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Ma resta comunque l’alimento preferito da consumare ogni giorno dal 46% degli italiani Stampa E-mail

Consumi: -3% pasta sulla tavola degli italiani

  E' svolta sulle tavole degli italiani con un calo del 3% degli acquisti di pasta secca ma in controtendenza all’andamento generale vola quella ottenuta da grano coltivato in Italia specie se di varietà antiche.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea relativi al primo trimestre del 2017 in occasione della diffusione dell’Indagine Doxa per Aidepi secondo la quale la pasta resta comunque l’alimento preferito da consumare ogni giorno dal 46% degli italiani.

Senza glutine, boom -In controtendenza al calo generale che prosegue anche nel 2017 si registra – sottolinea la Coldiretti - un incremento per quella garantita per il 100% con grano italiano e per quella integrale ed un vero e proprio boom per il senza glutine.

 

fonte teleborsa.it

 
Il prediletto dal leader libico, detenuto dalla fine del 2011, avrebbe approfittato dell'amnistia approvata dal Parlamento di Tobruk. Ma in teoria su di lui pende ancora un mandato d'arresto internazionale per crimini contro l'umanitàTobruk Stampa E-mail

"Liberato il figlio di Gheddafi": le milizie annunciano il rilascio di Saif al islam

 

 Saif al Islam, figlio dell'ex leader libico Muammar Gheddafi, ucciso il 20 ottobre 2011, sarebbe stato liberato dalla regione di Zintan e sarebbe arrivato nella città orientale di Beida in Cirenaica. Lo riferisce la rete al-Arabiya.

A liberare Seif al Islam, 44 anni, secondogenito e il preferito tra i figli di Gheddafi, è stata la brigata Abu Bakr al-Sadiq, una milizia che controlla la città di Zintan, in Tripolitania, la Libia occidentale. Seif, detenuto dalla fine del 2011, è stato liberato in base all'amnistia approvata dal Parlamento di Tobruk in Cirenaica.

Il figlio di Gheddafi in teoria sarebbe ancora soggetto a un mandato di arresto internazionale per crimini contro l'umanità per i reati di cui si è macchiato negli otto mesi della rivolta contro il padre. Ma il governo libico (sia quello di Tripoli che quello di Beida che fa riferimento a Tobruk) hanno conteso alla Corte Penale Internazionale dell'Aja il diritto di processarlo.

A Tripoli nel 2015 Saif al Islam venne anche condannato a morte ma la pena non venne mai eseguita perché era nelle mani della brigata di Zintan e ora si trova in Cirenaica, fuori dalla sfera di influenza del governo riconosciuto dall'Onu, del premier Fayez al Serraj, che controlla solo parte della Tripolitania.

 

Fonte repubblica.it

 
Temi al centro della 9a edizione anche distrazioni e mancato rispetto codice stradale nell’attraversare i binari. Stampa E-mail

Passaggi a livello: distrazione da smartphone la principale causa di incidenti

  Anche in ambito ferroviario lo smartphone è la principale causa di incidenti. Lo dice una ricerca presentata alla nona edizione di ILCAD (International Level Crossing Awareness Day), la giornata internazionale di informazione e sensibilizzazione dei passaggi a livello – promossa dall’Union Internationale des Chemins de Fer (UIC) – che si tiene il 2 giugno a Montreal (Canada).

Tema di ILCAD 2017 è la distrazione causata dall’utilizzo degli smartphone o di altri dispositivi, soprattutto per le persone dai 15 ai 35 anni che spesso sottovalutano i rischi che corrono utilizzando dispositivi elettronici mentre guidano o camminano. Lo scopo della campagna è quindi informare i cittadini sui comportamenti sicuri da adottare in prossimità dei passaggi a livello.

Tra le principali cause di incidenti, anche mortali, che coinvolgono automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni ai passaggi a livello, oltre allo smartphone, ci sono anche distrazione e errati comportamenti abitudinari nell’attraversare i binari quando le barriere sono chiuse; mancato rispetto del Codice della Strada (art. 147), delle norme di sicurezza e della segnaletica stradale.

In Italia, sulla rete gestita da RFI, (Gruppo FS) nel 2016 sono stati 21 gli incidenti ai passaggi a livello: 13 con veicoli, cinque con pedoni e tre con ostacoli posti sulla linea. Cinque i decessi e altrettanti i feriti. Il numero degli incidenti è in diminuzione rispetto all’anno precedente. Nel 2015 sono stati 37, di cui 14 con i veicoli, 15 con pedoni e ciclisti e otto con ostacoli vari, con otto morti e nove feriti.

