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Hackers hanno sfruttato vulnerabilità delle funzione 'Visualizza come' Stampa E-mail
Sabato 29 Settembre 2018 12:19

Facebook denuncia attacco, problemi per 90 milioni account

 

                                                                                                                      © Copyright ANSA/ANSA

Problemi per circa 90 milioni di utenti Facebook dopo l'attacco che in settimana ha colpito la piattaforma del colosso dei social media mettendo a rischio i dati di almeno 50 milioni account. In 90 milioni - ha spiegato l'azienda - nelle ultime ore sono stati infatti costretti a fare log out e a rientrare nel sistema in seguito ad una delle misure di sicurezza che scattano quando c'e' il rischio di compromissione degli account.

La scoperta della falla di sicurezza è stata resa nota dalla societa e spiegata  in un post ufficiale. Anche Mark Zuckerberg è intervenuto sul suo profilo Facebook.

 

FONTE ANSA.IT

 
CYBERNEWS Stampa E-mail
Martedì 25 Settembre 2018 08:28

iPhone, memoria in pericolo

 

                                                                                        (FOTOGRAMMA/IPA)

Scaricare e installare gli aggiornamenti di sicurezza messi a disposizione da Apple "il più presto possibile". E' la raccomandazione fatta dagli esperti del CERT, Computer Emergency Response Team, sottolineando come la società di Cupertino abbia rilasciato tali aggiornamenti che "risolvono diverse vulnerabilità in iOS, watchOS, tvOS, Safari e Apple Support per iOS".

L'aggiornamento a iOS 12, precisa il team, "contiene diversi fix di sicurezza che risolvono diverse gravi vulnerabilità che potrebbero consentire ad un attaccante di accedere ad aree di memoria protette". La nuova versione del sistema operativo, ricorda il CERT sul proprio sito, "è disponibile per iPhone 5S o più recente, iPad Air o più recente e iPod Touch 6ª generazione".

Aggiornamenti disponibili e da installare anche per watchOS (sistema operativo per Apple Watch), Apple tvOS (sistema operativo per Apple TV), Safari (browser disponibile per OS X, macOS e Microsoft Windows) e Apple Support (App per il supporto remoto su dispositivi iOS).

 

FONTE ADNKRONOS.COM

 
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Lunedì 24 Settembre 2018 08:13

Cinque motivi per non comprare iPhone XS e aspettare iPhone XR

 

iPhone XS e XS Max sono arrivati ieri nei negozi, come sempre accompagnati dall’entusiasmo degli aficionados Apple. I due nuovi modelli, uno da 5.8 pollici e l’altro da 6.5, portano con sé alcune novità hardware come la fotocamera migliorata e soprattutto il nuovo chip A12 Bionic, ma verranno presto affiancati da un altro modello 2018, iPhone XR, che sarà disponibile il 26 ottobre con preordini dal 19 ottobre. Nonostante la dotazione hardware decisamente minore, il nuovo modello è probabilmente il più interessante che vedremo quest’anno: ecco perché.

La batteria è la migliore della line-up

 

 Sulla carta, iPhone XS Max è quello con la batteria più capiente, 3174 mAh. Ma deve far comunque girare risorse molto più esose rispetto a XR, che ha uno schermo con meno risoluzione e una sola fotocamera, nonché meno RAM. Avendo lo stesso processore, iPhone XR dovrebbe essere in grado di offrire da uno o due ore in più in media in ciascuna funzione. Come si può vedere da questa comparazione, infatti, iPhone XR offre due ore di navigazione web in più rispetto a XS Max e un’ora di riproduzione video, distaccando nettamente XS.

 

 La misura dello schermo è la perfetta via di mezzo

 

iPhone XR ha un display da 6.1 pollici, la stessa misura di altri smartphone molto apprezzati come Huawei P20 Pro o LG G7. La differenza con XS (5.8) e XS Max (6.5) sembra relativa, ma in termini di usabilità potrebbe fare la differenza. Inoltre, proprio come XS Max, XR permetterà di visualizzare alcune app in orizzontale aggiungendo menu contestuali al lato. Anche le cornici più pronunciate, esteticamente meno gradevoli, permettono di evitare swipe o gesture involontari sullo schermo.

Il taglio da 128GB è esclusivo e “conveniente”

 

 Tutti i nuovi iPhone arrivano in tre differenti capacità di archiviazione, ma XS e XS Max sono disponibili da 64, 256 e 512GB, mentre iPhone XR è da 64, 128 e 256. Sebbene nell’epoca del cloud 64GB siano più che sufficienti, qualora si voglia avere sufficiente spazio per foto, video e app, 128GB sono l’ideale, anche perché un hard disk da 256GB è ovviamente più costoso. E il modello da 128 di iPhone XR costa 60 euro in più rispetto a quello da 64, e comunque oltre 200 euro in meno rispetto a un iPhone XS da 64.

