|
|
|
Secondo quanto scritto dalla stampa internazionale nel fine settimana, sarebbero molte le ipotesi al vaglio. |
|
|
|
Lunedì 25 Gennaio 2016 12:06 |
Migranti, vertice straordinario a Amsterdam per salvare Schengen  Potrebbero essere giorni decisivi, questi, per il futuro del Trattato di Schengen sulla libera circolazione in Europa.
L'enorme flusso di migranti e la sostanziale incapacità degli Stati del Vecchio Continente di gestire al meglio l'emergenza sta mettendo infatti a rischio quello che è da sempre considerato uno dei capisaldi dell'Unione Europea.
In questi ultimi mesi Germania, Svezia, Danimarca, Norvegia, Austria e Francia (quest'ultima in seguito agli attacchi terroristici dello scorso 13 novembre) hanno reintrodotto i controlli alla frontiera, una misura che resterà in piedi almeno fino a maggio.
La cosa ha provocato il malcontento di molti altri Paesi, tra i quali l'Italia, ma anche del Fondo Monetario Internazionale.
Durante il Forum di Davos la Direttrice del Fondo, Christine Lagarde, ha spiegato che sul Trattato di Schengen "o la va, o la spacca", il che, tradotto, significa che su questo tema si gioca la sopravvivenza dell'UE.
Il tema è così caldo che oggi, ad Amsterdam, si svolgerà un vertice straordinario dei Ministri degli Interni. Si tratta di un meeting informale, dunque non saranno prese decisioni, dal momento che i 28 puntano ad un accordo politico non più tardi di giugno.
Secondo quanto scritto dalla stampa internazionale nel fine settimana, sarebbero molte le ipotesi al vaglio.
C'è chi vorrebbe "isolare" la Grecia, in particolare il confine con la Macedonia che è molto più vulnerabile per il passaggio dei profughi.
C'è invece chi parla della creazione di un corpo europeo di guardie di frontiera e chi chiede di intervenire ai confini di quegli Stati dove diventa difficile gestire il flusso di migranti.
Secondo la stampa britannica, inoltre, alcuni Stati avrebbero intenzione di chiedere la proroga del Trattato di Schengen fino al 2017. fonte teleborsa.it |
|
|
La responsabile della pubblica amministrazione: «Torneranno le assunzioni per concorso ma addio alla pianta organica. Non ci saranno più incarichi a vita» |
|
|
|
Domenica 24 Gennaio 2016 10:40 |
Il ministro Madia: «Il dirigente che non licenzia sarà licenziato»
Ministro Madia, quale degli undici decreti di attuazione della riforma della pubblica amministrazione approvati giovedì dal governo ritiene più importante? «Tutti i provvedimenti danno il segno del cambiamento. Sia questi undici sia gli altri nove che presenteremo entro agosto - risponde il ministro della Funzione pubblica Marianna Madia -. Un decreto che certamente rappresenta un sfida rispetto al passato è quello sulla riduzione delle società partecipate».
Il governo promette di portarle da 8 mila a mille. Ma i precedenti tentativi sono tutti falliti. Perché questa volta dovreste riuscirci? «Innanzitutto ampliamo i criteri che determinano la chiusura, portandoli a sei. Non potranno sopravvivere le cosiddette scatole vuote, le società doppione, inattive, sotto il milione di fatturato, in perdita per 4 esercizi negli ultimi 5 anni e quelle con una produzione non riconducibile a un interesse generale. Le amministrazioni che partecipano queste società dovranno predisporre i piani di razionalizzazione e se dopo un anno non le avranno chiuse o fuse con altre efficienti, lo farà il ministero dell’Economia al posto loro. Un meccanismo di sostituzione che prova che non stiamo giocando».
Nel 2014 sono stati licenziati 227 dipendenti pubblici. Perché avete rafforzato le norme? «Lo abbiamo fatto per i casi di truffa con prove assolutamente evidenti. Penso a video e foto che documentino che il lavoratore non è presente in ufficio anche se risulta aver strisciato il badge. In questi casi c’è l’obbligo per il dirigente di allontanare il dipendente entro 48 ore. Se non lo fa, viene a sua volta licenziato e incorre nel reato di omissione di atti d’ufficio».
Cioè rischia di andare in prigione? «Questo reato prevede la reclusione, ma sul se e come applicare le pene c’è il giudice».
