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Migliaia di giovani e giovanissimi, armati di fascette in testa e luci che sembravano decine e decine di stelle, hanno affollato la location e scaldato l’atmosfera dall’inizio alla fine. Stampa E-mail
Sabato 03 Novembre 2018 12:13

Ultimo: un concerto intenso, tra l’eleganza delle stelle 

CARLOTTA D'AGOSTINO

 Ultimo. Solo di nome. Perchè ieri al Palalottomatica di Roma ha davvero brillato una nuova stella della musica italiana, giovane ma con le idee molto chiare.
Dalla parte degli ultimi per sentirmi primo“. È questo il motto principale di Niccolò Moriconi, in arte Ultimo e questo è il suo slogan sin da quando è piccolo, proprio come raccontano i suoi pezzi.
La sua storia sembrerebbe in realtà una favola, di quelle che fanno sorridere e lasciano increduli. Niccolò infatti è nato nel 1996 nel quartiere San Basilio di Roma e si è avvicinato prestissimo allo studio del pianoforte e della composizione, arrivando a creare le sue prime canzoni a soli 14 anni.
È un ragazzino come tanti, ama la musica, i tatuaggi, cresce con i brani di Vasco Rossi nelle orecchie, in compagnia di una sigaretta fumata lanciando uno sguardo verso “l’eleganza delle stelle“.
Con la Honiro Label – l’etichetta discografica indipendente che lo ha iniziato a produrre – avvia una bella collaborazione: il primo album intitolato “Pianeti” esce nell’ottobre 2017, raggiungendo subito il secondo posto su iTunes. In alcune canzoni il giovane artista strizza molto l’occhio a Fabrizio Moro, a volte persino ad Antonello Venditti (che ha dichiarato essere per lui due modelli importanti a cui si ispira), ma senza mai perdere di vista il suo stile molto personale, in cui la commistione di rap e pop convivono alla grande.
Ma arriviamo al febbraio scorso, febbraio 2018, perché Ultimo trionfa con il brano “Il ballo delle incertezze” nella categoria Nuove Proposte al Festival di Sanremo, dando il via ad un’ascesa senza precedenti, come non succedeva da moltissimi anni.
L’album “Peter Pan” raggiunge le vette delle classifiche, vince numerosi premi ed il tour in giro per l’Italia registra tutto esaurito in ogni città fino ad arrivare a ieri sera, la seconda tappa interamente sold out al PalaLottomatica di Roma, il palazzetto più grande della Capitale.
Migliaia di giovani e giovanissimi, armati di fascette in testa e luci che sembravano decine e decine di stelle, hanno affollato la location e scaldato l’atmosfera dall’inizio alla fine.

 Le luci si spengono all’improvviso. Subito parte il primo pezzo, “Sabbia”, ed un boato assordante fa tremare il palazzo dello sport. Ultimo sale sul palco con i suoi immancabili occhiali da sole, jeans e una T-shirt bianca semplicissima, con su scritto solo il suo nome. Braccia al cielo, pubblico in delirio ed uno show che parte con vivacità e simpatia, passando da brani come “Il capolavoro” a “Canzone stupida”.
Niccolò si mostra in tutta la sua semplicità ed umiltà, tiene il palco come se fosse sulle scene musicali da decenni ed i fan non smettono di cantare nemmeno per un secondo. “Cascare nei tuoi occhi“, “Poesia senza veli”, “Sogni appesi”, “Il ballo delle incertezze“, sono solo alcuni brani presentati live davanti agli occhi sognanti di valanghe di ragazzi, in cui la melodia ha fatto da culla a testi di una profondità a tratti disarmante.
Nell’aria c’è emozione, felicità, anche commozione, ma palpabile dall’inizio alla fine è stata l’intensità. Niccolò ha imbracciato la chitarra e regalato al pubblico delle canzoni in versione acustica, ha duettato con il rapper Mostro – uno dei più amati del momento – ma seduto al pianoforte ha tirato fuori al meglio tutta la sua anima cantautorale.
Farfalla bianca” o la cover di “Albachiara”, famosissima canzone del suo mito, hanno accompagnato poi verso la fine del concerto, che si è chiuso con la canzone che dà il titolo all’intero disco cioè “Peter pan”, che l’artista ha eseguito in maniera decisa ma calda, salutando la sua città, che lo ha accolto in un lungo abbraccio durato più di 2 ore.
Per quanto il ritmo dell’evento non sia stato altissimo per l’intero show, il tutto è stato molto bilanciato e piacevole. Ben pensato e ben pesato.
Ultimo è davvero il cantante rivelazione dell’anno, un ragazzo che dallo scrivere a casa per esigenza, ora è in grado di far rispecchiare migliaia di persone nei suoi testi e nella sua musica, arrivando addirittura a riempire i palazzetti a pochi mesi dal debutto nel “mondo dei grandi”.

