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Lanciata anche una nuova versione del browser desktop, che si connette a Touch con un flusso crittografato e privato grazie a un QR code, senza necessità di password Stampa E-mail
Giovedì 26 Aprile 2018 08:51

Opera sfida Chrome, Firefox e Safari: ecco Touch, il browser mobile che si usa con una mano sola

 

Secondo StatCounter , che analizza dieci milioni di pagine web visualizzate al mese, su oltre due milioni di siti monitorati, il browser più utilizzato da desktop e da mobile, a livello mondiale, è Google Chrome (dati del periodo compreso tra marzo 2017 e marzo 2018). Firefox, Safari ed Edge, in crescita, seguono Chrome e lasciano poco spazio a Opera, browser della software house norvegese omonima, che poco più di un anno fa lanciava Opera Neon : all’apparenza un secondo desktop piuttosto che un semplice browser. 

Oggi Opera ha annunciato due novità: Opera Touch, per smartphone, e una nuova versione del browser per computer

«Siamo davvero soddisfatti del risultato raggiunto - racconta a La Stampa Maciej Kocemba, product manager Opera -. Non è solo una nuova versione di browser, ma è un concetto di navigazione totalmente differente, che pone le esigenze delle persone al centro, coniugando velocità e design, in linea con la frenesia quotidiana». 

OPERA TOUCH  

Le persone portano i loro smartphone ovunque vadano: secondo una ricerca, condotta da Opera su possessori statunitensi di smartphone, l’86% del campione analizzato preferisce tenere il proprio telefono con una mano, impegnandosi con l’altra in compiti come mangiare, fare shopping, leggere. Utilizzare entrambe le mani per navigare risulta dunque scomodo: da qui è partita la progettazione di Opera Touch

Opera Touch si adatta a come le persone usano la navigazione online sui propri smartphone. Ruota tutto intorno alla comodità di utilizzo, ed è progettato per essere usato con una sola mano. «È molto facile - spiega Kocemba - puoi continuare a prendere appunti con una mano mentre con l’altra puoi passare da un link a un altro su Opera. Il browser si avvia in automatico in modalità di ricerca, e ha anche una funzione chiamata Flow , che permette di collegarsi al browser Opera sul PC attraverso la scansione di un semplice QR code, senza login o altri processi macchinosi. Puoi salvare immagini, video e link e condividerli tra i due apparecchi. Sottolineo che tutto questo è assolutamente sicuro, poiché il flusso è crittografato e privato: nessuno avrà accesso a quei dati, nemmeno Opera».

Opera Touch introduce anche il pulsante Fab , un’azione rapida tramite swipe verso l’alto nella parte inferiore dello schermo. La funzionalità offre accesso diretto alle schede web più recenti. 

OPERA DESKTOP  

Anche il browser Opera per computer è stato aggiornato. La nuova versione desktop è stata progettata per lavorare al meglio in combinazione con Opera Touch, grazie alla funzione Flow. Include anche la ricerca istantanea, un nuovo strumento attivabile premendo da tastiera «ALT + Spazio», o il pulsante nella barra laterale di qualsiasi pagina, per avviare la ricerca. 

«Crediamo che lo strumento Flow abbia un potenziale enorme, e migliorerà il rapporto delle persone con la ricerca web. I nuovi browser Opera sono frutto dell’ascolto nei confronti dei nostri utenti - commenta il Product Manager di Opera - i loro feedback sono fondamentali. Certo, noi abbiamo i nostri progetti e obiettivi che vogliamo raggiungere, ma cerchiamo di soddisfare le esigenze delle persone».


