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Na prática, Bruxelas perde um aliado confiável no curto prazo, porque a instabilidade em Roma vai continuar. Stampa E-mail

Itália: mais do mesmo

 

 Diogo Queiroz de Andrade

A improvável coligação de direita venceu e manteve a Itália no caos. Salvini, o demagogo extremista, quer ser primeiro-ministro, liderando uma coligação temerária com Berlusconi — e empurrando para a oposição o mais votado 5 Estrelas.

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O Partido Democrático de Renzi teve um péssimo resultado e a liderança ficou deserta. Com ele, o centro político entrou em coma, dada a pulverização de resultados para os extremos. O caos não é propriamente uma situação inédita para a Itália. A jovem república — que, convém recordar, vem apenas da segunda metade do século XIX — tem um historial de soluções governativas rocambolescas que passaram por enormes coligações de partidos com visões opostas e soluções de poder em que a instabilidade era a norma.  

Importa perceber que, numa primeira análise, isto teve muito pouco que ver com a Europa no sentido estrito. Ninguém votou numa determinada postura face à Europa, até porque o tema foi convenientemente deixado de lado durante a campanha — os partidos do centro por medo de que a defesa da Europa lhes tirasse votos, os partidos dos extremos a não quererem ser honestos no seu cepticismo para não afastar os eleitores do centro. Como se tem verificado de forma consistente nos últimos anos, a estratégia resultou para os extremistas e saiu pela culatra aos partidos do centro. Não é por acaso que a derrota mais estrondosa e inesperada dos extremistas na Europa tenha sido em França, onde o vencedor Macron empunhou com orgulho e sem ambiguidades a bandeira da Europa e a partilha dos seus valores.

Mas claro que as consequências para a Europa são mais do que muitas. Na prática, Bruxelas perde um aliado confiável no curto prazo, porque a instabilidade em Roma vai continuar. Do ponto de vista financeiro, o cenário também não é o melhor: assim que os resultados foram conhecidos, a bolsa caiu, porque a instabilidade é a pior inimiga dos mercados. O pior é que o poder está do lado dos eurocépticos, tornando mais difícil qualquer acordo de fundo com um fundador original da Comunidade Económica Europeia, membro do G8 e o quinto país mais populoso do continente. A única questão “europeia” de que se falou nas eleições, e ainda assim de forma convenientemente superficial, foi a dos imigrantes, a quem dá jeito assacar os males da Itália — cuja abordagem populista terá dado mais alguns votos a Salvini. Não vão ser tempo fáceis, nem em Itália nem em Bruxelas.

 

fonte  tp.ocilbup@edardnaqd

 
Al via la collaborazione tra Trenitalia e I Borghi più belli d’Italia. Cinque liguri, tra le località promosse dall'associazione Stampa E-mail

Trenitalia: scoprire in treno il fascino dei borghi d'Italia

 

Dopo un 2017 che ha visto crescere del 7% i viaggi per turismo sui treni regionali di Trenitalia, questa vocazione trova nuovo impulso nella collaborazione tra Trenitalia e l’Associazione I Borghi più belli d’Italia presentata oggi a Roma. La partnership nasce con l’obiettivo di valorizzare il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri del Belpaese raggiungibili con il mezzo di trasporto più ecologico, conveniente, sicuro e, grazie anche all’arrivo di nuovi treni, sempre più confortevole.

Su 282 località promosse dall’associazione 23 sono facilmente raggiungibili con i treni regionali, per un totale di 580 collegamenti giornalieri: Mombaldone (AT), Orta San Giulio (NO) e Vogogna (VB) in Piemonte; Chiusa, Egna e Vipiteno (BZ) in Alto Adige; Montagnana (PD) in Veneto; Venzone (UD) in Friuli Venezia Giulia; Moneglia (GE), Finalborgo (SV), Laigueglia (SV), Borgio Verezzi (SV) e Campo Ligure (GE) in Liguria; Grottammare (AP) nelle Marche; Brisighella (RA) in Emilia Romagna; Castiglione del Lago, Passignano sul Trasimeno e Spello (PG) in Umbria; Buonconvento (SI) in Toscana; Vietri sul Mare (SA) in Campania; Chianalea (RC) in Calabria.

