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RFI per i viaggiatori con disabilità o a ridotta mobilità Stampa E-mail

Accessibilità stazioni



Dal 2011, in applicazione del Regolamento CE 1371/2007 su “diritti e obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario” , RFI ha assunto il ruolo di Station Manager, “gestore di stazione”. 

Tra i suoi compiti, l’impegno di garantire l’accessibilità delle stazioni a tutti i cittadini in partenza, transito e arrivo, con particolare attenzione alle persone con disabilità o persone a ridotta mobilità (PRM), fornendo adeguati servizi di assistenza in stazione e informazioni mirate ed eliminando progressivamente gli ostacoli fisici.

 

 

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L’allarme dela National Hurricane Center di Miami: venti fino a 100 km all’ora. Per il momento è di categoria 1. Potrebbe raggiungere Portogallo e Spagna lunedì Stampa E-mail

La tempesta Ophelia diventa uragano e si dirige verso l'Europa

 

 La tempesta tropicale Ophelia si è rafforzata diventando un uragano di categoria 1. Lo ha annunciando il Centro Nazionale Uragani Usa, spigando che si tratta della decima tempesta consecutiva della stagione che raggiunge la forza dell’uragano nell’Oceano Atlantico quest’anno. L’ultima volta, ha detto il meteorologo Philip Klotzbach della Colorado State University risale al 1893.

Nell’Atlantico c’è una tempesta tropicale, chiamata Ophelia, che si è trasformata nelle ultime ore in un uragano di categoria 1 e che, invece di seguire il consueto percorso verso i Caraibi, si sta dirigendo a nord-est, in direzione dell’Europa. In sostanza, se non cambia direzione, potrebbe arrivare nel fine settimana e lunedì prossimo alle coste di Portogallo, Spagna e Gran Bretagna.

 

Verso l’Europa

L’allarme arriva dal National Hurricane Center di Miami, secondo il quale la tempesta, vista dal satellite, ha già assunto l’aspetto di un uragano. Secondo quanto scrivono i media, Ophelia porta venti di oltre 110 km orari. La Spagna finora è stata raggiunta da due tempeste tropicali: una nel 1842 e l’altra nel 2005, dall’uragano Vince, che si placò però subito prima.

 

L’allerta

L’istituto degli uragani di Miami avverte che ci sono rischi per le terre emerse che Ophelia incontrerà sul suo cammino. Per il momento la tempesta si trova al centro dell’Atlantico, a circa 1.200 km a sud-ovest delle Azzorre, si muove per ora a circa 7 km orari, ma si velocizzerà. L’arcipelago portoghese potrebbe essere colpito. Ophelia è la 15maa tempesta tropicale atlantica del 2017, la decima a trasformarsi in uragano: raggiungendo un record stagionale che era imbattuto dal 1893, secondo Phil Klotzback, esperto di tempeste della Colorado State University.

 
Il messaggio del numero uno della compagnia ai comandanti di volo, promesso un miglioramento delle condizioni lavorative. Intanto il Belgio si prepara a fare causa all'azienda Stampa E-mail

Ryanair, O'Leary si scusa con i piloti e promette più soldi

Se avete preso in considerazione o state considerando la possibilità di unirvi a compagnie aeree meno solide finanziariamente, o esposte alla Brexit, vi esorto a restare con Ryanair per vivere un futuro migliore, voi e le vostre famiglie", scrive il manager in una lettera

 Scuse ufficiali dell'amministratore delegato di Ryanair Michael O'Leary all'intera categoria dei piloti. Dopo la cancellazione di centinaia di voli, il numero uno della compagnia aerea low cost ha scritto un messaggio a tutti i piloti dell'azienda per chiedere scusa e per invitarli a non andarsene dalla società.

Come incentivo O'Leary promette aumenti di stipendio: "Se avete preso in considerazione o state considerando la possibilità di unirvi a compagnie aeree meno solide finanziariamente, o esposte alla Brexit, vi esorto a restare con Ryanair per vivere un futuro migliore, voi e le vostre famiglie", scrive il manager nella lettera.

Dubbiosi i piloti, che lamentano come negli anni gli siano state fatte numerose promesse mai mantenute.

 

Fonte teleborsa.it

 
COSA SUCCEDE ADESSO ? Stampa E-mail

Caos Ryanair, fine dei biglietti low-cost?