Carlotta d’Agostino

FONTE SPETTACOLONEWS.COM

 
IL 12 SETTEMBRE 2018 AD OSAKA Stampa E-mail
Giovedì 06 Settembre 2018 07:42

Concerto di Ramin Bahrami e Danilo Rea "Bach is in the air"

 

Il progetto "Bach is in the Air" nasce dalla generosa ambizione di due grandi pianisti di esaltare la modernità e l’universalità della musica di J.S. Bach e di proporla non solo agli amanti della musica classica, ma anche ai giovani che ascoltano solo il pop o il jazz.

L’idea guida di tutto il progetto, spiega Danilo Rea in un’intervista, è stata quella di rispettare ciò che Bach aveva scritto e di provare a unire due discipline, due modi di suonare e di improvvisare su ciò che Bach aveva scritto. Si tratta di un’operazione mai tentata prima, perché, finora, operazioni simili sono sempre state per lo più realizzate da jazzisti, che hanno preso la musica di Bach e l’anno riarrangiata alla maniera del jazz. In Bach is in the Air, invece, i due pianisti cercano di dialogare con la musica di Bach senza snaturarla: un’operazione che è resa possibile perché – spiega Ramin Bahrami- la musica di Bach è, assieme a quella di Carlo Gesualdo da Venosa e di Girolamo Frescobaldi, la più moderna in assoluto ed è destinata a mantenere intatto il suo messaggio e a parlare anche alle generazioni future, proprio per la sua capacità di rivolgersi non solo alle persone colte, ma anche ai bambini.

L’Istituto Italiano di Cultura di Osaka è felice di portare per la prima volta in Giappone, grazie alla generosa collaborazione della Osaka Symphony Hall, un progetto che in Italia è stato accolto con grande entusiasmo dal pubblico e dalla critica. Ci auguriamo che il pubblico giapponese, così ricco di sensibilità e amore per l’arte, voglia apprezzare la nostra proposta musicale.

Istutito Italiano di Cultura di Osaka
Direttore Stefano Fossati 

 

