di Piacenza dell'Università Cattolica un nuovo metodo per scoprire facilmente le imitazioni del lattiero-caseario. Il sistema - è spiegato in una nota dell'ateneo - si basa sull'adozione dell'analisi metabolomica, cioè nel rilevare l'impronta chimica del prodotto in modo da risalire agli ingredienti utilizzati per la preparazione del formaggio ma anche a come sono stati allevati gli animali.

"In pratica - ha spiegato il ricercatore del campus di Piacenza Luigi Lucini - si ricostruisce il ciclo di vita del prodotto con un rilevamento e analisi delle molecole, lavoro che è conosciuto come impronta chimica. Ad oggi, tramite il nostro laboratorio abbiamo effettuato giù diverse analisi di confronto e lo studio è stato pubblicato su riviste scientifiche". Nel commentare i risultati il docente e componente dello staff di ricerca della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali Francesco Masoero ha detto che si "fornisce la base per ulteriori studi di autenticità delle produzioni lattiero-casearie, in modo tale da fornire un sistema di tracciabilità e di autenticità delle produzioni Dop, che vedono in prima linea l'Emilia Romagna". Il docente ha aggiunto inoltre che "il potenziale di questa tecnica analitica potrebbe essere sfruttato per proteggere il consumatore, sempre più consapevole, ed evidenziare la differente qualità dei prodotti nostrani certificati rispetto alle imitazioni estere, purtroppo sempre più diffuse sul mercato agro-alimentare".

FONTE ANSA.IT

 
Con verdure fresche e croccanti, gamberi al curry o frutti di bosco: abbiamo raccolto per voi tante ricette e idee gourmet proposte dagli chef dei ristoranti sul mare più rinomati. Dalla Liguria alla Sardegna Stampa E-mail

Oggi è la Giornata nazionale dell’insalata di riso: nove ricette da chef per togliersi ogni sfizio

 

L’insalata di riso è il primo piatto freddo per eccellenza dell’estate. Coniugando la leggerezza del riso con verdure croccanti fresche di stagione, pomodori, formaggio, tonno, würstel o gamberi, si ottiene un piatto completo dal punto di vista nutrizionale che, per la sua versatilità, si presta a essere gustato anche in versione gourmet, sia sotto l’ombrellone, sia in un ristorante con specialità marinare. 

UN PO’ DI STORIA  

L’insalata di riso rappresenta il punto d’incontro di molteplici tradizioni culinarie del bacino del Mediterraneo. E ogni ingrediente di cui si compone ha la sua storia. In particolare, il riso fu conosciuto dai popoli del mediterraneo dopo la conquista dell’Asia da parte di Alessandro Magno, prima di essere coltivato in Egitto e Spagna durante la colonizzazione araba. Per questo motivo l’insalata di riso ha probabilmente il suo precursore nella celebre paella catalana. Anche oggi il riso, nelle sue diverse tipologie e qualità, costituisce dunque la ‘base’ comune fondamentale con cui si integrano gli altri ingredienti locali, aggiunti di volta in volta in ossequio alle numerose tradizioni culinarie regionali. 

CITTÀ DI MARE CHE VAI, INSALATA DI RISO CHE TROVI  

In Italia, città di mare che vai, insalata di riso che trovi. A raccoglierne alcuni esempi particolarmente golosi, è il Polli Cooking Lab, l’osservatorio sulle tendenze alimentari dell’azienda toscana Fratelli Polli. 

IDEE GOURMET  

Vediamo allora alcune idee. Lo chef Salvatore Perrone del ristorante del lido Carillon di Parraggi a Santa Margherita Ligure prepara la sua insalata di riso gourmet privilegiando i prodotti locali della tradizione culinaria ligure e scegliendo di impiegare due diverse varietà di riso: «il carnaroli e il venere, per la loro consistenza e il loro profumo, verdure fresche di stagione dell’orto e naturalmente i gamberi di Santa Margherita crudi, che sono il fiore all’occhiello della pesca ligure. Ogni ingrediente viene poi amalgamato con una burrata e guarnito da pomodorini e basilico di Pra». 

