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Notizie dall'Italia
Lo rivela un'indagine CNA. I furti in appartamento nel decennio 2006-2015 sono quasi raddoppiati PDF Stampa E-mail
Giovedì 10 Agosto 2017 09:33

Gli italiani non badano a spese per proteggere la propria casa

 Le ferie si avvicinano o sono già arrivate per molti italiani, ma come ogni anno torna la paura dei furti in casa. Per evitare spiacevoli sorprese al rientro ben quattro famiglie su dieci hanno installato un impianto antifurto e, nella stessa percentuale, una porta blindata.

Lo svela una indagine condotta da CNA, che rileva come gli italiani abbiano speso oltre 18 miliardi di euro per proteggere l’abitazione. La spesa media per un antifurto di qualità comprensivo di centralina, sensori esterni e interni, sirena e combinatore telefonico tocca i 1500 euro, mentre una porta blindata può arrivare a 1300 euro.

Cifre consistenti ma giustificate, dato che il 40% delle effrazioni avviene mentre il proprietario è in vacanza. Nel 2016 i furti in abitazioni ed esercizi commerciali denunciati sono stati più di 330 mila (quasi 904 al giorno e 38 all’ora), un numero però approssimato per difetto, considerato che solo sette responsabili su cento vengono arrestati.

Anche se nell'anno passato si è assistito ad un calo dei reati (-300 episodi denunciati), e l'incidenza rispetto al numero di abitazioni occupate (24 milioni) appare modesta, nel decennio 2006/2015 si registra un balzo del 94% del fenomeno per le sole case (quasi due milioni), che colloca l’Italia al sesto posto della graduatoria europea stilata da Eurostat-Unodc per rapporto popolazione/furti in appartamfonte teleborsa.it

 
I magistrati contabili sul programma del super-caccia: già 5 anni di ritardo, ma la quantità di fondi impegnati ci obbliga a proseguire nel progetto PDF Stampa E-mail
Lunedì 07 Agosto 2017 18:40

F-35, allarme di Corte Conti: "Costi raddoppiati, ma non possiamo ritirarci"

 

  Il programma per gli F-35 ha accumulato un ritardo "di almeno cinque anni sulla tabella di marcia originaria" con costi "quasi raddoppiati rispetto alle previsioni iniziali". Lo evidenzia la Corte dei Conti, nella relazione speciale sulla partecipazione italiana al programma Joint Strike Fighter F-35 Lightning II, osservando tuttavia che "la valutazione complessiva del progetto deve tener conto, proprio in termini squisitamente economici, della circostanza che l'esposizione fin qui realizzata in termini di risorse finanziarie (3,5 miliardi di euro fino a fine 2016 e più di 600 milioni ulteriori previsti nel 2017), strumentali ed umane è fondamentalmente legata alla continuazione del progetto".

IL DOSSIER F-35

Il volume economico stimato per i prossimi vent'anni, pur nella sua visione più ottimistica, assume dimensioni ragguardevoli (circa 14 miliardi di dollari) e non va sottovalutato l'effetto moltiplicatore sull'indotto. Gli Stati Uniti, spiega la magistratura contabile, "hanno ridotto di quasi il 50% il numero di velivoli ordinati nelle fasi iniziali. L'avvio della fase di full rate production, inizialmente previsto per il 2016, è stato progressivamente posticipato, ed è attualmente previsto a partire dal lotto di produzione 15 (2021-2022), con un ritardo di almeno 5 anni".

"I costi unitari - osserva ancora la Corte dei conti - sono praticamente raddoppiati, e solo negli ultimi anni si sono manifestati segnali di miglioramento, in termini di maggiore efficienza produttiva e della catena di approvvigionamento da parte dei sub-fornitori". "Nel 2001 il costo medio di acquisizione era stimato a 69 milioni di dollari; oggi è di 130,6 milioni - si legge nella relazione -. Si segnala tuttavia una tendenza alla riduzione (-4,67%) in raffronto alle analoghe stime del 2012, che riportavano un costo medio di acquisizione di 137 milioni di dollari. Tale riduzione viene collegata al maggiore grado di maturità, e quindi di efficienza, dei processi produttivi.

Stando alle indicazioni fornite dall'Ufficio indipendente americano 'Gao' nella conferenza internazionale di Oslo e nella relazione Gao-16-390, "alcuni rischi tecnici, pur essendosi significativamente ridotti nel corso del 2016, rimangono aperti".

La Corte dei Conti avverte anche che "l'opzione di ridimensionare la partecipazione nazionale al programma, pur non soggetta di per sé a penali contrattuali, determina potenzialmente una serie di effetti negativi" in termini economici ed occupazionali.

Nel frattempo, gli stessi Stati Uniti e alcuni dei Paesi partner sono stati indotti a ripensare la propria partecipazione al programma nel senso di una riduzione o di un rallentamento del profilo di acquisizione. Per l'italia, sono intervenute due decisioni: la prima nel 2012 che ha ridotto da 131 a 90 il numero di velivoli da acquisire; la seconda nel 2016 ha impegnato il governo, per aderire alle indicazioni parlamentari, a dimezzare il budget dell'F-35, originariamente previsto in 18,3 miliardi di dollari (a condizioni economiche 2008).

La prima decisione ha avuto un costo per la base industriale: la perdita, in quota percentuale, delle opportunità di costruire i cassoni alari a Cameri, che presupponeva il mantenimento del volume di acquisti oltre il numero di 100 velivoli. La seconda ha per ora prodotto solo un rallentamento del profilo di acquisizione fino al 2021, con un risparmio temporaneo pari a 1,2 miliardi di euro nel quinquennio 2015-2019, ma senza effetti di risparmio nel lungo periodo. Il rallentamento generale subito dal programma - si legge nella relazione della Corte dei Conti - ha evitato che questa decisione, presa sul piano nazionale, assumesse un carattere traumatico".