L’accordo fra Trenitalia e I Borghi più belli d’Italia prevede alcune iniziative congiunte di promozione turistica e marketing territoriale, calibrate per le esigenze del crescente numero di clienti del trasporto ferroviario, oltre a uno scambio di visibilità sui canali di comunicazione delle due realtà.

 Le destinazioni dei Borghi più belli d’Italia saranno promosse sugli schermi delle self-service in stazione, sul palinsesto video e sui cartelli a bordo dei treni regionali, sul sito trenitalia.com e sul magazine settimanale Note, consentendo così a Trenitalia di divenire la Railway Official Carrier de I Borghi più belli d’Italia

Inoltre, a tutti gli abbonati regionali Trenitalia sarà riservato uno sconto di 4,90 euro sull’acquisto della guida ufficiale de I Borghi più belli d’Italia, contenente tutte le informazioni necessarie per organizzare un viaggio in uno dei meravigliosi borghi, corredata di suggestive immagini e utili informazioni e consigli, acquistabile al prezzo di 9 euro anziché 13,90 euro.

 

“Se nei giorni feriali sono soprattutto studenti e lavoratori a utilizzare per ovvi motivi i nostri regionali – dichiara la Direttrice della Divisione Passeggeri Regionale Trenitalia, Maria Annunziata Giaconianel weekend i treni diventano uno tra i mezzi preferiti per i viaggi di piacere e le classiche gite fuori porta. Questo perché coniugano la comodità e il comfort con il rispetto per l’ambiente, senza contare la convenienza e il relax di non doversi preoccupare di parcheggi o di traffico stradale. Ecco che l’alleanza fra Trenitalia e I Borghi più belli d’Italia diventa una partnership strategica, in favore di un turismo semplice e sostenibile”. “La collaborazione con un partner prestigioso come Trenitalia si rivela strategica per la nostra Associazione e per i nostri borghi – sostiene il Presidente dell’associazione I Borghi più belli d’Italia, Fiorello Primi – perché ci aiuta ad aumentare la visibilità di questi piccoli centri che rappresentano, ormai senza dubbio, il nucleo centrale e vitale dell’ Italia più autentica e “fascinosa” che tutto il mondo ci invidia”.

“L’accordo di oggi rappresenta un ulteriore segnale che l’Anno dei Borghi 2017 non si è concluso a dicembre scorso – aggiunge infine il Sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, Dorina Bianchi – ma prosegue il suo percorso di valorizzazione dei piccoli comuni italiani. Oggi parliamo di rete nel senso di “rete ferroviaria”, legata al turismo e alla promozione di quei piccoli centri che meritano di essere messi in evidenza per il loro valore paesaggistico e culturale.
I borghi sono l’essenza del Made in Italy, che è fortemente attrattivo per il turismo. Le piccole realtà fanno del nostro Paese un luogo unico: un circuito di bellezza straordinariamente diffuso lungo tutto il suo territorio fisico, lungo un arco di secoli di civiltà. D’altra parte l’Italia stessa è un borgo diffuso dal momento che il 70% dei Comuni ha meno di 5mila abitanti. Continuiamo a sostenerli perché attraverso questi piccoli centri si conferisce slancio al turismo dell’intero Paese”.

 

 
La catena dei supermercati fondata a Londra nel 1869 da John James Sainsbury e sua moglie Mary Ann, già lo scorso anno aveva scelto una coppia gay per lo spot di Natale. Stampa E-mail

Gb, svolta storica per Sainsbury: stesso sesso sui biglietti per San Valentino

 L'industria delle cartoline nel Regno Unito vale circa due miliardi di euro

 Basta un piccolo segno per fare un passo in avanti. Quello che ha scelto di fare Sainsbury, la terza catena dei supermercati britannici fondata a Londra nel 1869 da John James Sainsbury e sua moglie Mary Ann, arriva nel giorno degli innamorati, dei baci. Quello dei santi e valentini, in un Regno che oggi è un po' più unito. E che certamente ha capito il valore, anche economico, di un mercato più aperto.

 

 Al di là e oltre lo stivale che tente a prenderlo lievemente sotto gamba, San Valentine Day è una giornata molto sentita. I ristoranti moltiplicano tavoli da due, accendono candele, abbassano le luci. I single si organizzano a gruppi nei pub e partono a un fiero contrattacco. I negozi si riempiono di cioccolatini, cuori di carta, bigliettini a tema. Il tema è l'amore e questa volta per la prima nella sua lunghissima storia Sainsbury ha deciso di ridisegnarne i confini e ha messo in vendita card che rappresentano coppie dello stesso sesso.