Fonte luca scarcella lastampa.it
 
CYBERNEWS Stampa E-mail
Venerdì 20 Aprile 2018 21:19

"iPhone a rischio, cambiate password"

 

Un dispositivo in grado di 'craccare' qualsiasi tipo di iPhone, inventato per facilitare il lavoro di polizia e investigatori, potrebbe mettere a rischio la sicurezza degli smartphone Apple. Questo l'allarme lanciato da Thomas Reed, direttore della Malwarebytes, che dalle pagine del blog della compagnia ha invitato i possessori del telefonino a cambiare password, possibilmente evitando codici brevi. Al centro delle preoccupazioni degli esperti c'è infatti il GrayKey, device prodotto dalla compagnia Grayshift - azienda dai contorni piuttosto misteriosi e fondata, sembra, da ex collaboratori dell'intelligence Usa e da un ex ingegnere della sicurezza Apple - e in grado di eludere la sicurezza di iOS anche nelle sue versioni più aggiornate, identificando il pin nell'arco di qualche minuto (in caso di codice di 4 caratteri) o giorno (per password da 6 o più caratteri).

Un dispositivo studiato per le forze dell'ordine che tuttavia potrebbe - come si crede stia già accadendo - finire nelle mani sbagliate, con conseguenze gravi per la privacy. Una volta individuato il codice d'accesso e sbloccato il dispositivo, spiega infatti Reed, il contenuto completo dei file presenti sul dispositivo viene scaricato su GrayKey. Da quel momento, è possibile accedervi tramite un'interfaccia web e analizzarli. I contenuti completi e non criptati diventano inoltre disponibili per il download. Una potenziale miniera, insomma, per il 'mercato nero' dei dati personali.

Come proteggersi allora? Finora non si conosce ancora la falla presente in iOS che consente a GrayKey di 'bucare' i dispositivi Apple, ma in attesa che il colosso di Cupertino corra ai ripari, agli utenti viene dato il consiglio forse più banale ma al momento più sicuro: cambiare password, possibilmente utilizzando un codice di 6-10 o più caratteri. E come cautela aggiuntiva, aggiunge il Mail Online che riprende l'allarme di Reed, l'attivazione dell'impostazione per eliminare tutti i dati dal telefono dopo 10 tentativi di ingresso falliti.

Come spiega la stessa Grayshift in una breve frase presente in apertura del sito (al quale è possibile accedere solo dopo aver compilato un form dettagliato), il dispositivo non è certo alla portata di tutti: 15mila dollari il prezzo per una versione online utilizzabile limitatamente (300 volte) e 30mila per quella illimitata e utilizzabile offline. Un costo proibitivo, forse, ma certo non per le organizzazioni criminali che potrebbero potenzialmente metterci le mani.

 

fonte  adnkronos.com

 
Bastano un altro smartphone o un semplice accesso a Internet via browser per ritrovare il gadget perduto; che sia nella stanza accanto o che sia rimasto in ufficio Stampa E-mail
Giovedì 19 Aprile 2018 08:08

Come trovare lo smartphone perduto in modalità silenziosa

 

Per quanto lo smartphone sia diventato ormai un compagno inseparabile nella vita quotidiana, capita inevitabilmente di perderlo in giro almeno un paio di volte al giorno, che sia sotto il sedile dell’auto, tra i cuscini del divano o direttamente in ufficio. Per questo sia Apple che Google hanno introdotto nei loro sistemi operativi dei metodi per localizzare comodamente i gadget perduti

Apple c’è arrivata per prima con il lancio di Trova il mio iPhone, una piattaforma gratuita e disponibile sia su App Store che sul web la quale, dopo essersi identificati con l’ID Apple utilizzato per il telefono, permette di trovare il proprio gadget su una mappa geografica e di farlo squillare per capire da dove arriva il suono, anche quando la modalità d’uso è silenziosa. Perché la trovata abbia successo è necessario aver attivato la relativa funzionalità nel menù delle impostazioni sotto la voce iCloud. Qui, tra le opzioni più utili c’è anche l’invio dell’ultima posizione, che in caso di batteria in esaurimento istruisce il telefono a comunicare ai server Apple dove si trovava appena prima di spegnersi. 

