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Notizie dall'Italia
l titolare del MISE in un' intervista al Corriere della Sera parla dell'ex compagnia di bandiera per cui ci sono tre offerte sul tavolo da valutare entro la metà di gennaio. Sull'Ilva fa appello alla responsabilità PDF Stampa E-mail
Mercoledì 27 Dicembre 2017 10:11

Calenda: Ilva e Alitalia nei pensieri del Ministro

 A metà gennaio inizieranno le negoziazioni in esclusiva per la cessione di Alitalia. Parola di Carlo Calenda.

Il Ministro per lo Sviluppo Economico in un'intervista sul Corriere della Sera, spiega che sull'ex compagnia di bandiera il Governo ha "tre offerte. Le valuteremo con molta attenzione e a metà gennaio inizieremo la negoziazione in esclusiva".

Tra i tanti argomenti toccati dal Ministro non poteva mancare un'accenno all'Ilva. Dopo la bagarre delle ultime settimane che ha visto Calenda e il Governatore della Puglia Emiliano darsi battaglia.

"Spero davvero che prevalga quella responsabilità invocata da tutti i sindacati oltre che da Gentiloni", ha detto il ministro per lo Sviluppo economico. Arcelor Mittal, ha spiegato Calenda, "ha chiesto garanzie sugli investimenti allo stato per tutelarsi nel caso in cui i ricorsi al TAR invalidino tutto, magari fra due anni. E' inaudito: 5,3 miliardi di euro per un investimento industriale nel Sud non si vedevano da 40 anni. Ma la cosa incredibile è che nel merito del piano ambientale non ci sono osservazioni rilevanti", ha concluso il ministro riferendosi alla multa inflitta all'Italia sull'Ilva da parte di Bruxelles che tuttavia non ha toccato il piano ambientale.

 

Fonte teleborsa.it

 

 
Vittoria per le associazioni che contestavano la circolare che esclude il premio da 800 euro alle mamme straniere senza permesso di soggiorno di lungo periodo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 13 Dicembre 2017 19:46

Bonus mamma, il Tribunale di Milano contro l'Inps: non può negarlo alle straniere senza permesso lungo

 (fotogramma)

 Il bonus mamma, l'assegno alla nascita una tantum da 800 euro staccato dall'Inps, non può discriminare le donne straniere prive di un permesso di soggiorno di lungo periodo. Che sono attualmente escluse dalla assegnazione del premio, per come è stata determinata dall'Istituto stesso via circolare. E' il Tribunale di Milano ad assegnare un punto alle associazioni che si battono per i diritti civili - ASGI, APN e Fondazione Piccini - che bissa a distanza di poche ore una simile vittoria al Tribunale di Bergamo.

L'Asgi sintetizza la sentenza del Tribunale meneghino, secondo il quale la legge che ha istituito il bonus non conferiva all'Inps alcun potere di restringere il numero di beneficiari, escludendo le mamme straniere prive di permesso di soggiorno di lungo periodo. Al momento infatti costoro non possono presentare la domanda per gli 800 euro, problematica in passato segnalata dai sindacati e dalle stesse associazioni. Si tratta del premio che ha previsto - senza operare distinzione di nazionalità, ritiene il tribunale - per tutte le mamme che si trovino in gravidanza (almeno al settimo mese) tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2017. L'Inps, via circolare, aveva escluso le straniere senza permesso di soggiorno di lungo periodo. Adottando, ha precisato l'Istituto, le indicazioni ministeriali a riguardo, che operavano la stessa distinzione per il Bonus bebè.

"La circolare - ha spiegato in passato l'ente guidato da Tito Boeri - è stata redatta seguendo le indicazioni scritte della Presidenza del Consiglio" e prevede gli stessi "requisiti presi in considerazione per l'assegno di natalità di cui alla legge di Stabilità 190 del 2014 (Bonus bebè, ndr) e quindi esclude l'accesso alle straniere senza carta di soggiorno". Non solo, l'Inps ricordava già nei mesi scorsi di avere "fatto, a suo tempo, presenti queste restrizioni". E grantiva: "Non appena si riceveranno istruzioni diverse, si procederà ad aggiornare conseguentemente la circolare".

Nei giorni scorsi a Bergamo il Tribunale aveva già smentito l'impostazione della circolare Inps, dicendo chel'esclusione delle straniere senza permesso 'lungò contrasta con una direttiva dell'Unione Europea (direttiva 2011/98) che garantisce la parità di trattamento nell'accesso alle prestazioni di maternità a tutti i migranti titolari di un permesso per famiglia o per lavoro.