I disegni sono semplici, minimali, una donna e una donna, un uomo e un uomo. In mezzo un più. Il piccolo segno, il risultato, un cuore. A proposito del lancio, James Brown, il direttore della pubblicità di Sainsbury, ha precisato: "Scegliere il biglietto perfetto per San Valentino è un'esperienza personale e sentimentale, motivo per cui siamo lieti di offrire nuove card per lo stesso sesso e dare la possibilità a tutti i nostri amati clienti di scegliere quella più giusta per loro". Non è la prima volta però. Già l'anno scorso la catena aveva scelto una coppia gay per lo spot di Natale due volte di seguito.

 

 Un passo avanti niente male considerando che solo un paio di anni fa centinaia di persone si erano radunate e avevano occupato un negozio Sainsbury a Hackney, east London, con bandiere arcobaleno e musica di Diana Ross a alto volume, decise a vendicare con una maratona di baci, Kissathon, l'affronto subito da Thomas Rees, 32, e il suo fidanzato Joshua Bradwell, 25, che erano stati fatti uscire dallo store dopo le lamentele di un cliente che li aveva visti per mano.

Si stima che l'industria delle cartoline nel Regno Unito valga circa 1,7 miliardi di sterline, più o meno due miliardi di euro, di cui 40,2 milioni di sterline sono spesi solo in biglietti di San Valentino. Quella di Sainsbury, da anni ormai in prima linea nelle scelte delle campagne pubblicitarie, è una mossa astuta, forse prevedibile, ma resta nello stesso tempo un piccolo bel segno in più.

 

FONTE  KATIA RICCARDI repubblica.it

 
Lo sottolinea la Cassazione colmando una lacuna normativa Stampa E-mail

Cassazione: l’aereo è in ritardo, per il rimborso non servono prove

 

Se l’aereo ritarda, i passeggeri hanno diritto a chiedere un indennizzo alla compagnia aerea - che può variare a secondo della gravità e della possibilità di ricollocamento su un altro volo - senza avere alcun onere di provare il ritardo subito, basta che alleghino il biglietto e sostengano che il contrattempo si è verificato.

Sarà la compagnia aerea a dover dimostrare, nel caso intenda contestare la richiesta di risarcimento, che l’orario di atterraggio è stato rispettato.

Lo sottolinea la Cassazione colmando una lacuna normativa e accogliendo il ricorso di un passeggero contro la decisione del Tribunale di Roma che gli aveva negato il rimborso dicendo che non aveva dimostrato il ritardo. 

Affermano infatti i supremi giudici - nella sentenza 1584 - che «nè la Convenzione di Montreal, nè il Regolamento Ce 261/2004 contengono alcuna regola specifica in tema di onere della prova dell’inadempimento (negato imbarco o cancellazione del volo) o dell’inesatto adempimento (ritardato arrivo rispetto all’orario previsto)».

Dopo aver constatato «l’assenza di una norma speciale» per risolvere questo tipo di problemi, purtroppo abbastanza frequenti, la Cassazione ha osservato che «mentre il passeggero di regola non ha disponibilità di una prova diretta del ritardo dell’aeromobile su cui viaggiava (tranne, in ipotesi, la riproduzione fotografica dei tabelloni informativi dell’aeroporto), il vettore aereo - che opera in regime di controllo e verifica, da parte delle autorità aeroportuali, del tracciato aereo di ogni volo - ha agevole facoltà di accesso alla prova ufficiale dell’orario esatto in cui il velivolo è atterrato». 

Al passeggero che si è rivolto alla Cassazione, il Tribunale della capitale, aveva negato il rimborso del volo Berlino-Roma di Easyjet che aveva avuto quattro ore di ritardo il 23 dicembre del 2009 facendogli perdere anche l’imbarco sul Roma-Palermo.

Secondo il Tribunale capitolino, «è certo che il passeggero deve dimostrare e non semplicemente allegare la circostanza che il volo ha subito un ritardo, ossia deve dimostrare l’inadempimento del vettore, la cui responsabilità poi si presume, nel senso che è quest’ultimo a dover fornire la prova liberatoria». 

Questa tesi è stata totalmente sconfessata dagli `ermellini´.

