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Non soltanto scimmie sottoposte ai test per verificare gli effetti dei gas di scarico. I colossi tedeschi dell'auto si difendono. Ma cade la prima testa in Volkswagen. E arriva la condanna dell'Europa. Stampa E-mail

Cavie umane, le cose da sapere sullo scandalo in Germania

 

Scimmie, ma anche esseri umani. Utilizzati come cavie per testare gli effetti dei gas di scarico.

Lo scandalo che ha travolto i colossi tedeschi dell'auto porta con sé le prime, pesanti, ripercussioni.

Volkswagen ha sospeso Thomas Steg, responsabile del gruppo per la sostenibilità e le relazioni esterne dal suo incarico fino a quando non sarà fatta piena chiarezza.

E anche la Commissione europea, attraverso il portavoce Margaritis Schinas, ha pesantemente condannato il comportamento che le aziende tedesche avrebbero messo in autto e di cui nessuna si è finora assunta la paternità.

1. La difesa dell'università: «Ricerca a tutela dei lavoratori»

Il caso delle cavie umane, rivelato dalla Süddeutsche Zeitung e dallo Stuttgarter Zeitung, ha scatenato una nuova bufera sull'auto tedesca, già ammaccata dal Dieselgate. Anche Angela Merkel si è unita al coro dell'indignazione generale, definendo certe pratiche «eticamente ingiustificabili».

Al chiarimento sollecitato dalla cancelliera e dai vertici di Volkswagen Daimler e Bmw, finiti nella tormenta, l'università di Aquisgrana ha risposto però difendendo lo studio svolto nelle sue strutture.

La ricerca era stata concepita «a tutela dei lavoratori delle fabbriche», e aveva avuto «l'approvazione del comitato etico dell'ateneo».

I soggetti testati sono stati sottoposti «a una concentrazione di gas ben inferiore rispetto a quella esistente sui posti di lavoro».

2. Le case automobilistiche spalle al muro: «Test contrari ai nostri valori»

Una risposta che almeno cancella il dubbio che l'industria tedesca avesse promosso la ricerca, per scagionarsi dalle manipolazioni delle emissioni.

I due quotidiani hanno riferito di 25 persone sottoposte alle emissioni del diossido di azoto nell'ambito dei test promossi dalla Società di Ricerca europea per l'Ambiente e la salute nei trasporti, Eugt, fondata proprio dai tre colossi dell'auto, (uno strumento della potente lobby tedesca sciolto nel 2017, dopo il Dieselgate).

Daimler ha subito preso le distanze, affermando di «non aver inciso in alcun modo sui tests» e di voler aprire un'inchiesta per capire «come si sia potuto arrivare a questo». Questi esperimenti sono «contrari ai valori del nostro gruppo», ha anche affermato. Anche Bmw ha affermato di essere del tutto estranea allo scandalo.

3. Scimmie richiuse in vetrina e sottoposte alle emissioni: Volkswagen si scusa

Posizione che le due case automobilistiche avevano già assunto sul caso delle scimmie rinchiuse in vetrine per ore e sottoposte alle emissioni.

Volkswagen, che invece in quel caso si era scusata definendo il metodo «un errore di alcuni», ha lasciato parlare Dieter Poetsch, il presidente del Consiglio di sorveglianza, il quale ha definito gli esperimenti sugli animali «del tutto inaccettabili».

Il policlinico universitario Rwth di Aquisgrana ha provato a sgomberare il campo almeno da questo equivoco: commissionato nel 2012 e realizzato fra il 2013 e il 2014, lo studio in questione «non ha avuto nulla a che fare col Dieselgate» e neppure coi tests sulle scimmie.

4. Diossido di azoto: i danni alla salute certificati da Oms e Iarc

A motivare la ricerca (i risultati sono stati pubblicati nel 2016) era la tutela dei lavoratori nelle fabbriche.

I soggetti umani sono stati esposti a concentrazione di diossido di azoto pari a 0,01, 0,5 e 1,5 parti per milioni (ppm), un livello inferiore rispetto all'habitat delle fabbriche).

Dopo quattro settimane in ognuno dei partecipanti sono state misurate funzionalità polmonari, segnali d'infiammazione nel sangue, in secrezioni nasali, saliva e respiro.

E nessun è rimasto danneggiato, per l'università.