Puntate insomma sulla deterrenza? «Puntiamo su una norma etica che va innanzitutto a vantaggio della maggioranza dei dipendenti onesti che purtroppo, per colpa di una minoranza di disonesti, sono accomunati sotto l’immagine di fannulloni».
Anche sui servizi pubblici promettete una svolta. Eppure la messa a gara, già prevista dalle leggi, è finora rimasta sulla carta. «Perché si è legiferato troppo e in maniera confusa. Già aver scritto un decreto che fa chiarezza sulle modalità di affidamento dei servizi è garanzia che ciò avverrà. Tuttavia, anche qui è prevista una norma di chiusura, con poteri di commissariamento delle Regioni sui Comuni e dello Stato sulle Regioni. I servizi pubblici dovranno essere organizzati su un’area territoriale non inferiore alle ex Province. E se l’amministrazione vuole mantenere la gestione in house, deve dimostrare che essa è vantaggiosa per i cittadini e ottenere il via libera dell’Antitrust».
I sindacati sostengono che ci sono decine di migliaia di posti di lavoro a rischio. «Siamo consapevoli che si tratta di un cambiamento choc e prevediamo, oltre ai normali ammortizzatori, altre due forme di intervento. La prima è la clausola sociale, per cui nel primo contratto di affidamento la società vincitrice della gara eredita il personale della precedente gestione. La seconda è la mobilità, come abbiamo fatto per le ex Province: blocchiamo le assunzioni nelle partecipate e attiviamo, dove possibile, il ricollocamento degli esuberi».
I decreti vanno ora al parere non vincolante del Parlamento e in alcuni casi della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato. Quando verranno approvati definitivamente? Sono possibili miglioramenti? «Entro 2-3 mesi i decreti saranno sulla Gazzetta Ufficiale . Miglioramenti sono possibili purché, appunto, rafforzino le norme mentre non siamo disponibili a indebolirle».
Ministro, una riforma ambiziosa può camminare sulle gambe dei dipendenti pubblici con l’età media più vecchia d’Europa (oltre 50 anni)? Che fine ha fatto la staffetta generazionale di cui aveva parlato due anni fa? «Innanzitutto i nostri dipendenti pubblici sono più qualificati di quello che si dice. Poi, è evidente che il ricambio è fondamentale. Il punto è come attuare questo ringiovanimento. Dobbiamo portare dentro l’amministrazione le professionalità che servono. Per questo il secondo pacchetto di decreti si fonda su un cambiamento del criterio guida delle assunzioni: non più la pianta organica, ma i fabbisogni».
In pratica? «Oggi ogni amministrazione programma le sue assunzioni in base a vecchie piante organiche che non rappresentano più nulla. Fanno i concorsi, poi spesso non ricevono l’autorizzazione ad assumere, e si formano liste interminabili di idonei mentre si prorogano i contratti precari. Noi intanto abbiamo tolto la doppia autorizzazione, al concorso e all’assunzione. D’ora in poi, se vinci il concorso sei assunto. Ma i concorsi non si faranno più in base ai buchi delle piante organiche ma sui fabbisogni professionali, come si fa in un’azienda privata».
Come cambierà la dirigenza? «Al dirigente pubblico saranno garantite l’autonomia e l’indipendenza fin dall’assunzione per concorso. Ma esse non saranno più legate all’inamovibilità intesa come un percorso automatico di carriera. Passeremo invece a una carriera legata alle valutazioni ricevute. Basta restare a vita nello stesso posto».