La risoluzione non è tutto

Sulla carta, il display di iPhone XR conta 1792 x 828 pixel di risoluzione con 326 pixel per pollici di densità. Quest’ultimo numero è quello che conta di più, perché indica la pulizia generale delle immagini e un numero superiore a 300, su un display di questa grandezza, indica che sia quasi impossibile per l’occhio umano distinguere i pixel alla distanza giusta. Uno schermo OLED ha neri assoluti e una definizione sicuramente maggiore, infatti i pixel per pollice di iPhone XS sono 458. Ma Apple ha sempre creato schermi LCD di qualità, e quello di iPhone XR introduce un nuovo sistema di retroilluminazione e il true tone per gestire i colori, quindi dovrebbe essere persino migliore rispetto a iPhone 8.

Ci sono più similitudini che differenze

 

 In realtà, tutti i nuovi iPhone condividono lo stesso cervello, il chip A12 a 7 nanometri. Sebbene anche qui i numeri siano iperbolici, a conti fatti vale il concetto che il nuovo A12 sia già a prova di futuro, in grado di gestire al meglio l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata. Ecco perché iPhone XR è persino più interessante di iPhone X dell’anno scorso. Inoltre, la fotocamera singola è in minoranza, ma ha lo stesso grandangolo potenziato di XS e cattura più luce, affidandosi alla IA per tutto il resto. Potreste non sentire la mancanza di un secondo obiettivo, se non nello zoom. Infine, la fotocamera anteriore e tutto il comparto tecnico all’interno della notch è esattamente identico a quello dei modelli più costosi.

 

 FONTE ANSA.IT

 
A ottobre sarà lanciato il Galaxy A9 Star Pro con quattro sensori posteriori, insieme al nuovo A7. L'attesa maggiore è per novembre quando ci sarà la presentazione dello smartphone con display pieghevole atteso ormai da anni. Ma potrebbe essere in vendita Stampa E-mail
Sabato 22 Settembre 2018 13:37

Samsung, in arrivo uno smartphone con quattro fotocamere (e il primo con schermo pieghevole)

 

Attesa per l'11 ottobre

Dopo la presentazione in agosto del Galaxy Note 9 con pochi grandi cambiamenti rispetto al predecessore, l’autunno rappresenterà per Samsung una stagione di nuovi modelli che porteranno una ventata di novità indispensabile all’azienda coreana per rimanere leader mondiale nella vendita di smartphone, rispondendo anche al recentissimo lancio dei nuovi iPhone. La prima occasione sarà già l’11 ottobre quando sarà lanciato il Galaxy A9 Star Pro: secondo le indiscrezioni che si basano anche sul misterioso annuncio dell’azienda «4X Fun» utilizzato per presentare l’evento, potrebbe trattarsi del primo modello con ben quattro fotocamere posteriori, posizionate verticalmente a lato del sensore per impronte digitali, che sarebbero un passo in avanti per provare ad avvicinarsi alla qualità fotografiche offerte dalle reflex.

I concorrenti

Con questa mossa Samsung andrebbe a superare come numero di sensori il Huawei P20 Pro che ne possiede «solo» tre. Mentre indiscrezioni parlano di 4 fotocamere sul prossimo modello del colosso cinese: il Mate 20 Pro. A battere ogni record però potrebbe pensarci Nokia con un dispositivo da addirittura cinque sensori. Le quattro fotocamere, nel caso del Samsung Galaxy A9 Star Pro, saranno poste in verticale, sull’angolo sinistro del retro del telefono. Sotto, il flash. Mentre al centro rimane soltanto il sensore delle impronte digitali. Ancora nessun dettaglio sulle specifiche.

Arriva anche l’A7

Ma le novità di Samsung non si limitano solo alla fotocamera: sull’A9 Star Pro ci dovrebbe essere anche un pulsante dedicato all’assistente virtuale Bixby e il lato posteriore dovrebbe essere leggermente curvo. La cosa da notare è che questo nuovo modello non apparterrà alla fascia dei top di gamma, ma bensì a quella media, con un prezzo intorno ai 580 dollari. Nello stesso evento ci sarà però spazio anche per un secondo dispositivo: si dovrebbe trattare dell’A7 dotato di tre fotocamere posteriori e che potrebbe disporre di un sensore per impronte digitali posizionato non più sul retro, ma bensì sulla cornice laterale dello smartphone.

