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Tecnologia
Ha abusato della sua posizione dominante Stampa E-mail
Mercoledì 18 Luglio 2018 09:56

Ue, nuova multa record da 4,3mld a Google per Android

 

                                                            Sundar Pichai, CEO di Google© Copyright ANSA/AP

Nuova multa record per Google dalla Commissione Ue, la più alta mai comminata: dovrà pagare 4,3 miliardi di euro per aver abusato della posizione dominante del suo sistema operativo Android. Lo fa sapere l'agenzia Belga. L'anno scorso la Ue inflisse a Google una multa, già record, di 2,4 miliardi di euro per aver favorito il suo servizio di comparazione di prezzi Google Shopping a scapito degli altri competitor.

Secondo le ultime rilevazioni di Statista, Android è sull'85,9% degli smartphone nel mondo, solo per fare un paragone il principale concorrente, iOS di Apple, ha una quota di mercato globale del 14,1%.

Il sistema operativo del 'robottino verde' ha quasi 11 anni di vita. Fu lanciato da Google il 5 novembre 2007 e al suo esordio fu una ventata di novità: un sistema aperto, concepito per poter funzionare su più telefoni. E la sua forza sta ancora oggi nella collaborazione di Google con più produttori di dispositivi mobili, da Samsung a Huawei. Android è anche utilizzato in dispositivi di fascia media ed economica, scelta che ha spalancato le porte dei mercati emergenti e di un pubblico di utenti toccato solo in parte dalla concorrenza diretta.

Il caso Android è nel mirino di Bruxelles dal 2015. Dopo un anno di indagini, nel 2016 Google fu accusata formalmente di aver obbligato i produttori di smartphone, come Samsung o Huawei, a pre-installare Google Search e a settarlo come app di ricerca predefinita o esclusiva. Per Bruxelles, Google ha anche offerto incentivi finanziari ai produttori e agli operatori di reti mobili a condizione che installassero esclusivamente Google Search sui loro apparecchi. Questo allo scopo di consolidare e mantenere la sua posizione dominante. La notizia della multa record è stata data per prima dall'agenzia Bloomberg. Per quanto riguarda la multa inflitta lo scorso anno per Google Shopping, l'azienda ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia della Ue.

 

FONTE ANSA.IT

 
In arrivo dispositivi basati su protocollo, anche Fb al lavoro Stampa E-mail
Martedì 17 Luglio 2018 09:54

Blockchain sarà la prossima 'killer app'

 

La blockchain, il meccanismo di 'catena dei blocchi' alla base della produzione di bitcoin e di tutte le monete virtuali, potrebbe essere la prossima novità dirompente per gli smartphone. Ci scommettono aziende tecnologiche piccole e grandi con i primi dispositivi basati su questo protocollo da molti esperti definito dirompente per i suoi molteplici utilizzi, della sicurezza informatica e dell'amministrazione digitale, da testamento biologico a database per le università fino alla tracciabilità del cibo.

A crederci è l'azienda taiwanese Htc che ha già applicato la blockchain al settore dei giochi. Secondo indiscrezioni, sarebbe pronta a lanciare entro il 2018 il dispositivo Exodus. Poco si sa sulle caratteristiche tecniche ma Phil Chen, Chief Crypto Officer di Htc, l'ha definito "un telefono personale da dove hanno origine tutti i dati legati all'utente che lo utilizza e che permette di decentrare Internet". Anche lo sviluppatore svizzero Sirin Labs sarebbe impegnata sul fronte blockchain. Lo scorso dicembre con una raccolta di fondi (Ico) ha rastrellato quasi 160 milioni di dollari per il progetto di uno dispositivo basato sulla 'catena dei blocchi' e spera di concedere in licenza la sua tecnologia ad altri produttori di cellulari. 

Secondo indiscrezioni la prima interessata sarebbe Huawei. Ma potrebbe essere Facebook a sdoganare il blockchain. Nelle scorse settimane il social network ha messo in piedi una squadra 'ad hoc' che avrà il compito di valutare le diverse applicazioni di questa tecnologia. Compreso il lancio di una sua criptovaluta, un 'token' virtuale che consentirebbe agli oltre due miliardi di amici di effettuare pagamenti elettronici.

