La casa di Mountain View vuole trovare un modo per semplificare l’attuale sistema di indirizzi Internet, inadatto all’epoca degli smartphone e a una Rete frequentata da miliardi di utenti Stampa
Lunedì 17 Settembre 2018 08:38

Google dichiara guerra agli url: sono confusionari e inadeguati

 

                                                                                                                                   AFP

Proprio mentre il suo browser Chrome compie 10 anni e si regala un bel lifting estetico, Google tenta di guardare ancora più avanti cercando un modo per liberarsi di un sistema vecchio quasi come la stessa Internet: gli url, ovvero il sistema di indirizzi Internet come http://www.lastampa.it che siamo soliti adottare e vedere nelle caselle di navigazione di tutti i browser per identificare le pagine web online. 

Gli url, acronimo per Uniform Resource Locator, non sono altro che un sistema nato per permettere agli utenti della Rete di individuare pagine, contenuti e interi siti utilizzando stringhe di testo univoche. Nati intorno agli albori della Rete ma perfezionati solo nel 1994, gli url sono figli di un’epoca in cui Internet era ancora un affare di pochi e accessibile solamente via computer: rendevano la navigazione più semplice quel tanto che bastava per gli internauti di allora, i quali per recarsi su un determinato sito spesso non avevano neppure un’ampia scelta di motori di ricerca a disposizione. 

Schemi, host, percorsi e query sono così entrati negli anni a far parte della nostra quotidianità ma per la maggior parte dei naviganti di oggi sono rimasti elementi di un linguaggio parzialmente oscuro, tanto che in molti casi la loro complessità ha rappresentato un terreno fertile per attività illecite. Dato che gli url sono difficili da interpretare, diventa infatti difficile per l’utente meno avvezzo perfino capire quale parte di loro va utilizzata per distinguere un sito autentico da un tentativo di frode. 

Ecco perché gli ingegneri Google stanno pensando a un altro sistema che, pur continuando ad adottare i canonici url come base, visualizzi nelle barre di navigazione informazioni più chiare e sicure sull’identità dei siti. Il problema è che un cambiamento del genere può essere difficile da innescare perfino dagli ingegneri della casa di Mountain View, che peraltro non hanno ancora idea di come fare. “Ancora non so che tipo di sistema proveremo ad adottare, perché è una discussione tutt’ora in corso nel nostro team di sviluppo” ha ammesso in un’intervista a Wired il numero uno dei programmatori di Chrome, Parisa Tabriz; “so solo che qualunque direzione prenderemo, scatenerà ogni tipo di critica. Eppure resta importante fare qualcosa, perché nessuno è soddisfatto degli url così come sono”.

 

FONTE  Lorenzo Longhitano LASTAMPA.IT

 

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