"Rendere il trasporto ferroviario più sicuro e affidabile – ha sottolineato Renato Mazzoncini, Presidente UIC e Amministratore delegato di FS Italiane nel suo intervento a Montreal – è l’impegno che abbiamo in UIC e che è condiviso da tutte le ferrovie mondiali per rendere ancora più visibili i vantaggi di questa modalità di trasporto".

"Come Gruppo FS Italiane - ha aggiunto - stiamo investendo nell’eliminazione dei passaggi a livello e nell’installazione di nuove tecnologie, ma è altrettanto importante sensibilizzare tutti gli utenti di strada e ferrovia a essere più attenti e a non distrarsi nelle vicinanze di un passaggio a livello”.

Rete Ferroviaria Italiana, Gestore dell’infrastruttura nazionale, è impegnata nel piano di eliminazione dei passaggi a livello, sostituendoli con opere di viabilità alternative. Tutte le nuove linee ferroviarie sono invece costruite senza passaggi a livello. Nel 2016 Rete Ferroviaria Italiana ha soppresso 168 incroci fra strada e ferrovia, di cui 135 in consegna a privati, con un investimento complessivo di circa 60 milioni di euro. Nel 2017 RFI prevede di eliminare 120 passaggi a livello, di cui 92 in consegna a privati. L’investimento complessivo sarà di circa 65 milioni di euro.

 

fonte teleborsa.it

 

 
L'annuncio del ritiro dall'accordo di Parigi sul clima arriva proprio cento anni dopo l'adesione degli Usa alla Prima guerra mondiale: è il segnale che Trump ha fatto abdicare l'America dal ruolo di perno del pianeta VITTORIO ZUCCONI Stampa E-mail

La fine del secolo americano

 

                                                                     Donald Trump (reuters)

 l "secolo americano" è finito con Donald Trump.

Sono trascorsi, in una coincidenza potentemente simbolica, cento anni dal 6 aprile del 1917, il giorno in cui gli Stati Uniti d'America furono trascinati, molto recalcitranti, in quella "inutile strage" che fu la Prima guerra mondiale.

Dai conflitti europei e poi mondiali, gli Usa non sarebbero più usciti, arrivando, prima attraverso guerre roventi e poi guerre fredde, a plasmare un ordine mondiale che fino all'annuncio del ritiro dall'accordo di Parigi sul clima, li aveva visti, vittoriosi o sconfitti, nella ragione o nel torto, sempre nel ruolo di perno.

A questa posizione, il più provinciale, e il meno preparato, degli uomini eletti da Woodrow Wilson a Barack Obama, Donald Trump, ha deliberatamente rinuciato, arrivando a raccontare l'America come la vittima di un sinistro complotto internazionale per defraudarla con il pretesto della difesa ambientale e addirittura come lo zimbello "che ha fatto ridere di noi".

Ma nessuno ha mai "riso" dell'America.

Se nel mondo si ride, si ride di Trump, non dell'America.

Ma il senso di questo annuncio, che non cambierà molto perché tutte le principali corporations americane, da Microsoft alla General Elelectric, dalla Exxon alla Disney, hanno già annunciato che continueranno nella loro scelta "verde" (persino i petrolieri, che tutto vogliono meno che assistere al ritorno della concorrenza del carbone) non è ecologico.

È politico.

È il segnale che l'America ha abdicato, con Trump, all trono che essa stessa si era costruita nel secolo cominciato quel giorno di aprile del 1917, quando il Senato votò la dichiarazione di guerra alla Germania imperiale.

Che è tornata a essere un attore in cerca di ruolo, non più il regista, un piccolo Paese con un formidabile forza armata, una piagnucolosa, vittimista e paraonica nazione che si vede assediata da nemici decisi ad "approfittare" di lei, come lamenta Trump con il tono del bottegaio che protesta per la concorrenza sleale del negozio accanto.

Chi e che cosa - se una singola nazione o un concerto di nazioni meno stonato della Unione Europea - salirà sul trono lasciato vacante dal superpalazzinaro di Queens, se comunque il secolo americano sarebbe finito nell'emergere di altre potenze inimmaginabili appena qualche decennio fa, come Cina o India, non è dato sapere.

Ma qualcosa sappiamo: non ci sarebbe nessuna Festa della Repubblica, il 2 giugno in Italia, se nel 1943, come nel 1917, le truppe americane con i loro Alleati, non fossero sbarcate in Sicilia per demolire la monarchia e il fascismo.

 

FONTE VITTORIO ZUCCONI REPUBBLICA.IT

 
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