Ulti Clocks content
Alta Cucina
Dal Giappone all'Italia, il brodo caldo con gli spaghetti è nato in Cina Stampa E-mail

Ramen bar, ricette e ingredienti da veri esperti

 

Il brodo bollente con dentro carne e spaghetti, nella versione classica, corroborante per la stagione invernale impazza anche nell'Italia multiculturale e curiosa, dove tra cappelletti in brodo della tradizione emiliana e le decine e decine di zuppe, l'asiatico ramen è, specie nelle grandi città, di grande moda.

Il ramen è un tipico piatto giapponese a base di tagliatelline di frumento servite in brodo di carne e /o pesce, spesso insaporito con salsa di soia o miso e con guarnizioni 'galleggiantiì' come maiale marinato affettato, alghe marine secche, kamaboko, cipolla verde e a volte mais.
Ogni località del Giappone ha la propria variante di ramen. L'origine è cinese e infatti in Italia, dove stanno cominciando a nascere locali che propongono il cibo di strada asiatico, oltre ai piatti stranoti (come il sushi per il Giappone o gli spaghetti al wok per la Cina), si trovano molti piatti di ramen anche negli street food delle chinatown di Milano, in via Paolo Sarpi, e Roma a Piazza Vittorio.

Diffusi in Giappone dopo l'apertura dei porti del 1850, fino agli anni 1950 i ramen erano chiamati shina soba (soba cinese), ma oggi è più comune il termine chūka soba (farina di grano saraceno cinese) o appunto ramen, poichè la parola shina (che significa Cina) è considerata da molti offensiva.

Dagli anni 1980, il ramen è diventato una icona culturale gastronominca giapponese. Sul blog la cucinagiapponese.it, dedicato agli amanti di questi piatti c'è anche la ricetta base del ramen per provare a rifarlo nella cucina di casa propria.

Intanto bisogna distinguere tra i vari tipi di ramen 

Shoyu è il più classico e il più diffuso in Giappone: è brodo di carne con aggiunta di salsa di soia, un brodo corposo dal colore scuro, dal gusto deciso. Nel brodo oltre ai tagliolini 'galleggiano' chashu ossia arrosto di maiale a cottura lenta martinato in salsa tare; ajitama ossia uova alla coque marinate in salsa tare, negi ossia il cipollotto fresco, naruto (preparato di pesce, simile al surimi) e alga nori. Si può ulteriormente arricchire con bamboo, funghi shitake, mais, sinaci, germogli di soia, burro, lardo.

Shio è tra i primi ramen comparsi in Giappone. Rispetto a Shoyu si tratta di un ramen conun brodo più chiaro (sempre di carne) e delicato. Il resto di ingredienti e guarnizioni è lo stesso.
Miso è brodo di carne con aggiunta di pasta di miso, una pasta di soia fermentata. E' una ricetta abbastanza recente e ha origini ed è tipico dell'Hokkaido.  Nel brodo oltre ai tagliolini 'galleggiano' chashu ossia arrosto di maiale a cottura lenta martinato in salsa tare; ajitama ossia uova alla coque marinate in salsa tare, negi ossia il cipollotto fresco, burro, mais e sesamo.

Curry è brodo di carne con aggiunta di curry giapponese, ha un gusto pieno e speziato, è denso e ricco e insieme ai tagliolini ci sono carne macinata mista saltata in salsa di soia e tare, curry giapponese fatto di verdure stufate (patate, carote e cipolle) e il cipollotto fresco (negi).

Yasai  è brodo vegetale con aggiunta di pasta di miso e tra gli ingredienti vede spinaci, carote, mais, germogli di soia, negi, sesamo e alga nori.
Jigoku è un brodo di carne con aggiunta di pasta di miso, piccante e speziato. dentro con i tagliolini ci sono carne macinata saltata , negi, spinaci, mais e sesamo.

 

FONTE ANSA.IT

 
FITNESS E SALUTE Stampa E-mail

I 9 cibi (insospettabili)

da evitare quando si è a dieta

 

Il muesli

Considerato che una mezza tazza di muesli ha fra le 200 e le 300 calorie e che di solito questo alimento viene mescolato a frutta, yogurt o altri ingredienti, ecco che il computo calorico della colazione può facilmente schizzare oltre le 600 calorie.

L'acai

Grazie all'incredibile popolarità dell'acai bowl (che è in pratica una ciotola di acai, frutta secca e farina d'avena) questa bacca è considerata salutare a prescindere, ma ciò non significa che lo sia davvero. «L'acai viene pubblicizzata per il suo elevato numero di benefici, compreso l'aiuto nel perdere peso - sottolinea il nutrizionista Toby Amidor sul Reader's Digest - ma in realtà non c'è alcuna prova scientifica che confermi che questa bacca faccia effettivamente dimagrire».