 

fonte ansa.it

 
Il produttore aveva già tentato di sfondare con una fotocamera compatta da 16 elementi distinti, ed entro fine anno porterà una versione rifinita della medesima tecnologia a bordo di un telefono Stampa E-mail
Giovedì 05 Luglio 2018 13:34

Altro che tripla fotocamera, è in arrivo uno smartphone con nove sensori

 

                                                                                     Credits: Light, Washington Post

Dopo l’uscita dello smartphone Huawei P20 Pro dotato di tre fotocamere posteriori sembra siano molti i produttori desiderosi di puntare su soluzioni simili per i propri futuri gadget. Secondo quanto riporta il Washington Post però, un’azienda ancora poco conosciuta potrebbe superare tutti quanti a destra con uno smartphone in arrivo a breve e dotato di un apparato posteriore composto da ben 9 sensori fotografici diversi

L’azienda in questione non è nuova agli appassionati di tecnologia; si chiama Light e pochi mesi fa è già finita sotto i riflettori per aver immesso sul mercato Light L16, una fotocamera da 16 sensori dall’alto potenziale basato su un’idea semplice ma non altrettanto facile da realizzare: utilizzare diversi sensori puntati in direzioni leggermente diverse per far loro memorizzare porzioni d’immagine da cucire insieme in un unico collage ad altissima risoluzione

Il gadget ha subito un destino infausto per via di problemi di gioventù, di limitazioni tecniche e di un costo decisamente elevato (1950 dollari), per non parlare del fatto che, trattandosi di una fotocamera pura, andava a competere con avversarie compatte o addirittura reflex e mirrorless dal design meno futuribile ma ineccepibile. Ora però il gruppo ha in programma di raffinare la medesima tecnologia, riducendone l’impatto in termini di dimensioni e posizionandola all’interno di uno smartphone anche per sfruttarne la potenza di calcolo per l’elaborazione delle immagini.

Al Washington Post gli ingegneri Light hanno mostrato diversi prototipi funzionanti con fotocamere da 5 a 9 obbiettivi. Un apparato del genere — hanno spiegato i tecnici — dovrebbe essere in grado di catturare immagini di una risoluzione complessiva da 64 Mpixel partendo dalle quali, con tecniche di machine learning, potrebbe essere possibile ottenere scatti finali ben definiti anche nelle condizioni più difficili, un po’ avviene con il sensore da 40 Mpixel a bordo del già citato Huawei P20 Pro. 

Il sistema insomma promette bene, e per avere un’idea delle sue potenzialità non dovrebbe neppure occorrere molto tempo: Light ha anticipato che il primo dispositivo dotato della sua tecnologia multicamera dovrebbe arrivare sul mercato entro la fine dell’anno. Il problema sarà il costo: se il precedente sistema a 16 sensori è arrivato a costare poco meno di 2000 dollari, una versione da 9 con smartphone incorporato non potrà posizionarsi in modo particolarmente aggressivo.

 

FONTE  lorenzo longhitano LASTAMPA.IT

 
I titoli si giocheranno dall’interno dell’app e a partire da questo autunno, ma sulla natura e sul numero delle esperienze messe a disposizione ancora non si sa nulla Stampa E-mail
Domenica 01 Luglio 2018 11:39

Su Snapchat sbarcano i videogiochi

 

Nel futuro di Snapchat, l’app di messaggistica effimera frequentata principalmente da giovani e giovanissimi, potrebbero esserci i videogiochi. Lo rivela al The Information una fonte che si è detta a conoscenza dei piani dell’azienda: il gruppo avrebbe intenzione di proporre entro l’autunno di quest’anno un vero e proprio app store interno alla sua piattaforma, nel quale gli utenti potranno scegliere tra un catalogo di giochi realizzati da sviluppatori esterni appositamente per Snapchat. 

Da tempo ormai la concorrenza di Instagram all’app creata da Evan Spiegel si è fatta spietata e indirizzata a soffiare alla rivale proprio la fetta di utenti più giovani alla quale quest’ultima si rivolge fin dall’inizio. Non stupisce dunque che ingegneri e manager del gruppo siano costantemente sotto pressione per trovare nuovi modi di rendere unica l’esperienza di messaggistica messa a disposizione del suo pubblico di riferimento. Purtroppo il restyling di inizio 2018 al quale gli ingegneri di Snapchat hanno sottoposto l’app ha causato r eazioni contrastanti nella comunità di utenti, ma l’arrivo di una sezione dedicata ai videogiochi potrebbe cambiare le carte in tavola

Ancora non è chiaro quali forme assumeranno questo tipo di esperienze interne a Snapchat ma, considerando che l’app in passato ha saputo puntare in maniera intelligente sulla realtà aumentata con una serie di filtri per la modifica di foto e video in tempo reale, in molti ipotizzano che anche i videogiochi possano ruotare intorno allo stesso concetto: un mix tra quel che viene ripreso dalle fotocamere degli smartphone e ciò che gli sviluppatori decideranno di posizionare sugli schermi. 

