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I primi futures sulla prima moneta sono sbarcati sul Chicago Board Options Exchange superando in poche ore quota 18.000 dollari Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   
Lunedì 11 Dicembre 2017 09:41

Il Bitcoin sbanca la Borsa di Chicago nel giorno del debutto


Ieri, 10 dicembre, i primi futures sulla criptovaluta - scadenza gennaio 2018 - hanno debuttato sul Chicago Board Options Exchange (CBOE) a 15.000 dollari, guadagnando in quattro ore oltre 3.000 dollari fino a raggiungere la quotazione di 18.010 dollari.

Nelle prime fasi il traffico sul sito del CBOE è stato così intenso da renderlo inaccessibile per 20 minuti dopo l'apertura, anche se il circuito degli scambi ha continuato a funzionare regolarmente.

Il debutto di ieri ha rappresentato la prima opportunità per gli operatori professionali di investire sulla criptomoneta, anche se molti di loro preferiscono evitarla per la mancanza di regolazione intorno ad essa.
Il prossimo 18 dicembre i futures sul Bitcoin sbarcheranno su un'altra grande piattaforma di derivati, il Chicago Mercantile Exchange.

 

Fonte teleborsa.it

 
Mercati azionari in calo mentre Bitcoin ha ripreso a correre toccando nuovi records Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   
Mercoledì 06 Dicembre 2017 22:56

Bitcoin in rally verso 13 mila dollari

 

 Continua inarrestabile la corsa del Bitcoin che allunga il passo avvicinandosi verso i 13 mila dollari. La criptovaluta è arrivata a toccare la soglia di 12.798,78 dollari, un nuovo massimo storico ed ora quota 12.712,09, secondo i dati distribuiti da Coin Market Cap.

Al valore odierno il valore di Bitcoin ha superato la soglia dei 200 miliardi di dollari arrivando a 212 miliardi.

 

fonte teleborsa.it

 
LE CRIPTOVALUTE IN GENERE, ED I SERVIZI AD ESSE COLLEGATE, SONO PER DEFINIZIONE “INVESTIMENTI AD ALTO RISCHIO” CON PERICOLO DI PERDITA TOTALE DEL CAPITALE. Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   
Martedì 05 Dicembre 2017 09:09

Bitcoin nella bufera: per alcuni banchieri e finanzieri è uno schema Ponzi che serve a riciclare denaro sporco

Si alzano i toni del dibattito intorno al Bitcoin, la valuta virtuale creata nel 2009 dal misterioso Satoshi Nakamoto che continua a raggiungere nuovi record salvo poi arretrare in maniera repentina. Domenica (la moneta è contrattata sulle piattaforme 24 ore su 24) il Bitcoin, che all’inizio dell’anno si muoveva sotto i mille dollari, ha fatto registrare un nuovo massimo storico sopra quota 11.800 dollari per poi ridiscendere sotto il livello di 11 mila. E così, mentre grazie ai nuovi record si ingrossa il portafoglio dei gemelli Winklevoss (diventati famosi anni addietro rivendicando la “paternità” di Facebook al posto di Mark Zuckerbger), i secchi movimenti al rialzo e al ribasso della moneta virtuale, in gergo chiamata anche criptovaluta, moltiplicano le voci dei detrattori o, più in generale, di chi mette in guardia dai rischi e dai pericoli del Bitcoin. Particolarmente significativo è stato, nei giorni scorsi, il “cinguettio” sul social network Twitter firmato dal fondatore del fondo Algebris, Davide Serra: “Bitcoin è uno strumento per ripulire il denaro per criminali ed evasori fiscali che è stato trasformato nel più grande schema Ponzi di tutti i tempi con un valore di 160 miliardi di dollari (3 volte Madoff) e io sono stupefatto che non ci sia un solo regolatore che faccia qualcosa. Semplicemente incredibile”.

 

 

Prima di andare avanti, alcune precisazioni che aiutano a meglio comprendere il tweet di Serra. Innanzi tutto, i 160 miliardi di dollari di valore sono legati alla capitalizzazione di mercato complessiva raggiunta dalla valuta virtuale in corrispondenza dei massimi registrati nei giorni scorsi. Mentre lo schema Ponzi è, in estrema sintesi, un modello economico di vendita truffaldino e “piramidale” che promette forti guadagni a patto che chi partecipa recluti a sua volta nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa; il tutto fino a che questo castello non crolla su sé stesso. Tra coloro che hanno messo in atto uno schema Ponzi, si distingue l’ex direttore del Nasdaq, Bernie Madoff, che non a caso è colui cui fa riferimento Serra tra parentesi.

