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Oggi, 26 aprile, il Consiglio dei Ministri emanerà "misure urgenti per assicurare il completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali facenti capo ad Alitalia" PDF Stampa E-mail
Giovedì 26 Aprile 2018 09:52

Alitalia, in arrivo la proroga di vendita e prestito ponte

 

 Una proroga del prestito ponte e dei termini per la vendita di Alitalia. E' quanto atteso dal Consiglio dei Ministri che si terrà oggi, 26 aprile, alle ore 11.00.

Tra i punti all'ordine del giorno le "misure urgenti per assicurare il completamento della procedura di cessione dei complessi aziendali facenti capo ad Alitalia", si legge in una nota del Governo.

Lo scorso 11 aprile i Commissari Straordinari dell'ex compagnia di bandiera hanno incontrato il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per fare il punto sulle tre offerte ricevute. Tra queste, recita un comunicato, una in particolare "contiene dei passi avanti concreti in termini di rotte e di personale".

Dal momento che in quell'occasione è stato stato deciso di proseguire ed approfondire il negoziato con tutti gli offerenti, il Governo ha deciso di emanare un decreto per posticipare il termine di conclusione della procedura ed il termine per il rimborso del prestito ponte fornito dallo Stato ad Alitalia.

Intanto Calenda, durante un intervento a Radio Capital, ha spiegato che gli acquirenti "aspettano di capire, vogliono vedere il nuovo Governo".

 

fonte teleborsa.it

 
Previsto il tradizionale corteo anti-fascismo dell'ANPI, la proiezione di film a Piramide Cestia e la commemorazione delle Fosse Ardeatine. PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Aprile 2018 09:30

Festa Liberazione, Mattarella apre festeggiamenti all'Altare della Patria

 Al via all'insegna della tradizione la Festa della Liberazione, con il consueto omaggio del Capo dello Stato alla tomba del Milite Ignoto, ma per la giornata sono molti gli eventi organizzati a Roma fra appuntamenti a carattere storico-culturale ed eventi dedicati allo sport, alle famiglie e all'enogastronomia.

Il 73esimo anniversario della Liberazione d’Italia dal nazifascismo coincide quest’anno con il 70esimo anniversario dell’entrata in vigore della Carta Costituzionale e dell’80esima ricorrenza della promulgazione delle leggi razziali.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella darà inizio alle celebrazioni del 25 aprile alle 9, recandosi all'Altare della Patria, in Piazza Venezia, per dare inizio alla cerimonia. Saranno presenti le più alte cariche dello Stato e il Sindaco di Roma, Virginia raggi, che deporrà la corona dall'alloro all'Altare della Patria.

Fra gli appuntamenti istituzionali della giornata c'è anche la consueta commemorazione alle Fosse Ardeatine, cui parteciperà il Presidente della regione Nicola Zingaretti.

La memoria e la resistenza - come ogni anno il tradizionale corteo dell'ANPI, l'associazione che rappresenta i partigiani, partirà alle ore 9.30 dalla sede della Regione Lazio all'Eur per concludersi a San Paolo dopo aver attraversato la Garbatella ed il Quartiere Ostiense. Quest'anno però le iniziative per la "memoria" saranno sotto il segno dell'unità, grazie a un accordo siglato fra l'Associazione partigiani, la Comunità Ebraica di Roma e Roma Capitale, finalizzato ad evitare divisioni e polemiche. Prevista per la serata a Piramide Cestia la proiezione di sequenze di film "storici" direttamente sulla facciata della piramide e sul castello.....

 

fonte teleborsa.it

 
Ahi. Di Maio ha fatto sparire il programma votato dagli iscritti e l’ha sostituito in segreto con uno diverso e non votato da nessuno. Venti pdf scovati dal Foglio riscrivono la storia del M5s (e mettono nei guai il capo grillino) PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Aprile 2018 12:25

Votati, postati, rimossi. I programmi del M5s. Storia di una truffa

 Luigi Di Maio ha incaricato il prof. Giacinto della Cananea di esaminare i programmi di Lega e Pd per indicare il più compatibile dei due con quello del Movimento 5 stelle. Ma esattamente quale programma del M5s? Quello pre o quello post elezioni? Perché la versione del programma elettorale attualmente disponibile sul sito del movimento è completamente diversa da quella che c’era a febbraio. Qualcuno al vertice del partito, probabilmente Di Maio che ne è il capo politico, con il placet di Davide Casaleggio che attraverso l’Associazione Rousseau gestisce il sito, ha sostituito il programma votato dagli iscritti con un altro completamente differente. “In Italia è nato il primo e unico programma politico basato sulla partecipazione e sulla democrazia diretta online grazie al Sistema Operativo Rousseau”, si legge sul sito del M5s. Ma non è così. I venti pdf che componevano il programma votato online – creati materialmente dall’agenzia di comunicazione Web Side Story – sono stati sostituiti da venti pdf diversi, a cui ne sono stati aggiunti quattro su temi mai proposti né votati su Rousseau (Smart nation, Sport, Editoria, Unione europea). Una manipolazione della volontà degli iscritti, una presa in giro degli elettori, una violazione delle regole del partito (democrazia diretta e trasparenza), la negazione della retorica sul cittadino vero “sovrano” e il politico semplice “portavoce”.