Per chi non avesse attivato alcuna di queste opzioni, l’unica altra possibilità per trovare il proprio iPhone smarrito è avere a disposizione un Apple Watch associato al telefono: in questo caso, tra i menù dell’orologio è presente una comoda funzione che lo fa squillare a comando. 

La casa di Mountain View in ogni caso non ha tardato a seguire, con un’app per Android chiamata Find my Device e — soprattutto — una comoda interfaccia web raggiungibile perfino dal motore di ricerca Google, digitando “trova il mio smartphone” nella casella di ricerca da qualunque browser. Le funzioni offerte sono praticamente le stesse: tutti i dispositivi associati all’account desiderato vengono elencati in un pratico pannello, e per ciascuno è possibile venire a conoscenza dell’ultima posizione inviata ai server e tentare di trovarlo facendolo squillare anche quando in modalità silenziosa. 

Per tutti i gadget, Android e iOS, vale comunque un avvertimento: la loro posizione è calcolata tramite l’ausilio del GPS, del Wi-Fi e delle celle telefoniche agganciate: avere una o più di queste antenne disattivate diminuisce l’accuratezza delle informazioni collezionate dai due servizi di recupero.

 

Fonte  lorenzo longhitanolastampa.it

 
Dalle smart replies alla possibilità di posticipare le mail, fino a una maggiore integrazione con le applicazioni esterne; il servizio di Google sta per lanciare una nuova versione per il web Stampa E-mail
Giovedì 12 Aprile 2018 10:24

Tutte le novità di Gmail

 

Gmail, il più popolare servizio di posta elettronica, sta per rifarsi il look e per introdurre – oltre a un design completamente rinnovato – una serie di nuove funzionalità per la sua versione web. La principale novità ha uno scopo molto chiaro: evitare che smarriate la posta a cui non avete risposto subito. Sarà infatti possibile “ritardare” le mail (un po’ come si fa con la sveglia al mattino) in modo che compaiano nuovamente in un momento in cui avete più tempo. 

Un’altra novità riguarda invece le smart replies, le risposte generate algoritmicamente che già da tempo sono disponibili sulle applicazioni mobile di Gmail (dove però, per ovvie ragioni, hanno un’importanza molto superiore). Infine, è prevista una maggiore integrazione con l’applicazione di Google Calendar – che sarà accessibile direttamente dalla mail – e anche la possibilità di leggere la posta offline. 

Tutto ciò sarà accompagnato da una nuova interfaccia grafica ispirata ai principi del material design. Ancora non ci sono conferme per quanto riguarda le tempistiche, ma un portavoce di Google ha confermato la notizia in una dichiarazione: “Stiamo lavorando a importanti aggiornamenti di Gmail, ma siamo ancora in fase ‘bozza’. Abbiamo bisogno di un po’ di tempo per finire di scrivere e quindi non possiamo condividere nulla. Per il momento, archiviate tutto e vi sapremo sapere quando sarà il momento di schiacciare il tasto invio”.  

 

Fonte  Andrea Daniele Signorelli lastampa.it

 
iPad 2018 (sesta generazione): la recensione Stampa E-mail
Lunedì 09 Aprile 2018 11:52

iPad 2018: che cosa cambia?

Il nuovo modello porta due novità sostanziali. La prima è il prezzo: a 359 euro è l’iPad più economico mai lanciato, almeno in «grande formato» (con l’esclusione dunque dei Mini). La seconda è il supporto alla Apple Pencil. La mossa della penna digitale (venduta a parte, costa 99 euro) serve a non mollare la presa sul mercato delle scuole (negli Usa per lo meno, da noi gli istituti hanno ben altri problemi a livello di materiali e budget…).