I cocktail analcolici

In teoria, l'assenza di alcol dovrebbe fare dei mocktail una scelta "light" sulla bilancia, ma il problema sono i succhi di frutta e/o sciroppi con cui sono fatti e che sono un vero concentrato di calorie e zuccheri.

I frullati già pronti

Preparare un frullato in casa o prenderne uno già pronto in un negozio sono due cose molto diverse: nel primo caso, è possibile pesare la quantità esatta di frutta, usare acqua o latte di mandorle al posto del succo di frutta ed evitare dolcificanti aggiuntivi. Al contrario, i frullati confezionati possono contenere in media fra le 600 e le 1.000 calorie, senza contare la quantità eccessiva di zuccheri.

I muffin alla crusca confezionati

Di per sé i muffin alla crusca sono una sana scelta per la colazione del mattino, ma quelli preconfezionati venduti al supermercato lo sono decisamente meno, perché sono spesso troppo grandi e calorici (si arriva facilmente a 300 calorie), senza contare i grassi saturi con cui vengono fatti e l'abbondanza di sodio. Se si è a dieta, l'unica opzione è farli in casa, così da essere sicuri degli ingredienti e da limitare le quantità.

Le patatine "veggie"

Solo perché c'è la parola "veggie", ciò non significa che l'alimento sia salutare a prescindere e le patatine "veggie" ne sono appunto un esempio. Ecco perché è sempre meglio consumare le verdure fresche e chi vuole provare le patatine "veggie", le può fare in casa: basta affettare verdure come cavoli, carote, zucchine e zucca, quindi spruzzarle con dell'olio di oliva e cuocerle in forno.

I piatti surgelati

Facili e veloci da preparare e spesso anche a contenuto calorico ridotto, i piatti surgelati possono sembrare un'ottima scelta. In realtà, questi alimenti sono spesso pieni di sodio e di additivi ma poveri di fibre, il che spiega perché si beva di più dopo averli mangiati (optando magari per una bevanda zuccherata e, quindi, più calorica) e, soprattutto, perché non ci si senta affatto sazi al termine del pasto. Se proprio non si può fare a meno di consumare un piatto surgelato, conviene aggiungerci anche un paio di porzioni di verdura, così da aumentare l'apporto di fibre, allungare il senso di sazietà e diluire la quantità di sodio.

Il succo di aloe

Celebrato come la nuova acqua di cocco e considerato un toccasana per l'organismo, in realtà non esistono riscontri scientificamente validi che confermino i benefici dimagranti e anti-invecchiamento del succo di aloe vera, senza contare che la maggior parte di quello in commercio è fatto con gel di aloe vera, acqua o tè, a cui possono quindi essere aggiunti dolcificanti ed aromi naturali. «Sebbene l'aloe vera contenga elevate quantità di antiossidanti, il succo ha un sapore amaro che lo rende difficile da bere da solo e bisogna anche fare attenzione alle quantità, perché a causa delle sue proprietà diuretiche, un consumo elevato può portare alla perdita di potassio, il che può essere potenzialmente pericoloso per l'organismo«, avverte sempre il dottor Amidor.

Il popcorn al microonde

Visto che si ottiene dai chicchi scoppiati di mais, non sarebbe poi così irragionevole inserire il popcorn nella lista dei cibi permessi quando si è a dieta. Ma per quanto "naturale" e "light" possa essere la versione al microonde, questa sarà sempre anche piena di ingredienti artificiali, oltre a sodio e burro, e quindi altamente calorica. Ciò però non vuole dire che si debba rinunciare per forza al popcorn: quello fatto ad aria calda è infatti un'alternativa molto più salutare, perché contiene solo 30 calorie a tazza e può essere personalizzato a seconda dei gusti.

 

 
Una torta intramontabile, che piace a tutti. Da servire con un bicchiere di Sauternes o, se preferite bere analcolico, il succo di caco, arancia e un pizzico di noce moscata Stampa E-mail

La ricetta della Tarte Tatin classica con le mele

 

 

INGREDIENTI X 6/8
Per la pasta sablé:
200 g farina tipo 0 (più un po’ per la teglia)
100 g burro
20 g acqua fredda
20 g zucchero
2 pizzichi di sale
1 tuorlo
Per le mele caramellate:
1 kg mele
200 g zucchero
60 g burro
1/2 anice stellato

 

Preparate la pasta sablé. In una ciotola versate la farina setacciata, il burro a pezzetti e l’acqua fredda e impastate finché il composto diventerà “sabbioso” (ovvero “sablé”). Unite il tuorlo, lo zucchero e il sale. Quando la pasta sarà liscia e compatta, avvolgetela nella pellicola e ponetela in frigo per mezz’ora. Sbucciate le mele, eliminatene il torsolo e tagliatele in quattro parti. In una casseruola ampia, su fiamma dolce, sciogliete il burro con lo zucchero. Una volta ambrato, unitevi gli spicchi di mela a raggiera e l’anice stellato. Coprite e cuocete per 5 minuti; poi per altri 15 senza coperchio. In una tortiera ben unta e infarinata stendete la pasta, coprite con le mele caramellate, anche qui a raggiera, e passate in forno a 180° per 20/25 minuti. Lasciate intiepidire prima di sformare.