Per l'Oms il diossido d'azoto provoca effetti sulla salute se inalato a livelli superiori a 2 ppm. Che gli scarichi dei diesel facciano parte del gruppo 1 delle sostanze cancerogene, quello per cui ci sono più evidenze, lo decreta invece una monografia della Iarc, l'agenzia Onu per la ricerca sul cancro, pubblicata nel giugno del 2012.

 

fonte lettera43.com

 
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L’ex presidente catalano in Danimarca per partecipare a una conferenza. Ma potrebbe essere una mossa per essere eletto Stampa E-mail

Puigdemont sbarca a Copenaghen: i giudici spagnoli chiedono l’arresto

 

 

La mossa è studiata, ma le conseguenze ancora non sono chiare. Carles Puigdemont, candidato alla presidenza catalana e ricercato dalla giustizia spagnola, è arrivato stamattina a Copenaghen con un volo Ryanair dall’aeroporto belga di Charleroi. Ufficialmente l’ex presidente è in Danimarca per partecipare a una conferenza all’università (oggi alle due), ma il viaggio ha mandato in subbuglio i giudici spagnoli.  

Il mandato di cattura  

La procura generale di Madrid ha chiesto immediatamente di attivare il mandato di cattura europeo, che gli stessi spagnoli avevano annullato lo scorso 5 dicembre. Puigdemont ha viaggiato con un semplice bagaglio a mano e il suo ritorno è previsto per martedì o mercoledì. Ma il viaggio in Danimarca potrebbe avere una motivazione tattica: se l’ex presidente venisse arrestato potrebbe chiedere il voto delegato per il parlamento catalano, in quanto impossibilitato a essere presente alle sedute.  

L’elezione  

La prossima settimana Puigdemont vorrebbe essere eletto presidente dal parlamento catalano, ma la condizione è presentarsi al dibattito di investitura del 30 gennaio, cosa assai complicata, visto che un suo ritorno in Spagna comporterebbe l’arresto immediato. L’escamotage degli indipendentisti, eleggere il presidente per via telematica, è vietato dai regolamenti, così servirebbe una nuova forzatura per imporre la propria volontà. I numeri dicono che si può fare, il buon senso e l’esperienza recente (si rischia il carcere) fanno pensare che si troverà un altro leader.

 

FONTE  francesco olivolastampa.it

 
I bambini sono i più colpiti Stampa E-mail

Quasi 4 milioni di italiani a letto con l’influenza: mai così tanti ammalati dal 2004

 

Il virus dell’influenza cambia pelle, aggira la barriera del vaccino più diffuso e fa il record di allettati: quasi 4 milioni dall’inizio dell’epidemia, 832mila solo nella seconda settimana di gennaio. Numeri che non si vedevano dalla stagione 2004-2005, rimarcano i curatori del bollettino Influnet dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che monitora l’andamento dell’influenza. Il virus probabilmente ha raggiunto il suo picco apprestandosi, almeno si spera, a battere lentamente in ritirata, dopo aver messo a tappeto esattamente 3 milioni e 883mila italiani. L’incidenza è ancora molto alta, pari 13,73 casi ogni mille assistiti, ma gli esperti dell’Iss registrano una lieve flessione della curva epidemica «che fa ben sperare», rassicurano. 

Intanto però a farne le spese sono soprattutto i bambini sotto i 5 anni, alcuni dei quali stanno in questi giorni affollando i pronto soccorso pediatrici per complicanze alle vie respiratorie. Colpa di uno dei due ceppi B del virus, quello della famiglia Yamagata. «In Italia – spiega il Professor Giovanni Corsello, pediatra con una cattedra all’Università di Palermo- non si vedeva da sei anni, motivo per cui i più piccoli, se non vaccinati, non hanno costruito gli anticorpi necessari a respingerlo». Appunto il vaccino. Molti lo hanno fatto ma sono finiti ugualmente sotto le coperte e hanno finito per trasformarsi in untori, perché questa variante del virus tende più delle altre a trasmettersi con facilità. Questo perché i calcoli statistici che si fanno ogni anno per prevedere quali varianti del virus occorrerà fronteggiare non avevano considerato l’ipotesi che questa del ceppo B rialzasse la testa. Conseguentemente il vaccino trivalente, quello più diffuso non contiene gli antigeni al Yamagata, che sta scorazzando soprattutto tra i più piccoli. Lo contiene invece il vaccino quadrivalente e quello adiuvato Flued, che si somministra agli anziani per stimolarne maggiormente le difese immunitarie più deboli. Entrambi però costano più del trivalente, in media 18 euro contro 10. E anche questo ha finito per pesare, sconsigliando l’investimento alle Regioni più attente al bilancio. 

