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Tecnologia
L’accordo prevede che la App Shazam sia integrata di default a tutti gli iPhone Stampa E-mail
Martedì 12 Dicembre 2017 12:30

Apple compra Shazam

Il colosso statunitense che produce sistemi operativi, computer e dispositivi multimediali Apple ha confermato di aver acquistato Shazam, l'app che ascolta e identifica canzoni, programmi TV, film o pubblicità. L'azienda non ha reso noto il costo della transazione, ma sarebbe nell'ordine dei 400 milioni di dollari. Shazam è un servizio molto popolare in grado di identificare qualsiasi canzone, programma TV, film o annuncio ascoltandolo per alcuni secondi.

"Apple Music e Shazam sono una scelta naturale, condividono la passione per la scoperta musicale e offrono esperienze musicali eccezionali ai nostri utenti -ha sottolineato il portavoce di Apple, Tom Neumayr-. Abbiamo piani entusiasmanti e non vediamo l'ora di unirci a Shazam dopo l'approvazione dell'accordo." Shazam ha lanciato il suo motore di riconoscimento visivo nel 2015 e, a marzo 2017, ha annunciato una piattaforma di realtà aumentata su larga scala.

 
E anche dopo 30mila ricariche non si degrada Stampa E-mail
Martedì 28 Novembre 2017 16:40

Smartphone,arriva superbatteria

 

Una batteria al grafene che ricarica lo smartphone in soli 12 minuti. E' questa la novità annunciata dal colosso tecnologico Samsung che, dopo aver lanciato il phablet Galaxy Note 8, illustra una nuova tecnologia in grado di ricaricare lo smartphone 5 volte più velocemente rispetto agli standard attuali. Dopo il caso 'Galaxy Note 7' - il modello di cellulare ritirato dal mercato a causa di un difetto di surriscaldamento che portava la batteria a incendiarsi o esplodere - l'azienda coreana ha infatti aumentato gli sforzi nella ricerca di nuove tecnologie per migliorare resa e velocità di ricarica delle batterie. Da qui l'invenzione di una 'superbatteria' in grado di incrementare le sue capacità del 45% ricaricandosi in un lampo. Come? Grazie ad una sfera di grafene - un materiale sottilissimo composto da uno strato di atomi di carbonio - che viene applicata alle batterie agli ioni di litio con cui sono realizzati generalmente gli smartphone proprio per velocizzarne le prestazioni ed il tempo di ricarica.

 
Da bar a parco, ogni tipo di punto d'interesse più semplice da trovare Stampa E-mail
Sabato 18 Novembre 2017 08:33

Google rifà il look alle Mappe, aggiunge colori

 Google Maps cambia look per andare incontro alle esigenze degli utenti. Il servizio di mappe, lanciato 12 anni fa, aggiunge nuovi colori per rendere più semplice trovare ciò che si sta cercando.

I punti di interesse, finora indicati in blu, si tingono in base al tipo di luogo. Bar e ristoranti diventano arancioni, i negozi azzurri, gli ospedali e le farmacie rossi, i trasporti celesti e l'outdoor verde.

Le mappe cambiano anche in base al momento in cui l'utente le sta usando. Se si è in auto, ad esempio, possono mostrare le stazioni di rifornimento, mentre se ci si sposta con i mezzi pubblici privilegiano le stazioni di treni e metropolitane.

La novità comparirà nelle prossime settimane anche in tutti i prodotti di Google che integrano le Mappe, dall'Assistente (che ora parla anche italiano) alle ricerche, fino ad Android Auto.

 

Fonte ansa.it  

 
Fbi e servizio segreto cercano la talpa che ha passato informazioni al sito di Assange. Secondo alcune fonti i documenti sarebbero autentici e le operazioni legali. Timori del governo sulla diffusione di codici segreti. La pista russa Stampa E-mail
Sabato 11 Novembre 2017 13:39

Wikileaks, Cnn: gli Usa aprono indagine penale sullo spionaggio tecnologico della Cia

 