Ma il Tribunale di Milano ha fatto un passaggio ulteriore, ritenendo sufficiente il riferimento alla sola legge nazionale. Questa, spiegano dall'Asgi, prevede "il beneficio con lamassima ampiezza(persino senza alcun limite di reddito) e, dunque, non può essere l'Inps ad escludere l'una e l'altra categoria di stranieri". "Confidiamo che ora l'Inps si adegui rapidamente alla decisione del Tribunale - commenta l'avvocato Alberto Guariso che assisteva le associazioni ricorrenti - evitando così il diffondersi di un contenzioso che sarebbe non solo oneroso per lo stesso Inps ma, soprattutto, ingiusto per la difformità di trattamento che verrebbe a crearsi in una materia così delicata tra chi agisce in giudizio e chi fa affidamento sulle erronee comunicazioni dell'Inps".

 

Fonte  RAFFAELE RICCIARDI repubblica.it

 
Allerta Protezione civile, fiocchi bianchi in collina PDF Stampa E-mail
Sabato 25 Novembre 2017 21:11

Piogge, vento e neve su gran parte dell'Italia

 Una perturbazione atlantica continua a portare maltempo su gran parte dell'Italia. Da domani ci sarà anche un brusco calo delle temperature con nevicate al Centro-Nord.
    La Protezione civile ha diramato un'allerta meteo che prevede, dal tardo pomeriggio di oggi, venti forti su Marche, Emilia Romagna e Liguria. Dal primo pomeriggio di domani colpiranno anche Umbria, Lazio, Abruzzo, Sicilia e Calabria, con possibili mareggiate sulle coste.
    Dal primo mattino di domani sono previste, inoltre, nevicate oltre 400-600 metri di quota, sull'Emilia Romagna e oltre 600-800 metri sulla Toscana settentrionale e orientale, in estensione dal primo pomeriggio a Marche e Umbria orientale e, dal tardo pomeriggio, ad Abruzzo e Lazio orientale. Domani, dal primo pomeriggio, temporali su Marche e Abruzzo. Previsti rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, possibili grandinate e forti raffiche di vento.

 

FONTE ansa.it

 
Lo dice uno studio della UIL che ha incrociato i dati dei Paesi europei su età di quiescenza e aspettativa di vita PDF Stampa E-mail
Lunedì 13 Novembre 2017 13:59

In Italia si va in pensione più tardi e per meno tempo rispetto alla media UE

 In Italia l'età di accesso alla pensione è superiore di quasi 3 anni alla media europea e così, nonostante per l'aspettativa di vita siamo al quinto posto per gli uomini (83 anni e 11 mesi) e al terzo posto per le donne (87 anni e 2 mesi), la durata della quiescenza media (il periodo di godimento della pensione) è inferiore alla media europea".

Lo dice il segretario confederale della UIL, Domenico Proietti, commentando uno studio della Confederazione sulla durata della quiescenza media in Italia e in Europa.

Secondo il report, che si basa sui dati Missoc (sistema d'informazione europeo sulla protezione sociale) per l'età di pensionamento ed Eurostat per l'aspettativa di vita, i pensionati italiani percepiscono mediamente la pensione per 16 anni e 4 mesi, 2 anni e 5 mesi in meno rispetto alla media europea, e le donne per 21 anni e 7 mesi, 1 anni e 7 mesi in meno rispetto alla media europea.


In Francia, per esempio, gli uomini percepiscono la pensione per 8 anni e 1 mese in più rispetto agli italiani, mentre in Germania per 1 anno e 3 mesi in più.

In pratica, i pensionati italiani accedono più tardi alla pensione ed essendo anche la loro aspettativa di vita minore rispetto ad altri grandi stati percepiscono la pensione, in media, per meno tempo rispetto agli altri cittadini europei.

In Francia, l'età per il pensionamento degli uomini è a 60 anni e la loro aspettativa di vita è di 84 anni e 5 mesi. Quindi, non solo l'aspettativa di vita è maggiore, ma l'età di accesso è di oltre 6 anni inferiore e la permanenza in pensione, pertanto, è di oltre 8 anni maggiore rispetto all'Italia.

Nel Regno Unito, le donne, pur avendo un'aspettativa di vita pari a 85 anni e 10 mesi e quindi di circa 1 anno e 4 mesi più bassa di quelle italiane, poiché' accedono alla pensione a 60 anni, godranno dell'assegno previdenziale per 4 anni e 3 mesi in più delle donne italiane. Valori destinati a peggiorare sin da subito, in particolare per le lavoratici italiane la cui età di pensionamento, per essere equiparata a quella degli uomini a 66 anni e 7 mesi, salirà di un anno già dal 2018 per effetto dei ben noti provvedimenti legislativi. A norme attuali, poi, l'aumento coinvolgerà tutti i lavoratori nel 2019 quando l'età legale di accesso alla pensione dovrà salire a 67 anni.