«Il virus del ceppo B che sta circolando -spiega sempre Corsello- solitamente non da complicanze, ma nel 10% dei casi può aprire la strada a batteri portatori di polmoniti e otiti medie». Cosa fare se il bambino di ammala? «Farlo stare in ambiente protetto e idratarlo molto. L’antipiretico se la febbre supera i 38 e mezzo, ma se l’influenza dopo 5 giorni persiste è necessario portarlo dal pediatra per una visita accurata». E gli antibiotici? «Solo se le complicanze di origine batterica vengono diagnosticate oppure, a scopo preventivo, se la febbre dura da troppi giorni», spiega il professore. 

Intanto uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista “Science” annuncia come in dirittura d’arrivo il super-vaccino antinfluenzale, in grado di offrire per lungo tempo copertura a tutte le varianti del virus e il tutto con un pratico spray nasale. Ma oramai se ne parlerà per il prossimo anno. 

 

Fonte paolo russo lastampa.it

 

 
Dal 15 gennaio le nuove regole: chi vorrà portare il bagaglio dovrà acquistare un pacchetto premium che include l'imbarco prioritario. Multa da 50 euro al gate per chi non si adeguerà Stampa E-mail

Rivoluzione Ryanair: addio al trolley gratis. In cabina permessi solo borse e zainetti

 

 Niente più trolley come bagaglio a mano sui voli Ryanair, a meno di non mettere mano al portafoglio. È in arrivo un grande cambiamento per uno dei vettori low cost più utilizzati dai viaggiatori. Da lunedì 15 gennaio sarà possibile portare a bordo due bagagli a mano se si acquista il pacchetto Premium, altrimenti sarà sempre possibile portare un piccolo bagaglio, come una borsetta o uno zaino, ma non il trolley che verrà registrato e sistemato nella stiva gratuitamente. Il tutto direttamente al gate e senza comunque dovere imbarcare il bagaglio al check-in. Di fatto, quello che prima accadeva solo per alcuni passeggeri, l'imbarco in stiva del bagaglio quando le cappelliere dell'aereo rischiavano di non avere abbastanza spazio per tutti, da lunedì avverrà per tutti i bagagli (non borse e zaini) di chi non avrà pagato il suppplemento. Causando così peraltro anche un lavoro extra per il personale aeroportuale.

Inoltre la borsa piccola dovrà rientrare nelle dimensioni di 35 x 20 x 20 cm e dovrà poter essere sistemata  sotto il sedile davanti al passeggero. Ai passeggeri che, invece, hanno acquistato i pacchetti Premium e i due bagagli a mano, Flexi Plus, Plus o Family Plus sarà consentito portare a bordo i due propri bagagli a mano, il trolley e la borsa con le misure consentite: il primo andrà nella cappelliera, il secondo sotto la poltrona davanti al passeggero.

Previste anche sanzioni: la mancata osservanza di queste nuove regole comporterà il pagamento di una penale pari a 50 euro per articolo al gate di partenza "e - spiega la compagnia - potrebbe causare ritardi per tutti i passeggeri a bordo".

 
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Notizie Flash

Ci sono passioni che uniscono le donne a tutte le latitudini: di certo quella per le scarpe si può dire quasi universale. Questa volta è la Nuova Zelanda a far parlare di sé per un modello davvero esclusivo. Si tratta di un paio di decolleté ricoperte di diamanti bianchi per un valore di circa 500mila dollari.


 

A realizzarle è stata la designer Kathryn Wilson in collaborazione con Sarah Hutchings, designer per Orsini Gioielli. Per realizzare le scarpe è stato necessario un lavoro certosino: prima la scelta delle pietre, poi la loro composizione sulle scarpe. Per decorarle è stato necessario usare una pinzetta e una colla speciale: un lavoro di precisione per un paio di scarpe da sogno.

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