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Ecco cosa pensano gli esperti per il 2018 Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   
Venerdì 12 Gennaio 2018 12:03

L'oro e le sue prospettive per il 2018

L'oro chiude il 2017 con un +12%. Ripresa economica, tassi e inflazione fra i fattori negativi, rischi geopolitici, ritorno della domanda e razionamento offerta tengono a galla il prezzo.

 

 Il 2017 è stato un altro anno favorevole per l'Oro dopo la grande crisi vissuta fra il 2013 ed il 2015, quando i prezzi erano crollati dai precedenti record storici. L'anno chiude con una performance di +12% e prezzi attorno ai 1.290 dollari rispetto ai circa 1.150 dollari di inizio anno. Un bilancio più o meno in linea con quello dell'anno prima e che ha fatto apprezzare il metallo del 25-30% nell'arco di un biennio.

Una crescita faticosa per il gold, che è stato sospinto da fattori contrastanti, verso il basso e verso l'alto, a seconda del mutamento di sentiment del mercato. Ma quali sono stati i fattori che hanno mosso l'oro? Ce lo spiega un report della GFMS, divisione di ricerca di Thomson Reuters.

Bene l'economia, male l'oro

Il principale fattore ribassista sull'oro è la ripresa economica
, che si è nettamente affermata nel corso del 2017, non sono nei cosiddetti Emergenti, ma anche in economie più mature come l'Europa, il Giappone e gli stati Uniti. Una crescita economica più forte si traduce infatti in una politica più restrittiva delle banche centrali, che stanno ritirando i piani QE e gradualmente rialzando i tassi.

La prima a farlo è stata la Federal Reserve, che nel corso del 2017 ha ritoccato al rialzo i tassi per tre volte ed altrettante volte lo farà nel 2018, sotto la guida del nuovo Presidente già indicato Jerome Powell. Ciò ha prodotto un apprezzamento del dollaro, che ha certamente esercitato pressioni al ribasso sull'oro, asset denominato in dollari.

Altro elemento negativo per l'oro è costituito dalla bassa inflazione, che ha frenato la domanda di oro con finalità di riserva di valore. Normalmente, una inflazione elevata innesca una maggiore richiesta di oro, grazie alla maggior tenuta del suo valore rispetto alle altre attività finanziarie, mentre al contrario con un'inflazione bassa la domanda con queste finalità scema.

Domanda in ripresa e rischi geopolitici tengono a galla l'oro

Nonostante la serie di fattori negativi, l'oro è riuscito a contrastare i venti contrari e mettere a segno una performance positiva per il secondo anno consecutivo. I motivi sono innanzi tutto fondamentali, la ripresa della domanda e la riduzione dell'offerta globale, anche se l'Asia, il più grande mercato mondiale per l'oro, è ancora molto lontana dai fantastici anni del boom.

L'altro fattore trainante è rappresentato dai rischi geopolitici, amplificatisi con le continue minacce della Corea del Nord e con i relativi botta e risposta a distanza fra il Presidente USA Donald Trump ed il leader nordcoreano Kim Jong-un. Ma a questo elemento si sono poi aggiunti disordini politici di ogni genere, a cominciare dalle proteste anti regime in Iran. Fattori in grado di rendere il futuro più nebuloso ed alimentare la domanda di oro quale bene rifugio.

L'ultimo fattore che influenza l'oro è costituito dai record del mercato azionario che, distraendo gli investimenti dal metallo per gran parte del 2017, hanno poi costituito un motivo in più per acquistare oro, in previsione dello scoppio di una nuova bolla speculativa, anche per effetto delle distorsioni prodotte dalla riforma fiscale di Donald Trump.

 Come sarà il 2018?

L'anno appena iniziato potebbe essere ancora positivo per il Gold, che si avvantaggerà di una domanda in costante ripresa, anche dall'Asia, e del forte interesse per gli ETF.

In più, le tensioni geopolitiche continueranno a sostenere i prezzi del bene rifugio per eccellenza, mentre il principale fattore ribassista sarà costituito dalla politica monetaria. La Fed alzerà i tassi altre tre volte quest'anno, in base alle attuali previsioni, ma giocherà un ruolo fondamentale anche la riforma fiscale di Trump, che potrebbe russiscaltare l'economia ed l'inflaizone, inducendo la banca centrale USA ad essere più aggressiva.

Incerto l'impatto dell'andamento dei mercati azionari, che solitamente distraggono gli investimenti in oro, e qui bisognerà vedere se la correzione ci sarà e quanto pronunciata, per capire la reale portata e l'impatto sul metallo.

 

fonte teleborsa.it

 
Vola la rivale Bitcoin cash Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   
Mercoledì 20 Dicembre 2017 15:13

Bitcoin, crolla in Asia su timori di un attacco cyber contro la Corea del Sud

 Brusco crollo del Bitcoin sui mercati asiatici arrivato a registrare perdite a doppia cifra. La criptovaluta è scesa del 15%, per poi recuperare parzialmente, su timori di un cyber attacco alla borsa telematica della Sud Corea.

La moneta elettronica, che in avvio di settimana ha toccato il record di 19.500 dollari, è scesa fino a toccare quota 15.815 dollari negli scambi a Tokyo, sulla notizia che il sistema di scambio sudcoreano, lo Youbit, era stato violato, portando l'azienda a dichiarare che avrebbe avviato la procedura di fallimento.

Il Bitcoin è poi tornato a salire riportandosi sopra la soglia dei 16 mila dollari. La criptovaluta è salita di 20 volte dall'inizio dell'anno.



