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Notizie dall'Italia
Allerta Protezione civile, fiocchi bianchi in collina PDF Stampa E-mail
Sabato 25 Novembre 2017 21:11

Piogge, vento e neve su gran parte dell'Italia

 Una perturbazione atlantica continua a portare maltempo su gran parte dell'Italia. Da domani ci sarà anche un brusco calo delle temperature con nevicate al Centro-Nord.
    La Protezione civile ha diramato un'allerta meteo che prevede, dal tardo pomeriggio di oggi, venti forti su Marche, Emilia Romagna e Liguria. Dal primo pomeriggio di domani colpiranno anche Umbria, Lazio, Abruzzo, Sicilia e Calabria, con possibili mareggiate sulle coste.
    Dal primo mattino di domani sono previste, inoltre, nevicate oltre 400-600 metri di quota, sull'Emilia Romagna e oltre 600-800 metri sulla Toscana settentrionale e orientale, in estensione dal primo pomeriggio a Marche e Umbria orientale e, dal tardo pomeriggio, ad Abruzzo e Lazio orientale. Domani, dal primo pomeriggio, temporali su Marche e Abruzzo. Previsti rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, possibili grandinate e forti raffiche di vento.

 

FONTE ansa.it

 
Lo dice uno studio della UIL che ha incrociato i dati dei Paesi europei su età di quiescenza e aspettativa di vita PDF Stampa E-mail
Lunedì 13 Novembre 2017 13:59

In Italia si va in pensione più tardi e per meno tempo rispetto alla media UE

 In Italia l'età di accesso alla pensione è superiore di quasi 3 anni alla media europea e così, nonostante per l'aspettativa di vita siamo al quinto posto per gli uomini (83 anni e 11 mesi) e al terzo posto per le donne (87 anni e 2 mesi), la durata della quiescenza media (il periodo di godimento della pensione) è inferiore alla media europea".

Lo dice il segretario confederale della UIL, Domenico Proietti, commentando uno studio della Confederazione sulla durata della quiescenza media in Italia e in Europa.

Secondo il report, che si basa sui dati Missoc (sistema d'informazione europeo sulla protezione sociale) per l'età di pensionamento ed Eurostat per l'aspettativa di vita, i pensionati italiani percepiscono mediamente la pensione per 16 anni e 4 mesi, 2 anni e 5 mesi in meno rispetto alla media europea, e le donne per 21 anni e 7 mesi, 1 anni e 7 mesi in meno rispetto alla media europea.


In Francia, per esempio, gli uomini percepiscono la pensione per 8 anni e 1 mese in più rispetto agli italiani, mentre in Germania per 1 anno e 3 mesi in più.

In pratica, i pensionati italiani accedono più tardi alla pensione ed essendo anche la loro aspettativa di vita minore rispetto ad altri grandi stati percepiscono la pensione, in media, per meno tempo rispetto agli altri cittadini europei.

In Francia, l'età per il pensionamento degli uomini è a 60 anni e la loro aspettativa di vita è di 84 anni e 5 mesi. Quindi, non solo l'aspettativa di vita è maggiore, ma l'età di accesso è di oltre 6 anni inferiore e la permanenza in pensione, pertanto, è di oltre 8 anni maggiore rispetto all'Italia.

Nel Regno Unito, le donne, pur avendo un'aspettativa di vita pari a 85 anni e 10 mesi e quindi di circa 1 anno e 4 mesi più bassa di quelle italiane, poiché' accedono alla pensione a 60 anni, godranno dell'assegno previdenziale per 4 anni e 3 mesi in più delle donne italiane. Valori destinati a peggiorare sin da subito, in particolare per le lavoratici italiane la cui età di pensionamento, per essere equiparata a quella degli uomini a 66 anni e 7 mesi, salirà di un anno già dal 2018 per effetto dei ben noti provvedimenti legislativi. A norme attuali, poi, l'aumento coinvolgerà tutti i lavoratori nel 2019 quando l'età legale di accesso alla pensione dovrà salire a 67 anni.

 

Fonte teleborsa.it

 
Presentato oggi il Rapporto Greenitaly 2017 realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Ottobre 2017 13:37

L'Italia è sempre più green: crescono ricerca, lavoro, export e fatturato

 La green economy è un formidabile fattore di competitività ed è stata in questi anni difficili la migliore risposta alla crisi. E' questa una delle prime conclusioni di Greenitaly 2017, l’ottavo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere.

