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Alta Cucina
FOOD&WINE THE TELEGRAPH Stampa E-mail

Hai 30 anni? Per dirti davvero indipendente devi saper cucinare questi 30 piatti

 Trent'anni. L'età che segna in teoria una fase d'indipendenza, quella in cui gli studi sono terminati e si inizia a vivere fuori dalla famiglia. Ai trentenni la sezione Food & Wine del quotidiano inglese The Telegraph ha dedicato un servizio per indicare quali dovrebbero essere le ricette da padroneggiare per dirsi autonomi anche in cucina. Si contano ovviamente piatti della tradizione Uk (per esempio la shepherd's pie) e piatti che hanno origini esterne ma che in Gran Bretagna sono ormai abituali (come il riso al curry o gli "spaghetti alla bolognese" - vaglielo a dire che con il ragù ci vogliono le tagliatelle all'uovo!). Abbiamo cercato i corrispondenti italiani e stilato la lista di piatti non troppo complicati che a quell'età dovrebbero saper cucinare i trentenni italiani, pescando tra primi, secondi, verdure e dolci. Non forniamo le ricette precise, ma solo indicazioni di massima sul procedimento, perché si tratta di piatti casalinghi e in Italia ci sono mille varianti da paese a paese. Secondo voi che quali sono le ricette essenziali che non si può non saper fare?

 

fonte  ELEONORA COZZELLA repubblica.it

 
De fazer crescer água na boca Stampa E-mail

Amêijoas à Bulhão Pato

 Faz um favor a ti mesmo: pega numa cerveja bem fresca, senta-te numa esplanada solarenga, e pede uma dose desta deliciosa iguaria. Neste prato de ameijoas não é só o que está dentro das conchas que conta, mas também mergulhar pedaços de pão no molho divinal em que são preparadas, feito à base de azeite, coentros, alho vinho branco. Perfeito para uma tarde bem passada com amigos.

 

 
viva il pesce! Stampa E-mail

Gamberoni in crosta di tonnarelli

 

INGREDIENTI
PER 4 PERSONE

  • 12 gamberoni
  • una matassa di tonnarelli freschi
  • olio di semi di arachidi per friggere
  • 1 foglia di alloro
  • sale in scaglie

 L'idea è giocosa e vi promette un figurone: i gamberoni saranno infatti scenografici ed il morso croccante e insieme morbido. Per farli poche mosse e nessuna difficoltà, solo olio ben caldo e tonnarelli freschi.

Preparazione
1. Lavate con cura i gamberoni e sbollentateli velocemente in un pentolino in cui avrete messo a bollire l’acqua con l’alloro. Appena avranno cambiato colore, scolateli, eliminate le teste e il carapace (conservateli per un fumetto o un diverso uso) ed asciugate bene i gamberoni.

2. Avvolgete intorno ad ogni gamberone la pasta fresca proprio come se fosse un cordoncino di filo.

3. Friggete in olio abbondante e ben caldo, prelevate con la schiumarola appena assunto un bel colore dorato e fate asciugare su carta da cucina per assorbire l’eccesso di olio. Completate con il sale a scaglie e servite subito.

 

fonte  Maria Teresa Di Marco

 
Un piatto dal gusto mediterraneo, semplice e veloce Stampa E-mail

Spaghetti «poveri» alla chitarra con olio e crema di pane

 

Ingredienti per 4 persone: 400 g di spaghetti alla chitarra, 1 ciuffo di prezzemolo, 6 fette di pane (anche di due o tre giorni), 1 spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.
Preparazione: iniziate frullando insieme la mollica di quattro fette di pane con uno spicchio d’aglio, dell’olio extravergine d’oliva, del sale, del prezzemolo e un po’ d’acqua calda, così da ottenere una crema. Intanto, in una pentola portate a ebollizione dell’acqua salata per cuocere gli spaghetti alla chitarra. Passate poi a fare a cubetti le due restanti fette di pane e poi rosolate i pezzetti in una padella, con un filo d’olio, per il tempo necessario a renderli croccanti. Versate insieme ai crostini gli spaghetti alla chitarra, dopo averli scolati, e fateli saltare con dell’olio. Poi unite anche la crema — nel caso risulti troppo densa allungatela con dell’acqua di cottura — e mescolate bene, così da fare amalgamate il tutto.
Decorate gli spaghetti con qualche fogliolina di prezzemolo e, per chi adora il piccante, una spolverata di pepe nero.
 
I suggerimenti di federico f. ferrero Stampa E-mail

Spaghetti di mezzanotte con una noce di burro

 

Oggi, bando ai sughi, concentriamoci sulle salse cosiddette «in bianco», quelle che verniciano appena la pasta, lasciandola quasi nuda. L’aglio e olio è l’archetipo di questi condimenti in cui, malgrado tre soli ingredienti, non mancano le opportunità di mettere in tavola un obbrobrio. La pasta industriale svelerà tutta la propria insipienza, l’aglio vecchio o bruciato contribuirà al disastro, ma sarà l’olio il vero sicario della vostra ricetta di mezzanotte.  

Sorbireste mai a cucchiaiate il fondo di una padella in cui avete dorato delle verdure? E allora per quale motivo l’olio in cui verrà tuffata la pasta viene fatto sistematicamente friggere, finché smarrisca irrimediabilmente salubrità e sapore? A meno che non siate un grande chef, forse è meglio che vi limitiate a scaldare l’aglio nell’olio a fiamma molto tenue, e poi a miscelarvi gli spaghetti, fuori dal fuoco.  

Peraltro le massaie più prudenti hanno sempre seguito questa procedura per maritare le orecchiette alle cime di rapa... Ma creare un’emulsione addizionando dell’acqua, è l’unico rimedio per evitare di servire i maccheroni in un lago di grasso. Abbandonando allora i preconcetti, provate a sostituire l’olio con una noce di burro di montagna e a perfezionare la cottura della pasta in padella, saltandola con un mestolo di brodo caldo, al posto dell’acqua di bollitura. Dopo qualche secondo di riposo, un filo d’olio crudo luciderà la semola, per un fragrante, elegante, notturno di gusto. 

 

federicofrancescoferrero.com 

 
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