RAMIN BAHRAMI (Piano)
“Ramin Bahrami scompone la musica di Bach e la ricompone in modi che risentono di un modello, Glenn Gould, senza veramente assomigliare al modello. Io gli ho insegnato a sopportare il morso, ma non l’ho domato; e spero che continui ad essere com’è” – Piero Rattalino.
Ramin Bahrami è considerato uno tra i più importanti interpreti bachiani viventi a livello internazionale.
Dopo l’esecuzione dei Concerti di J.S. Bach a Lipsia nel 2009 con la Gewandhausorchester diretta da Riccardo Chailly, la critica tedesca lo considererà: “un mago del suono, un poeta della tastiera… artista straordinario che ha il coraggio di affrontare Bach su una via veramente personale…”(leipziger volkszeitung).
La ricerca interpretativa del pianista iraniano è attualmente rivolta alla monumentale produzione tastieristica di Johann Sebastian Bach, che Bahrami affronta con il rispetto e la sensibilità cosmopolita della quale è intrisa la sua cultura e la sua formazione. Le influenze tedesche, russe, turche e naturalmente persiane che hanno caratterizzato la sua infanzia, gli permettono di accostarsi alla musica di Bach esaltandone il senso di universalità che la caratterizza.
Bahrami si è esibito in importanti festival pianistici tra cui “La Roque d’Anthéron”, Festival di Uzés, il Festival “Piano aux Jacobins” di Toulose, il Tallin Baroque Music Festival in Estonia e il Beijing Piano Festival in Cina, Festival di Brescia e Bergamo, Ravello Festival ed in prestigiose sedi italiane come La Scala di Milano, la Fenice di Venezia, l’Accademia di Santa Cecilia a Roma ecc…
Nato a Teheran si diploma con Piero Rattalino al Conservatorio “G. Verdi” di Milano,approfondisce gli studi all’Accademia Pianistica di Imola e con Wolfgang Bloser alla Hochschule für Musik di Stoccarda.
Si perfeziona con Alexis Weissenberg, Charles Rosen, András Schiff, Robert Levin e in particolare con Rosalyn Tureck.
Ramin Bahrami incide esclusivamente per Decca-Universal, i sui CD sono dei best seller e riscuotono sempre molto successo di pubblico e di critica tanto da indurre il Corriere della Sera a dedicargli una collana apposita per 13 settimane consecutive.
Ramin Bahrami ha scritto due libri per la Mondadori e il terzo edito Bompiani dal titolo “Nonno Bach”
Recentemente ha avuto il privilegio di inaugurare la stagione di musica da camera di Santa Cecilia a Roma e al Beethoven Festival di Varsavia in collaborazione con il flautista Massimo Mercelli, con cui ha registrato le sonate per flauto e piano per Decca.
Reduce da un concerto trionfale nella sala grande dell'Accademia Liszt a Budapest e alla Tonhalle di Zurigo, recentemente si è esibito con Yuri Bashmet e I Solisti di Mosca, ha avuto anche il privilegio di suonare in una gala di beneficenza con la clarinettista Sabine Meyer, clarinettista preferita di Karajan.
Ha inciso l’ Offerta Musicale di J.S. Bach con le prime parti di Santa Cecilia
E’ stato insignito del premio Mozart Box per l'appassionata e coinvolgente opera di divulgazione della musica, bachiana e non solo, inoltre è stato insignito del Premio “Città di Piacenza–Giuseppe Verdi” dedicato ai grandi protagonisti della scena musicale, riconoscimento assegnato prima di lui a Riccardo Muti, Josè Cura, Leo Nucci e Pier Luigi Pizzi.