I dipendenti reclamano il rinnovo del contratto di lavoro fermo da sei anni. Nella legge di Stabilità ci sono appena 300 milioni. «Per avviare la trattativa è necessario che i sindacati raggiungano un accordo sulla riduzione a 4 dei comparti, come prevede la legge. Poi se la ripresa dell’economia si consoliderà, i 300 milioni potranno anche crescere». FONTE di Enrico Marro CORRIERE.IT |
|
Quasi 7mila i voli cancellati nelle principali città |
|
|
|
Domenica 24 Gennaio 2016 09:24 |
Jonas paralizza la costa Est Usa, già 17 i morti. Blocco totale del traffico a NYC Sale a 17 il numero dei morti per il maltempo negli Usa dopo la tempesta di neve che si è abbattuta sulla East Coast e che, per alcune città, continuerà almeno fino a domenica. Quasi 7mila i voli cancellati nelle principali città che hanno registrato anche parecchi disagi sulle strade. Tre i morti a New York: due nel Queens e una a Staten Island. Si tratta di persone colpite da infarto dopo ore che stavano spalando la neve davanti alle proprie abitazioni. Sei morti solo nel North Carolina a causa di incidenti stradali provocati dal ghiaccio. Su Washington continua a cadere la neve che ha già raggiunto i 22 centimetri provocando disagi ai tre aeroporti con scarse condizioni di visibilità. Il Pentagono ha inviato oltre 2.300 uomini della Guarda Nazionale nei 12 stati della costa orientale Usa sotto la tempesta. Il numero più alto di soldati, 490, opera in Virginia, dove in alcune zone è caduto oltre un metro di neve. A causa del maltempo il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha emanato un'ordinanza che vieta in tutta la città la circolazione dei mezzi pubblici e delle auto private e sospende il servizio ferroviario locale e parte del servizio della metropolitana, in particolare le linee che hanno dei tratti scoperti. Sale a 17 il numero dei morti per il maltempo negli Usa dopo la tempesta di neve che si è abbattuta sulla East Coast e che, per alcune città, continuerà almeno fino a domenica. Quasi 7mila i voli cancellati nelle principali città che hanno registrato anche parecchi disagi sulle strade. Tre i morti a New York: due nel Queens e una a Staten Island. Si tratta di persone colpite da infarto dopo ore che stavano spalando la neve davanti alle proprie abitazioni. Sei morti solo nel North Carolina a causa di incidenti stradali provocati dal ghiaccio. Su Washington continua a cadere la neve che ha già raggiunto i 22 centimetri provocando disagi ai tre aeroporti con scarse condizioni di visibilità. Il Pentagono ha inviato oltre 2.300 uomini della Guarda Nazionale nei 12 stati della costa orientale Usa sotto la tempesta. Il numero più alto di soldati, 490, opera in Virginia, dove in alcune zone è caduto oltre un metro di neve. A causa del maltempo il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha emanato un'ordinanza che vieta in tutta la città la circolazione dei mezzi pubblici e delle auto private e sospende il servizio ferroviario locale e parte del servizio della metropolitana, in particolare le linee che hanno dei tratti scoperti. Sale a 17 il numero dei morti per il maltempo negli Usa dopo la tempesta di neve che si è abbattuta sulla East Coast e che, per alcune città, continuerà almeno fino a domenica. Quasi 7mila i voli cancellati nelle principali città che hanno registrato anche parecchi disagi sulle strade. Tre i morti a New York: due nel Queens e una a Staten Island. Si tratta di persone colpite da infarto dopo ore che stavano spalando la neve davanti alle proprie abitazioni. Sei morti solo nel North Carolina a causa di incidenti stradali provocati dal ghiaccio. Su Washington continua a cadere la neve che ha già raggiunto i 22 centimetri provocando disagi ai tre aeroporti con scarse condizioni di visibilità. Il Pentagono ha inviato oltre 2.300 uomini della Guarda Nazionale nei 12 stati della costa orientale Usa sotto la tempesta. Il numero più alto di soldati, 490, opera in Virginia, dove in alcune zone è caduto oltre un metro di neve. A causa del maltempo il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha emanato un'ordinanza che vieta in tutta la città la circolazione dei mezzi pubblici e delle auto private e sospende il servizio ferroviario locale e parte del servizio della metropolitana, in particolare le linee che hanno dei tratti scoperti. L'emergenza meteo riguarda 22 stati Usa, 6 dei quali hanno dichiarato lo stato di emergenza. Anche il vicepresidente americano, Joe Biden, ha subito disagi. Di ritorno dall'Europa - dove ha partecipato al World Economic Forum di Davos e fatto tappa a Istanbul - è stato costretto ad atterrare a Miami a causa della tempesta di neve abbattutasi su Washington. Il ritorno nella capitale con l'Air Force 2 è previsto quando miglioreranno le condizioni meteo. fonte ansa.it |
