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Cronaca Rosa
Rintracciati i versamenti di Silva sui conti esteri della moglie dell’ex numero due della Lega calcio Gli inquirenti: il vero beneficiario era lui. Ma per ora non è indagato Stampa E-mail
Sabato 02 Dicembre 2017 11:50

Ecco i bonifici che inguaiano Galliani: 50mila euro dal manager dei diritti tv

 

 Adriano Galliani, 73 anni, ex vice presidente della Lega ed ex ad del Milan insieme alla moglie 45enne Malika El Hazzazi

Il manager che doveva rappresentare il nuovo corso della Lega Calcio, era in «affari» con Adriano Galliani. Due pagamenti da 25 mila euro ciascuno versati, estero su estero, nel solo mese di dicembre 2016, su un conto della moglie dell’ex ad rossonero. Con indicazioni criptiche, sul «quantum» e il «modus» dei versamenti. Pur senza essere indagato, torna nella bufera l’ex numero due della Lega calcio Adriano Galliani, ora candidato in pectore di Silvio Berlusconi per le prossime elezioni.  

Tutto nasce un anno fa, quando Marco Bogarelli, numero uno di Infront, ormai «bruciato» dalle inchieste, inseguito dalle notizie sulla spartizione dei diritti televisivi, il 28 novembre 2016 getta la spugna dimettendosi. Così, gli allora vertici della Lega, per uscire dal cono di luce acceso dalla procura di Milano, mettono in pratica un piano di riserva: per non perdere il controllo sulla ricca torta dei diritti della Serie A, trovano un sostituto. Il nome è quello di Andrea Francesco Silva (ex della Mp & Silva), a cui si vuole «affidare la gestione della commercializzazione dei diritti». A individuare il dopo Bogarelli, sarebbe stato l’ex numero due della Lega e del Milan, Adriano Galliani. A svelarlo, sono le intercettazioni dell’inchiesta milanese su Infront e sui suoi ex vertici, in parte naufragata per i mancati arresti proprio di Bogarelli e di due suoi ex collaboratori, respinti prima dal gip e poi, l’estate scorsa, dal Tribunale del Riesame.  

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E anche se l’indagine affidata al Nucleo di polizia tributaria dai pm milanesi Pellicano, Filippini e Polizzi, sembra ormai avere il fiato corto, le carte raccolte dall’accusa svelano comunque rapporti a dir poco opachi. Gli investigatori registrano infatti le conversazioni tra Galliani e Silva, ma soprattutto passaggi di denaro «che denotano forti criticità».

Bisogna riavvolgere il nastro al novembre dello scorso anno. E, «dall’ascolto delle conversazioni – sottolineano i detective – si rileva come Galliani intrattenga con Mp & Silva, rapporti finanziari riservati». In un mese, la procura traccia due versamenti da 25 mila euro, bonificati attraverso conti esteri, la cui destinataria risulta la moglie dell’ex ad del Milan, la 45enne marocchina, Malika El Hazzazi. Il primo bonifico risale al 6 dicembre e «dall’ascolto della conversazione si fa chiaramente intendere, nonostante la cripticità e l’avversione di Galliani a trattare l’argomento per telefono, l’imminenza di due disposizioni di pagamento, da parte di Silva a favore di Galliani». La prima già effettuata, la seconda bonificata «il successivo mercoledì/giovedì».  

Alle 12 e 18 minuti del 5 dicembre, l’ex ad rossonero chiama la consorte e le dice: «Senti signora, un tuo amante straniero ha fatto una roba venerdì da 25, verifica quando arriva e cosa arriva, avvisa chi di dovere… sono molto geloso», conclude ironicamente Galliani.  

Passata la bufera giudiziaria, sostituiti i manager indagati, i vertici della Lega calcio dunque, erano pronti a gestire il business con il medesimo canovaccio. «Appare chiaro – viene scritto in una relazione di marzo – come la fuoriuscita di Bogarelli da Infront ha di fatto determinato la necessità di individuare un nuovo punto di riferimento, questa volta direttamente in seno alla Lega, cui delegare la vendita dei diritti tv». L’uomo che era stato scelto – secondo quanto evidenzia l’inchiesta – non è esattamente una figura «terza», visti proprio i rapporti economici che legano Silva a Galliani. «Risulta pacifico che i bonifici vengono disposti da Silva in adesione a una specifica richiesta di Galliani, che è pertanto l’effettivo beneficiario degli stessi». 

Perché questi dubbi sulla linearità di questi rapporti, allora visto che ci si limita a parlare di «forte criticità»? Secondo gli investigatori, «Silva all’epoca dei fatti era uno dei manager di riferimento di Mp & Silva, il soggetto economico che aveva acquisito – a più riprese – presso la Lega, della quale Galliani è vice presidente, i diritti internazionali della Serie A e B». La conclusione sulle «criticità», viene ulteriormente spiegata dal fatto che «le somme di denaro in questione provengono da uno dei manager della società che maggiormente ha beneficiato economicamente, dal business dei diritti televisivi». 