DANILO REA (Piano)
Nato a Vicenza quasi per caso, Danilo Rea è romano, ma non d’adozione. È romano perché la sua storia in musica nasce a Roma, tra le pareti di casa sua, dove l’incanto per i vecchi vinili di Modugno è più forte, già da piccolissimo, di qualsiasi divertimento: il vero gioco è suonare il piano, il vero incanto è la musica, il vero sogno è la melodia, il vero abbandono è nell’armonia. E la passione diventa studio al Conservatorio di Santa Cecilia, dove si diploma in pianoforte con il massimo dei voti e dove attualmente insegna nella cattedra di jazz.
Studi classici, rock e pop influenzano la sua formazione e convergono attraverso il jazz, la sua vera passione, in uno stile inconfondibile e unico composto di due ingredienti fondamentali: melodia e improvvisazione.
Appena maggiorenne esordisce con lo storico Trio di Roma con Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto; parallelamente accompagna come pianista i più importanti cantautori italiani: Mina lo vuole prima ancora di Gino Paoli, ed entrambi gli restano fedeli negli anni, fino a oggi. Intanto collabora con Claudio Baglioni, Pino Daniele, Domenico Modugno, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Gianni Morandi e Adriano Celentano.
Il suo talento lo porta ben presto ad affermarsi anche sulla scena internazionale e a suonare al fianco dei più grandi nomi del jazz come Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, Bob Berg, Phil Woods, Michael Brecker, Tony Oxley, Joe Lovano, Gato Barbieri, Aldo Romano, Brad Mehldau, Danilo Pérez, Michel Camilo, Luis Bacalov.
Nel 1997, con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, fonda “Doctor 3”, il trio che per tre anni riceve il premio della critica come miglior gruppo jazz, e che per più di dieci anni lo porta a calcare i più importanti palcoscenici italiani e all’estero con esibizioni in Europa, Stati Uniti, Sudamerica e Cina.
A partire dal 2000 Danilo Rea trova nella dimensione in piano solo il momento ideale per dare forma al proprio universo espressivo e al suo talento naturale per l’improvvisazione: le idee che convergono nelle performance sono delle più varie, dai capisaldi del jazz, passando per le canzoni italiane, fino alle arie d’opera.
Il suo primo lavoro da solista è “Lost in Europe” (2000) composto durante un tour in Europa; nel 2003 pubblica “Lirico”, in cui miscela lirica e jazz improvvisando sui temi operistici mettendone in luce la grande attualità. L’intenso rapporto con la musica classica, che prosegue tuttora, lo porta ad aprire il Festival di musica lirica internazionale “Festival del bel canto” con il concerto “Belcanto Improvisations”.
Seguono “Solo” (2006) e “Introverso” (2008), album in cui Rea si cimenta con composizioni inedite di piano solo, fino ad arrivare al pluripremiato “A Tribute to Fabrizio de André”, omaggio al grande cantautore e poeta italiano, inciso per la prestigiosa etichetta tedesca ACT nel 2010.
Ma sono i suoi concerti di piano solo, con le sue improvvisazioni che spaziano su qualsiasi repertorio, a conquistare le platee di tutto il mondo: oltre a essere il primo jazzista ad avere un concerto di piano solo alla sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica (nel 2003), nel 2006 è protagonista di un memorabile concerto al Guggenheim Museum di New York.
Successivamente, con “Concerto per Peggy”, in occasione del 60° anniversario della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia, rende omaggio a Peggy Guggenheim con un recital pianistico che attraversa e celebra la musica classica americana della prima metà del secolo scorso. Nel 2009 si esibisce al Teatro la Fenice di Venezia e chiude la 68° stagione della Camerata Musicale Barese con un concerto al Teatro Petruzzelli.
Tra le sue collaborazioni più recenti, i lavori con Gino Paoli: già compagni di avventura nel progetto “Un incontro in Jazz”, il sodalizio artistico prosegue con l’album e il progetto live “Due come noi che…” (2012) e “Napoli con Amore” (2013).
Nel 2014 Danilo firma le musiche per il film “Quando c’era Berlinguer” e nel 2015 quelle per “I bambini sanno”, entrambi per la regia di Walter Veltroni; nell’estate dello stesso anno viene presentato in anteprima mondiale a Umbria Jazz “…IN BACH?”, il progetto live a quattro mani con Ramin Bahrami, omaggio all’imponente eredità musicale di Johann Sebastian Bach.
Il 16 ottobre 2015 esce “Something in our way” (Warner Music Italy), nuovo disco in piano solo ispirato all’indimenticabile repertorio dei Beatles e dei Rolling Stones.
Dal 27 Aprile all' 8 Maggio 2016, attraverso il tour di Umbria Jazz in Cina 2016, i suoi concerti in piano solo toccano prestigiose venue ed importanti teatri nelle città di Pechino, Shangai, Qingdao e Canton.
Il 3 Novembre 2016 gli viene consegnato il prestigioso Premio Vittorio De Sica per la Musica, un riconoscimento che viene conferito a personalità di rilievo nel campo del cinema e delle altre arti, della cultura, delle scienze e della società per il complesso della loro carriera, o per meriti rilevati nel corso dell’anno.
Il 1 Dicembre 2016, a seguito del successo ottenuto dal tour di Umbria Jazz in Cina, gli viene conferito il Leone D'Oro, assegnato a personalità del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo che si sono distinte nelle relazioni con la Cina, in occasione dei China Awards 2016 evento organizzato dalla Fondazione Italia Cina e da MF/ Milano Finanza con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell’Ambiente e della Camera di Commercio Italo Cinese, la partnership della Camera di Commercio Italiana in Cina.
Il 4 Marzo 2017, presso l’Aula Magna di Palazzo Pietro Tiravanti, l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, alla presenza del Direttore Generale del MIUR, gli conferisce il Diploma Accademico di Secondo Livello Honoris Causa in Nuove Tecnologie dell’Arte per il profondo impegno profuso nel diffondere l'arte della musica.

 
Torna, dal 6 all’11 agosto, “I Suoni del Lago… oltre il giardino” Stampa E-mail
Lunedì 06 Agosto 2018 17:37

“I Suoni del Lago… oltre il giardino”, Danilo Rea a Sabaudia con la figlia Oona

 

                                                                                                               OONA REA

Torna, dal 6 all’11 agosto, “I Suoni del Lago… oltre il giardino, rassegna concertistica promossa dalla Pro Loco di Sabaudia in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Sabaudia, il Parco Nazionale del Circeo e con i patrocini della Provincia di Latina e del Consorzio Pro Loco Circe (Ponza, Latina, Terracina, Sabaudia, San Felice Circeo), che gode, fin dal primo anno, della direzione artistica del Maestro Piero Cardarelli e di quella organizzativa di Gennaro di Leva.