 

FONTE REPUBBLICA.IT

 
Dopo la prima incursione nella piattaforma dei 5 Stelle un profilo Twitter anonimo sta pubblicando dati sensibili. A svelarlo un ex dipendente della Casaleggio associati PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Agosto 2017 08:21

Nuovo attacco hacker a Rousseau. "Facile giocare con i vostri voti"

 

 Davide Casaleggio (afp)

 Non c'è pace per Rousseau. Dopo che un hacker "buono", mercoledì sera, aveva svelato che nella piattaforma dei 5 Stelle c'era una vulnerabilità attraverso cui tutti i dati sensibili degli iscritti - votazioni comprese - potevano essere svelati, giovedì sera contro il sistema informatico della Casaleggio Associati è partito un attacco hacker "cattivo".
 
Un profilo Twitter - che accusa chi ha svelato la falla permettendo alla Casaleggio di sanarla di essere un "infame" - sta pubblicando dati sensibili sottratti. Lo ha scritto con un tweet l'ex dipendente della Casaleggio Associati Marco Canestrari e lo ha confermato un altro ex dipendente, il blogger e debunker (svela bufale on line) David Puente.
 
Il profilo si chiama r0gue_0 e sta twittando indirizzando la sua sfida allo stesso Beppe Grillo. Dice di avere migliaia di pagine sottratte al sistema operativo e attacca: "It's too easy play with your votes", "è troppo facile giocare con i vostri voti".

Tra i dati finora visibili, un elenco di donatori con i relativi indirizzi e mail e le somme versate. E i profili e i numeri di telefono cellulare di alcuni iscritti. Anche in posizioni di rilievo.

 

fonte annalisa cuzzocrea repubblica.it

 
Scende anche il carrello della spesa PDF Stampa E-mail
Lunedì 31 Luglio 2017 12:31

Italia, frena ancora l'inflazione a luglio

 Frena ancora l'inflazione tendenziale nel mese di luglio. Secondo le stime preliminari dell'Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,1% su base mensile e dell’1,1% rispetto a luglio 2016 (era +1,2% a giugno).

L’ulteriore rallentamento dell’inflazione, che conferma le tendenze registrate nei due mesi precedenti, è ascrivibile per lo più ai prezzi dei Beni energetici, sia regolamentati (+5,1% da +6,2% di giugno) sia non regolamentati (+2,1% da +2,9%) e a quelli dei Servizi relativi ai trasporti (+3,2% da +4,1% del mese precedente), cui si aggiunge la flessione dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (-1,3% da +0,1%).

L’”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, scende di un decimo di punto percentuale (+0,8% da +0,9% di giugno), mentre quella al netto dei soli Beni energetici si attesta allo 0,9% (come nel mese precedente).

Il lieve incremento su base mensile dell’indice generale è dovuto al prevalere degli aumenti, determinati anche da fattori stagionali, dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%), rispetto alle diminuzioni registrate dai prezzi dei Beni alimentari (-0,7%) e dei Beni energetici (-1%).

Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,9% su base mensile, per l’avvio dei saldi estivi di Abbigliamento e calzature di cui il NIC non tiene conto, e cresce dell’1,2% su base annua (come nel mese precedente).

Su base annua rallenta la crescita dei prezzi sia dei beni (+0,8% da +0,9% di giugno) sia dei servizi (+1,3% da +1,5%) Di conseguenza, a luglio il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si conferma positivo e pari a +0,5 punti percentuali.

L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2% per l’indice generale e +0,8% per la componente di fondo.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona calano dello 0,6% su base mensile e aumentano dello 0,8% su base annua (era +0,7% a giugno).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto scendono dello 0,4% in termini congiunturali e aumentano dello 0,9% in termini tendenziali (come nel mese precedente).

 

fonte teleborsa.it

 
Mappe. Tra i 15 ai 34 anni l'opinione generale è che per far carriera l'unica speranza è andare all'estero. PDF Stampa E-mail
Lunedì 17 Luglio 2017 08:47

Se i giovani non sperano nel Paese...

 

 L'Italia non è un Paese per giovani. Ragazzi e ragazze appaiono sempre più ripiegati sul passato piuttosto che guardare al futuro. Guardano indietro, ancor più dei loro genitori. Ne è un esempio l'importanza che attribuiscono, proprio rispetto al futuro, alla parola "speranza": nel complesso della popolazione è proiettata nel "futuro" da quasi due persone su tre.  Ma fra i giovanissimi (15-24 anni) la proporzione si riduce sensibilmente: 57%. E fra i giovani-adulti (25-34 anni) crolla al 41%.

La nostra gioventù ha poca speranza, soprattutto nella transizione all'età adulta. La famiglia resta un punto di riferimento importante, ma non basta. E' considerata in grado di proteggere e tutelare ma non di dare la necessaria spinta in avanti per affrontare la vita.

Il futuro è dominato dalle paure del nostro tempo: il terrorismo, i nuovi muri, il populismo di Trump. C'è disillusione nei confronti del Paese, c'è addirittura delusione verso parole come democrazia e meritocrazia.

Anche Internet e social media, almeno per chi ha tra i 25 e i 34 anni, provocano minori entusiasmi. E non è un caso che tra questi quasi-adulti la grandissima maggioranza (il 73%) pensi all'emigrazione come unica via di scampo. Nel 2016 hanno lasciato l'Italia 106mila persone, in gran parte giovani tra i 18 e i 34 anni.
LE TABELLE

 

fonte ilvo diamanti repubblica.it

 
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