 

Fonte teleborsa.it

 
Presentato oggi il Rapporto Greenitaly 2017 realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Ottobre 2017 13:37

L'Italia è sempre più green: crescono ricerca, lavoro, export e fatturato

 La green economy è un formidabile fattore di competitività ed è stata in questi anni difficili la migliore risposta alla crisi. E' questa una delle prime conclusioni di Greenitaly 2017, l’ottavo rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere.

Presentato oggi a Roma alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico Calenda, Greenitaly 2017 ci dice che la green economy è una efficace leva per lo sviluppo, un paradigma produttivo sempre più forte e diffuso nel Paese: in termini di imprese, che in numero crescente fanno scelte green, e in termini di risultati, nei bilanci, nell’occupazione. Un modello che ha a cuore la crescita delle comunità e la qualità della vita dei territori. Il 69% delle medie imprese green si impegna in sostegno allo sviluppo del proprio territorio, mentre tra le imprese non green tale percentuale scende al 36%.

Secondo il il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, le imprese che abbracciano la scelta “verde” ottengono migliori performance in termini di ordinativi, presenza all’estero e propensione ad assumere, in particolare nell’area “R&S". "Per questo conviene seguire la strada green per accelerare una crescita sostenibile, moderna e innovativa del sistema Paese", sottolinea Lo Bello, spiegando che il tema è strettamente connesso al Piano Nazionale Impresa 4.0.

“Emerge con sempre maggiore forza, la necessità di un’economia più sostenibile e a misura d’uomo e per questo più forte e competitiva", aggiunge il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci.

L'ITALIA SCOMMETTE SUL GREEN

Il rapporto Greenitaly 2017 misura e pesa la forza della green economy nazionale: più di 1 impresa su 4 dall’inizio della crisi ha scommesso sulla green economy, per un totale di 355 mila aziende pari al 27,1% del totale (la quota sale al 33,8% nell'industria manifatturiera).
E quest'anno si registra una vera e propria accelerazione della propensione delle imprese a investire green: ben 209 mila aziende hanno investito, o lo faranno entro l'anno, su sostenibilità ed efficienza, con una quota sul totale (15,9%) che ha superato di 1,6 punti percentuali i livelli del 2011.

GREEN DIVENTA ANCHE SINONIMO DI LAVORO

Alla nostra green economy si devono quasi 3 milioni di posti di lavoro, in grado di generare altra ricchezza, perché contribuiscono alla formazione di 195,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 13,1% del totale complessivo. Quest'anno saranno creati altri 320 mila green jobs e, considerando anche le assunzioni per le quali sono richieste competenze green, si aggiungono altri 863 mila occupati.


GREEN PER RICERCA ED EXPORT

Le aziende della green Italy sono più propense più propense a investire in ricerca: nel 2017 la diffusione della divisione ricerca e sviluppo tra le medie imprese manifatturiere che hanno investito in prodotti e tecnologie green nel triennio 2014-2016 è a quota 27%, contro il 18% delle non investitrici.

Ricerca e sviluppo sostengono i risultati in termini di fatturato ed export: nel 2016 le aziende green hanno incrementato l’export nel 49% dei casi, a fronte del 33% di quelle che non investono nel verde. Spinto da export e innovazione, il fatturato è aumentato, fra 2015 e 2016, nel 58% delle imprese che investono green, contro il 53% delle altre. E per quest’anno si aspettano di avere un incremento del fatturato il 57% delle imprese green contro il 53% delle altre.

DOVE SI TROVANO LE IMPRESE GREEN?

Molte le imprese green nelle regioni del Nord, ma la loro presenza è diffusa in tutto il territorio nazionale. La Lombardia è la regione con il più alto numero di imprese eco-investitrici. A livello provinciale, in termini assoluti, Milano e Roma guidano la graduatoria staccando nettamente le altre province italiane. Ciò si riflette nelle assunzioni: la prima regione per numerosità assoluta di assunzioni programmate di green jobs in senso stretto è la Lombardia.

 

Fonte teleborsa.it

 
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Notizie Flash

Ci sono passioni che uniscono le donne a tutte le latitudini: di certo quella per le scarpe si può dire quasi universale. Questa volta è la Nuova Zelanda a far parlare di sé per un modello davvero esclusivo. Si tratta di un paio di decolleté ricoperte di diamanti bianchi per un valore di circa 500mila dollari.


 

A realizzarle è stata la designer Kathryn Wilson in collaborazione con Sarah Hutchings, designer per Orsini Gioielli. Per realizzare le scarpe è stato necessario un lavoro certosino: prima la scelta delle pietre, poi la loro composizione sulle scarpe. Per decorarle è stato necessario usare una pinzetta e una colla speciale: un lavoro di precisione per un paio di scarpe da sogno.

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