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IL PORTOGALLO QUARTO IN CLASSIFICA DAVANTI LA DANIMARCA !!! Stampa E-mail

Qual è il Paese più pacifico del mondo?

 

Nel 2017 il mondo è diventato un po’ meno pacifico dell’anno precedente ed è la quarta volta consecutiva che succede, secondo l’ultimo rapporto del Global Peace Index . L’indice è calcolato dal centro di ricerca internazionale Institute for Economics and Peace e tenta di verificare la situazione a livello dell’intero pianeta e dei singoli Stati. È un indicatore basato non solo sull’esistenza di una vera e propria situazione di conflitto con un altro Stato o di una guerra civile interna, ma anche su altri parametri. Se uno Stato sia più o meno pacifico e se faccia o meno progressi rispetto all’anno precedente dipende anche dagli omicidi e dai crimini violenti in generale che si registrano al suo interno, dalle relazioni che ha con gli altri Paesi, dalle spese militari e da altri 20 indicatori che vengono raggruppati in tre categorie: sicurezza, conflitti in corso, militarizzazione. 

La richiesta di aumentare le spese militari dei Paesi della Nato avanzata dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, se venisse accolta, farebbe perdere punti in questo indice.  

Gli Stati Uniti (che hanno spese militari attorno al 3,5% del Pil) sono al 121esimo posto su 163 Stati presi in considerazione, collocati tra l’Armenia e la Birmania, a un livello di pacificità definito “medio”

Il Paese più pacifico del mondo risulta essere l’Islanda, che mantiene questo primato da dieci anni, seguita da Nuova Zelanda, Austria, Portogallo e Danimarca.

L’Italia si trova al 38esimo, con un punteggio che viene definito di alta pacificità.

All’ultimo posto si trova da cinque anni ormai la Siria, preceduta da Afghanistan, Sud Sudan, Iraq, Somalia, Yemen e Libia. Anche Russia e Ucraina, Corea del Nord e Turchia, Pakistan e Nigeria sono nella lista dei Paesi meno pacifici del pianeta. La situazione è peggiorata in 92 Stati e migliorata solo in 71. 

In generale, l’Europa resta l’area del mondo meno conflittuale (Medio Oriente e Nord Africa resta invece l’area più conflittuale), ma anche nel nostro Continente le cose sono andate peggio nel 2017 per il terzo anno consecutivo. 

La pace rende dal punto di vista economico. I Paesi più pacifici hanno fatto registrare tassi di crescita del Prodotto interno lordo tre volte superiori rispetto a quelli meno pacifici negli ultimi settant’anni. E il reddito pro capite delle nazioni in cui la situazione è migliorata è cresciuto sette volte di più rispetto a quelli in cui è peggiorata.

 

FONTE  Paolo MaglioccoLASTAMPA.IT

 
Uno studio della Cgia: «Quasi due divieti di sosta su tre non vengono saldati» Stampa E-mail