|
Terzo italiano dopo Kristian Ghedina nel 1998 e Dominik Paris nel 2013. Cadute per Reichelt e Svindal. |
|
|
|
Sabato 23 Gennaio 2016 17:15 |
Sci:Kitzbuehel, impresa di Peter Fill. L'azzurro domina una Streif della paura  Una Streif così difficile e pericolosa non si era mai vista nei 76 orgogliosi anni di storia della discesa più' famosa del mondo. È' una ragione in più perché questo 23 gennaio 2016 resti inciso negli annali di questo sport. Non solo - e davvero non è poco - perché l'azzurro Peter Fill ha vinto, terzo italiano dopo Kristian Ghedina nel 1998 e Dominik Paris nel 2013 a riuscire in questa impresa. Ma anche e soprattutto perché è' stata una gara costellata da cadute drammatiche che hanno coinvolto atleti di punta ed espertissimi come il norvegese Aksel Svindal e gli austriaci Hannes Reichelt e George Streitberger. Cadute tanto drammatiche da far interrompere definitivamente la gara dopo la prova dei primi trenta migliori velocisti ma convalidando comunque il risultato. E pazienza se il giovane azzurro Mattia Casse, da tutti temuto dopo le sue due straordinarie prove cronometrate, non ha potuto gareggiare visto perché aveva il pettorale 45. Il tutto è successo a Kitzbuehel, nel tempio dello sci, come un pubblico numerosissimo e vip di ogni genere arrivati da tutto il mondo. Da Bernie Ecclestone a Niki Lauda e Arnold Schwarzenegger, da Gwyneth Paltrow a Jason Statham, tutti lì ad emozionarsi e a strabuzzare gli occhi davanti a cotanto spettacolo di coraggio e di paura: accontentati in pieno. Il tutto è accaduto mentre più a sud, nella placida Cortina d'Ampezzo, la solita bella e bionda americana Lindsey Vonn ha portato a casa l'ennesima vittoria ed altri record: 74/o successo in carriera, di cui 34 in discesa. E scusate se è poco. Vonn in 1.37.01 ha messo in riga la canadese Larisa Yurkiw in 1.37.29 e la svizzera Lara Gut in 1.37.68. Miglior azzurra Johanna Schnarf con un bel 5/0 posto in 1.38.07 e poi Verena Stuffer 9/a in 1.38.76. Ma di fronte a quel che è successo sulla Streif, anche Lindsey Vonn deve farsi da parte. A Kitzbuehel la gara e' partita in ritardo per nuvole basse e neve. Poi c' e' stata una schiarita ma è arrivato vento in quota facendo abbassare la partenza e togliendo il primo spettacolare salto, quello della Mausefalle e cioe' della Trappola per topi. E già questo nome dice tutto. Ma il punto più critico di tutti e' stato l'atterraggio dopo il salto della Hausbergkante, prima di imboccare una diagonale mozzafiato e poi il vertiginoso Schuss finale. Le cadute più' drammatiche - con un fondo gelatissimo e mosso perché pieno di gobbe tre su cui gli sci sbattevano come in un frullatore - sono state qui, tenendo tutti col fiato sospeso fino alla decisione - inusuale quanto saggia, ma regolamento alla mano - di fermare tutto per evitare altri guai. Resta così Peter Fill il grande e vero eroe di questa giornata degli uomini jet senza paura. Nelle 76 edizioni della Streif, Fill e' il terzo italiano a riuscire in questa impresa dopo Kristian Ghedina nel 1998 e Dominik Paris nel 2013. Fill ha 33 anni e viene da Castelrotto, sull'altro piano di Siusi. E' sposato ed ha un figlio piccolo, Leon, che proprio oggi compie due anni. Per Fill e' il secondo successo in carriera dopo la vittoria a Lake Louise nel 2008. In più ha collezionato cinque secondi e sette terzi posti. Nel suo palmares ci sono anche un argento ed un bronzo mondiali. Quest'anno aveva cominciato la stagione alla grande con un secondo posto (ad un solo centesimo alle spalle del solito Svindal) ed un terzo. Alle spalle di Fill si sono piazzati in questa discesa gli svizzeri Beat Feuz in 1.52.74 e Carlo Janka in 1.53.02. Il primo altro italiano in classifica e' Dominik Paris, sceso subito dopo Reichelt e che dunque ha saggiamente tirato un po' i freni. Più indietro Christoph Innerhofer e Werner Heel che però non sono mai stati competitivi. Domani a Kitzbuhel si chiude la tre giorni di gare con lo slalom speciale: l'Italia a aspetta ora Giuliano razzoli e Stefano gross reduci dalla doppietta di Wengen. A Cortina invece le ragazze gareggiano in supergigante e tutti si attendono L' ennesimo record di Lindsey Vonn. fonte ansa.it |
|
|
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
|
|
Pagina 1 di 1396 |
|
Notizie Flash
Il più caro al mondo, costa 40mila euro.Ha una forma inequivocabile ma è realizzato in oro 18 carati e tempestato di diamanti, ben 117. |
|
Leggi tutto... |
|