Presentato oggi a Roma alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico Calenda, Greenitaly 2017 ci dice che la green economy è una efficace leva per lo sviluppo, un paradigma produttivo sempre più forte e diffuso nel Paese: in termini di imprese, che in numero crescente fanno scelte green, e in termini di risultati, nei bilanci, nell’occupazione. Un modello che ha a cuore la crescita delle comunità e la qualità della vita dei territori. Il 69% delle medie imprese green si impegna in sostegno allo sviluppo del proprio territorio, mentre tra le imprese non green tale percentuale scende al 36%.

Secondo il il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, le imprese che abbracciano la scelta “verde” ottengono migliori performance in termini di ordinativi, presenza all’estero e propensione ad assumere, in particolare nell’area “R&S". "Per questo conviene seguire la strada green per accelerare una crescita sostenibile, moderna e innovativa del sistema Paese", sottolinea Lo Bello, spiegando che il tema è strettamente connesso al Piano Nazionale Impresa 4.0.

“Emerge con sempre maggiore forza, la necessità di un’economia più sostenibile e a misura d’uomo e per questo più forte e competitiva", aggiunge il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci.

L'ITALIA SCOMMETTE SUL GREEN

Il rapporto Greenitaly 2017 misura e pesa la forza della green economy nazionale: più di 1 impresa su 4 dall’inizio della crisi ha scommesso sulla green economy, per un totale di 355 mila aziende pari al 27,1% del totale (la quota sale al 33,8% nell'industria manifatturiera).
E quest'anno si registra una vera e propria accelerazione della propensione delle imprese a investire green: ben 209 mila aziende hanno investito, o lo faranno entro l'anno, su sostenibilità ed efficienza, con una quota sul totale (15,9%) che ha superato di 1,6 punti percentuali i livelli del 2011.

GREEN DIVENTA ANCHE SINONIMO DI LAVORO

Alla nostra green economy si devono quasi 3 milioni di posti di lavoro, in grado di generare altra ricchezza, perché contribuiscono alla formazione di 195,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 13,1% del totale complessivo. Quest'anno saranno creati altri 320 mila green jobs e, considerando anche le assunzioni per le quali sono richieste competenze green, si aggiungono altri 863 mila occupati.


GREEN PER RICERCA ED EXPORT

Le aziende della green Italy sono più propense più propense a investire in ricerca: nel 2017 la diffusione della divisione ricerca e sviluppo tra le medie imprese manifatturiere che hanno investito in prodotti e tecnologie green nel triennio 2014-2016 è a quota 27%, contro il 18% delle non investitrici.

Ricerca e sviluppo sostengono i risultati in termini di fatturato ed export: nel 2016 le aziende green hanno incrementato l’export nel 49% dei casi, a fronte del 33% di quelle che non investono nel verde. Spinto da export e innovazione, il fatturato è aumentato, fra 2015 e 2016, nel 58% delle imprese che investono green, contro il 53% delle altre. E per quest’anno si aspettano di avere un incremento del fatturato il 57% delle imprese green contro il 53% delle altre.

DOVE SI TROVANO LE IMPRESE GREEN?

Molte le imprese green nelle regioni del Nord, ma la loro presenza è diffusa in tutto il territorio nazionale. La Lombardia è la regione con il più alto numero di imprese eco-investitrici. A livello provinciale, in termini assoluti, Milano e Roma guidano la graduatoria staccando nettamente le altre province italiane. Ciò si riflette nelle assunzioni: la prima regione per numerosità assoluta di assunzioni programmate di green jobs in senso stretto è la Lombardia.

 

Fonte teleborsa.it

 
No di Pd e Forza Italia al tetto di 67 anni voluto dal ministro PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Ottobre 2017 08:39

Tutti contro Padoan per abbassare l’età della pensione

 

Alla fine Pier Carlo Padoan ha dovuto mettere la questione di «fiducia». Sull’età pensionabile a 67 anni, lunedì pomeriggio si è svolta in Consiglio dei ministri una discussione non trapelata all’esterno ma nel corso della quale due ministri e il presidente del Consiglio ci hanno messo, come si suol dire, la faccia. È stato Giuliano Poletti, ministro del Welfare, a proporre una revisione dell’automatismo che, a partire dal 2019 farà scattare il tetto dell’età pensionabile a 67 anni, ad un livello cioè che collocherebbe l’Italia all’«avanguardia» in Europa. Il presidente del Consiglio ha detto la sua, tenendo sul non-intervento, ma lasciando uno spiraglio ad eventuali correzioni, ma a tagliare (momentaneamente) la questione, ha provveduto il ministro dell’Economia Padoan, che davanti ai colleghi ha spiegato senza sfumature che l’Italia si è impegnata su questo piano con Bruxelles, che lui personalmente si è esposto, che un passo indietro non sarebbe tollerabile.  