Per recuperare il vecchio programma basta andare su “Internet Archive” – la più grande biblioteca della rete – e utilizzare la funzione “Wayback Machine”, che consente di risalire alle pagine web modificate o cancellate. Fino al 2 febbraio sul sito del M5s c’era un programma, il 7 marzo – tre giorni dopo le elezioni – ce n’era un altro. Totalmente diverso e spesso diametralmente opposto. E’ il caso del “programma Esteri”, un tema che, viste le vicende che riguardano la Siria, è di fondamentale importanza e stringente attualità. Gli iscritti avevano votato per un’impostazione radicale, terzomondista, filo russa e anti atlantica. Il nuovo “programma Esteri” è stato bonificato: tolte le contestazioni alla Nato e agli Stati Uniti, addolcite le critiche all’euro e all’Ue, smussati gli elogi alla Russia. Il capitolo su “Sovranità e indipendenza” si apriva così: “Il caos che regna in Libia dimostra che l’unilateralismo dell’intervento umanitario è fallito”. E ancora: “Ripudiamo ogni forma di colonialismo, neocolonialismo e ingerenza straniera”. Tutto sparito. Nella nuova versione si parla di “affrontare insieme in Europa” le sfide del domani “come stati sovrani liberi e indipendenti” nel mondo multipolare. Un’altra musica, più soft.

Il capitolo sul “Ripudio della guerra” partiva secco: “Iraq, Somalia, ex Jugoslavia, Afghanistan, Libia, Ucraina, Siria. L’elenco dei paesi distrutti dall’unilateralismo occidentale potrebbe essere molto più lungo”. E proseguiva catastrofico: “Le guerre di conquista dell’ultimo periodo hanno portato il mondo a un passo dall’Apocalisse e hanno prodotto centinaia di migliaia di morti, feriti, mutilati e sfollati. Territori devastati, smembrati, economie fallite, destabilizzazioni estese a intere regioni e milioni di persone”. Tutto cancellato. Ora il tono è più posato e burocratico, si parla di “ricerca del multilateralismo, della cooperazione e del dialogo tra le popolazioni” e si ribadisce che “le operazioni per il mantenimento della pace debbano svolgersi in stretta ottemperanza ai principi della Carta dell’Onu”. Il passaggio dall’“Apocalisse” alla “stretta ottemperanza” è niente rispetto alla metamorfosi della posizione sulla Nato: “Il ‘sistema di sicurezza occidentale’ non solo non ci ha reso più sicuri, ma è il primo responsabile del caos odierno. Dall’invasione della Libia fino alla distruzione pianificata della Siria – c’era scritto – il sistema di sicurezza occidentale ha registrato una serie di fallimenti che hanno portato alle popolazioni dei paesi membri, miliardi di euro di perdite, immigrazione fuori controllo e destabilizzazione di aree fondamentali per la sicurezza e l’economia dell’Europa”. L’Alleanza atlantica veniva descritta come la causa principale dell’instabilità globale, arrivando a vagheggiare una rottura del patto: ci sarebbe ormai “una discordanza tra l’interesse della sicurezza nazionale italiana con le strategie messe in atto dalla Nato”. Per questo il M5s proponeva un “disimpegno da tutte le missioni militari della Nato in aperto contrasto con la Costituzione”. Tutti gli attacchi alla Nato sono stati eliminati. Nella nuova versione, cambiata poco prima o poco dopo le elezioni, il passaggio più duro parla dell’“esigenza di aprire un tavolo di confronto in seno alla Nato”. Anche la parte sul “medio oriente” era una dura accusa all’occidente: “I nostri governi hanno distrutto intere popolazioni, come quella siriana, seguendo l’interventismo occidentale della Nato, cui l’Italia ha colpevolmente prestato il fianco rompendo le relazioni diplomatiche con Damasco”. Ora è stato tolto ogni riferimento al regime di Assad e compaiono le responsabilità dei paesi arabi, che hanno “un sistema di governo a dir poco inadeguato agli standard universali”.

Analogamente sono state riviste le critiche all’euro (da “La situazione italiana nella zona euro è insostenibile. Siamo succubi della moneta unica” a “Questo non significa abbandonare perentoriamente la moneta unica”). Il capitolo sulla Russia è stato emendato da alcune critiche sulle sanzioni. “L’Ue, adeguandosi agli Usa – c’era scritto –, ha gradualmente imposto misure restrittive nei confronti della Russia” e si aggiungeva che le “azioni di Mosca” in Crimea e Ucraina erano “volte al mantenimento della sua sfera di influenza nello spazio ex sovietico a fronte del progressivo allargamento della Nato”. Tutto sparito.