Per brindare
Un bicchiere di Sauternes, dorata gloria francese che nasce nei vigneti a sud di Bordeaux. Oppure, il succo di caco e d’arancia che colora le tazze della foto sopra. Per ciascuna, la polpa di 1 caco passata al setaccio con l’aggiunta del succo di 1 arancia. E una grattatina di noce moscata. Più autunnale di così…

 

FONTE  CORRIERE.IT

 
Mantecata a metà cottura, fa risparmiare tempo Stampa E-mail

 

Preparare la pasta senza colapasta è ormai una abitudine. La cosiddetta pasta risottata sta quasi soppiantando la cottura classica in acqua bollente e poi l'aggiunta del condimento. Ma perchè questo metodo si fa sempre più strada nelle cucine degli italiani? Principalmente perchè si risparmia tempo, secondo il 60% del campione in un sondaggio di WMF, brand tedesco specializzato in utensili e elettrodomestici da cucina condotto tra 1200 italiani, in occasione del Giornata Mondiale della Pasta il 25 ottobre. Cuocere tutto in un'unica pentola permette di sporcare meno e ridurre i passaggi della preparazione. Mentre per il 22% ne fa una questione di gusto, ritenendo che la pasta risottata sia più buona grazie ad una maggiore amalgama degli ingredienti. Infine, il 13% degli italiani lo fa perchè segue alla lettera ricette conosciute alla tv o su internet.

Se per tanti italiani è una recente abitudine, c'è da dire che storicamente in Campania questa ricetta si usa da sempre, per la pasta con le zucchine ad esempio ed è un classico per un saporito piatto di spaghetti con le vongole che non sappia di aglio e olio.

Come per la pasta classica in acqua, anche per la risottata la cottura al dente è fondamentale, così come il condimento (non tutti i sughi sono adatti. Una amatriciana realizzata come fosse un risotto è ancora un'eresia). E c'è persino chi sperimenta la cottura a pressione, mentre arrivano sul mercato pentole costruite apposta per cuocere in poca acqua. Insomma, va bene tutto purchè sia pasta, l'ingrediente principale delle tavole italiane: secondo le ultime statistiche, siamo i primi consumatori con circa 25 kg pro-capite all'anno e ne mangiamo circa 6,5 piatti a settimana. Addirittura secondo una recente indagine di Doxa per Aidepi tra i primi ricordi dell'infanzia risulta esserci per 9 italiani su 10 la pasta che, in un caso su 2, è quella al pomodoro.

 FONTE ANSA.IT

 
Una ricetta gustosa e delicata da preparare in ogni occasione. Velocissima e molto facile Stampa E-mail

Linguine al limone

 


320 grammi di linguine
40 grammi di burro
1 limone non trattato
1 succo di limone
olio extravergine d’oliva
timo o prezzemolo
sale e pepe bianco
 

PREPARAZIONE


Lavate bene un limone e grattugiatene la scorza, evitando però con attenzione di grattugiare anche la parte bianca, il suo gusto amarognolo potrebbe rovinerebbe il sapore finale del nostro piatto. Poi spremete il succo del limone. In un tegame dai bordi alti, aggiungete dell’olio, del burro e solo alla fine la scorza di limone e fate amalgamare il tutto a fuoco molto dolce.

Unite a questo punto anche il succo di limone dopo averlo filtrato, così da evitare che i semini finiscano nel condimento, che potrebbe risultare così amarognolo. A questo punto lessate le linguine in abbondante acqua bollente e salata, poi scolatele al dente e saltatele nella padella con il condimento, aggiungendo un cucchiaio di acqua di cottura della pasta per ammorbidire il sugo, se ritenete sia necessario, e mescolando il tutto per amalgamare bene.

A fine cottura aggiungete qualche fogliolina di timo oppure, se preferite, un po’ di prezzemolo, per colorare ma anche per dare una nota di sapore. Servite gli spaghetti ben caldi, con una spolverata di pepe bianco parmigiano reggiano e scorza di limone grattugiati. i

Buon appetito!
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 61

Notizie Flash


Leggi tutto...

Meteo Roma

Joomla Templates by Joomlashack

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information