Leggi anche: Quest’uomo di 39 anni ha venduto tutti i suoi averi in cambio di bitcoin e ora vive in campeggio aspettando il cryptoboom

 

A seguire a ruota le dichiarazioni di Serra, sia pure in forma meno aggressiva, è stato l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. Quest’ultimo, in una intervista rilasciata venerdì 1 dicembre al Tg5, rispondendo alla domanda se il Bitcoin possa rappresentare una bolla speculativa, ha dichiarato: “Non c’è dubbio. Quando una valuta sale da 1.000 a 10.000 dollari nel giro di un anno si tratta di variazioni assolutamente speculative: il grosso problema è che non esiste una regolamentazione; quindi c’è oggettivamente un fattore di rischio che potrebbe anche prestarsi a delle forme di riciclaggio”. Secondo Messina, le grandi autorità internazionali finanziarie “devono occuparsi assolutamente di questo, anche perché l’innovazione sarà sempre più un fattore propulsivo del mondo della finanza e deve esserlo, ma la regolamentazione da parte dei supervisori è indispensabile. Oggi c’è un’ossessione quasi maniacale sulle sofferenze in Italia. Credo che sia molto importante estendere la regolamentazione a derivati e a queste forme e di transazione sul mercato”. Ha senso per un piccolo investitore metterci dei soldi? “Io non lo farei mai”, ha risposto Messina.

Non sono mancate le reazioni, anche violente. Basta dare un’occhiata alle risposte ottenute via Twitter dal patron di Algebris per rendersi conto di quanto la questione divida. Interessante è, per esempio, la risposta di Alan Silbert, fondatore di un non meglio precisato “Bitcoin luxury marketplace”, una sorta di “mercatino di lusso del Bitcoin”, zeppo di foto di orologi e auto di lusso che tuttavia sul medesimo sito non pare si possano comprare utilizzando la criptovaluta: “Davide, se davvero sei un gestore ti prego di informarti riguardo al Bitcoin. La tua definizione è del tutto approssimativa e disinformata e in base a questo ragionamento dovremmo vietare il dollaro statunitense o gli euro. Per favore informati qui..” e segue l’indirizzo web di un sito che secondo Silbert sarebbe utile allo scopo. Jordan Tuwiner, che invece stando al profilo Twitter “aiuta il mondo a comprare bitcoin” tramite un certo sito internet, replica a Serra facendo notare che uno schema Ponzi “è una operazione di investimento fraudolenta. Per favore – chiede allora rivolto al patron del fondo Algebris – fammi sapere chi sta mettendo in atto uno schema Ponzi con il Bitcoin. Quale società? E dove si trova? Grazie”. Un altro utente risponde invece che le vere “lavatrici” di denaro si trovano nelle banche.

Leggi anche: Mancano all’appello 4 milioni di Bitcoin per un valore oggi di 40 miliardi di dollari. Smarriti (forse) per sempre

Al di là dell’effettiva praticabilità di schemi Ponzi, il tema dell’illegalità che può celarsi dietro operazioni in Bitcoin è più che mai di attualità. Basti pensare che, stando alle ultime notizie, secondo la polizia di Londra, i trafficanti di droga utilizzerebbero i bancomat per mettere da parte i proventi dei loro crimini. Business Insider Italia aveva raccontato qui, in un video, come a Milano sia possibile cambiare denaro liquido con Bitcoin attraverso una operazione che viene “tracciata” e dunque non è non anonima (si devono rilasciare le proprie generalità e un documento). Tornando al Regno Unito, va inquadrata in questo contesto la decisione del Tesoro britannico, in un momento in cui come visto sulle piattaforme di scambio il Bitcoin brucia un record dietro l’altro, di inasprire le norme sulla valuta virtuale per renderne più trasparente l’impiego.

In Italia, diverse authority hanno lanciato l’allarme sulla carenza di regole dietro al Bitcoin. Per esempio, lo ha fatto, in occasione una recente audizione in commissione Finanza alla Camera, il presidente uscente di Consob, Giuseppe Vegas, che ha spiegato perché a suo dire esiste il pericolo di uno schema Ponzi: “Attendiamo una regolamentazione di carattere generale – ha spiegato Vegas – per non invadere un campo che non è nostro, in quanto se li si considera moneta e non prodotto finanziario, la regolamentazione spetta all’autorità monetaria. Peraltro il fatto che una moneta sia costruita con algoritmi che stringono il cono e quindi schiacciano verso un aumento del prezzo preoccupa tutti perché è un meccanismo che può diventare simile al famoso schema Ponzi o alla catena di Sant’Antonio”.

Leggi anche: ‘Le banche? Tra qualche anno spariranno, spazzate via dal Fintech’. Parola di Vegas (Consob)

L’audizione alla Camera riguardava, più in generale, gli effetti del Fintech, vale a dire – semplificando al massimo – di quel processo di digitalizzazione e disintermediazione che sta riguardando tutta l’industria finanziaria. Nel discorso annuale dello scorso maggio, Vegas aveva messo in guardia che tale fenomeno, di cui il Bitcoin non è che una manifestazione, “potrebbe porre problemi drammatici di tenuta del sistema delle banche, se queste non riusciranno ad adattarvisi rapidamente”. E questo anche perché “la rete del Fintech si muove in una sorta di limbo regolamentare, che ne favorisce l’azione. Esattamente il contrario di quanto avviene nel tradizionale settore creditizio, appesantito da una massiccia regolamentazione, stratificata nel tempo”. Insomma, meglio regolamentare il Bitcoin e, più in generale, il Fintech prima che spazzino via l’industria tradizionale del credito, banche comprese.