Boom di multe stradali. Ma solo pochi le pagano

 Sono aumentate di quasi l’81% le multe rifilate agli automobilisti negli ultimi 10 anni a seguito della violazione del codice stradale. È quanto calcolato dalla CGIA che mette anche a fuoco come il numero di automobilisti che le hanno pagate è sceso drasticamente. Nel 2016, ultimo anno in cui i dati sono disponibili, appena il 39 per cento di chi ha ricevuto una contravvenzione per aver lasciato l’auto in divieto di sosta o per non aver rispettato i limiti di velocità ha eseguito il pagamento. Il rimanente 61 per cento non lo ha proprio fatto e, ipotizza la CGIA, forse lo ha eseguito solo in seguito, approfittando dell’introduzione della rottamazione delle cartelle avvenuta in più riprese in questi ultimi 2 anni. La CGIA fa sapere che nel 2016 gli oltre 8 mila Comuni italiani hanno disposto quasi 2,5 miliardi di euro di multe per la violazione del codice della strada, anche se poi hanno riscosso circa 1 miliardo (cioè il 38,8 per cento). Rispetto a 10 anni prima, la situazione per le casse comunali è peggiorata moltissimo. Nel 2006, infatti, a fronte di 1,3 miliardi di multe comminate, a onorarle era stato quasi il 60 per cento dei destinatari della sanzione. «La farraginosità del sistema – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi. Paolo Zabeo – rende molto difficile l’opera di riscossone. C’è la necessità di efficientare e velocizzare l’attività di recupero nei confronti di chi non paga entro i limiti di legge, anche se è necessario che molte amministrazioni comunali si ravvedano. Gli automobilisti, e in particolar modo coloro che usano gli automezzi per ragioni di lavoro, non sono un bancomat. Pertanto, l’utilizzo degli autovelox o dei T-red, ad esempio, andrebbe regolato con maggiore attenzione, tenendo conto delle fasce orarie della giornata che, come si sa, presentano flussi di traffico molto differenziati». E’ altresì vero che il massiccio utilizzo degli autovelox avvenuto in questi ultimi anni ha contribuito, assieme alla diffusione negli autoveicoli di sistemi di sicurezza sempre più efficienti, a ridurre drasticamente il numero di feriti e di morti nelle nostre strade. «Sicuramente – segnala il Segretario della CGIA Renato Mason - il massiccio utilizzo dei rilevatori elettronici di velocità e gli alcol test hanno dissuaso molti automobilisti a correre a velocità elevate che, ricordo, è una delle principali cause degli oltre 3 mila incidenti stradali mortali registrati in Italia nel 2016. Tuttavia, l’applicazione degli autovelox fissi e mobili andrebbe coordinata meglio, intensificandone la presenza solo nelle strade dove l’incidentalità è nettamente superiore alla media». A livello regionale, infine, la percentuale della riscossione delle contravvenzioni stradali comminate dai Vigili urbani dei Comuni del Sud si attesta al 27,5 per cento, con punte minime del 23,2 per cento in Campania e addirittura del 18,4 per cento in Sicilia. Sale al 34,2 per cento nel Centro, per attestarsi al 42,9 per cento nel Nordovest e al 56 per cento nel Nordest. Le amministrazioni comunali più virtuose sono quelle ubicate nella Regione Friuli Venezia Giulia (65,2 per cento di riscossione), nella Provincia Autonoma di Bolzano (74,2 per cento) e, in particolar modo, nel Molise (74,5 per cento).

 

FONTE SANDRA RICCIO LASTAMPA.IT

 
La zona e' stata completamente transennata Stampa E-mail

Bus in fiamme Roma, incendio domato da vigili del fuoco

 

Un autobus di linea è andato in fiamme a Roma, in via del Tritone. Un denso fumo nero si è diffuso nella zona circostante, visibile da lunga distanza. I Vigili del Fuoco sono entrati in azione per spegnere l'incendio. La strada è stata bloccata, sul posto Polizia e Carabinieri. 

LE FOTO

Molta paura ma nessun ferito. A provocare attimi di panico è stata, fra l'altro, l'esplosione di uno pneumatico del mezzo, udita anche a distanza dalla strada in cui è avvenuto l'incendio, a pochissima distanza dalle principali sedi istituzionali. L'assessorato alla Mobilità di Roma che sta monitorando la situazione. Secondo i primi accertamenti, sarebbe confermata la causa accidentale.

 

Roma, un altro bus a fuoco a Castel Porziano, E' una linea scolastica. Nessun ferito

Un altro mezzo in fiamme dopo quello di via del Tritone. Decimo episodio dall'inizio dell'anno

 
I Würstel "leggeri" rincarano del 53%, la polpa di pomodoro bio arriva a raddoppiare. Ma il caso estremo sono le brioches senza lievito: +141% Stampa E-mail

Bio o light, quanto mi costi: il 47% in più del cibo "normale"

 L'alimentazione "sana" fa bene alla salute e un po' meno al portafoglio. Secondo la Federconsumatori, mangiare "light" o "bio" - categorie che negli ultimi anni hanno invaso gli scaffali dei supermercati, costa in media il 47% in più rispetto agli alimenti "ordinari".

"Recenti indagini evidenziano una crescente attenzione da parte del consumatore alla qualità dell'alimentazione, nonché una sensibilità al tema della corretta nutrizione e alla salubrità dei cibi inesistente fino a qualche decennio fa", dice l'associazione in una nota che introduce lo studio dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha realizzato la Prima indagine sui prezzi degli alimenti light, biologici, senza lattosio e senza lievito. Un lavoro "da cui è emerso che i prodotti con determinate caratteristiche vengono venduti a prezzi decisamente più alti rispetto a quelli "ordinari", con differenze in termini percentuali che arrivano ad un massimo del +82%".

Gli acquisti sono sempre più orientati a privilegiare la salute rispetto alla gola, mirando ad una minore assunzione di cibi ritenuti eccessivamente calorici o allergizzanti. Si tratta di un mercato alimentato - è proprio il caso di dirlo - non solo da chi compie determinate scelte di acquisto sulla base di criteri etici o nutrizionali, ma anche dai soggetti che soffrono di allergie e intolleranze: secondo le stime del ministero della Salute, nel nostro Paese circa 1.800.000 persone sono affette da allergie alimentari. Non a caso le vendite dei cibi light, integrali, senza lattosio, senza olio di palma o arricchiti con fibre e Omega 3 fanno registrare un notevole incremento, a cui si aggiunge il vero e proprio boom del biologico.
 
