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Calcio
Azzurri padroni del gioco a Torino, Allegri crolla all'ultimo minuto: allo Stadium è la prima vittoria dei campani. Palo di Pjanic su punizione, occasione sprecata da Hamsik Stampa E-mail
Lunedì 23 Aprile 2018 10:55

Juventus-Napoli 0-1, Koulibaly gol al 90': Sarri a -1, per lo scudetto è tutto aperto

 Chissà se Simone Zaza avrà visto Juventus-Napoli. Il primo pensiero, quando al 90’ Kalidou Koulibaly salta in testa alla difesa della Juve, va al gol-beffa segnato dall’attaccante in quello Juve-Napoli del 14 febbraio 2016 che sancì il sorpasso dei bianconeri sul Napoli. Stasera la squadra di Sarri resta dietro a quella di Allegri di un punto. Ma, se non è ancora la favorita per lo scudetto, parte almeno alla pari. La Juventus dovrà andare a prendersi lo scudetto sabato prossimo a San Siro con l’Inter e all’Olimpico contro la Roma. Dici poco. Anche perché l’entusiasmo in casa Napoli - unito a un calendario oggettivamente abbordabile - fa pensare a 12 punti su 12 più che mai possibili per gli azzurri.

 GIUSTO COSI'

È vero che la pagella di Buffon fino al 90’ è sostanzialmente ai confini del senza voto, ma è il Napoli che fa la partita fin dai primi minuti. Può essere comprensibile che la Juve stia bassa e speculi sui 4 punti di vantaggio, ma per troppo tempo rinuncia a ripartire, lasciando solo un Higuain già di suo in pessima serata. Nelle uniche occasioni in cui i bianconeri saltano il primo pressing magistralmente insegnato da Sarri, nascono il palo sulla punizione (deviata in barriera) di Pjanic, un’occasione per Higuain e una progressione insidiosa di Douglas Costa.

 Troppo poco. La Juve si abbassa. Si schiaccia. Nel secondo tempo sembra quasi una provinciale. E non è un caso che Koulibaly bruci proprio quel Mehdi Benatia che era stato il pilastro su cui la Juve, orfana di Chiellini dopo 11’, stava portando a casa uno 0-0 preziosissimo. Che poi i bianconeri prendano gol di testa da una squadra che sulle palle inattive dovrebbero sovrastare, è un merito in più da attribuire al Napoli e al miglior difensore del campionato, proprio Koulibaly.

LA FORZA DEL GIOCO 

Il Napoli la vince coi suoi principi, senza mai snaturarsi. La pressione alta tiene lontana la Juve, i difensori non si trovano mai uno contro uno coi vari Dybala e Douglas, anche loro in serata negativa. Anche in una partita in cui nessuno degli attaccanti incide, su tutti un Mertens in evidente flessione, Sarri la risolve con un difensore. E se la Juve, lo si dice da tempo, è inferiore sul piano del gioco collettivo, la dovrebbe vincere con le giocate dei suoi campioni. Che però si mettono tutti in coro per una stecca epica. E ora Allegri non può più sbagliare.

 
 
Fonte Jacopo Gerna  gazzettadellosport.it
 
Le pagelle della Roma dopo la straordinaria impresa dei tre gol rimontati al Barcellona, battuto 3-0 dopo l'1-4 del Camp Nou: Stampa E-mail
Mercoledì 11 Aprile 2018 08:49

Champions, Roma Barcellona 3-0: la remuntada è realtà, giallorossi in semifinale 

Alisson: 7 Poco impegnato, ma sempre sicuro.

Fazio: 7,5 Sul centrodestra e deve anche spingere: lo fa benissimo.

Manolas: 9 In mezzo alla difesa a tre, perché con la sua velocità impedisca a Messi di infilarsi. Un gigante. E segna un gol epico.

Juan Jesus: 7,5 Chiude ovunque e su chiunque.

Florenzi: 7,5Fa tutta la fascia, senza respiro.

De Rossi: 9 Gioca alto come mai, in pressing su Rakitic e sui difensori centrali: è la chiave tattica. Manda in porta Dzeko per l’1-0. Trascinatore e leader coraggioso, soprattutto quando segna il rigore. Mostruoso.