                                                                                                                            AP

 Gli Stati Uniti hanno aperto un'indagine penale sulla pubblicazione dei documenti sulla Cia da parte di Wikileaks. Documenti che attestano come l'Agenzia sia in grado di trasformare in potenti strumenti di spionaggio l'internet delle cose (smart tv, smartphone e tutti quegli oggetti sempre connessi che stanno progressivamebnte diventando parte della nostra vita). La Cnn, che cita "varie fonti ufficiali", spiega che Fbi e Cia stanno agendo in modo coordinato sulla questione, precisa la testata americana, per capire come Wikileaks abbia ottenuto i documenti e se siano implicati dei dipendenti della servizio segreto o dei contractor. Inoltre, le due agenzie vogliono scoprire se ci siano altri documenti non pubblicati in mano all'organizzazione fondata da Julian Assange.

File autentici. I documenti pubblicati finora sarebbero in gran parte autentici, affermano le fonti. Le stesse fonti sottolineano che le operazioni di intelligence descritte nei documenti pubblicati da Wikileaks è legale, perché sempre condotte contro obiettivi all'estero. Inoltre, alcuni programmi di cui si parla sono ancora in via di sviluppo.

I rischi. La preoccupazione principale del governo è duplice: che Wikileaks possa pubblicare codici segreti che svelano come vengono compiute le operazioni dell'agenzia di intelligence e che hacker possano impossessarsi del potentissimo arsenale informatico degli 007 di langley, per provocare il caos.

Il direttore dell'Fbi. Gli hacker stanno attaccando sempre di più i "nostri diritti fondamentali", ha detto il direttore dell'Fbi, James Comey, nel suo intervento alla conferenza sulla cybersicurezza in corso in questi giorni a Boston. Comey nel fine settimana ha chiesto al dipartimento della Giustizia di smentire pubblicamente l'esistenza delle intercettazioni di cui il presidente Donald Trump ha accusato, senza prove, il suo predecessore Barack Obama.

"La privacy è una parte vitale della nostra vita in America e il governo non può entra nella nostra privacy. Ma i giudici possono chiedere alle forze dell'ordine di entrare nella nostra privacy", ha spiegato Comey sottolineando che "non esiste la privacy assoluta in America. Non c'è area al di fuori della portata giudiziaria".

Ma la cybersicurezza non è diversa dalla lotta contro il terrorismo e le sue "minacce sono troppo veloci, troppo grandi e troppo diffuse perché qualcuno di noi possa affrontarle da solo", ha aggiunto il direttore del Federal bureau. E ha aggiunto che l'Fbi non può non può impedire tutti gli attacchi informatici, ma può far sì che "i responsabili ne rispondano".

Infine un riferimento alla durata del suo mandato: "Dovrete accontentarvi di me per altri sei anni e mezzo", ha detto il direttore dell'Fbi ricordando che intende restare alla guida della polizia federale per tutto il suo mandato della durata di dieci anni: è stato nominato nel 2013 da Barack Obama.

Il possibile ruolo della Russia. Già nel 2010 e nel 2013, Wikileaks rivelò al mondo i segreti delle guerre, sporche, degli Stati Uniti in Iraq ed Afghanistan. I casi eclatanti dei "leaks" firmati da Chelsea Manning o Edward Snowden portarono a un giro di vite sulla protezione dei documenti riservati, con la creazione della National Insider Threat Task Force per addestrare i funzionari pubblici a individuare potenziali talpe. E Assange divenne il baluardo della libertà di informazione sul web.

Ma stavolta le cose sembrano aver preso una piega diversa: "La pubblicazione degli strumenti di hackeraggio della Cia non è una vittoria dell'opinione pubblica americana ma della Russia", sentenzia infatti Salon, storica testata web liberal americana, sottolineando che questa volta non sono stati rivelati documenti politici ma manuali ed istruzioni scritti da ingegneri per il funzionamento degli strumenti usati nelle inchieste criminali, di terrorismo e di controspionaggio.
 
Le mail di Clinton. E non si può non ricordare che Wikileaks pubblicò, nelle ultime settimane di campagna elettorale, i documenti e le mail del comitato democratico e dello staff di Hillary Clinton che, secondo quanto ha stabilito la Cia, furono rubate dal collettivo di hacker Guccifer 2.0 collegato all'intelligence militare russa.
 