L’inaugurazione è affidata a Danilo Rea. L’artista si esibirà domani, 6 agosto, con inizio alle 21.30, nella splendida cornice del Belvedere di Sabaudia.

Danilo Rea è considerato uno dei grandi pianisti italiani, proiettato sulla scena internazionale ha collaborato con i più grandi musicisti della storia del jazz. Torna a Sabaudia testimoniando un legame pressoché ininterrotto, da più di quarant’anni, con questi luoghi dove suonava giovanissimo e ancora lontano dai riflettori insieme all’amico di sempre Piero Cardarelli. Da quelle estemporanee esibizioni, quando Sabaudia accoglieva le prime sperimentazioni in chiave jazz, si giunge fino a oggi, con l’atteso ritorno anche nella terza edizione de I Suoni del Lago.

Pianista  prediletto di Mina per le sue registrazioni e di Gino Paoli per i concerti, terrà a battesimo la “Suoni del Lago strings Orchestra”, una compagine formata da due musicisti e docenti locali e da cinque giovani allievi del conservatorio e del liceo musicale di Latina. Ad accompagnarlo sul palcoscenico abbracciato dal lago, la figlia Oona, considerata una delle voci più interessanti del panorama musicale italiano, dotata di un intenso timbro blues che la distingue dalla gran parte delle cantanti jazz italiane. Oona Rea utilizza la sua voce cantando con disinvoltura sia in inglese che in italiano, ricordando come vocalità la grandissima Annette Peacock. Un’artista che già dimostra personalità ed uno stile particolare con vocalità e tecnica di prim’ordine, come testimoniato nel recente tour che ha percorso l’Oriente tra Cina e Giappone.

 

fonte corriere.it

 
Toni Malco, al secolo Antonio Pera, appartiene alla grande famiglia dei cantautori romani e torna a Roma, al teatro Greco, per presentare il suo nuovo singolo “Scherzi del tempo”. Stampa E-mail
Martedì 05 Giugno 2018 20:57

Toni Malco torna sul palco romano con due serate d’eccezione L’8 e il 9 giugno il cantautore romano offrirà al pubblico del Teatro Greco il meglio del suo repertorio e il nuovo singolo “Scherzi del tempo”

 

 Una carriera, la sua, che non ha mai registrato pause. Vincitore del Festival di Centocittà, si aggiudica il famoso Telegatto di Sorrisi e Canzoni TV. Ha inoltre al suo attivo cinque album e sei singoli pubblicati dalle maggiori compagnie discografiche italiane e straniere (RCA, Carosello, Ricordi, SONY MUSIC, ecc.).

 Torna quindi ad esibirsi dal vivo nel modo che preferisce, in teatro, complice il suo ultimo lavoro discografico: un nuovo singolo dal titolo “Scherzi del Tempo” scritto con Luigi Lopez, prezioso collaboratore, autore di grandi successi. Un brano suggestivo denso di emozione, in cui le atmosfere, spaziando tra il pop e le grandi ballate, danno modo al cantante di esprimere tutta la sua musicalità nel pieno della raggiunta maturità di uomo e artista. Nuovo disco e nuovi concerti, supportato da un’ottima band composta da eccellenti musicisti tra i più apprezzati del panorama italiano: Stefano Zaccagnini e Gino Mariniello alle guitars, Gianni Aquilino e Paolo Lurich alle keyboards e ancora Mimmo Catanzariti al basso, Andy Bartolucci alle percussioni e la vocalist Benedetta Fumagalli.

Con loro l’artista ritrova la sua reale e più congeniale dimensione di musicista e cantautore. Da sempre grande appassionato di calcio ha inoltre scritto e interpretato l’inno della sua squadra del cuore, dal titolo “Vola Lazio Vola”, riscuotendo un notevole successo in Italia e all’estero con più di un milione di copie vendute. Ma Toni Malco è anche molto altro. Oltre ad essersi fatto apprezzare nelle vesti di attore come interprete di varie fiction televisive, è l’ideatore e conduttore di una trasmissione radiofonica dal titolo “Mi ritorni in mente”: un salotto virtuale con ospiti prestigiosi del mondo della musica, della cultura, dello sport e dello spettacolo che vanta numerosissimi ascoltatori ed è stato premiato come migliore trasmissione di intrattenimento con il Microfono d'oro 2016.