Strootman: 8 Notte alla Strootman: conquista palloni e li pulisce.

Kolarov: 7,5 Esperienza e sostanza, padrone della sinistra.

Schick: 7 Conquista Roma nella notte più difficile.

Nainggolan: 7 Sottotono, ma inventa l’assist da cui nasce il rigore.

Dzeko: 9 Terrorizza Umtiti e Piqué: scappa via al francese per il gol che apre la prima crepa nel Barça, si prende il rigore girando attorno allo spagnolo come fosse un ragazzino. Lavora per la squadra, con fisico e piedi. Una partita da grandissimo centravanti qual è.
Ünder: 7 Porta brio, freschezza e il corner del 3-0.

El Shaarawy: 7 Sfiora il gol con un colpo magico.

All.: Di Francesco: 9 Azzecca tutto: difesa a tre, pressing altissimo e continuo. Fa sembrare il Barcellona una piccola squadra.
 
Nell'andata dei quarti, il Real passeggia: doppietta del portoghese (secondo gol fantastico in rovesciata), tris di Marcelo. Dybala espulso, bianconeri distrutti e solo Buffon evita altri disastri Stampa E-mail
Martedì 03 Aprile 2018 21:13

Ronaldo REALmente fenomeno: lo Stadium lo applaude, Juventus (0-3) umiliata

 

 Cristiano Ronaldo passeggia sui resti della Juventus: 3-0 piu' 2 pali del Real allo Stadium e semifinale di Champions prenotata dai campioni d'Europa. Due volte il Pallone d'oro, tris di Marcelo sui bianconeri rimasti in dieci per l'espulsione di Dybala. Ecco la sintesi di una gara a senso unico, decisa da subito, dal fuoriclasse dei fuoriclasse. Non sono passati neanche tre minuti e subito va a segno: per la squadra di Allegri si fa durissima. Nella ripresa, il bis del portoghese e poi la punizione del tris con il terzino brasiliano. La differenza la fa chi ha in campo Cr7, ovvio. Ma anche gli altri non sono male, a partire da Kroos, che si stampa sulla traversa, per finire a Isco, mister fantasia. Questa volta, al tecnico dei campioni d'Italia non riescono le "allegrate": fuori Matuidi, Bentancur affoga nell'inesperienza. E affoga anche Chiellini, accerchiato dai fenomeni. In realtà, affoga tutta la Juve, con gli argentini che steccano: Higuain è nervoso più che preciso, la Joya non ha il guizzo e finisce anzitempo negli spogliatoi. Ma alla fine, tutto torna al principio, a Cristiano Ronaldo, il numero uno applaudito anche dai tifosi avversari, l'extraterrestre che ricambia con un cenno di assenso. Il più bravo è lui, vederlo vale il prezzo del biglietto. La Juve non ha un giocatore simile, che sposti gli equilibri, e paga dazio, anche più del dovuto. Il ritorno, così, pare segnato, ma al Bernabeu bisognerà giocare quantomeno con orgoglio. E ora sotto di nuovo con le sfide scudetto, obiettivo numero uno, a questo punto della stagione, per il club di Andrea Agnelli......................

 

FONTE TUTTOSPORT.IT

 
Napoli-Roma 2-4: gol e spettacolo al San Paolo Stampa E-mail
Domenica 04 Marzo 2018 14:10

Roma, Dzeko: «Alla vigilia dovevamo perdere 5-0, forse non siamo così scarsi»

 Con la doppietta del San Paolo Edin Dzeko tocca quota 50 gol in Serie A con la maglia giallorossa.

 

 

 

 DZEKO CON GERSON

Il bosniaco entra anche nella top 10 dei marcatori di tutti i tempi nella Roma, raggiungendo l'indimenticabile capitano giallorosso, Agostino Di Bartolomei, proprio a a quota 50. Il suo commento a caldo: «Non è stata una Roma perfetta, è meglio cosi, quando non si vince siamo tutti scarsi... Abbiamo fatto una grande partita contro la squadra che gioca il miglior calcio d'Italia». Dzeko non conosce i motivi della crisi: «Non lo so e non guardo al passato, si può sempre parlare. Era importante vincere stasera perchè era qualcosa di inaspettato, alla vigilia dovevamo perdere 5-0. Segno che così scarsi non siamo».