A novembre arriva il pieghevole

Ma la grande attesa rimane per novembre, quando dovrebbe essere finalmente presentato al mondo lo smartphone pieghevole di Samsung. Lo stesso Ceo dell’azienda DJ Koh, che ne aveva parlato al Corriere come di un «dispositivo unico e diverso», ha detto che sarà svelato entro la fine dell’anno, ma molto probabilmente non sarà in vendita fino al 2019. La storia di quello che è conosciuto come Galaxy X, ma secondo altri potrebbe chiamarsi anche Galaxy F o Winner, è fatta di indiscrezioni che si susseguono a partire dal 2011 in poi, quando per la prima volta se ne parlò. Ma se nei primi anni le voci non avevano avuto riscontro, negli ultimi tempi sono state messe in fila una serie di indiscrezioni che hanno portato a pensare a uno sviluppo molto più concreto del dispositivo. Tra queste, lo studio di un display Oled in grado di piegarsi, come anche quello di una batteria con la stessa caratteristica. Dal punto di vista delle specifiche tecniche non si conosce davvero alcun dettaglio: alcuni parlando di un display da 7,3” che lo avvicinerebbe alle dimensioni di un tablet. Forse ci si può spingere a dire quello che non ci sarà, cioè il Gorilla Glass utilizzato per proteggere il display degli smartphone, ma che sembra inconciliabile con le esigenze di flessibilità richieste da un dispositivo pieghevole. Mistero anche intorno al prezzo di vendita che potrebbe rappresentare un record: in estate il Wall Street Journal ha parlato di una cifra intorno ai 1.500 dollari, ma altre voci la considerano come una stima al ribasso. Quello che sembra certo è che il dispositivo potrebbe scatenare una corsa al lancio di smartphone pieghevoli sul mercato, con Huawei che da tempo è in prima fila (anzi, seconda) su questo progetto.

 

FONTE Enrico Forzinetti CORRIERE.IT

 
A distanza di due anni dalla decisione della Commissione europea, la società ha completato il versamento della somma dovuta per aiuti di Stato illegali in un conto bloccato Stampa E-mail
Mercoledì 19 Settembre 2018 09:10

Apple, versati i 13 miliardi all'Irlanda per tasse inevase

 

 Ci sono voluti due anni perché la decisione presa dalla Commissione europea — la più dura di sempre — venisse rispettata. Il 30 agosto del 2016 l'annuncio della Commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager: Apple doveva restituire 13 miliardi di tasse inevase all'Irlanda. Oggi, 18 settembre 2018, l'epilogo: Cupertino ha concluso il pagamento della cifra a nove zeri, che nel mentre è salita a 14,3 miliardi con gli interessi. Nel mezzo, un ricorso alla Corte di Strasburgo e il deferimento, da parte della stessa Corte, del Paese, per il ritardo nel recuperare la somma di denaro che le spettava. I soldi non finiranno direttamente nelle casse irlandesi ma su un conto di garanzia, in attesa della sentenza — l'ultima — sul ricorso.

Cos'è successo

Apple è stata accusata dalla Commissione europea di aver approfittato di una situazione di aliquote vantaggiose concesse dall'Irlanda dal 2003 al 2014, grazie a una serie di accordi fiscali. La prima accusa è arrivata proprio nel 2014: il Paese, per agevolare le vendite di Cupertino nel continente, avrebbe violato le leggi fiscali concedendo aliquote fiscali bassissime, pari a meno dell'1 per cento, contro il 12,5 per cento previsto. Cosa ci guadagnava? La promessa che un colosso come Apple avrebbe mantenuto la sua sede europea nei suoi confini, dando lavoro — nella sola città di Cork — a 5.500 persone, circa un quarto dei dipendenti assunti in tutto il continente. Al momento della sanzione imposta dall'Antitrust per ripagare con un forfait miliardario Dublino delle tasse dovute e mai versate, nessuno dei due soggetti aveva quindi interesse a avallare la decisione. Da qui il ricorso. E il ritardo di reazione, tanto da far scadere il limite di tempo imposto il 3 gennaio del 2017. L'accordo arriva soltanto un anno e mezzo dopo, a dicembre del 2017: i 13 miliardi sarebbero stati versati e conservati su un conto di garanzia. E così è stato.

 

FONTE

 
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Notizie Flash

Ci sono passioni che uniscono le donne a tutte le latitudini: di certo quella per le scarpe si può dire quasi universale. Questa volta è la Nuova Zelanda a far parlare di sé per un modello davvero esclusivo. Si tratta di un paio di decolleté ricoperte di diamanti bianchi per un valore di circa 500mila dollari.


 

A realizzarle è stata la designer Kathryn Wilson in collaborazione con Sarah Hutchings, designer per Orsini Gioielli. Per realizzare le scarpe è stato necessario un lavoro certosino: prima la scelta delle pietre, poi la loro composizione sulle scarpe. Per decorarle è stato necessario usare una pinzetta e una colla speciale: un lavoro di precisione per un paio di scarpe da sogno.

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