Questi esempi riguardano solo le dieci paginette del “programma esteri”, ma vanno moltiplicati per le altre diciannove aree tematiche più le quattro aggiunte senza alcuna votazione. Nel “programma Banche” sono state inserite proposte mai votate, dal “programma Lavoro” è stato rimosso il capitolo sui “Sindacati senza privilegi”. Ci sono programmi stravolti come quello sullo “Sviluppo economico” sceso da 92 a 9 pagine e altri rielaborati da capo a piedi come quello sull’Agricoltura. Chi ha scritto il nuovo programma e deciso di sostituirlo a quello votato dagli iscritti? Probabilmente Di Maio e la sua cerchia ristretta. Ma di certo il ruolo di Davide Casaleggio, che materialmente attraverso Rousseau ha cambiato i documenti, mostra come chi si è posto al di sopra di tutti non sia il “garante” della democrazia diretta ma il suo “manipolatore”.

Questa manovra, che riguarda il principio più sacro (la democrazia diretta) e lo strumento più importante (il programma) della vita politica del partito, svela la grande finzione del M5s e la potenza totalitaria del suo meccanismo. La storia è piena di partiti che hanno tradito il programma elettorale, non è la prima volta e non sarà l’ultima. Ma qui si fa un passo ulteriore: il programma viene stravolto in segreto per far credere a militanti ed elettori che è quello che loro hanno sempre voluto e consacrato con il voto. Più che la volontà generale di Rousseau, è un sistema che ricorda la fattoria degli animali di Orwell.

 

 
Lo rileva l'Istat nella consueta nota mensile sull'andamento dell’economia PDF Stampa E-mail
Venerdì 06 Aprile 2018 13:07

Italia, economia prosegue sulla strada della crescita

 La crescita economica proseguirà anche se a ad un tasso leggermente in flessione. Lo rivela l'Istat nella consueta nota mensile sull'economia italiana. "A marzo l'indice del clima di fiducia dei consumatori ha registrato un aumento significativo portandosi sui livelli massimi dell'ultimo periodo. Il miglioramento interessa quasi tutte le componenti, con un deciso ridimensionamento delle aspettative sulla disoccupazione. Nello stesso mese peggiora, invece, la fiducia delle imprese con un incremento evidenziato solo dai giudizi delle imprese delle costruzioni. Per le imprese manifatturiere, sebbene il livello della fiducia rimanga elevato, peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia quelli sul livello delle scorte".

Secondo l'istituto di statistica "l'indicatore anticipatore registra una lieve flessione rimanendo comunque su livelli elevati che suggeriscono il proseguimento della fase di crescita dell'economia".

 

Fonte teleborsa.it

 
SCANDALO FACEBOOK PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Aprile 2018 07:55

In Italia 'bucati' 214mila profili

 

I profili di Facebook "condivisi in modo improprio con Cambridge Analytica" non sarebbero 50 milioni, ma ben 87 milioni. Tra cui 214 mila italiani. Si tratta di 57 persone che hanno installato 'ThisIsYourDigitalLife', l'app di Aleksandr Kogan, coinvolgendo la loro rete di amicizie. Il totale degli italiani coinvolti ammonta a 214.123 utenti Facebook.

L'enorme numero di utenti coinvolti - 87 milioni, cioè 37 milioni in più dei 50 milioni di cui si era parlato subito dopo che era scoppiato lo scandalo di Cambridge Analytica - figura nel penultimo paragrafo del 'blogpost' pubblicato dal 'chief technology officer' di Facebook, Mike Schroepfer, per illustrare i cambiamenti che sta adottando il social media per proteggere in modo migliore informazioni e dati degli utenti.

In una conference call tenuta con ieri con diversi media, Mark Zuckerberg, fondatore e Ceo dell'azienda, ha risposto alle domande della stampa, ammettendo che la società ha commesso un "enorme errore" a non adottare ulteriori misure per proteggere i dati e la privacy dei propri utenti. Durante la conference call, il fondatore di Facebook ha ribadito che "è stato un errore enorme, è stato un mio errore".

Zuckerberg ha quindi sottolineato di essere ancora al timone del colosso di Menlo Park. Rispondendo alle domande dei cronisti, ha ribadito: "Penso che la vita sia imparare dagli errori e capire cosa fare per andare avanti". Alla domanda se qualcuno di Facebook fosse stato licenziato in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica, Zuckerberg ha detto che la vicenda è una sua responsabilità. "Non ho intenzione di licenziare qualcuno per gli errori che abbiamo commesso qui".

 

fonte adnkronos.com

 
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