L'attenzione alla dieta comporta dunque un appesantimento dello scontrino non indifferente. Si può per esempio andare da un rincaro del 53% dei wusterl light, quelli che per fregiarsi dell'etichetta della leggerezza devono presentare un valore energetico ridotto di almeno 30% rispetto al normale. Per le patatine, ci si limita al +25%. Nel mondo dei "senza lattosio", che ha a che fare anche con la problematica delle intollranze, il latte costa un terzo in più (+39%). si allarga la forbice dei prezzi quando si compra "bio": campionessa è la passata di pomodoro, che costa più del doppio (116%). "Le difformità più eclatanti si registrano comunque per gli alimenti senza lievito, in particolare nel caso dei prodotti da forno: le brioches confezionate e i biscotti raggiungono rispettivamente il 141% e il 135%, mentre le merendine si attestano sul 77%".  
 

 

 
PRODOTTI SENZA LATTOSIO
PRODOTTOPrezzo prodotto ordinarioPrezzo prodotto senza lattosio Differenza in %
Latte 1 lt1,291,7939%
Burro 125 gr1,451,7017%
Biscotti 400 gr2,152,3911%
Mozzarella 100 gr*1,301,5015%
Robiola 100 gr1,591,654%
Yogurt 2X125 gr0,901,1932%
Gelato vaschetta 500 gr3,554,2921%
Brioches confezionate 240 gr1,852,9559%
Panna da cucina 200 gr1,251,9959%
Differenza media in %29%
 *per il prodotto ordinario la confezione è da 125 gr
 
PRODOTTI BIOLOGICI
PRODOTTOPrezzo prodotto ordinarioPrezzo prodotto bioDifferenza in %
Latte 1 lt1,291,8947%
Marmellata 330 gr2,252,9933%
Farina 1 kg0,761,4996%
Polpa di pomodoro 500 ml0,952,05116%
Succo di frutta 3X200 ml1,501,8523%
Mozzarella 100 gr*1,301,5922%
Biscotti 400gr2,153,3958%
Spaghetti 500 gr0,851,5987%
Differenza media in % tra prodotto ordinario e bio60%
 *per il prodotto ordinario la confezione è da 125 gr
 
PRODOTTI SENZA LIEVITO
PRODOTTOPrezzo prodotto ordinarioPrezzo prodotto senza lievitoDifferenza in %
Biscotti 330gr1,152,70135%
Merendine 200 gr1,993,5277%
Dado da brodo 100 gr1,201,8554%
Piadina confezionata 300 gr2,152,7930%
Crackers 250 gr1,392,4073%
Pane in cassetta 500 gr1,792,9967%
Brioches confezionate 240 gr1,854,45141%
Differenza media in % tra prodotto ordinario e senza lievito82%
 
PRODOTTI LIGHT
PRODOTTOPrezzo prodotto ordinarioPrezzo prodotto lightDifferenza in %
Biscotti 400gr2,152,6523%
Patatine in busta 80 gr1,001,2525%
Maionese 240 ml1,351,6220%
Ricottina 100 gr0,891,0518%
Mozzarella 125 gr1,301,300%
Wurstel 250 gr1,993,0553%
Muesli 300 gr2,702,897%
Cola 330 ml0,450,450%

fonte repubblica.it

 

 

18%

 

 

 

 

 

 
l bambino, 23 mesi, era ricoverato all'ospedale Alder Hey di Liverpool. Salvini: "Rabbia e tristezza: mai più!". Meloni: "Non è la mia Europa quella che stacca la spina" Stampa E-mail

"Alfie è morto": l'annuncio dei genitori. Il padre: "Il mio gladiatore è volato via"

 (afp)

 Il piccolo Alfie Evans non ce l'ha fatta a tornare a casa. Il piccolo è morto in ospedale la notte scorsa. L'annuncio è stato dato dai genitori del bimbo, Tom e Kate, su Facebook: "Il mio gladiatore - scrive il padre - ha posato lo scudo e ha spiccato il volo alle 2.30". L'uomo che, insieme alla madre del piccolo, ha lottato perché non fossero staccate le macchine che lo tenevano in vita, si dice "completamente distrutto". Il bambino, 23 mesi, finito al centro di una disputa fra i genitori e la giustizia inglese, era affetto da una grave  e sconosciuta malattia neurodegenerativa e i medici, nel dicembre scorso, avevano dichiarato che non c'erano ulteriori vie di cura da tentare..........

 

Fonte repubblica.it

 
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