Per contro a volare è stata la rivale Bitcoin cash, salita per la seconda sessione consecutiva, segnando un rally di oltre 20 punti percentuali al record di 2.735,58 dollari.

 
fonte teleborsa.it
 
Anche Imi frena la piattaforma di Directa: “Ancora in corso iter autorizzativi e verifiche tecniche” Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   
Venerdì 15 Dicembre 2017 18:59

Futures sul Bitcoin: scambi congelati per l’Italia

 

I futures sul Bitcoin possono attendere. Il via sulla piazza di Chicago, Cme, il più importante mercato di derivati al mondo, era atteso per lunedì prossimo anche per gli investitori dall’Italia. Attraverso la piattaforma di Directa, operatore specializzato in trading, avrebbero potuto puntare sul rialzo o sul ribasso della popolare criptovaluta che in questi ultimi tempi fa molto parlare di sé per il forte boom delle quotazioni (nei giorni scorsi ha superato la soglia dei 19mila dollari con un rendimento di oltre il 1.000% da inizio anno).  

All’ultimo momento, e a sorpresa, è però arrivato lo stop. Il freno agli investimenti dall’Italia attraverso Directa lo ha messo Banca Imi che è un tassello fondamentale nelle operazioni di compravendita. È, infatti, l’operatore che fa da clearer nel processo di compravendita dei future a Chicago per Directa. Semplificando molto: consente la compensazione negli ordini di acquisto e vendita e fa da garante nelle operazioni. I trader italiani erano già pronti alle scommesse sui future. Nei giorni scorsi, riferiscono da Directa, erano arrivate molte richieste. Ma nulla di fatto. Il motivo? Da Banca Imi riferiscono che «sono in corso iter autorizzativi e verifiche tecniche e che non si tratta di un blocco alle contrattazioni sui future ma piuttosto di un ritardo. Non ci sono preclusioni a monte».

 

Banca Imi non è l’unico grande nome ad aver fatto questo passo. Come riferito dal Financial Times di oggi, anche altre grandi realtà internazionali hanno improvvisamente stoppato tutta la macchina che doveva portare alle contrattazioni dei future sul Bitcoin. Tra le banche che hanno frenato improvvisamente ci sono Jp Morgan e Citigroup, dice l’Ft. Con il clearing si sarebbero assunte il rischio di insolvenza. Altri istituti come Abn Ambro invece procederanno nell’iter ma soltanto dopo l’implementazione di standard molto rigidi di accesso alle operazioni.

Sui Bitcoin le controversie sono molte. Il timore di una bolla e di un eccesso di euforia spinta da una speculazione poco trasparente ha gettato ombre su questa nuova valuta. Le oscillazioni di prezzo anche del 20% da un minuto all’altro, sono un rischio per chi si espone con questo tipo di strumento. Eppure l’apertura delle maggiori piazze di scambio, come quella di Chicago, alle contrattazioni anche indiretta sul Bitcoin segnava in un certo senso il passaggio alla sua maturità e accoglieva questo strumento nel mondo della grande finanza. Ora, invece, le banche spingono nella direzione opposta e chiudono le porte. Nel frattempo il Bitcoin continua a salire. oggi sulle piattaforme di scambio di riferimento del mondo delle nuove criptovalute guadagna oltre il 7% ed è vicino ai 18mila dollari.

 

Fonte  SANDRA RICCIO lastampa.it

 
I primi futures sulla prima moneta sono sbarcati sul Chicago Board Options Exchange superando in poche ore quota 18.000 dollari Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   
Lunedì 11 Dicembre 2017 09:41

Il Bitcoin sbanca la Borsa di Chicago nel giorno del debutto


Ieri, 10 dicembre, i primi futures sulla criptovaluta - scadenza gennaio 2018 - hanno debuttato sul Chicago Board Options Exchange (CBOE) a 15.000 dollari, guadagnando in quattro ore oltre 3.000 dollari fino a raggiungere la quotazione di 18.010 dollari.

Nelle prime fasi il traffico sul sito del CBOE è stato così intenso da renderlo inaccessibile per 20 minuti dopo l'apertura, anche se il circuito degli scambi ha continuato a funzionare regolarmente.

Il debutto di ieri ha rappresentato la prima opportunità per gli operatori professionali di investire sulla criptomoneta, anche se molti di loro preferiscono evitarla per la mancanza di regolazione intorno ad essa.
Il prossimo 18 dicembre i futures sul Bitcoin sbarcheranno su un'altra grande piattaforma di derivati, il Chicago Mercantile Exchange.

 

Fonte teleborsa.it

 
Mercati azionari in calo mentre Bitcoin ha ripreso a correre toccando nuovi records Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   
Mercoledì 06 Dicembre 2017 22:56

Bitcoin in rally verso 13 mila dollari

 

 Continua inarrestabile la corsa del Bitcoin che allunga il passo avvicinandosi verso i 13 mila dollari. La criptovaluta è arrivata a toccare la soglia di 12.798,78 dollari, un nuovo massimo storico ed ora quota 12.712,09, secondo i dati distribuiti da Coin Market Cap.

Al valore odierno il valore di Bitcoin ha superato la soglia dei 200 miliardi di dollari arrivando a 212 miliardi.

 

fonte teleborsa.it

 
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Notizie Flash

Parsons Green: London Tube blast treated as terror incident

 

Passengers were injured following the blast at 08:20 BST (07:20 GMT) at Parsons Green station in Fulham.

Pictures show a white bucket on fire inside a supermarket bag, but do not appear to show extensive damage to the inside of the Tube train carriage.

The Metropolitan Police said it was too early to confirm the cause of the fire and the station has been cordoned off.

BBC security correspondent Frank Gardner said it was too early to say who caused the explosion.

Witnesses have described seeing at least one passenger with facial injuries.

Others have spoken of "panic" as alarmed passengers left the train at Parsons Green station.

London Ambulance Service says it sent a hazardous area response team to the scene.

 

source bbc.co.uk

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