 

FONTE  Emilio randaciolastampa.it

 
La società low cost propone "un treno, un autobus o un'auto a noleggio" ai passeggeri interessati dai tagli dei voli. Un cliente che dovesse raggiungere Roma potrebbe esser portato a Bergamo, per poi proseguire in macchina. Stampa E-mail
Sabato 30 Settembre 2017 12:07

Ryanair, pazza idea dopo il caos voli: offerti viaggi alternativi in autobus

L'ironia dei giornali britannici, mentre i consumatori preannunciano cause

reuters

 Forse d'ora in avanti bisognerà chiamarla Ryanbus. Costretta a cancellare i voli a 750 mila passeggeri fino al febbraio prossimo per un imprevisto deficit di piloti, la Ryanair ha annunciato che offrirà "un mezzo di trasporto alternativo" per arrivare a destinazione che potrà essere "un treno, un autobus o un'auto a noleggio". L'opzione sarà offerta nei casi in cui la compagnia irlandese non sarà in grado di sostituire il volo cancellato con un altro volo sui suoi aerei o su una delle sue sette "linee associate".

I VOLI FERMATI DA NOVEMBRE A MARZO 2018
 
Ma la proposta è finita stamane sui giornali britannici come un tipico caso in cui al danno si aggiunge la beffa. "La Ryanair dice ai passeggeri: vi porteremo dove volete in bus", ironizza in prima pagina il titolo del Daily Telegraph. Secondo il quotidiano londinese l'azienda intende offrire trasferimenti su treno, autobus o auto come soluzione globale per i voli domestici, ovvero sul territorio di Regno Unito e Irlanda, e come soluzione parziale per i voli nel resto d'Europa: un passeggero diretto a Roma, per esempio, potrebbe essere dirottato su un volo per Bergamo e da lì proseguire per Roma in treno o in bus. O anche su un'auto a noleggio, pagata dalla compagnia, che dovrebbe naturalmente guidare lui stesso.

 L'iniziativa sembra contraria alle direttive espresse dalla Civil Aviation Authority, l'agenzia governativa che controlla il settore aereo, secondo cui la Ryanair deve rimpiazzare i voli cancellati offrendo posti ai passeggeri su voli analoghi di altre linee aeree. La medesima autorità ha intimato alla Ryanair di pagare anche tutte le altre spese causate ai passeggeri dalla cancellazione dei voli, come vitto e alloggio per chi è costretto a rimanere all'estero più a lungo del previsto. E i consumatori preannunciano cause per danni.

LEGGI. O'Leary punisce Trapani, le isole hanno paura di restare tagliate fuori
 
Provocata da stime sbagliate sulla rotazione delle ferie dei piloti, la crisi ha fatto venire alla luce una diffusa insoddisfazione tra gli equipaggi della Ryanair per salari, permessi per riposo tra un volo e l'altro e benefici durante i voli. E' partita una raccolta di firme per minacciare uno sciopero del personale di volo. E cresce il numero dei piloti che lasciano la Ryanair per andare a lavorare per altre linee aeree. Gli esperti calcolano che la vicenda costerà milioni di euro all'azienda di Dublino, il cui vulcanico amministratore delegato Michael O'Leary, a lungo protagonista del boom che ne ha fatto l'emblema delle compagnie aeree e in generale del business a basso costo, appare in difficoltà come forse mai gli era successo prima d'ora.
 
Il massimo dell'imbarazzo, nella sua storia, finora era stata la proposta di far pagare i passeggeri per andare alla toilette. Ma anche offrire di portarli a destinazione in bus, per una linea che fin dal nome si definisce "aerea", non è male.

 

fonte  ENRICO FRANCESCHINI repubblica.it

 
Michele Spanò curatore d’immagine della vulcanica Carmen Di Pietro,le augura un in bocca a lupo per la nuova avventura nella famosa casa del Grande Fratello. Stampa E-mail
Martedì 19 Settembre 2017 17:19

Che cosa ha fatto Carmen Di Pietro prima di varcare la soglia del Grande Fratello Vip?

E’ andata dal suo parrucchiere di fiducia Michele Spanò.

Per fare una piega ma soprattutto per confidare le sue paure.

Era infatti molto intimorita di far parte della casa più importante d’Italia.

E di parlare qui, magari, della tetta scoppiata tempo fa in alta quota.

Ma di questo, con Michele, aveva del resto già parlato.

"Ho conosciuto Carmen  - ricorda l'hair-stylist Michele Spanò - circa dieci anni fa, nel corso di una cena. E questa vulcanica e solare attrice ha nutrito sin da subito una forte simpatia nei miei confronti al punto di chiedermi, poco tempo dopo, una consulenza d’immagine.

 

E il primo consiglio spassionato e obiettivo è stato quello di eliminare la frangia, che dava poco valore al suo volto solare e dal candido incarnato.

Da quel momento in poi ho rappresentato in tutto e per tutto il punto di riferimento della frizzante Carmen, che è una persona davvero semplice.