Del resto Snapchat ha già acquisito qualche mese fa il motore di gioco 3D PlayCanvas e offerto alcune semplici esperienze in realtà aumentata denominate Snappables . I giochi che saranno messi a disposizione in autunno potrebbero essere prodotti simili ma più complessi, realizzate da studi esterni sfruttando gli strumenti di PlayCanvas messi a disposizione dall’azienda. A svelarlo sarà il tempo; intanto l’avversario predestinato — che per una volta non è Instagram ma Facebook — attende con già diversi titoli a disposizione all’interno del proprio servizio di messaggistica Messenge r. 

 

FONTE  Lorenzo LonghitanoLASTAMPA.IT

 
CYBERCRIMES Stampa E-mail
Mercoledì 27 Giugno 2018 08:03

Occhio all'App risparmio batteria

 Nuovo alert per i dispositivi mobili Android. I ricercatori di RiskIQ hanno scoperto un’App malevola "chiamata Advanced Battery Saver (nome pacchetto: com.advancedbatr.batsaver)" che - avvisano gli esperti del Cert - Computer Emergency Response Team - "si presenta come uno strumento per il risparmio energetico e il controllo della batteria del telefono ma, oltre a svolgere la funzionalità per la quale appare essere progettata, nasconde anche un adware in grado di sottrarre informazioni dal dispositivo".

COSA ACCADE - L'utente viene rediretto sulla pagina da cui scaricare l'App da "pagine web truffaldine che mostrano un falso avviso che informa la vittima che il suo dispositivo si sta rallentando e che la batteria si sta consumando rapidamente". Avviso che invita a "scaricare un'App 'raccomandata' per ripulire la memoria del telefono e renderlo più veloce".

AUTORIZZAZIONI - Il testo viene personalizzato con il nome del dispositivo dell'utente che, se fa clic su uno qualsiasi dei pulsanti, "viene reindirizzato su un altro server controllato dagli autori del malware che a sua volta lo porta sulla pagina dello store di Google da cui scaricare l'App malevola". L'App "richiede diverse autorizzazioni, non direttamente correlate alla sua funzione primaria, che dovrebbero mettere in allarme un utente consapevole". Le più pericolose tra queste consentono all'App di: leggere dati di log; ricevere messaggi di testo (SMS); ricevere dati da Internet; accoppiarsi con dispositivi bluetooth; accedere alla rete senza limitazioni; modificare le impostazioni del sistema.

MALWARE - L'App tenta di aumentare la durata della batteria chiudendo i processi con un maggiore consumo di energia, quando il livello della batteria è basso; "sfortunatamente - proseguono gli esperti - nasconde anche una funzionalità di adware, costituita da una backdoor finalizzata alla generazione di clic fraudolenti su annunci pubblicitari che generano profitto per l'autore del malware. Inoltre, la porzione malevola del codice dell'App è in grado di sottrarre informazioni dal dispositivo, tra cui il codice IMEI, i numeri di telefono memorizzati, il tipo, la marca e il modello dell’apparato, la posizione geografica".

PUBBLICITA' - Il malware, viene evidenziato, "comunica con un server C&C codificato al suo interno mediante HTTP. Il contenuto delle comunicazioni viene cifrato mediante l’algoritmo AES con una chiave predefinita. Il malware riceve dal server remoto le informazioni sugli annunci pubblicitari da caricare e invia l’esito dell'operazione una volta completata l’azione di clic". Al momento, "l'App 'Advanced Battery Saver' risulta ancora presente su Google Play ed è disponibile in forma di APK su svariati repository di terze parti".

RACCOMANDAZIONI - Per evitare di cadere vittime di questo tipo di malware, "si raccomanda agli utenti di dispositivi Android di non scaricare App dagli store non ufficiali, di verificare attentamente la reputazione di un’App di dubbia origine presente su Google Play e di installare e mantenere aggiornata una soluzione antivirus sul proprio dispositivo".

 

FONTE ADNKRONOS.COM

 
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