 

Non solo Ryanair, tutto il modello di business delle compagnie low cost potrebbe entrare in crisi. Tradotto, in un futuro non molto lontano trovare biglietti aerei a prezzi stracciati per le mete più disparate, come spesso avviene oggi, potrebbe diventare una missione impossibile. I segnali già ci sono e si vedono. La compagnia guidata da Michael O'Leary è stata costretta ad annunciare ieri una nuova raffica di cancellazioni a partire da novembre fino a marzo 2018 per un totale di 18mila voli che avranno un impatto su 400mila passeggeri. Numeri da capogiro per la low cost più popolare di sempre che, mentre continua a negare l'esistenza di un problema di organico per la fuga di piloti , si tira fuori a sorpresa anche dalla corsa per Alitalia.

LOW COST ADDIO? - "La corsa selvaggia all'abbassamento dei prezzi si deve per forza riassestare perché i costi effettivi sono altri", spiega all'AdnKronos Cesare Pozzi, professore di Economia industriale alla Luiss. "Il fenomeno low cost - continua - si regge sul cambiamento di assetto istituzionale legato alla liberalizzazione del trasporto aereo che ha offerto delle opportunità di arbitraggio", ovvero una forma di concorrenza legata al fatto che esistono normative differenti. "Queste strategie legate all'arbitraggio hanno un po' drogato il mercato", nota l'esperto, secondo cui "ci siamo abituati a pensare" che si possa pagare per il trasporto aereo cifre che non corrispondono ai costi effettivi. Il mercato low cost, essendo legato a fenomeni di arbitraggio, "è destinato a finire - avverte - quando le condizioni a monte non ci sono più".

SU COSA SI REGGE IL MODELLO DI BUSINESS - A determinare negli anni passati, in particolare in Italia, il successo del modello di business delle low cost sono stati diversi fattori. "La liberalizzazione è sicuramente l'elemento più importante", osserva Pozzi. Vanno poi considerati il ruolo degli enti locali, che possono avere interesse all'apertura di una rotta e finanziarla, e "l'investimento pubblico fatto sugli aeroporti" tenendo conto che "in Italia ne sono stati costruiti tantissimi".

C'è anche il capitolo piloti. A un certo punto "il gioco della domanda e dell'offerta - fa notare l'esperto - ha cominciato a funzionare anche in questo settore". "C'era abbondanza di piloti, che sono quelli poi che hanno generato la crisi, perché molte compagnie di bandiera sono entrate in difficoltà" rendendo così disponibile "personale altamente qualificato che era stato formato con un grande investimento, in molti casi pubblico".

In sostanza si sono generate delle opzioni di arbitraggio e la compagnia low cost irlandese "è stata molto brava a coglierle", riconosce Pozzi. "I primi operatori che si sono mossi, Ryanair in questo è stata bravissima, hanno imposto le loro condizioni - ricorda - quindi contratti di lavoro non a tempo indeterminato per la maggior parte dei piloti".

COSA SUCCEDE ADESSO - Ora però la situazione sta cambiando velocemente e le condizioni che hanno fatto la fortuna delle low cost vengono meno. "Di piloti formati ce ne sono sempre meno - spiega l'esperto - perché col tempo questo grande investimento pubblico non è stato più fatto. Adesso poi i traffici sono aumentati e c'è anche concorrenza da parte di altri operatori. Piloti di livello non ce ne sono a sufficienza rispetto alla domanda e quindi i prezzi stanno salendo". Anche "i finanziamenti dai territori diminuiranno", prevede Pozzi, e quindi si dovrà andare verso un riassetto.

Non solo. Buona parte degli aeroporti sono stati costruiti con finanziamenti pubblici ma in una logica di liberalizzazione completa questo, secondo l'esperto, non ha più senso. "Se non è più una infrastruttura il trasporto aereo - sottolinea - come in qualunque mercato ognun per sé e Dio per tutti". Senza contare che ci sono poi altri costi in prospettiva da considerare legati alla sicurezza degli aeroporti e all'inquinamento che generano gli aerei. "Il prezzo in un mercato libero deve riflettere tutti i costi", osserva Pozzi, di conseguenza le somme che si pagano oggi per i biglietti non potranno restare le stesse.

I RISCHI PER LE ALTRE LOW COST - Non è solo la low cost irlandese a dover affrontare questo nuovo scenario. "Ryanair ha disegnato un modello e gli altri lo stanno seguendo", per cui secondo l'esperto "è ovvio che se questo modello ha basi fragili perché si basa sul fatto che si erano generate eccezionalmente condizioni di arbitraggio" quando queste terminano si va per tutti verso "una situazione molto differente". "Chi compra quel servizio - aggiunge - deve essere consapevole che lo sta pagando adesso a un prezzo basso ma che non necessariamente c'è garanzia di continuità".