FONTE corrieredellosport.it

 
Il turco fa doppietta, completa le marcature Defrel. I campani erano passati in vantaggio con Guilherme e non avevano mai segnato due gol in trasferta Stampa E-mail
Lunedì 12 Febbraio 2018 11:35

Roma-Benevento 5-2, la Lupa va sotto e rimonta con Fazio, Dzeko e Under: Lazio scavalcata al quarto posto

 

 Cengiz Under

Il sorpasso, a Roma, resta sempre un film cult, tanto più se applicato al calcio. Certo, la vittoria dei giallorossi contro il Benevento non è paragonabile al capolavoro di Dino Risi e il Mattatore, in questo caso, è stato il piccolo Cengiz Under, ma nella vita bisogna sapersi accontentare. Quello che resta in fondo alla fredda serata dell’Olimpico non è pochissimo: il quarto posto strappato alla Lazio, per il momento; la massima goleada stagionale (5) dopo il lungo periodo di astinenza; la bella prestazione del giovane turco (due gol e l’assist per il 2-1), a conferma della prova di domenica scorsa a Verona; il ritorno al gol di Dzeko; la prima volta di Defrel in maglia giallorossa, con il rigore a tempo scaduto che proprio Dzeko gli ha detto di calciare per rompere il ghiaccio. Il primo tempo è stato veramente brutto, ma tre punti dovevano essere e tre punti sono stati. Il lavoro a Di Francesco non manca, ma per ritrovare due vittorie consecutive in campionato bisogna risalire al 5 e 18 novembre (Fiorentina-Roma 2-4 e Roma-Lazio 2-1). I punti, insomma, sono pesanti e possono dare morale in attesa di una settimana da vivere sui pedali in salita: trasferta a Udine (sabato 17), viaggio nel gelo di Kharkiv per l’ottavo di finale di Champions contro lo Shakhtar Donetsk (mercoledì 21) e sfida all’Olimpico contro il Milan che si è messo a correre (domenica 25).

Di Francesco è stato costretto a inventarsi il centrocampo. Assenti: Nainggolan e Pellegrini (squalificati) e Gonalons (lungodegente). Recuperati ma solo per la panchina: De Rossi e Schick. Soluzioni: Gerson centrale di centrocampo insieme a Strootman e Perotti trequartista nel 4-2-3-1 che, dopo la vittoria di Verona, è stato confermato. Nella sfortuna, una fortuna: l’emergenza è arrivata contro il Benevento che si è presentato all’Olimpico con questi numeri: 11 trasferte, 11 sconfitte, 3 gol fatti e 25 subiti, 37 punti in classifica meno della Roma.

Vedendo il primo tempo, però, i veri giallorossi sono sembrati i campani, andati subito in vantaggio con un tiro di Guilherme doppiamente deviato (Florenzi e Manolas) e poi capaci di tenere molto bene il campo. La Roma ha trovato il pareggio con un colpo di testa di Fazio, su cross teso di Kolarov, ma ha chiuso tra i fischi del pubblico scontento.

Di Francesco ha trovato il doppio cambio giusto nella ripresa: prima ha riportato Perotti sulla fascia, poi ha sostituito El Shaarawy, assolutamente abulico, con Defrel. Cengiz Under, portato a destra, si è rivelato devastante: prima il bell’assist di destro per l’incornata di Dzeko (2-1), poi la doppietta di sinistro con due pregevoli tiri nello specchio della porta, un esercizio che la Roma sembrava aver dimenticato.

Il Benevento ha giocato una partita coraggiosa e ha segnato in 90’ quasi quanto in tutto il campionato in trasferta. Se retrocederà, come sembra inevitabile, avrà almeno fatto vedere un buon calcio e De Zerbi è un allenatore che merita un’altra chance.

 

Fonte luca valdiserri corriere.it

 
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