Il precedente. E sembra portare verso Est un altro arresto eccellente. Nell'ottobre scorso l'Fbi aveva preso Harold T. Martin, un contrattista del Maryland della National security agency (Nsa) che si era portato a casa documenti su alcune delle principali cyber-armi dell'agenzia, poi finiti su internet anche se non è chiaro se lui abbia avuto un ruolo. Martin ha negato di aver violato le leggi anti-spionaggio ma il suo sarebbe il più grande caso di furto di dati nella storia Usa, con ben 50 terabyte. Le armi e i pizzini che gli furono trovati in casa e il fatto che avesse studiato il russo sono ulteriori elementi che verranno portati al processo.

L'impossibilità di tenere segreti. Insomma anche stavolta la fonte di Wikileaks, stando alle prime indiscrezioni riportate dai media Usa, sarebbe da ricercare tra gli hacker che lavorano o hanno lavorato per il governo americano. E le agenzie di intelligence devono nuovamente fare i conti con l'imbarazzo di un traditore tra i propri ranghi. "Chiunque abbia pensato che Manning e Snowden erano casi unici si sbagliava di grosso", ha spiegato l'ex capo del controspionaggio Usa presso la Direzione nazionale dell'intelligence, Joel Brenner, al Washington Post. "Ben Franklin sosteneva che tre persone possono mantenere un segreto se due di loro sono morte", ha ricordato Brennan, "se i segreti sono condivisi su sistemi a cui hanno accesso migliaia di persone, quei segreti potrebbero non essere più tali. Questo problema non è destinato a scomparire, è una condizione della nostra esistenza".
 
L'ex numero uno della Cia. I documenti di Wikileaks sulla Cia sono "incredibilmente dannosi" e "ci mettono a rischio", ha detto l'ex direttore della Cia, Michael Hayden, invitando gli americani a non giungere a conclusioni affrettate. "Ritengo che Julian Assange sia un nemico degli Stati Uniti e questo va tenuto a mente nel valutare le cose che dice. Lo so che gli americani usano Samsung e iPhone ma solo perché abbiamo la capacità di entrare in questi dispositivi non vuol dire che lavoriamo contro gli americani".
 
Le reazioni di big data.  E la reazione di alcune della aziende hi-tech che sarebbero state colpite dagli hacker della Cia - come rivelato da Wikileaks - non si è fatta attendere: da Apple a Samsung, passando per Microsoft, tutti esprimono preoccupazione testano i propri sistemi operativi. Ma assicurano come le ultime versioni siano sostanzialmente a prova di hacker avendo risolto quasi tutte le vulnerabilità del passato. "Siamo consapevoli e stiamo indagando", ha affermato la sudcoreana Samsung, coinvolta nella vicenda per le sue smart tvdi ultima generazione, che sarebbero stati utilizzati per spiare le conversazioni in uffici e case. "La protezione dei nostri clienti - ha fatto sapere il gruppo asiatico - resta per noi la priorità delle priorità".

E se Apple spiega come oramai circa l'80 per cento dei suoi utenti abbia smartphone inattaccabili, con l'ultima versione del sistema operativo iOs sicura al 100 per cento, Microsoft assicura come i propri esperti stiano studiando il rapporto di Wikileaks per capire quali possano essere i problemi reali per il sistema operativo Windows.
 
Ue e Italia. Ma c'è preoccupazione anche in Europa e in casa nostra. "Sul presunto sistema di hackeraggio non solo di comuni dispositivi elettronici ma anche di quelli più evoluti e sofisticati, messo in atto dalla Cia, va fatta luce al più presto", ha detto il Garante della privacy, Antonello Soro. "Va chiarito, soprattutto, se e in che misura" ha continuato Soro, ricordando che "le straordinarie potenzialità dell'Internet delle cose possono risolversi anche in potentissime armi rivolte contro di noi".

Il portavoce del ministero degli Esteri tedesco, Sebastian Fischer ha fatto sapere che la Germania è in costante contatto con gli Stati Uniti sui temi della sicurezza informatica e prende sul serio le informazioni rilasciate da Wikileaks sullo spionaggio della Cia.