EFFETTO BREXIT - A complicare le cose c'è anche la Brexit che però, secondo Pozzi, non avrà un impatto determinante. "Sicuramente qualche problema lo creerà - sottolinea - perché la Gran Bretagna è uno di quei Paesi che più ha generato traffico" ma non è il fattore che inciderà di più.

RISCHIO FALLIMENTO PER RYANAIR? - Difficile dire invece che impatto avrà su Ryanair il caos di questi ultimi tempi. E' alta la possibilità che debba ridurre le rotte. Ma esiste il rischio fallimento? "Non ho dati - premette l'esperto - ma è una compagnia talmente grande che se è brava a ridefinire il proprio modello di business probabilmente riuscirà a superare questo momento, però si deve ripensare in qualche modo". Certo è, conclude Pozzi, che "se il nostro sistema europeo gestisse le class action come gli Stati Uniti correrebbe dei rischi molto maggiori".

fonte  adnktonos. com manuela montebello

 
I pesanti blocchi venivano trasportati lungo il Nilo su barche di legno tenute insieme da corde. Lo conferma il ritrovamento di un papiro Stampa E-mail

Piramide di Giza, svelato il mistero della costruzione

 Scavi a Giza (Credits: aeraweb.org)

E' una delle sette meraviglie del mondo antico e da sempre un enigma per studiosi e appassionati. Ora però la Piramide di Cheope, conosciuta anche come Grande Piramide di Giza, vede per la prima volta aprirsi uno spiraglio sul suo passato. Come è stato possibile, nell'Età del bronzo, realizzare un'opera così imponente, alta 147 metri, in un'epoca in cui le tecnologie a disposizione non erano sicuramente quelle di cui disponiamo oggi? Come hanno potuto trasportare dalle cave quei pesantissimi blocchi che la compongono nel 2.600 a.C.? Un mistero che sembra finalmente essere svelato grazie al ritrovamento di un antico papiro, di una barca cerimoniale e alle tracce di antichi canali. Mettendo insieme questi elementi, gli archeologi hanno appena scoperto il modo ingegnoso attraverso il quale centinaia di operai trasportarono i blocchi di granito di due tonnellate e mezzo, provenienti da Aswan, a oltre 800 chilometri di distanza, per dare forma alla dimora funebre del faraone Khufu (Cheope in greco), appartenente alla IV dinastia.

I misteri svelati dal papiro. I lavoratori hanno caricato 170mila tonnellate di pietra calcarea lungo il Nilo in barche di legno fatte di tavole tenute insieme da corde, attraverso un sistema di canali costruito appositamente e un porto interno a pochi metri dalla base della piramide. Nel porto marittimo Wadi Al-Jarf è, infatti, stato ritrovato il rotolo di papiro che confermerebbe l’ipotesi. Scritto da Merer, un sovrintendente responsabile di una squadra di 40 operai, è l'unico documento esistente sulla costruzione della Grande Piramide e descrive nel dettaglio in che modo le pietre venivano spedite.

 Il papiro scoperto a Wadi Al-Jarf

 Il canale scomparso. A rivelarlo è il Daily Mail citando documentario di Channel 4 dedicato alla grande piramide egiziana, andato in onda ieri. Nel filmato, l’archeologo statunitense Mark Lehner, direttore dell'Ancient Egypt Research Associates (AERA), racconta, tra gli altri, i dettagli della scoperta di un canale scomparso sotto l'altopiano polveroso di Giza. "Abbiamo delineato il bacino centrale del canale che pensiamo possa coincidere con l'area di consegna primaria ai piedi dell'altopiano", ha detto.

La barca ritrovata. Inoltre, un altro gruppo di ricercatori nel documentario racconta la scoperta di una barca cerimoniale, che avrebbe dovuto trasportare il defunto nell'aldilà, e che conferma, nella struttura, il modello di quella impiegata per il trasporto dei blocchi di granito.

Le camere segrete. Ma i segreti sulla famosa tomba del faraone Cheope non sembrano esaurirsi del tutto. Infatti, un altro team di archeologi sta lavorando per realizzare una mappa interna della Grande Piramide di Giza usando la tecnologia laser. Il gruppo, che guida il progetto ScanPyramids, ha annunciato la scoperta di una serie di vuoti nella costruzione che ritengono siano camere nascoste. Il mistero continua.

 

fonte  MARIA LUISA PRETE repubblica.it

 
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