Il software

La Apple Pencil è anche una strategia per differenziarsi dagli smartphone e (ri)dare un senso al tablet. Non a caso è stata aggiornata l’intera famiglia iWork (l’Office di Apple): su Pages, Numbers e Keynote la penna consente annotazioni o illustrazioni disegnate di proprio pugno. Ma il supporto a Pencil si estende a tutte le app riservate finora all’iPad Pro, incluso Microsoft Office, che su questo iPad 2018 ha il vantaggio di essere gratuito (merito della politica di Microsoft per i dispositivi con schermo sotto i 10 pollici).

Chip A10 Fusion e AR

Rispetto al modello 2017, l’iPad di sesta generazione non solo costa 50 euro in meno, ma è stato aggiornato con il potente processore A10 Fusion, quello dell’iPhone 7. Nei test che abbiamo eseguito la cpu è risultata anche più potente di quella installata sullo smartphone della Mela 2017, mentra la gpu restituisce esattamente gli stessi punteggi nei benchmark. In generale il salto prestazionale rispetto all’iPad dell’anno scorso è evidente ed è una delle chiavi per garantire il pieno supporto alle applicazioni per la realtà aumentata, che sull’App Store stanno crescendo in numero e qualità.

Cosa manca rispetto al Pro?

Che cosa manca a questo iPad rispetto alla versione Pro da 10.5 pollici (che costa però più del doppio)?
Intanto lo Smart Connector, che permette di collegare tastiere come la Smart Keyboard Apple. Sull’iPad 2018 dovrete utilizzare una tastiera o una tastiera/cover Bluetooth: abbiamo recuperato una vecchia Logitech pensata per l’iPad Air e calza perfettamente.
Mancano anche il Touch ID di seconda generazione (quello più veloce) e l’audio con 4 altoparlanti.
Soprattutto c’è un display di minor qualità, ma probabilmente solo chi fosse abituato a un iPad Pro noterà l’assenza del True Tone che corregge i colori e del Pro Motion che rende le animazioni più fluide. Così come per l’assenza della “laminazione” del display: rispetto al Pro, su questo iPad si nota un po’ il gap tra vetro e pannello Lcd, e i riflessi possono essere fastidiosi, soprattutto in stanze molto illuminate o all’aperto.
Ovviamente rispetto al Pro c’è anche una scocca più spessa, un display più piccolo (9,7 contro 10,5 pollici) con cornici più larghe, oltre a una memoria Ram dimezzata (2 GB contro 4) e una memoria interna che al massimo arriva a 128 GB, contro i 512 GB del Pro. Insomma: il Pro resta di un’altra categoria, ma molte delle sue qualità le noteranno solo coloro che fanno del tablet un uso molto intenso, anche per produrre contenuti.

Il verdetto: da comprare?

Mentre per gli smartphone la scelta tra iOS e Android è soprattutto questione di gusti e di portafoglio, nel mondo tablet iPad da sempre stacca i rivali Google. Non tanto grazie all’hardware, che pure su questo iPad è impeccabile, ma soprattutto per il software. Mentre su Android le app sono ancora oggi nel 99% dei casi dei meri “zoom” delle versioni per telefono, sul tablet Apple quelle ottimizzate per lo schermo più grande sono centinaia di migliaia. E quelle utili ed esclusive, sopratutto in ambiti quali educational, infanzia e  creatività, sono davvero tante. Per questo, a 359 euro è difficile trovare un tablet migliore nel rapporto qualità/prezzo, a meno che non si cerchi a tutti i costi un prodotto a bassissimo costo. Quanto a quelli che già possiedono un iPad (che magari inizia a mostrare l’età), consigliamo l’upgrade per tutti i proprietari di modelli più vecchi dell’iPad Air 2: il nuovo hardware garantirà un’esperienza sensibilmente migliore. Chi ha un Air 2 è in una situazione più controversa: il processore dell’iPad 2018 è più potente, ma l’Air 2 resta più sottile, leggero e con un display a laminazione completa decisamente migliore.
Infine, ma è quasi scontato, questo iPad di sesta generazione è un must se cercavate un tablet Apple compatibile con la Pencil ma non volevate svenarvi con il listino probitivo del Pro.

 
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