 Da sempre è inoltre impegnatissimo nel sociale come sostenitore della ONLUS MANGO: organizzazione benefica che raccoglie fondi per adozioni a distanza di bambini del Paraguay. Tutti elementi che attribuiscono a definire i contorni di questo poliedrico artista che occupa un posto significativo nel vasto panorama della musica pop italiana. Il concerto Lo spettacolo di 120 minuti, pensato e ideato insieme all’amico autore Luigi Lopez, racchiude i brani più significativi di Malco.

Si tratta di uno show cantato e suonato ma anche raccontato attraverso ricordi e aneddoti che l’artista ha vissuto in tanti anni di vita professionale. Una sorta di narrazione di quelli che sono stati i suoi approcci al mondo della canzone. Sin da i suoi primi inizi, quando divideva una grande empatia con l’amico di quartiere, l’indimenticato cantautore Rino Gaetano, che incideva per la stessa casa discografica: la gloriosa RCA italiana. I ricordi più singolari di quando girava l’Italia insieme ad un giovanissimo e ancora sconosciuto Vasco Rossi. Singolari racconti di quando divideva la mensa della RCA con i grandi Lucio Battisti, Francesco De Gregori e Lucio Dalla.

Nella scaletta tante canzoni di Malco scritte dalla fine degli anni Settanta ad oggi fino ad arrivare all’ultima sua creatura, il singolo appena uscito da titolo “Scherzi del tempo”: canzone autobiografica scritta insieme a Luigi Lopez. Immagini, diapositive, racconti che in qualche modo ripercorreranno numerose vicissitudini nelle quali si ritroveranno tanti appassionati di musica.
 Folto il parterre atteso tra cui Roselyne Mirialachi e Conny Caracciolo, direttamente da Italia 1 nel reality “GoggleBox”, Adriana Russo e la cantante Naira.

8-9 giugno 2018, ore 21 Teatro Greco, via Ruggero Leoncavallo, 10/16

  Ufficio stampa Lucilla Quaglia 338.7679338


 
Il famoso pianista re dell’improvvisazione sfiderà l’intelligenza artificiale in un progetto ideato da Alex Braga e dall’Università di Roma Tre Stampa E-mail
Lunedì 14 Maggio 2018 13:50

Cracking Danilo Rea, sfida fra musicista e intelligenza artificiale al Wired Next Fest

 

 l prossimo 27 maggio il Wired Next Fest 2018 ospiterà uno spettacolo davvero originale che vedrà l’intelligenza artificiale sfidare l’improvvisazione artistica dell’uomo. Cracking Danilo Rea, in programma domenica 27 alle ore 18 durante il festival di Wired a Milano, vedrà infatti il pianista di fama internazionale Danilo Rea salire sul palco assieme ad Alex Braga e mettersi in gioco contro una tecnologia appositamente messa a punto dall’Università di Roma Tre, l’Ami (Artificial Music Intelligence). Durante l’esibizione il computer cercherà di imparare dalle note musicali di Rea, artista che ha fatto dell’improvvisazione la sua massima espressione stilistica, in modo da anticipare le sue mosse successive.

Artista versatile e innovativo, Alex Braga ha indagato gli svariati ambiti dell’arte concettuale ed è approdato in questi ultimi anni a quest’inedita collaborazione: “Da molto tempo la mia ricerca artistica si basa su tecnologia e musica.

Quando ho avuto l’idea di creare un’intelligenza artificiale che fosse in grado di decodificare il codice di qualsiasi musicista, mi son detto che se ci riuscivamo con il migliore e più imprevedibile al mondo, cioè Danilo Rea, allora avremmo fatto centro“, ci ha raccontato. Durante lo spettacolo le note del piano e quelle generate dall’elettronica generano delle linee grafiche che creano figure sullo schermo alle spalle degli artisti: “Ogni volta che sali su un palco speri di emozionarti e di emozionare il pubblico.

 

FONTE 

 
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