Tutt'oggi ancora mi segue e si fida solo di me.

Forse anche perché qualche tempo fa, intorno alle due di notte, mi chiamò per risolvere un problema personale importante.

 

Mi confidò che in quel frangente ero stato la prima persona a venirle in mente.

Risultato: alle otto di mattina ero già sotto casa sua pronto ad ascoltarla, consigliarla e rincuorarla.

Insomma mi considero molto più di un parrucchiere personale: sono più che altro un suo grande amico”.

E di sicuro Michele sarà uno dei primi amici che Carmen andrà a trovare, appena uscirà dalla fatidica porta.

Magari da vincitrice.

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Verso il licenziamento di Mazzillo, entrato in rotta di collisione con la sindaca per le sue dichiarazioni a Repubblica. Ma lui commenta: "Non ne so nulla" Stampa E-mail
Mercoledì 23 Agosto 2017 15:12

Nuovo caos in Campidoglio: Lemmetti da Livorno verso l'assessorato al Bilancio

 Andrea Mazzillo, assessore capitolino al Bilancio

 Bye Bye Andrea Mazzillo. Si fa sempe più concreta la sostituzione dell'attuale assessore al Bilancio capitolino con il suo omologo di Livorno, Gianni Lemmetti. Mazzillo è entrato in rotta di collisione con la sindaca a luglio, per le sue dichiarazioni critiche nei suoi confronti rilasciate a Repubblica.

Lemmetti ha già rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico nel comune toscano: la decisione è stata ufficializzata dal presidente del consiglio comunale livornese Daniele Esposito con una comunicazione indirizzata ai capigruppo. "Non ne so nulla", commenta Mazzillo.

I pentastellati attendono adesso la comunicazione ufficiale di Virginia Raggi con un post su Facebook. Solo dopo, sempre sui social, il sindaco di Livorno Filippo Nogarin commenterà la notizia e darà conto dell'assessore che sostituirà Lemmetti nell'amministrazione labronica.

Lemmetti è stato uno degli assessori di maggior spessore della giunta di Nogarin. E' lui che ha gestito la delicata questione di Aamps, la partecipata al 100% del Comune che si occupa di igiene ambientale e raccolta di rifiuti, gravata da una pesante situazione finanziaria. Fu proprio Lemmetti a caldeggiare l'idea di portare l'azienda sulla strada del concordato preventivo in continuità. Nogarin perde dunque uno dei pezzi più importanti. A Roma il toscano di Pietrasanta ritroverà Alfredo Lanzalone, l'avvocato genovese che da aprile scorso è alla presidenza della multiutility romana Acea, e che a Livorno è conosciuto per aver lavorato a fianco dell'amministrazione proprio sul concordato preventivo di Aamps.

Dal Pd una pioggia di critiche. "Continuano i record negativi di Virginia Raggi - dichiara Il consigliere capitolino Marco Palumbo - Con Roma sull'orlo del default e con l'Atac prossima alla chiusura, Raggi trova il tempo di fare l'ennesimo rimpasto di giunta: siamo al quarto assessore al Bilancio in un anno. Dopo aver cacciato Marcello Minenna e Raffaele de Dominicis, è ora il turno di Andrea Mazzillo".

E twitter il deputato Andrea Romano: "Grillo sceglie sempre il peggio: spedisce a Roma Lemmetti, assessore al Bilancio di Nogarin che ha alzato tasse per livornesi e moltiplicato rimborsi per la giunta".

 

Fonte  CECILIA GENTILE repubblica.it

 

 
Era stato promosso il 21 luglio dopo l'addio del portavoce Spicer Stampa E-mail
Lunedì 31 Luglio 2017 20:22

Trump licenzia il nuovo capo della comunicazione:
Anthony Scaramucci dura appena 10 giorni

 

Nuovo colpo di scena alla Casa Bianca: Donald Trump ha rimosso Anthony Scaramucci dall'incarico di direttore della comunicazione, incarico che gli aveva affidato una decina di giorni fa. Lo conferma in una nota l'ufficio stampa, secondo cui Scaramucci "sente che è meglio dare al capo dello staff John Kelly la possibilità di ricominciare da zero e permettergli di costruire la sua nuova squadra". "Gli auguriamo tutto il meglio", conclude la nota.

Si confermano così le indiscrezioni anticipate dal "New York Times". Al momento, sottolinea il quotidiano americano, non è chiaro se Scaramucci resterà alla Casa Bianca in un altro ruolo o sarà definitivamente fuori.

Il Ny Times ricorda che il finanziere newyorchese, subito dopo aver assunto l'incarico, si era vantato di poter riferire direttamente al presidente e non al capo dello staff, che fino a venerdì scorso era Reince Priebus, da lui definito "un paranoico ed uno schizofrenico". Ma oggi, dopo aver giurato, Kelly ha chiarito che è lui a comandare. L'arrivo di Scaramucci alla Casa Bianca era stata la causa delle dimissioni del portavoce, Sean Spicer.

 

fonte adnkronos.com

 
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