«Il passeggero che agisca per il risarcimento del danno» per negato imbarco, cancellazione del volo o ritardato arrivo «deve produrre il titolo o il biglietto di viaggio o altra prova equipollente, potendosi poi limitare alla mera allegazione dell’inadempimento del vettore», scrive il verdetto.

«Spetta a quest’ultimo, convenuto in giudizio, dimostrare l’avvenuto adempimento, oppure che, in caso di ritardo, questo sia stato contenuto sotto le soglie di rilevanza fissate dal Regolamento Ce 261/2004», conclude la Cassazione.

Ora il Tribunale deve riaprire il caso dando ragione al passeggero.

 

Fonte lastampa.it

 
ALLA SCOPERTA DEL MISTERO EGIZIO Stampa E-mail

Un trono di ferro meteoritico: ecco cosa custodirebbe la stanza del mistero della piramide di Cheope

 

Un trono di ferro meteoritico. Potrebbe essere questo il «grande segreto» celato dalla camera dei misteri della Piramide di Cheope, la cavità recentemente scoperta all’interno della tomba del faraone nella piana di Giza, in Egitto. A dare questa interpretazione è il professor Giulio Magli, matematico e archeoastronomo del Politecnico di Milano. 

La sua ricerca è stata appena pubblicata su arXiv e ipotizza che quell’enorme cavità - presentata al mondo lo scorso novembre da un team di ricercatori guidato da Mehdi Tayoubi (Hip Institute, Parigi) e Kunihiro Morishima (Università di Nagoya, Giappone) - custodisca al suo interno il trono di ferro che serviva al faraone per raggiungere le stelle del Nord, ovvero per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio verso l’aldilà.

 

Utilizzando una tecnica non invasiva - basata sulla misurazione di particelle elementari generate nei raggi cosmici - i ricercatori hanno attestato la presenza di una grande camera segreta. E da quel momento si è aperta la sfida per capire cosa custodisca e a cosa fosse destinata. 

All’interno della piramide ci sono quattro condotti strettissimi, che puntano verso le stelle. Una di queste è già stata esplorata senza risultati, mentre il foro più a nord è tutt’oggi sigillato. E per Magli potrebbe essere proprio quella la via che conduce alla «sala del trono». 

La piramide di Cheope – spiega l’archeoastronomo – è stata costruita intorno al 2550 avanti Cristo ed è uno dei monumenti più grandi e complessi della storia dell’architettura: le sue camere interne sono accessibili attraverso stretti condotti, uno dei quali, prima di arrivare alla camera funeraria, si allarga e si alza formando improvvisamente la cosiddetta Grande Galleria. La stanza appena scoperta è proprio sopra questa galleria, ma non ha una funzione pratica di scarico del peso che grava sopra la Grande Galleria, perché il suo tetto era già stato costruito con una tecnica a spiovente proprio per questo motivo». 

C’è quindi un’altra «possibile interpretazione, che è in buon accordo con ciò che sappiamo sulla religione funeraria egiziana come testimoniato nei Testi delle Piramidi: in questi testi si dice che il faraone, prima di raggiungere le stelle del nord, dovrà passare per le porte del cielo e sedersi sul suo trono di ferro», afferma il professor Magli.

Ora, per confermare questa ipotesi si dovrebbe fare una nuova esplorazione all’interno della piramide, prima di tutto per confermare che il canale conosciuto porti effettivamente alla sala del trono, e poi guardare cosa c’è realmente al suo interno, visto che le immagini disponibili sono troppo approssimative per capirlo. 

Per farci un’idea sulle fattezze del trono, basterebbe guardare quello della madre di Cheope, la regina Hetepheres, ricostruito dalla Harvard University: una sedia in legno di cedro ricoperta d’oro e ceramica. Anche se quello di Cheope «potrebbe essere rivestito con sottili lamine di ferro meteoritico, cioè di ferro ad alta percentuale di nichel proveniente da meteoriti ferrose».

Un mistero nel mistero, per la più antica delle sette meraviglie del mondo antico, l’unica a rimanere in gran parte intatta, custodendo così il suo incredibile fascino ammirato da milioni di turisti ogni anno. 

LEGGI ANCHE Scoperta una misteriosa cavità nella piramide di Cheope 

 

Fonte  noemi penna lastampa.it

 
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