 

Fonte  Carlotta Scozzari repubblica.it

 
Crolla la Borsa di Madrid. Il Premier Rajoy invita i cittadini spagnoli alla "tranquillità" assicurando che "lo stato di diritto riporterà la legalità in Catalogna". Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   
Venerdì 27 Ottobre 2017 16:00

Parlamento catalano dice sì all'indipendenza dalla Spagna

 

 Via libera dal Parlamento catalano alla risoluzione che dichiara l'indipendenza della Catalogna dalla Spagna.

Con il voto, il Parlamento ha anche aperto il "processo costituente" della Repubblica e deciso l'entrata in vigore della "legge di transizione giuridica e di fondazione della Repubblica catalana".

Un voto che arriva dopo che ieri 26 ottobre, il presidente catalano Puigdemont ha deciso di non convocare le elezioni anticipate e di rimettere la decisione nelle mani del Parlamento catalano.

Dopo la notizia la borsa di Madrid è scivolata con l'IBEX che ora mostra un ribasso dell'1,35%, mentre il Premier spagnolo Mariano Rajoy da Twitter invita alla "tranquillità per tutti gli spagnoli", spiegando che "lo stato di diritto riporterà la legalità in Catalogna".

Parlando davanti al Senato stamane 27 ottobre, Rajoy era stato categorico quando aveva detto che il Governo di Madrid era già pronto a destituire Puigdemont.

 fonte teleborsa.it

 
Tensione alle stelle in vista dell'ultimatum di Ferragosto. Oro e yen in ascesa, volatilità in crescita e mercati in rosso Stampa E-mail
Scritto da Umberto Renda   
Venerdì 11 Agosto 2017 13:36

La Corea del Nord minaccia gli USA e manda in orbita beni rifugio e volatilità

 

E' un tipico scenario caratterizzato da incertezza quello che si scorge in questi giorni guardando i mercati mondiali, peraltro acuito dalle tensioni geopolitiche e da una "necessaria" correzione, motivata dai nuovi records toccati da Wall Street.

Sta di fatto che "la volatilità" è volata alle stelle, superando la soglia critica del 30%, ed i beni rifugio hanno ritrovato appeal, soprattutto lo yen e l'oro.

Tutto è stato motivato dalle minacce lanciate dalla Corea del Nord, che ha dato una sorta di 'ultimatum' agli Stati Uniti per Ferragosto, quando potrebbe scattare un "attacco" alla base americana di Guam.

Nonostante il segretario alla Difesa statunitense, John Marris, abbia tentato ripetutamente di abbassare i toni, cercando una soluzione diplomatica, Pyongyang non sembra raccogliere l'invito al colloquio e torna ad attaccare Washington. L'agenzia media ufficiale nordcoreana Kcna ha affermato che il regime Kim Jong-un "cancellerà dalla faccia della terra senza alcuna pietà i provocatori" e che "gli USA soffriranno una vergognosa sconfitta e un destino tragico e definitivo se persisteranno nelle loro avventure militari, sanzioni e pressioni".

Insomma, i toni sono tutt'altro che ammorbiditi e questo sta prontamente condizionando i mercati azionari globali, che si sono fatti trovare pronti ad una correzione per effetto dei nuovi record raggiunti di recente. Un termometro è rappresentato dalla volatilità in persistente crescita: l'indice VIX della "paura", elaborato giornalmente dal Chicago Board Options Exchange sulla base delle oscillazioni del mercato obbligazionario USA, è salito del 39% a quota 15,49 punti.



Nello stesso tempo sale il valore dei cosiddetti "safe heaven" (beni rifugio) come l'Oro, che oggi avanza dello 0,13% a 1.287,8 dollari l'oncia, ben lontano dai minimi toccati a luglio dopo la riunione della Fed. Sul mercato del Forex cresce anche il valore dello Yen e del Franco svizzero, due tipici "porti sicuri" in fasi di grande incertezza.

fonte teleborsa.it

 
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Notizie Flash

Parsons Green: London Tube blast treated as terror incident

 

Passengers were injured following the blast at 08:20 BST (07:20 GMT) at Parsons Green station in Fulham.

Pictures show a white bucket on fire inside a supermarket bag, but do not appear to show extensive damage to the inside of the Tube train carriage.

The Metropolitan Police said it was too early to confirm the cause of the fire and the station has been cordoned off.

BBC security correspondent Frank Gardner said it was too early to say who caused the explosion.

Witnesses have described seeing at least one passenger with facial injuries.

Others have spoken of "panic" as alarmed passengers left the train at Parsons Green station.

London Ambulance Service says it sent a hazardous area response team to the scene.

 

source bbc.co.uk

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