Eppure - ecco la novità - nei prossimi giorni potrebbe maturare un’iniziativa a livello parlamentare, incardinata sull’intesa tra due proverbiali duellanti - Cesare Damiano del Pd, già ministro dell’ultimo governo Prodi e Maurizio Sacconi, anche lui ex ministro ma dell’ultimo governo Berlusconi. Quanto alla Lega, Matteo Salvini, si è espresso con parole lapidarie: «Pensione a 67 anni? Una follia». Un’iniziativa «bipartisan» potrebbe rapidamente concretizzarsi, oltretutto sostenuta in modo compatto dai tre sindacati confederali che ieri sera hanno spedito un telegramma al presidente del Consiglio per chiedere un incontro urgente sulla legge di Bilancio, incontro che avrà come richiesta qualificante la modifica del tetto dell’età pensionabile. 

 

E così, se Matteo Renzi darà via libera, si potrebbe concretizzare una norma che vada ad intaccare l’automatismo introdotto dalla legge Fornero, che a suo tempo previde per tutti i lavoratori un rapporto diretto tra adeguamento dell’età pensionabile e speranza di vita. Se sale l’aspettativa per tutti gli italiani, proporzionalmente sale anche l’età delle pensione. La revisione di questo parametro va fatta ogni tre anni sulla base dei dati Istat e il prossimo step è atteso per il 2019. La decisione deve essere formalizzata però entro fine novembre con un decreto direttoriale, un atto del ministero del Lavoro che non deve essere approvato dal Parlamento.  

Ma un rinvio è possibile, a condizione che lo preveda o una leggina o emendamento parlamentare, non “gratuito” alla legge di Bilancio. La via più percorribile è una norma-ponte che consenta di rinviare ogni decisione alla prossima primavera, quando dovrebbe essere in carica il primo governo della futura legislatura. Ma un’altra strada l’hanno indicata a suo tempo Damiano e Sacconi ed è una linea che è sostenuta anche dalla leader della Cisl Annamaria Furlan: «Non chiediamo la cancellazione dell’aspettativa di vita ma di rivederne il meccanismo a partire da quei lavoratori che hanno svolto mestieri più gravosi e per il quali l’aspettativa di vita è un po’ più bassa rispetto a quanto previsto dalle statistiche. Oltretutto Il meccanismo è tale che se l’aspettativa di vita sale, sale l’età pensionabile, ma se l’aspettativa scende, non diminuisce l’età pensionabile». Se l’iniziativa parlamentare dovesse concretizzarsi, al momento la linea di palazzo Chigi al momento è netta: in aula il governo esprimerà parere contrario. Perché l’innalzamento, come ha detto ieri sera Padoan, «è un obbligo di legge».

 

Fonte fabio martini lastampa.it

 
EasyJet fornirà un ulteriore aggiornamento se e quando lo riterrà appropriato PDF Stampa E-mail
Lunedì 16 Ottobre 2017 17:44

Alitalia, ecco le offerte

 

Alitalia, è il momento della verità. Scaduti i termini per la presentazione delle offerte vincolanti per l'ex compagnia di bandiera, arrivano infatti le prime offerte delle compagnie interessate a un'acquisizione totale o parziale del gruppo. Nella rosa dei candidati anche Lufthansa e EasyJet, che hanno reso note le loro intenzioni.

LUFTHANSA - Il Gruppo Lufthansa ha presentato oggi una lettera di offerta, esprimendo l’interesse per la creazione di una "Nuova Alitalia". Lufthansa ha scelto di non presentare un'offerta per l’intera compagnia aerea, ma ha dichiarato interesse solo per il network globale e per il business dei voli point-to-point in Europa e in Italia. Ad annunciarlo è il gruppo tedesco in una nota.

L'offerta, riferisce l'aviolinea, comprende una proposta per una nuova struttura di Alitalia con modello di business focalizzato ("Nuova Alitalia"), che potrebbe dare origine a prospettive economiche nel lungo termine. I commissari responsabili hanno accettato di mantenere la riservatezza in merito ai dettagli dell'offerta.

EASYJET - EasyJet ha presentato un'offerta "per alcuni assets di una Alitalia ristrutturata, coerente con le strategie esistenti per l'Italia". Ad annunciarlo è la compagnia low cost britannica in una nota. "Data la natura dell'operazione, il contenuto di questa manifestazione di interesse è soggetta a vincoli di riservatezza. Non c'è alcuna certezza in questa fase che la transazione procederà e EasyJet fornirà un ulteriore aggiornamento se e quando lo riterrà appropriato", sottolinea la compagnia.

 
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