Il coinvolgimento del servizio segreto britannico. La complicità dell'MI5, i servizi segreti interni del Regno Unito, nel nuovo scandalo è stata evidenziata oggi con allarme dalla stampa britannica. "L'MI5 ha infestato le smart tv", ha titolato in grande il Daily Mirror, mentre la vicenda compare a tutta pagina anche su altri tabloid e in apertura su vari giornali di opinione. Il Times nota in particolare il compito che si potrebbe definire 'vassallo' svolto ancora una volta dell'intelligence britannica a beneficio di quella Usa. Non è al momento chiaro che livello di copertura governativa possano aver avuto i servizi di Sua Maestà nella elaborazione e nell'uso di queste armi digitali di massa a favore dei colleghi Usa. Mentre dalla stampa non risulta alcuna informazione agli organi di controllo parlamentari di Westminster.

 

FONTE REPUBBLICA.IT

 
Il sistema operativo di Mountain View veniva presentato ufficialmente il 5 novembre 2007 per arrivare sul primo telefonino un anno dopo Stampa E-mail
Mercoledì 01 Novembre 2017 19:12

Dieci anni di Android: così Google ha vinto la scommessa degli smartphone

 

Compie dieci anni Android, il sistema operativo per smartphone e tablet di Google. È il più diffuso al mondo, conta 2 miliardi di dispositivi attivi e in un decennio ha polverizzato quasi tutta la concorrenza. Ora guarda sempre più lontano, spingendo su intelligenza artificiale, realtà aumentata e investendo sui mercati emergenti, orizzonte chiave per guadagnare il prossimo miliardo di utenti. 

Android veniva presentato ufficialmente il 5 novembre 2007 per poi arrivare sul primo telefonino un anno dopo insieme al lancio dell’Android Market, poi diventato Google Play Store, rivale dell’App Store di Apple. Il suo esordio fu già una ventata di novità: un sistema aperto, concepito per poter funzionare su telefoni di più produttori e soprattutto per battere l’egemonia di Symbian, allora il software più diffuso. Scommessa vinta, anche nei confronti di Apple che nel 2007 esordiva con l’iPhone e col quale la lotta sembrava impari. La forza di Android sta ancora oggi nella collaborazione di Google con più produttori di dispositivi mobili, da Samsung a Huawei (rispettivamente primo e terzo produttore mondiale di smartphone). 

Oggi Android può essere considerato uno dei principali successi del colosso di Mountain View, che ne acquistò la start up nel 2005 per 50 milioni di dollari. Il software del robot verde, caratterizzato da nomi di dolciumi, è il sistema operativo mobile più diffuso al mondo e a tenergli testa è soltanto iOS di Apple. Ha ridotto a brandelli la concorrenza: Windows Phone e BlackBerry hanno una quota del mercato globale prossima allo zero. Symbian è un lontano ricordo. Android è su quasi l’82% degli smartphone del globo e sul 66% dei tablet (dati Statista riferiti all’ultimo trimestre del 2016). Era su oltre 8 smartphone su 10 (85%) venduti a inizio 2017, secondo Idc. Non solo: quest’anno per la prima volta ha superato anche Windows, sistema per pc di Microsoft, considerando gli accessi online da ogni mezzo di connessione. Un traguardo che segna anche la fine del dominio globale della casa di Redmond nel mercato dei sistemi operativi, posizione detenuta dagli anni ’80. E un grosso risultato per Android che solo 5 anni fa raggiungeva appena il 2,4% dell’utilizzo globale di internet. 

Altre due chiavi di volta sono la spinta innovativa e l’attenzione ai mercati in crescita: l’Asia soprattutto. L’ultima versione rilasciata è Android 8 Oreo, al debutto sui Pixel 2 di Google e sui Mate 10 di Huawei, che schiaccia l’acceleratore su intelligenza artificiale e realtà aumentata, i due volani tecnologici del momento. E per conquistare il prossimo miliardo di utenti Android non ha smesso di trasformarsi, anzi. Si è snellito, con la versione Go che va incontro alle richieste dei mercati emergenti, sempre più affamati di internet ma con connessioni scarse, lente e dove gli smartphone in uso non sono sempre potenti.

 

Fonte lastampa.it

 
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