 Sulla riviera romagnola lo chef Anacleto Cavina del “Bagno Holiday Village” di Milano Marittima propone invece il piatto fresco dell’estate in versione agrodolce. Valorizzando le proprietà del riso basmati che ben si sposano con le spezie, Cavina prepara la sua versione gourmet dell’insalata di riso all’insegna della ricercatezza del gusto, selezionando foglie di papavero e accostando «il gusto delicato dell’avocado a verdure croccanti, gamberi al curry e frutti di bosco

 Scendendo ancora lungo la costa sul versante tirrenico, a Castiglione della Pescaia, nel preparare la sua versione gourmet dell’insalata di riso da gustare in spiaggia, anche lo chef campano Giovanni Romano del ristorante “Bagno Belmare” di Punta Ala non può non partire dal valorizzare i prodotti della propria terra natia. La sua ‘insolita di riso’ è, non soltanto in maniera simbolica, «il viaggio attraverso l’Italia e l’Europa di questo meraviglioso piatto. In effetti è una fresella caprese che, dopo aver preso in grembo i pomodorini del Piennolo rossi e gialli alle falde del Vesuvio, le alici e la loro colatura a Cetara e il provolone del Monaco a Nerano (penisola Sorrentina), si incammina verso la Maremma, dove incontra il riso Thaibonnet e se ne innamora. Questi ingredienti coronano insieme il loro sogno di un viaggio attraverso l’Europa, approdando ad Amsterdam, il paese dei fiori: ecco spiegata la presenza dei fiori eduli nel piatto! Il tutto vuole essere testimonianza di comunione della bellezza e delle culture, al di là dei confini geografici e ideologici». 

Restando sulla costa toscana, lo chef Cesare Lazzeri del Nikki Beach Versilia a Marina di Pietrasanta propone un’insalata di riso con «riso, farro, cozze al vapore, pomodorini datterini gialli e rossi, per un gusto agrodolce, piselli, calamari grigliati e gamberi ‘sparnocchi’ di Viareggio, verdure croccanti (carote, ravanelli e sedano) aromatizzate allo zenzero, che esalta gli ingredienti locali con un tocco internazionale» (foto in cima all’articolo).  

Lo chef stellato Michelino Gioia del ristorante “Il Pellicano” di Porto Ercole all’Argentario prepara la sua versione gourmet privilegiando gli ingredienti classici dell’insalata di riso, ma dando a essi una consistenza diversa. Gioia mescola infatti in una crema di riso bianca del riso bollito nel nero di seppia e lo condisce con «zucchine sbianchite, pomodoro concasse, cipolla rossa marinata, carpaccio di tonno, mozzarella in polvere di pomodoro, basilico, germogli e un filo d’olio Franci. La croccantezza è data da riso soffiato e cialda di mais».

 Lo chef Deborah Corsi de “La Perla del Mare” a San Vincenzo a Livorno prepara invece un’insalata di riso «Sotto l’ombrellone» al crudo di mare, verdure sott’olio e burrata, in cui «il riso, cotto e freddato, viene amalgamato con stracciatella di burrata, piccolissimi dadini di verdure sott’olio e poco olio extravergine e sale. Questi elementi conferiscono al piatto la giusta dolcezza e acidità, oltre a bei colori vivaci. Tale composto si modella nel piatto in un disco basso e largo sul quale vengono disposti diversi pesci e crostacei crudi tagliati a piccoli tocchetti. Completano la ricetta una cucchiaiata di maionese alla bottarga di muggine a lato del disco e una grattugiata di scorza di limone e bottarga sul piatto».

«Confesso che il riso è il tipo di cereale che preferisco». Con queste parole Marco Pirino, chef del Beach Club & Restaurant del Grand Hotel in Porto Cervo, giustifica le sue due versioni gourmet dell’insalata di riso per i vacanzieri della celebre località vip della Sardegna. La prima è «un’insalata di riso classica con verdure croccanti e pistilli di zafferano» che riprende il riso parboleid, per la sua capacità di consentire una cottura più lunga condita e valorizza le principali verdure di stagione, condendolo con rape rosse, peperoni, zucchine, melanzane e fiori zucca. Tale insalata riceve poi aroma e colore giallo dai pistilli di zafferano, il fiore tipico della Sardegna centro-occidentale.  

L’altra versione è invece «un’insalata con riso venere e tonno fresco al profumo di mirto e pompelmo». Il segreto del gusto di questa insalata è nella cipolla, che viene «tritata finemente insieme al mirto per poi essere caramellata con un goccio di liquore al mirto, e nel finocchio, messo a macerare per pochi minuti nel succo di pompelmo, laddove il tonno fresco è condito in salsa di soia». 

 

FONTE  marina palumbo LASTAMPA.IT

 

 
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